Funzione esponenziale



Il Logaritmo. Proprietà
Dato un numero reale a positivo (a > 0 e a ≠ 1), si
definisce funzione esponenziale
la funzione che ad x   R associa ax :
                  f: x-> ax    (a > 0, a ≠ 1).


In base alla definizione, la funzione esponenziale ha come
dominio R e come codominio R+:
       Dom: x    (-∞; +∞ );      coDom: x        (0; +∞ );
RIPASSO

Proprietà delle potenze:                 Proprietà inverse:

(a > 0, b > 0;            R)             (a > 0, b > 0;           R)
1. a   •   a =a   .                      1. a     =a      •   a
2. a :a = a       .                      2. a     = a :a
3. (a ) = a .                            3. a    = (a ) = (a )
4. (a • b) = a    •   b                  4. a • b = (a•b)
5. a = a .                               5. a = a
     b    b                                 b      b

  Casi particolari:
  .a0 = 1;
  .a-n = 1/an -> a        -n   - b   n

                    b            a
Bisogna distinguere i due casi:
                      1) 0 < a < 1;      2) a > 1.
1 caso:   y = ax     0<a<1


                                  la funzione y = ax risulta sempre
                                  positiva:
                                              ax > 0 , per Vx   R.
               ax1
                                   e decrescente
                                   per V x1, x2 con x1 < x2
               ax2                 ne segue ax > ax .
                                                1    2




     x1   x2
2 caso:        y = ax   a>1




                        la funzione y = ax risulta sempre
                        positiva:
                                    ax > 0 , per Vx   R

  ax2
                        e crescente:
                         per V x1 , x2, con x1 < x2
  ax1
                        ne segue ax < ax .
                                     1    2




          x1    x2
In base alla definizione, la funzione esponenziale ha come
dominio R e come codominio R+:
           Dom: x   (-∞; +∞ );   coDom: x        (0; +∞ );




             1                               1



  y = ax      0<a<1                 y = ax       a>1
Equazioni esponenziali

Si definisce equazione esponenziale un’equazione in cui l’incognita
figura all’esponente, cioè un’equazione del tipo:
                                    aP(x) = aQ(x)
Es.:                              43x   – 1   = 83 + x
Procedura risolutiva: si devono scrivere i due membri
dell’equazione sotto forma di potenze della stessa base.
       22(3x – 1)= 23(3 +x) ;   26x – 2= 29 +3x ; da cui 6x – 2= 9 +3x .
Es.:                       3x(3x-2) = 1
                          3x(3x-2) = 30 ;        x(3x-2) = 0
3x+2 = 4•2x; 3x • 32 = 4•2x;       3x/2x= 32/22;         (3/2)x = (2/3)-2;   x = -2
Definizione di Logaritmo
Data l’equazione              ax = b
 si dimostra che, per a > 0, a ≠ 1 e b > 0, ammette una ed una
 sola soluzione x   R.
 Dimostrazione grafica: l’equazione data si associa al sistema:

                                  y = ax
                                  y = b.


  Graficamente la soluzione del sistema è rappresentata
dall’intersezione del grafico della funzione esponenziale y = ax
con la retta y = b. Tali grafici si intersecano in uno ed un solo
punto.
y
                 0<a<1
                                              y
                                                   a >y=ax
                                                       0
    y=ax




           b      y=b                         b              y=b




   logab                x                            logab    x




 La soluzione dell’equazione si definisce:
logaritmo in base a di b e si scrive
                        x = logab.
 Quindi, si definisce logaritmo in base a (con a > 0, a ≠1) del
numero reale b (con b>0), l’esponente che si deve dare ad a per
ottenere b.
Le basi dei logaritmi notevoli sono: la base 10, in questo caso,
convenzionalmente si scrive Log e si parla di logaritmi decimali;
la base e; in questo caso si scrive log oppure ln in questo caso
si parla di logaritmo neperiano o naturale.
Casi particolari:
loga a = 1; loga 1 = 0;
Esempi:
calcolare log2 8;
si indica log2 8 = x, da cui 2x=8, 2x = 23, quindi x=3.
calcolare log½ 8;
si indica log½ 8 = x, da cui (½)x=8, (½ )x = 23, (2)-x =23
quindi x=-3.
Dalla definizione di logaritmo si hanno le due seguenti
identità:
Per definizione di logaritmo logab = x (1)
si ha                             ax = b, (2)
1. ora, se si sostituisce b, dato dalla (2) nella (1), si ha:
                           loga ax= x
Questa identità si utilizza per scrivere un numero reale x in
forma logaritmica.
2. Se si sostituisce x, dato dalla (1) nella (2), si ha:

                          a logab = b,
Questa identità si utilizza per scrivere un numero reale
b, positivo, in forma esponenziale.
Proprietà dei logaritmi.

Prima proprietà:
Il logaritmo del prodotto di due numeri reali è uguale alla somma
dei logaritmi dei moduli dei due fattori.
                        loga(p•q) = loga|p| + loga|q|.
Osservazione: al 1 membro deve valere la condizione: p•q > 0;
               il fatto che sia p•q > 0, implica la doppia
conseguenza:
               o (p>0 e q>0) opp. (p<0 e q<0).
quindi, al secondo membro è necessario considerare il valore
assoluto di p e di q.
Seconda proprietà:
Il logaritmo del quoziente di due numeri reali è uguale alla
differenza dei logaritmi dei moduli dei due numeri.
                   loga( p ) = loga|p| - loga|q|.
                         q
Osservazione:al 1 membro deve essere p/q > 0;
               il fatto che sia p/q > 0, implica la doppia
conseguenza:
               o (p>0 e q>0) opp. (p<0 e q<0).
quindi al secondo membro è necessario considerare il valore
assoluto di p e di q.
Terza proprietà:
Il logaritmo della potenza di un numero reale positivo è uguale al
prodotto dell’esponente per il logaritmo della base della
potenza:
                 loga pk = klogap   con p>0; k R
Es.:
                    loga n√pm = (m/n)logap .
Dimostrazione della 1A proprietà: supponendo p>0; q>0,
                         loga(p•q) = logap + logaq.
si sostituisce
                     loga p = x e     loga q = y, (*)
Per la definizione di logaritmo risulta:
    ax = p e ay = q , si moltiplicano membro a membro le due
uguaglianze: ax•ay = p•q, per la 1A proprietà delle potenze si ha:
                                ax + y = p•q.
In questa uguaglianza x + y rappresenta l’esponente che bisogna
dare ad a per ottenere p•q. Quindi per definizione di logaritmo,
risulta: x + y = loga (p•q).
Per le sostituzioni (*), si ha: loga p + loga q = loga (p•q).
Dimostrazione della 2A proprietà: supponendo p > 0; q > 0,
                        loga(p/q) = loga p - loga q.
si sostituisce
                     loga p = x e      loga q = y, (*)
Per la definizione di logaritmo risulta:
    ax = p e ay = q, si dividono membro a membro le due
uguaglianze: ax /ay = (p/q), per la 2A proprietà delle potenze si ha:
                                ax - y = p/q.
In questa uguaglianza x - y rappresenta l’esponente che bisogna
dare ad a per ottenere (p/q). Quindi per definizione di
logaritmo, risulta: x - y = loga (p/q).
Per le sostituzioni (*), si ha: loga p – loga q = loga (p/q).
Dimostrazione della 3A proprietà:
                  loga pk = klogap con p>0 e con k   R
si sostituisce
                              logap = x      (*)
Per la definizione di logaritmo risulta:
    ax = p; si elevano entrambi i membri a potenza k :
                                (ax) k = pk,
per la 3A proprietà delle potenze si ha:
                                 akx = pk.
 In questa uguaglianza kx rappresenta l’esponente che, dato ad a,
 dà come risultato pk. Quindi per definizione di logaritmo, risulta:
                               kx = loga pk
Per la sostituzione (*), si ha: kloga p = loga pk.
SCHEMA PROPRIETA’ DEI LOGARITMI



  Proprietà dirette:                Proprietà inverse:



loga(p•q) = loga|p| + loga|q|.     logap + logaq = loga(p•q)

loga( p/q ) = loga|p| - loga|q|.   loga p - loga q = loga( p/q )

loga pk = kloga |p|.               kloga p = loga pk .

a>0; a≠1; k R                      a>0; a≠1; p>0; q>0; k R

o (p>0 e q>0) opp. (p<0 e q<0).
Teorema del cambiamento della base.



Passaggio dal logaritmo in base a di un numero b
al logaritmo in base k di b.
Il logaritmo in una nuova base k del numero b è uguale al
rapporto tra il logaritmo nella base a, di partenza, di b e il
logaritmo nella base di partenza a della nuova base k:


                               logab
                    logkb=
                               logak

               a>0, a≠1; b>0, b≠1; k>0, k≠1;
Dimostrazione del teorema.
Si pone
                         logkb = x     (*)
per definizione di logaritmo, risulta:     kx = b;
ora si calcola il logaritmo in base a di entrambi i membri:
                           loga kx = loga b,
per la proprietà del logaritmo di una potenza, risulta:
                           x• loga k = loga b
per la sostituzione (*):
                      logkb • loga k = loga b
da cui, ricavando logkb, il teorema:

                                  logab
                       logkb=
                                  logak
Caso particolare.   Se si pone: b = a


                                  logab
                        logkb=
                                  logak

La relazione diventa:
                                   logaa
                         logka=
                                   logak
Da cui:

            1           Cioè, scambiando la base k del logaritmo
 logka=                 con il suo argomento a, si ottiene il
          logak         reciproco del logaritmo in base a di k.
La Funzione Logaritmo

Dato un numero reale a positivo (a > 0 e a ≠ 1), si
definisce funzione logaritmica
la funzione che ad x   R+ associa logax :
          f: x -> logax      (a > 0, a ≠ 1; x > 0).
                         y = logax

In base alla definizione, la funzione logaritmica ha come
dominio R+ e come codominio R:

       Dom: x   (0; +∞ );     coDom: x      (-∞ ; +∞ );
Nella definizione di funzione esponenziale:
 y = ax , x rappresenta l’esponente che bisogna dare ad a per
ottenere y; questa è la definizione di logaritmo in base a di y:
                             x = logay.
La funzione esponenziale risulta invertibile.
Ora il grafico di x = loga y coincide con quello di y = ax.
Ma se si opera lo scambio di variabili x <=> y, allora si ottiene
                            y = logax.
Quindi il grafico della funzione logaritmica risulta
simmetrico del grafico di y = ax, rispetto alla bisettrice del 1
e 3 quadrante.
In base alla definizione di logaritmo, si deduce che si tratta
dell’operazione inversa dell’elevamento a potenza.


                         y = ax      y=x
y = ax,   a>1




                                       y = logax

                                      y = logax,     a>1
y = a x,   0<x<1
                   y=x




                         y = logax,   0 <a< 1
y = logax,   0 <a< 1



y = logax,   a>1
Esercizio.
Le funzioni:
               f(x) = log(x-1)2   e     g(x) = 2log(x-1)
Sono la stessa funzione? Spiegare.
Non sono la stessa funzione.
Infatti, le due funzioni hanno domini diversi:
Domf(x):       (x-1)2 > 0 -> V x ≠ 1.    x   {(-∞; 1) v (1; +∞)}

Domg(x):        x – 1 > 0 -> x > 1.      x   (1; +∞).
Per rendere le due funzioni identiche si deve scrivere:
                          g(x) = 2log|x-1|
tenendo presente la terza proprietà.
Calcolare il dominio della funzione:
                       f(x) = log(x2-1) (2x2 – 3x)
Si tratta di una funzione logaritmica di base (x2-1)
e argomento (2x2 -3x).
Primo modo:
Per la definizione di logaritmo, occorre porre le condizioni sulla
base :
                       (x2 – 1) > 0 e x2 – 1 ≠ 1
e sull’argomento del logaritmo:
                            (2x2 – 3x) > 0
Quindi si tratta di risolvere il sistema:

                         x2 – 1 > 0
                         x2 – 1 ≠ 1.
                         2x2 – 3x > 0
Secondo modo:
Si applica il teorema del cambiamento di base per scrivere la
funzione nel seguente modo:

                  f(x) = log (2x2 – 3x)
                          log (x2- 1)

Si hanno le condizioni sugli argomenti dei due logaritmi:
                  (2x2 – 3x) > 0;   x2 – 1 > 0
E la condizione sul denominatore:
                log (x2- 1) ≠ 0 cioè (x2- 1) ≠ 1
Quindi si ritrova il sistema precedente:

                        x2 – 1 > 0
                        x2 – 1 ≠ 1.
                        2x2 – 3x > 0

Logaritmi

  • 1.
  • 2.
    Dato un numeroreale a positivo (a > 0 e a ≠ 1), si definisce funzione esponenziale la funzione che ad x R associa ax : f: x-> ax (a > 0, a ≠ 1). In base alla definizione, la funzione esponenziale ha come dominio R e come codominio R+: Dom: x (-∞; +∞ ); coDom: x (0; +∞ );
  • 3.
    RIPASSO Proprietà delle potenze: Proprietà inverse: (a > 0, b > 0; R) (a > 0, b > 0; R) 1. a • a =a . 1. a =a • a 2. a :a = a . 2. a = a :a 3. (a ) = a . 3. a = (a ) = (a ) 4. (a • b) = a • b 4. a • b = (a•b) 5. a = a . 5. a = a b b b b Casi particolari: .a0 = 1; .a-n = 1/an -> a -n - b n b a
  • 4.
    Bisogna distinguere idue casi: 1) 0 < a < 1; 2) a > 1. 1 caso: y = ax 0<a<1 la funzione y = ax risulta sempre positiva: ax > 0 , per Vx R. ax1 e decrescente per V x1, x2 con x1 < x2 ax2 ne segue ax > ax . 1 2 x1 x2
  • 5.
    2 caso: y = ax a>1 la funzione y = ax risulta sempre positiva: ax > 0 , per Vx R ax2 e crescente: per V x1 , x2, con x1 < x2 ax1 ne segue ax < ax . 1 2 x1 x2
  • 6.
    In base alladefinizione, la funzione esponenziale ha come dominio R e come codominio R+: Dom: x (-∞; +∞ ); coDom: x (0; +∞ ); 1 1 y = ax 0<a<1 y = ax a>1
  • 7.
    Equazioni esponenziali Si definisceequazione esponenziale un’equazione in cui l’incognita figura all’esponente, cioè un’equazione del tipo: aP(x) = aQ(x) Es.: 43x – 1 = 83 + x Procedura risolutiva: si devono scrivere i due membri dell’equazione sotto forma di potenze della stessa base. 22(3x – 1)= 23(3 +x) ; 26x – 2= 29 +3x ; da cui 6x – 2= 9 +3x . Es.: 3x(3x-2) = 1 3x(3x-2) = 30 ; x(3x-2) = 0 3x+2 = 4•2x; 3x • 32 = 4•2x; 3x/2x= 32/22; (3/2)x = (2/3)-2; x = -2
  • 8.
  • 9.
    Data l’equazione ax = b si dimostra che, per a > 0, a ≠ 1 e b > 0, ammette una ed una sola soluzione x R. Dimostrazione grafica: l’equazione data si associa al sistema: y = ax y = b. Graficamente la soluzione del sistema è rappresentata dall’intersezione del grafico della funzione esponenziale y = ax con la retta y = b. Tali grafici si intersecano in uno ed un solo punto.
  • 10.
    y 0<a<1 y a >y=ax 0 y=ax b y=b b y=b logab x logab x La soluzione dell’equazione si definisce: logaritmo in base a di b e si scrive x = logab. Quindi, si definisce logaritmo in base a (con a > 0, a ≠1) del numero reale b (con b>0), l’esponente che si deve dare ad a per ottenere b.
  • 11.
    Le basi deilogaritmi notevoli sono: la base 10, in questo caso, convenzionalmente si scrive Log e si parla di logaritmi decimali; la base e; in questo caso si scrive log oppure ln in questo caso si parla di logaritmo neperiano o naturale. Casi particolari: loga a = 1; loga 1 = 0; Esempi: calcolare log2 8; si indica log2 8 = x, da cui 2x=8, 2x = 23, quindi x=3. calcolare log½ 8; si indica log½ 8 = x, da cui (½)x=8, (½ )x = 23, (2)-x =23 quindi x=-3.
  • 12.
    Dalla definizione dilogaritmo si hanno le due seguenti identità: Per definizione di logaritmo logab = x (1) si ha ax = b, (2) 1. ora, se si sostituisce b, dato dalla (2) nella (1), si ha: loga ax= x Questa identità si utilizza per scrivere un numero reale x in forma logaritmica. 2. Se si sostituisce x, dato dalla (1) nella (2), si ha: a logab = b, Questa identità si utilizza per scrivere un numero reale b, positivo, in forma esponenziale.
  • 13.
    Proprietà dei logaritmi. Primaproprietà: Il logaritmo del prodotto di due numeri reali è uguale alla somma dei logaritmi dei moduli dei due fattori. loga(p•q) = loga|p| + loga|q|. Osservazione: al 1 membro deve valere la condizione: p•q > 0; il fatto che sia p•q > 0, implica la doppia conseguenza: o (p>0 e q>0) opp. (p<0 e q<0). quindi, al secondo membro è necessario considerare il valore assoluto di p e di q.
  • 14.
    Seconda proprietà: Il logaritmodel quoziente di due numeri reali è uguale alla differenza dei logaritmi dei moduli dei due numeri. loga( p ) = loga|p| - loga|q|. q Osservazione:al 1 membro deve essere p/q > 0; il fatto che sia p/q > 0, implica la doppia conseguenza: o (p>0 e q>0) opp. (p<0 e q<0). quindi al secondo membro è necessario considerare il valore assoluto di p e di q.
  • 15.
    Terza proprietà: Il logaritmodella potenza di un numero reale positivo è uguale al prodotto dell’esponente per il logaritmo della base della potenza: loga pk = klogap con p>0; k R Es.: loga n√pm = (m/n)logap .
  • 16.
    Dimostrazione della 1Aproprietà: supponendo p>0; q>0, loga(p•q) = logap + logaq. si sostituisce loga p = x e loga q = y, (*) Per la definizione di logaritmo risulta: ax = p e ay = q , si moltiplicano membro a membro le due uguaglianze: ax•ay = p•q, per la 1A proprietà delle potenze si ha: ax + y = p•q. In questa uguaglianza x + y rappresenta l’esponente che bisogna dare ad a per ottenere p•q. Quindi per definizione di logaritmo, risulta: x + y = loga (p•q). Per le sostituzioni (*), si ha: loga p + loga q = loga (p•q).
  • 17.
    Dimostrazione della 2Aproprietà: supponendo p > 0; q > 0, loga(p/q) = loga p - loga q. si sostituisce loga p = x e loga q = y, (*) Per la definizione di logaritmo risulta: ax = p e ay = q, si dividono membro a membro le due uguaglianze: ax /ay = (p/q), per la 2A proprietà delle potenze si ha: ax - y = p/q. In questa uguaglianza x - y rappresenta l’esponente che bisogna dare ad a per ottenere (p/q). Quindi per definizione di logaritmo, risulta: x - y = loga (p/q). Per le sostituzioni (*), si ha: loga p – loga q = loga (p/q).
  • 18.
    Dimostrazione della 3Aproprietà: loga pk = klogap con p>0 e con k R si sostituisce logap = x (*) Per la definizione di logaritmo risulta: ax = p; si elevano entrambi i membri a potenza k : (ax) k = pk, per la 3A proprietà delle potenze si ha: akx = pk. In questa uguaglianza kx rappresenta l’esponente che, dato ad a, dà come risultato pk. Quindi per definizione di logaritmo, risulta: kx = loga pk Per la sostituzione (*), si ha: kloga p = loga pk.
  • 19.
    SCHEMA PROPRIETA’ DEILOGARITMI Proprietà dirette: Proprietà inverse: loga(p•q) = loga|p| + loga|q|. logap + logaq = loga(p•q) loga( p/q ) = loga|p| - loga|q|. loga p - loga q = loga( p/q ) loga pk = kloga |p|. kloga p = loga pk . a>0; a≠1; k R a>0; a≠1; p>0; q>0; k R o (p>0 e q>0) opp. (p<0 e q<0).
  • 20.
    Teorema del cambiamentodella base. Passaggio dal logaritmo in base a di un numero b al logaritmo in base k di b. Il logaritmo in una nuova base k del numero b è uguale al rapporto tra il logaritmo nella base a, di partenza, di b e il logaritmo nella base di partenza a della nuova base k: logab logkb= logak a>0, a≠1; b>0, b≠1; k>0, k≠1;
  • 21.
    Dimostrazione del teorema. Sipone logkb = x (*) per definizione di logaritmo, risulta: kx = b; ora si calcola il logaritmo in base a di entrambi i membri: loga kx = loga b, per la proprietà del logaritmo di una potenza, risulta: x• loga k = loga b per la sostituzione (*): logkb • loga k = loga b da cui, ricavando logkb, il teorema: logab logkb= logak
  • 22.
    Caso particolare. Se si pone: b = a logab logkb= logak La relazione diventa: logaa logka= logak Da cui: 1 Cioè, scambiando la base k del logaritmo logka= con il suo argomento a, si ottiene il logak reciproco del logaritmo in base a di k.
  • 23.
    La Funzione Logaritmo Datoun numero reale a positivo (a > 0 e a ≠ 1), si definisce funzione logaritmica la funzione che ad x R+ associa logax : f: x -> logax (a > 0, a ≠ 1; x > 0). y = logax In base alla definizione, la funzione logaritmica ha come dominio R+ e come codominio R: Dom: x (0; +∞ ); coDom: x (-∞ ; +∞ );
  • 24.
    Nella definizione difunzione esponenziale: y = ax , x rappresenta l’esponente che bisogna dare ad a per ottenere y; questa è la definizione di logaritmo in base a di y: x = logay. La funzione esponenziale risulta invertibile. Ora il grafico di x = loga y coincide con quello di y = ax. Ma se si opera lo scambio di variabili x <=> y, allora si ottiene y = logax. Quindi il grafico della funzione logaritmica risulta simmetrico del grafico di y = ax, rispetto alla bisettrice del 1 e 3 quadrante.
  • 25.
    In base alladefinizione di logaritmo, si deduce che si tratta dell’operazione inversa dell’elevamento a potenza. y = ax y=x y = ax, a>1 y = logax y = logax, a>1
  • 26.
    y = ax, 0<x<1 y=x y = logax, 0 <a< 1
  • 27.
    y = logax, 0 <a< 1 y = logax, a>1
  • 28.
    Esercizio. Le funzioni: f(x) = log(x-1)2 e g(x) = 2log(x-1) Sono la stessa funzione? Spiegare. Non sono la stessa funzione. Infatti, le due funzioni hanno domini diversi: Domf(x): (x-1)2 > 0 -> V x ≠ 1. x {(-∞; 1) v (1; +∞)} Domg(x): x – 1 > 0 -> x > 1. x (1; +∞). Per rendere le due funzioni identiche si deve scrivere: g(x) = 2log|x-1| tenendo presente la terza proprietà.
  • 29.
    Calcolare il dominiodella funzione: f(x) = log(x2-1) (2x2 – 3x) Si tratta di una funzione logaritmica di base (x2-1) e argomento (2x2 -3x). Primo modo: Per la definizione di logaritmo, occorre porre le condizioni sulla base : (x2 – 1) > 0 e x2 – 1 ≠ 1 e sull’argomento del logaritmo: (2x2 – 3x) > 0 Quindi si tratta di risolvere il sistema: x2 – 1 > 0 x2 – 1 ≠ 1. 2x2 – 3x > 0
  • 30.
    Secondo modo: Si applicail teorema del cambiamento di base per scrivere la funzione nel seguente modo: f(x) = log (2x2 – 3x) log (x2- 1) Si hanno le condizioni sugli argomenti dei due logaritmi: (2x2 – 3x) > 0; x2 – 1 > 0 E la condizione sul denominatore: log (x2- 1) ≠ 0 cioè (x2- 1) ≠ 1 Quindi si ritrova il sistema precedente: x2 – 1 > 0 x2 – 1 ≠ 1. 2x2 – 3x > 0