Lucio Settimio Bassiano
detto Caracalla
“L’unico uomo più crudele di
Hitler? Caracalla” ~ George
Duckingworth, 2002
Caracalla: Origini familiari
Caracalla nacque a Lugdunum (oggi Lione, in Francia), nella
Gallia Lugdunense, nel 188, figlio di Lucio Settimio Severo,
governatore della provincia al tempo della sua nascita
(sarebbe poi diventato imperatore) e di Giulia Domna, donna
di origini siriane. Aveva un fratello minore, Publio Settimo
Geta, con il quale inizialmente fu cotretto a dividere il potere.
Caracalla: Carriera politica
Nel 200 Gaio Fulvio Plauziano,
padre di Fulvia Plautilla,
promise a Caracalla la mano
della figlia. I due si sposarono
nel 202, ma tre anni dopo
divorziarono, poiché Caracalla
aveva fatto giustiziare
Plauziano. La tradizione vuole
che il futuro imperatore
rifiutasse di dormire e di
mangiare con la moglie, così
che non ebbe figli da lei. Dopo il
divorzio, Caracalla esiliò lei e
suo fratello Ortensiano sull'isola
di Lipari, dove nel 212 furono
giustiziati. Così nacque la figura
brutale e sanguinaria di
Caracalla.
Caracalla: l’ascesa al trono
Succedette nel 211 al padre assieme al fratello Geta,
ma non era disposto a dividere il potere imperiale,
anche a causa di alcuni dissapori. A dicembre lo uccise
e ottenne il sostegno dei pretoriani corrompendoli.
Caracalla, successivamente, si accanì coi seguaci
dell’ormai defunto fratello e uccise circa 20,000
Caracalla: Riforma militare
Una volta che il suo potere ebbe raggiunto una certa stabilità, Caracalla fu fortemente
influenzato dalla figura di sua madre, Giulia Domna. Infatti, questa possedeva un potere
che mai nessuna donna aveva raggiunto nella storia romana. Inoltre, la carriera di
Caracalla per quanto concerne le riforme militari fu fortemente condizionata da alcuni
consigli che ricevette dal padre sul letto di morte. Effettivamente, il nuovo imperatore
proseguì sulla falsa riga di un progetto già intrapreso dal suo predecessore. Egli infatti
aumentò la paga di ogni legionario (fu portata a 675 denari) e conferì molteplici benefici
ai soldati. Ciò, dunque, non fece altro che assicurargli la fiducia dell’esercito. Molti
amano infatti dire che l’unica classe sociale che nel suo insieme appoggiò Caracalla fu
senz’altro quella militare. Infine, riprese lo schieramento tipico di Alessandro Magno: la
falange macedone.
Caracalla: Riforma monetaria
Grazie a Caracalla, nel 215 si ebbe un’importante riforma monetaria.
Infatti, il Denario, una delle principali monete romane all’epoca, aveva subito
un enorme svalutazione, riducendosi ad avere meno del 50% di argento.
Con la riforma di Caracalla venne svalutato l'Aureo, portandone il valore ad
1/50 di libbra (6,54g). Inoltre, sia per l'Aureo che per il Denario vennero
introdotte monete con valore doppio: il doppio Aureo (Binione) ed il Doppio
Denario (Antoniniano).
Mentre l'Aureo ebbe una valutazione abbastanza stabile, anche l'Antoniniano
subì la progressiva svalutazione avuta dal Denario, fino a ridursi ad un
contenuto d'argento del 2%.
Dunque, si può benissimo affermare che la riforma di Caracalla non portò
alcun miglioramento all’economia imperiale.
Le due facce dell’Antoniniano Le due facce del Binione
Caracalla: Politica Estera
• Nel 212, gli Alemanni si affacciarono per la prima
volta lungo il confine germanico-retico. Pertanto,
l’anno dopo, Caracalla fu costretto a precipitarsi in
questo luogo per evitare una possibile invasione da
parte della popolazione barbara. Le vittorie che
ottenne gli valsero il soprannome di Germanicus
Maximus e Alemannicus. Tuttavia, molti credono che
in realtà egli avesse “comprato” questi successi per
ottenere una provvisoria pace cogli Alemanni.
• Caracalla riuscì anche a sconfiggere Quadi,
Daci liberi, Goti e Carpi tra il 214 e il 215.
• Si racconta perfino che, volendosi impossessare
del regno dei Parti, chiese la mano della figlia del
re, ma questi rifiutò. Dunque, cominciò una
campagna militare nel loro territorio, che però non
ebbe esito fortunato.
Caracalla: Constitutio Antoniniana e
morte
• Per far fronte alla crisi economica, Caracalla emanò un editto nominato
“Constitutio Antoniniana”, che concedeva di fatto la cittadinanza a tutti gli
abitanti liberi dell’impero. Da questa legge furono però esclusi i Dediticii, i quali
potrebbero essere identificati in tutti quei cittadini che non facevano parte del
mondo greco-romano.
• Caracalla fu altamente odiato dai
Romani, eccezion fatta per i soldati, che lo
appoggiavano per i numerosi vantaggi e
privilegi che aveva loro concesso.
Pertanto, nel 217, mentre si recava in
Partia per una seconda spedizione, fu
ucciso da Marziale, un pretoriano che
voleva vendicare la morte del fratello,
condannato dall’imperatore.
Le Terme di Caracalla
Le Terme di Caracalla o Antoniniane (dal nome della dinastia degli Antonini)
costituiscono uno dei più grandiosi esempi di terme imperiali di Roma, poiché
sonoo ancora conservate per gran parte della loro struttura e libere da edifici
moderni. Furono volute dall'imperatore Caracalla sull'Aventino.
Queste terme erano le più sontuose della capitale dell'Impero romano, benché
destinate all'uso di massa del popolo dei vicini quartieri popolari, mentre le
classi sociali più altolocate erano solite frequentare le terme di Agrippa, quelle
di Nerone o soprattutto le terme di Traiano.
Le terme di Caracalla furono superate in grandezza solo da quelle, successive,
di Diocleziano; tuttavia le rovine delle terme di Caracalla sono l'esempio più
integro di grandi terme imperiali.
Caracalla in letteratura
• Goffredo di
Monmouth nella
Historia Regum
Britanniae (Storia dei
Re di Britannia), una
celebre cronaca in
Latino, elenca
Caracalla, con il nome
di Bassiano, tra i
sovrani di Britannia che
succedettero a Geta.
Ma nell'opera
l'Imperatore appare
come fratellastro di
Geta e figlio di una
madre britannica.
• Nel capitolo XIX (come evitare il disprezzo e
l'odio) del capolavoro 'Il Principe' di Niccolò
Machiavelli è citato anche Antonino Caracalla. La
valutazione del Machiavelli non è positiva:
Caracalla viene descritto come un uomo spietato e
crudele a dismisura.
Caracalla: Damnatio Memoriae
Dopo il fratricidio, Caracalla infangò la
memoria di Geta ed ordinò che il suo nome
fosse rimosso da tutte le iscrizioni (damnatio
memoriae).
Caracalla decise di eliminare per sempre le
prove dell'esistenza del fratello attuando
questa procedura riservata soltanto a uomini
che con le loro azioni avevano macchiato
l'onore romano. Esempi di Damnatio
memoriae sono presenti sull'arco di Settimio
Severo a Roma nel Foro, dove il nome di
Geta venne cancellato e sostituito dalle parole
“optimis fortissimisque principibus”, e nell'arco
severiano di Leptis Magna, dove la figura di
Geta è abrasa dall'arco stesso. La distruzione
della memoria di Geta fu tra le più
capillarmente eseguite nella storia di Roma,
per questo trovarne tracce o ritratti è
estremamente raro e difficile.

Caracalla

  • 1.
    Lucio Settimio Bassiano dettoCaracalla “L’unico uomo più crudele di Hitler? Caracalla” ~ George Duckingworth, 2002
  • 2.
    Caracalla: Origini familiari Caracallanacque a Lugdunum (oggi Lione, in Francia), nella Gallia Lugdunense, nel 188, figlio di Lucio Settimio Severo, governatore della provincia al tempo della sua nascita (sarebbe poi diventato imperatore) e di Giulia Domna, donna di origini siriane. Aveva un fratello minore, Publio Settimo Geta, con il quale inizialmente fu cotretto a dividere il potere.
  • 3.
    Caracalla: Carriera politica Nel200 Gaio Fulvio Plauziano, padre di Fulvia Plautilla, promise a Caracalla la mano della figlia. I due si sposarono nel 202, ma tre anni dopo divorziarono, poiché Caracalla aveva fatto giustiziare Plauziano. La tradizione vuole che il futuro imperatore rifiutasse di dormire e di mangiare con la moglie, così che non ebbe figli da lei. Dopo il divorzio, Caracalla esiliò lei e suo fratello Ortensiano sull'isola di Lipari, dove nel 212 furono giustiziati. Così nacque la figura brutale e sanguinaria di Caracalla.
  • 4.
    Caracalla: l’ascesa altrono Succedette nel 211 al padre assieme al fratello Geta, ma non era disposto a dividere il potere imperiale, anche a causa di alcuni dissapori. A dicembre lo uccise e ottenne il sostegno dei pretoriani corrompendoli. Caracalla, successivamente, si accanì coi seguaci dell’ormai defunto fratello e uccise circa 20,000
  • 5.
    Caracalla: Riforma militare Unavolta che il suo potere ebbe raggiunto una certa stabilità, Caracalla fu fortemente influenzato dalla figura di sua madre, Giulia Domna. Infatti, questa possedeva un potere che mai nessuna donna aveva raggiunto nella storia romana. Inoltre, la carriera di Caracalla per quanto concerne le riforme militari fu fortemente condizionata da alcuni consigli che ricevette dal padre sul letto di morte. Effettivamente, il nuovo imperatore proseguì sulla falsa riga di un progetto già intrapreso dal suo predecessore. Egli infatti aumentò la paga di ogni legionario (fu portata a 675 denari) e conferì molteplici benefici ai soldati. Ciò, dunque, non fece altro che assicurargli la fiducia dell’esercito. Molti amano infatti dire che l’unica classe sociale che nel suo insieme appoggiò Caracalla fu senz’altro quella militare. Infine, riprese lo schieramento tipico di Alessandro Magno: la falange macedone.
  • 6.
    Caracalla: Riforma monetaria Graziea Caracalla, nel 215 si ebbe un’importante riforma monetaria. Infatti, il Denario, una delle principali monete romane all’epoca, aveva subito un enorme svalutazione, riducendosi ad avere meno del 50% di argento. Con la riforma di Caracalla venne svalutato l'Aureo, portandone il valore ad 1/50 di libbra (6,54g). Inoltre, sia per l'Aureo che per il Denario vennero introdotte monete con valore doppio: il doppio Aureo (Binione) ed il Doppio Denario (Antoniniano). Mentre l'Aureo ebbe una valutazione abbastanza stabile, anche l'Antoniniano subì la progressiva svalutazione avuta dal Denario, fino a ridursi ad un contenuto d'argento del 2%. Dunque, si può benissimo affermare che la riforma di Caracalla non portò alcun miglioramento all’economia imperiale. Le due facce dell’Antoniniano Le due facce del Binione
  • 7.
    Caracalla: Politica Estera •Nel 212, gli Alemanni si affacciarono per la prima volta lungo il confine germanico-retico. Pertanto, l’anno dopo, Caracalla fu costretto a precipitarsi in questo luogo per evitare una possibile invasione da parte della popolazione barbara. Le vittorie che ottenne gli valsero il soprannome di Germanicus Maximus e Alemannicus. Tuttavia, molti credono che in realtà egli avesse “comprato” questi successi per ottenere una provvisoria pace cogli Alemanni. • Caracalla riuscì anche a sconfiggere Quadi, Daci liberi, Goti e Carpi tra il 214 e il 215. • Si racconta perfino che, volendosi impossessare del regno dei Parti, chiese la mano della figlia del re, ma questi rifiutò. Dunque, cominciò una campagna militare nel loro territorio, che però non ebbe esito fortunato.
  • 8.
    Caracalla: Constitutio Antoninianae morte • Per far fronte alla crisi economica, Caracalla emanò un editto nominato “Constitutio Antoniniana”, che concedeva di fatto la cittadinanza a tutti gli abitanti liberi dell’impero. Da questa legge furono però esclusi i Dediticii, i quali potrebbero essere identificati in tutti quei cittadini che non facevano parte del mondo greco-romano. • Caracalla fu altamente odiato dai Romani, eccezion fatta per i soldati, che lo appoggiavano per i numerosi vantaggi e privilegi che aveva loro concesso. Pertanto, nel 217, mentre si recava in Partia per una seconda spedizione, fu ucciso da Marziale, un pretoriano che voleva vendicare la morte del fratello, condannato dall’imperatore.
  • 9.
    Le Terme diCaracalla Le Terme di Caracalla o Antoniniane (dal nome della dinastia degli Antonini) costituiscono uno dei più grandiosi esempi di terme imperiali di Roma, poiché sonoo ancora conservate per gran parte della loro struttura e libere da edifici moderni. Furono volute dall'imperatore Caracalla sull'Aventino. Queste terme erano le più sontuose della capitale dell'Impero romano, benché destinate all'uso di massa del popolo dei vicini quartieri popolari, mentre le classi sociali più altolocate erano solite frequentare le terme di Agrippa, quelle di Nerone o soprattutto le terme di Traiano. Le terme di Caracalla furono superate in grandezza solo da quelle, successive, di Diocleziano; tuttavia le rovine delle terme di Caracalla sono l'esempio più integro di grandi terme imperiali.
  • 10.
    Caracalla in letteratura •Goffredo di Monmouth nella Historia Regum Britanniae (Storia dei Re di Britannia), una celebre cronaca in Latino, elenca Caracalla, con il nome di Bassiano, tra i sovrani di Britannia che succedettero a Geta. Ma nell'opera l'Imperatore appare come fratellastro di Geta e figlio di una madre britannica. • Nel capitolo XIX (come evitare il disprezzo e l'odio) del capolavoro 'Il Principe' di Niccolò Machiavelli è citato anche Antonino Caracalla. La valutazione del Machiavelli non è positiva: Caracalla viene descritto come un uomo spietato e crudele a dismisura.
  • 11.
    Caracalla: Damnatio Memoriae Dopoil fratricidio, Caracalla infangò la memoria di Geta ed ordinò che il suo nome fosse rimosso da tutte le iscrizioni (damnatio memoriae). Caracalla decise di eliminare per sempre le prove dell'esistenza del fratello attuando questa procedura riservata soltanto a uomini che con le loro azioni avevano macchiato l'onore romano. Esempi di Damnatio memoriae sono presenti sull'arco di Settimio Severo a Roma nel Foro, dove il nome di Geta venne cancellato e sostituito dalle parole “optimis fortissimisque principibus”, e nell'arco severiano di Leptis Magna, dove la figura di Geta è abrasa dall'arco stesso. La distruzione della memoria di Geta fu tra le più capillarmente eseguite nella storia di Roma, per questo trovarne tracce o ritratti è estremamente raro e difficile.