Il documento discute il primo movimento letterario italiano, la Scuola Siciliana, che si sviluppò sotto Federico II tra il 1233 e il 1250. Federico II promosse una cultura accentrata, fondando l'Università di Napoli e favorendo la traduzione di opere greche e arabe, mentre la lirica in volgare divenne una forma di espressione tra i funzionari di corte. Alla morte di Federico II, la Scuola Siciliana declinò, ma influenzò la successiva poesia toscana.