IPPONATTE
Giorgia
Sabrina
Diletta
Giulio
Monica
Pierpaolo
IL GIAMBO
Il giambo, nella letteratura greca, consiste in un tipo di poesia recitata
con accompagnamento musicale, usando strumenti a fiato e a corde
(affinità con l’elegia).
Genere poetico dai toni scherzosi, ma allo stesso tempo aggressivi e
spregiudicati, con largo uso di invettive da parte dei poeti. Il ritmo
giambico è costituito dalla successione di sillaba breve-lunga.
TRIMETRO GIAMBICO:
U _ U _ | U _ U _ | U _ U _
Il trimetro giambico di Ipponatte è una novità:
alla fine, invece di un giambo (u_), presenta uno
spondeo (_ _) che ‘azzoppa’ così il ritmo, tanto
da esser chiamato dalla teoria metrica antica
coliambo (giambo zoppo) o scazonte
(zoppicante).
LAVITA
Ipponatte vive nella seconda metà del VI secolo a.C. (Marmor
Parium). Fugge da Efeso, sua città natale, per sottrarsi alla
tirannide di Atenagora e si rifugia a Clazomene: dall’esilio si
deduce la sua appartenenza all’aristocrazia.La tradizione
attribuisce anche a lui, come ad Archiloco, dei nemici: gli
scultori Bupalo e Atenide,
colpevoli di averlo ritratto in modo
caricaturale, suicidatisi per i
violenti attacchi giambici sferrati
dal poeta.
LINGUA E STILE
Tanto Archiloco è più vario nel repertorio tematico, quanto
Ipponatte ci appare più ricco nelle scelte linguistiche.
L’analisi dei suoi frammenti rivela una lingua “artificiosa”
che si distingue per:
 la presenza di stilemi omerici, spesso nel contesto di
parodie;
 lessico greco della comunicazione quotidiana ed
elementi di lingue asiatiche non greche;
 neoformazioni, soprattutto composti fantasiosi che
deformano la lingua dell’epos.
Ad Ipponatte viene anche attribuita l’invenzione del
trimetro giambico scazonte o coliambo.
I FRAMMENTI : UNA PREGHIERA
NON ESAUDITA
Infatti non mi hai ancora dato né un mantello imbottito, rimedio
contro il gelo nell’inverno,
Né mi hai coperto i piedi con babbucce imbottite, affinché non mi
si rompano i geloni.
UNA PREGHIERA A HERMES,
PROTETTORE DEI LADRI
CONFRONTOTRA ESIODO E
IPPONATTE
IPPONATTE
ESIODO
RITRATTO IDEALE DI SE’
Ipponatte si ritrae volutamente come un “poeta pitocco”, che canta per i poveri,
ma il suo stesso nome che significa “signore dei cavalli” dimostra la sua origine
nobile.
Questa sua decisione di indossare una maschera è spinta dal fatto che vuole
polemizzare con i suoi rivali, appartenenti a classi sociali inferiori, come gli
artigiani e vuole autocommiserarsi.
La poesia dei ruoli è presente anche in Esiodo, in quanto il poeta parla di sé con
una stilizzazione abbastanza negativa come ad esempio nella descrizione della
sua proprietà terriera, tuttavia ciò che Esiodo narra di sé è funzionale alsuo
messaggio poetico perché vuole produrre insegnamenti utili a tutta la comunità.
Quindi se in Esiodo riconosciamo un fine pedagogico legato al ritratto ideale di sé,
in Ipponatte lo usa come espediente per aggredire un individuo
VENERAZIONE DEGLI DEI
Sia Ipponatte che Esiodo credevano nella volontà divina.
Infatti il primo si affida alla benevolenza di Ermes, come scrive nel frammento “una preghiera ad
Hermes non esaudita” dove chiede al dio con familiarità e immediatezza,come se si rivolgesse ad un
uomo un mantello per coprirsi.
Tuttavia nel momento in cui la sua richiesta non viene esaudita, il poeta si rivolge al Dio accusandolo
per la sua impotenza, in quanto Ipponatte si riteneva degno di questo dono.
Anche Esiodo ha questa concezione della volontà divina come qualcosa di onnipotente e inviolabile
(numen- proemio opere e giorni) come nel mito di Pandora, dove Zeus punisce duramente gli uomini a
causa dell’inganno da Prometeo.
Tuttavia Esiodo invoca le muse e venera la divinità tanto da dedicargli un’intera opera.
LA CLASSE MERCANTILE
Un’altra affinità tra Ipponatte ed Esiodo è l’avversione che hanno nei
confronti degli artigiani e del ceto mercantile:infatti Ipponatte
aggredisce nelle sue invettive due personaggi, Bùpalo e Atenide,
scultori che lo avevano rappresentato con fattezze ripugnanti.
Anche Esiodo sembra non apprezzare particolarmente l’arte
mercantile, distinguendo il guadagno giusto che deriva dal lavoro
della terra, da quello ingiusto che deriva da altri tipi di lavoro.
LA CONTESA
La contesa secondo Esiodo ha una doppia natura: infatti c’è la
contesa buona, quella tra lui e suo fratello, che spinge
l’individuo a migliorarsi e c’è la contesa cattiva che può
portare alla rovina. Se Esiodo indirizza “Le Opere e i Giorni”
per spingere suo fratello ad avvicinarsi al lavoro, e quindi per
il suo bene, questo non vale per Ipponatte. Il giambografo
infatti scrive delle invettive violente per spingere i destinatari
alla rovina e nel caso di Bùpalo e Atènide al suicidio.
LAVORO
Sia Ipponatte che Esiodo appartengono a due ceti nobiliari, ma mentre
Esiodo nelle Opere e i Giorni tratta una tematica basata sul lavoro, in
particolare sull’agricoltura e sulla coltivazione dei campi, Ipponatte nelle sue
opere non accenna minimamente a nessun tipo di lavoro, cosa plausibile, in
quanto, data la sua posizione sociale, non ha mai lavorato.
TEMATICA E LINGUA
La cosa che più accomuna Ipponatte ed Esiodo è il tipo di
tematica che trattano: sono i primi che non realizzano un’opera
inerente all’epos, infatti la loro è una tematica quotidiana e
terrena, anche se il tipo di linguaggio che usano è diverso.
Ipponatte utilizza un linguaggio aulico per rovesciare l’epica
classica, infatti lo possiamo considerare l’inventore della parodia.
Esiodo invece nel suo linguaggio usa termini che rimandano a
forme dialettali locali doriche, nonostante venga considerato il
rappresentante di una tradizione epica indipendente.

Ipponatte

  • 1.
  • 2.
    IL GIAMBO Il giambo,nella letteratura greca, consiste in un tipo di poesia recitata con accompagnamento musicale, usando strumenti a fiato e a corde (affinità con l’elegia). Genere poetico dai toni scherzosi, ma allo stesso tempo aggressivi e spregiudicati, con largo uso di invettive da parte dei poeti. Il ritmo giambico è costituito dalla successione di sillaba breve-lunga. TRIMETRO GIAMBICO: U _ U _ | U _ U _ | U _ U _
  • 3.
    Il trimetro giambicodi Ipponatte è una novità: alla fine, invece di un giambo (u_), presenta uno spondeo (_ _) che ‘azzoppa’ così il ritmo, tanto da esser chiamato dalla teoria metrica antica coliambo (giambo zoppo) o scazonte (zoppicante).
  • 4.
    LAVITA Ipponatte vive nellaseconda metà del VI secolo a.C. (Marmor Parium). Fugge da Efeso, sua città natale, per sottrarsi alla tirannide di Atenagora e si rifugia a Clazomene: dall’esilio si deduce la sua appartenenza all’aristocrazia.La tradizione attribuisce anche a lui, come ad Archiloco, dei nemici: gli scultori Bupalo e Atenide, colpevoli di averlo ritratto in modo caricaturale, suicidatisi per i violenti attacchi giambici sferrati dal poeta.
  • 5.
    LINGUA E STILE TantoArchiloco è più vario nel repertorio tematico, quanto Ipponatte ci appare più ricco nelle scelte linguistiche. L’analisi dei suoi frammenti rivela una lingua “artificiosa” che si distingue per:  la presenza di stilemi omerici, spesso nel contesto di parodie;  lessico greco della comunicazione quotidiana ed elementi di lingue asiatiche non greche;  neoformazioni, soprattutto composti fantasiosi che deformano la lingua dell’epos. Ad Ipponatte viene anche attribuita l’invenzione del trimetro giambico scazonte o coliambo.
  • 6.
    I FRAMMENTI :UNA PREGHIERA NON ESAUDITA Infatti non mi hai ancora dato né un mantello imbottito, rimedio contro il gelo nell’inverno, Né mi hai coperto i piedi con babbucce imbottite, affinché non mi si rompano i geloni.
  • 7.
    UNA PREGHIERA AHERMES, PROTETTORE DEI LADRI
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  • 9.
    RITRATTO IDEALE DISE’ Ipponatte si ritrae volutamente come un “poeta pitocco”, che canta per i poveri, ma il suo stesso nome che significa “signore dei cavalli” dimostra la sua origine nobile. Questa sua decisione di indossare una maschera è spinta dal fatto che vuole polemizzare con i suoi rivali, appartenenti a classi sociali inferiori, come gli artigiani e vuole autocommiserarsi. La poesia dei ruoli è presente anche in Esiodo, in quanto il poeta parla di sé con una stilizzazione abbastanza negativa come ad esempio nella descrizione della sua proprietà terriera, tuttavia ciò che Esiodo narra di sé è funzionale alsuo messaggio poetico perché vuole produrre insegnamenti utili a tutta la comunità. Quindi se in Esiodo riconosciamo un fine pedagogico legato al ritratto ideale di sé, in Ipponatte lo usa come espediente per aggredire un individuo
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    VENERAZIONE DEGLI DEI SiaIpponatte che Esiodo credevano nella volontà divina. Infatti il primo si affida alla benevolenza di Ermes, come scrive nel frammento “una preghiera ad Hermes non esaudita” dove chiede al dio con familiarità e immediatezza,come se si rivolgesse ad un uomo un mantello per coprirsi. Tuttavia nel momento in cui la sua richiesta non viene esaudita, il poeta si rivolge al Dio accusandolo per la sua impotenza, in quanto Ipponatte si riteneva degno di questo dono. Anche Esiodo ha questa concezione della volontà divina come qualcosa di onnipotente e inviolabile (numen- proemio opere e giorni) come nel mito di Pandora, dove Zeus punisce duramente gli uomini a causa dell’inganno da Prometeo. Tuttavia Esiodo invoca le muse e venera la divinità tanto da dedicargli un’intera opera.
  • 11.
    LA CLASSE MERCANTILE Un’altraaffinità tra Ipponatte ed Esiodo è l’avversione che hanno nei confronti degli artigiani e del ceto mercantile:infatti Ipponatte aggredisce nelle sue invettive due personaggi, Bùpalo e Atenide, scultori che lo avevano rappresentato con fattezze ripugnanti. Anche Esiodo sembra non apprezzare particolarmente l’arte mercantile, distinguendo il guadagno giusto che deriva dal lavoro della terra, da quello ingiusto che deriva da altri tipi di lavoro.
  • 12.
    LA CONTESA La contesasecondo Esiodo ha una doppia natura: infatti c’è la contesa buona, quella tra lui e suo fratello, che spinge l’individuo a migliorarsi e c’è la contesa cattiva che può portare alla rovina. Se Esiodo indirizza “Le Opere e i Giorni” per spingere suo fratello ad avvicinarsi al lavoro, e quindi per il suo bene, questo non vale per Ipponatte. Il giambografo infatti scrive delle invettive violente per spingere i destinatari alla rovina e nel caso di Bùpalo e Atènide al suicidio.
  • 13.
    LAVORO Sia Ipponatte cheEsiodo appartengono a due ceti nobiliari, ma mentre Esiodo nelle Opere e i Giorni tratta una tematica basata sul lavoro, in particolare sull’agricoltura e sulla coltivazione dei campi, Ipponatte nelle sue opere non accenna minimamente a nessun tipo di lavoro, cosa plausibile, in quanto, data la sua posizione sociale, non ha mai lavorato.
  • 14.
    TEMATICA E LINGUA Lacosa che più accomuna Ipponatte ed Esiodo è il tipo di tematica che trattano: sono i primi che non realizzano un’opera inerente all’epos, infatti la loro è una tematica quotidiana e terrena, anche se il tipo di linguaggio che usano è diverso. Ipponatte utilizza un linguaggio aulico per rovesciare l’epica classica, infatti lo possiamo considerare l’inventore della parodia. Esiodo invece nel suo linguaggio usa termini che rimandano a forme dialettali locali doriche, nonostante venga considerato il rappresentante di una tradizione epica indipendente.