Il documento esplora il poeta greco Ipponatte e il suo utilizzo del giambo, un genere poetico caratterizzato da toni scherzosi e aggressivi. Viene evidenziata la sua innovazione nel trimetro giambico e il suo linguaggio artificioso, che sfida l'epica classica attraverso la parodia. Ipponatte, rispetto a Esiodo, presenta una poetica incentrata su invettive e polemiche sociali, riflettendo sulla sua origine aristocratica e il rapporto con divinità e rivali.