DOMIZIANO
CHI ERA?
• Nome completo: Domitianus Augustus Germanicus
• Nascita: Roma, 24 Ottobre del 51 d.C.
• Morte: Roma, 18 settembre del 96 d.C.
• Predecessore: Tito
• Successore: Nerva
• Coniuge: Domizia Longina
• Figli: due figli morti in età infantile
• Dinastia: Flavia
• Genitori: Vespasiano, Flavia Domitilla Maggiore
• Fratelli: Tito, Flavia Domitilla Minore
• Regno: 81-96 d.C.
Tito Flavio Sabino Vespasia Polla
Tito Flavio Sabino VespasianoFlavia Domitilla Maggiore
sconosciuta
Tito Flavio SabinoTito Flavio Clemente
Tito
Marcia
Furnilla
Flavia
Flavia
Domitilla
Minore
Quinto
Petilio
Ceriale
Flavia Domitilla
Un figlio morto
Domiziana
Longina
Due figli morti
Il pantomimo
Paride
Arrecina
Tertulla
Giulia Flavia
Domiziano
INFANZIA
• Domiziano nacque nel 51 d.C. a Roma, nella regione Malum Punicum,
detta «Il melograno» dove farà poi costruire un tempio.
• I genitori, Vespasiano (allora Console) e Flavia Domitilla, avevano già
altri due figli: Tito e Flavia Domitilla Minore.
• Ricevette una ricca educazione: studiò retorica, letteratura, legge e
amministrazione.
• Nel 69 d.C. si era salvato dalle guerre civili grazie al suo sangue freddo
ed alla sua astuzia, rappresentando la famiglia imperiale per tutto il
tempo che Tito e Vespasiano passarono lontani da Roma.
CARICHE ASSUNTE
Titolatura Imperiale Numero di Volte Datazione Evento
Tribunicia Potestas 16 La prima il 14 settembre dell’81
Consolato 17 71,73,dal 75 al 77,80,dall’82 all’88,90,92,95 d.C.
Salutatio Imperatoria 23 Dall’81 all’86, 88,89,92 d.C.
Titoli Vittoriosi 1 Germanicus nell’83
Pater Patriae 1 Nell’81 d.C.
Pontifex Maximus 1 Nell’81 d.C.
ELEZIONE
• Dato che Tito non aveva figli maschi Vespasiano dovette pensare che un
giorno Domiziano avrebbe successo il fratello maggiore.
• Tito morì di febbri malariche nell’81 d.C., e Domiziano partì precipitosamente
per Roma, per farsi acclamare imperatore dai pretoriani. Partì così di fretta
che qualcuno sospettò che lui fosse coinvolto, data la sua ambizione. Il giorno
dopo il Senato gli concesse il titolo di Augusto e padre della patria, poi il
pontificato, la Potestas Tribunicia e il consolato.
• Alcune voci, che vogliano Domiziano abbia qualche collegamento con
l'omicidio del fratello Tito, affermano infatti che quest’ultimo abbia avuto una
relazione con Domiziana, che spiegherebbe la frase sul punto di morte: "nella
mia vita ho fatto un solo errore." Svetonio principale narratore della vita di
Domiziano, afferma, però, che questa è una voce molto improbabile.
LA POLITICA
INTERNA
I pregi e la buona amministrazione:
•amministrò la giustizia con zelo e diligenza, tenendo in via straordinaria tribunale
anche nel Foro.
•perseguì i magistrati corrotti.
•per tre volte distribuì trecento sesterzi ad ogni cittadino povero.
•rifiutò le eredità lasciategli da chi aveva figli.
•condonò le multe di oltre cinque anni prima.
•proibì che si facessero degli eunuchi.
•annullò la legge di Roscio Cepio che prevedeva il pagamento di un’indennità a
favore dei senatori di nuova nomina.
•ricostruì le biblioteche distrutte dagli incendi, facendo cercare libri in ogni parte del
mondo.
I difetti e i vizi:
• celebrò ogni anno le feste di Minerva, e in onore di Giove Capitolino indisse una
gara quinquennale di musica, corse di cavalli ed esercizi ginnici; diede naumachie in
un lago scavato presso il Tevere e nell'anfiteatro, combattimenti di fanti e cavalieri,
giochi gladiatori e cacce notturne al lume delle fiaccole. Ai combattimenti fece
partecipare anche donne e delle vergini alle corse nello stadio. Il che gli costò un
patrimonio che pesò sulle finanze.
• lasciò ai contadini per usucapione, le terre invase spettanti ai veterani e represse
le persecuzioni fiscali.
• per mantenersi fedele l'esercito, Domiziano aumentò la paga dei soldati: i
pretoriani ebbero mille denari annui, cinquecento le milizie urbane, trecento i
legionari.
• si arrogò il diritto di condannare a morte i senatori responsabili di gravi reati.
• accortosi del debito pubblico tolse le agevolazioni fiscali pesando soprattutto
sui giudei.
• successivamente, sempre per il debito pubblico, accettò qualsiasi eredità
giungendo alla confisca illecita dei beni.
• per onorare gli dei fece demolire il sepolcro che un suo liberto, servendosi di
pietre destinate al tempio di Giove, aveva fatto costruire al figlio e ne fece
gettare la salma in mare.
• vietò che la plebe assistesse agli spettacoli mescolata coi cavalieri.
• radiò dal Senato un ex-questore perché faceva il mimo e il ballerino,
proibendo le recite in luoghi pubblici.
• punì i seduttori prima con l'esilio poi in pubblico comizio facendoli colpire a
morte
• fece condannare a morte di tre vestali, per violazione del voto di castità,
mentre i loro seduttori furono esiliati. E la grande sacerdotessa Cornelia, già
assolta e nuovamente giudicata fu sepolta viva, malgrado le sue proteste
d’innocenza.
• rimise in vigore i processi di lesa maestà aboliti da Tito, colpendo molti filosofi
stoici.
• fece distruggere i numerosi libelli che circolavano contro i personaggi più in
vista della città con pena di morte per gli autori.
• applicò la lex Scantinia contro l’omosessualità e la lex Julia contro l’adulterio e il
concubinato.
• alle meretrici tolse il diritto di andare in lettiga e di ricevere legati o eredità.
• per incrementare la coltivazione del grano, vietò di piantare nuove vigne e
ordinò che nelle province si riducessero della metà le piantagioni di viti.
POLITICA ESTERA
LE GUERRE DACICHE
• Il conflitto tra Daci e Romani si svolse tra 85-86 d.C.
• I Daci attaccarono improvvisamente la Mesia, temendo che la politica di
Domiziano avrebbe portato all’annullamento dei sussidi che ricevevano dai
tempi di Vespasiano. L’attacco fu improvviso e violento, tanto che il
governatore della Mesia, Sabino non poté respingerlo e cadde in battaglia; la
situazione era talmente grave che l’imperatore si recò sul luogo, riorganizzò la
provincia, aumentò le truppe e incaricò il prefetto del pretorio di comandare
le operazioni contro i Daci che erano giunti fino in Mesia. Questi ultimi furono
respinti dal territorio della provincia dall’esercito romano; Fusco, il prefetto
del pretorio, riuscì a portare la guerra a nord del Danubio, alla fine dell’86 o
nell’87, ma fu sconfitto ed ucciso dall’esercito del nuovo re dacico, Decebalo.
L’esito della battaglia fu però vanificato quasi subito dall’insurrezione di una
parte dell’esercito della Germania nell’inverno 88-89.
• Le truppe romane passarono attraverso il territorio della Dacia. Alcuni
studiosi hanno osservato che il passaggio delle truppe romane
attraverso il regno di Decebalo sarebbe potuto avvenire solamente in
seguito alla stipula di un trattato di pace tra l’Impero ed il re dace. Il
trattato di pace con Decebalo prevedeva che diventasse re cliente e che
ricevesse sussidi e specialisti romani in campo militare e civile; in
cambio avrebbe dovuto restituire il bottino ed i prigionieri catturati
nella guerra contro Fusco, inoltre egli sarebbe dovuto entrare nel
sistema di alleanze romano. Il trattato venne stipulato nell’89 d.C.
GUERRA BRITANNICA:
• I Caledoni scesero dalle montagne in trentamila e assalirono i
Romani al monte Graupio. Agricola mandò prima ottomila ausiliari
e tremila cavalieri, poi cinque coorti che misero in fuga i Caledoni,
lasciandone ventimila sul campo. I superstiti, dopo ave
barbaramente ucciso figlioletti e mogli, si dispersero tra i boschi e
sui monti della Scozia. Nel frattempo la flotta di Agricola giungeva
alla punta settentrionale della Britannia e dava la notizia che questa
era un'isola. Malgrado i successi Domiziano richiamò Agricola a
Roma.
PERSECUZIONE DEI CRISTIANI
• Viene detta anche «seconda» perché fu il secondo imperatore romano
che cronologicamente perseguì questa religione e chi la professava.
• Domiziano aveva una grande venerazione per l'antica religione
romana e celebrava con grande sfarzo gli antichi rituali.
• A corte ebbero una forte influenza il console Flavio Clemente e sua
moglie Flavia Domitilla. Sembra che entrambi fossero di tendenza
giudaizzante cristiana, come Berenice, principessa ebrea figlia del re
Erode Agrippa I, amante dell'imperatore Tito (79-81) :nel 95 la
seconda persecuzione consistette nella messa a morte di Flavio
Clemente e nell'esilio per Flavia Domitilla. È molto probabile tuttavia
che la presunta affiliazione di Clemente al Cristianesimo fosse una
notizia creata ad arte per infangare l'immagine pubblica dell'uomo e
smorzare la reazione del popolo romano, che stava appoggiando una
sua congiura con l'aiuto di alcuni generali per spodestare Domiziano.
Venne messo a morte anche il consolare Acilio Glabrione.
PERSECUZIONE DEI FILOSOFI
• Già sotto Vespasiano i maestri della filosofia stoica e scettica attivi in Roma
erano stati perseguitati per la loro opposizione al regime.
• Il potere imperiale considerava intollerabile la loro indipendenza di giudizio e
se essi generalmente non erano politicamente attivi, erano però moralmente
autorevoli e le loro critiche erano tanto più pericolose in quanto venivano
diffuse pubblicamente tra i loro allievi. Ignorati, incompresi o disprezzati dal
popolo, questi maestri erano però seguiti dagli aristocratici che ascoltavano
le loro lezioni, sollecitavano i loro consigli e gli affidavano i loro figli perché li
istruissero e li educassero. In tal modo, agli occhi di Domiziano, i filosofi
divennero istigatori e complici dei suoi peggiori nemici.
1. Domiziano era miope con occhi grandi, sguardo inquietante e voce bassa.
2. Nel 70 d.C. costrinse al divorzio Domizia Longina per sposarla. Lucio Elio Lamia, suo
marito, non poté opporsi e Domizia divenne nuora dell'imperatore. Domiziano ebbe con lei
figli che però morirono giovani. Domiziano ebbe anche un'amante: sua nipote e figlia di Tito,
Giulia la quale morì per complicanze dovute alla gravidanza probabilmente causata dallo
stesso zio.
3. Domiziana è stata nominata "Augusta", in seguito verrà esiliata dallo stesso Domiziano per
averlo tradito con il pantomimo Paride. Domiziana fu poi costretta a tornare per negare le
voci di una relazione tra l'imperatore e la nipote Giulia. Altre fonti affermano che l'esilio di
Domiziana è legato al fatto che la stessa non abbia avuto figli maschi con l'imperatore.
4. Le ceneri di Domiziano sono conservate insieme a quelle della nipote Giulia nel
tempio di Vespasiano. Inoltre l'imperatore la aveva resa "divina" dopo la morte.
5. Domiziano espulse dal Senato Cecilio Rufino perché amante eccessivo della danza, e
vietò agli attori di Pantomime (come Paride) di mostrarsi in pubblico, perché considerati
immorali.
6. Pare che l'imperatore romano Domiziano soffrisse di calvizie, e questo fosse il suo
maggiore cruccio estetico.
7. Domiziano era amante della solitudine e si prendeva molti momenti per stare con se
stesso, e molte volte lo impiegava per andare a caccia di mosche, insetti riguardo i quali
era particolarmente informato grazie ad alcuni aneddoti.
8. Domiziano amava la cultura greca ed era particolarmente devoto ad Athena.
9. Nei momenti in cui non era impegnato nella vita politica, l'imperatore passava il
tempo studiando letteratura.
LE OPERE PUBBLICHE:
• ampliò la rete stradale: la Domiziana
• edificò in Campo Marzio il tempio di Iside e Serapide, e un tempio dedicato a
Minerva.
• Fece restaurare il Tempio di Giove Capitolino decorandolo con porte e tetto di
bronzo dorato.
• Fece costruire un santuario a Minerva accanto al restaurato tempio di Castore,
sotto il Palatino.
• Fece edificare un grande tempio per Minerva nel Foro di Nerva, del quale restano
il grande portico e l’immagine della dea.
• A Campo Marzio fece costruire un tempio a Minerva Calcidica circondato da
portici (Foro Palladio) e un tempio alla famiglia Flavia.
• Accanto al tempio di Giove Capitolino fece erigere un tempio di Giove Custode, in
cui erano rappresentate le sue gesta e la sua immagine nella statua del dio.
• Nell'89 fece erigere una statua equestre in bronzo in cui Domiziano teneva nella
mano sinistra l’immagine della dea che a sua volta sosteneva una testa di Medusa
• Sul luogo della sua nascita fece costruire un tempio-mausoleo dedicato ai Flavi.
• fece costruire da Apollodoro uno stadio, l'odierna piazza Navona, in cui si
svolgevano i Giochi Capitolini.
• Fece costruire un grande palazzo-reggia sul colle Palatino nel 92 oltre alla Mica
Aurea, sul Celio.
CASTEL GANDOLFO
Castel Gandolfo fu edificata tra l’81 e il 96 d.C. dall’imperatore Tito
Flavio Domiziano e risalente all’età romana era un enorme complesso
residenziale che si sviluppava su tre ambienti di circa 1500 mq. Oggi i
suoi resti monumentali, collocati maggiormente all’interno dell’extra-
territoriale Villa Barberini.
MORTE
È il 18 Settembre del 97 d.C., dopo averla tanto attesa, questa volta la
congiura contro Domiziano riesce.
A organizzarla sembra sia stata sua moglie, Domizia Longina, ad eseguirla con
con successo un fedele servo di Flavia Domitilla, di nome Stefano, che
essendo stato condannato precedentemente a morte, per vendicare il torto
fatto alla sua padrona mandata l'anno prima in esilio e rimasta vedova per
ordine dell’imperatore, piuttosto di finire sul patibolo si offrì di morire per
una causa nobile per i posteri.
A chi venne veramente questa idea non si sa. Ma indubbiamente maturò
nell'ambiente familiare.
La trappola scattò a meraviglia; non c'era scampo né per il servo né per
Domiziano.
Liberato dalla prigione dove era rinchiuso, fu chiamato in casa dalla moglie
dell'imperatore. Domiziano non dubitò di nulla perché per prima cosa, non è a
conoscenza del reato del servo; secondo lo conosceva bene poiché si aggirava
in casa.
Costui, conosciuto anche dalle guardie, senza destare sospetti entra nel
palazzo, fa vedere che deve consegnare un pacchetto a Domizia, supera lo
sbarramento dei fedeli pretoriani che proteggono Domiziano sempre
sospettoso di tutti, poi arrivato accanto all'imperatore, estrae dall'involucro un
affilato coltello e con precisione mortale lo infila nel cuore di Domiziano.
Aggredito dai pretoriano non ebbe scampo e fu ucciso anche lui, ma fu lui che
pose fine alla vita non solo alla vita di Domiziano ma anche alla dinastia Flavia,
in quanto l'imperatore non lascia eredi.
Anno 51 d.C
Nascita di Domiziano
97 d.C.
Morte di Domiziano
95 d.C.
Messa morte di Flavio Clemente ed
inizio della persecuzione dei cristiani
85-86 d.C.
Inizio guerra contro i Daci e fine
della campagna in Britannia
89 d.C.
Trattato di pace
81 d.C.
Salita al trono e inizio della
campagna in Britannia
70 d.C.
Costringe al divorzio Domiziana
Longina per sposarla
Realizzato da:
 Paolini Federica
 Brandimarte Elena
 Cirillo Simone
 JonatanLacanale

Ricerca su domiziano

  • 1.
  • 2.
    CHI ERA? • Nomecompleto: Domitianus Augustus Germanicus • Nascita: Roma, 24 Ottobre del 51 d.C. • Morte: Roma, 18 settembre del 96 d.C. • Predecessore: Tito • Successore: Nerva • Coniuge: Domizia Longina • Figli: due figli morti in età infantile • Dinastia: Flavia • Genitori: Vespasiano, Flavia Domitilla Maggiore • Fratelli: Tito, Flavia Domitilla Minore • Regno: 81-96 d.C.
  • 3.
    Tito Flavio SabinoVespasia Polla Tito Flavio Sabino VespasianoFlavia Domitilla Maggiore sconosciuta Tito Flavio SabinoTito Flavio Clemente Tito Marcia Furnilla Flavia Flavia Domitilla Minore Quinto Petilio Ceriale Flavia Domitilla Un figlio morto Domiziana Longina Due figli morti Il pantomimo Paride Arrecina Tertulla Giulia Flavia Domiziano
  • 4.
    INFANZIA • Domiziano nacquenel 51 d.C. a Roma, nella regione Malum Punicum, detta «Il melograno» dove farà poi costruire un tempio. • I genitori, Vespasiano (allora Console) e Flavia Domitilla, avevano già altri due figli: Tito e Flavia Domitilla Minore. • Ricevette una ricca educazione: studiò retorica, letteratura, legge e amministrazione. • Nel 69 d.C. si era salvato dalle guerre civili grazie al suo sangue freddo ed alla sua astuzia, rappresentando la famiglia imperiale per tutto il tempo che Tito e Vespasiano passarono lontani da Roma.
  • 5.
    CARICHE ASSUNTE Titolatura ImperialeNumero di Volte Datazione Evento Tribunicia Potestas 16 La prima il 14 settembre dell’81 Consolato 17 71,73,dal 75 al 77,80,dall’82 all’88,90,92,95 d.C. Salutatio Imperatoria 23 Dall’81 all’86, 88,89,92 d.C. Titoli Vittoriosi 1 Germanicus nell’83 Pater Patriae 1 Nell’81 d.C. Pontifex Maximus 1 Nell’81 d.C.
  • 6.
    ELEZIONE • Dato cheTito non aveva figli maschi Vespasiano dovette pensare che un giorno Domiziano avrebbe successo il fratello maggiore. • Tito morì di febbri malariche nell’81 d.C., e Domiziano partì precipitosamente per Roma, per farsi acclamare imperatore dai pretoriani. Partì così di fretta che qualcuno sospettò che lui fosse coinvolto, data la sua ambizione. Il giorno dopo il Senato gli concesse il titolo di Augusto e padre della patria, poi il pontificato, la Potestas Tribunicia e il consolato. • Alcune voci, che vogliano Domiziano abbia qualche collegamento con l'omicidio del fratello Tito, affermano infatti che quest’ultimo abbia avuto una relazione con Domiziana, che spiegherebbe la frase sul punto di morte: "nella mia vita ho fatto un solo errore." Svetonio principale narratore della vita di Domiziano, afferma, però, che questa è una voce molto improbabile.
  • 7.
    LA POLITICA INTERNA I pregie la buona amministrazione: •amministrò la giustizia con zelo e diligenza, tenendo in via straordinaria tribunale anche nel Foro. •perseguì i magistrati corrotti. •per tre volte distribuì trecento sesterzi ad ogni cittadino povero. •rifiutò le eredità lasciategli da chi aveva figli. •condonò le multe di oltre cinque anni prima. •proibì che si facessero degli eunuchi. •annullò la legge di Roscio Cepio che prevedeva il pagamento di un’indennità a favore dei senatori di nuova nomina. •ricostruì le biblioteche distrutte dagli incendi, facendo cercare libri in ogni parte del mondo.
  • 8.
    I difetti ei vizi: • celebrò ogni anno le feste di Minerva, e in onore di Giove Capitolino indisse una gara quinquennale di musica, corse di cavalli ed esercizi ginnici; diede naumachie in un lago scavato presso il Tevere e nell'anfiteatro, combattimenti di fanti e cavalieri, giochi gladiatori e cacce notturne al lume delle fiaccole. Ai combattimenti fece partecipare anche donne e delle vergini alle corse nello stadio. Il che gli costò un patrimonio che pesò sulle finanze. • lasciò ai contadini per usucapione, le terre invase spettanti ai veterani e represse le persecuzioni fiscali. • per mantenersi fedele l'esercito, Domiziano aumentò la paga dei soldati: i pretoriani ebbero mille denari annui, cinquecento le milizie urbane, trecento i legionari.
  • 9.
    • si arrogòil diritto di condannare a morte i senatori responsabili di gravi reati. • accortosi del debito pubblico tolse le agevolazioni fiscali pesando soprattutto sui giudei. • successivamente, sempre per il debito pubblico, accettò qualsiasi eredità giungendo alla confisca illecita dei beni. • per onorare gli dei fece demolire il sepolcro che un suo liberto, servendosi di pietre destinate al tempio di Giove, aveva fatto costruire al figlio e ne fece gettare la salma in mare. • vietò che la plebe assistesse agli spettacoli mescolata coi cavalieri. • radiò dal Senato un ex-questore perché faceva il mimo e il ballerino, proibendo le recite in luoghi pubblici. • punì i seduttori prima con l'esilio poi in pubblico comizio facendoli colpire a morte
  • 10.
    • fece condannarea morte di tre vestali, per violazione del voto di castità, mentre i loro seduttori furono esiliati. E la grande sacerdotessa Cornelia, già assolta e nuovamente giudicata fu sepolta viva, malgrado le sue proteste d’innocenza. • rimise in vigore i processi di lesa maestà aboliti da Tito, colpendo molti filosofi stoici. • fece distruggere i numerosi libelli che circolavano contro i personaggi più in vista della città con pena di morte per gli autori. • applicò la lex Scantinia contro l’omosessualità e la lex Julia contro l’adulterio e il concubinato. • alle meretrici tolse il diritto di andare in lettiga e di ricevere legati o eredità. • per incrementare la coltivazione del grano, vietò di piantare nuove vigne e ordinò che nelle province si riducessero della metà le piantagioni di viti.
  • 11.
    POLITICA ESTERA LE GUERREDACICHE • Il conflitto tra Daci e Romani si svolse tra 85-86 d.C. • I Daci attaccarono improvvisamente la Mesia, temendo che la politica di Domiziano avrebbe portato all’annullamento dei sussidi che ricevevano dai tempi di Vespasiano. L’attacco fu improvviso e violento, tanto che il governatore della Mesia, Sabino non poté respingerlo e cadde in battaglia; la situazione era talmente grave che l’imperatore si recò sul luogo, riorganizzò la provincia, aumentò le truppe e incaricò il prefetto del pretorio di comandare le operazioni contro i Daci che erano giunti fino in Mesia. Questi ultimi furono respinti dal territorio della provincia dall’esercito romano; Fusco, il prefetto del pretorio, riuscì a portare la guerra a nord del Danubio, alla fine dell’86 o nell’87, ma fu sconfitto ed ucciso dall’esercito del nuovo re dacico, Decebalo. L’esito della battaglia fu però vanificato quasi subito dall’insurrezione di una parte dell’esercito della Germania nell’inverno 88-89.
  • 12.
    • Le trupperomane passarono attraverso il territorio della Dacia. Alcuni studiosi hanno osservato che il passaggio delle truppe romane attraverso il regno di Decebalo sarebbe potuto avvenire solamente in seguito alla stipula di un trattato di pace tra l’Impero ed il re dace. Il trattato di pace con Decebalo prevedeva che diventasse re cliente e che ricevesse sussidi e specialisti romani in campo militare e civile; in cambio avrebbe dovuto restituire il bottino ed i prigionieri catturati nella guerra contro Fusco, inoltre egli sarebbe dovuto entrare nel sistema di alleanze romano. Il trattato venne stipulato nell’89 d.C.
  • 13.
    GUERRA BRITANNICA: • ICaledoni scesero dalle montagne in trentamila e assalirono i Romani al monte Graupio. Agricola mandò prima ottomila ausiliari e tremila cavalieri, poi cinque coorti che misero in fuga i Caledoni, lasciandone ventimila sul campo. I superstiti, dopo ave barbaramente ucciso figlioletti e mogli, si dispersero tra i boschi e sui monti della Scozia. Nel frattempo la flotta di Agricola giungeva alla punta settentrionale della Britannia e dava la notizia che questa era un'isola. Malgrado i successi Domiziano richiamò Agricola a Roma.
  • 14.
    PERSECUZIONE DEI CRISTIANI •Viene detta anche «seconda» perché fu il secondo imperatore romano che cronologicamente perseguì questa religione e chi la professava. • Domiziano aveva una grande venerazione per l'antica religione romana e celebrava con grande sfarzo gli antichi rituali. • A corte ebbero una forte influenza il console Flavio Clemente e sua moglie Flavia Domitilla. Sembra che entrambi fossero di tendenza giudaizzante cristiana, come Berenice, principessa ebrea figlia del re Erode Agrippa I, amante dell'imperatore Tito (79-81) :nel 95 la seconda persecuzione consistette nella messa a morte di Flavio Clemente e nell'esilio per Flavia Domitilla. È molto probabile tuttavia che la presunta affiliazione di Clemente al Cristianesimo fosse una notizia creata ad arte per infangare l'immagine pubblica dell'uomo e smorzare la reazione del popolo romano, che stava appoggiando una sua congiura con l'aiuto di alcuni generali per spodestare Domiziano. Venne messo a morte anche il consolare Acilio Glabrione.
  • 15.
    PERSECUZIONE DEI FILOSOFI •Già sotto Vespasiano i maestri della filosofia stoica e scettica attivi in Roma erano stati perseguitati per la loro opposizione al regime. • Il potere imperiale considerava intollerabile la loro indipendenza di giudizio e se essi generalmente non erano politicamente attivi, erano però moralmente autorevoli e le loro critiche erano tanto più pericolose in quanto venivano diffuse pubblicamente tra i loro allievi. Ignorati, incompresi o disprezzati dal popolo, questi maestri erano però seguiti dagli aristocratici che ascoltavano le loro lezioni, sollecitavano i loro consigli e gli affidavano i loro figli perché li istruissero e li educassero. In tal modo, agli occhi di Domiziano, i filosofi divennero istigatori e complici dei suoi peggiori nemici.
  • 16.
    1. Domiziano eramiope con occhi grandi, sguardo inquietante e voce bassa. 2. Nel 70 d.C. costrinse al divorzio Domizia Longina per sposarla. Lucio Elio Lamia, suo marito, non poté opporsi e Domizia divenne nuora dell'imperatore. Domiziano ebbe con lei figli che però morirono giovani. Domiziano ebbe anche un'amante: sua nipote e figlia di Tito, Giulia la quale morì per complicanze dovute alla gravidanza probabilmente causata dallo stesso zio. 3. Domiziana è stata nominata "Augusta", in seguito verrà esiliata dallo stesso Domiziano per averlo tradito con il pantomimo Paride. Domiziana fu poi costretta a tornare per negare le voci di una relazione tra l'imperatore e la nipote Giulia. Altre fonti affermano che l'esilio di Domiziana è legato al fatto che la stessa non abbia avuto figli maschi con l'imperatore.
  • 17.
    4. Le ceneridi Domiziano sono conservate insieme a quelle della nipote Giulia nel tempio di Vespasiano. Inoltre l'imperatore la aveva resa "divina" dopo la morte. 5. Domiziano espulse dal Senato Cecilio Rufino perché amante eccessivo della danza, e vietò agli attori di Pantomime (come Paride) di mostrarsi in pubblico, perché considerati immorali. 6. Pare che l'imperatore romano Domiziano soffrisse di calvizie, e questo fosse il suo maggiore cruccio estetico. 7. Domiziano era amante della solitudine e si prendeva molti momenti per stare con se stesso, e molte volte lo impiegava per andare a caccia di mosche, insetti riguardo i quali era particolarmente informato grazie ad alcuni aneddoti. 8. Domiziano amava la cultura greca ed era particolarmente devoto ad Athena. 9. Nei momenti in cui non era impegnato nella vita politica, l'imperatore passava il tempo studiando letteratura.
  • 18.
    LE OPERE PUBBLICHE: •ampliò la rete stradale: la Domiziana • edificò in Campo Marzio il tempio di Iside e Serapide, e un tempio dedicato a Minerva. • Fece restaurare il Tempio di Giove Capitolino decorandolo con porte e tetto di bronzo dorato. • Fece costruire un santuario a Minerva accanto al restaurato tempio di Castore, sotto il Palatino. • Fece edificare un grande tempio per Minerva nel Foro di Nerva, del quale restano il grande portico e l’immagine della dea.
  • 19.
    • A CampoMarzio fece costruire un tempio a Minerva Calcidica circondato da portici (Foro Palladio) e un tempio alla famiglia Flavia. • Accanto al tempio di Giove Capitolino fece erigere un tempio di Giove Custode, in cui erano rappresentate le sue gesta e la sua immagine nella statua del dio. • Nell'89 fece erigere una statua equestre in bronzo in cui Domiziano teneva nella mano sinistra l’immagine della dea che a sua volta sosteneva una testa di Medusa • Sul luogo della sua nascita fece costruire un tempio-mausoleo dedicato ai Flavi. • fece costruire da Apollodoro uno stadio, l'odierna piazza Navona, in cui si svolgevano i Giochi Capitolini. • Fece costruire un grande palazzo-reggia sul colle Palatino nel 92 oltre alla Mica Aurea, sul Celio.
  • 20.
    CASTEL GANDOLFO Castel Gandolfofu edificata tra l’81 e il 96 d.C. dall’imperatore Tito Flavio Domiziano e risalente all’età romana era un enorme complesso residenziale che si sviluppava su tre ambienti di circa 1500 mq. Oggi i suoi resti monumentali, collocati maggiormente all’interno dell’extra- territoriale Villa Barberini.
  • 21.
    MORTE È il 18Settembre del 97 d.C., dopo averla tanto attesa, questa volta la congiura contro Domiziano riesce. A organizzarla sembra sia stata sua moglie, Domizia Longina, ad eseguirla con con successo un fedele servo di Flavia Domitilla, di nome Stefano, che essendo stato condannato precedentemente a morte, per vendicare il torto fatto alla sua padrona mandata l'anno prima in esilio e rimasta vedova per ordine dell’imperatore, piuttosto di finire sul patibolo si offrì di morire per una causa nobile per i posteri. A chi venne veramente questa idea non si sa. Ma indubbiamente maturò nell'ambiente familiare.
  • 22.
    La trappola scattòa meraviglia; non c'era scampo né per il servo né per Domiziano. Liberato dalla prigione dove era rinchiuso, fu chiamato in casa dalla moglie dell'imperatore. Domiziano non dubitò di nulla perché per prima cosa, non è a conoscenza del reato del servo; secondo lo conosceva bene poiché si aggirava in casa. Costui, conosciuto anche dalle guardie, senza destare sospetti entra nel palazzo, fa vedere che deve consegnare un pacchetto a Domizia, supera lo sbarramento dei fedeli pretoriani che proteggono Domiziano sempre sospettoso di tutti, poi arrivato accanto all'imperatore, estrae dall'involucro un affilato coltello e con precisione mortale lo infila nel cuore di Domiziano. Aggredito dai pretoriano non ebbe scampo e fu ucciso anche lui, ma fu lui che pose fine alla vita non solo alla vita di Domiziano ma anche alla dinastia Flavia, in quanto l'imperatore non lascia eredi.
  • 23.
    Anno 51 d.C Nascitadi Domiziano 97 d.C. Morte di Domiziano 95 d.C. Messa morte di Flavio Clemente ed inizio della persecuzione dei cristiani 85-86 d.C. Inizio guerra contro i Daci e fine della campagna in Britannia 89 d.C. Trattato di pace 81 d.C. Salita al trono e inizio della campagna in Britannia 70 d.C. Costringe al divorzio Domiziana Longina per sposarla
  • 24.
    Realizzato da:  PaoliniFederica  Brandimarte Elena  Cirillo Simone  JonatanLacanale