LA LOGISTICA INTEGRATA
IN ITALIA
LOGISTICA
DEFINIZIONE
“La logistica è il processo di pianificazione, implementazione e controllo
dell’efficiente ed efficace flusso e stoccaggio di materie prime, semilavorati e
prodotti finiti e delle relative informazioni dal punto di origine al punto di consumo
con lo scopo di soddisfare le esigenze dei clienti”
(AILOG)
Fonte: TLSU/TRL, 2008
EVOLUZIONE DELLA LOGISTICA
Anni ’50 e ’60: logistica come distribuzione del prodotto finito
(organizzazione dei magazzini e dei trasporti)
Anni ’70: integrazione tra logistica distributiva e produzione, attraverso nuovi
sistemi gestionali e informativi
Anni ’80: la logistica comincia ad occuparsi anche della fase di
approvvigionamento dei materiali e si assiste alla trasformazione della logistica
da un insieme di attività operative a sistema interfunzionale di gestione dei
flussi dei materiali per il miglioramento delle prestazioni aziendali
Anni ’90: la logistica assume un ruolo sempre più centrale ed il suo obiettivo
diventa sostanzialmente quello di governare tutte le fasi del processo
produttivo, anche esterne all'azienda, secondo una visione sistemica.
SUPPLY CHAIN MANAGEMENT
DEFINIZIONE
“Il Supply chain management (SCM) o gestione della catena di fornitura è un sistematico e
strategico coordinamento delle tradizionali funzioni aziendali e delle tattiche prima
all’interno di ogni azienda e poi lungo i vari membri della supply chain con l’obiettivo di
migliorare le prestazioni di lungo periodo dei singoli membri e dell’intera supply chain”
(Mentzer, 2001)
LA LOGISTICA IN OUTSOURCING
Il passaggio della logistica da una funzione sussidiaria ad un ruolo strategico si è
accompagnato in molte aziende ad una propensione a esternalizzare le attività di
trasporto e di movimentazione delle merci, affidando a terzi un compito che
non rientra nel core business aziendale sempre allo scopo di minimizzare i costi ed
assicurare maggiore flessibilità alla struttura produttiva.
Col tempo la scelta di esternalizzazione logistica si amplia ad attività più articolate
quali il packaging, l’espletamento delle pratiche amministrative e
doganali, la gestione e il trattamento dei flussi informativi e servizi di
customer service, marketing operativo e merchandising sul cliente
finale; fino alla completa terziarizzazione ad imprese esterne di tutte le attività
del ciclo logistico.
Flusso fisicoFlusso fisico Flusso informativoFlusso informativo
L’OUTSOURCING LOGISTICO
Attività tradizionali:
-trasporto
-magazzinaggio
Attività tradizionali:
- informazioni sui livelli di stock, sulle date
di consegna
Nuove attività:
- operazioni convenzionali (picking,
consolidamento degli ordini)
- attività di postponement (packaging
personalizzato)
- servizi di postdistribuzione (assistenza
tecnica, riparazione, installazione in loco,
richieste di recupero, ricondizionamento,
riciclaggio o smaltimento dei beni distribuiti
e dei loro imballi )
Nuove attività:
- Servizi tradizionali (Controllo quali-
quantitativo delle merci, organizzazione
della documentazione di prelievo, imballo e
spedizione)
- Servizi innovativi (Tracking e tracing -
percorso e tracciabilità del prodotto,
codicizzazioni a barra gestite in radio
frequenze RFID, gestione delle interfacce
commerciali, gestione informatizzata degli
ordini, della fatturazione e dei pagamenti)
L’OUTSOURCING LOGISTICO
Fattori di competitività dei provider logistici:
Economie di scala
Know-how specifici
Capacità di offrire più servizi di base e complementari, adattandoli alle
richieste del cliente
Capacità di effettuare una gestione integrata e coordinata delle attività
e delle informazioni connesse al flusso fisico delle merci
L’OUTSOURCING LOGISTICO
Fattori di competitività dei provider logistici: risorse di relazione e di fiducia
Le risorse di relazione consistono nel complesso dei rapporti di network che i
provider instaurano con gli altri operatori specializzati (nel settore dei
trasporti, depositi ecc..), con autorità doganali o con organismi locali ed
internazionali e che consentono di ampliare la profondità e l’ampiezza dei
servizi offerti.
Le risorse di fiducia riguardano, invece, l’insieme degli elementi che influiscono
sulla formazione delle preferenze delle imprese clienti e quindi, in altri termini,
sul processo di selezione di un determinato partner: livello di qualità del
servizio, notorietà del nome del fornitore, affidabilità, offerta di servizi
innovativi, risorse umane professionali e qualificate.
L’OUTSOURCING LOGISTICO
Motivazioni che spingono all’outsourcing della logistica
Le motivazioni che spingono all’outsourcing della logistica risalgono, in
gran parte, alle ragioni comuni a tutti i processi di esternalizzazione:
esigenze di riduzione e variabilizzazione dei costi
ricerca di maggiore flessibilità operativa
smobilizzo del capitale investito in attrezzature e scorte
miglioramento delle performance aziendali
L’OUTSOURCING LOGISTICO
Specificità dell’outsourcing della logistica
Possibilità e facilità di entrata in nuovi mercati, servendosi delle competenze e
conoscenze del provider sulle pratiche doganali e sulle infrastrutture dei paesi
di destinazione;
Possibilità per l’impresa cliente di promuovere lo sviluppo dell’e-commerce per
il raggiungimento del cliente finale;
Lancio di nuovi prodotti e utilizzo di nuovi canali, senza la necessità di
effettuare ulteriori investimenti, mantenendo, nello stesso tempo, un alto grado
di adattabilità del sistema logistico alle nuove esigenze che possono via via
profilarsi. L’azienda, infatti, affidandosi ad un provider specializzato, è in grado
di adeguarsi più rapidamente alle variazioni del mercato e di rispondere in
modo tempestivo ai cambiamenti richiesti dal marketing, dalla produzione e
dalla distribuzione.
OBIETTIVI DELLA
TERZIARIZZAZIONE
VARIABILI:
TEMPO
Vantaggi della terziarizzazione
 Miglioramento del transit time e dell’informazione sul tracking della
merce;
 Elasticità rispetto alle variazioni dei volumi e ai mutamenti delle
condizioni di consegna;
 Snellezza di tutta la struttura logistica e quindi sistemi analitico-
decisionali più rapidi ed efficaci.
 Autocertificazione da parte del partner sul livello di servizio
fornito;
 Servizi più evoluti grazie alle competenze specifiche nel
settore e agli elevati standard qualitativi offerti;
 Eliminazione dei rischi derivanti da soluzioni logistiche
innovative già sperimentate con altri clienti.
QUALITA’
COSTO
 Maggiore trasparenza dei costi aziendali e riduzione della
componente dei costi occulti;
 Riduzione del capitale di rischio e conseguente
accrescimento del ROI (Return on Investment);
 Contenimento dei costi relativi al personale operativo.
Ambiti piu’
funzionali di
outsourcing
ALCUNI ESEMPI “ITALIANI”
• Logistica in ingresso
• Proprietà scorte
• Gestione scorte
• Gestione ordine
• Magazzino (immobile)
• Qualità in ingresso
• Ricevimento
• Magazzinaggio
•Picking
•Lavorazioni
• Preparazione / imballo
• Trasporto primario
• Piattaforma locale
• Consegna
E
commerce
E
commerce
Grocery
COOP
Grocery
COOP
IVECO
FIAT(*)
IVECO
FIAT(*)
IKEAIKEA
Automotive
USA
(tendenza)
Automotive
USA
(tendenza)
(*) Anche logistica in-bound stabilimenti, imballo ricambi
La scelta dei rami
logistici da “affidare ai
terzi” dipende in buona
misura dal grado di
controllo che l’impresa
intende mantenere sulle
attività e questa è a sua
volta influenzata dallo
stadio evolutivo e dalla
cultura maturata sui
temi logistici
Modalità di
outsourcing
ALCUNI ESEMPI “ITALIANI”
-appalto di servizi singoli
-cessione del personale
(outplacement)
-Cessione dell’intero ramo di
azienda
- partnership e joint venture
- accordo strategico con il
fornitore (co-sourcing), ossia
cliente e fornitore che
gestiscono il sistema
logistico in forma congiunt. Utilizzo la mia logistica (il mio network)
per fare un’azienda e diventare
fornitore anche a terzi
BARILLA Utilizzo la mia logistica (il mio network)
per fare un’azienda e diventare
fornitore anche a terzi
BARILLABARILLA
Ne faccio un’azienda a parte ma che
lavora solo per me
BENETTON
E ….
Ne faccio un’azienda a parte ma che
lavora solo per me
BENETTON
E ….
BENETTON
E ….
Terziarizzo magazzino e distribuzione a
uno o più fornitori di servizi logistici
(3PL)
FIAT, IVECO, IBM,
altri
Terziarizzo magazzino e distribuzione a
uno o più fornitori di servizi logistici
(3PL)
FIAT, IVECO, IBM,
altri
FIAT, IVECO, IBM,
altri
Continuo a tenermi in casa il
magazzino investo in nuove strutture
GROCERY,
COOP, altri
Continuo a tenermi in casa il
magazzino investo in nuove strutture
GROCERY,
COOP, altri
GROCERY,
COOP, altri
AMBITI DI ATTIVITA’ LOGISTICHE
Aree logistiche
● La Logistica industriale o commerciale (o Business logistics) che riguarda la gestione fisica,
informativa ed organizzativa del flusso dei prodotti dalle fonti di approvvigionamento ai clienti
finali)
● La Logistica dei grandi volumi (o Bulk logistics), che riguarda la gestione e la
movimentazione di grandi quantità di materiali sfusi, generalmente materie prime (quali
petrolio, carbone, cereali, ecc.)
● La Logistica di progetto (o Project logistics), che riguarda la gestione ed il coordinamento
delle operazioni di progettazione e realizzazione dei sistemi complessi (quali grandi opere e
infrastrutture, centrali elettriche, ecc.)
● La Logistica di supporto (o RAM logistics), che riguarda la gestione di prodotti ad alta
tecnologia (linee aeree con aerei ed elicotteri o altri sistemi complessi) per i quali siano
essenziali affidabilità, disponibilità e manutenibilità
● La Logistica di ritorno o Logistica inversa (o Reverse logistics), che è il processo di
pianificazione, implementazione e controllo dell’efficienza delle materie prime, dei
semilavorati, dei prodotti finiti e dei correlati flussi informativi dal punto di recupero (o
consumo), al punto di origine, con lo scopo di riguadagnare valore da prodotti che hanno
esaurito il loro ciclo di vita.
AMBITI DI ATTIVITA’ LOGISTICHE
Attivita’ logistiche
• l’immagazzinamento
• lo stoccaggio
• la movimentazione dei materiali
• il controllo delle giacenze e la previsione della domanda
• il confezionamento
• la gestione degli ordini
• i trasporti
• la localizzazione di depositi e stabilimenti
• la gestione della comunicazione
• gli approvvigionamenti
• gli imballaggi
• la gestione dei ritorni
• il customer service
EVOLUZIONE DELLA LOGISTICA
Anni ’50 e ’60: logistica come distribuzione del prodotto finito
(organizzazione dei magazzini e dei trasporti)
Anni ’70: integrazione tra logistica distributiva e produzione, attraverso nuovi
sistemi gestionali e informativi
Anni ’80: la logistica comincia ad occuparsi anche della fase di
approvvigionamento dei materiali e si assiste alla trasformazione della logistica
da un insieme di attività operative a sistema interfunzionale di gestione dei
flussi dei materiali per il miglioramento delle prestazioni aziendali
Anni ’90: la logistica assume un ruolo sempre più centrale ed il suo obiettivo
diventa sostanzialmente quello di governare tutte le fasi del processo
produttivo, anche esterne all'azienda, secondo una visione sistemica.
TIPOLOGIE
► Imprese di Autotrasporto
► Operatori del trasporto ferroviario
► Compagnie di navigazione e di linea
► Compagnie di trasporto aeree
► Imprese di trasporto intermodale
► Spedizionieri
► Corrieri e corrieri espressi
► Imprese di magazzinaggio
► Imprese di logistica integrata
GLI OPERATORI LOGISTICI
• OPERATORE DI NICCHIA:
• OPERATORE TRADIZIONALE:
• INTEGRATORE LOGISTICO DI FILIERA:
• INTEGRATORE LOGISTICO:
Soggetti diversi applicati ad un’unica funzione per un’unica filiera
Per più filiere merceologiche
Applicati a tutto il processo logistico in un settore specifico
Applicati a tutto il processo logistico in più settori
Offerta di servizi logistici per
tipologia di attività’In Italia c’è il predominio
piuttosto netto di operatori
tradizionali. Ma si registrano
lentamente fenomeni
evolutivi che vanno nella
direzione di uno sviluppo
della figura di “integratore
logistico”:
Sono in forte sviluppo le
seguenti attività:
-Imballaggio
-Etichettatura
-Reverse logistics
-Preparazione kit
-Controllo di qualità
LA GESTIONE DEL MAGAZZINO
Evoluzione del concetto di magazzino:
Inizialmente era considerato semplicemente come un luogo in cui tenere al riparo
dagli agenti atmosferici le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti, senza
alcuna considerazione per concetti quali efficienza, ottimizzazione,
specializzazione e preparazione tecnica del personale.
Costituiva una mera voce di costo e le strategie aziendali per la riduzione dei costi
e l’aumento dei profitti erano concentrate sulle fasi della produzione.
Oggi il magazzino costituisce l’elemento centrale del processo di ottimizzazione
dei flussi di merci e informazioni in azienda.
LA GESTIONE DEL MAGAZZINO
Alcuni temi centrali per lo sviluppo di una gestione efficace del magazzino:
coerenza dell’organizzazione funzionale con il suo specifico ruolo nella supply chain
(stoccaggio, distribuzione, transito, ecc.);
adeguata localizzazione in funzione dei flussi in entrata e in uscita e dei costi logistici
specifici (trasporto, ecc.);
collocazione in un contesto infrastrutturale adeguato ad aumentarne l’efficienza
complessiva;
dimensionamento adeguato per contenere lo stock o la scorta di transito pianificata;
bilanciamento tra la dotazione di sistemi per la movimentazione e lo stoccaggio e di
sistemi software e l’hardware di supporto alla gestione operativa;
sviluppo dell’integrazione con gli altri attori della supply chain per far fronte alla gestione
dei flussi logistici e dei problemi quotidiani (costi dell’energia, congestione del traffico,
inquinamento).
Sviluppo di un grado di automazione adeguato al proprio contesto operativo tenuto conto
delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie
LA DOMANDA DI LOGISTICA IN ITALIA
In Italia le attività logistiche diverse dal trasporto vengono affidate ad
operatori terzi solo nel 15 % dei casi (a fronte delle quote europee che
spaziano fra il 39% della Gran Bretagna ed il 21% della Spagna).
Il mercato dell’outsourcing in Italia risente degli atteggiamenti spesso
eccessivamente prudenti assunti dalle imprese, nei confronti del ricorso
all’esternalizzazione. Infatti, le PMI privilegiano generalmente rapporti di
fornitura di breve durata e poco strutturati.
Inoltre, uno dei maggiori freni alla crescita dell’outsourcing è il timore di
delegare operazioni di rilevanza strategica per l’azienda e di diffondere
informazioni riservate.
L’OFFERTA DI LOGISTICA IN ITALIA
Il mercato dei servizi logistici a livello internazionale è caratterizzato da forti
dinamiche competitive fra gruppi e sistemi di imprese che, collaborando tra loro,
riescono a coprire una pluralità di segmenti di mercato.
In quest’ottica, anche l’Italia negli ultimi anni si sono verificati alcuni
cambiamenti che vanno in questa direzione:
l’ingresso di multinazionali dei servizi logistici, favorito da un generale processo
di fusioni e di acquisizioni realizzatosi a livello mondiale;
la diffusione di nuove modalità di partnership tra operatori specializzati nelle
diverse fasi della filiera e nella gestione di specifiche attività logistiche che
hanno dato vita a “sistemi di imprese” in competizione tra loro;
fenomeni di convergenza inter-settoriale determinati dalle scelte di settori
contigui di operare direttamente nel mercato dei servizi logistici.
SUPPLY CHAIN MANAGEMENT
DEFINIZIONE
“Il Supply chain management (SCM) o gestione della catena di fornitura è un sistematico e
strategico coordinamento delle tradizionali funzioni aziendali e delle tattiche prima
all’interno di ogni azienda e poi lungo i vari membri della supply chain con l’obiettivo di
migliorare le prestazioni di lungo periodo dei singoli membri e dell’intera supply chain”
(Mentzer, 2001)
LAZIO
Il sistema produttivo
 Roma: il terziario avanzato e tradizionale trainano una
imprenditoria diffusa in 8000 imprese sparse sul territorio
(informatica e tecnologie, comunicazione, turismo e servizi
privati)
 Latina: forte crescita del settore chimico-farmaceutico e
di quello orto–frutticolo (notevole presenza di aziende di
logistica, potenziali concorrenti o partner)
 Frosinone: consolidata specializzazione nel settore auto,
e in crescita i settori alimentare, chimico-farmaceutico e dei
servizi avanzati
 Viterbo: prevalenza del settore agricolo e agro-
alimentare e possibili sviluppi legati all’attivazione
dell’aeroporto e del collegamento stradale e ferroviario con
Civitavecchia
 Rieti: predominanza del settore industriale e agricolo, più
nuove specializzazioni nel turismo culturale e ambientale
AGRO PONTINO
Il sistema produttivo
Lo sviluppo produttivo dell’Agro Pontino si basa a
tutt’oggi soprattutto sui settori chimico-farmaceutico ed
elettronico-informatico, pur coesistendo altri importanti
comparti produttivi quale il tessile, il cartografico e
l’alimentare.
In questa area si sta sviluppando negli ultimi anni uno dei
più importanti poli logistico-industriali e commerciali del
Lazio, il che rappresenta da una parte un’opportunità, in
termini di possibili contatti commerciali e centralità logistica,
ma anche un rischio, a causa della competitività molto forte
con le numerose aziende di logistica e trasporti presenti.
LOGISTICA IN
PROVINCIA
DI ROMA
POTENZIALITA’ E
CRITICITA’
LOGISTICA IN
PROVINCIA
DI ROMA
POTENZIALITA’ E
CRITICITA’
SCENARI FUTURI DEL MERCATO ITALIANO
Ingresso di nuovi operatori del trasporto che, per qualificare e differenziare i servizi resi,
amplieranno progressivamente l’attività alla gestione di altri segmenti della filiera logistica
processi di acquisizione, fusione e/o partnership tra le piccole e medie imprese del settore, al
fine di raggiungere la massa critica necessaria per:
 sostenere i rilevanti investimenti infrastrutturali (automazione, tecnologie Ict),
 estendere il raggio d’azione a livello internazionale,
 acquisire competenze e relazioni in specifiche filiere logistiche
 offrire servizi adeguati alle imprese manifatturiere e commerciali italiane che hanno
delocalizzato parti della produzione all’estero o che si rivolgono all’estero per l’acquisto di
componenti e prodotti finiti
crescita del ruolo dei gruppi logistici internazionali sia attraverso il potenziamento dell’attività
diretta (acquisizione di nuovi contratti con le grandi imprese manifatturiere e della
distribuzione) sia con l’acquisizione delle più innovative imprese nazionali
Sviluppo crescente delle nuove tecnologie informatiche: Rfid, voice picking, etc. e dei sistemi di
Warehouse Management Systems (WMS), sia per automatizzare il flusso informativo nell’intera
catena e ottimizzare i costi di gestione, sia per migliorare la qualità del servizio (velocità,
accuratezza, riduzione degli errori).
LA LOGISTICA SOSTENIBILE
Il concetto di logistica sostenibile deriva da quello più esteso di "sviluppo
sostenibile" e comprende una serie di tecnologie, di procedure e di attività
che hanno il fine di ridurre l'impatto ambientale dei vari anelli della
catena logistica, senza penalizzare la qualità del servizio e la redditività
economica.
La logistica sostenibile coinvolge diversi aspetti: dal trasporto sulle lunghe
distanze alla distribuzione locale, dalla reverse logistics all'intermodalità,
dagli impianti di stoccaggio alle tecnologie per l'imballaggio.
LA LOGISTICA SOSTENIBILE: AMBITI
Piattaforme destinate allo stoccaggio (utilizzo di pannelli solari e
fotovoltaico, sistemi di riciclaggio e recupero acque, piantumazione,
lontananza dai centri abitati e vicinanza dalle grandi arterie di
trasporto; intermodalità, ottimizzazione logistica urbana, migliorare la
movimentazione delle merci con tecnologie di tracciamento wireless e
tag RFID, aumento dei coefficienti di carico)
Mezzi di trasporto (aumento efficienza motori, utilizzo fonti
energetiche alternative, riduzione rumorosità)
Unità di carico e sistemi di imballaggio (utilizzo di materiali e processi
produttivi che richiedono minor utilizzo di materie prime e d’energia e
facilmente riciclabili, forma e dimensione delle unità di carico per
sfruttare meglio lo spazio nelle piattaforme logistiche e sui vettori e
ridurre i tempi di movimentazione, carico e scarico)
REVERSE LOGISTICS
Ma la vera sostenibilità viene da un intelligente coordinamento delle varie
soluzioni e parte a monte della logistica stessa, ossia nella fase di
produzione delle merci, che devono essere progettate anche per facilitarne
il trasporto e lo smaltimento a fine vita.
Comincia cosi ad avere un ruolo sempre più importante anche la reverse
logistics, ossia il flusso che parte dal termine del ciclo funzionale
dell'oggetto per reimmetterlo nel ciclo produttivo attraverso il recupero
parziale o il riciclaggio. Questo settore rappresenta un forte potenziale di
sviluppo, favorito anche dalle nuove direttive comunitarie sul recupero
obbligatorio di alcuni prodotti (come quelli elettrici ed elettronici).
LA LOGISTICA IN OUTSOURCING
Il passaggio della logistica da una funzione sussidiaria ad un ruolo strategico si è
accompagnato in molte aziende ad una propensione a esternalizzare le attività di
trasporto e di movimentazione delle merci, affidando a terzi un compito che
non rientra nel core business aziendale sempre allo scopo di minimizzare i costi ed
assicurare maggiore flessibilità alla struttura produttiva.
Col tempo la scelta di esternalizzazione logistica si amplia ad attività più articolate
quali il packaging, l’espletamento delle pratiche amministrative e
doganali, la gestione e il trattamento dei flussi informativi e servizi di
customer service, marketing operativo e merchandising sul cliente
finale; fino alla completa terziarizzazione ad imprese esterne di tutte le attività
del ciclo logistico.
PERSONE AL
CENTRO
“Il problema è comportamentale e culturale: ai supply chain manager
sarà richiesto di giocare un ruolo di coordinamento e di armonizzazione
tra organizzazioni e culture estremamente eterogenee, mettendo in
campo una competenza manageriale a tutto tondo. Un nuovo ruolo e
una professionalità da costruire, che le organizzazioni attuali faticano a
comprendere e valorizzare e che si scontra coi rischi di impoverimento
del capitale umano derivanti da azioni frettolose di taglio dei costi. Ma
non esistono alternative: troppe volte la gestione della Supply Chain è
stata ricondotta ad un problema di software e di dati interscambiati tra
un sistema e l’altro, e troppi progetti di supply chain management si
sono conclusi con applicativi e procedure utilizzate solo in minima parte
rispetto alle loro potenzialità. Le Supply Chain sono fatte di imprese, e
le imprese sono fatte di persone. Con la loro cultura, la loro apertura
mentale, la loro attitudine al dialogo ed alla comprensione degli altri. Su
questo si giocherà il futuro delle aziende estese”.
R. Crippa – Bticino
Le competenze necessarie per far
fronte ai nuovi scenari di sviluppo
LEADER DI
MERCATO
Fornitori di logistica Integrata
AZIENDE
FATTURATO
Totale
(2006) mln
CEVA LOGISTICS 1142
SAIMA AVANDERO 676
FERCAM 385
GEODIS ZUST AMBROSETTI 380
NUMBER 1 LOGISTICS GROUP 339
ITALSEMPIONE 332
KUEHNE + NAGEL 315
DHL EXEL SUPPLY CHAIN 272
ITALTRANS 115
FIEGE LOGISTICS 110
CAVALIERI TRASPORTI 107
CABLOG 80
ND LOGISTICS ITALIA 78
LD LAZIALE DISTRIBUZIONE 52
SO.GE.MA. 50
LEADER: CEVA LOGISTICS (TNT LOGISTICS)
Il marchio TNT Logistics (diventato CEVA Logistics nel 2006) ha origine nella società TNT,
fondata in Australia nel 1946. nel 1996 TNT è stata acquistata dalla società Olandese di
servizi postali e telecomunicazioni KPN. La nuova società, denominata TNT NV, è stata
quindi organizzata su tre divisioni: TNT Logistics, TNT Express e TNT Post.
In Italia TNT Logistics è entrata nel settore della logistica nel 1994.
Nel 1998 è nata TPL (TNT Production Logistics) per gestire la logistica Fiat inbound degli
stabilimenti dell'area di Torino. Da allora si è sviluppata, rafforzando da un lato la propria
presenza nel settore automotive, dall’altro diversificando la propria offerta in altri settori di
mercato, anche attraverso una forte politica di acquisizioni (tecnologistica, Gruppo ALS,
SPEDIMAC, Transitalia) e fusioni (TNT-ARVIL, CEVA-EGL).
LEADER: CEVA LOGISTICS (TNT LOGISTICS)
Ceva Logistics è presente in Italia con un fatturato (dati del 2007) di 1110 Milioni di Euro,
suddiviso per attività di magazzino (circa 600 Mln €) e attività di trasporto (circa 500 Mln
€). Sul territorio nazionale, CEVA gestisce una superficie di circa 2.000.000 m² di
magazzino suddivisi in 98 unità e conta circa 6.688 dipendenti, 120 siti logistici ed oltre 200
clienti, aziende leader in diversi settori.
Attualmente, CEVA Logistics Italy è organizzata in diverse divisioni:
- Automotive
- Technology
- Telecomunicazioni
- Publishing
- Retail & Consumer
- Fashion, Industry
- Pneumatici
- Oil & Gas.
LEADER: SAIMA AVANDERO
Nata nel 1816 come società di spedizioni, col nome Innocente Mangili, diventa Saima –
Società Anonima Innocente Mangili Adriatica NEL 1933, a seguito della fusione con la
Adriatica Spedizioni.
Da una struttura iniziale con 2 sedi (Milano e Trieste) e 6 filiali (Napoli, Venezia, Genova,
Monza, Roma e Firenze) del 1933, la Saima è arrivata a 49 filiali nel 1992.
Nel 1993, avviene la fusione fra Saima ed Avandero, azienda specializzata nei trasporti tessili
nata in Piemonte nel XVIII secolo e poi estesasi in Italia, in Europa ed Oltreoceano.
Saima Avandero è un MTO ossia un operatore globale di trasporti, spedizioni e logistica con
la seguente struttura:
53 sedi operative in Italia
1.187.000 m² di aree attrezzate per movimento mezzi e terminali intermodali
470.575 m² di magazzini di transito e deposito merci
44.115 m² di uffici
LEADER: SAIMA AVANDERO
La struttura attuale comprende 4 aree di attività:
Servizi Europei (Road) collegano 7 hub regionali e interregionali con oltre 80
piattaforme di smistamento in tutta europa, mediante trasporto stradale e combinato.
Servizi Intercontinentali (Air & Sea) gestiscono i flussi da e per i principali mercati
di produzione e di consumo nel mondo mediante trasporti marittimi ed aerei.
Servizi logistici (Logistica Integrata) gestiscono spazi per oltre 850.000 m² con 9
piattaforme logistiche, dotate di magazzini, strutture e sistemi operativi differenziati per
diversi settori merceologici (prodotti chimici pericolosi e non, pneumatici, linea bianca,
automotive, ecc.) e la movimentazione di merci sia nel processo distributivo (out bound
logistics), che in quello di fornitura (in bound logistics).
DIP La Divisione Impianti e Progetti gestisce la pianificazione, l’organizzazione e
l’esecuzione del trasporto di impianti industriali e/o di materiali e attrezzature destinati
alla costruzione di grandi infrastrutture verso i Paesi in via di sviluppo.
Nel 1999 Saima Avandero è stata integrata nel Gruppo belga ABX LOGISTICS, presente in
35 paesi del mondo. Nel 2008 il Gruppo ABX LOGISTICS è stato acquisito dal Gruppo
danese DSV, azienda quotata in borsa con un network capillare diffuso in 60 Paesi.
PRINCIPALI PLAYER DELL’ARCHIVIAZIONE E GESTIONE
DOCUMENTALE INFORMATIZZATA: BUCAP
Nata nel 1982, Bucap SpA si occupa di gestione documentale attraverso i seguenti servizi:
Archiviazione fisica dei documenti (conservazione e consultazione della documentazione
in originale, o su portale web dedicato).
Servizio di acquisizione ottica della documentazione: fatturazione elettronica e
conservazione sostitutiva (riproduzione dei documenti cartacei su supporti off line o
attraverso portali di servizi dedicati)
Archiviazione di cartelle cliniche (ritiro presso il cliente, indicizzazione, archiviazione
fisica e scansione dei documenti, consultazione delle immagini tramite portale web, consegna
delle copie dei documenti, gestione dei documenti obsoleti)
Conversione di microfilm in immagini elettroniche (digitalizzazione dei microfilm in
immagini elettroniche in formato JPG, TIFF e PDF)
Conversione di immagini elettroniche in microfilm (migrazioni da immagini
elettroniche su microfilm da 16 mm)
Servizi di back office (acquisizione dati tramite data entry, teleprocessing e controllo dei
dati presenti nei documenti prodotti dal Cliente)
Outsourcing dell’ufficio posta, protocollo e servizio stampa corrispondenza
(gestione dei flussi di corrispondenza del cliente in entrata e in uscita, protocollazione
informatizzata della corrispondenza, stampa della corrispondenza in uscita)
Flusso fisicoFlusso fisico Flusso informativoFlusso informativo
L’OUTSOURCING LOGISTICO
Attività tradizionali:
-trasporto
-magazzinaggio
Attività tradizionali:
- informazioni sui livelli di stock, sulle date
di consegna
Nuove attività:
- operazioni convenzionali (picking,
consolidamento degli ordini)
- attività di postponement (packaging
personalizzato)
- servizi di postdistribuzione (assistenza
tecnica, riparazione, installazione in loco,
richieste di recupero, ricondizionamento,
riciclaggio o smaltimento dei beni distribuiti
e dei loro imballi )
Nuove attività:
- Servizi tradizionali (Controllo quali-
quantitativo delle merci, organizzazione
della documentazione di prelievo, imballo e
spedizione)
- Servizi innovativi (Tracking e tracing -
percorso e tracciabilità del prodotto,
codicizzazioni a barra gestite in radio
frequenze RFID, gestione delle interfacce
commerciali, gestione informatizzata degli
ordini, della fatturazione e dei pagamenti)
Case study. Il magazzino ricambi di CIFA Spa
La Compagnia Italiana Forme Acciaio S.p.A. è un’impresa di Senago (MI), specializzata
nella produzione di sistemi per il trattamento e la distribuzione del calcestruzzo. L’azienda
opera nel settore edile fin dal 1928, con un fatturato che nel 2003 ha raggiunto i 167
milioni di euro. Il Magazzino ricambi ricopre un ruolo centrale nella fase post vendita
gestendo l’intero sistema di fornitura dei ricambi delle macchine CIFA in tutto il mondo.
Esigenze dell’azienda:
Disporre di un sistema estremamente efficace nella fornitura di ricambi a tutte le officine del
network CIFA, dal punto di vista dei tempi e della precisione e accuratezza nelle operazioni
di consegna, tenuto di una serie di elementi che caratterizzano il proprio contesto operativo:
L’esigenza di una costante manutenzione ordinaria e straordinaria delle macchine CIFA
per garantire ai propri clienti la continuità dell’attività dei propri cantieri
L’utilizzo delle macchine CIFA in contesti ambientali difficili e usuranti (cantieri)
L’eterogeneità dei ricambi gestiti, per tipologia e dimensione (dalle viti, le guarnizioni e i
kit adesivi ai materiali per gli interventi straordinari, ingombranti e pesanti)
le richieste dei clienti non sempre precise e complete rispetto alle proprie esigenze
Case study. Il magazzino ricambi di CIFA Spa
Soluzione adottata:
la CIFA ha scelto di investire sulle proprie risorse umane e col tempo è riuscita a creare una
squadra affiatata che ha sviluppato delle specifiche best practice interne, codificato un
linguaggio condiviso e metabolizzato le procedure, procedendo ad una costante
ottimizzazione degli spazi e al miglioramento continuo dei servizi offerti.
I risultati di questo processo sono testimoniati dagli indici di efficienza e di servizio: la
riduzione significativa degli ordini inevasi in Italia (da 538 a 297), degli scaduti Italia e estero,
dei tempi di preparazione degli ordini (del 50%), ma soprattutto il miglioramento dell’ambiente
di lavoro ed il conseguente aumento di impegno e coinvolgimento del personale.
Questo team gestisce direttamente tutte le operazioni di ricevimento, immagazzinamento,
organizzazione degli spazi, composizione degli ordini, imballaggio e spedizione pezzi.
Il ruolo diretto del personale è cruciale in diverse fasi dell’organizzazione dei flussi merci in
entrata e uscita: dal controllo qualità dei materiali in entrata e relativa collocazione negli
spazi, alla valutazione delle esigenze del cliente per l’identificazione dei ricambio da
consegnare, alla raccolta delle referenze da consegnare e al loro imballaggio, alla consegna ai
corrieri (Executive per l’Italia e DHL per l’estero).
Case study. Il magazzino ricambi di CIFA Spa
Caratteristiche tecniche del magazzino:
L’eterogeneità dei materiali gestiti si traduce nella presenza di sistemi di handling diversi:
scaffalature per materiale extra-voluminoso, per pallet e gabbie, cantilever per i carichi lunghi, ripiani
per materiali a volume medio e sistemi automatici verticali per le minuterie.

Dossier logistica integrata

  • 1.
  • 2.
    LOGISTICA DEFINIZIONE “La logistica èil processo di pianificazione, implementazione e controllo dell’efficiente ed efficace flusso e stoccaggio di materie prime, semilavorati e prodotti finiti e delle relative informazioni dal punto di origine al punto di consumo con lo scopo di soddisfare le esigenze dei clienti” (AILOG) Fonte: TLSU/TRL, 2008
  • 3.
    EVOLUZIONE DELLA LOGISTICA Anni’50 e ’60: logistica come distribuzione del prodotto finito (organizzazione dei magazzini e dei trasporti) Anni ’70: integrazione tra logistica distributiva e produzione, attraverso nuovi sistemi gestionali e informativi Anni ’80: la logistica comincia ad occuparsi anche della fase di approvvigionamento dei materiali e si assiste alla trasformazione della logistica da un insieme di attività operative a sistema interfunzionale di gestione dei flussi dei materiali per il miglioramento delle prestazioni aziendali Anni ’90: la logistica assume un ruolo sempre più centrale ed il suo obiettivo diventa sostanzialmente quello di governare tutte le fasi del processo produttivo, anche esterne all'azienda, secondo una visione sistemica.
  • 4.
    SUPPLY CHAIN MANAGEMENT DEFINIZIONE “IlSupply chain management (SCM) o gestione della catena di fornitura è un sistematico e strategico coordinamento delle tradizionali funzioni aziendali e delle tattiche prima all’interno di ogni azienda e poi lungo i vari membri della supply chain con l’obiettivo di migliorare le prestazioni di lungo periodo dei singoli membri e dell’intera supply chain” (Mentzer, 2001)
  • 5.
    LA LOGISTICA INOUTSOURCING Il passaggio della logistica da una funzione sussidiaria ad un ruolo strategico si è accompagnato in molte aziende ad una propensione a esternalizzare le attività di trasporto e di movimentazione delle merci, affidando a terzi un compito che non rientra nel core business aziendale sempre allo scopo di minimizzare i costi ed assicurare maggiore flessibilità alla struttura produttiva. Col tempo la scelta di esternalizzazione logistica si amplia ad attività più articolate quali il packaging, l’espletamento delle pratiche amministrative e doganali, la gestione e il trattamento dei flussi informativi e servizi di customer service, marketing operativo e merchandising sul cliente finale; fino alla completa terziarizzazione ad imprese esterne di tutte le attività del ciclo logistico.
  • 6.
    Flusso fisicoFlusso fisicoFlusso informativoFlusso informativo L’OUTSOURCING LOGISTICO Attività tradizionali: -trasporto -magazzinaggio Attività tradizionali: - informazioni sui livelli di stock, sulle date di consegna Nuove attività: - operazioni convenzionali (picking, consolidamento degli ordini) - attività di postponement (packaging personalizzato) - servizi di postdistribuzione (assistenza tecnica, riparazione, installazione in loco, richieste di recupero, ricondizionamento, riciclaggio o smaltimento dei beni distribuiti e dei loro imballi ) Nuove attività: - Servizi tradizionali (Controllo quali- quantitativo delle merci, organizzazione della documentazione di prelievo, imballo e spedizione) - Servizi innovativi (Tracking e tracing - percorso e tracciabilità del prodotto, codicizzazioni a barra gestite in radio frequenze RFID, gestione delle interfacce commerciali, gestione informatizzata degli ordini, della fatturazione e dei pagamenti)
  • 7.
    L’OUTSOURCING LOGISTICO Fattori dicompetitività dei provider logistici: Economie di scala Know-how specifici Capacità di offrire più servizi di base e complementari, adattandoli alle richieste del cliente Capacità di effettuare una gestione integrata e coordinata delle attività e delle informazioni connesse al flusso fisico delle merci
  • 8.
    L’OUTSOURCING LOGISTICO Fattori dicompetitività dei provider logistici: risorse di relazione e di fiducia Le risorse di relazione consistono nel complesso dei rapporti di network che i provider instaurano con gli altri operatori specializzati (nel settore dei trasporti, depositi ecc..), con autorità doganali o con organismi locali ed internazionali e che consentono di ampliare la profondità e l’ampiezza dei servizi offerti. Le risorse di fiducia riguardano, invece, l’insieme degli elementi che influiscono sulla formazione delle preferenze delle imprese clienti e quindi, in altri termini, sul processo di selezione di un determinato partner: livello di qualità del servizio, notorietà del nome del fornitore, affidabilità, offerta di servizi innovativi, risorse umane professionali e qualificate.
  • 9.
    L’OUTSOURCING LOGISTICO Motivazioni chespingono all’outsourcing della logistica Le motivazioni che spingono all’outsourcing della logistica risalgono, in gran parte, alle ragioni comuni a tutti i processi di esternalizzazione: esigenze di riduzione e variabilizzazione dei costi ricerca di maggiore flessibilità operativa smobilizzo del capitale investito in attrezzature e scorte miglioramento delle performance aziendali
  • 10.
    L’OUTSOURCING LOGISTICO Specificità dell’outsourcingdella logistica Possibilità e facilità di entrata in nuovi mercati, servendosi delle competenze e conoscenze del provider sulle pratiche doganali e sulle infrastrutture dei paesi di destinazione; Possibilità per l’impresa cliente di promuovere lo sviluppo dell’e-commerce per il raggiungimento del cliente finale; Lancio di nuovi prodotti e utilizzo di nuovi canali, senza la necessità di effettuare ulteriori investimenti, mantenendo, nello stesso tempo, un alto grado di adattabilità del sistema logistico alle nuove esigenze che possono via via profilarsi. L’azienda, infatti, affidandosi ad un provider specializzato, è in grado di adeguarsi più rapidamente alle variazioni del mercato e di rispondere in modo tempestivo ai cambiamenti richiesti dal marketing, dalla produzione e dalla distribuzione.
  • 11.
  • 12.
    VARIABILI: TEMPO Vantaggi della terziarizzazione Miglioramento del transit time e dell’informazione sul tracking della merce;  Elasticità rispetto alle variazioni dei volumi e ai mutamenti delle condizioni di consegna;  Snellezza di tutta la struttura logistica e quindi sistemi analitico- decisionali più rapidi ed efficaci.  Autocertificazione da parte del partner sul livello di servizio fornito;  Servizi più evoluti grazie alle competenze specifiche nel settore e agli elevati standard qualitativi offerti;  Eliminazione dei rischi derivanti da soluzioni logistiche innovative già sperimentate con altri clienti. QUALITA’ COSTO  Maggiore trasparenza dei costi aziendali e riduzione della componente dei costi occulti;  Riduzione del capitale di rischio e conseguente accrescimento del ROI (Return on Investment);  Contenimento dei costi relativi al personale operativo.
  • 13.
    Ambiti piu’ funzionali di outsourcing ALCUNIESEMPI “ITALIANI” • Logistica in ingresso • Proprietà scorte • Gestione scorte • Gestione ordine • Magazzino (immobile) • Qualità in ingresso • Ricevimento • Magazzinaggio •Picking •Lavorazioni • Preparazione / imballo • Trasporto primario • Piattaforma locale • Consegna E commerce E commerce Grocery COOP Grocery COOP IVECO FIAT(*) IVECO FIAT(*) IKEAIKEA Automotive USA (tendenza) Automotive USA (tendenza) (*) Anche logistica in-bound stabilimenti, imballo ricambi La scelta dei rami logistici da “affidare ai terzi” dipende in buona misura dal grado di controllo che l’impresa intende mantenere sulle attività e questa è a sua volta influenzata dallo stadio evolutivo e dalla cultura maturata sui temi logistici
  • 14.
    Modalità di outsourcing ALCUNI ESEMPI“ITALIANI” -appalto di servizi singoli -cessione del personale (outplacement) -Cessione dell’intero ramo di azienda - partnership e joint venture - accordo strategico con il fornitore (co-sourcing), ossia cliente e fornitore che gestiscono il sistema logistico in forma congiunt. Utilizzo la mia logistica (il mio network) per fare un’azienda e diventare fornitore anche a terzi BARILLA Utilizzo la mia logistica (il mio network) per fare un’azienda e diventare fornitore anche a terzi BARILLABARILLA Ne faccio un’azienda a parte ma che lavora solo per me BENETTON E …. Ne faccio un’azienda a parte ma che lavora solo per me BENETTON E …. BENETTON E …. Terziarizzo magazzino e distribuzione a uno o più fornitori di servizi logistici (3PL) FIAT, IVECO, IBM, altri Terziarizzo magazzino e distribuzione a uno o più fornitori di servizi logistici (3PL) FIAT, IVECO, IBM, altri FIAT, IVECO, IBM, altri Continuo a tenermi in casa il magazzino investo in nuove strutture GROCERY, COOP, altri Continuo a tenermi in casa il magazzino investo in nuove strutture GROCERY, COOP, altri GROCERY, COOP, altri
  • 15.
    AMBITI DI ATTIVITA’LOGISTICHE Aree logistiche ● La Logistica industriale o commerciale (o Business logistics) che riguarda la gestione fisica, informativa ed organizzativa del flusso dei prodotti dalle fonti di approvvigionamento ai clienti finali) ● La Logistica dei grandi volumi (o Bulk logistics), che riguarda la gestione e la movimentazione di grandi quantità di materiali sfusi, generalmente materie prime (quali petrolio, carbone, cereali, ecc.) ● La Logistica di progetto (o Project logistics), che riguarda la gestione ed il coordinamento delle operazioni di progettazione e realizzazione dei sistemi complessi (quali grandi opere e infrastrutture, centrali elettriche, ecc.) ● La Logistica di supporto (o RAM logistics), che riguarda la gestione di prodotti ad alta tecnologia (linee aeree con aerei ed elicotteri o altri sistemi complessi) per i quali siano essenziali affidabilità, disponibilità e manutenibilità ● La Logistica di ritorno o Logistica inversa (o Reverse logistics), che è il processo di pianificazione, implementazione e controllo dell’efficienza delle materie prime, dei semilavorati, dei prodotti finiti e dei correlati flussi informativi dal punto di recupero (o consumo), al punto di origine, con lo scopo di riguadagnare valore da prodotti che hanno esaurito il loro ciclo di vita.
  • 16.
    AMBITI DI ATTIVITA’LOGISTICHE Attivita’ logistiche • l’immagazzinamento • lo stoccaggio • la movimentazione dei materiali • il controllo delle giacenze e la previsione della domanda • il confezionamento • la gestione degli ordini • i trasporti • la localizzazione di depositi e stabilimenti • la gestione della comunicazione • gli approvvigionamenti • gli imballaggi • la gestione dei ritorni • il customer service
  • 17.
    EVOLUZIONE DELLA LOGISTICA Anni’50 e ’60: logistica come distribuzione del prodotto finito (organizzazione dei magazzini e dei trasporti) Anni ’70: integrazione tra logistica distributiva e produzione, attraverso nuovi sistemi gestionali e informativi Anni ’80: la logistica comincia ad occuparsi anche della fase di approvvigionamento dei materiali e si assiste alla trasformazione della logistica da un insieme di attività operative a sistema interfunzionale di gestione dei flussi dei materiali per il miglioramento delle prestazioni aziendali Anni ’90: la logistica assume un ruolo sempre più centrale ed il suo obiettivo diventa sostanzialmente quello di governare tutte le fasi del processo produttivo, anche esterne all'azienda, secondo una visione sistemica.
  • 18.
    TIPOLOGIE ► Imprese diAutotrasporto ► Operatori del trasporto ferroviario ► Compagnie di navigazione e di linea ► Compagnie di trasporto aeree ► Imprese di trasporto intermodale ► Spedizionieri ► Corrieri e corrieri espressi ► Imprese di magazzinaggio ► Imprese di logistica integrata GLI OPERATORI LOGISTICI • OPERATORE DI NICCHIA: • OPERATORE TRADIZIONALE: • INTEGRATORE LOGISTICO DI FILIERA: • INTEGRATORE LOGISTICO: Soggetti diversi applicati ad un’unica funzione per un’unica filiera Per più filiere merceologiche Applicati a tutto il processo logistico in un settore specifico Applicati a tutto il processo logistico in più settori
  • 19.
    Offerta di servizilogistici per tipologia di attività’In Italia c’è il predominio piuttosto netto di operatori tradizionali. Ma si registrano lentamente fenomeni evolutivi che vanno nella direzione di uno sviluppo della figura di “integratore logistico”: Sono in forte sviluppo le seguenti attività: -Imballaggio -Etichettatura -Reverse logistics -Preparazione kit -Controllo di qualità
  • 20.
    LA GESTIONE DELMAGAZZINO Evoluzione del concetto di magazzino: Inizialmente era considerato semplicemente come un luogo in cui tenere al riparo dagli agenti atmosferici le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti, senza alcuna considerazione per concetti quali efficienza, ottimizzazione, specializzazione e preparazione tecnica del personale. Costituiva una mera voce di costo e le strategie aziendali per la riduzione dei costi e l’aumento dei profitti erano concentrate sulle fasi della produzione. Oggi il magazzino costituisce l’elemento centrale del processo di ottimizzazione dei flussi di merci e informazioni in azienda.
  • 21.
    LA GESTIONE DELMAGAZZINO Alcuni temi centrali per lo sviluppo di una gestione efficace del magazzino: coerenza dell’organizzazione funzionale con il suo specifico ruolo nella supply chain (stoccaggio, distribuzione, transito, ecc.); adeguata localizzazione in funzione dei flussi in entrata e in uscita e dei costi logistici specifici (trasporto, ecc.); collocazione in un contesto infrastrutturale adeguato ad aumentarne l’efficienza complessiva; dimensionamento adeguato per contenere lo stock o la scorta di transito pianificata; bilanciamento tra la dotazione di sistemi per la movimentazione e lo stoccaggio e di sistemi software e l’hardware di supporto alla gestione operativa; sviluppo dell’integrazione con gli altri attori della supply chain per far fronte alla gestione dei flussi logistici e dei problemi quotidiani (costi dell’energia, congestione del traffico, inquinamento). Sviluppo di un grado di automazione adeguato al proprio contesto operativo tenuto conto delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie
  • 22.
    LA DOMANDA DILOGISTICA IN ITALIA In Italia le attività logistiche diverse dal trasporto vengono affidate ad operatori terzi solo nel 15 % dei casi (a fronte delle quote europee che spaziano fra il 39% della Gran Bretagna ed il 21% della Spagna). Il mercato dell’outsourcing in Italia risente degli atteggiamenti spesso eccessivamente prudenti assunti dalle imprese, nei confronti del ricorso all’esternalizzazione. Infatti, le PMI privilegiano generalmente rapporti di fornitura di breve durata e poco strutturati. Inoltre, uno dei maggiori freni alla crescita dell’outsourcing è il timore di delegare operazioni di rilevanza strategica per l’azienda e di diffondere informazioni riservate.
  • 23.
    L’OFFERTA DI LOGISTICAIN ITALIA Il mercato dei servizi logistici a livello internazionale è caratterizzato da forti dinamiche competitive fra gruppi e sistemi di imprese che, collaborando tra loro, riescono a coprire una pluralità di segmenti di mercato. In quest’ottica, anche l’Italia negli ultimi anni si sono verificati alcuni cambiamenti che vanno in questa direzione: l’ingresso di multinazionali dei servizi logistici, favorito da un generale processo di fusioni e di acquisizioni realizzatosi a livello mondiale; la diffusione di nuove modalità di partnership tra operatori specializzati nelle diverse fasi della filiera e nella gestione di specifiche attività logistiche che hanno dato vita a “sistemi di imprese” in competizione tra loro; fenomeni di convergenza inter-settoriale determinati dalle scelte di settori contigui di operare direttamente nel mercato dei servizi logistici.
  • 24.
    SUPPLY CHAIN MANAGEMENT DEFINIZIONE “IlSupply chain management (SCM) o gestione della catena di fornitura è un sistematico e strategico coordinamento delle tradizionali funzioni aziendali e delle tattiche prima all’interno di ogni azienda e poi lungo i vari membri della supply chain con l’obiettivo di migliorare le prestazioni di lungo periodo dei singoli membri e dell’intera supply chain” (Mentzer, 2001)
  • 25.
    LAZIO Il sistema produttivo Roma: il terziario avanzato e tradizionale trainano una imprenditoria diffusa in 8000 imprese sparse sul territorio (informatica e tecnologie, comunicazione, turismo e servizi privati)  Latina: forte crescita del settore chimico-farmaceutico e di quello orto–frutticolo (notevole presenza di aziende di logistica, potenziali concorrenti o partner)  Frosinone: consolidata specializzazione nel settore auto, e in crescita i settori alimentare, chimico-farmaceutico e dei servizi avanzati  Viterbo: prevalenza del settore agricolo e agro- alimentare e possibili sviluppi legati all’attivazione dell’aeroporto e del collegamento stradale e ferroviario con Civitavecchia  Rieti: predominanza del settore industriale e agricolo, più nuove specializzazioni nel turismo culturale e ambientale
  • 26.
    AGRO PONTINO Il sistemaproduttivo Lo sviluppo produttivo dell’Agro Pontino si basa a tutt’oggi soprattutto sui settori chimico-farmaceutico ed elettronico-informatico, pur coesistendo altri importanti comparti produttivi quale il tessile, il cartografico e l’alimentare. In questa area si sta sviluppando negli ultimi anni uno dei più importanti poli logistico-industriali e commerciali del Lazio, il che rappresenta da una parte un’opportunità, in termini di possibili contatti commerciali e centralità logistica, ma anche un rischio, a causa della competitività molto forte con le numerose aziende di logistica e trasporti presenti.
  • 27.
  • 28.
  • 29.
    SCENARI FUTURI DELMERCATO ITALIANO Ingresso di nuovi operatori del trasporto che, per qualificare e differenziare i servizi resi, amplieranno progressivamente l’attività alla gestione di altri segmenti della filiera logistica processi di acquisizione, fusione e/o partnership tra le piccole e medie imprese del settore, al fine di raggiungere la massa critica necessaria per:  sostenere i rilevanti investimenti infrastrutturali (automazione, tecnologie Ict),  estendere il raggio d’azione a livello internazionale,  acquisire competenze e relazioni in specifiche filiere logistiche  offrire servizi adeguati alle imprese manifatturiere e commerciali italiane che hanno delocalizzato parti della produzione all’estero o che si rivolgono all’estero per l’acquisto di componenti e prodotti finiti crescita del ruolo dei gruppi logistici internazionali sia attraverso il potenziamento dell’attività diretta (acquisizione di nuovi contratti con le grandi imprese manifatturiere e della distribuzione) sia con l’acquisizione delle più innovative imprese nazionali Sviluppo crescente delle nuove tecnologie informatiche: Rfid, voice picking, etc. e dei sistemi di Warehouse Management Systems (WMS), sia per automatizzare il flusso informativo nell’intera catena e ottimizzare i costi di gestione, sia per migliorare la qualità del servizio (velocità, accuratezza, riduzione degli errori).
  • 30.
    LA LOGISTICA SOSTENIBILE Ilconcetto di logistica sostenibile deriva da quello più esteso di "sviluppo sostenibile" e comprende una serie di tecnologie, di procedure e di attività che hanno il fine di ridurre l'impatto ambientale dei vari anelli della catena logistica, senza penalizzare la qualità del servizio e la redditività economica. La logistica sostenibile coinvolge diversi aspetti: dal trasporto sulle lunghe distanze alla distribuzione locale, dalla reverse logistics all'intermodalità, dagli impianti di stoccaggio alle tecnologie per l'imballaggio.
  • 31.
    LA LOGISTICA SOSTENIBILE:AMBITI Piattaforme destinate allo stoccaggio (utilizzo di pannelli solari e fotovoltaico, sistemi di riciclaggio e recupero acque, piantumazione, lontananza dai centri abitati e vicinanza dalle grandi arterie di trasporto; intermodalità, ottimizzazione logistica urbana, migliorare la movimentazione delle merci con tecnologie di tracciamento wireless e tag RFID, aumento dei coefficienti di carico) Mezzi di trasporto (aumento efficienza motori, utilizzo fonti energetiche alternative, riduzione rumorosità) Unità di carico e sistemi di imballaggio (utilizzo di materiali e processi produttivi che richiedono minor utilizzo di materie prime e d’energia e facilmente riciclabili, forma e dimensione delle unità di carico per sfruttare meglio lo spazio nelle piattaforme logistiche e sui vettori e ridurre i tempi di movimentazione, carico e scarico)
  • 32.
    REVERSE LOGISTICS Ma lavera sostenibilità viene da un intelligente coordinamento delle varie soluzioni e parte a monte della logistica stessa, ossia nella fase di produzione delle merci, che devono essere progettate anche per facilitarne il trasporto e lo smaltimento a fine vita. Comincia cosi ad avere un ruolo sempre più importante anche la reverse logistics, ossia il flusso che parte dal termine del ciclo funzionale dell'oggetto per reimmetterlo nel ciclo produttivo attraverso il recupero parziale o il riciclaggio. Questo settore rappresenta un forte potenziale di sviluppo, favorito anche dalle nuove direttive comunitarie sul recupero obbligatorio di alcuni prodotti (come quelli elettrici ed elettronici).
  • 33.
    LA LOGISTICA INOUTSOURCING Il passaggio della logistica da una funzione sussidiaria ad un ruolo strategico si è accompagnato in molte aziende ad una propensione a esternalizzare le attività di trasporto e di movimentazione delle merci, affidando a terzi un compito che non rientra nel core business aziendale sempre allo scopo di minimizzare i costi ed assicurare maggiore flessibilità alla struttura produttiva. Col tempo la scelta di esternalizzazione logistica si amplia ad attività più articolate quali il packaging, l’espletamento delle pratiche amministrative e doganali, la gestione e il trattamento dei flussi informativi e servizi di customer service, marketing operativo e merchandising sul cliente finale; fino alla completa terziarizzazione ad imprese esterne di tutte le attività del ciclo logistico.
  • 34.
    PERSONE AL CENTRO “Il problemaè comportamentale e culturale: ai supply chain manager sarà richiesto di giocare un ruolo di coordinamento e di armonizzazione tra organizzazioni e culture estremamente eterogenee, mettendo in campo una competenza manageriale a tutto tondo. Un nuovo ruolo e una professionalità da costruire, che le organizzazioni attuali faticano a comprendere e valorizzare e che si scontra coi rischi di impoverimento del capitale umano derivanti da azioni frettolose di taglio dei costi. Ma non esistono alternative: troppe volte la gestione della Supply Chain è stata ricondotta ad un problema di software e di dati interscambiati tra un sistema e l’altro, e troppi progetti di supply chain management si sono conclusi con applicativi e procedure utilizzate solo in minima parte rispetto alle loro potenzialità. Le Supply Chain sono fatte di imprese, e le imprese sono fatte di persone. Con la loro cultura, la loro apertura mentale, la loro attitudine al dialogo ed alla comprensione degli altri. Su questo si giocherà il futuro delle aziende estese”. R. Crippa – Bticino Le competenze necessarie per far fronte ai nuovi scenari di sviluppo
  • 35.
    LEADER DI MERCATO Fornitori dilogistica Integrata AZIENDE FATTURATO Totale (2006) mln CEVA LOGISTICS 1142 SAIMA AVANDERO 676 FERCAM 385 GEODIS ZUST AMBROSETTI 380 NUMBER 1 LOGISTICS GROUP 339 ITALSEMPIONE 332 KUEHNE + NAGEL 315 DHL EXEL SUPPLY CHAIN 272 ITALTRANS 115 FIEGE LOGISTICS 110 CAVALIERI TRASPORTI 107 CABLOG 80 ND LOGISTICS ITALIA 78 LD LAZIALE DISTRIBUZIONE 52 SO.GE.MA. 50
  • 36.
    LEADER: CEVA LOGISTICS(TNT LOGISTICS) Il marchio TNT Logistics (diventato CEVA Logistics nel 2006) ha origine nella società TNT, fondata in Australia nel 1946. nel 1996 TNT è stata acquistata dalla società Olandese di servizi postali e telecomunicazioni KPN. La nuova società, denominata TNT NV, è stata quindi organizzata su tre divisioni: TNT Logistics, TNT Express e TNT Post. In Italia TNT Logistics è entrata nel settore della logistica nel 1994. Nel 1998 è nata TPL (TNT Production Logistics) per gestire la logistica Fiat inbound degli stabilimenti dell'area di Torino. Da allora si è sviluppata, rafforzando da un lato la propria presenza nel settore automotive, dall’altro diversificando la propria offerta in altri settori di mercato, anche attraverso una forte politica di acquisizioni (tecnologistica, Gruppo ALS, SPEDIMAC, Transitalia) e fusioni (TNT-ARVIL, CEVA-EGL).
  • 37.
    LEADER: CEVA LOGISTICS(TNT LOGISTICS) Ceva Logistics è presente in Italia con un fatturato (dati del 2007) di 1110 Milioni di Euro, suddiviso per attività di magazzino (circa 600 Mln €) e attività di trasporto (circa 500 Mln €). Sul territorio nazionale, CEVA gestisce una superficie di circa 2.000.000 m² di magazzino suddivisi in 98 unità e conta circa 6.688 dipendenti, 120 siti logistici ed oltre 200 clienti, aziende leader in diversi settori. Attualmente, CEVA Logistics Italy è organizzata in diverse divisioni: - Automotive - Technology - Telecomunicazioni - Publishing - Retail & Consumer - Fashion, Industry - Pneumatici - Oil & Gas.
  • 38.
    LEADER: SAIMA AVANDERO Natanel 1816 come società di spedizioni, col nome Innocente Mangili, diventa Saima – Società Anonima Innocente Mangili Adriatica NEL 1933, a seguito della fusione con la Adriatica Spedizioni. Da una struttura iniziale con 2 sedi (Milano e Trieste) e 6 filiali (Napoli, Venezia, Genova, Monza, Roma e Firenze) del 1933, la Saima è arrivata a 49 filiali nel 1992. Nel 1993, avviene la fusione fra Saima ed Avandero, azienda specializzata nei trasporti tessili nata in Piemonte nel XVIII secolo e poi estesasi in Italia, in Europa ed Oltreoceano. Saima Avandero è un MTO ossia un operatore globale di trasporti, spedizioni e logistica con la seguente struttura: 53 sedi operative in Italia 1.187.000 m² di aree attrezzate per movimento mezzi e terminali intermodali 470.575 m² di magazzini di transito e deposito merci 44.115 m² di uffici
  • 39.
    LEADER: SAIMA AVANDERO Lastruttura attuale comprende 4 aree di attività: Servizi Europei (Road) collegano 7 hub regionali e interregionali con oltre 80 piattaforme di smistamento in tutta europa, mediante trasporto stradale e combinato. Servizi Intercontinentali (Air & Sea) gestiscono i flussi da e per i principali mercati di produzione e di consumo nel mondo mediante trasporti marittimi ed aerei. Servizi logistici (Logistica Integrata) gestiscono spazi per oltre 850.000 m² con 9 piattaforme logistiche, dotate di magazzini, strutture e sistemi operativi differenziati per diversi settori merceologici (prodotti chimici pericolosi e non, pneumatici, linea bianca, automotive, ecc.) e la movimentazione di merci sia nel processo distributivo (out bound logistics), che in quello di fornitura (in bound logistics). DIP La Divisione Impianti e Progetti gestisce la pianificazione, l’organizzazione e l’esecuzione del trasporto di impianti industriali e/o di materiali e attrezzature destinati alla costruzione di grandi infrastrutture verso i Paesi in via di sviluppo. Nel 1999 Saima Avandero è stata integrata nel Gruppo belga ABX LOGISTICS, presente in 35 paesi del mondo. Nel 2008 il Gruppo ABX LOGISTICS è stato acquisito dal Gruppo danese DSV, azienda quotata in borsa con un network capillare diffuso in 60 Paesi.
  • 40.
    PRINCIPALI PLAYER DELL’ARCHIVIAZIONEE GESTIONE DOCUMENTALE INFORMATIZZATA: BUCAP Nata nel 1982, Bucap SpA si occupa di gestione documentale attraverso i seguenti servizi: Archiviazione fisica dei documenti (conservazione e consultazione della documentazione in originale, o su portale web dedicato). Servizio di acquisizione ottica della documentazione: fatturazione elettronica e conservazione sostitutiva (riproduzione dei documenti cartacei su supporti off line o attraverso portali di servizi dedicati) Archiviazione di cartelle cliniche (ritiro presso il cliente, indicizzazione, archiviazione fisica e scansione dei documenti, consultazione delle immagini tramite portale web, consegna delle copie dei documenti, gestione dei documenti obsoleti) Conversione di microfilm in immagini elettroniche (digitalizzazione dei microfilm in immagini elettroniche in formato JPG, TIFF e PDF) Conversione di immagini elettroniche in microfilm (migrazioni da immagini elettroniche su microfilm da 16 mm) Servizi di back office (acquisizione dati tramite data entry, teleprocessing e controllo dei dati presenti nei documenti prodotti dal Cliente) Outsourcing dell’ufficio posta, protocollo e servizio stampa corrispondenza (gestione dei flussi di corrispondenza del cliente in entrata e in uscita, protocollazione informatizzata della corrispondenza, stampa della corrispondenza in uscita)
  • 41.
    Flusso fisicoFlusso fisicoFlusso informativoFlusso informativo L’OUTSOURCING LOGISTICO Attività tradizionali: -trasporto -magazzinaggio Attività tradizionali: - informazioni sui livelli di stock, sulle date di consegna Nuove attività: - operazioni convenzionali (picking, consolidamento degli ordini) - attività di postponement (packaging personalizzato) - servizi di postdistribuzione (assistenza tecnica, riparazione, installazione in loco, richieste di recupero, ricondizionamento, riciclaggio o smaltimento dei beni distribuiti e dei loro imballi ) Nuove attività: - Servizi tradizionali (Controllo quali- quantitativo delle merci, organizzazione della documentazione di prelievo, imballo e spedizione) - Servizi innovativi (Tracking e tracing - percorso e tracciabilità del prodotto, codicizzazioni a barra gestite in radio frequenze RFID, gestione delle interfacce commerciali, gestione informatizzata degli ordini, della fatturazione e dei pagamenti)
  • 42.
    Case study. Ilmagazzino ricambi di CIFA Spa La Compagnia Italiana Forme Acciaio S.p.A. è un’impresa di Senago (MI), specializzata nella produzione di sistemi per il trattamento e la distribuzione del calcestruzzo. L’azienda opera nel settore edile fin dal 1928, con un fatturato che nel 2003 ha raggiunto i 167 milioni di euro. Il Magazzino ricambi ricopre un ruolo centrale nella fase post vendita gestendo l’intero sistema di fornitura dei ricambi delle macchine CIFA in tutto il mondo. Esigenze dell’azienda: Disporre di un sistema estremamente efficace nella fornitura di ricambi a tutte le officine del network CIFA, dal punto di vista dei tempi e della precisione e accuratezza nelle operazioni di consegna, tenuto di una serie di elementi che caratterizzano il proprio contesto operativo: L’esigenza di una costante manutenzione ordinaria e straordinaria delle macchine CIFA per garantire ai propri clienti la continuità dell’attività dei propri cantieri L’utilizzo delle macchine CIFA in contesti ambientali difficili e usuranti (cantieri) L’eterogeneità dei ricambi gestiti, per tipologia e dimensione (dalle viti, le guarnizioni e i kit adesivi ai materiali per gli interventi straordinari, ingombranti e pesanti) le richieste dei clienti non sempre precise e complete rispetto alle proprie esigenze
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    Case study. Ilmagazzino ricambi di CIFA Spa Soluzione adottata: la CIFA ha scelto di investire sulle proprie risorse umane e col tempo è riuscita a creare una squadra affiatata che ha sviluppato delle specifiche best practice interne, codificato un linguaggio condiviso e metabolizzato le procedure, procedendo ad una costante ottimizzazione degli spazi e al miglioramento continuo dei servizi offerti. I risultati di questo processo sono testimoniati dagli indici di efficienza e di servizio: la riduzione significativa degli ordini inevasi in Italia (da 538 a 297), degli scaduti Italia e estero, dei tempi di preparazione degli ordini (del 50%), ma soprattutto il miglioramento dell’ambiente di lavoro ed il conseguente aumento di impegno e coinvolgimento del personale. Questo team gestisce direttamente tutte le operazioni di ricevimento, immagazzinamento, organizzazione degli spazi, composizione degli ordini, imballaggio e spedizione pezzi. Il ruolo diretto del personale è cruciale in diverse fasi dell’organizzazione dei flussi merci in entrata e uscita: dal controllo qualità dei materiali in entrata e relativa collocazione negli spazi, alla valutazione delle esigenze del cliente per l’identificazione dei ricambio da consegnare, alla raccolta delle referenze da consegnare e al loro imballaggio, alla consegna ai corrieri (Executive per l’Italia e DHL per l’estero).
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    Case study. Ilmagazzino ricambi di CIFA Spa Caratteristiche tecniche del magazzino: L’eterogeneità dei materiali gestiti si traduce nella presenza di sistemi di handling diversi: scaffalature per materiale extra-voluminoso, per pallet e gabbie, cantilever per i carichi lunghi, ripiani per materiali a volume medio e sistemi automatici verticali per le minuterie.