10/11/15
Mario D’Andreta
Psicologo
Consulente di sviluppo organizzativo
Alcune
considerazioni sulla
valutazione del
Personale
10/11/15
Valutazione
Attribuire valore e importanza
10/11/15
Finalità dei sistemi di valutazione
- Migliorare le prestazioni orientandole verso una sempre migliore partecipazione dei singoli
al raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione e favorire la crescita professionale
- Pianificare il lavoro da svolgere e coinvolgere il collaboratore su attese e esigenze
dell’azienda nei confronti del suo ruolo
- Disporre di informazioni per la gestione delle risorse umane
- censire il potenziale umano e le competenze detenute in funzione delle attività e servizi
erogati
- rendere esplicito, trasparente e analitico il processo di valutazione informale presente in
ogni organizzazione superando i difetti di genericità e ambiguità dei sistemi informali di
valutazione;
- definire occasioni formalizzate di scambio di informazioni e valutazioni sulle condizioni di
lavoro e su tutti gli aspetti di micro-organizzazione relative all’unità
- Responsabilizzare
- Innescare il processo di cambiamento
- orientare i comportamenti organizzativi verso obiettivi prevalenti o modalità nuove di
lavoro;
10/11/15
Un obiettivo fondamentale per
l’organizzazione: rafforzare l’efficacia
delle Risorse Umane
• Valori, Missione, Visione
• Motivazione
• Sistema Premiante
• Sviluppo Risorse Umane, Carriere, Potenziale
• Comportamento Organizzativo- Stili, Clima
• Competenze
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ANALISIANALISI
ORGANIZZATIVEORGANIZZATIVE
PRESTAZIONIPRESTAZIONICLIMA ECLIMA E
MOTIVAZIONIMOTIVAZIONI
INDIVIDUALIINDIVIDUALI
POTENZIALEPOTENZIALE
COMPETENZECOMPETENZE
RIS. UMANERIS. UMANE
SISTEMA DI
VALUTAZIONE
Le principali “fonti” di un Sistema di
valutazione
10/11/15
Caratteristiche del Sistema di valutazione
- discendere da una strategia gestionale
- essere coerente con lo stile/cultura aziendale
- essere articolato
- essere diffuso, gestito coerentemente, governato nei
processi fondamentali
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Valutazione delle prestazioni e variabili
Psicosociali nelle organizzazioni
- Cultura organizzativa
- Clima organizzativo
- Rischi psicosociali e stress
- Soddisfazione del cliente
- Soddisfazione lavorativa
- ….
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Modelli di cultura organizzativa
responsabilità
D
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n
i
C
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m
p
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t
i
Azienda
Burocratica
Gerarchia
Competenza
R
i
s
u
l
t
a
t
i
Azienda
Tecnocratica
Azienda
Manageriale
professionale
Azienda
Imprenditoriale
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Clima organizzativo e prestazioni
lavorative
“l’importanza del clima organizzativo nel determinare la
soddisfazione delle persone che operano nelle
organizzazioni e l’efficacia ed efficienza organizzativa è
facilmente osservabile nel circolo virtuoso che si innesca
nel momento in cui l’attore organizzativo verifica la
soddisfazione del suo cliente ed è da ciò stimolato a
dare sempre di più il meglio di sé”
(V. Majer, 2003)
10/11/15
Clima organizzativo e prestazioni
lavorative
“l’analisi di clima organizzativo fornisce un attento esame delle percezioni
relative alla struttura, le percezioni dei rapporti, delle relazioni e delle
attività che, all’interno dell’organizzazione, si definiscono”
(de Vito Piscicelli, 1984)
“I vissuti dei membri si strutturano nell’interazione con l’organizzazione e
le sue varie parti e determinano il comportamento dei singoli, dei gruppi e
dunque dell’organizzazione vista nel suo complesso. Ogni accadimento
organizzativo è interpretato dai suoi membri e gli individui rispondono alle
situazioni nelle quali si trovano ad essere inseriti in base al significato che
esse assumono per loro: l’interpretazione che scaturisce determina e
condiziona ciò che i membri dell’organizzazione pensano, il loro
comportamento e il funzionamento dell’organizzazione”
(V. Majer, 2003)
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Gli oggetti di valutazione
• Risultati a fronte di obiettivi o piani di lavoro
• Crescita professionale, acquisizione di nuove
competenze, esperienze
• Qualità, impegno, coinvolgimento e più in
generale comportamenti sul lavoro
• Ruoli organizzativi
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Ruolo organizzativo
• Interpretazione diversa da parte di ogni
lavoratore (componente discrezionale)
• interazione della dimensione oggettiva (compiti)
con quella soggettiva (qualità del lavoratore)
• modelli di comportamento stabili definiti anche
dalle aspettative del gruppo o dei soggetti con cui
si interagisce
• possibilità di tensioni e conflitti
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- ciclo di prestazioni nella sua globalità e
continuità
- processo da seguire e ottimizzare
- contributo qualitativo al problem solving
in un contesto di relazioni con altri ruoli
organizzativi
ruolo professionale
mansione
insieme di attività da svolgere
Dalla mansione al ruolo professionale
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Analisi dei ruoli professionali
-Complessità relazionale
-Complessità gestionale
-Complessità tecnica
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Componenti di ruolo e qualità di
riferimento
tecnica
relazionale
gestionale
CONOSCENZE
CAPACITA’
ATTEGGIAMENTI
CAPACITA’
RISULTATI
CAPACITA’
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Significati attribuiti alla competenza
professionale
• Insieme di attributi del posto di lavoro
• Insieme di attributi della persona
• Esperienza personale e collettiva di costruzione delle
risposte professionali competenti (organizzazione)
• Partecipazione progressiva a una comunità di pratiche
professionali (comunità)
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Competenze trasversali
Le grandi categorie di operazioni compiute nel lavorare:
1. analizzare (compito, ruoli);
2. mettersi in relazione con l’ambiente fisico, tecnico e
sociale;
3. predisporsi ad affrontare e gestire operativamente
l’ambiente, il compito, il ruolo.
Categoria di abilità/capacità altamente trasferibili,
che rappresentano anche uno dei modi per mantenere
la posizione attiva della persona nei confronti delle
esigenze/richieste del contesto
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La direzione per obiettivi prevede:
• la definizione degli obiettivi fondamentali inerenti alla natura dei ruoli;
• l’individuazione degli obiettivi critici, ovvero delle azioni concrete da
intraprendere;
• la precisazione di risultati misurabili e qualitativi e dei relativi criteri
di valutazione;
• il rapporto tra obiettivi individuali di ruolo e obiettivi organizzativi;
• le connessioni tra conseguimento degli obiettivi e sistemi di compenso
economico;
• il coinvolgimento di ciascun individuo nella definizione delle varie fasi
del processo.
Fattori di sviluppo del sistema di
valutazione: Il Management by Objectives
10/11/15
Parametri di valutazione nelle
organizzazioni
“Si è ormai consolidato il convincimento che valutare sia
un problema di tecniche e che, conseguentemente, un
affinamento della capacità di giudizio dipenda fondamentalmente
dalla conoscenza e dalla pratica di specifici strumenti.
Personalmente ritengo che questo sia un approccio riduttivo,
spesso incapace di produrre risultati sensibili e duraturi, perché
elude il problema delle categorie che fondano e presiedono ogni
tipo ed atto di valutazione e restringe la valutazione ad alcuni
circoscritti, anche se importanti, elementi della vita
organizzativa. Molte valutazioni, inoltre, sono conseguenti ad
automatismi, stereotipi, convincimenti acriticamente
consolidati”.
(Avallone, 2008)
10/11/15
Alcuni assiomi della valutazione
1. Non si può non valutare (valutazione intrinseca a qualsiasi
manifestazione del comportamento)
2. La valutazione è sempre ancorata a parametri e categorie
(sistemi di credenze, emozioni, disposizioni comportamentali,
ancorati a sistemi categoriali anche di tipo implicito)
3. La valutazione ha un oggetto specifico e limitato (“valutazioni
non riferite ad oggetti specifici e limitati sono spesso
affermazioni velleitarie che lo stesso proponente non è in
grado di argomentare”)
4. La valutazione espone sia il valutato che il valutatore (anche il
valutatore è soggetto a giudizio, sia da parte del valutato che
da parte di altri soggetti coinvolti nel processo)
5. La valutazione può essere manifesta o nascosta (con diverse
conseguenze sulle dinamiche relazionali ed organizzative)
10/11/15
Analisi della realtà e valutazione
Il percorso mentale che porta alla valutazione (4 stadi di
Neisser, 1976):
− Attenzione (i dati in ingresso sono filtrati e selezionati, non
sempre a livello consapevole)
− Organizzazione (le informazioni raccolte sono accorpate e
ricondotte a concetti astratti di più elevato livello)
− Interpretazione (attribuzione di significato alle
informazioni raccolte, individuandone cause e fondamenti)
− Giudizio (l’elaborazione delle informazioni si traduce in una
specifica valutazione di un oggetto, di un evento, di una
persona o di una situazione
10/11/15
I parametri che orientano il processo di
valutazione
“Il processo di valutazione muove dalla rilevazione di segni, sintomi, dati
che in se stessi non hanno un univoco significato o di immediata
decifrazione. Valutare significa intervenire nella realtà orientandola e
dirigendola; prendere una posizione specifica rispetto alla molteplicità dei
significati possibili. Per fare questo si fa ricorso al repertorio di parametri
che fanno parte del proprio bagaglio cognitivo” (Avallone 2008):
− Parametri di tipo scientifico disciplinare (propri di specifici ambiti)
− Parametri di tipo culturale e sociale (espressione del clima culturale di
una certa società)
− Parametri tipici della cultura organizzativa (il linguaggio, i rituali
comportamentali, le regole del gioco per orientarsi all’interno di
un’organizzazione)
− Parametri di tipo soggettivo (legati alla storia e alle esperienze del
singolo individuo
10/11/15
Aree di intervento per l’incremento della
capacità di lettura e di valutazione della realtà
“Un primo strumento a disposizione è dato dalla formazione
psicosociale, tesa a favorire un riesame, un ampliamento, la
messa in discussione delle categorie prevalenti di riferimento
ed una più consapevole gestione delle dinamiche affettive e
Relazionali”.
“La dimenzione del piccolo gruppo, che caratterizza gli
interventi di formazione psicosociale, è poi strumento
privilegiato per consentire un confronto tra interpretazioni
del singolo soggetto e interpretazioni degli altri, a partire
dagli stessi dati a disposizione”
(Avallone, 2008)
10/11/15
Aree di intervento per l’incremento della
capacità di lettura e di valutazione della realtà
A livello organizzativo:
- Incentivare come stile comportamentale l’abitudine
ad argomentare le opinioni e valutazioni
- Stimolare la frequentazione di gruppi sociali e
professionali diversi da quello di abituale
appartenenza
- Sviluppare un ambiente supportivo, abituato a dare
feedback ed apprezzamento per l’accuratezza della
valutazione (clima organizzativo)
10/11/15
Valutazione degli individui e valutazione delle
organizzazioni
“Generalmente gli studi sul processo di valutazione si riferiscono ad individui che
valutano fatti, situazioni o altri individui oppure a gruppi che valutano fatti,
situazioni, altri individui o altri gruppi. Più rari sono i contributi che si riferiscono
alla valutazione operata complessivamente dalle Organizzazioni […] ogni
organizzazione, nel corso della propria storia, elabora un modo collettivamente
condiviso di lettura e costruzione della realtà che sostiene le valutazioni
organizzative e che fonda le strategie di azione per fronteggiare eventi interni ed
esterni che eccedono la routine organizzativa”
“Le organizzazioni sono sempre più chiamate a fronteggiare crescenti e complesse
richieste del contesto esterno ed anche della realtà interna. Nel lavoro di lettura del
contesto, di analisi della realtà, di fronteggiamento dei cambiamenti, le
organizzazioni adottano precise strategie di valutazione per gestire i confini tra
continuità e discontinuità, tra esigenze di ordine e apertura all’innovazione, tra
approcci di tipo riduzionistico e riconoscimento della multideterminazione di eventi e
processi”
(Avallone 2008)
10/11/15
Valutazione degli individui e valutazione delle
organizzazioni
Alcune di queste strategie sono spesso responsabili del declino o
del successo organizzativo
- Alcune organizzazioni fronteggiano le turbolenze proponendo
pratiche e decisioni consolidate nel tempo, manifestando una
semplificazione difensiva della realtà, fino al rischio dell’atrofia
generale
- Altre organizzazioni gestiscono i mutamenti del contesto
mobilitando le energie creative e sollecitando nuove forme di
“connettività” intraprendente
10/11/15
Coping delle organizzazioni
Insieme dei processi di costruzione del reale, espliciti e impliciti,
collettivamente condivisi, che fondano strategie di azione per
fronteggiare e controllare eventi interni ed esterni che eccedono la
routine organizzativa.
Il costrutto di coping delle organizzazioni è multidimensionale ed è
riferibile alle seguenti sette dimensioni (Avallone, Paplomatas,
Farnese, 2007)
1. Integrazione organizzativa
2. Persistenza
3. Gestione incertezza e ambiguità
4. Metacognizione
5. Apertura ad altre esperienze
6. Riflessività intraprendente
7. Individuazione delle priorità
10/11/15
Coping delle organizzazioni
1. Integrazione organizzativa (capacità di elaborare gli elementi del
contesto di lavoro, cogliendone gli aspetti unificanti, senza perdere la
capacità di rilevare e valorizzare le differenze)
2. Persistenza (impegno nel perseguimento degli obiettivi organizzativi
nonostante accadimenti negativi)
3. Gestione incertezza e ambiguità (tolleranza emotiva del nuovo e
dell’indefinito)
4. Metacognizione (capacità di cogliere i diversi aspetti dei contesti
organizzativi e comprendere e le cause degli eventi)
5. Apertura ad altre esperienze (curiosità intellettuale)
6. Riflessività intraprendente (capacità di mettere in relazione le
informazioni in maniera creativa e prendere decisioni strategiche e di
programmazione)
7. Individuazione delle priorità (tendenza ad elaborare sintesi di
informazioni e definire macro categorie su cui riflettere)
10/11/15
Prospettive sulla valutazione
“Ogni tecnica è conseguente ai parametri che l’hanno
generata ed è impossibile eliminare completamente la
dimensione soggettiva insita nell’atto di valutare […] Ciò che
possiamo fare è rendere il più possibile espliciti i “parametri”
della valutazione, comunicarli antecedentemente alla
produzione degli eventi oggetti di valutazione e farsi carico
delle inevitabili “ingiustizie” che ogni processo di valutazione
comporta”.
(Avallone, 2008)
10/11/15
Bibliografia di riferimento:
- Avallone F., Borgogni L. Convivenza ed efficacia organizzativa, Rassegna di
Psicologia, Quaderno speciale 1 – 2007, Carocci, Roma
- Borgogni L. Valutazione e motivazione delle risorse umane nelle
organizzazioni, Milano. Franco Angeli, 2008
- Majer, V., Marocci, G. Il clima Organizzativo, Carocci, Roma, 2003
- Schein, E. H. Lezioni di consulenza, Raffaello Cortina Editore, Milano,. 1992
10/11/15
Grazie per
l’attenzione…

Valutazione prestazioni

  • 1.
    10/11/15 Mario D’Andreta Psicologo Consulente disviluppo organizzativo Alcune considerazioni sulla valutazione del Personale
  • 2.
  • 3.
    10/11/15 Finalità dei sistemidi valutazione - Migliorare le prestazioni orientandole verso una sempre migliore partecipazione dei singoli al raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione e favorire la crescita professionale - Pianificare il lavoro da svolgere e coinvolgere il collaboratore su attese e esigenze dell’azienda nei confronti del suo ruolo - Disporre di informazioni per la gestione delle risorse umane - censire il potenziale umano e le competenze detenute in funzione delle attività e servizi erogati - rendere esplicito, trasparente e analitico il processo di valutazione informale presente in ogni organizzazione superando i difetti di genericità e ambiguità dei sistemi informali di valutazione; - definire occasioni formalizzate di scambio di informazioni e valutazioni sulle condizioni di lavoro e su tutti gli aspetti di micro-organizzazione relative all’unità - Responsabilizzare - Innescare il processo di cambiamento - orientare i comportamenti organizzativi verso obiettivi prevalenti o modalità nuove di lavoro;
  • 4.
    10/11/15 Un obiettivo fondamentaleper l’organizzazione: rafforzare l’efficacia delle Risorse Umane • Valori, Missione, Visione • Motivazione • Sistema Premiante • Sviluppo Risorse Umane, Carriere, Potenziale • Comportamento Organizzativo- Stili, Clima • Competenze
  • 5.
  • 6.
    10/11/15 Caratteristiche del Sistemadi valutazione - discendere da una strategia gestionale - essere coerente con lo stile/cultura aziendale - essere articolato - essere diffuso, gestito coerentemente, governato nei processi fondamentali
  • 7.
    10/11/15 Valutazione delle prestazionie variabili Psicosociali nelle organizzazioni - Cultura organizzativa - Clima organizzativo - Rischi psicosociali e stress - Soddisfazione del cliente - Soddisfazione lavorativa - ….
  • 8.
    10/11/15 Modelli di culturaorganizzativa responsabilità D e c i s i o n i C o m p i t i Azienda Burocratica Gerarchia Competenza R i s u l t a t i Azienda Tecnocratica Azienda Manageriale professionale Azienda Imprenditoriale
  • 9.
    10/11/15 Clima organizzativo eprestazioni lavorative “l’importanza del clima organizzativo nel determinare la soddisfazione delle persone che operano nelle organizzazioni e l’efficacia ed efficienza organizzativa è facilmente osservabile nel circolo virtuoso che si innesca nel momento in cui l’attore organizzativo verifica la soddisfazione del suo cliente ed è da ciò stimolato a dare sempre di più il meglio di sé” (V. Majer, 2003)
  • 10.
    10/11/15 Clima organizzativo eprestazioni lavorative “l’analisi di clima organizzativo fornisce un attento esame delle percezioni relative alla struttura, le percezioni dei rapporti, delle relazioni e delle attività che, all’interno dell’organizzazione, si definiscono” (de Vito Piscicelli, 1984) “I vissuti dei membri si strutturano nell’interazione con l’organizzazione e le sue varie parti e determinano il comportamento dei singoli, dei gruppi e dunque dell’organizzazione vista nel suo complesso. Ogni accadimento organizzativo è interpretato dai suoi membri e gli individui rispondono alle situazioni nelle quali si trovano ad essere inseriti in base al significato che esse assumono per loro: l’interpretazione che scaturisce determina e condiziona ciò che i membri dell’organizzazione pensano, il loro comportamento e il funzionamento dell’organizzazione” (V. Majer, 2003)
  • 11.
    10/11/15 Gli oggetti divalutazione • Risultati a fronte di obiettivi o piani di lavoro • Crescita professionale, acquisizione di nuove competenze, esperienze • Qualità, impegno, coinvolgimento e più in generale comportamenti sul lavoro • Ruoli organizzativi
  • 12.
    10/11/15 Ruolo organizzativo • Interpretazionediversa da parte di ogni lavoratore (componente discrezionale) • interazione della dimensione oggettiva (compiti) con quella soggettiva (qualità del lavoratore) • modelli di comportamento stabili definiti anche dalle aspettative del gruppo o dei soggetti con cui si interagisce • possibilità di tensioni e conflitti
  • 13.
    10/11/15 - ciclo diprestazioni nella sua globalità e continuità - processo da seguire e ottimizzare - contributo qualitativo al problem solving in un contesto di relazioni con altri ruoli organizzativi ruolo professionale mansione insieme di attività da svolgere Dalla mansione al ruolo professionale
  • 14.
    10/11/15 Analisi dei ruoliprofessionali -Complessità relazionale -Complessità gestionale -Complessità tecnica
  • 15.
    10/11/15 Componenti di ruoloe qualità di riferimento tecnica relazionale gestionale CONOSCENZE CAPACITA’ ATTEGGIAMENTI CAPACITA’ RISULTATI CAPACITA’
  • 16.
    10/11/15 Significati attribuiti allacompetenza professionale • Insieme di attributi del posto di lavoro • Insieme di attributi della persona • Esperienza personale e collettiva di costruzione delle risposte professionali competenti (organizzazione) • Partecipazione progressiva a una comunità di pratiche professionali (comunità)
  • 17.
    10/11/15 Competenze trasversali Le grandicategorie di operazioni compiute nel lavorare: 1. analizzare (compito, ruoli); 2. mettersi in relazione con l’ambiente fisico, tecnico e sociale; 3. predisporsi ad affrontare e gestire operativamente l’ambiente, il compito, il ruolo. Categoria di abilità/capacità altamente trasferibili, che rappresentano anche uno dei modi per mantenere la posizione attiva della persona nei confronti delle esigenze/richieste del contesto
  • 18.
    10/11/15 La direzione perobiettivi prevede: • la definizione degli obiettivi fondamentali inerenti alla natura dei ruoli; • l’individuazione degli obiettivi critici, ovvero delle azioni concrete da intraprendere; • la precisazione di risultati misurabili e qualitativi e dei relativi criteri di valutazione; • il rapporto tra obiettivi individuali di ruolo e obiettivi organizzativi; • le connessioni tra conseguimento degli obiettivi e sistemi di compenso economico; • il coinvolgimento di ciascun individuo nella definizione delle varie fasi del processo. Fattori di sviluppo del sistema di valutazione: Il Management by Objectives
  • 19.
    10/11/15 Parametri di valutazionenelle organizzazioni “Si è ormai consolidato il convincimento che valutare sia un problema di tecniche e che, conseguentemente, un affinamento della capacità di giudizio dipenda fondamentalmente dalla conoscenza e dalla pratica di specifici strumenti. Personalmente ritengo che questo sia un approccio riduttivo, spesso incapace di produrre risultati sensibili e duraturi, perché elude il problema delle categorie che fondano e presiedono ogni tipo ed atto di valutazione e restringe la valutazione ad alcuni circoscritti, anche se importanti, elementi della vita organizzativa. Molte valutazioni, inoltre, sono conseguenti ad automatismi, stereotipi, convincimenti acriticamente consolidati”. (Avallone, 2008)
  • 20.
    10/11/15 Alcuni assiomi dellavalutazione 1. Non si può non valutare (valutazione intrinseca a qualsiasi manifestazione del comportamento) 2. La valutazione è sempre ancorata a parametri e categorie (sistemi di credenze, emozioni, disposizioni comportamentali, ancorati a sistemi categoriali anche di tipo implicito) 3. La valutazione ha un oggetto specifico e limitato (“valutazioni non riferite ad oggetti specifici e limitati sono spesso affermazioni velleitarie che lo stesso proponente non è in grado di argomentare”) 4. La valutazione espone sia il valutato che il valutatore (anche il valutatore è soggetto a giudizio, sia da parte del valutato che da parte di altri soggetti coinvolti nel processo) 5. La valutazione può essere manifesta o nascosta (con diverse conseguenze sulle dinamiche relazionali ed organizzative)
  • 21.
    10/11/15 Analisi della realtàe valutazione Il percorso mentale che porta alla valutazione (4 stadi di Neisser, 1976): − Attenzione (i dati in ingresso sono filtrati e selezionati, non sempre a livello consapevole) − Organizzazione (le informazioni raccolte sono accorpate e ricondotte a concetti astratti di più elevato livello) − Interpretazione (attribuzione di significato alle informazioni raccolte, individuandone cause e fondamenti) − Giudizio (l’elaborazione delle informazioni si traduce in una specifica valutazione di un oggetto, di un evento, di una persona o di una situazione
  • 22.
    10/11/15 I parametri cheorientano il processo di valutazione “Il processo di valutazione muove dalla rilevazione di segni, sintomi, dati che in se stessi non hanno un univoco significato o di immediata decifrazione. Valutare significa intervenire nella realtà orientandola e dirigendola; prendere una posizione specifica rispetto alla molteplicità dei significati possibili. Per fare questo si fa ricorso al repertorio di parametri che fanno parte del proprio bagaglio cognitivo” (Avallone 2008): − Parametri di tipo scientifico disciplinare (propri di specifici ambiti) − Parametri di tipo culturale e sociale (espressione del clima culturale di una certa società) − Parametri tipici della cultura organizzativa (il linguaggio, i rituali comportamentali, le regole del gioco per orientarsi all’interno di un’organizzazione) − Parametri di tipo soggettivo (legati alla storia e alle esperienze del singolo individuo
  • 23.
    10/11/15 Aree di interventoper l’incremento della capacità di lettura e di valutazione della realtà “Un primo strumento a disposizione è dato dalla formazione psicosociale, tesa a favorire un riesame, un ampliamento, la messa in discussione delle categorie prevalenti di riferimento ed una più consapevole gestione delle dinamiche affettive e Relazionali”. “La dimenzione del piccolo gruppo, che caratterizza gli interventi di formazione psicosociale, è poi strumento privilegiato per consentire un confronto tra interpretazioni del singolo soggetto e interpretazioni degli altri, a partire dagli stessi dati a disposizione” (Avallone, 2008)
  • 24.
    10/11/15 Aree di interventoper l’incremento della capacità di lettura e di valutazione della realtà A livello organizzativo: - Incentivare come stile comportamentale l’abitudine ad argomentare le opinioni e valutazioni - Stimolare la frequentazione di gruppi sociali e professionali diversi da quello di abituale appartenenza - Sviluppare un ambiente supportivo, abituato a dare feedback ed apprezzamento per l’accuratezza della valutazione (clima organizzativo)
  • 25.
    10/11/15 Valutazione degli individuie valutazione delle organizzazioni “Generalmente gli studi sul processo di valutazione si riferiscono ad individui che valutano fatti, situazioni o altri individui oppure a gruppi che valutano fatti, situazioni, altri individui o altri gruppi. Più rari sono i contributi che si riferiscono alla valutazione operata complessivamente dalle Organizzazioni […] ogni organizzazione, nel corso della propria storia, elabora un modo collettivamente condiviso di lettura e costruzione della realtà che sostiene le valutazioni organizzative e che fonda le strategie di azione per fronteggiare eventi interni ed esterni che eccedono la routine organizzativa” “Le organizzazioni sono sempre più chiamate a fronteggiare crescenti e complesse richieste del contesto esterno ed anche della realtà interna. Nel lavoro di lettura del contesto, di analisi della realtà, di fronteggiamento dei cambiamenti, le organizzazioni adottano precise strategie di valutazione per gestire i confini tra continuità e discontinuità, tra esigenze di ordine e apertura all’innovazione, tra approcci di tipo riduzionistico e riconoscimento della multideterminazione di eventi e processi” (Avallone 2008)
  • 26.
    10/11/15 Valutazione degli individuie valutazione delle organizzazioni Alcune di queste strategie sono spesso responsabili del declino o del successo organizzativo - Alcune organizzazioni fronteggiano le turbolenze proponendo pratiche e decisioni consolidate nel tempo, manifestando una semplificazione difensiva della realtà, fino al rischio dell’atrofia generale - Altre organizzazioni gestiscono i mutamenti del contesto mobilitando le energie creative e sollecitando nuove forme di “connettività” intraprendente
  • 27.
    10/11/15 Coping delle organizzazioni Insiemedei processi di costruzione del reale, espliciti e impliciti, collettivamente condivisi, che fondano strategie di azione per fronteggiare e controllare eventi interni ed esterni che eccedono la routine organizzativa. Il costrutto di coping delle organizzazioni è multidimensionale ed è riferibile alle seguenti sette dimensioni (Avallone, Paplomatas, Farnese, 2007) 1. Integrazione organizzativa 2. Persistenza 3. Gestione incertezza e ambiguità 4. Metacognizione 5. Apertura ad altre esperienze 6. Riflessività intraprendente 7. Individuazione delle priorità
  • 28.
    10/11/15 Coping delle organizzazioni 1.Integrazione organizzativa (capacità di elaborare gli elementi del contesto di lavoro, cogliendone gli aspetti unificanti, senza perdere la capacità di rilevare e valorizzare le differenze) 2. Persistenza (impegno nel perseguimento degli obiettivi organizzativi nonostante accadimenti negativi) 3. Gestione incertezza e ambiguità (tolleranza emotiva del nuovo e dell’indefinito) 4. Metacognizione (capacità di cogliere i diversi aspetti dei contesti organizzativi e comprendere e le cause degli eventi) 5. Apertura ad altre esperienze (curiosità intellettuale) 6. Riflessività intraprendente (capacità di mettere in relazione le informazioni in maniera creativa e prendere decisioni strategiche e di programmazione) 7. Individuazione delle priorità (tendenza ad elaborare sintesi di informazioni e definire macro categorie su cui riflettere)
  • 29.
    10/11/15 Prospettive sulla valutazione “Ognitecnica è conseguente ai parametri che l’hanno generata ed è impossibile eliminare completamente la dimensione soggettiva insita nell’atto di valutare […] Ciò che possiamo fare è rendere il più possibile espliciti i “parametri” della valutazione, comunicarli antecedentemente alla produzione degli eventi oggetti di valutazione e farsi carico delle inevitabili “ingiustizie” che ogni processo di valutazione comporta”. (Avallone, 2008)
  • 30.
    10/11/15 Bibliografia di riferimento: -Avallone F., Borgogni L. Convivenza ed efficacia organizzativa, Rassegna di Psicologia, Quaderno speciale 1 – 2007, Carocci, Roma - Borgogni L. Valutazione e motivazione delle risorse umane nelle organizzazioni, Milano. Franco Angeli, 2008 - Majer, V., Marocci, G. Il clima Organizzativo, Carocci, Roma, 2003 - Schein, E. H. Lezioni di consulenza, Raffaello Cortina Editore, Milano,. 1992
  • 31.