FITNESS - GINNASTICA - BODY BUILDING - ATTIVITA MOTORIA - PREVENZIONE - PERSONAL TRAINER
Anno VI - Numero 26
Luglio - Settembre 2021
calzetti & mariucci
e d i t o r i
&
COME CONCLUDERE L’ALLENAMENTO,
PER MIGLIORARE IL RECUPERO
HOME TRAINING: DEBELLARE LA PANDEMIA
DELL’INATTIVITÀ FISICA AI TEMPI DEL COVID-19
RAPPORTO TRA SONNO,
ESERCIZIO FISICO E PRESTAZIONE
FOCUS SUI VACCINI COVID 19:
FACCIAMO CHIAREZZA
IL LATTE:
UN ALIMENTO FUNZIONALE
FITNESS E NEUROSCIENZE:
IL MIGLIORAMENTO DELLA PERFORMANCE
COGNITIVA ATTRAVERSO L’ATTIVITÀ FISICA
3
Scienza e movimento - N. 26 Luglio-Settembre 2021
SCIENZA E MOVIMENTO
www.scienzaemovimento.it CONTENUTI
05
COME CONCLUDERE L’ALLENAMENTO,
PER MIGLIORARE IL RECUPERO
di Alice Massini
11
HOME TRAINING: DEBELLARE LA PANDEMIA
DELL’INATTIVITÀ FISICA AI TEMPI DEL COVID-19
di Antonio Sorrenti
23
RAPPORTO TRA SONNO,
ESERCIZIO FISICO E PRESTAZIONE
di Michele Calabrese
29
FOCUS SUI VACCINI COVID 19:
FACCIAMO CHIAREZZA
di Domenico Cesi
35
FITNESS E NEUROSCIENZE: IL MIGLIORAMENTO
DELLA PERFORMANCE COGNITIVA ATTRAVERSO L’ATTIVITÀ FISICA
di Pierluigi De Pascalis
42
IL LATTE:
UN ALIMENTO FUNZIONALE
di Antea Ferro
5
Scienza e movimento - N. 26 Luglio-Settembre 2021
introduzione
Seppur colpevolmente trascurato
e spesso dimenticato, il termine
dell’allenamento (il classico “de-
faticamento” in gergo sportivo)
rappresenta una finestra molto
importante per migliorare il recu-
pero nei momenti successivi, da
trattare con cura al pari di tutti gli
altri momenti della seduta: l’acido
lattico accumulato durante l’alle-
namento intenso, infatti, determi-
na una riduzione del pH cellulare e
un’acidificazione dell’ambiente
muscolare, condizione che deter-
mina un peggiore e più lento avvio
dei processi curativi e rigenerativi,
rappresentando inoltre un fattore
di rischio per gli infortuni. Dopo
una prima e breve parte teorica
sui principi della curva di smal-
timento dell’acido lattico, con-
fronteremo le differenti strategie
di recupero (attivo VS passivo),
concludendo con consigli prati-
ci per una migliore gestione del
post-allenamento, con indicazioni
di modalità, intensità e durata di
un corretto ed efficace recupero.
Lo smaltimento
dell’acido lattico
Premettendo che l’acido lattico,
accumulato durante un allena-
mento intenso, viene smaltito per
la sua quasi totalità nelle prime 2-3
ore successive al training, si può
vedere dalla figura come la curva
di smaltimento lattacido (Di Pram-
pero, 1985) presenti un andamento
di tipo esponenziale: i valori di lat-
tato ematico, infatti, diminuiscono
con massima rapidità nei momenti
immediatamente successivi al
termine dell’allenamento, per poi
giungere a un graduale abbassa-
mento del tasso di diminuzione nel
tempo successivo. Occorre ricor-
dare ancora una volta, che l’indo-
lenzimento muscolare che insorge
a distanza di molte ore o giorni dal
termine della seduta (il DOMS: De-
layed Onset Muscle Soreness) non
è causato dall’acido lattico ma è
dovuto a micro-traumi e micro-la-
cerazioni delle fibre muscolari du-
rante lo sforzo.
Come concludere l’allenamento,
per migliorare il recupero
Dott.ssa Alice Masini,
Dottore di ricerca in Salute, Sicurezza e Sistemi delVerde.
Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, Università di Bologna.
Laurea magistrale in Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e adattata,
110/110 e Lode, Università di Bologna.
PersonalTrainer su www.sportscienzasalute.it
alicemasini93@libero.it
KEYWORDS
recovery; blood lactate;
active recovery; anaerobic;
post-workout
11
Scienza e movimento - N. 26 Luglio-Settembre 2021
Sedentarietà e inattività fisica
I termini “sedentarietà” e “inattivi-
tà fisica”, molto spesso (erronea-
mente) intesi come sinonimi, fan-
no riferimento a concetti differenti.
La sedentarietà è la condizione di
chi svolge attività caratterizzate
da un dispendio energetico pari o
inferiore a 1,5 MET, esemplificate
dallo stare seduti, in posizione
reclinata o sdraiata (es. guardare
la televisione, guidare l’auto, stare
seduti alla scrivania). Per inattivi-
tà fisica, invece, si fa riferimento
al mancato raggiungimento dei
livelli di attività fisica suggeriti dal-
le linee guida, fornite ad esempio
dell’OMS (Thivel et al., 2018): tra
le persone considerate inattive
rientrano, dunque, tutte quelle
che, pur svolgendo attività fisica,
non ne raggiungono i livelli minimi
raccomandati, ma anche coloro i
quali non svolgono affatto attivi-
tà fisica e che, di conseguenza,
trascorrono inevitabilmente la
maggior parte della propria gior-
nata assumendo comportamenti
sedentari.
Home training: debellare
la pandemia dell’inattività fisica
ai tempi del Covid-19
Dott. Antonio Sorrenti,
Laureato con lode in Scienze delle Attività Motorie e Sportive,
Università degli Studi di Foggia.
antoniosorrenti22@gmail.com
KEYWORDS
Home training; endurance
training; resistence training;
Covid-19; physical inactivity;
sedentary lifestyle
24 Scienza e movimento - N. 26 Luglio-Settembre 2021
Essi sono tre concetti interdipen-
denti e non slegati. Per esempio,
soggetti che dormono poco posso-
no avere prestazioni sportive inferio-
ri ed essere più inclini a desiderare
cibi malsani che possono favorire
l’aumento di peso (Knowles OE et al,
2018). A conferma di ciò, gli attuali
studi sugli effetti del sonno su so-
vrappeso e obesità hanno eviden-
ziato che dormire meno di nove ore
al giorno, rappresenti un fattore di
rischio per il sovrappeso e l’obesità
infantile (Ji M, et al, 2018).
Dello stesso avviso, una review del
2016 su bambini e adolescenti ha
rilevato come una combinazione
di alti livelli di attività fisica e sonno
regolare, porti poi livelli adeguati di
adiposità e salute cardiometabolica
rispetto a bassi livelli di attività fisica
e sonno.
Nello specifico, è emerso che l’attivi-
tà fisica ed in particolare ad intensità
da moderata a vigorosa, sia mag-
giormente correlata agli indicatori di
salute valutati (Saunders TJ et al.,
2016).
L’attività fisica è dunque una delle
alternative più promettenti per mi-
gliorare il sonno poiché, come visto,
è associata a migliori condizioni di
salute, tra cui la riduzione del peso e
dell’infiammazione generale, nonché
l’aumento del benessere psicologi-
co. Infatti, è stato ampiamente dimo-
strato che l’esercizio fisico regolare
aumenti la qualità e la durata del
sonno (Sullivan Bisson AN, 2019).
A tal riguardo, uno studio su 339
donne di mezza età (52,1 2,1 anni)
ha mostrato non solo una miglio-
RACCOMANDAZIONI DELL’AMERICAN ACADEMY
OF SLEEP MEDICINE AND SLEEP RESEARCH SOCIETY
le raccomandazioni dell’american academy of sleep medicine and sleep research
society suggeriscono di dormire regolarmente per 7 o più ore di sonno a notte
al fine di promuovere una salute ottimale tra gli adulti dai 18 ai 60 anni.
nello specifico:
• dormire regolarmente per meno di 7 ore a notte è associato a effetti negativi sulla salute,
tra cui aumento di peso e obesità, diabete, ipertensione, problematiche cardiache e ictus,
depressione e aumento del rischio di morte. dormire meno di 7 ore a notte è anche ricon-
ducibile a compromissione della funzionalità immunitaria, aumento del dolore,riduzione
delle prestazioni, errori maggiori e maggiore rischio di incidenti;
• dormire più di 9 ore a notte in modo regolare può rappresentare la condizione ottimale
per i giovani adulti, per persone che si stanno riprendendo da debito di sonno e per perso-
ne malate. per tutte le altre categorie; non è ancora certo se dormire più di 9 ore a notte
sia una condizione associata ad un rischio per la salute;
• le persone che dormono troppo o troppo poco, dovrebbero consultare il proprio medico;
• la variabilità individuale del bisogno di sonno è influenzata da fattori genetici, fattori com-
portamentali, medici e ambientali.
35
Scienza e movimento - N. 26 Luglio-Settembre 2021
introduzione
Gli uomini sono da sempre affascina-
ti dalle funzioni della mente e del cer-
vello, ed è sempre stato più o meno
chiaro che alla base del modo di
pensare e ragionare vi fossero strut-
ture cerebrali che lo permettevano.
L’interesse era ed è anche legato alle
funzioni cognitive e a come queste
siano collegate alle varie aree cor-
ticali, come queste siano connesse
tra loro per creare un comportamen-
to coordinato e in sintonia con l’am-
biente esterno, in qualche modo un
comportamento adattivo.
Negli ultimi anni le neuroscienze
hanno avuto uno sviluppo enorme
che è andato di pari passo con
l’avvento di tecnologie sempre più
avanzate che hanno permesso di
comprendere il funzionamento del
cervello e le basi molecolari e cellula-
ri delle funzioni cognitive.
Fitness e neuroscienze:
il miglioramento della performance
cognitiva attraverso l’attività fisica
KEYWORDS
neuroscience, neurotransmit-
ters, hippocampus, neuroge-
nesis, cognitive functions
Dott. Pierluigi De Pascalis
Laureato Magistrale in Scienze Motorie, laureato Magistrale in Scienze della
Nutrizione Umana, biologo nutrizionista, responsabile della formazione e divul-
gazione scientifica di NonSoloFitness. Professore a contratto presso l’Università
degli Studi di Foggia.
pierluigi@depascalis.net - www.depascalis.net
Di questo articolo è disponibile
una video-lezione accessibile
gratuitamente dal link:
www.depascalis.net/neuro
o inquadrando col cellulare il QR
code qui a fianco”.
Le neuroscienze: storia e ambito di ricerca, introduzione alla struttura di base
e al funzionamento del sistema nervoso, implicazioni tra l’attività fisica
e il miglioramento della performance cognitiva, dell’umore, della memoria a lungo termine
42 Scienza e movimento - N. 26 Luglio-Settembre 2021
Il latte è un nutriente fondamentale
nella vita dell’uomo sin dalle prime ore
di vita; l’etimologia stessa della parola
rimanda al vocabolo latino lac ed al
corrispondente greco γάλα [gàla],
che si ricollega alla più antica radice
glu, gla, gal, gar, che indica onomato-
peicamente la deglutizione del neo-
nato durante la suzione.
Il latte materno è secreto dalla ghian-
dola mammaria presente nel seno dei
mammiferi, allo scopo di fornire nu-
trienti essenziali e composti bioattivi
a supporto della crescita e dello svi-
luppo immunitario durante l’infanzia
(Lyons, 2020).
Affinché sia possibile l’allattamento,
la ghiandola mammaria deve subire
una serie di cambiamenti anatomici
e fisiologici: durante la gravidanza,
infatti, si ramifica e si espande, au-
menta la superficie epiteliale, i lobuli
ingrossano, mentre l’aumentato livello
di estrogeni stimola la ghiandola pitu-
itaria, che innalza i livelli di prolattina,
permettendo la sintesi delle proteine
del latte e del lattosio (Hartmann,
1996) (Lyons, 2020).
Giunti alla ventesima settimana si
avrà un completo sviluppo di una rete
di secrezione lattea, che verrà atti-
vata solo dopo il parto. (Ballard, 2013)
(Kramer, 2003) (Ladomenou, 2010).
Negli ultimi anni vi è una crescente
enfasi sulla promozione dell’allat-
tamento al seno: l’Organizzazione
Mondiale della Sanità raccomanda
alle madri di tutto il mondo di allattare
i bambini per i primi sei mesi di vita
affinché il neonato raggiunga una
crescita, uno sviluppo e una salute
ottimali (Kramer M. S., 2012).
Importante ricordare che il latte ma-
terno è un fluido biologico dinamico,
che cambia composizione durante
l’allattamento al fine di soddisfare
le esigenze del bambino in crescita
(Kulski, 1981).
La composizione in macro e micro-
nutrienti è strettamente correlata al
mammifero, all’età, allo stato alimen-
tare e alla fase di lattazione.
Circa la fase di lattazione ricordiamo
il ruolo del colostro: il fluido biologico
bianco-giallastro prodotto post-par-
to, che si convertirà gradualmente in
latte maturo.
Questa secrezione è di fondamentale
importanza per la sopravvivenza del-
la prole dei mammiferi Langer (2009).
Kehoe (2007) hanno analizzato la
composizione di colostro umano,
bovino e caprino evidenziando la
presenza di oltre novanta sostanze
biologicamente attive, tra cui:
• fattori antimicrobici, che fornisco-
no immunità passiva e proteggo-
no il neonato dalle infezioni;
• peptidi immunostimolanti, che
promuovono la maturazione del
sistema immunitario e stimolano la
proliferazione di un microbiota in-
testinale sano, ricco di Bifido-bat-
teri e lattobacilli (Wheeler, 2007)
(Stelwagen, 2009);
• fattori di crescita, che svolgono
un importante ruolo nello sviluppo,
maturazione e riparazione dei di-
versi tessuti (Playford, 2001).
Dal punto di vista alimentare com-
merciale il latte è:
“il prodotto ottenuto dalla mungitura
regolare, ininterrotta e completa, di
animali in buono stato di salute e nu-
trizione” (R.D. 9/5/29 n. 994).
In commercio sono presenti diverse
categorie di latte, tra cui ricordiamo:
• Latte fresco pastorizzato: con-
servabile fino a sei giorni a tem-
peratura di 4-6 °C.
• Latte sterilizzato UHT (Ultra High
Temperature): conservabile a
temperatura ambiente per alme-
no tre mesi.
• Latte delattosato: a basso con-
tenuto di lattosio, garantisce la
digeribilità da parte di individui
intolleranti a questo disaccaride,
garantendone una quantità infe-
riore allo 0,1%/100 ml latte.
• Soluzioni di latte sottoposto a di-
sidratazione come latte concen-
trato e latte in polvere.
Antea Ferro
Laureanda in Scienze dell’alimentazione e gastronomia.
Diploma Nazionale di Personal trainer,
Alimentazione ed integrazione sportiva, Istruttore di
fitness e bodybuilding di II livello Nonsolofitness.
ferroantea@gmail.com
KEYWORDS
Milk, lactoferrin, lactose,
casein, serum albumin
Il latte: un alimento funzionale
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Pagine da scienza e movimento 26

  • 1.
    FITNESS - GINNASTICA- BODY BUILDING - ATTIVITA MOTORIA - PREVENZIONE - PERSONAL TRAINER Anno VI - Numero 26 Luglio - Settembre 2021 calzetti & mariucci e d i t o r i & COME CONCLUDERE L’ALLENAMENTO, PER MIGLIORARE IL RECUPERO HOME TRAINING: DEBELLARE LA PANDEMIA DELL’INATTIVITÀ FISICA AI TEMPI DEL COVID-19 RAPPORTO TRA SONNO, ESERCIZIO FISICO E PRESTAZIONE FOCUS SUI VACCINI COVID 19: FACCIAMO CHIAREZZA IL LATTE: UN ALIMENTO FUNZIONALE FITNESS E NEUROSCIENZE: IL MIGLIORAMENTO DELLA PERFORMANCE COGNITIVA ATTRAVERSO L’ATTIVITÀ FISICA
  • 2.
    3 Scienza e movimento- N. 26 Luglio-Settembre 2021 SCIENZA E MOVIMENTO www.scienzaemovimento.it CONTENUTI 05 COME CONCLUDERE L’ALLENAMENTO, PER MIGLIORARE IL RECUPERO di Alice Massini 11 HOME TRAINING: DEBELLARE LA PANDEMIA DELL’INATTIVITÀ FISICA AI TEMPI DEL COVID-19 di Antonio Sorrenti 23 RAPPORTO TRA SONNO, ESERCIZIO FISICO E PRESTAZIONE di Michele Calabrese 29 FOCUS SUI VACCINI COVID 19: FACCIAMO CHIAREZZA di Domenico Cesi 35 FITNESS E NEUROSCIENZE: IL MIGLIORAMENTO DELLA PERFORMANCE COGNITIVA ATTRAVERSO L’ATTIVITÀ FISICA di Pierluigi De Pascalis 42 IL LATTE: UN ALIMENTO FUNZIONALE di Antea Ferro
  • 3.
    5 Scienza e movimento- N. 26 Luglio-Settembre 2021 introduzione Seppur colpevolmente trascurato e spesso dimenticato, il termine dell’allenamento (il classico “de- faticamento” in gergo sportivo) rappresenta una finestra molto importante per migliorare il recu- pero nei momenti successivi, da trattare con cura al pari di tutti gli altri momenti della seduta: l’acido lattico accumulato durante l’alle- namento intenso, infatti, determi- na una riduzione del pH cellulare e un’acidificazione dell’ambiente muscolare, condizione che deter- mina un peggiore e più lento avvio dei processi curativi e rigenerativi, rappresentando inoltre un fattore di rischio per gli infortuni. Dopo una prima e breve parte teorica sui principi della curva di smal- timento dell’acido lattico, con- fronteremo le differenti strategie di recupero (attivo VS passivo), concludendo con consigli prati- ci per una migliore gestione del post-allenamento, con indicazioni di modalità, intensità e durata di un corretto ed efficace recupero. Lo smaltimento dell’acido lattico Premettendo che l’acido lattico, accumulato durante un allena- mento intenso, viene smaltito per la sua quasi totalità nelle prime 2-3 ore successive al training, si può vedere dalla figura come la curva di smaltimento lattacido (Di Pram- pero, 1985) presenti un andamento di tipo esponenziale: i valori di lat- tato ematico, infatti, diminuiscono con massima rapidità nei momenti immediatamente successivi al termine dell’allenamento, per poi giungere a un graduale abbassa- mento del tasso di diminuzione nel tempo successivo. Occorre ricor- dare ancora una volta, che l’indo- lenzimento muscolare che insorge a distanza di molte ore o giorni dal termine della seduta (il DOMS: De- layed Onset Muscle Soreness) non è causato dall’acido lattico ma è dovuto a micro-traumi e micro-la- cerazioni delle fibre muscolari du- rante lo sforzo. Come concludere l’allenamento, per migliorare il recupero Dott.ssa Alice Masini, Dottore di ricerca in Salute, Sicurezza e Sistemi delVerde. Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, Università di Bologna. Laurea magistrale in Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e adattata, 110/110 e Lode, Università di Bologna. PersonalTrainer su www.sportscienzasalute.it alicemasini93@libero.it KEYWORDS recovery; blood lactate; active recovery; anaerobic; post-workout
  • 4.
    11 Scienza e movimento- N. 26 Luglio-Settembre 2021 Sedentarietà e inattività fisica I termini “sedentarietà” e “inattivi- tà fisica”, molto spesso (erronea- mente) intesi come sinonimi, fan- no riferimento a concetti differenti. La sedentarietà è la condizione di chi svolge attività caratterizzate da un dispendio energetico pari o inferiore a 1,5 MET, esemplificate dallo stare seduti, in posizione reclinata o sdraiata (es. guardare la televisione, guidare l’auto, stare seduti alla scrivania). Per inattivi- tà fisica, invece, si fa riferimento al mancato raggiungimento dei livelli di attività fisica suggeriti dal- le linee guida, fornite ad esempio dell’OMS (Thivel et al., 2018): tra le persone considerate inattive rientrano, dunque, tutte quelle che, pur svolgendo attività fisica, non ne raggiungono i livelli minimi raccomandati, ma anche coloro i quali non svolgono affatto attivi- tà fisica e che, di conseguenza, trascorrono inevitabilmente la maggior parte della propria gior- nata assumendo comportamenti sedentari. Home training: debellare la pandemia dell’inattività fisica ai tempi del Covid-19 Dott. Antonio Sorrenti, Laureato con lode in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, Università degli Studi di Foggia. antoniosorrenti22@gmail.com KEYWORDS Home training; endurance training; resistence training; Covid-19; physical inactivity; sedentary lifestyle
  • 5.
    24 Scienza emovimento - N. 26 Luglio-Settembre 2021 Essi sono tre concetti interdipen- denti e non slegati. Per esempio, soggetti che dormono poco posso- no avere prestazioni sportive inferio- ri ed essere più inclini a desiderare cibi malsani che possono favorire l’aumento di peso (Knowles OE et al, 2018). A conferma di ciò, gli attuali studi sugli effetti del sonno su so- vrappeso e obesità hanno eviden- ziato che dormire meno di nove ore al giorno, rappresenti un fattore di rischio per il sovrappeso e l’obesità infantile (Ji M, et al, 2018). Dello stesso avviso, una review del 2016 su bambini e adolescenti ha rilevato come una combinazione di alti livelli di attività fisica e sonno regolare, porti poi livelli adeguati di adiposità e salute cardiometabolica rispetto a bassi livelli di attività fisica e sonno. Nello specifico, è emerso che l’attivi- tà fisica ed in particolare ad intensità da moderata a vigorosa, sia mag- giormente correlata agli indicatori di salute valutati (Saunders TJ et al., 2016). L’attività fisica è dunque una delle alternative più promettenti per mi- gliorare il sonno poiché, come visto, è associata a migliori condizioni di salute, tra cui la riduzione del peso e dell’infiammazione generale, nonché l’aumento del benessere psicologi- co. Infatti, è stato ampiamente dimo- strato che l’esercizio fisico regolare aumenti la qualità e la durata del sonno (Sullivan Bisson AN, 2019). A tal riguardo, uno studio su 339 donne di mezza età (52,1 2,1 anni) ha mostrato non solo una miglio- RACCOMANDAZIONI DELL’AMERICAN ACADEMY OF SLEEP MEDICINE AND SLEEP RESEARCH SOCIETY le raccomandazioni dell’american academy of sleep medicine and sleep research society suggeriscono di dormire regolarmente per 7 o più ore di sonno a notte al fine di promuovere una salute ottimale tra gli adulti dai 18 ai 60 anni. nello specifico: • dormire regolarmente per meno di 7 ore a notte è associato a effetti negativi sulla salute, tra cui aumento di peso e obesità, diabete, ipertensione, problematiche cardiache e ictus, depressione e aumento del rischio di morte. dormire meno di 7 ore a notte è anche ricon- ducibile a compromissione della funzionalità immunitaria, aumento del dolore,riduzione delle prestazioni, errori maggiori e maggiore rischio di incidenti; • dormire più di 9 ore a notte in modo regolare può rappresentare la condizione ottimale per i giovani adulti, per persone che si stanno riprendendo da debito di sonno e per perso- ne malate. per tutte le altre categorie; non è ancora certo se dormire più di 9 ore a notte sia una condizione associata ad un rischio per la salute; • le persone che dormono troppo o troppo poco, dovrebbero consultare il proprio medico; • la variabilità individuale del bisogno di sonno è influenzata da fattori genetici, fattori com- portamentali, medici e ambientali.
  • 6.
    35 Scienza e movimento- N. 26 Luglio-Settembre 2021 introduzione Gli uomini sono da sempre affascina- ti dalle funzioni della mente e del cer- vello, ed è sempre stato più o meno chiaro che alla base del modo di pensare e ragionare vi fossero strut- ture cerebrali che lo permettevano. L’interesse era ed è anche legato alle funzioni cognitive e a come queste siano collegate alle varie aree cor- ticali, come queste siano connesse tra loro per creare un comportamen- to coordinato e in sintonia con l’am- biente esterno, in qualche modo un comportamento adattivo. Negli ultimi anni le neuroscienze hanno avuto uno sviluppo enorme che è andato di pari passo con l’avvento di tecnologie sempre più avanzate che hanno permesso di comprendere il funzionamento del cervello e le basi molecolari e cellula- ri delle funzioni cognitive. Fitness e neuroscienze: il miglioramento della performance cognitiva attraverso l’attività fisica KEYWORDS neuroscience, neurotransmit- ters, hippocampus, neuroge- nesis, cognitive functions Dott. Pierluigi De Pascalis Laureato Magistrale in Scienze Motorie, laureato Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, biologo nutrizionista, responsabile della formazione e divul- gazione scientifica di NonSoloFitness. Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Foggia. pierluigi@depascalis.net - www.depascalis.net Di questo articolo è disponibile una video-lezione accessibile gratuitamente dal link: www.depascalis.net/neuro o inquadrando col cellulare il QR code qui a fianco”. Le neuroscienze: storia e ambito di ricerca, introduzione alla struttura di base e al funzionamento del sistema nervoso, implicazioni tra l’attività fisica e il miglioramento della performance cognitiva, dell’umore, della memoria a lungo termine
  • 7.
    42 Scienza emovimento - N. 26 Luglio-Settembre 2021 Il latte è un nutriente fondamentale nella vita dell’uomo sin dalle prime ore di vita; l’etimologia stessa della parola rimanda al vocabolo latino lac ed al corrispondente greco γάλα [gàla], che si ricollega alla più antica radice glu, gla, gal, gar, che indica onomato- peicamente la deglutizione del neo- nato durante la suzione. Il latte materno è secreto dalla ghian- dola mammaria presente nel seno dei mammiferi, allo scopo di fornire nu- trienti essenziali e composti bioattivi a supporto della crescita e dello svi- luppo immunitario durante l’infanzia (Lyons, 2020). Affinché sia possibile l’allattamento, la ghiandola mammaria deve subire una serie di cambiamenti anatomici e fisiologici: durante la gravidanza, infatti, si ramifica e si espande, au- menta la superficie epiteliale, i lobuli ingrossano, mentre l’aumentato livello di estrogeni stimola la ghiandola pitu- itaria, che innalza i livelli di prolattina, permettendo la sintesi delle proteine del latte e del lattosio (Hartmann, 1996) (Lyons, 2020). Giunti alla ventesima settimana si avrà un completo sviluppo di una rete di secrezione lattea, che verrà atti- vata solo dopo il parto. (Ballard, 2013) (Kramer, 2003) (Ladomenou, 2010). Negli ultimi anni vi è una crescente enfasi sulla promozione dell’allat- tamento al seno: l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda alle madri di tutto il mondo di allattare i bambini per i primi sei mesi di vita affinché il neonato raggiunga una crescita, uno sviluppo e una salute ottimali (Kramer M. S., 2012). Importante ricordare che il latte ma- terno è un fluido biologico dinamico, che cambia composizione durante l’allattamento al fine di soddisfare le esigenze del bambino in crescita (Kulski, 1981). La composizione in macro e micro- nutrienti è strettamente correlata al mammifero, all’età, allo stato alimen- tare e alla fase di lattazione. Circa la fase di lattazione ricordiamo il ruolo del colostro: il fluido biologico bianco-giallastro prodotto post-par- to, che si convertirà gradualmente in latte maturo. Questa secrezione è di fondamentale importanza per la sopravvivenza del- la prole dei mammiferi Langer (2009). Kehoe (2007) hanno analizzato la composizione di colostro umano, bovino e caprino evidenziando la presenza di oltre novanta sostanze biologicamente attive, tra cui: • fattori antimicrobici, che fornisco- no immunità passiva e proteggo- no il neonato dalle infezioni; • peptidi immunostimolanti, che promuovono la maturazione del sistema immunitario e stimolano la proliferazione di un microbiota in- testinale sano, ricco di Bifido-bat- teri e lattobacilli (Wheeler, 2007) (Stelwagen, 2009); • fattori di crescita, che svolgono un importante ruolo nello sviluppo, maturazione e riparazione dei di- versi tessuti (Playford, 2001). Dal punto di vista alimentare com- merciale il latte è: “il prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa, di animali in buono stato di salute e nu- trizione” (R.D. 9/5/29 n. 994). In commercio sono presenti diverse categorie di latte, tra cui ricordiamo: • Latte fresco pastorizzato: con- servabile fino a sei giorni a tem- peratura di 4-6 °C. • Latte sterilizzato UHT (Ultra High Temperature): conservabile a temperatura ambiente per alme- no tre mesi. • Latte delattosato: a basso con- tenuto di lattosio, garantisce la digeribilità da parte di individui intolleranti a questo disaccaride, garantendone una quantità infe- riore allo 0,1%/100 ml latte. • Soluzioni di latte sottoposto a di- sidratazione come latte concen- trato e latte in polvere. Antea Ferro Laureanda in Scienze dell’alimentazione e gastronomia. Diploma Nazionale di Personal trainer, Alimentazione ed integrazione sportiva, Istruttore di fitness e bodybuilding di II livello Nonsolofitness. ferroantea@gmail.com KEYWORDS Milk, lactoferrin, lactose, casein, serum albumin Il latte: un alimento funzionale
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