MEDICINADELLOSPORT
5Scienza e Movimento - N.13 Gennaio-Marzo 2018
Durante la XXVIIa
Conferenza Mondiale di Medi-
cina della Danza tenutasi a Houston in Ottobre
si è dato spazio ad un“duello”di opinioni su una
delle pratiche più diffuse in ambito riabilitativo:
la Crioterapia. Riportiamo qui un estratto del
dibattimento sull’argomento, condotto da due
ricercatrici in Fisioterapia, Valerie Williams, della
Brunel University di Londra, e Rosalinda Caniza-
res, della Duke University di Durham, USA.
L’uso del ghiaccio come terapia immediata dopo
un trauma si perde nella notte dei tempi. Già da-
gli scritti di Ippocrate, considerato il padre della
medicina moderna, risulta che questi consiglias-
se ai suoi pazienti applicazioni di neve!
Ad oggi, l’applicazione di ghiaccio dopo un
trauma è una pratica universalmente usata e
ritenuta corretta.
Ma esattamente, perché usiamo il ghiaccio?
Per far diminuire il dolore, il gonfiore e l’infiam-
mazione sia per un trauma in fase acuta, sia per
una problematica ormai cronicizzata.
Di certo ci sono prove aneddotiche e cliniche
del fatto che il ghiaccio induca una temporanea
riduzione del dolore ed abbia l’effetto di un ane-
stetizzante localizzato [1]; quindi se il ghiaccio
viene applicato semplicemente per intorpidire
un’area dopo un infortunio, allora tutto bene.
di Angela Contri e Sara Muccioli
CRIOTERAPIA:
TRAMITOEREALTÀ
NOTE SULL’AUTORE
Dott. Angela Contri
Fisioterapista, borsa di
studio presso la University
of Western Australia di
Perth, ha condotto uno
studio sulla Medicina della
Danza presso l’Università
di Nottingham, collabora
per ricerche e progetti
con Omar De Bartolomeo,
ortopedico dell’Accademia
e del Corpo di Ballo Teatro
alla Scala di Milano.
angela.contri@libero.it
>>
NOTE SULL’AUTORE
Dott. Sara Muccioli
Professional Diploma in
Dance Studies e BA (hons)
in Dance Theatre al Trinity
Laban di Londra.
Ex danzatrice
professionista. Dott.ssa in
Fisioterapia. Collabora per
progetti di ricerca col Dott.
Omar De Bartolomeo,
ortopedico dell’Accademia
e del Corpo di Ballo
Teatro alla Scala di Milano.
saravent@hotmail.com
FITNESS
EPREVENZIONE
13Scienza e Movimento - N.13 Gennaio-Marzo 2018
L’indice di massa corporea (BMI: body mass in-
dex), la circonferenza vita (WC: waist circumfe-
rence) e il rapporto perimetro vita/perimetro
glutei (WHR: waist hip ratio) rappresentano una
“triade”di semplici, pratiche e rapide misurazio-
ni che offrono un feedback di ritorno immedia-
to sullo stato di rischio di salute della persona
per eventi cardio-circolatori e patologie disme-
taboliche. Sebbene queste misure rappresen-
tino una stima indicativa (media) del proprio
livello di rischio relativo, è assai utile prendere
confidenza con questi parametri per poter ef-
fettuare un semplice ma efficace autocontrollo
di lungo periodo, attuando corretti migliorativi
nel proprio stile di vita, nel caso di valori non
desiderabili. Attraverso una bilancia e un metro
da sarta è possibile svolgere un monitoraggio
costante del proprio stato di salute preventivo.
di Aurelio Trofé
BMI-WC-WHR:
latriadedellaprevenzione
NOTE SULL’AUTORE
Aurelio Trofé
Laurea in Scienze delle
attività motorie e sportive
Luglio 2015
Laurea magistrale in
Scienze e tecniche
dell’attività motoria
preventiva e adattata
110/110 (ottobre 2017)
Concorrente per il
dottorato in Scienza e
cultura del benessere e
degli stili di vita
2017-2018
>>
METODOLOGIA
DELL’ALLENAMENTO
27Scienza e Movimento - N.13 Gennaio-Marzo 2018
La scelta del tipo di allenamento da utilizzare
per ottenere il maggior return of training invest-
ment (RoTI) è una questione che spesso divide
trainer e atleti, tra chi ritiene sia preferibile al-
lenarsi con elevati volumi caratterizzati da una
bassa intensità e chi, al contrario, preferisce
bassi volumi e alta intensità.
In letteratura emerge come entrambi i metodi
abbiano la loro efficacia: Gibala e collaborato-
ri (Gibala et al. 2006) dimostrano come un al-
lenamento basato su un basso volume e alta
intensità, meglio conosciuto come protocollo
HIIT (High Intensity Interval Training), costitui-
to da 4-6 ripetizioni di 30” ad intensità pari al
250% del VO2
max, intervallate da 4’ di recupe-
ro, produca gli stessi adattamenti metabolici e
funzionali di un allenamento di 120’ al 65% del
VO₂max.Tuttavia, la disputa continua per quan-
to concerne l’organizzazione dell’allenamento
al fine di migliorare le prestazioni.Tra le variabili
di allenamento essenziali, l’intensità dell’eserci-
zio e la sua distribuzione sono sicuramente le
più critiche e dibattute; i modelli fondamentali
di distribuzione dell’intensità dell’allenamento
sono essenzialmente due: il Threshold Trai-
ning e il Polarized Training.
di Sabino Di Muro
POLARIZED
TRAINING
NOTE SULL’AUTORE
Dott. Sabino Di Muro
Laureato in Scienze delle
Attività Motorie e Sportive,
sabino.dimuro93@gmail.
com
>>
fitnessetech
35Scienza e Movimento - N.13 Gennaio-Marzo 2018
In questi ultimi anni è in forte espansione l’u-
tilizzo di piattaforme, applicazioni e software
online per la programmazione e il monitorag-
gio dell’allenamento per il running (1). Questi
offrono agli utenti diverse forme di pacchetti di
allenamenti volti alla preparazione di varie tipo-
logie di competizioni su strada, dai 10 km fino
alla Maratona. Tuttavia le tabelle di allenamen-
to risultano scarsamente o per nulla individua-
lizzate sulla base delle esigenze e alle caratteri-
stiche dell’atleta che acquista il servizio.
Una piattaforma web innovativa per il personal
training a distanza, chiamata U4Fit, permette
all’utente che s’iscrive, attraverso un format
specifico, di scegliere tra una lista di personal
trainer con molteplici competenze. Tramite un
market place, gli utenti si connettono con alle-
natori reali, che possono programmare e mo-
nitorare gli atleti a distanza. Questo consente
di superare la problematica dovuta alla scarsa
diversificazione degli allenamenti proposti onli-
ne.
di Gervasi M 1
, Sisti D 1,
Fiore E 1
, Amatori S 1
, Calavalle AR 1
, Mulas F 2
, Pilloni P 2
, Carta S 2
, Cappai M 2
PROGRAMMAZIONEEMONITORAGGIO
DELL’ALLENAMENTOATTRAVERSOL’UTILIZZODI“U4FIT”:
REPORTDIUNCASOSTUDIO
NOTE SUGLI AUTORi
Main author: Marco Gervasi, PhD - marco.gervasi@uniurb.it
Sisti Davide, PhD
Fiore Erica, Laurea Triennale in Scienze Motorie presso l’Università
degli Studi di Urbino
Amatori Stefano, Laurea Magistrale in Scienze dello Sport presso
l’Università degli Studi di Urbino
Calavalle Anna Rita, Ricercatore presso l’Università degli Studi di
Urbino
Mulas Fabrizio, Ricercatore presso l’Università degli Studi di Cagliari
Pilloni Paolo, PhD
Carta Salvatore, Professore associato presso l’Università degli Studi
di Cagliari
Cappai Marika, Laurea Triennale in Ingegneria Biomedica presso
l’Università degli Studi di Cagliari
>>
INTRODUZIONE
1
Università degli Studi di Urbino, Dipartimento di Scienze Biomolecolari, Scuola di Scienze Motorie
2
Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Matematica e Informatica.
DALWEB
43Scienza e Movimento - N.13 Gennaio-Marzo 2018
ss
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s è
do.
TÀ
NOTE SULL’AUTORE
Dott. Pierluigi De Pascalis
Laureato in Scienze Motorie,
è responsabile della
formazione e divulgazione
scientifica di NonSoloFitness
e professore a contratto
presso l’Università degli studi
di Foggia
(pierluigi@depascalis.net,
www.depascalis.net).
DAL WEBTRATTO DA WWW.NONSOLOFITNESS.IT
IntegratoridiOssidonitrico
permigliorarelaperformance
atleticaesessualedi Pierluigi De Pascalis
Gliintegratorichepromettonol’aumentodeilivellidiossidonitricosonomoltorichiestipermigliorare
leperformanceatleticheequellesessuali:quantoc’èdiveroecomefunzionano?
www.calzetti-mariucci.it
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Pagine da scienza e movimento 13

  • 1.
    MEDICINADELLOSPORT 5Scienza e Movimento- N.13 Gennaio-Marzo 2018 Durante la XXVIIa Conferenza Mondiale di Medi- cina della Danza tenutasi a Houston in Ottobre si è dato spazio ad un“duello”di opinioni su una delle pratiche più diffuse in ambito riabilitativo: la Crioterapia. Riportiamo qui un estratto del dibattimento sull’argomento, condotto da due ricercatrici in Fisioterapia, Valerie Williams, della Brunel University di Londra, e Rosalinda Caniza- res, della Duke University di Durham, USA. L’uso del ghiaccio come terapia immediata dopo un trauma si perde nella notte dei tempi. Già da- gli scritti di Ippocrate, considerato il padre della medicina moderna, risulta che questi consiglias- se ai suoi pazienti applicazioni di neve! Ad oggi, l’applicazione di ghiaccio dopo un trauma è una pratica universalmente usata e ritenuta corretta. Ma esattamente, perché usiamo il ghiaccio? Per far diminuire il dolore, il gonfiore e l’infiam- mazione sia per un trauma in fase acuta, sia per una problematica ormai cronicizzata. Di certo ci sono prove aneddotiche e cliniche del fatto che il ghiaccio induca una temporanea riduzione del dolore ed abbia l’effetto di un ane- stetizzante localizzato [1]; quindi se il ghiaccio viene applicato semplicemente per intorpidire un’area dopo un infortunio, allora tutto bene. di Angela Contri e Sara Muccioli CRIOTERAPIA: TRAMITOEREALTÀ NOTE SULL’AUTORE Dott. Angela Contri Fisioterapista, borsa di studio presso la University of Western Australia di Perth, ha condotto uno studio sulla Medicina della Danza presso l’Università di Nottingham, collabora per ricerche e progetti con Omar De Bartolomeo, ortopedico dell’Accademia e del Corpo di Ballo Teatro alla Scala di Milano. angela.contri@libero.it >> NOTE SULL’AUTORE Dott. Sara Muccioli Professional Diploma in Dance Studies e BA (hons) in Dance Theatre al Trinity Laban di Londra. Ex danzatrice professionista. Dott.ssa in Fisioterapia. Collabora per progetti di ricerca col Dott. Omar De Bartolomeo, ortopedico dell’Accademia e del Corpo di Ballo Teatro alla Scala di Milano. saravent@hotmail.com
  • 2.
    FITNESS EPREVENZIONE 13Scienza e Movimento- N.13 Gennaio-Marzo 2018 L’indice di massa corporea (BMI: body mass in- dex), la circonferenza vita (WC: waist circumfe- rence) e il rapporto perimetro vita/perimetro glutei (WHR: waist hip ratio) rappresentano una “triade”di semplici, pratiche e rapide misurazio- ni che offrono un feedback di ritorno immedia- to sullo stato di rischio di salute della persona per eventi cardio-circolatori e patologie disme- taboliche. Sebbene queste misure rappresen- tino una stima indicativa (media) del proprio livello di rischio relativo, è assai utile prendere confidenza con questi parametri per poter ef- fettuare un semplice ma efficace autocontrollo di lungo periodo, attuando corretti migliorativi nel proprio stile di vita, nel caso di valori non desiderabili. Attraverso una bilancia e un metro da sarta è possibile svolgere un monitoraggio costante del proprio stato di salute preventivo. di Aurelio Trofé BMI-WC-WHR: latriadedellaprevenzione NOTE SULL’AUTORE Aurelio Trofé Laurea in Scienze delle attività motorie e sportive Luglio 2015 Laurea magistrale in Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e adattata 110/110 (ottobre 2017) Concorrente per il dottorato in Scienza e cultura del benessere e degli stili di vita 2017-2018 >>
  • 3.
    METODOLOGIA DELL’ALLENAMENTO 27Scienza e Movimento- N.13 Gennaio-Marzo 2018 La scelta del tipo di allenamento da utilizzare per ottenere il maggior return of training invest- ment (RoTI) è una questione che spesso divide trainer e atleti, tra chi ritiene sia preferibile al- lenarsi con elevati volumi caratterizzati da una bassa intensità e chi, al contrario, preferisce bassi volumi e alta intensità. In letteratura emerge come entrambi i metodi abbiano la loro efficacia: Gibala e collaborato- ri (Gibala et al. 2006) dimostrano come un al- lenamento basato su un basso volume e alta intensità, meglio conosciuto come protocollo HIIT (High Intensity Interval Training), costitui- to da 4-6 ripetizioni di 30” ad intensità pari al 250% del VO2 max, intervallate da 4’ di recupe- ro, produca gli stessi adattamenti metabolici e funzionali di un allenamento di 120’ al 65% del VO₂max.Tuttavia, la disputa continua per quan- to concerne l’organizzazione dell’allenamento al fine di migliorare le prestazioni.Tra le variabili di allenamento essenziali, l’intensità dell’eserci- zio e la sua distribuzione sono sicuramente le più critiche e dibattute; i modelli fondamentali di distribuzione dell’intensità dell’allenamento sono essenzialmente due: il Threshold Trai- ning e il Polarized Training. di Sabino Di Muro POLARIZED TRAINING NOTE SULL’AUTORE Dott. Sabino Di Muro Laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, sabino.dimuro93@gmail. com >>
  • 4.
    fitnessetech 35Scienza e Movimento- N.13 Gennaio-Marzo 2018 In questi ultimi anni è in forte espansione l’u- tilizzo di piattaforme, applicazioni e software online per la programmazione e il monitorag- gio dell’allenamento per il running (1). Questi offrono agli utenti diverse forme di pacchetti di allenamenti volti alla preparazione di varie tipo- logie di competizioni su strada, dai 10 km fino alla Maratona. Tuttavia le tabelle di allenamen- to risultano scarsamente o per nulla individua- lizzate sulla base delle esigenze e alle caratteri- stiche dell’atleta che acquista il servizio. Una piattaforma web innovativa per il personal training a distanza, chiamata U4Fit, permette all’utente che s’iscrive, attraverso un format specifico, di scegliere tra una lista di personal trainer con molteplici competenze. Tramite un market place, gli utenti si connettono con alle- natori reali, che possono programmare e mo- nitorare gli atleti a distanza. Questo consente di superare la problematica dovuta alla scarsa diversificazione degli allenamenti proposti onli- ne. di Gervasi M 1 , Sisti D 1, Fiore E 1 , Amatori S 1 , Calavalle AR 1 , Mulas F 2 , Pilloni P 2 , Carta S 2 , Cappai M 2 PROGRAMMAZIONEEMONITORAGGIO DELL’ALLENAMENTOATTRAVERSOL’UTILIZZODI“U4FIT”: REPORTDIUNCASOSTUDIO NOTE SUGLI AUTORi Main author: Marco Gervasi, PhD - marco.gervasi@uniurb.it Sisti Davide, PhD Fiore Erica, Laurea Triennale in Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Urbino Amatori Stefano, Laurea Magistrale in Scienze dello Sport presso l’Università degli Studi di Urbino Calavalle Anna Rita, Ricercatore presso l’Università degli Studi di Urbino Mulas Fabrizio, Ricercatore presso l’Università degli Studi di Cagliari Pilloni Paolo, PhD Carta Salvatore, Professore associato presso l’Università degli Studi di Cagliari Cappai Marika, Laurea Triennale in Ingegneria Biomedica presso l’Università degli Studi di Cagliari >> INTRODUZIONE 1 Università degli Studi di Urbino, Dipartimento di Scienze Biomolecolari, Scuola di Scienze Motorie 2 Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Matematica e Informatica.
  • 5.
    DALWEB 43Scienza e Movimento- N.13 Gennaio-Marzo 2018 ss e a - ne iù . 00 ha di o il on- era pul; els. s è do. TÀ NOTE SULL’AUTORE Dott. Pierluigi De Pascalis Laureato in Scienze Motorie, è responsabile della formazione e divulgazione scientifica di NonSoloFitness e professore a contratto presso l’Università degli studi di Foggia (pierluigi@depascalis.net, www.depascalis.net). DAL WEBTRATTO DA WWW.NONSOLOFITNESS.IT IntegratoridiOssidonitrico permigliorarelaperformance atleticaesessualedi Pierluigi De Pascalis Gliintegratorichepromettonol’aumentodeilivellidiossidonitricosonomoltorichiestipermigliorare leperformanceatleticheequellesessuali:quantoc’èdiveroecomefunzionano?
  • 6.
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