Tutorial Sie-l 2007  la prospettiva del Web 2.0 Antonio Fini Università di Firenze www.fininformatica.it   [email_address]   Luglio 2007 Questa opera è pubblicata sotto una  Licenza Creative  Commons
Sommario Il Web 2.0 Formal & Informal learning Proviamo qualche tool Un esempio di comunità online
Cos’è il Web 2.0 Avete già sentito parlare del Web 2.0? Avete visto/sentito parlare di questa copertina di Time?
Il Web 2.0 Da  Google   Zietgeist : “define web 2.0”  al 2° posto nelle ricerche nel 2006 Un termine controverso Anche  Berners-Lee  ne prende le  distanze … Un approccio tecnico-superficiale Ajax  Look “gommoso” “ ma non c’è niente di nuovo,  è pur sempre HTTP+HTML!” Perché solo il Web? Skype è 2.0? I podcast, iTunes? Un altro nome? Forse sarebbe opportuno ma  …ormai è tardi!!! Per tutti è  Web 2.0!
Utenti 2.0 Sono cambiati gli  utenti!! Erano  lettori … … ora sono anche  autori O è solo un ritorno alle origini? Il web “originale” di Berners-Lee era read-write e collaborativo! Ma anche “prima” c’erano i siti personali! Già! Ma  chi  erano i proprietari? Quasi sempre tecnici… Ora l’authoring sul Web è accessibile praticamente a tutti Blogger Google  Page Creator
Definiamo il web 2.0? Non serve una definizione! E’ una fase storica che stiamo vivendo In Internet (non solo web…) convivono servizi e applicazioni  old-style  e novità significative Allora perché “2.0”? Abbiamo bisogno di “classificare” È un comodo termine-ombrello  Breve, sintetico Efficace nel comunicare  un  cambiamento   Nell’ articolo originale  di O’Reilly: Contrapposizione di applicazioni, siti,  concetti Britannica Online  vs  Wikipedia Pubblicazione  vs  Partecipazione Siti personali  vs  Blog
La galassia 2.0
Alcuni elementi caratteristici / 1 Web come piattaforma o sistema operativo Spostare le applicazioni dal desktop al Web Proseguimento della pre-esistente tendenza del Web a incorporare gli servizi Internet Webmail Newsreader Riedizione del  network computing Esempi: GoogleDocs Gliffy Zoho L’utente-autore e i  social software Facilità di scrittura  Strumenti sociali, non individuali Blog Wiki Condivisione  foto  /  video  /  slide  /  musica  / … Obiezione: cose simili c’erano anche  prima OK, però ora posso  bloggare  in pochi secondi anche mentre sto tenendo una lezione Ritorno al desktop!
Alcuni elementi caratteristici / 2 Folksonomy   Il potere alle masse : classificare l’informazione  dal basso,  in modo non strutturato Opposto a  tassonomie Tag ,  tagging ,  taggare ,  tagclouds Social bookmarking del.icio.us Non solo social bookmarking I tag sono ovunque Folksonomy o folksonomie o  folksonomia o folksonomies? Ehhh…nessuno è perfetto… Social Networking Six   degrees  of  separation … Connettersi per… molti motivi… Molti modi per connettersi Anche IM, VoIP Nuovi standard: FOAF mySpace,  LinkedIn
Alcuni elementi caratteristici / 3 I contenuti L’unità informativa del Web  non è  più la  pagina Anche conseguenza dell’organizzazione cronologica dei blog Microcontenuti Aggregazione feed RSS  WebTop :  home page  personali  componibili Riuso Flussi di microcontenuti riutilizzabili API anche da siti commerciali In una parola:  mashup Esempi:  Amazon, Google Zontube  (Amazon + YouTube)  Fotoland  (Google Maps + Flickr) Ti lascio usare alcuni miei dati, non tutti… Una novità suggestiva Yahoo   Pipes La hit parade del web 2.0!
Le tecnologie Niente di particolarmente  nuovo Alcune tecnologie ricorrenti AJAX Javascript + XML Rich Internet Application E’ iniziato tutto con  Gmail … RSS Il filo conduttore dei flussi informativi del Web Un concetto semplicissimo: La  syndication  dei contenuti Rimanere aggiornati sulle “novità”
RSS: approfondimento RDF Site Summary  Really Simple Syndication Un formato XML per distribuire informazioni Ricevere le novità dai siti senza visitarli
Web 2.0 per apprendere La “ persona dell’anno ” è anche, implicitamente, un  learner , anzi un  lifelong learner Usa Google e Wikipedia come  strumenti per apprendere Contribuisce a costruire la conoscenza attraverso le reti a cui appartiene Blog Commenti, trackback RSS Mi tengo aggiornato su… Condivisione Documenti (wiki, web office, foto, video, …) Risorse (social bookmarking e RSS) Mi può interessare conoscere quali sono le fonti degli altri colleghi, amici, compagni di studi, … Impara da tutte queste fonti Può selezionarle, filtrarle, commentarle, riprenderle, espanderle, … Però: Ha il  problema  di selezionarle, filtrarle, … È sempre più vittima del’ Information overload I  social software  sono anche potenti filtri informativi! More signal, less noise
Formale e informale Si apprende la maggior parte di quello che serve per il lavoro in modo  informale . Tuttavia le organizzazioni (aziende, enti, …) spendono la maggior parte dei fondi per la formazione in iniziative  formali . La maggior parte dell’apprendimento è  naturale e  informale © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
Lo spettro dell’apprendimento Formal Si va dove va il bus Informal Si va dove si vuole © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
L’apprendimento formale Formal   Learning Il Formale  è ottimo se il bus va nella nostra stessa direzione  e se si ha tempo per l’intero percorso… Esempi : workshop, corsi, lezioni, seminari.  © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
Informale - rapido Rapid Informal   Learning Il Rapid Informal Learning  è come guidare un’auto. E’ costoso ma si va dove si vuole, rapidamente. Esempi : Chiedere aiuto a un collega, cercare, selezionare, osservare, conversare, trial-and-error. © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
Informale - profondo Deep Informal   Learning Il Deep Informal Learning  è come viaggiare in bicicletta. Decidi dove andare, ovunque, vai al tuo ritmo, ti fermi a osservare il paesaggio e ad aiutare gli altri. Esempi : Riflessione, mentoring, storytelling, modeling, connecting. © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
Tipico mix di formazione aziendale Mix ottimale © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
Il web 2.0 “incoraggia” il cambiamento
Due visioni a confronto Paradigma tradizionale CMS e piattaforme (VLE) Centratura sull’istituzione  Controllo accessi, ruoli asimmetrici  Comunità di studenti Separazione studio-resto della vita Strumenti selezionati Focus sugli “standard” Contenuti costruiti, chiusi Learning object Paradigma emergente Ambienti personali (PLE)   Centratura sul soggetto Autonomia, simmetria Comunità aperte (studenti, amici, ecc.) Integrazione diversi momenti della vita Strumenti illimitati Focus sui “connettori”  (servizi aggregabili) Contenuti aperti, dinamici, co-costruiti Everything is learning  Le tecnologie sono finalizzate a supportare il processo. Funzione contenitiva. Le tecnologie si ampliano con l’evoluzione del web e si rinnovano al variare delle esigenze di chi le usa
Verso l’e-learning 2.0 La tecnologia come risorsa per aggregare
Proviamo alcuni tool 2.0 (Open Source e/o servizi gratuiti) CMS/LMS (non 2.0…) Drupal, Joomla, Moodle, ecc. ecc. ecc. Versioni di prova su  OpenSourceCMS   Blog Blogger Creiamo un blog personale su Blogger Per chi vuole fare da sé:  Wordpress Wiki Pbwiki Creiamo un wiki del gruppo su PBWiki RSS Google   Reader Vediamo un esempio di aggregatore RSS Groupware  (mailing list, discussioni, condivisione file) Google   Groups Creiamo un gruppo su Google Groups Online Office  (testo, fogli elettronici, grafica) GoogleDocs ,  Zoho ,  Gliffy Scriviamo insieme un riassunto della giornata? Instant Messaging e VoIP Skype Scambiamoci i nickname Skype Calendario Google   Calendar Social Bookmarking Del.icio.us  e  Diigo Condividiamo i siti preferiti? Social Networking professionale LinkedIN Contatti professionali in rete Home page personalizzate Google,  Protopage Tutto in una pagina? Foto e immagini Flickr Le nostre foto sul web Podcast, audio-Video YouTube iTunes Non di solo testo… Tool personali Personal Wiki  (Wikipad)
Personal Learning Environment Sistemi aperti, interconnessi,  mashup  di strumenti hw/sw Controllati e gestiti dall’utente , non-istituzionali Alcune  ispirazioni: Lifelong learning E-portfolio Blog Presentation / CV tool Telling stories Conversations Tecnologie principali: RSS Web Service Non un’applicazione, piuttosto una  filosofia, un approccio Scott Wilson – CETIS – 2005  http://www.cetis.ac.uk/members/scott
Un esempio di comunità online, tra formal e informal Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione Facoltà di Scienze della Formazione, Dipartimento di Scienze dell’Educazione, dei processi culturali e Formativi www.scform.unifi.it/ lte
Perché una comunità? Il LTE  è  di fatto una comunità! Chi sono i partecipanti? Staff Collaboratori Partecipanti ai corsi  Docenti Studenti Ex-studenti ( Alumni ) Altri.. (studiosi, ospiti, dottorandi, ecc.) Esigenze: Mantenere i contatti! Il corso è finito, e ora? Mi raccomando, sentiamoci… Condividere e collaborare Avere un ambiente “personale” ma anche “sociale” Uscire dai confini della “piattaforma e-learning” Gestire il proprio apprendimento  informale,   oltre e dopo  il “corso” Un  e-portfolio  da affiancare alla piattaforma istituzionale Supporto tecnologico per una comunità di pratiche LTE Staff Collaboratori Corsisti Ex-corsisti Docenti Altri
Bridging formal and informal… Una ipotesi di lavoro: Formal Amministrazione e gestione dei  corsi Moodle Informal   Blog, e-portfolio, narrazioni, social networking Elgg
LTEver si basa su  Elgg Dave Tosh - 2005  http:// elgg.net / dtosh / weblog /398.html Open Source Tecnologie: Php/mySQL RSS FOAF OpenID Main Site:  elgg.org Esperienze simili: Athabasca   Univ . (Canada) Alpen-Adria Univ. (Austria) Univ . Of  Brighton  (GB)
LTEver www.lte-unifi.net/elgg
Le funzioni di LTEver Blog Spazio web personale utilizzabile liberamente per riflessioni e racconti Aggregatore automatico di altri blog personali Supporto per podcasting/video/foto sharing Cruscotto  (dashboard) Una “vetrina” o pagina web totalmente personalizzabile con appositi elementi ( widget ) File Un archivio personale di file liberamente condivisibili Risorse RSS Aggancio a fonti esterne via RSS Profilo Ogni parola inserita in ogni campo diventa automaticamente un  tag , utilizzabile per “collegarsi” ad altri Network La propria “rete” di  contatti Le proprie  comunità Ogni utente può creare comunità aperte e/o chiuse Ogni utente può  invitare  amici e colleghi Plugin: Elgg è estendibile!
Caratteristiche fondamentali Uno spazio personale liberamente gestibile Controllo totalmente affidato all’utente Nessun ruolo privilegiato (eccetto un admin) Privacy e sicurezza Ogni elemento (ad es. un post del blog, un file o un campo del profilo) è soggetto al: Controllo di accesso Pubblico: tutti possono vedere il dato Utenti loggati: solo gli altri utenti di LTEver Privato: solo l’utente ha accesso Comunità/gruppo di accesso: liberamente definibili… Il livello di accesso è sempre stabilito dall’utente Comunità e gruppi di utenti Ogni utente può creare nuove  comunità Accesso libero / controllato
Proviamo anche Elgg…
Il blog
Il cruscotto
I file
Le risorse RSS
Il profilo
Il network

Siel2007 Tutorial Fini

  • 1.
    Tutorial Sie-l 2007 la prospettiva del Web 2.0 Antonio Fini Università di Firenze www.fininformatica.it [email_address] Luglio 2007 Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons
  • 2.
    Sommario Il Web2.0 Formal & Informal learning Proviamo qualche tool Un esempio di comunità online
  • 3.
    Cos’è il Web2.0 Avete già sentito parlare del Web 2.0? Avete visto/sentito parlare di questa copertina di Time?
  • 4.
    Il Web 2.0Da Google Zietgeist : “define web 2.0” al 2° posto nelle ricerche nel 2006 Un termine controverso Anche Berners-Lee ne prende le distanze … Un approccio tecnico-superficiale Ajax Look “gommoso” “ ma non c’è niente di nuovo, è pur sempre HTTP+HTML!” Perché solo il Web? Skype è 2.0? I podcast, iTunes? Un altro nome? Forse sarebbe opportuno ma …ormai è tardi!!! Per tutti è Web 2.0!
  • 5.
    Utenti 2.0 Sonocambiati gli utenti!! Erano lettori … … ora sono anche autori O è solo un ritorno alle origini? Il web “originale” di Berners-Lee era read-write e collaborativo! Ma anche “prima” c’erano i siti personali! Già! Ma chi erano i proprietari? Quasi sempre tecnici… Ora l’authoring sul Web è accessibile praticamente a tutti Blogger Google Page Creator
  • 6.
    Definiamo il web2.0? Non serve una definizione! E’ una fase storica che stiamo vivendo In Internet (non solo web…) convivono servizi e applicazioni old-style e novità significative Allora perché “2.0”? Abbiamo bisogno di “classificare” È un comodo termine-ombrello Breve, sintetico Efficace nel comunicare un cambiamento Nell’ articolo originale di O’Reilly: Contrapposizione di applicazioni, siti, concetti Britannica Online vs Wikipedia Pubblicazione vs Partecipazione Siti personali vs Blog
  • 7.
  • 8.
    Alcuni elementi caratteristici/ 1 Web come piattaforma o sistema operativo Spostare le applicazioni dal desktop al Web Proseguimento della pre-esistente tendenza del Web a incorporare gli servizi Internet Webmail Newsreader Riedizione del network computing Esempi: GoogleDocs Gliffy Zoho L’utente-autore e i social software Facilità di scrittura Strumenti sociali, non individuali Blog Wiki Condivisione foto / video / slide / musica / … Obiezione: cose simili c’erano anche prima OK, però ora posso bloggare in pochi secondi anche mentre sto tenendo una lezione Ritorno al desktop!
  • 9.
    Alcuni elementi caratteristici/ 2 Folksonomy Il potere alle masse : classificare l’informazione dal basso, in modo non strutturato Opposto a tassonomie Tag , tagging , taggare , tagclouds Social bookmarking del.icio.us Non solo social bookmarking I tag sono ovunque Folksonomy o folksonomie o folksonomia o folksonomies? Ehhh…nessuno è perfetto… Social Networking Six degrees of separation … Connettersi per… molti motivi… Molti modi per connettersi Anche IM, VoIP Nuovi standard: FOAF mySpace, LinkedIn
  • 10.
    Alcuni elementi caratteristici/ 3 I contenuti L’unità informativa del Web non è più la pagina Anche conseguenza dell’organizzazione cronologica dei blog Microcontenuti Aggregazione feed RSS WebTop : home page personali componibili Riuso Flussi di microcontenuti riutilizzabili API anche da siti commerciali In una parola: mashup Esempi: Amazon, Google Zontube (Amazon + YouTube) Fotoland (Google Maps + Flickr) Ti lascio usare alcuni miei dati, non tutti… Una novità suggestiva Yahoo Pipes La hit parade del web 2.0!
  • 11.
    Le tecnologie Nientedi particolarmente nuovo Alcune tecnologie ricorrenti AJAX Javascript + XML Rich Internet Application E’ iniziato tutto con Gmail … RSS Il filo conduttore dei flussi informativi del Web Un concetto semplicissimo: La syndication dei contenuti Rimanere aggiornati sulle “novità”
  • 12.
    RSS: approfondimento RDFSite Summary Really Simple Syndication Un formato XML per distribuire informazioni Ricevere le novità dai siti senza visitarli
  • 13.
    Web 2.0 perapprendere La “ persona dell’anno ” è anche, implicitamente, un learner , anzi un lifelong learner Usa Google e Wikipedia come strumenti per apprendere Contribuisce a costruire la conoscenza attraverso le reti a cui appartiene Blog Commenti, trackback RSS Mi tengo aggiornato su… Condivisione Documenti (wiki, web office, foto, video, …) Risorse (social bookmarking e RSS) Mi può interessare conoscere quali sono le fonti degli altri colleghi, amici, compagni di studi, … Impara da tutte queste fonti Può selezionarle, filtrarle, commentarle, riprenderle, espanderle, … Però: Ha il problema di selezionarle, filtrarle, … È sempre più vittima del’ Information overload I social software sono anche potenti filtri informativi! More signal, less noise
  • 14.
    Formale e informaleSi apprende la maggior parte di quello che serve per il lavoro in modo informale . Tuttavia le organizzazioni (aziende, enti, …) spendono la maggior parte dei fondi per la formazione in iniziative formali . La maggior parte dell’apprendimento è naturale e informale © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
  • 15.
    Lo spettro dell’apprendimentoFormal Si va dove va il bus Informal Si va dove si vuole © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
  • 16.
    L’apprendimento formale Formal Learning Il Formale è ottimo se il bus va nella nostra stessa direzione e se si ha tempo per l’intero percorso… Esempi : workshop, corsi, lezioni, seminari. © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
  • 17.
    Informale - rapidoRapid Informal Learning Il Rapid Informal Learning è come guidare un’auto. E’ costoso ma si va dove si vuole, rapidamente. Esempi : Chiedere aiuto a un collega, cercare, selezionare, osservare, conversare, trial-and-error. © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
  • 18.
    Informale - profondoDeep Informal Learning Il Deep Informal Learning è come viaggiare in bicicletta. Decidi dove andare, ovunque, vai al tuo ritmo, ti fermi a osservare il paesaggio e ad aiutare gli altri. Esempi : Riflessione, mentoring, storytelling, modeling, connecting. © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
  • 19.
    Tipico mix diformazione aziendale Mix ottimale © 2006 Internet Time Group LLC, Berkeley, California
  • 20.
    Il web 2.0“incoraggia” il cambiamento
  • 21.
    Due visioni aconfronto Paradigma tradizionale CMS e piattaforme (VLE) Centratura sull’istituzione Controllo accessi, ruoli asimmetrici Comunità di studenti Separazione studio-resto della vita Strumenti selezionati Focus sugli “standard” Contenuti costruiti, chiusi Learning object Paradigma emergente Ambienti personali (PLE) Centratura sul soggetto Autonomia, simmetria Comunità aperte (studenti, amici, ecc.) Integrazione diversi momenti della vita Strumenti illimitati Focus sui “connettori” (servizi aggregabili) Contenuti aperti, dinamici, co-costruiti Everything is learning Le tecnologie sono finalizzate a supportare il processo. Funzione contenitiva. Le tecnologie si ampliano con l’evoluzione del web e si rinnovano al variare delle esigenze di chi le usa
  • 22.
    Verso l’e-learning 2.0La tecnologia come risorsa per aggregare
  • 23.
    Proviamo alcuni tool2.0 (Open Source e/o servizi gratuiti) CMS/LMS (non 2.0…) Drupal, Joomla, Moodle, ecc. ecc. ecc. Versioni di prova su OpenSourceCMS Blog Blogger Creiamo un blog personale su Blogger Per chi vuole fare da sé: Wordpress Wiki Pbwiki Creiamo un wiki del gruppo su PBWiki RSS Google Reader Vediamo un esempio di aggregatore RSS Groupware (mailing list, discussioni, condivisione file) Google Groups Creiamo un gruppo su Google Groups Online Office (testo, fogli elettronici, grafica) GoogleDocs , Zoho , Gliffy Scriviamo insieme un riassunto della giornata? Instant Messaging e VoIP Skype Scambiamoci i nickname Skype Calendario Google Calendar Social Bookmarking Del.icio.us e Diigo Condividiamo i siti preferiti? Social Networking professionale LinkedIN Contatti professionali in rete Home page personalizzate Google, Protopage Tutto in una pagina? Foto e immagini Flickr Le nostre foto sul web Podcast, audio-Video YouTube iTunes Non di solo testo… Tool personali Personal Wiki (Wikipad)
  • 24.
    Personal Learning EnvironmentSistemi aperti, interconnessi, mashup di strumenti hw/sw Controllati e gestiti dall’utente , non-istituzionali Alcune ispirazioni: Lifelong learning E-portfolio Blog Presentation / CV tool Telling stories Conversations Tecnologie principali: RSS Web Service Non un’applicazione, piuttosto una filosofia, un approccio Scott Wilson – CETIS – 2005 http://www.cetis.ac.uk/members/scott
  • 25.
    Un esempio dicomunità online, tra formal e informal Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione Facoltà di Scienze della Formazione, Dipartimento di Scienze dell’Educazione, dei processi culturali e Formativi www.scform.unifi.it/ lte
  • 26.
    Perché una comunità?Il LTE è di fatto una comunità! Chi sono i partecipanti? Staff Collaboratori Partecipanti ai corsi Docenti Studenti Ex-studenti ( Alumni ) Altri.. (studiosi, ospiti, dottorandi, ecc.) Esigenze: Mantenere i contatti! Il corso è finito, e ora? Mi raccomando, sentiamoci… Condividere e collaborare Avere un ambiente “personale” ma anche “sociale” Uscire dai confini della “piattaforma e-learning” Gestire il proprio apprendimento informale, oltre e dopo il “corso” Un e-portfolio da affiancare alla piattaforma istituzionale Supporto tecnologico per una comunità di pratiche LTE Staff Collaboratori Corsisti Ex-corsisti Docenti Altri
  • 27.
    Bridging formal andinformal… Una ipotesi di lavoro: Formal Amministrazione e gestione dei corsi Moodle Informal Blog, e-portfolio, narrazioni, social networking Elgg
  • 28.
    LTEver si basasu Elgg Dave Tosh - 2005 http:// elgg.net / dtosh / weblog /398.html Open Source Tecnologie: Php/mySQL RSS FOAF OpenID Main Site: elgg.org Esperienze simili: Athabasca Univ . (Canada) Alpen-Adria Univ. (Austria) Univ . Of Brighton (GB)
  • 29.
  • 30.
    Le funzioni diLTEver Blog Spazio web personale utilizzabile liberamente per riflessioni e racconti Aggregatore automatico di altri blog personali Supporto per podcasting/video/foto sharing Cruscotto (dashboard) Una “vetrina” o pagina web totalmente personalizzabile con appositi elementi ( widget ) File Un archivio personale di file liberamente condivisibili Risorse RSS Aggancio a fonti esterne via RSS Profilo Ogni parola inserita in ogni campo diventa automaticamente un tag , utilizzabile per “collegarsi” ad altri Network La propria “rete” di contatti Le proprie comunità Ogni utente può creare comunità aperte e/o chiuse Ogni utente può invitare amici e colleghi Plugin: Elgg è estendibile!
  • 31.
    Caratteristiche fondamentali Unospazio personale liberamente gestibile Controllo totalmente affidato all’utente Nessun ruolo privilegiato (eccetto un admin) Privacy e sicurezza Ogni elemento (ad es. un post del blog, un file o un campo del profilo) è soggetto al: Controllo di accesso Pubblico: tutti possono vedere il dato Utenti loggati: solo gli altri utenti di LTEver Privato: solo l’utente ha accesso Comunità/gruppo di accesso: liberamente definibili… Il livello di accesso è sempre stabilito dall’utente Comunità e gruppi di utenti Ogni utente può creare nuove comunità Accesso libero / controllato
  • 32.
  • 33.
  • 34.
  • 35.
  • 36.
  • 37.
  • 38.

Editor's Notes

  • #2 Le CdP sono gruppi di persone che svolgono una attività affine ed interagiscono tar loro in modo informale. Si sviluppano attraverso un processo di socializzazione finalizzato alla condivisione delle esperienze e delle pratiche lavorative. Le CdP sono una comunità di professionisti che emettono in condivisione un patrimonio di conoscenze attraverso un processo sociale di apprendimento reciproco: producono e condividono conoscenza. Le CdP si basano sull’assunto che l’apprendimento è un processo sociale e non esclusivamente individuale. Perché sono così importanti per il KM? Le CdP sono fondamentali per l’organizzazione che apprende in quanto sono in possesso di un patrimonio di conoscenza tacita di expertise che non si trova nei libri. Questa conoscenza deve diventare esplicita. Ed ecco che le tecnologie diventano importanti, entrano in gioco con la loro capacità di comunicare e condividere conoscenza, informazioni. Le tecnologie (pc,www) non sono le uniche necessarie, occorre creare modelli organizzativi che consentano la creazione di CdP e formare gli individui in modo che l’ambiente tecnologico divenga il luogo di socializzazione. Le conoscenze si esplicitano attraverso una comunicazione scritta, attraverso strumenti sincroni o asincroni