Il documento discute della riforma del teatro operata da Goldoni, evidenziando la vitalità culturale di Venezia nel Settecento, dove il teatro è sia un'arte che un'attività economica. Goldoni si distacca dalla tradizione della commedia dell'arte per creare opere scritte che riflettono la vita quotidiana e i valori del pubblico borghese, con un'attenzione al realismo e alla moralizzazione dei contenuti. Le innovazioni di Goldoni comprendono l'uso di dialoghi scritti e un passaggio dalla maschera al carattere, rappresentando la società in trasformazione e i suoi protagonisti come il mercante.