Unificazione, norma ed espansione dell’italiano letterario Italiano per la comunicazione 24/03/2011
L’Umanesimo latino e la crisi del volgare Riscoperta e ammirazione per i classici, culto della latinit à Il latino (ciceroniano e grammaticale) è l’unica lingua adatta a scopi d’arte Disprezzo nei confronti del volgare, ritenuto lingua inferiore, corrotta, da impiegarsi solo per usi pratici
L’Umanesimo latino e la crisi del volgare Di conseguenza, il volgare: acquisisce impieghi pi ù  larghi (scritti epistolari, amministrativi e burocratici, libri di famiglia, cronache) emarginato dalla letteratura e mancante di norma di riferimento, accoglie fenomeni innovativi, usi parlati popolari ed extraurbani
Tendenze innovative Tra il Tre e Quattrocento il fiorentino accoglie fenomeni innovativi.  per es. l’articolo  el, e ; condizionali  arei, aresti Queste forme sono presenti anche in scrittori cinquecenteschi aperti all’uso vivo del fiorentino contemporaneo (Benvenuto Cellini o Niccolò Machiavelli)
Commistioni con il latino Il peso culturale del latino porta ad un latineggiamento nelle scritture volgari Sic faciunt isti prophete , questi gabadei, questi hypocritoni, sangioni dal collo torto, quando  habent pleum corpus  de galini, caponi, fasani, pernise, qualie e de boni lonzi di vitello e qualche fidegeti per aguzar lo apetito (Bernardino da Feltre, Quaresimale) ‘ Cos ì fanno questi profeti, questi imbroglioni, questi grandi ipocriti, sangioni dal collo torto quando hanno il corpo pieno di galline, capponi, fagiani, pernici, quaglie e buoni pezzi di vitello, e qualche fegatino per aguzzare l’appetito’. L’ibridismo di latino e volgare fa nascere il ‘macaronico’, con fini comici e parodistici
Tendenze sovraregionali Caratteristiche delle scritture volgari fuori dalla Toscana: perdita progressiva di elementi troppo caratterizzati in senso locale veste latineggiante presenza di una patina toscaneggiante
Tendenze sovraregionali Le  scriptae  medievali tendono ad evolvere verso forme di koinè regionali o superregionali. Per es. Boiardo usa il koinè settentrionale nell’ Orlando   furioso  (1482-4)
Tendenze sovraregionali Il volgare viene usato sempre pi ù  frequentemente nelle  cancellerie delle corti  (Firenze dal 1311, Mantova dal 1401, Urbino dal 1378, Milano dal 1438, Ferrara dal 1427)  Si elaborano cos ì  delle  koin è  cancelleresche Queste koin è  diventano anche strumento di scambi epistolari tra le diverse cancellerie e tendono ad uniformarsi appoggiandosi al latino e al toscano
Tendenze sovraregionali Una lettera di raccomandazione proveniente dalla corte visconteo-sforzesca: Illustrissime et excellentissime domine, domine mi singularissime. Altre volte parlai a la Signoria Vostra copiosamente de le virt ù  de meser magistro Apolinare Palmengo laudense [‘di Lodi’], et homo, al iuditio de molti pi ù  inelligenti di me a questa et à , de innumerabili scientie habondantissimamente dotato, et s’io non temesse offendere li altri, direi unica fenice al mondo (Milano, fine XV sec.).
Alberti e l’Umanesimo volgare Con Leon Battista Alberti si avvia il processo di rivalutazione letteraria del volgare  arricchisce il volgare con le sue opere  apre la via alla considerazione del volgare come lingua che pu ò  essere regolata e nobilitata se usata da autori dotti a lui si deve una grammatica della lingua toscana (1440 ca.), la prima grammatica di una lingua moderna
L’Umanesimo volgare Con Lorenzo de’ Medici e il suo circolo letterario il riscatto del volgare diviene uno strumento della politica medicea.  Si esalta la lingua e la tradizione letteraria toscofiorentina: N é  sia per ò  nessuno che questa toscana lingua come poco ornata e copiosa disprezzi. Imperocch é  se bene e giustamente le sue ricchezze ed ornamenti saranno stimati, non povera questa lingua, non rozza, ma abundante e pulitissima sar à  reputata. ( Epistola , 1477)
Successi del toscano letterario fuori Toscana L’ammirazione per i grandi trecentisti toscani  è  testimoniata dalla loro presenza nelle biblioteche delle corti Poeti di varia provenienza aderiscono al modello petrarchesco, come Boiardo nel suo  Canzoniere  o Jacopo Sannazzaro (della corte aragonese di Napoli)
Successi del toscano letterario fuori Toscana Il successo delle ‘tre corone’  è  sancito definitivamente con la grande rivoluzione tecnologica del secolo, la  stampa A partire dal 1470 a Milano, a Mantova, a Venezia vengono stampati il  Canzoniere  di Petrarca, il  Decameron  di Boccaccio e la  Commedia  dantesca
La stampa e la standardizzazione L’influsso della stampa si  è  attuato in tre principali direzioni: uniformazione della prassi grafica diffusione della lingua letteraria e della norma grammaticale stabilizzazione di un modello fondato esclusivamente sulla scrittura
La stampa e la standardizzazione Nel Quattrocento tipografi e revisori cominciano a porsi il problema di una regolarizzazione grafica e linguistica dei testi La svolta avviene con il sodalizio tra  Aldo  Manuzio , il pi ù  importante stampatore rinascimentale, e il letterato veneziano Pietro Bembo.
La stampa e la standardizzazione Bembo applica la sua esperienza di filologo alla stampa dei classici volgari (1501  Le cose volgari  di Petrarca, 1502 la  Commedia  di Dante).  Introduce delle novit à  tipografiche, ortografiche (segni di interpunzione, apostrofo, accenti).  La veste linguistica di queste opere sar à  quella su cui Bembo fonder à  le indicazioni normative nelle  Prose della volgar lingua .
Le Prose della volgar lingua (1525) Bembo si rivolge ai letterati per definire la retorica, la stilistica e la norma letteraria del volgare.  La fissazione della grammatica del volgare si collega alle discussioni linguistiche del primo Cinquecento (la ‘questione della lingua’)
La questione della lingua
Teorie cortigiane, comuni, italiane Idea di una lingua colta ed eclettica, basata sulle esperienze delle koin è  sovraregionali delle corti quattrocentesche Vincenzo Colli Baldassar Castiglione (il  Cortegiano , 1524).
Teorie cortigiane, comuni, italiane Giangiorgio Trissino scopre il manoscritto del  De vulgari eloquentia  e ripropone la nozione dantesca del volgare illustre - fraintesa - come modello: una lingua mista e composita, ricavata dalle forme migliori di tutte le lingue d’Italia
Teorie fiorentiniste e toscaniste Idea di regolarit à  e bellezza come dato intrinseco e naturale del fiorentino e del toscano Niccol ò  Machiavelli,  Discorso intorno alla nostra lingua  (1524)  Machiavelli difende il fiorentino come lingua naturalmente bella e superiore agli altri volgari italiani
Fiorentinismo classicista e archaizzante Le  Prose della  volgar  lingua   costituiscono il manifesto del fiorentinismo classicista e arcaizzante di Bembo  Bembo difende il primato del fiorentino dei grandi scrittori trecenteschi: Petrarca per la lingua poetica e Boccaccio per la prosa La grammatica degli autori-modello diventa fondamento delle sue  indicazioni normative Per es. la 1 a   pers. plur. del pres. ind. in –iamo ( “n o n  amamo valemo leggemo , ma  amiamo valiamo leggiamo  si dee dire”)  Grazie a queste indicazioni le  Prose  diventano strumento pratico di  regolamentazione e unificazione linguistica
Diffusione e accettazione della norma letteraria Il trattato di Bembo promuove il fiorentino letterario trecentesco a unico modello di lingua letteraria e fornisce agli scriventi non toscani e all’editoria volgare un punto di riferimento sicuro Si avvia una ricca produzione a stampa di ispirazione bembiana con scopi pratici e didattici: grammatiche, prontuari, lessici Anche fuori dall’Italia:  Grammaire italienne compos ée   en fran ça i s  di Jean Pierre de Mesmes (Parigi, 1549)
Diffusione e accettazione della norma letteraria Nel giro di pochi decenni, il fiorentino letterario trecentesco diviene la lingua studiata e imitata da un numero sempre pi ù  ampio di scriventi italiani: diviene la lingua italiana letteraria. Per es. Ariosto corregge l’ Orlando Furioso  (prima ed. 1516, terza ed. 1532) l à  veggio Pietro / Bembo ch’il puro e dolce idioma nostro / levato fuor del volgar uso tetro / quale esser dee, ci ha col suo esempio mostro (versi aggiunti all’ultima edizione, XLVI, 15)
L’Accademia della Crusca Con la fondazione dell’Accademia della Crusca (1582) si ristabilisce il ruolo di  Firenze come ‘legislatrice’ di lingua.  Leonardo Salviati fu l’ispiratore della grande impresa del  Vocabolario degli Accademici della Crusca  (1612).  Salviati allarga il canone ai testi pratici e senza intenti letterari del Trecento fiorentino e a quegli autori moderni che avevano seguito l’uso trecentesco (come Bembo, Ariosto).  Il Vocabolario della Crusca  è  il primo grande dizionario delle lingue europee.
Galilei e la prosa scientifica Galileo dopo gli esordi in latino, opta per l’italiano, spinto da una forte esigenza di comprensibilit à  e di divulgazione anche presso i non specialisti
Galilei e la prosa scientifica La prosa scientifica di Galilei Usa procedimenti di riformulazione o glosse per spiegare i termini per es.  l’impeto, cio è  il grado di velocit à  che la palla si trova ad avere acquistato definisce e fissa il significato tecnico di parole gi à  in uso per es.  candore, macchie solari, momento, pendolo
Scritture regionali Al di fuori degli usi letterari il processo di adeguamento alla norma della lingua letteraria  è  complesso e irregolare L’italiano dei testi tecnici e pratici offre molti esempi di oscillazioni d’uso, di compromessi tra il sistema nuovo e i sistemi linguistici locali
Scritture semicolte La persistenza dei tratti locali e dialettali si nota soprattutto nelle scritture di scriventi con un grado molto modesto di alfabetizzazione e di competenza dell’italiano scritto.  Io aio comenzato a scioiere lu sacco, de che semo vetate dale nostre patrone, e nollo possemo dire se non a chi imparamo, pure io ve llo dirr ò  como se fa e come facemo a streare onne iente, che me  è  stato imparato e  io l’ fatto imparare ad altre femene. (confessione di una strega sabina del primo Cinquecento) ‘ Io ho cominciato a vuotare il sacco, del che siamo vietate dalle nostre padrone, e non lo possiamo dire se non a coloro a cui insegniamo l’arte, pur tuttavia io ve lo dir ò  come si fa e come facciamo a stregare tutti, il che mi  è  stato insegnato e io l’ho fatto imparare ad altre donne’
Standardizzazione e alfabetizzazione Il grado di standardizzazione nelle scritture  è  legato al problema dell’ alfabetizzazione  e ai modi di  apprendimento dell’italiano scritto   In certe zone cont ò  molto la politica religiosa ed educativa della Chiesa attraverso le  scuole parrocchiali La competenza passiva dell’italiano era potenziata dalla  predicazione in italiano , uno dei cardini della politica linguistica della Chiesa  post-tridentina
Uso letterario dei dialetti La promozione del fiorentino letterario al ruolo di lingua scritta nazionale fa scadere le varie parlate locali al rango di dialetti.  Di conseguenza si sviluppa, come scelta alternativa di carattere espressivo, il filone di letteratura dialettale. Gli scrittori di teatro sfruttano il contrasto dell’italiano coi vari dialetti in direzione comica ed espressiva (per es. il teatro veneto del Ruzante).
Uso letterario dei dialetti Il plurilinguismo si cristallizza nella Commedia dell’Arte Le varie maschere sono rigidamente legate a una caratterizzazione dialettale stilizzata e stereotipata: il servo o Zanni, come Arlecchino, si esprime in bergamasco, Pantalone in veneziano, Pulcinella in napoletano, gli innamorati parlano un toscano libresco e petrarcheggiante
Rinnovamento scientifico e culturale
Rinnovamento scientifico e culturale Tra il Sei e Settecento si avvia un processo di  trasformazione ed espansione dell’italiano . Il francese, la nuova lingua universale della cultura condiziona i mutamenti lessicali e sintattici. Grazie al grande sviluppo della scienza e della tecnica, l’italiano si allarga a nuovi usi: giuridici, economici, tecnici, scientifici.  Le strutture tradizionali della prosa si semplificano, il patrimonio dell’italiano si arricchisce notevolmente nei settori non letterari. In vari Stati si sviluppano piani di riforma scolastica che pongono l’esigenza dell’insegnamento dell’italiano nelle scuole primarie.
Giornali Le gazzette e i giornali divulgano la cultura italiana e straniera a un pubblico non specialista e pi ù  vasto contribuiscono allo svecchiamento delle strutture sintattiche e lessicali Il programma del  Caff è  (1764-66): diffondere conoscenze pratiche e scientifiche, importare le nuove idee europee in Italia
Teatro Il teatro comico si allarga a un pubblico pi ù  stratificato e si allontana dai caratteri stereotipati della Commedia dell’Arte per utilizzare uno stile naturale, verosimile e facile.  Goldoni tenta di inventare  un italiano colloquiale , soprattutto a livello sintattico e testuale, con una sintassi spezzata e ricca di fenomeni dell’oralit à .
Il teatro di Goldoni Uh, che mi hai detto! L’eccellentissimo signor marchese Arsura mi sposerebbe? E pure, se mi volesse sposare, vi sarebbe una piccola difficolt à . Io non lo vorrei. Mi piace l’arrosto, e del fumo non so che farne. Se avessi sposati tutti quelli, che hanno detto di volermi, oh, averei pure tanti mariti! ( La locandiera , I,9)
Melodramma La grande fortuna della poesia per musica e del melodramma facilit ò  la conoscenza e la diffusione, anche all’estero, della lingua poetica.  Il ritmo facile delle arie di Pietro Metastasio e la sintassi semplice agevolano l’apprendimento della lingua: Son  lungi, e non mi brami : son teco, e non sospiri: ti sento dir che m’ami n é  trovo amore in te.
Idee linguistiche I letterati del  Caff è  esaltano gli aspetti logici e comunicativi del linguaggio (scrivere per essere intesi) e ne svalutano gli aspetti retorico-letterari  Si promuove, in nome della ragione, l’assoluta libert à  grammaticale e lessicale, contro il pedantismo conservatore, cio è la  tradizione linguistica rappresentata dall’Accademia della Crusca Viene legittimato l’ingresso di stranierismi, come necessari al processo di modernizzazione culturale e linguistico dell’italiano
Diffusione e usi del francese Il fenomeno del francesismo caratterizza il rinnovamento settecentesco dell’italiano, dovuto a vari fattori storico-culturali: l’egemonia del francese come lingua di cultura universale il rinnovamento culturale dell’Illuminismo le radicali trasformazioni politiche, sociali e culturali dell’et à  rivoluzionaria e napoleonica
La gallomania Si  è  cos ì  attaccata la scabbia Francese all’Italiana semplicit à , che vogliono molti non solamente vestire, mangiare, addobbar le camere, ornar le Case, formar i giardini e le Ville alla francese, ma usar tutti i loro costumi, e con la loro lingua parlare, e scrivere, non sapendo, che balbettare, e scarabocchiar nella nostra. (Antonio Vallisnieri, 1722)
Diffusione e usi del francese Nel corso del Settecento il francese  è  frequentemente usato nella comunicazione letteraria e scientifica, negli scritti privati e nel parlato anche familiare delle classi nobili e borghesi.  Il francese riveste, a differenza dell’italiano, il ruolo di lingua viva, dell’oralit à  e della conversazione .
Diffusione e usi del francese Nel lessico entrano voci che testimoniano la storia spirituale del secolo:  sensibilit à , entusiasmo, fanatismo, analizzare, pregiudizi, progresso . In et à  rivoluzionaria  è  di stampo francese il nuovo linguaggio politico che rinnova il vocabolario:  cittadino, democrazia, uguaglianza, libert à , tirannia, massa, patriota . In et à  napoleonica si consolidano molti francesismi della vita pratica e intellettuale:  atto della nascita, stato civile, scuola secondaria, sistema decimale, sessione parlamentare, scissione, prefetto .
Diffusione e usi del francese Il contatto con il francese promuove l’avanzata di certi costrutti: la frase scissa di tipo:  è  lui che,  è  ora che l’ordine diretto SVO che viene ritenuto sinonimo di naturalezza e chiarezza una sintassi spezzata, sciolta dai connettivi un periodare meno complesso e ipotattico
Lingua comune, identità nazionale Gli illuministi continuano a pensare a un  ammodernamento della lingua della tradizione letteraria  comune alle persone colte di tutt’Italia. L’esigenza dell’unit à  della lingua, che deve coincidere con lo strumento vivo della comunit à  di parlanti di una nazione, si fa strada solo con le idee romantiche.
Lingua comune, identità nazionale Il moto di reazione all’influenza francese determina un recupero dei valori del patrimonio letterario e linguistico italiano e un culto della lingua come vincolo della  nazione  e stimolo di sentimento di  italianit à . La questione dell’unit à  della lingua sar à  affrontata da Alessandro Manzoni che proporr à  un modello di lingua viva e vera, basata sul dialetto fiorentino colto dell’epoca, come strumento di unificazione linguistica nazionale.
Bibliografia Bonomi, I. et al. (2010 2 ),  Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 210-245.

Unificazione norma espansione

  • 1.
    Unificazione, norma edespansione dell’italiano letterario Italiano per la comunicazione 24/03/2011
  • 2.
    L’Umanesimo latino ela crisi del volgare Riscoperta e ammirazione per i classici, culto della latinit à Il latino (ciceroniano e grammaticale) è l’unica lingua adatta a scopi d’arte Disprezzo nei confronti del volgare, ritenuto lingua inferiore, corrotta, da impiegarsi solo per usi pratici
  • 3.
    L’Umanesimo latino ela crisi del volgare Di conseguenza, il volgare: acquisisce impieghi pi ù larghi (scritti epistolari, amministrativi e burocratici, libri di famiglia, cronache) emarginato dalla letteratura e mancante di norma di riferimento, accoglie fenomeni innovativi, usi parlati popolari ed extraurbani
  • 4.
    Tendenze innovative Trail Tre e Quattrocento il fiorentino accoglie fenomeni innovativi. per es. l’articolo el, e ; condizionali arei, aresti Queste forme sono presenti anche in scrittori cinquecenteschi aperti all’uso vivo del fiorentino contemporaneo (Benvenuto Cellini o Niccolò Machiavelli)
  • 5.
    Commistioni con illatino Il peso culturale del latino porta ad un latineggiamento nelle scritture volgari Sic faciunt isti prophete , questi gabadei, questi hypocritoni, sangioni dal collo torto, quando habent pleum corpus de galini, caponi, fasani, pernise, qualie e de boni lonzi di vitello e qualche fidegeti per aguzar lo apetito (Bernardino da Feltre, Quaresimale) ‘ Cos ì fanno questi profeti, questi imbroglioni, questi grandi ipocriti, sangioni dal collo torto quando hanno il corpo pieno di galline, capponi, fagiani, pernici, quaglie e buoni pezzi di vitello, e qualche fegatino per aguzzare l’appetito’. L’ibridismo di latino e volgare fa nascere il ‘macaronico’, con fini comici e parodistici
  • 6.
    Tendenze sovraregionali Caratteristichedelle scritture volgari fuori dalla Toscana: perdita progressiva di elementi troppo caratterizzati in senso locale veste latineggiante presenza di una patina toscaneggiante
  • 7.
    Tendenze sovraregionali Le scriptae medievali tendono ad evolvere verso forme di koinè regionali o superregionali. Per es. Boiardo usa il koinè settentrionale nell’ Orlando furioso (1482-4)
  • 8.
    Tendenze sovraregionali Ilvolgare viene usato sempre pi ù frequentemente nelle cancellerie delle corti (Firenze dal 1311, Mantova dal 1401, Urbino dal 1378, Milano dal 1438, Ferrara dal 1427) Si elaborano cos ì delle koin è cancelleresche Queste koin è diventano anche strumento di scambi epistolari tra le diverse cancellerie e tendono ad uniformarsi appoggiandosi al latino e al toscano
  • 9.
    Tendenze sovraregionali Unalettera di raccomandazione proveniente dalla corte visconteo-sforzesca: Illustrissime et excellentissime domine, domine mi singularissime. Altre volte parlai a la Signoria Vostra copiosamente de le virt ù de meser magistro Apolinare Palmengo laudense [‘di Lodi’], et homo, al iuditio de molti pi ù inelligenti di me a questa et à , de innumerabili scientie habondantissimamente dotato, et s’io non temesse offendere li altri, direi unica fenice al mondo (Milano, fine XV sec.).
  • 10.
    Alberti e l’Umanesimovolgare Con Leon Battista Alberti si avvia il processo di rivalutazione letteraria del volgare arricchisce il volgare con le sue opere apre la via alla considerazione del volgare come lingua che pu ò essere regolata e nobilitata se usata da autori dotti a lui si deve una grammatica della lingua toscana (1440 ca.), la prima grammatica di una lingua moderna
  • 11.
    L’Umanesimo volgare ConLorenzo de’ Medici e il suo circolo letterario il riscatto del volgare diviene uno strumento della politica medicea. Si esalta la lingua e la tradizione letteraria toscofiorentina: N é sia per ò nessuno che questa toscana lingua come poco ornata e copiosa disprezzi. Imperocch é se bene e giustamente le sue ricchezze ed ornamenti saranno stimati, non povera questa lingua, non rozza, ma abundante e pulitissima sar à reputata. ( Epistola , 1477)
  • 12.
    Successi del toscanoletterario fuori Toscana L’ammirazione per i grandi trecentisti toscani è testimoniata dalla loro presenza nelle biblioteche delle corti Poeti di varia provenienza aderiscono al modello petrarchesco, come Boiardo nel suo Canzoniere o Jacopo Sannazzaro (della corte aragonese di Napoli)
  • 13.
    Successi del toscanoletterario fuori Toscana Il successo delle ‘tre corone’ è sancito definitivamente con la grande rivoluzione tecnologica del secolo, la stampa A partire dal 1470 a Milano, a Mantova, a Venezia vengono stampati il Canzoniere di Petrarca, il Decameron di Boccaccio e la Commedia dantesca
  • 14.
    La stampa ela standardizzazione L’influsso della stampa si è attuato in tre principali direzioni: uniformazione della prassi grafica diffusione della lingua letteraria e della norma grammaticale stabilizzazione di un modello fondato esclusivamente sulla scrittura
  • 15.
    La stampa ela standardizzazione Nel Quattrocento tipografi e revisori cominciano a porsi il problema di una regolarizzazione grafica e linguistica dei testi La svolta avviene con il sodalizio tra Aldo Manuzio , il pi ù importante stampatore rinascimentale, e il letterato veneziano Pietro Bembo.
  • 16.
    La stampa ela standardizzazione Bembo applica la sua esperienza di filologo alla stampa dei classici volgari (1501 Le cose volgari di Petrarca, 1502 la Commedia di Dante). Introduce delle novit à tipografiche, ortografiche (segni di interpunzione, apostrofo, accenti). La veste linguistica di queste opere sar à quella su cui Bembo fonder à le indicazioni normative nelle Prose della volgar lingua .
  • 17.
    Le Prose dellavolgar lingua (1525) Bembo si rivolge ai letterati per definire la retorica, la stilistica e la norma letteraria del volgare. La fissazione della grammatica del volgare si collega alle discussioni linguistiche del primo Cinquecento (la ‘questione della lingua’)
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  • 19.
    Teorie cortigiane, comuni,italiane Idea di una lingua colta ed eclettica, basata sulle esperienze delle koin è sovraregionali delle corti quattrocentesche Vincenzo Colli Baldassar Castiglione (il Cortegiano , 1524).
  • 20.
    Teorie cortigiane, comuni,italiane Giangiorgio Trissino scopre il manoscritto del De vulgari eloquentia e ripropone la nozione dantesca del volgare illustre - fraintesa - come modello: una lingua mista e composita, ricavata dalle forme migliori di tutte le lingue d’Italia
  • 21.
    Teorie fiorentiniste etoscaniste Idea di regolarit à e bellezza come dato intrinseco e naturale del fiorentino e del toscano Niccol ò Machiavelli, Discorso intorno alla nostra lingua (1524) Machiavelli difende il fiorentino come lingua naturalmente bella e superiore agli altri volgari italiani
  • 22.
    Fiorentinismo classicista earchaizzante Le Prose della volgar lingua costituiscono il manifesto del fiorentinismo classicista e arcaizzante di Bembo Bembo difende il primato del fiorentino dei grandi scrittori trecenteschi: Petrarca per la lingua poetica e Boccaccio per la prosa La grammatica degli autori-modello diventa fondamento delle sue indicazioni normative Per es. la 1 a pers. plur. del pres. ind. in –iamo ( “n o n amamo valemo leggemo , ma amiamo valiamo leggiamo si dee dire”) Grazie a queste indicazioni le Prose diventano strumento pratico di regolamentazione e unificazione linguistica
  • 23.
    Diffusione e accettazionedella norma letteraria Il trattato di Bembo promuove il fiorentino letterario trecentesco a unico modello di lingua letteraria e fornisce agli scriventi non toscani e all’editoria volgare un punto di riferimento sicuro Si avvia una ricca produzione a stampa di ispirazione bembiana con scopi pratici e didattici: grammatiche, prontuari, lessici Anche fuori dall’Italia: Grammaire italienne compos ée en fran ça i s di Jean Pierre de Mesmes (Parigi, 1549)
  • 24.
    Diffusione e accettazionedella norma letteraria Nel giro di pochi decenni, il fiorentino letterario trecentesco diviene la lingua studiata e imitata da un numero sempre pi ù ampio di scriventi italiani: diviene la lingua italiana letteraria. Per es. Ariosto corregge l’ Orlando Furioso (prima ed. 1516, terza ed. 1532) l à veggio Pietro / Bembo ch’il puro e dolce idioma nostro / levato fuor del volgar uso tetro / quale esser dee, ci ha col suo esempio mostro (versi aggiunti all’ultima edizione, XLVI, 15)
  • 25.
    L’Accademia della CruscaCon la fondazione dell’Accademia della Crusca (1582) si ristabilisce il ruolo di Firenze come ‘legislatrice’ di lingua. Leonardo Salviati fu l’ispiratore della grande impresa del Vocabolario degli Accademici della Crusca (1612). Salviati allarga il canone ai testi pratici e senza intenti letterari del Trecento fiorentino e a quegli autori moderni che avevano seguito l’uso trecentesco (come Bembo, Ariosto). Il Vocabolario della Crusca è il primo grande dizionario delle lingue europee.
  • 26.
    Galilei e laprosa scientifica Galileo dopo gli esordi in latino, opta per l’italiano, spinto da una forte esigenza di comprensibilit à e di divulgazione anche presso i non specialisti
  • 27.
    Galilei e laprosa scientifica La prosa scientifica di Galilei Usa procedimenti di riformulazione o glosse per spiegare i termini per es. l’impeto, cio è il grado di velocit à che la palla si trova ad avere acquistato definisce e fissa il significato tecnico di parole gi à in uso per es. candore, macchie solari, momento, pendolo
  • 28.
    Scritture regionali Aldi fuori degli usi letterari il processo di adeguamento alla norma della lingua letteraria è complesso e irregolare L’italiano dei testi tecnici e pratici offre molti esempi di oscillazioni d’uso, di compromessi tra il sistema nuovo e i sistemi linguistici locali
  • 29.
    Scritture semicolte Lapersistenza dei tratti locali e dialettali si nota soprattutto nelle scritture di scriventi con un grado molto modesto di alfabetizzazione e di competenza dell’italiano scritto. Io aio comenzato a scioiere lu sacco, de che semo vetate dale nostre patrone, e nollo possemo dire se non a chi imparamo, pure io ve llo dirr ò como se fa e come facemo a streare onne iente, che me è stato imparato e io l’ fatto imparare ad altre femene. (confessione di una strega sabina del primo Cinquecento) ‘ Io ho cominciato a vuotare il sacco, del che siamo vietate dalle nostre padrone, e non lo possiamo dire se non a coloro a cui insegniamo l’arte, pur tuttavia io ve lo dir ò come si fa e come facciamo a stregare tutti, il che mi è stato insegnato e io l’ho fatto imparare ad altre donne’
  • 30.
    Standardizzazione e alfabetizzazioneIl grado di standardizzazione nelle scritture è legato al problema dell’ alfabetizzazione e ai modi di apprendimento dell’italiano scritto In certe zone cont ò molto la politica religiosa ed educativa della Chiesa attraverso le scuole parrocchiali La competenza passiva dell’italiano era potenziata dalla predicazione in italiano , uno dei cardini della politica linguistica della Chiesa post-tridentina
  • 31.
    Uso letterario deidialetti La promozione del fiorentino letterario al ruolo di lingua scritta nazionale fa scadere le varie parlate locali al rango di dialetti. Di conseguenza si sviluppa, come scelta alternativa di carattere espressivo, il filone di letteratura dialettale. Gli scrittori di teatro sfruttano il contrasto dell’italiano coi vari dialetti in direzione comica ed espressiva (per es. il teatro veneto del Ruzante).
  • 32.
    Uso letterario deidialetti Il plurilinguismo si cristallizza nella Commedia dell’Arte Le varie maschere sono rigidamente legate a una caratterizzazione dialettale stilizzata e stereotipata: il servo o Zanni, come Arlecchino, si esprime in bergamasco, Pantalone in veneziano, Pulcinella in napoletano, gli innamorati parlano un toscano libresco e petrarcheggiante
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    Rinnovamento scientifico eculturale Tra il Sei e Settecento si avvia un processo di trasformazione ed espansione dell’italiano . Il francese, la nuova lingua universale della cultura condiziona i mutamenti lessicali e sintattici. Grazie al grande sviluppo della scienza e della tecnica, l’italiano si allarga a nuovi usi: giuridici, economici, tecnici, scientifici. Le strutture tradizionali della prosa si semplificano, il patrimonio dell’italiano si arricchisce notevolmente nei settori non letterari. In vari Stati si sviluppano piani di riforma scolastica che pongono l’esigenza dell’insegnamento dell’italiano nelle scuole primarie.
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    Giornali Le gazzettee i giornali divulgano la cultura italiana e straniera a un pubblico non specialista e pi ù vasto contribuiscono allo svecchiamento delle strutture sintattiche e lessicali Il programma del Caff è (1764-66): diffondere conoscenze pratiche e scientifiche, importare le nuove idee europee in Italia
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    Teatro Il teatrocomico si allarga a un pubblico pi ù stratificato e si allontana dai caratteri stereotipati della Commedia dell’Arte per utilizzare uno stile naturale, verosimile e facile. Goldoni tenta di inventare un italiano colloquiale , soprattutto a livello sintattico e testuale, con una sintassi spezzata e ricca di fenomeni dell’oralit à .
  • 37.
    Il teatro diGoldoni Uh, che mi hai detto! L’eccellentissimo signor marchese Arsura mi sposerebbe? E pure, se mi volesse sposare, vi sarebbe una piccola difficolt à . Io non lo vorrei. Mi piace l’arrosto, e del fumo non so che farne. Se avessi sposati tutti quelli, che hanno detto di volermi, oh, averei pure tanti mariti! ( La locandiera , I,9)
  • 38.
    Melodramma La grandefortuna della poesia per musica e del melodramma facilit ò la conoscenza e la diffusione, anche all’estero, della lingua poetica. Il ritmo facile delle arie di Pietro Metastasio e la sintassi semplice agevolano l’apprendimento della lingua: Son lungi, e non mi brami : son teco, e non sospiri: ti sento dir che m’ami n é trovo amore in te.
  • 39.
    Idee linguistiche Iletterati del Caff è esaltano gli aspetti logici e comunicativi del linguaggio (scrivere per essere intesi) e ne svalutano gli aspetti retorico-letterari Si promuove, in nome della ragione, l’assoluta libert à grammaticale e lessicale, contro il pedantismo conservatore, cio è la tradizione linguistica rappresentata dall’Accademia della Crusca Viene legittimato l’ingresso di stranierismi, come necessari al processo di modernizzazione culturale e linguistico dell’italiano
  • 40.
    Diffusione e usidel francese Il fenomeno del francesismo caratterizza il rinnovamento settecentesco dell’italiano, dovuto a vari fattori storico-culturali: l’egemonia del francese come lingua di cultura universale il rinnovamento culturale dell’Illuminismo le radicali trasformazioni politiche, sociali e culturali dell’et à rivoluzionaria e napoleonica
  • 41.
    La gallomania Si è cos ì attaccata la scabbia Francese all’Italiana semplicit à , che vogliono molti non solamente vestire, mangiare, addobbar le camere, ornar le Case, formar i giardini e le Ville alla francese, ma usar tutti i loro costumi, e con la loro lingua parlare, e scrivere, non sapendo, che balbettare, e scarabocchiar nella nostra. (Antonio Vallisnieri, 1722)
  • 42.
    Diffusione e usidel francese Nel corso del Settecento il francese è frequentemente usato nella comunicazione letteraria e scientifica, negli scritti privati e nel parlato anche familiare delle classi nobili e borghesi. Il francese riveste, a differenza dell’italiano, il ruolo di lingua viva, dell’oralit à e della conversazione .
  • 43.
    Diffusione e usidel francese Nel lessico entrano voci che testimoniano la storia spirituale del secolo: sensibilit à , entusiasmo, fanatismo, analizzare, pregiudizi, progresso . In et à rivoluzionaria è di stampo francese il nuovo linguaggio politico che rinnova il vocabolario: cittadino, democrazia, uguaglianza, libert à , tirannia, massa, patriota . In et à napoleonica si consolidano molti francesismi della vita pratica e intellettuale: atto della nascita, stato civile, scuola secondaria, sistema decimale, sessione parlamentare, scissione, prefetto .
  • 44.
    Diffusione e usidel francese Il contatto con il francese promuove l’avanzata di certi costrutti: la frase scissa di tipo: è lui che, è ora che l’ordine diretto SVO che viene ritenuto sinonimo di naturalezza e chiarezza una sintassi spezzata, sciolta dai connettivi un periodare meno complesso e ipotattico
  • 45.
    Lingua comune, identitànazionale Gli illuministi continuano a pensare a un ammodernamento della lingua della tradizione letteraria comune alle persone colte di tutt’Italia. L’esigenza dell’unit à della lingua, che deve coincidere con lo strumento vivo della comunit à di parlanti di una nazione, si fa strada solo con le idee romantiche.
  • 46.
    Lingua comune, identitànazionale Il moto di reazione all’influenza francese determina un recupero dei valori del patrimonio letterario e linguistico italiano e un culto della lingua come vincolo della nazione e stimolo di sentimento di italianit à . La questione dell’unit à della lingua sar à affrontata da Alessandro Manzoni che proporr à un modello di lingua viva e vera, basata sul dialetto fiorentino colto dell’epoca, come strumento di unificazione linguistica nazionale.
  • 47.
    Bibliografia Bonomi, I.et al. (2010 2 ), Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 210-245.