La lingua e il contesto extralinguistico Italiano per la comunicazione 14/03/2011
Testo e contesto Una semplice frase può avere diversi significati  a seconda delle circostanze  in cui è pronunciato: Qui si parla italiano Cartello esposto in un negozio all’estero: un segno di cortesia e disponibilità Frase pronunciata da un insegnante di italiano in una scuola per stranieri: una raccomandazione
Testo e contesto Non si può prescindere dal  contesto  in cui avviene la comunicazione: sono importanti il  tempo  e il  luogo , il sistema di  conoscenze  del ricevente, le  ipotesi  dell’emittente sulle conoscenze e sulle facoltà del ricevente, ecc. Dardano p. 176
La linguistica pragmatica La linguistica pragmatica studia il  parlare  come una  forma di agire  linguistico che si svolge all’interno di una determinata situazione comunicativa e sociale. Dardano p. 177
Atti linguistici La comunicazione è una forma particolare di comportamento Gli atti di parola sono un tipo di azioni umane: hanno scopi e conseguenze
Atti linguistici J.L Austin, J. Searle: teoria degli atti linguistici Per mezzo di certi enunciati non solo si dice qualcosa, ma  si compie un’azione : Prometto di esserti fedele.  Giuro di dire la verit à .  Le ordino di uscire.  Ti chiedo scusa.  Ti consiglio di ripensarci.  Vi dichiaro in arresto.  Scommetto 10 euro che vincer à  Gianni.
Verbi performativi Prometto di esserti fedele.  Giuro di dire la verit à .  Le ordino di uscire.  Ti chiedo scusa.  Ti consiglio di ripensarci.  Vi dichiaro in arresto.  Scommetto 10 euro che vincer à  Gianni . promessa giuramento ordine richiesta di scuse consiglio arresto scommessa
Componente performativa degli enunciati Il parlante realizza degli atti linguistici con  l’intento di produrre nell’ascoltatore una reazione , un cambiamento di stato mentale o un comportamento. Sta uscendo il caff è. Probabilmente non si tratta di una semplice informazione, ma il parlante cerca di indurre l’interlocutore a spegnere il gas o a tornare a tavola.
La teoria degli atti linguistici Un atto linguistico è la somma di tre atti inseparabili: Un atto locutivo Un atto illocutivo Un atto perlocutivo
La teoria degli atti linguistici Atto locutivo Il semplice atto  del  dire qualcosa. Si costruisce un enunciato rispettando la struttura del sistema linguistico, cio è  usando suoni, parole e regole di quella lingua.
La teoria degli atti linguistici Atto illocutivo L’azione compiuta  nel  dire qualcosa Consiste nell’intenzione con cui l’enunciato viene prodotto.   sollecitare qn a fare qualcosa Lucia, andiamo,  è  tardi! richiedere Mi passi il sale per favore? trasmettere un’informazione Il museo riapre alle 14:30. scopo enunciato
Intonazione e forza illocutiva In italiano l’intonazione permette di distinguere un’asserzione da una domanda: Sono arrivati in orario.  Sono arrivati in orario?   L’intonazione pu ò  essere usata per attenuare la forza illocutiva di un enunciato: Fammi un po’ di posto !  Fammi un po’ di posto ...  Mi fai un po’ di posto ?
La teoria degli atti linguistici Atto perlocutivo L’azione compiuta  col  dire qualcosa Consiste nell’effetto concreto, extralinguistico, che l’enunciato ottiene di produrre.
Effetto perlocutivo L’effetto perlocutivo dipende dal contesto e dagli interlocutori: Oggi  è una bella giornata! informare l’interlocutore indurre l’interlocutore a fare una gita / a portare fuori il cane / a lavare la macchina
Effetto perlocutivo L’effetto perlocutivo non  è sempre direttamente deducibile dalla forma locutiva e dalla forza illocutiva: il parlante vuole indurre il ricevente a condividere l’informazione di cui  è  in possesso il parlante chiede al ricevente se  è  informato sull’ora esatta Sono le tre e mezza. S ì, lo so. Scusi, sa che ore sono?
La teoria delle implicature Spesso la lettera dell’enunciato non esprime direttamente l’intenzione del parlante.   Come fa l’interlocutore ad inferire l’intenzione dell’emittente?
La teoria delle implicature (Grice) Normalmente nella comunicazione tutti ci atteniamo al  Principio di Cooperazione : Ogni interlocutore nello scambio linguistico dà un contributo adeguato al momento, allo scopo e all’orientamento del discorso.
La teoria delle implicature (Grice) Il  Principio di Cooperazione  si compone di quattro massime conversazionali: Massima di qualità: cerca di fornire un contributo vero Massima di quantità: fornisci un contributo che non sia né più informativo né meno informativo di quanto è richiesto dagli scopi dell’interazione Massima di relazione: fornisci contributi pertinenti Massima di modo: sii chiaro, breve e procedi in modo ordinato
La teoria delle implicature (Grice) Attraverso la violazione delle massime si attua un’ implicatura conversazionale , si attiva cio è  nel destinatario un processo inferenziale che lo porta a comprendere l’implicito dell’enunciato. Non trovi che Luisa sia molto simpatica? Certamente si veste molto bene .
Bindolo Rondolo non-cooperativo - Ecco una domanda per te: che et à  hai detto di avere? Alice fece un breve calcolo e disse: - Sette anni e sei mesi. - Sbagliato! – esclam ò  Bindolo Rondolo in tono trionfante. – Non hai mai detto niente di simile. - Credevo che voleste dire “q u anti anni hai”- spieg ò  Alice. - Se avessi voluto dire questo, l’avrei detto.
Atti illocutivi indiretti ordine Ma non dirmi! Ma va l à ! asserzione / essere d’accordo Certo che c’ è  un caldo tremendo... domanda Vuole sedersi pi ù  avanti? domanda Le spiace smettere di fumare? scommessa Scommetto che ti sei dimenticato! forza illocutiva reale forza illocutiva apparente esempio
Atti illocutivi indiretti esprimere disaccordo o dubbio ordine Ma non dirmi! Ma va l à ! ordine / richiesta asserzione / essere d’accordo Certo che c’ è  un caldo tremendo... richiesta gentile domanda Vuole sedersi pi ù  avanti? richiesta gentile domanda Le spiace smettere di fumare? fare un rimprovero / chiedere per sapere scommessa Scommetto che ti sei dimenticato! forza illocutiva reale forza illocutiva apparente esempio
La deissi Alcuni elementi linguistici hanno la propriet à di mettere  in relazione l’enunciato con la situazione in cui questo  è  prodotto. deissi personale pronomi personali  e possessivi di prima e di seconda persona, flessione verbale deissi spaziale  gli avverbi  qui, qua, l ì , l à , i dimostrativi deissi temporale gli avverbi  adesso, ora, allora ; espressioni temporali  quattro giorni fa, tra due ore , ecc; i morfemi verbali ( parlai, parler ò )
Usi pragmatici del verbo Alcuni tempi dell’indicativo possono assumere dei valori modali, sono cio è  usati per segnalare l’atteggiamento del parlante nei confronti della propria comunicazione.
Usi pragmatici del verbo Futuro epistemico In quanti siamo presenti? Saremo una sessantina. Le luci sono spente. Saranno andati a dormire. Deduzione soggettiva, ipotesi personale
Usi pragmatici del verbo Imperfetto epistemico Dovevo parlarti urgentemente, ora  è  troppo tardi. Supposizione, non realizzata o che non pu ò  pi ù  realizzarsi
Usi pragmatici del verbo Imperfetto fantastico Infine lo sceriffo arrivava in citt à , scendeva da cavallo ed entrava nel saloon. Narrazione di sogni, di trame di film o di opere letterarie per creare un universo immaginario
Usi pragmatici del verbo Imperfetto ludico Adesso facciamo che io ero Pinocchio e tu la fatina. Tipico del linguaggio infantile ed  è  usato nella preparazione dei giochi, nella definizione dei ruoli immaginari
Usi pragmatici del verbo Imperfetto di cortesia Cercavo un libro sulla linguistica pragmatica. Attenuare le richieste, per non rivolgersi troppo bruscamente all’interlocutore
Suffissi e intensificazione Nella conversazione faccia a faccia: Ti ha fatto un bel regalo. – Un regalone! È   stata proprio una bella festa. – Non bella, bellissima .
Suffissi e intensificazione Nel discorso brillante dei testi pubblicitari: gingerissimo; amarissimo che fa benissimo; Diorissimo Nei giornali: campionissimi, governissimi La ricerca di intensificazione  è  dovuta alla volont à  di catturare l’attenzione del pubblico e di orientarne il comportamento.
Letture Bonomi, I. et al. (2010 2 ),  Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 175-183. Dardano, M. (2005),  Nuovo manualetto di linguistica italiana , Bologna: Zanichelli, pp. 172-184.  Lombardi Vallauri, E. (2007),  La linguistica. In pratica , Bologna: il Mulino, pp. 31-38, 187-194.

La lingua e il contesto extralinguistico

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    La lingua eil contesto extralinguistico Italiano per la comunicazione 14/03/2011
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    Testo e contestoUna semplice frase può avere diversi significati a seconda delle circostanze in cui è pronunciato: Qui si parla italiano Cartello esposto in un negozio all’estero: un segno di cortesia e disponibilità Frase pronunciata da un insegnante di italiano in una scuola per stranieri: una raccomandazione
  • 3.
    Testo e contestoNon si può prescindere dal contesto in cui avviene la comunicazione: sono importanti il tempo e il luogo , il sistema di conoscenze del ricevente, le ipotesi dell’emittente sulle conoscenze e sulle facoltà del ricevente, ecc. Dardano p. 176
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    La linguistica pragmaticaLa linguistica pragmatica studia il parlare come una forma di agire linguistico che si svolge all’interno di una determinata situazione comunicativa e sociale. Dardano p. 177
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    Atti linguistici Lacomunicazione è una forma particolare di comportamento Gli atti di parola sono un tipo di azioni umane: hanno scopi e conseguenze
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    Atti linguistici J.LAustin, J. Searle: teoria degli atti linguistici Per mezzo di certi enunciati non solo si dice qualcosa, ma si compie un’azione : Prometto di esserti fedele. Giuro di dire la verit à . Le ordino di uscire. Ti chiedo scusa. Ti consiglio di ripensarci. Vi dichiaro in arresto. Scommetto 10 euro che vincer à Gianni.
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    Verbi performativi Promettodi esserti fedele. Giuro di dire la verit à . Le ordino di uscire. Ti chiedo scusa. Ti consiglio di ripensarci. Vi dichiaro in arresto. Scommetto 10 euro che vincer à Gianni . promessa giuramento ordine richiesta di scuse consiglio arresto scommessa
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    Componente performativa deglienunciati Il parlante realizza degli atti linguistici con l’intento di produrre nell’ascoltatore una reazione , un cambiamento di stato mentale o un comportamento. Sta uscendo il caff è. Probabilmente non si tratta di una semplice informazione, ma il parlante cerca di indurre l’interlocutore a spegnere il gas o a tornare a tavola.
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    La teoria degliatti linguistici Un atto linguistico è la somma di tre atti inseparabili: Un atto locutivo Un atto illocutivo Un atto perlocutivo
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    La teoria degliatti linguistici Atto locutivo Il semplice atto del dire qualcosa. Si costruisce un enunciato rispettando la struttura del sistema linguistico, cio è usando suoni, parole e regole di quella lingua.
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    La teoria degliatti linguistici Atto illocutivo L’azione compiuta nel dire qualcosa Consiste nell’intenzione con cui l’enunciato viene prodotto. sollecitare qn a fare qualcosa Lucia, andiamo, è tardi! richiedere Mi passi il sale per favore? trasmettere un’informazione Il museo riapre alle 14:30. scopo enunciato
  • 12.
    Intonazione e forzaillocutiva In italiano l’intonazione permette di distinguere un’asserzione da una domanda: Sono arrivati in orario. Sono arrivati in orario? L’intonazione pu ò essere usata per attenuare la forza illocutiva di un enunciato: Fammi un po’ di posto ! Fammi un po’ di posto ... Mi fai un po’ di posto ?
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    La teoria degliatti linguistici Atto perlocutivo L’azione compiuta col dire qualcosa Consiste nell’effetto concreto, extralinguistico, che l’enunciato ottiene di produrre.
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    Effetto perlocutivo L’effettoperlocutivo dipende dal contesto e dagli interlocutori: Oggi è una bella giornata! informare l’interlocutore indurre l’interlocutore a fare una gita / a portare fuori il cane / a lavare la macchina
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    Effetto perlocutivo L’effettoperlocutivo non è sempre direttamente deducibile dalla forma locutiva e dalla forza illocutiva: il parlante vuole indurre il ricevente a condividere l’informazione di cui è in possesso il parlante chiede al ricevente se è informato sull’ora esatta Sono le tre e mezza. S ì, lo so. Scusi, sa che ore sono?
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    La teoria delleimplicature Spesso la lettera dell’enunciato non esprime direttamente l’intenzione del parlante. Come fa l’interlocutore ad inferire l’intenzione dell’emittente?
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    La teoria delleimplicature (Grice) Normalmente nella comunicazione tutti ci atteniamo al Principio di Cooperazione : Ogni interlocutore nello scambio linguistico dà un contributo adeguato al momento, allo scopo e all’orientamento del discorso.
  • 18.
    La teoria delleimplicature (Grice) Il Principio di Cooperazione si compone di quattro massime conversazionali: Massima di qualità: cerca di fornire un contributo vero Massima di quantità: fornisci un contributo che non sia né più informativo né meno informativo di quanto è richiesto dagli scopi dell’interazione Massima di relazione: fornisci contributi pertinenti Massima di modo: sii chiaro, breve e procedi in modo ordinato
  • 19.
    La teoria delleimplicature (Grice) Attraverso la violazione delle massime si attua un’ implicatura conversazionale , si attiva cio è nel destinatario un processo inferenziale che lo porta a comprendere l’implicito dell’enunciato. Non trovi che Luisa sia molto simpatica? Certamente si veste molto bene .
  • 20.
    Bindolo Rondolo non-cooperativo- Ecco una domanda per te: che et à hai detto di avere? Alice fece un breve calcolo e disse: - Sette anni e sei mesi. - Sbagliato! – esclam ò Bindolo Rondolo in tono trionfante. – Non hai mai detto niente di simile. - Credevo che voleste dire “q u anti anni hai”- spieg ò Alice. - Se avessi voluto dire questo, l’avrei detto.
  • 21.
    Atti illocutivi indirettiordine Ma non dirmi! Ma va l à ! asserzione / essere d’accordo Certo che c’ è un caldo tremendo... domanda Vuole sedersi pi ù avanti? domanda Le spiace smettere di fumare? scommessa Scommetto che ti sei dimenticato! forza illocutiva reale forza illocutiva apparente esempio
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    Atti illocutivi indirettiesprimere disaccordo o dubbio ordine Ma non dirmi! Ma va l à ! ordine / richiesta asserzione / essere d’accordo Certo che c’ è un caldo tremendo... richiesta gentile domanda Vuole sedersi pi ù avanti? richiesta gentile domanda Le spiace smettere di fumare? fare un rimprovero / chiedere per sapere scommessa Scommetto che ti sei dimenticato! forza illocutiva reale forza illocutiva apparente esempio
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    La deissi Alcunielementi linguistici hanno la propriet à di mettere in relazione l’enunciato con la situazione in cui questo è prodotto. deissi personale pronomi personali e possessivi di prima e di seconda persona, flessione verbale deissi spaziale gli avverbi qui, qua, l ì , l à , i dimostrativi deissi temporale gli avverbi adesso, ora, allora ; espressioni temporali quattro giorni fa, tra due ore , ecc; i morfemi verbali ( parlai, parler ò )
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    Usi pragmatici delverbo Alcuni tempi dell’indicativo possono assumere dei valori modali, sono cio è usati per segnalare l’atteggiamento del parlante nei confronti della propria comunicazione.
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    Usi pragmatici delverbo Futuro epistemico In quanti siamo presenti? Saremo una sessantina. Le luci sono spente. Saranno andati a dormire. Deduzione soggettiva, ipotesi personale
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    Usi pragmatici delverbo Imperfetto epistemico Dovevo parlarti urgentemente, ora è troppo tardi. Supposizione, non realizzata o che non pu ò pi ù realizzarsi
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    Usi pragmatici delverbo Imperfetto fantastico Infine lo sceriffo arrivava in citt à , scendeva da cavallo ed entrava nel saloon. Narrazione di sogni, di trame di film o di opere letterarie per creare un universo immaginario
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    Usi pragmatici delverbo Imperfetto ludico Adesso facciamo che io ero Pinocchio e tu la fatina. Tipico del linguaggio infantile ed è usato nella preparazione dei giochi, nella definizione dei ruoli immaginari
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    Usi pragmatici delverbo Imperfetto di cortesia Cercavo un libro sulla linguistica pragmatica. Attenuare le richieste, per non rivolgersi troppo bruscamente all’interlocutore
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    Suffissi e intensificazioneNella conversazione faccia a faccia: Ti ha fatto un bel regalo. – Un regalone! È stata proprio una bella festa. – Non bella, bellissima .
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    Suffissi e intensificazioneNel discorso brillante dei testi pubblicitari: gingerissimo; amarissimo che fa benissimo; Diorissimo Nei giornali: campionissimi, governissimi La ricerca di intensificazione è dovuta alla volont à di catturare l’attenzione del pubblico e di orientarne il comportamento.
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    Letture Bonomi, I.et al. (2010 2 ), Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 175-183. Dardano, M. (2005), Nuovo manualetto di linguistica italiana , Bologna: Zanichelli, pp. 172-184. Lombardi Vallauri, E. (2007), La linguistica. In pratica , Bologna: il Mulino, pp. 31-38, 187-194.

Editor's Notes