Lingua, dialetti, italiani regionali Italiano per la comunicazione 06/04/2011
Lingua e dialetto a confronto <ul><li>Da un punto di vista scientifico fra lingua e dialetti non esiste alcuna differenza....
Lingua e dialetto a confronto <ul><li>È  la situazione storico-sociale che crea la differenza tra lingua e dialetto a post...
Qualche definizione <ul><li>Lingua standard: </li></ul><ul><li>Dialetto che “ha fatto carriera”, sistema linguistico sovra...
Diatopia e altri parametri di variazione <ul><li>La diatopia riveste un’importanza primaria negli assetti dell’italiano co...
Continuum geografico e confini linguistici <ul><li>Partendo dalla distribuzione areale di alcuni importanti fenomeni lingu...
Le varietà dialettali <ul><li>Confine linguistico: un fascio di isoglosse  </li></ul><ul><li>Isoglossa: linea immaginaria ...
Le varietà dialettali <ul><li>La linea La Spezia-Rimini </li></ul><ul><ul><li>1, 3. lenizione :  fradel  ‘fratello’,  fadi...
Le varietà dialettali <ul><li>Dialetti centrali  </li></ul><ul><ul><li>pi ù  conservativi rispetto alle basi latine  </li>...
Le varietà dialettali <ul><li>La linea Roma-Ancona </li></ul><ul><ul><li>vocale indistinta in posizione atona:  Napulə  ‘N...
Fenomeni sintattici  (‘mio  figlio’-  ‘il mio  figlio’  - ‘figlio  mio’ )
Carta linguistica d’Italia (Dardano&Trifone 1985: 34-36)
Carta linguistica d’Italia (Dardano&Trifone 1985: 34-36) <ul><li>Al Nord distinguiamo i dialetti  gallo-italici  da quelli...
Carta linguistica d’Italia (Dardano&Trifone 1985: 34-36) <ul><li>Fra le parlate del Sud si separano le aree continentali d...
Carta linguistica d’Italia (Dardano&Trifone 1985: 34-36) <ul><li>In posizione particolare si collocano le parlare della  S...
Koinè dialettali <ul><li>La varietà dialettale di un centro urbano importante economicamente e culturalmente influenza le ...
Morte dei dialetti? <ul><li>In base ai dati Doxa e Istat si tent ò una  proiezione sui tempi di una possibile scomparsa de...
Recupero del dialetto <ul><li>Pare  che negli anni Novanta la tendenza all’abbandono della dialettofonia da parte della po...
Recupero del dialetto <ul><li>I dialetti hanno guadagnato un nuovo spazio e una diversa funzione nel repertorio linguistic...
Il Salento  (Sobrero&Miglietta 2006:158) <ul><li>Dall’opuscolo  “Sa lento in tasca”:  Cumar Redbulli, al posto cu mangi se...
Il dialetto nella pubblicità
I dialetti italianizzati <ul><li>Dall’incontro delle parlate locali con la lingua standard nascono due variet à  principal...
I dialetti italianizzati <ul><li>Nascita di nuove parole, dialettali per i tratti fonetici ma introdotte a partire dalla l...
Le variet à regionali di italiano <ul><li>Italiano regionale: variet à  di italiano, soprattutto parlato ma anche scritto,...
Tratti tipicamente settentrionali <ul><li>Piemonte, Lombardia, Alto Adige: si tende a realizzare [e] tonica in sillaba lib...
Tratti tipicamente settentrionali <ul><li>L’uso del passato prossimo per indicare eventi che non hanno pi ù  riflessi al m...
Un esempio:  tema scolastico <ul><li>Domenica siamo ndati a lamadona demonteberico a chiedere la grassia par mia sorela ch...
Tratti tipicamente centrali <ul><li>Variet à  romana </li></ul><ul><ul><li>affricazione della -s- preceduta a  r, n, l : [...
Tratti tipicamente centrali <ul><li>Variet à  toscana  </li></ul><ul><ul><li>gorgia, cio è  dalla spirantizzazione delle o...
Tratti tipicamente meridionali <ul><li>i timbri delle vocali  e  e  o  in molti casi sono difformi rispetto alla pronuncia...
Tratti tipicamente meridionali <ul><li>popolarit à  del passato remoto in riferimento ad eventi che si riflettono ancora n...
Geosinomini <ul><li>Nelle varie regioni esistono parole diverse per indicare la stessa cosa  </li></ul><ul><ul><li>cocomer...
Geomonimi <ul><li>Parole simili dal punto di vista della forma che posseggono significati diversi in diverse aree geografi...
Dialettismi <ul><li>Termini di origine dialettale entrati in italiano, diventati patrimonio dell’italiano comune </li></ul...
Italiano e dialetto: uso misto <ul><li>L’uso alternato di italiano e dialetto nel corso dello stesso evento comunicativo d...
Code switching
Code mixing
Varietà alloglotte <ul><li>Le minoranze linguistiche </li></ul><ul><li>Entro i confini politici della Repubblica italiana ...
Varietà alloglotte <ul><li>Provenzale (occitano):  si parla in molte valli alpine del Piemonte occidentale e nell’alta Val...
Varietà alloglotte <ul><li>Minoranze e isole tedesche </li></ul><ul><li>Nell’Italia del Nord ci sono propaggini tedesche c...
Varietà alloglotte <ul><li>La minoranza slovena </li></ul><ul><li>Nelle province di Udine, Gorizia e Trieste.  </li></ul><...
Varietà alloglotte <ul><li>Le variet à  d ell’albanese: </li></ul><ul><li>Colonie albanesi storiche, originate da immigrat...
Varietà alloglotte <ul><li>I  “g r ichi’ in Calabria e Puglia </li></ul><ul><li>nel Salento in provincia di Lecce  e in Ca...
Varietà alloglotte <ul><li>La variet à  algherese </li></ul><ul><li>Ad Alghero, in Sardegna, un numero abbastanza rilevant...
Varietà alloglotte <ul><li>Queste lingue alloglotte hanno radici secolari nella nostra Penisola. </li></ul><ul><li>Con la ...
La nostra terra italica varia… <ul><li>http://www.youtube.com/watch?v=rDaa_gR3PN4 </li></ul>
Letture <ul><li>Bonomi, I. et al. (2010 2 ),  Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 22-35. </li></ul><ul><...
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Lingua, dialetti, italiani regionali

  1. 1. Lingua, dialetti, italiani regionali Italiano per la comunicazione 06/04/2011
  2. 2. Lingua e dialetto a confronto <ul><li>Da un punto di vista scientifico fra lingua e dialetti non esiste alcuna differenza. </li></ul><ul><li>I dialetti, al pari della lingua, possiedono un lessico e una grammatica codificabili in vocabolari e trattazioni scientifiche, si prestano a essere usati con alte finalit à letterarie. </li></ul><ul><li>Tra lingua e dialetto non c’è una differenza di tipo linguistico, ma di status. </li></ul>
  3. 3. Lingua e dialetto a confronto <ul><li>È la situazione storico-sociale che crea la differenza tra lingua e dialetto a posteriori, nessun idioma nasce come lingua o dialetto </li></ul><ul><li>I dialetti sono di solito usati in un’area pi ù circoscritta e godono presso la comunit à di parlanti di un prestigio inferiore </li></ul><ul><li>Le lingue ufficiali , grazie al loro status , assumono una ricchezza lessicale e una formalizzazione grammaticale che i dialetti gradualmente perdono </li></ul>
  4. 4. Qualche definizione <ul><li>Lingua standard: </li></ul><ul><li>Dialetto che “ha fatto carriera”, sistema linguistico sovraordinato </li></ul><ul><li>Dialetto: </li></ul><ul><li>Un sistema linguistico autonomo rispetto alla lingua nazionale, è un sistema subordinato è che si parla in un’area geografica limitata, utilizzato in ambiti d’uso socialmente e culturalmente ristretti </li></ul>
  5. 5. Diatopia e altri parametri di variazione <ul><li>La diatopia riveste un’importanza primaria negli assetti dell’italiano contemporaneo. </li></ul><ul><li>I tratti diatopici </li></ul><ul><ul><li>emergono soprattutto nel parlato , ma possono affiorare anche nella scrittura </li></ul></ul><ul><ul><li>sono percepibili in tutti i registri della diafasia , ma occorrono pi ù spesso in situazioni comunicative meno formali </li></ul></ul><ul><ul><li>sono riconoscibili in forma trasparente ai livelli inferiori della scala diastratica , ma si manifestano anche presso gli strati pi ù alti </li></ul></ul>
  6. 6. Continuum geografico e confini linguistici <ul><li>Partendo dalla distribuzione areale di alcuni importanti fenomeni linguistici, è possibile fare una suddivisione dell’Italia in tre aree: Nord, Centro, Sud </li></ul><ul><li>Confini linguistici: la linea La Spezia-Rimini e la linea Roma-Ancona </li></ul>
  7. 7. Le varietà dialettali <ul><li>Confine linguistico: un fascio di isoglosse </li></ul><ul><li>Isoglossa: linea immaginaria che delimita l’aria in cui si estende un fenomeno linguistico </li></ul>
  8. 8. Le varietà dialettali <ul><li>La linea La Spezia-Rimini </li></ul><ul><ul><li>1, 3. lenizione : fradel ‘fratello’, fadiga ‘fatica’, kavei ‘capelli’ o caduta delle occlusive intervocaliche: formia/ furmia ‘formica’ </li></ul></ul><ul><ul><li>2. caduta delle vocali finali diverse da –a: gat ‘gatto’, sal ‘sale’ </li></ul></ul><ul><ul><li>4. scempiamento delle consonanti doppie: spala ‘spalla’, mama ‘mamma’ </li></ul></ul><ul><ul><li>7. il tipo lessicale inco, incy ‘oggi’ </li></ul></ul>
  9. 9. Le varietà dialettali <ul><li>Dialetti centrali </li></ul><ul><ul><li>pi ù conservativi rispetto alle basi latine </li></ul></ul><ul><ul><li>esposte agli influssi delle parlate settentrionali, per es. nei dialetti toscani si trovano le forme ago (<ACUM) e luogo (<LOCUM) con esito consonantico settentrionale </li></ul></ul>
  10. 10. Le varietà dialettali <ul><li>La linea Roma-Ancona </li></ul><ul><ul><li>vocale indistinta in posizione atona: Napulə ‘Napoli’ </li></ul></ul><ul><ul><li>assimilazioni –nd- > -nn-, -mb- > mm: kwannə ‘quando’, sammukə ‘sambuco’ </li></ul></ul><ul><ul><li>sonorizzazione delle consonanti sorde dopo nasale: bjangə ‘bianco’, kambə ‘campo’ </li></ul></ul><ul><ul><li>11. posposizione del possessivo: m àt r əmə ‘mia madre’, fi ʎ omo ‘mio figlio’ </li></ul></ul><ul><ul><li>12. uso di tenere per ‘avere’ </li></ul></ul>
  11. 11. Fenomeni sintattici (‘mio figlio’- ‘il mio figlio’ - ‘figlio mio’ )
  12. 12. Carta linguistica d’Italia (Dardano&Trifone 1985: 34-36)
  13. 13. Carta linguistica d’Italia (Dardano&Trifone 1985: 34-36) <ul><li>Al Nord distinguiamo i dialetti gallo-italici da quelli veneti </li></ul><ul><li>Dialetti gallo-italici: </li></ul><ul><ul><li>caduta delle vocali atone ( dn è ‘denaro’, stmana ‘settimana’) </li></ul></ul><ul><ul><li>presenza delle vocali turbate [ø] e [y] ( røda ‘ruota’, lyna ‘luna’) </li></ul></ul>
  14. 14. Carta linguistica d’Italia (Dardano&Trifone 1985: 34-36) <ul><li>Fra le parlate del Sud si separano le aree continentali dalla Puglia salentina e la Calabria peninsulare e la Sicilia </li></ul><ul><li>Dialetti meridionali estremi: </li></ul><ul><ul><li>sistema a cinque vocali toniche (realizzazione sempre aperta di [ ɛ ] e [ ɔ ]) </li></ul></ul><ul><ul><li>assenza delle assimilazioni –nd- > -nn-, -mb- > -mm- </li></ul></ul><ul><ul><li>assenza della vocale indistinta [ə] </li></ul></ul>
  15. 15. Carta linguistica d’Italia (Dardano&Trifone 1985: 34-36) <ul><li>In posizione particolare si collocano le parlare della Sardegna e del Friuli . </li></ul><ul><li>Sono due veri e propri codici autonomi nell’ambito delle lingue neolatine. </li></ul><ul><ul><li>Per es. nel sardo l’articolo è formato a partire dal latino IPSUM/IPSAM ( sa femina ‘la donna’). </li></ul></ul><ul><ul><li>Sia nel sardo che nel friulano si conserva la –s finale (sardo feminas , friulano murs ‘muri’) </li></ul></ul>
  16. 16. Koinè dialettali <ul><li>La varietà dialettale di un centro urbano importante economicamente e culturalmente influenza le parlate delle aree circostanti </li></ul><ul><li>Il risultato di questo processo è una koinè dialettale , una varietà dialettale condivisa da un territorio relativamente ampio, come può essere quello di una provincia o di una regione </li></ul>
  17. 17. Morte dei dialetti? <ul><li>In base ai dati Doxa e Istat si tent ò una proiezione sui tempi di una possibile scomparsa dei dialetti: intorno al 2030 (ipotesi pessimistica) o verso il 2350 (Berruto 1994:20) </li></ul><ul><li>L’uso dei dialetti oggi è in declino, contrastato dall’espansione della lingua comune </li></ul><ul><li>Ma il diffondersi dell’italofonia ha provocato nei parlanti il bisogno di registri affettivi e familiari, recuperando le variet à locali </li></ul>
  18. 18. Recupero del dialetto <ul><li>Pare che negli anni Novanta la tendenza all’abbandono della dialettofonia da parte della popolazione italiana si sia arrestata e che la collocazione sociolinguistica del dialetto abbia conosciuto una rivalutazione </li></ul>
  19. 19. Recupero del dialetto <ul><li>I dialetti hanno guadagnato un nuovo spazio e una diversa funzione nel repertorio linguistico degli italiani: </li></ul><ul><ul><li>Da marca di inferiorit à socioculturale, segnale di confidenza, emotivit à , ironia nell’uso di persone che conoscono bene l’italiano. </li></ul></ul><ul><ul><li>“ O r a che sappiamo parlare italiano, possiamo anche (ri)parlare dialetto” (Berruto) </li></ul></ul><ul><ul><li>Nuovi spazi: trasmesso-scritto (sms, web, e-mail, chat), pubblicit à , lingue esposte (insegne di attivit à commerciali, graffiti), musica giovanile, letteratura (per es. Andrea Camilleri) </li></ul></ul>
  20. 20. Il Salento (Sobrero&Miglietta 2006:158) <ul><li>Dall’opuscolo “Sa lento in tasca”: Cumar Redbulli, al posto cu mangi sempre...pensa cu fatii nnu picca ! (...invece di mangiare sempre...cerca di lavorare un poco) </li></ul><ul><li>Presentatori radio-TV locali: Cosiminu sciamu a ! (Cosimino, andiamo!), allora la fascimu st’intervista o no la fascimu ? (allora la facciamo o non la facciamo quest’intervista?) </li></ul><ul><li>http : //www . youtube . com/watch ? v=LsTQM4t76r8 </li></ul>
  21. 21. Il dialetto nella pubblicità
  22. 22. I dialetti italianizzati <ul><li>Dall’incontro delle parlate locali con la lingua standard nascono due variet à principali: i dialetti italianizzati e gli italiani regionali </li></ul><ul><li>I dialetti italianizzati sono il risultato dell’influsso dell’italiano sulle parlate locali, in una reazione di superstrato </li></ul><ul><li>Superstrato: è una lingua che si impone su un’altra e la influenza lo sviluppo e ci ò si manifesta in uno o pi ù tratti linguistici peculiari </li></ul>
  23. 23. I dialetti italianizzati <ul><li>Nascita di nuove parole, dialettali per i tratti fonetici ma introdotte a partire dalla lingua, per designare nuovi referenti </li></ul><ul><ul><li>Per es. il lombardo aceleradur , il siciliano televisiuni , il toscano e centrale autobusse </li></ul></ul><ul><li>Diffusione di parole locali per tratti fonetici e morfologici, ma pi ù vicine ai modelli offerti della lingua comune, a scapito di voci di pi ù antica tradizione dialettale </li></ul><ul><ul><li>Per es. il lombardo fragula / magiustra , il siciliano fallignami / mastru d’ascia , il piemontese negossi / buteja , il veneto forcheta / piron , il friulano sgabel / scagn , il bolognese salumir / lardarol , il romanesco arbicocca / bricoccola , il napoletano addormentasse / addormisse , il pugliese merlu / merula </li></ul></ul>
  24. 24. Le variet à regionali di italiano <ul><li>Italiano regionale: variet à di italiano, soprattutto parlato ma anche scritto, che mostra a tutti i livelli del codice caratteristiche peculiari di un’area geografica </li></ul><ul><li>L’italiano regionale consiste in una relazione di sostrato tra dialetto e lingua. </li></ul><ul><ul><li>Lingua di sostrato: una lingua che, diffusa in un’area geografica prima che ad essa se ne sovrapponesse un’atra, abbia in seguito influenzato in vario modo lo sviluppo di quest’ultima </li></ul></ul><ul><li>L’aggettivo regionale non deve far pensare ai confini delle regioni amministrative (cfr. Lombardia, Puglia) </li></ul>
  25. 25. Tratti tipicamente settentrionali <ul><li>Piemonte, Lombardia, Alto Adige: si tende a realizzare [e] tonica in sillaba libera e in sillaba chiusa terminante in nasale ([bene], [telefono], [regola], [vento]) e ad aprire la vocale negli altri tipi di sillaba chiusa ([t ɛ tto], [f ɛ lpa]) e nelle parole tronche ([perk ɛ ], [m ɛ ], [t ɛ ], [s ɛ ]) </li></ul><ul><li>Sonorizzazione della -s- intervocalica: [kaza] </li></ul><ul><li>Sonorizzazione dell’affricata dentale in posizione iniziale: [dzio], [dzukkero] </li></ul><ul><li>Scempiamento delle consonanti doppie: [na ʃ e], [a ʎ o], [ba ɲ o] </li></ul><ul><li>Assenza del raddoppiamento fonosintattico: [ ɛ vero], [a torino] </li></ul>
  26. 26. Tratti tipicamente settentrionali <ul><li>L’uso del passato prossimo per indicare eventi che non hanno pi ù riflessi al momento dell’enunciato: per es. Nel 1980 siamo andati in vacanza in Grecia . </li></ul><ul><li>Lombardia, Trentino: presenza dell’articolo determinativo con i nomi di persona: la Giovanna, il Carlo </li></ul><ul><li>Nel lessico: anguria ‘cocomero’, vera ‘fede nuziale’, ometto ‘appendiabiti’, ciucca ‘ubriacatura’, palta ‘fango’ </li></ul>
  27. 27. Un esempio: tema scolastico <ul><li>Domenica siamo ndati a lamadona demonteberico a chiedere la grassia par mia sorela che è maridata da cinque ani e no a gnanca tosatei. Siamo ndati, poi siamo pregati, poi siamo mangiati, poi siamo vegnuti casa. O che siamo pregati male o che no si siamo capiti co la Madonna, fatost à che è rimasta insinta l'altra sorela che no è gnanca maridata. </li></ul>
  28. 28. Tratti tipicamente centrali <ul><li>Variet à romana </li></ul><ul><ul><li>affricazione della -s- preceduta a r, n, l : [bortsa], [pentsare], [poltzo] </li></ul></ul><ul><ul><li>rafforzamento di [b] e [ ʤ ] in posizione intervocalica: [abbile] [parid ʤ i] </li></ul></ul><ul><ul><li>nel lessico: caciara ‘chiasso, gazzarra’, pupo ‘bambino’, zompare ‘saltare’ </li></ul></ul>
  29. 29. Tratti tipicamente centrali <ul><li>Variet à toscana </li></ul><ul><ul><li>gorgia, cio è dalla spirantizzazione delle occlusive sorde intervocaliche -p-, -t-, -k-: saphone, phephe, pratho, andatho, foho, ostaholo </li></ul></ul><ul><ul><li>monottongazione di uo: le ova , omo, novo, bono </li></ul></ul><ul><ul><li>esito spegnere > spengere </li></ul></ul><ul><ul><li>conservazione del sistema tripartito dei dimostrativi: questo, codesto, quello </li></ul></ul><ul><ul><li>formula impersonale della prima persona plurale: Noi si usava andare in Versilia. Noi si parte . </li></ul></ul><ul><ul><li>nel lessico: cencio ‘straccio, panno’ , mota ‘fango’ , rena ‘sabbia’ , sciocco ‘insipido’ </li></ul></ul>
  30. 30. Tratti tipicamente meridionali <ul><li>i timbri delle vocali e e o in molti casi sono difformi rispetto alla pronuncia fiorentina </li></ul><ul><ul><li>nell’italiano di Napoli la realizzazione aperta nei suffissi in –etto e –mente: [kasson ɛ tto], [utilm ɛ nte] </li></ul></ul><ul><ul><li>Sicilia, Calabria peninsulare e Puglia salentina: le vocali e e o sono sempre aperte: [profess ɔ re], [kol ɔ re], [kat ɛ na], [p ɛ ra] </li></ul></ul><ul><ul><li>Sardegna: ci sono solo le e e o chiuse </li></ul></ul><ul><li>tendenza alla sonorizzazione delle occlusive sorde in posizione postnasale: biango, condendo, con de </li></ul><ul><li>realizzazione della –s- intervocalica sorda: [r ɔ sa] </li></ul>
  31. 31. Tratti tipicamente meridionali <ul><li>popolarit à del passato remoto in riferimento ad eventi che si riflettono ancora nel presente: Mi scusi il ritardo, persi il treno . </li></ul><ul><li>tendenza alla posposizione del possessivo: il libro mio </li></ul><ul><li>tendenza alla costruzione del complemento oggetto preceduto da a , per lo pi ù con referenti animati. Per es. Chiama a Giovanni. Aiuta a mamma . </li></ul><ul><li>Sicilia: collocazione del verbo coniugato in fondo alla frase. Per es. A Roma vado. Vincenzo molto seccato è . </li></ul><ul><li>nel lessico: faticare ‘lavorare’, tenere ‘avere’, ciuccio ‘asino’, imparare ‘insegnare’, stare ‘essere’ </li></ul>
  32. 32. Geosinomini <ul><li>Nelle varie regioni esistono parole diverse per indicare la stessa cosa </li></ul><ul><ul><li>cocomero , anguria, mellone </li></ul></ul><ul><ul><li>‘ marinare la scuola’: bigiare in Lombardia, salare in Emilia, bucare in Piemonte, far forca in Toscana, far sega a Roma, far filone in quasi tutte le regioni meridionali, far vela in Sardegna </li></ul></ul>
  33. 33. Geomonimi <ul><li>Parole simili dal punto di vista della forma che posseggono significati diversi in diverse aree geografiche </li></ul><ul><ul><li>tovaglia: al Nord ‘drappo di tessuto che si stende sulla tavola’, al Sud è ‘asciugamano’ </li></ul></ul><ul><ul><li>quartino: indica un ‘bicchiere di vino’ al Nord, un ‘appartamento’ al Mezzogiorno </li></ul></ul><ul><ul><li>cacciare , cio è ‘inseguire un animale per catturarlo’ in lingua, ha il valore di ‘tirar fuori’ al Sud e di ‘vomitare’ nell’italiano di Sardegna </li></ul></ul>
  34. 34. Dialettismi <ul><li>Termini di origine dialettale entrati in italiano, diventati patrimonio dell’italiano comune </li></ul><ul><ul><li>dal Piemonte: bocciare </li></ul></ul><ul><ul><li>da Genova: mugugno, mugugnare </li></ul></ul><ul><ul><li>da Milano: balera, barbone </li></ul></ul><ul><ul><li>dal Veneto: giocattolo (contro il toscano balocco ), imbranato, ciao </li></ul></ul><ul><ul><li>dall’Emilia Romagna: birichino, mezzadro </li></ul></ul><ul><ul><li>dalla Toscana: giornalaio, sbarazzino, pattumiera </li></ul></ul><ul><ul><li>da Roma: fregarsene, fasullo, burino </li></ul></ul><ul><ul><li>da Napoli: malocchio, vongola, scantinato </li></ul></ul><ul><ul><li>dalla Puglia: cozza </li></ul></ul><ul><ul><li>dalla Sicilia: abbuffarsi, netturbino, rimpatriata </li></ul></ul>
  35. 35. Italiano e dialetto: uso misto <ul><li>L’uso alternato di italiano e dialetto nel corso dello stesso evento comunicativo da parte dello stesso parlante è un fenomeno frequente e ben attestato in molte regioni </li></ul><ul><li>Il dialetto rappresenta una risorsa intercambiabile con l’italiano: </li></ul><ul><ul><li>commutazione di codice ( code switching ): il passaggio da una lingua all’altra all’interno dello stesso discorso </li></ul></ul><ul><ul><li>enunciazione mistilingue ( code mixing ): l’inserimento di parole dialettali in un discorso in italiano o viceversa </li></ul></ul>
  36. 36. Code switching
  37. 37. Code mixing
  38. 38. Varietà alloglotte <ul><li>Le minoranze linguistiche </li></ul><ul><li>Entro i confini politici della Repubblica italiana sono inoltre presenti almeno una quindicina di gruppi alloglotti, di origine romanza e non romanza. </li></ul><ul><li>In totale, se si includono anche il sardo e il friulano gli alloglotti ascendono al 5% della popolazione. </li></ul>
  39. 39. Varietà alloglotte <ul><li>Provenzale (occitano): si parla in molte valli alpine del Piemonte occidentale e nell’alta Valle di Susa </li></ul><ul><li>A Guardia Piemontese (provincia di Cosenza) </li></ul><ul><li>Franco-provenzale : media e bassa Valle di Susa, le Valli di Lanzo e la Valle d’Aosta </li></ul><ul><li>Al Sud: Faeto e Celle (provincia di Foggia) </li></ul>
  40. 40. Varietà alloglotte <ul><li>Minoranze e isole tedesche </li></ul><ul><li>Nell’Italia del Nord ci sono propaggini tedesche che si concentrano nei territori dell’alta Valle dell’Adige ( S üdti rol ). </li></ul><ul><li>Questa minoranza ha uno statuto speciale nella provincia di Bolzano, in cui i tedescofoni costituiscono il 62% della popolazione, formando una m a ggioranza. </li></ul><ul><li>Qui il tedesco ha lo status di lingua ufficiale </li></ul><ul><li>Ci sono poi anche numerose isole tedesche di consistenza numerica assai ridotta in diverse localit à alpine </li></ul>
  41. 41. Varietà alloglotte <ul><li>La minoranza slovena </li></ul><ul><li>Nelle province di Udine, Gorizia e Trieste. </li></ul><ul><li>La minoranza croata </li></ul><ul><li>In tre comuni della provincia di Campobasso (Molise) </li></ul><ul><li>Una popolazione importata nella seconda met à del XV secolo da gruppi di emigrati, in fuga dalle aree dalmatiche davanti agli invasori turchi </li></ul>
  42. 42. Varietà alloglotte <ul><li>Le variet à d ell’albanese: </li></ul><ul><li>Colonie albanesi storiche, originate da immigrati giunti nella penisola a partire dal sec. XV </li></ul><ul><li>provincia di Campobasso e provincia di Foggia, province di Pescara, Taranto, Potenza, in Calabria e in Sicilia (Piana degli Albanesi) </li></ul>
  43. 43. Varietà alloglotte <ul><li>I “g r ichi’ in Calabria e Puglia </li></ul><ul><li>nel Salento in provincia di Lecce e in Calabria sul versante meridionale dell’Aspromonte </li></ul><ul><li>colonizzazione magno-greca oppure fenomeni migratori di epoca bizantina </li></ul>
  44. 44. Varietà alloglotte <ul><li>La variet à algherese </li></ul><ul><li>Ad Alghero, in Sardegna, un numero abbastanza rilevante di persone (20.000 su 40.000) usa una variet à del catalano </li></ul><ul><li>L’origine dell’uso di questa variet à risale al 1354, quando Pietro IV d’Aragona, conquistata la citt à , la ripopol ò con la deportazione di coloni provenienti da diverse citt à della Catalogna e dalle isole Baleari </li></ul>
  45. 45. Varietà alloglotte <ul><li>Queste lingue alloglotte hanno radici secolari nella nostra Penisola. </li></ul><ul><li>Con la legge 15 dicembre 1999 (n. 482), le lingue minoritarie hanno trovato tutela e riconoscimento. </li></ul><ul><li>La legge prevede, fra l’altro, la possibilit à di insegnare le lingue di minoranza nelle scuole, di impiegarle negli uffici pubblici, di affiancare i nomi locali a quelli italiani, di conservare nomi e cognomi nelle forme linguistiche originarie. </li></ul>
  46. 46. La nostra terra italica varia… <ul><li>http://www.youtube.com/watch?v=rDaa_gR3PN4 </li></ul>
  47. 47. Letture <ul><li>Bonomi, I. et al. (2010 2 ), Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 22-35. </li></ul><ul><li>Sobrero, A. A. & Miglietta, A. (2006), Introduzione alla linguistica italiana , Roma&Bari: Laterza, pp. 79-96. </li></ul><ul><li>Grassi, C., Sobrero, A. A. & Telmon, T. (1998 2 ), Fondamenti di dialettologia , Bari: Laterza. </li></ul><ul><li>Dardano, M. & Trifone, P. (1985), La lingua italiana , Bologna: Zanichelli, pp. 31-40. </li></ul><ul><li>Berruto, G. (1993), Le variet à del repertorio , in Sobrero, A. A. (a cura di), Introduzione all’italiano contemporaneo , Vol. 2, La variazione e gli usi , Roma&Bari: Laterza, pp. 3-36. </li></ul>

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