La donna nel Medioevo

Enrica Salvatori - Università di Pisa

1° ottobre 2015
Se ne può parlare?

  Il tema (come per l’uomo) non è abbordabile nel suo complesso
perché:

  il medioevo non è un epoca unitaria ma una macro-epoca
“costruita” dagli studiosi, spesso semplicemente “comoda” per la
comunicazione comune

  l’Europa medievale è una realtà varia culturalmente (Regno d’Italia,
Regno normanno - svevo, Bisanzio, Califfato di Cordova, etc.) 

  e socialmente (città/campagna, nobiltà, borghesia, servitù,
contadini, commercianti, monache, badesse, etc.)
Duoda

  803-843 circa, moglie di Bernardo duca di Settimania,
partente di Carlo Magno; si impegna a mantenere il
potere del marito mentre costui è a corte

  autrice del Liber Manualis per suo figlio Guglielmo tra
841-843 dopo che le sono stati tolti entrambi i figli per
questioni politiche

  Raccomandazioni e direttive morali e comportamentali
al figlio per guidarlo nella vita; eccezionale documento
su:

  comportamento del vassallo; mentalità; ruolo della
donna; educazione; l’ordine sociale; importanza del
padre; cristianesimo
Christine de Pisan

Venezia 1364- Poissy 1430 circa

  vedova con tre figli e una madre,
mantiene la famiglia come calligrafa
(bottega di scrittura);

  scrittrice e poetessa in diverse corti di
area francese;

  1404-1405 Livre de la Cité des Dames
(la Città delle Dame): società utopica
in cui la parola dama indica donna di
spirito nobile; elenco di donne della
storia dotate di tale caratteristica.
Vive la difference!

  Privilegio / condanna di poter generare e di
dover in genere “svezzare” il neonato ed educare
i figli fino all’età adulta;

  Condizione generale di inferiorità (giuridica e
sociale);

  Visione “negativa” del cristianesimo pur unita a
una celebrazione della donna “virtuosa”.
Il diritto

  Sensato un discorso sui diritti di cui godeva la donna nel M. e sul cambiamento
di questi da Duoda a Christine de Pisan. Ma la conoscenza dei diritti non
equivale alla conoscenza della realtà: le leggi non disegnano il mondo come è ma
come il potere / l’istituzione vorrebbe che fosse.

Diritto romano: ampia libertà di gestione del patrimonio, possibilità di divorzio,
autonomia e prestigio anche se non ruolo politico codificato;

Diritto germanico: famiglia rigidamente patriarcale; incapacità di agire
giuridicamente in maniera autonoma; impossibilità di amministrare il patrimonio;

Influenza cristiana: rigida monogamia; uguaglianza di uomini e donne di fronte
alla salvezza; colpa del peccato; valore alle virtù; inscindibilità del matrimonio;
divieto d’incesto.
Medioevo centrale"
Europa mediterranea

  Mondo feudale e cavalleresco

  Mondo della città mercantile

  (monastero, convento)

  (campagne)
Eleonora d’Aquitania

(Bordeaux, 1122 – Fontevrault, 1204)
Il mondo dei cavalieri

  Regine, contesse, nobildonne se spose di personaggi dotati
di potere potevano spesso accedere alle leve del potere.
Data la scarsa aspettativa di vita maschile, se
sopravvivevano al primo parto, diventavano sovente le
uniche depositarie del potere del marito;

  Il diritto romano-germanico + diritto comune si evolve e
tende ad attenuare la condizione di inferiorità della donna o
quanto meno a tutelarla maggiormente dal punto di vista
ereditario.
La donna dei trovatori

  esaltazione della donna cortese e
dell’amore del cavaliere per la sua dama;

  fonte di elevazione spirituale (la
devozione ingentilisce l’animo) come
anche di piacere carnale

  specchio di un nuovo ruolo della donna
almeno nell’ambiente nobiliare e cortese
Eleonora, regina dei trovatori

  Eleonora di Poitou andata in sposa nel 1137 a Luigi VII quando aveva
13 anni (lui 16);

  Ottiene l’annullamento nel 1152; mantiene i beni derivanti dalla sua
famiglia; dopo 8 settimane sposa Enrico Plantageneto, divenendo
così anche contessa di Normandia, tiene corte ad Angers;

  nel 1154 Enrico divenne re di Inghilterra ed Eleonora regina e madre
di 8 figli tra cui Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senza Terra;
divide col marito il governo dei numerosi domini. 

  Enorme potere a fianco del marito: sigla atti, controlla i conti, tiene
corte, quindi agisce politicamente come regina a tutti gli effetti.
Eleonora, regina dei trovatori

  Rottura col marito nel 1167 per supposta infedeltà: Eleonora si ritira a
Poitier dove la sua corte diviene il punto nevralgico della vita cortese e
cavalleresca europea

  1174 arresto di Eleonora e suo trasferimento in Inghilterra per 10 anni
(in relazione all’assassinio di Tommaso Becket 1170);

  dalla morte del marito (1189) fino al ritorno in Inghilterra di Riccardo
(1192) la regina esercita il suo potere autonomamente;

  attivismo notevole nel Poitou; splendido monumento funebre a
Fontenvrault insieme a Enrico II, Riccardo e Isabella di Angoulême,
moglie di Giovanni.
La donna e "
la città

  pluralità di mestieri

  responsabilità in società familiari (uomini
sulle navi)

  maggiore attenzione alle questioni
matrimoniali/ereditarie

  istruzione di bottega

  scarsità di fonti
La donna e la città

Nei documenti privati dell’XI e XII secolo di ambito
soprattutto cittadino la donna:

  è mediatrice economica;

  può esser patrona di una chiesa “privata”;

  agisce a fianco del marito nelle transazioni
commerciali quando è il suo patrimonio dotale
coinvolto;
La donna e la città

In genere il ceto mercantile e commerciale è normalmente più
libero e agile, più concreto ma pur sempre, nelle sue
aspirazioni di ascesa sociale tendente a uniformarsi sui
dettami comportamentali della nobiltà, che tende a chiudersi.

Ormai il diritto ci dice ben poco: dettano legge i costumi, la
mentalità, il ceto e l’economia.E’ la condizione economico
sociale che detta le regole: quella dell’età delle nozze e di
conseguenza dei figli, della struttura famigliare e così via.
Santa Bona"
(1156 - 1207)
La “vita”

Vita pervenutaci in diverse redazioni.

  A: : canonico della chiesa di S.Martino in Guazzolongo, nel quartiere di
Kinzica (PISA), 1256-57,dalla testimonianza di un confratello, Gerardo, e da
una Vita anteriore, perduta ma pervenutaci in tre redazioni diverse (B1,2, 3);

  B 1,2,3: stesura originale di un monaco dell’abbazia di S.Michele di Guamo
(LUCCA), sulla testimonianza di Paolo, amico e confidente di Bona,
monaco pisano in seguito abate del monastero di Guamo.

  redazioni non sempre concordi, versioni dei fatti contrastanti; le due
comunità – S.Martino e S.Michele – si sono contese l’esclusiva sulla santa e
così le due tradizioni agiografiche danno una versione partigiana dei fatti.
Bona

  Figlia di un mercante impegnato con il Medio Oriente

  destinata a essere oblata, decide di partire per la
Terrasanta (12-13 anni) “per ricongiungersi col padre”

  fugge dal padre, si rifugia in una grotta e viene recuperata
da un sant’uomo che diviene suo maestro spirituale;

  va vivere presso una comunità anacoretica maschile per
nove anni.
Bona

  viaggio di ritorno a Pisa; cattura da parte dei Saraceni;

  a Pisa entra in un monastero ma in realtà “viaggia”;

  vive alternando lavoro e preghiera a lunghi pellegrinaggi
verso Roma, S.Michele del Gargano e Santiago di
Compostela (qui nove volte)

  forte connotazione eremitica, completa autonomia in
campo spirituale e ricerca di un rapporto personale e
immediato con Dio
Bona

  ECCEZIONALITÀ: lascia tutto madre, casa,
rompe le convenzioni sociali perché chiamata a
questo da Dio

  NORMALITÀ: società cittadina in cui la donna
partecipa al mondo commerciale e mercantile; ha
un’autonomia di fatto e percepisce l’itinerario
mediterraneo come realtà diffusa e condivisa
Suggerimenti di lettura

Feminae: Medieval Women and Gender Index :
banca dati bibliografica sul tema della donna nel
Medioevo

  Edith Ennen, Le donne nel Medioevo,
Mondadori, 2004

La figura della donna nel Medioevo, a cura di
Jean Leclercq, Jaca Book 1994
Suggerimenti di lettura

  Marie Anne Mayeski , Dhuoda: Ninth Century Mother and
Theologian, University of Scranton Press, 1995

  Régine Pernoud, Eleonora d'Aquitania, Milano : Jaca book, 1996

  Rosalind Brown-Grant, Christine de Pizan and the moral defence
of women : reading beyond gender, Cambridge University Press,
1999

  Gabriele Zaccagnini, La tradizione agiografica medievale di santa
Bona da Pisa, Pisa : GISEM : ETS, 2004.

La donna nel medioevo

  • 1.
    La donna nelMedioevo Enrica Salvatori - Università di Pisa 1° ottobre 2015
  • 3.
    Se ne puòparlare?   Il tema (come per l’uomo) non è abbordabile nel suo complesso perché:   il medioevo non è un epoca unitaria ma una macro-epoca “costruita” dagli studiosi, spesso semplicemente “comoda” per la comunicazione comune   l’Europa medievale è una realtà varia culturalmente (Regno d’Italia, Regno normanno - svevo, Bisanzio, Califfato di Cordova, etc.)   e socialmente (città/campagna, nobiltà, borghesia, servitù, contadini, commercianti, monache, badesse, etc.)
  • 4.
    Duoda   803-843 circa,moglie di Bernardo duca di Settimania, partente di Carlo Magno; si impegna a mantenere il potere del marito mentre costui è a corte   autrice del Liber Manualis per suo figlio Guglielmo tra 841-843 dopo che le sono stati tolti entrambi i figli per questioni politiche   Raccomandazioni e direttive morali e comportamentali al figlio per guidarlo nella vita; eccezionale documento su:   comportamento del vassallo; mentalità; ruolo della donna; educazione; l’ordine sociale; importanza del padre; cristianesimo
  • 6.
    Christine de Pisan Venezia1364- Poissy 1430 circa   vedova con tre figli e una madre, mantiene la famiglia come calligrafa (bottega di scrittura);   scrittrice e poetessa in diverse corti di area francese;   1404-1405 Livre de la Cité des Dames (la Città delle Dame): società utopica in cui la parola dama indica donna di spirito nobile; elenco di donne della storia dotate di tale caratteristica.
  • 9.
    Vive la difference!  Privilegio / condanna di poter generare e di dover in genere “svezzare” il neonato ed educare i figli fino all’età adulta;   Condizione generale di inferiorità (giuridica e sociale);   Visione “negativa” del cristianesimo pur unita a una celebrazione della donna “virtuosa”.
  • 10.
    Il diritto   Sensatoun discorso sui diritti di cui godeva la donna nel M. e sul cambiamento di questi da Duoda a Christine de Pisan. Ma la conoscenza dei diritti non equivale alla conoscenza della realtà: le leggi non disegnano il mondo come è ma come il potere / l’istituzione vorrebbe che fosse. Diritto romano: ampia libertà di gestione del patrimonio, possibilità di divorzio, autonomia e prestigio anche se non ruolo politico codificato; Diritto germanico: famiglia rigidamente patriarcale; incapacità di agire giuridicamente in maniera autonoma; impossibilità di amministrare il patrimonio; Influenza cristiana: rigida monogamia; uguaglianza di uomini e donne di fronte alla salvezza; colpa del peccato; valore alle virtù; inscindibilità del matrimonio; divieto d’incesto.
  • 11.
    Medioevo centrale" Europa mediterranea  Mondo feudale e cavalleresco   Mondo della città mercantile   (monastero, convento)   (campagne)
  • 12.
  • 13.
    Il mondo deicavalieri   Regine, contesse, nobildonne se spose di personaggi dotati di potere potevano spesso accedere alle leve del potere. Data la scarsa aspettativa di vita maschile, se sopravvivevano al primo parto, diventavano sovente le uniche depositarie del potere del marito;   Il diritto romano-germanico + diritto comune si evolve e tende ad attenuare la condizione di inferiorità della donna o quanto meno a tutelarla maggiormente dal punto di vista ereditario.
  • 14.
    La donna deitrovatori   esaltazione della donna cortese e dell’amore del cavaliere per la sua dama;   fonte di elevazione spirituale (la devozione ingentilisce l’animo) come anche di piacere carnale   specchio di un nuovo ruolo della donna almeno nell’ambiente nobiliare e cortese
  • 15.
    Eleonora, regina deitrovatori   Eleonora di Poitou andata in sposa nel 1137 a Luigi VII quando aveva 13 anni (lui 16);   Ottiene l’annullamento nel 1152; mantiene i beni derivanti dalla sua famiglia; dopo 8 settimane sposa Enrico Plantageneto, divenendo così anche contessa di Normandia, tiene corte ad Angers;   nel 1154 Enrico divenne re di Inghilterra ed Eleonora regina e madre di 8 figli tra cui Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senza Terra; divide col marito il governo dei numerosi domini.   Enorme potere a fianco del marito: sigla atti, controlla i conti, tiene corte, quindi agisce politicamente come regina a tutti gli effetti.
  • 16.
    Eleonora, regina deitrovatori   Rottura col marito nel 1167 per supposta infedeltà: Eleonora si ritira a Poitier dove la sua corte diviene il punto nevralgico della vita cortese e cavalleresca europea   1174 arresto di Eleonora e suo trasferimento in Inghilterra per 10 anni (in relazione all’assassinio di Tommaso Becket 1170);   dalla morte del marito (1189) fino al ritorno in Inghilterra di Riccardo (1192) la regina esercita il suo potere autonomamente;   attivismo notevole nel Poitou; splendido monumento funebre a Fontenvrault insieme a Enrico II, Riccardo e Isabella di Angoulême, moglie di Giovanni.
  • 18.
    La donna e" la città   pluralità di mestieri   responsabilità in società familiari (uomini sulle navi)   maggiore attenzione alle questioni matrimoniali/ereditarie   istruzione di bottega   scarsità di fonti
  • 19.
    La donna ela città Nei documenti privati dell’XI e XII secolo di ambito soprattutto cittadino la donna:   è mediatrice economica;   può esser patrona di una chiesa “privata”;   agisce a fianco del marito nelle transazioni commerciali quando è il suo patrimonio dotale coinvolto;
  • 20.
    La donna ela città In genere il ceto mercantile e commerciale è normalmente più libero e agile, più concreto ma pur sempre, nelle sue aspirazioni di ascesa sociale tendente a uniformarsi sui dettami comportamentali della nobiltà, che tende a chiudersi. Ormai il diritto ci dice ben poco: dettano legge i costumi, la mentalità, il ceto e l’economia.E’ la condizione economico sociale che detta le regole: quella dell’età delle nozze e di conseguenza dei figli, della struttura famigliare e così via.
  • 21.
  • 22.
    La “vita” Vita pervenutaciin diverse redazioni.   A: : canonico della chiesa di S.Martino in Guazzolongo, nel quartiere di Kinzica (PISA), 1256-57,dalla testimonianza di un confratello, Gerardo, e da una Vita anteriore, perduta ma pervenutaci in tre redazioni diverse (B1,2, 3);   B 1,2,3: stesura originale di un monaco dell’abbazia di S.Michele di Guamo (LUCCA), sulla testimonianza di Paolo, amico e confidente di Bona, monaco pisano in seguito abate del monastero di Guamo.   redazioni non sempre concordi, versioni dei fatti contrastanti; le due comunità – S.Martino e S.Michele – si sono contese l’esclusiva sulla santa e così le due tradizioni agiografiche danno una versione partigiana dei fatti.
  • 23.
    Bona   Figlia diun mercante impegnato con il Medio Oriente   destinata a essere oblata, decide di partire per la Terrasanta (12-13 anni) “per ricongiungersi col padre”   fugge dal padre, si rifugia in una grotta e viene recuperata da un sant’uomo che diviene suo maestro spirituale;   va vivere presso una comunità anacoretica maschile per nove anni.
  • 24.
    Bona   viaggio diritorno a Pisa; cattura da parte dei Saraceni;   a Pisa entra in un monastero ma in realtà “viaggia”;   vive alternando lavoro e preghiera a lunghi pellegrinaggi verso Roma, S.Michele del Gargano e Santiago di Compostela (qui nove volte)   forte connotazione eremitica, completa autonomia in campo spirituale e ricerca di un rapporto personale e immediato con Dio
  • 25.
    Bona   ECCEZIONALITÀ: lasciatutto madre, casa, rompe le convenzioni sociali perché chiamata a questo da Dio   NORMALITÀ: società cittadina in cui la donna partecipa al mondo commerciale e mercantile; ha un’autonomia di fatto e percepisce l’itinerario mediterraneo come realtà diffusa e condivisa
  • 26.
    Suggerimenti di lettura Feminae:Medieval Women and Gender Index : banca dati bibliografica sul tema della donna nel Medioevo   Edith Ennen, Le donne nel Medioevo, Mondadori, 2004 La figura della donna nel Medioevo, a cura di Jean Leclercq, Jaca Book 1994
  • 27.
    Suggerimenti di lettura  Marie Anne Mayeski , Dhuoda: Ninth Century Mother and Theologian, University of Scranton Press, 1995   Régine Pernoud, Eleonora d'Aquitania, Milano : Jaca book, 1996   Rosalind Brown-Grant, Christine de Pizan and the moral defence of women : reading beyond gender, Cambridge University Press, 1999   Gabriele Zaccagnini, La tradizione agiografica medievale di santa Bona da Pisa, Pisa : GISEM : ETS, 2004.