Un ripasso di probabilità:
Introduzione
PaulKlee,GiardinodiTunisi,1919
Riccardo Rigon
“Fare Scienza è oggi una attività che
non si svolge più nella notte dei secoli
bui, nè alla chiara luce dei lumi, ma nel
crepuscolo della probabilità ”
Paolo Agnoli citando Paolo Vineis che cita John
Locke
R. Rigon
3
Parlando di statistica e di statistiche
Abbiamo centrato la nostra attenzione sulla loro
distribuzione empirica.
Esistono dei modelli per queste distribuzioni ?
Come possiamo scegliere tra modelli in competizione ?
Introduzione
R. Rigon
4
Sommario
• Nella lezione presente ricorderemo alcune proprietà
fondamentali della probabilità
• Descriveremo alcune distribuzioni di probabilità e le loro
caratteristiche
• Ricorderemo il teorema del limite centrale
Introduzione
R. Rigon
5
I fatti centrali del CP si possono derivare dal considerare
semplici esperimenti come quelli del lancio di una moneta:
se si lancia una moneta un numero grande di volte, la
proporzione di teste o croce, raggiunge valori prossimi al
50%.
Il calcolo delle probabilità
Introduzione
R. Rigon
6
In altre parole mentre il risultato di un lancio è
completamente incerto, una lunga serie di lanci porta ad un
risultato certo.
Il passaggio da una forma di incertezza ad una di certezza
è uno dei temi essenziali del CP
Il calcolo delle probabilità
Introduzione
R. Rigon
7
Alcune applicazioni del CP
•La Fisica Statistica, inclusa la modellazione dei sistemi biologici
•La teoria dei giochi
•Decisioni in economia e finanza
•La teoria dell’informazione
•La bioinformatica
•L’analisi dei dati idro-meteorologici!
Introduzione
R. Rigon
8
L’esperimento probabilistico
Dunque con il CP abbiamo a che fare con:
• Experimenti il cui esito non può essere predetto con certezza
• Le realizzazioni dell’esperimento
Il termine esperimento è qui usato in senso lato, per significare il
verificarsi di eventi fisici ( e la loro misura) di cui il calcolo delle
probabilità rappresenta una astrazione in senso matematico
Introduzione
R. Rigon
9
Perchè la misura è un esperimento probabilistico
R. Rigon
10
Lo spazio degli eventi
L’insieme di tutte le possibili realizzazioni di un esperimento è chiamato
spazio degli eventi (relativo all’esperimento).
Ogni singolo elemento dello spazio degli eventi è chiamato campione,
evento.
I campioni e lo spazio degli eventi dipendono da che cosa lo
sperimentatore decide di osservare.
Introduzione
R. Rigon
11
Un Esempio classico
Piove o non piove
L’osservatore può scegliere di osservare il verificarsi di precipitazione in una
sequenza di intevalli prefissati. Chiamamo P il caso di istante piovoso e S un
istante non piovoso. Allora la nostra serie temporale registrata potrebbe essere:
R= {P,P, P,S, S,P, S,S}
Ma il nostro interesse può essere per le coppie di istanti non piovosi. Allora lo
spazio degli eventi è costituito da coppie di misurazioni piovose, coppie
secche, coppie miste:
R’ = {PP,PP,PS,SS,SP,PS,SS}
Introduzione
dove ci sono quattro tipi di “evento”, ma solo tre, se consideriamo che le
coppie “miste” contano uno.
R. Rigon
12
Un Esempio classico
Piove o non piove
Se invece la nostra osservazione corrisponde al fatto che due giorni
successivi hanno lo stesso stato pluviometrico (U) o un diverso stato
pluivometrico (D), allora lo spazio degli eventi è:
T= {U, D}
Introduzione
R. Rigon
13
Introduzione
concetti di base
•L’esperimento probabilistico
•Lo spazio degli eventi

8.1 probabilita-introduzione

  • 1.
    Un ripasso diprobabilità: Introduzione PaulKlee,GiardinodiTunisi,1919 Riccardo Rigon
  • 2.
    “Fare Scienza èoggi una attività che non si svolge più nella notte dei secoli bui, nè alla chiara luce dei lumi, ma nel crepuscolo della probabilità ” Paolo Agnoli citando Paolo Vineis che cita John Locke
  • 3.
    R. Rigon 3 Parlando distatistica e di statistiche Abbiamo centrato la nostra attenzione sulla loro distribuzione empirica. Esistono dei modelli per queste distribuzioni ? Come possiamo scegliere tra modelli in competizione ? Introduzione
  • 4.
    R. Rigon 4 Sommario • Nellalezione presente ricorderemo alcune proprietà fondamentali della probabilità • Descriveremo alcune distribuzioni di probabilità e le loro caratteristiche • Ricorderemo il teorema del limite centrale Introduzione
  • 5.
    R. Rigon 5 I fatticentrali del CP si possono derivare dal considerare semplici esperimenti come quelli del lancio di una moneta: se si lancia una moneta un numero grande di volte, la proporzione di teste o croce, raggiunge valori prossimi al 50%. Il calcolo delle probabilità Introduzione
  • 6.
    R. Rigon 6 In altreparole mentre il risultato di un lancio è completamente incerto, una lunga serie di lanci porta ad un risultato certo. Il passaggio da una forma di incertezza ad una di certezza è uno dei temi essenziali del CP Il calcolo delle probabilità Introduzione
  • 7.
    R. Rigon 7 Alcune applicazionidel CP •La Fisica Statistica, inclusa la modellazione dei sistemi biologici •La teoria dei giochi •Decisioni in economia e finanza •La teoria dell’informazione •La bioinformatica •L’analisi dei dati idro-meteorologici! Introduzione
  • 8.
    R. Rigon 8 L’esperimento probabilistico Dunquecon il CP abbiamo a che fare con: • Experimenti il cui esito non può essere predetto con certezza • Le realizzazioni dell’esperimento Il termine esperimento è qui usato in senso lato, per significare il verificarsi di eventi fisici ( e la loro misura) di cui il calcolo delle probabilità rappresenta una astrazione in senso matematico Introduzione
  • 9.
    R. Rigon 9 Perchè lamisura è un esperimento probabilistico
  • 10.
    R. Rigon 10 Lo spaziodegli eventi L’insieme di tutte le possibili realizzazioni di un esperimento è chiamato spazio degli eventi (relativo all’esperimento). Ogni singolo elemento dello spazio degli eventi è chiamato campione, evento. I campioni e lo spazio degli eventi dipendono da che cosa lo sperimentatore decide di osservare. Introduzione
  • 11.
    R. Rigon 11 Un Esempioclassico Piove o non piove L’osservatore può scegliere di osservare il verificarsi di precipitazione in una sequenza di intevalli prefissati. Chiamamo P il caso di istante piovoso e S un istante non piovoso. Allora la nostra serie temporale registrata potrebbe essere: R= {P,P, P,S, S,P, S,S} Ma il nostro interesse può essere per le coppie di istanti non piovosi. Allora lo spazio degli eventi è costituito da coppie di misurazioni piovose, coppie secche, coppie miste: R’ = {PP,PP,PS,SS,SP,PS,SS} Introduzione dove ci sono quattro tipi di “evento”, ma solo tre, se consideriamo che le coppie “miste” contano uno.
  • 12.
    R. Rigon 12 Un Esempioclassico Piove o non piove Se invece la nostra osservazione corrisponde al fatto che due giorni successivi hanno lo stesso stato pluviometrico (U) o un diverso stato pluivometrico (D), allora lo spazio degli eventi è: T= {U, D} Introduzione
  • 13.
    R. Rigon 13 Introduzione concetti dibase •L’esperimento probabilistico •Lo spazio degli eventi