Comportamenti
professionali del venditore
La Partnership Venditore
-Cliente
Comportamenti
professionali del
venditore
Il servizio come fatto corale
La qualità del servizio dipende da
tutti.
È molto importante che ogni
componente del team faccia la
sua parte senza stonare nel coro.
Tutti possono influenzare la
qualità del servizio.
La vendita
Che cosa significa vendere?
Vendere significa soddisfare
esigenze e desideri del cliente.
Venditore = medico di famiglia
L’ascolto delle esigenze del
cliente e la proposta di soluzioni
adeguate ricorda il lavoro del
medico che dopo aver
visitato/ascoltato i suoi pazienti
arriva alla diagnosi ed indica la
“terapia” su misura.
Venditore = Timoniere
Nel rapporto con il cliente ricorda
che il timoniere sei tu.
Fai in modo di garantire al cliente
una “tranquilla navigazione”.
Il premio per entrambi è la
fidelizzazione.
Il cliente in mani sicure
Con il tuo comportamento fai in
modo che il cliente si senta in
mani sicure.
Far sorgere dubbi, incertezze,
timori o insicurezze rischia di
precludere futuri sviluppi, insidia
la fidelizzazione.
Per far sentire il cliente in mani sicure
esprimiti con i verbi al presente indicativo,
evita accuratamente il condizionale e il
futuro.
Es. “Con questo acquisto lei ottiene…” e
non “…lei otterrebbe o otterrà…”
N.B. Adesso acquista e adesso vuole
sapere i vantaggi.
Professionalità =

Relazione + Compito
(problem solving)
La professionalità del venditore è la
risultante di due variabili:
- l’orientamento alla relazione
è la capacità di costruire relazioni
piacevoli, sicure,durature ed affidabili col
cliente.
- l’orientamento al compito
è la capacità di fare problem-solving
affinché tutto proceda secondo le
aspettative del cliente.
La Partnership
Venditore -Cliente
I tre principi guida
1. Il cliente al primo posto.
Significa concentrarsi sugli interessi
e i bisogni del cliente al fine di
trovare soluzioni “su misura” con
continuità.
2. Costruire una relazione che
duri.
Significa agire da risolutore dei problemi
per facilitare le fidelizzazione e per
acquisire il diritto di avanzare nel
rapporto.
3.Coinvolgere per facilitare la
relazione.
Il cliente si convince più con il
coinvolgimento che con mirabolanti
argomentazioni di vendita.
Il venditore parla poco e ascolta
molto.
E’ stimolato dal confronto con il
cliente.
Vincere insieme
Una buona collaborazione
venditore/cliente assicura una
comune soddisfazione finale.
Rapporto circolare
venditore/cliente
La preparazione della
trattativa
L’approccio con il cliente
e la comunicazione
faccia a faccia
La preparazione della
trattativa
    La preparazione della trattativa
e la telefonata al cliente
Dopo aver analizzato la
situazione attuale del cliente, il
venditore identifica la situazione
migliorativa (per il cliente), lo
contatta per un appuntamento
per verificare/approfondire i
miglioramenti che ha in mente.
Una buona preparazione 
I buoni risultati non si
improvvisano.
I clienti “tosti” vanno presi
d’assedio con tenacia e
preparazione personale. 
 
Alla fine le soddisfazioni
arrivano
L’approccio con il cliente e
la comunicazione faccia a
faccia  
Finalità dell’incontro 
Rispettando la trasparenza e il
coinvolgimento, indica (o ricorda)
al cliente la finalità e i benefici del
colloquio:
“perché ti sto incontrando”.
Comunicazione “faccia a faccia”

- l’importanza delle variabili non
verbali -
Stai attento alla comunicazione non
verbale perché “veicola” stati
d’animo, sensazioni, punti di
vista,ecc.
Inoltre fai in modo che la tua
comunicazione sia in sintonia con il
cliente che hai davanti.
Le variabili “leggere”

- la microcomunicazione -
Nella comunicazione stai molto
attento alla “microcomunicazione ”
perché porta i tuoi messaggi e
dipende solo da te:
- il tono della voce
- lo sguardo
- il linguaggio
- la posizione del corpo
- la mimica facciale
- i gesti simbolici
I gesti simbolici
Per sviluppare l’efficacia della tua
comunicazione, per far arrivare
con immediatezza i tuoi
messaggi al cliente, usa positivi
gesti simbolici che aiutano a
capire e comprendere. 
L’importanza del linguaggio
che “vende”. 
Un’immagine giusta vale più
di cento parole 
Fai uso di immagini perché
comunicano sensazioni e vengono
ricordate con più facilità dal cliente.
Tecniche di vendita
orientate alla partnership
 Tecniche di vendita orientate
alla partnership
La regola del “4 x 20”

Nell’approccio con il cliente stai
attento alla regola del “4 x 20 ”.
            1) I primi venti passi.

Muoviti con sicurezza ed affabilità.
2) I primi venti centimetri del viso.

Comunica con la tua faccia
cordialità e “ospitalità”.
3) Le prime venti parole.
 
     

Suscita interesse sin dalle prime
parole.
4) Tutto questo dura venti secondi.
L’esplorazione degli
interessi
Ascolta ed osserva
Per capire e comprendere il cliente
rispetta questo metodo:
- ascolta quello che il cliente ha da dirti
- fai ascolto attivo per saperne di più ( fai
domande di approfondimento)
- osserva il comportamento non verbale
del cliente
L’esplorazione degli interessi
Nell’ascoltare il cliente è importante
avere sempre una visione di insieme.
Questo è possibile attraverso
l’esplorazione degli interessi, rivolgendo
domande con lo scopo di conoscere la
situazione attuale e le sue aspettative
(situazione migliorativa).
Tipologie di domande
per interrogare il cliente
Gli strumenti per conoscere gli
interessi del cliente sono tre
differenti tipologie di domande
(ascolto attivo ):
chiuse, aperte e ad alto potenziale.
1) Domande chiuse
Sono domande alle quali si risponde
con un sì/no o con una informazione.
Es. “Le piace il suo lavoro?
Quanti anni ha?”
2)  Domande aperte
Sono domande alle quali non basta
rispondere con un sì/no ma è richiesta una
risposta più descrittiva, meditata
(non immediata).
Es. “Quanto è importante per lei il
servizio? Quale lavoro le
piacerebbe fare?”
3) Domande ad alto potenziale
Sono domande aperte che facilitano
nell’interlocutore riflessioni, spingono a
valutare, analizzare ed esprimere
sensazioni e percezioni.
Es. “Quali sono le prime tre cose
che lei si aspetta da un buon
servizio?”
La “restituzione” al cliente
“Restituzione”

- il riassunto delle esigenze -
Dopo aver esplorato gli interessi del
cliente e prima della presentazione delle
soluzioni il venditore verifica e dimostra
di aver ben capito “restituendo” quello
che il cliente ha detto e riscontrando che
la situazione da lui inquadrata sia quella
effettiva.
Es. “Se ho ben capito lei
desidera…”
“E’ così?”
La presentazione della
soluzione
La soluzione adeguata e
coerente agli interessi del cliente
Nel presentare la soluzione al
cliente ricordati di essere chiaro,
non banale, non ripetitivo ma di
“parlare su misura ” per
risolvere le sue esigenze
/desideri.
Caratteristiche della soluzione e
vantaggi per il cliente
Prima di passare oltre coinvolgi il
cliente chiedendo cosa pensa della
soluzione appena presentata:
“Che ne pensa?”
“Ci siamo?”.

oppure

In questa fase è molto importante
“tenere il cliente per mano ”.
Dire quanto basta al cliente
Dì al cliente solo ciò che è utile.
Non dilungarti su tutto ciò che sai, perdi
tempo e rischi di mandare in confusione il
cliente (e forse anche te stesso).
Indica i particolari solo su richiesta del
cliente o se li ritieni funzionali alla
trattativa.
Dire + Mostrare = Dimostrare
Nell’esporre le possibili soluzioni
aiutati con il depliant per indicare le
caratteristiche e i vantaggi.
La gestione delle criticità
Domande /obiezioni del
cliente
Quando incontri le criticità non
interpretarle come un ostacolo, ma
come una questione che il cliente ti
pone sulla quale vuole essere
rassicurato, saperne di più.
Superamento delle criticità
Per rispondere usa le capacità di
comunicazione :
ascolta, non interrompere, dimostra
interesse, ascolta in modo attivo (fai
domande di approfondimento, se
opportuno) e “costruisci” una risposta
circostanziata e credibile.
Superamento delle criticità
Esempi di risposte
Questioni del
cliente
“Mi sembra un po’
caro”

“Sono già fornito”
“Il mercato è fermo /
c’è crisi”

Risposte del
venditore
“Capisco, se lei mi chiede
perché questo prezzo…”
oppure
“E’ interessante…
possiamo approfondire
questo argomento, in
relazione a cosa?”
“Certo, la domanda che lei
si pone è ‘perché dovrei
cambiare?’…”
“Mi rendo conto: la
questione è ‘che fare per
ravvivare le vendite ’. E’
così?”
Il “bilanciamento”
Quando il cliente insiste su un particolare
sul quale siamo oggettivamente
“perdenti”, usa la tecnica del
“bilanciamento ” per verificare con
trasparenza la globalità della
convenienza della proposta che gli stai
facendo.
Se la “bilancia” pesa più dalla parte della
convenienza per lui, faglielo notare e
concludi.
Esempio di bilanciamento
Questione del
cliente
“Ma su questo
punto…non ci
siamo!”

Risposta del
venditore

“Certo capisco
quello che lei mi
segnala.
Proviamo a
rivedere
complessivament
e il grado di
convenienza
della soluzione
proposta per
trovare un
Il cross selling
Cross selling = vendite aggiuntive
Dopo aver raggiunto l’obiettivo prioritario
per il quale hai incontrato il cliente,
informalo su novità “minori” ed accessori
complementari all’acquisto appena fatto (
fai cross selling) e chiedi il feed-back
(parere, opinione)
“Che ne pensa?”.
Es. Acquisto principale una giacca, cross
selling : camicie, gilet, cravatte etc.
La chiusura della trattativa
E’ un momento delicato.
Quando il tempo è “scaduto”
chiudi.
Chi deve proporre la chiusura sei
tu, perché sei tu il “regista”, il
“timoniere”, l’artefice dell’incontro.
La chiusura
Chiudi con una di queste frasi:
“Siamo d’accordo che…” oppure
“Facciamo così”.
Riepiloga le cose dette sulle quali c’è
stato il consenso o dissenso del cliente.
Finalità della chiusura è raggiungere il
miglior obiettivo possibile.
N.B. Chiudi sempre tu per primo, non
lasciare l’iniziativa al cliente.
Il leader sei tu.
Misura la “temperatura”

Le cinque abilità chiave di
comunicazione nel processo di
vendita
“Misura la temperatura”
Durante la trattativa “misura la
temperatura” al tuo cliente
rivolgendogli domande utili a non
perderlo di vista e a coinvolgerlo.
“Misurare la temperatura ” significa
assicurarti che il cliente ti segua nei
ragionamenti.
Istruzioni per l’uso del
“termometro”
(come e quando rivolgere domande
di coinvolgimento/verifica):
1)

Dopo aver indicato al cliente la
finalità dell’incontro :
“Possiamo cominciare ?”
2) Al momento della “restituzione” o
riassunto delle esigenze (e prima della
presentazione della soluzione) :
“Se ho ben capito lei desidera…E’
così?”
3) Quando hai presentato la soluzione
verifica cosa ne pensa il cliente :
“Che ne pensa?” oppure
“Ci siamo?”
Le cinque capacità chiave di
comunicazione nel processo di
vendita:
1. Stabilire un contatto
2. Incoraggiare
3. Fare domande
4. Fare riepiloghi
5. Fornire informazioni e risposte
Capacità

Funzione

Componenti

Descrizione

Stabilire un
contatto

Creare un
legame
personale con
il cliente

Guardare il
cliente

Cerca di
guardare quanto
più possibile il
cliente.
Evita di fissarlo
per non metterlo
in soggezione

Adattarsi

Usa forme
verbali, gesti ed
atteggiamenti
che si adattino a
quelli del cliente.

Creare un
rapporto

Mostrati
disponibile
all’ascolto.
Cerca argomenti
di comune
interesse per
entrare in
sintonia .
Incoraggiare

Favorire un
atteggiamento
partecipativo

Rinforzare

Invia al cliente
segnali verbali e
non verbali.
Usa domande e
frasi indicanti
che vuoi saperne
di più

Immedesimars
i

Mostra di aver
capito lo stato
d’animo del
cliente.
Non significa
essere
necessariamente
d’accordo con lui

Accettare

Fai capire di aver
recepito le
informazioni
ricevute.
Non significa
necessariamente
essere d’accordo
con lui.
Fare
domande

Serve ad
ottenere
informazioni
approfondite
sulla
situazione, sui
problemi e sui
bisogni del
cliente

Fare domande
in modo non
direttivo

Fai domande
aperte e
chiuse

Uso di
domande ad
alto potenziale

Fai domande
che portino il
cliente a
pensare, cioè a
valutare,
analizzare,
ipotizzare o
esprimere
sentimenti
Fare
riepiloghi

Serve per
rendere
esplicito
l’andamento
del colloquio

Riepilogare

Ripeti o
parafrasa
quanto il
cliente ha
detto
(restituzione)

Verificare

Verifica il grado
di consenso del
cliente notando i
segnali non
verbali o
facendogli
domande dirette
Verifica di aver
ben capito il
punto di vista del
cliente
Fornire
informazioni
e risposte

Serve a creare
un’immagine
positiva del
servizio

Presentare i
benefici

Spiega al cliente
in che modo il
prodotto o
servizio può
risolvere un suo
bisogno specifico

Usare un
linguaggio
conciso

Usa frasi brevi
e vai al punto.
Dilungati solo
se il cliente te
lo richiede

Dimostrare
entusiasmo

Mostra
convinzione nella
tua
organizzazione
di prodotti e dei
servizi
Arnaldo Casnaghi
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Tel. 3896920261
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Arnaldo Casnaghi e Partners s.n.c.– P.iva 11505290152

Tecniche di vendita (a fumetti e non solo)

  • 2.
    Comportamenti professionali del venditore LaPartnership Venditore -Cliente
  • 3.
  • 4.
    Il servizio comefatto corale
  • 5.
    La qualità delservizio dipende da tutti. È molto importante che ogni componente del team faccia la sua parte senza stonare nel coro. Tutti possono influenzare la qualità del servizio.
  • 6.
  • 7.
    Che cosa significavendere? Vendere significa soddisfare esigenze e desideri del cliente.
  • 8.
    Venditore = medicodi famiglia
  • 9.
    L’ascolto delle esigenzedel cliente e la proposta di soluzioni adeguate ricorda il lavoro del medico che dopo aver visitato/ascoltato i suoi pazienti arriva alla diagnosi ed indica la “terapia” su misura.
  • 10.
  • 11.
    Nel rapporto conil cliente ricorda che il timoniere sei tu. Fai in modo di garantire al cliente una “tranquilla navigazione”. Il premio per entrambi è la fidelizzazione.
  • 12.
    Il cliente inmani sicure
  • 13.
    Con il tuocomportamento fai in modo che il cliente si senta in mani sicure. Far sorgere dubbi, incertezze, timori o insicurezze rischia di precludere futuri sviluppi, insidia la fidelizzazione.
  • 14.
    Per far sentireil cliente in mani sicure esprimiti con i verbi al presente indicativo, evita accuratamente il condizionale e il futuro. Es. “Con questo acquisto lei ottiene…” e non “…lei otterrebbe o otterrà…” N.B. Adesso acquista e adesso vuole sapere i vantaggi.
  • 15.
    Professionalità = Relazione +Compito (problem solving)
  • 16.
    La professionalità delvenditore è la risultante di due variabili: - l’orientamento alla relazione è la capacità di costruire relazioni piacevoli, sicure,durature ed affidabili col cliente. - l’orientamento al compito è la capacità di fare problem-solving affinché tutto proceda secondo le aspettative del cliente.
  • 17.
  • 18.
  • 19.
    1. Il clienteal primo posto. Significa concentrarsi sugli interessi e i bisogni del cliente al fine di trovare soluzioni “su misura” con continuità.
  • 20.
    2. Costruire unarelazione che duri. Significa agire da risolutore dei problemi per facilitare le fidelizzazione e per acquisire il diritto di avanzare nel rapporto.
  • 21.
    3.Coinvolgere per facilitarela relazione. Il cliente si convince più con il coinvolgimento che con mirabolanti argomentazioni di vendita. Il venditore parla poco e ascolta molto. E’ stimolato dal confronto con il cliente.
  • 22.
  • 23.
    Una buona collaborazione venditore/clienteassicura una comune soddisfazione finale.
  • 24.
  • 25.
    La preparazione della trattativa L’approcciocon il cliente e la comunicazione faccia a faccia
  • 26.
  • 27.
        La preparazione dellatrattativa e la telefonata al cliente
  • 28.
    Dopo aver analizzatola situazione attuale del cliente, il venditore identifica la situazione migliorativa (per il cliente), lo contatta per un appuntamento per verificare/approfondire i miglioramenti che ha in mente.
  • 29.
  • 30.
    I buoni risultatinon si improvvisano. I clienti “tosti” vanno presi d’assedio con tenacia e preparazione personale.   
  • 31.
    Alla fine lesoddisfazioni arrivano
  • 32.
    L’approccio con ilcliente e la comunicazione faccia a faccia  
  • 33.
  • 34.
    Rispettando la trasparenzae il coinvolgimento, indica (o ricorda) al cliente la finalità e i benefici del colloquio: “perché ti sto incontrando”.
  • 35.
    Comunicazione “faccia afaccia” - l’importanza delle variabili non verbali -
  • 36.
    Stai attento allacomunicazione non verbale perché “veicola” stati d’animo, sensazioni, punti di vista,ecc. Inoltre fai in modo che la tua comunicazione sia in sintonia con il cliente che hai davanti.
  • 37.
    Le variabili “leggere” -la microcomunicazione -
  • 38.
    Nella comunicazione staimolto attento alla “microcomunicazione ” perché porta i tuoi messaggi e dipende solo da te: - il tono della voce - lo sguardo - il linguaggio - la posizione del corpo - la mimica facciale - i gesti simbolici
  • 39.
  • 40.
    Per sviluppare l’efficaciadella tua comunicazione, per far arrivare con immediatezza i tuoi messaggi al cliente, usa positivi gesti simbolici che aiutano a capire e comprendere. 
  • 41.
  • 42.
    Un’immagine giusta valepiù di cento parole 
  • 43.
    Fai uso diimmagini perché comunicano sensazioni e vengono ricordate con più facilità dal cliente.
  • 44.
  • 45.
     Tecniche di venditaorientate alla partnership
  • 46.
    La regola del“4 x 20” Nell’approccio con il cliente stai attento alla regola del “4 x 20 ”.
  • 47.
                1) I primiventi passi. Muoviti con sicurezza ed affabilità.
  • 48.
    2) I primiventi centimetri del viso. Comunica con la tua faccia cordialità e “ospitalità”.
  • 49.
    3) Le primeventi parole.         Suscita interesse sin dalle prime parole.
  • 50.
    4) Tutto questo duraventi secondi.
  • 51.
  • 52.
  • 53.
    Per capire ecomprendere il cliente rispetta questo metodo: - ascolta quello che il cliente ha da dirti - fai ascolto attivo per saperne di più ( fai domande di approfondimento) - osserva il comportamento non verbale del cliente
  • 54.
  • 55.
    Nell’ascoltare il clienteè importante avere sempre una visione di insieme. Questo è possibile attraverso l’esplorazione degli interessi, rivolgendo domande con lo scopo di conoscere la situazione attuale e le sue aspettative (situazione migliorativa).
  • 56.
    Tipologie di domande perinterrogare il cliente
  • 57.
    Gli strumenti perconoscere gli interessi del cliente sono tre differenti tipologie di domande (ascolto attivo ): chiuse, aperte e ad alto potenziale.
  • 58.
    1) Domande chiuse Sonodomande alle quali si risponde con un sì/no o con una informazione. Es. “Le piace il suo lavoro? Quanti anni ha?”
  • 59.
    2)  Domande aperte Sonodomande alle quali non basta rispondere con un sì/no ma è richiesta una risposta più descrittiva, meditata (non immediata). Es. “Quanto è importante per lei il servizio? Quale lavoro le piacerebbe fare?”
  • 60.
    3) Domande adalto potenziale Sono domande aperte che facilitano nell’interlocutore riflessioni, spingono a valutare, analizzare ed esprimere sensazioni e percezioni. Es. “Quali sono le prime tre cose che lei si aspetta da un buon servizio?”
  • 61.
  • 62.
  • 63.
    Dopo aver esploratogli interessi del cliente e prima della presentazione delle soluzioni il venditore verifica e dimostra di aver ben capito “restituendo” quello che il cliente ha detto e riscontrando che la situazione da lui inquadrata sia quella effettiva. Es. “Se ho ben capito lei desidera…” “E’ così?”
  • 64.
  • 65.
    La soluzione adeguatae coerente agli interessi del cliente
  • 66.
    Nel presentare lasoluzione al cliente ricordati di essere chiaro, non banale, non ripetitivo ma di “parlare su misura ” per risolvere le sue esigenze /desideri.
  • 67.
    Caratteristiche della soluzionee vantaggi per il cliente
  • 68.
    Prima di passareoltre coinvolgi il cliente chiedendo cosa pensa della soluzione appena presentata: “Che ne pensa?” “Ci siamo?”. oppure In questa fase è molto importante “tenere il cliente per mano ”.
  • 69.
  • 70.
    Dì al clientesolo ciò che è utile. Non dilungarti su tutto ciò che sai, perdi tempo e rischi di mandare in confusione il cliente (e forse anche te stesso). Indica i particolari solo su richiesta del cliente o se li ritieni funzionali alla trattativa.
  • 71.
    Dire + Mostrare= Dimostrare
  • 72.
    Nell’esporre le possibilisoluzioni aiutati con il depliant per indicare le caratteristiche e i vantaggi.
  • 73.
  • 74.
  • 75.
    Quando incontri lecriticità non interpretarle come un ostacolo, ma come una questione che il cliente ti pone sulla quale vuole essere rassicurato, saperne di più.
  • 76.
  • 77.
    Per rispondere usale capacità di comunicazione : ascolta, non interrompere, dimostra interesse, ascolta in modo attivo (fai domande di approfondimento, se opportuno) e “costruisci” una risposta circostanziata e credibile.
  • 78.
  • 79.
    Esempi di risposte Questionidel cliente “Mi sembra un po’ caro” “Sono già fornito” “Il mercato è fermo / c’è crisi” Risposte del venditore “Capisco, se lei mi chiede perché questo prezzo…” oppure “E’ interessante… possiamo approfondire questo argomento, in relazione a cosa?” “Certo, la domanda che lei si pone è ‘perché dovrei cambiare?’…” “Mi rendo conto: la questione è ‘che fare per ravvivare le vendite ’. E’ così?”
  • 80.
  • 81.
    Quando il clienteinsiste su un particolare sul quale siamo oggettivamente “perdenti”, usa la tecnica del “bilanciamento ” per verificare con trasparenza la globalità della convenienza della proposta che gli stai facendo. Se la “bilancia” pesa più dalla parte della convenienza per lui, faglielo notare e concludi.
  • 82.
    Esempio di bilanciamento Questionedel cliente “Ma su questo punto…non ci siamo!” Risposta del venditore “Certo capisco quello che lei mi segnala. Proviamo a rivedere complessivament e il grado di convenienza della soluzione proposta per trovare un
  • 83.
  • 84.
    Cross selling =vendite aggiuntive
  • 85.
    Dopo aver raggiuntol’obiettivo prioritario per il quale hai incontrato il cliente, informalo su novità “minori” ed accessori complementari all’acquisto appena fatto ( fai cross selling) e chiedi il feed-back (parere, opinione) “Che ne pensa?”. Es. Acquisto principale una giacca, cross selling : camicie, gilet, cravatte etc.
  • 86.
  • 87.
    E’ un momentodelicato. Quando il tempo è “scaduto” chiudi. Chi deve proporre la chiusura sei tu, perché sei tu il “regista”, il “timoniere”, l’artefice dell’incontro.
  • 88.
  • 89.
    Chiudi con unadi queste frasi: “Siamo d’accordo che…” oppure “Facciamo così”. Riepiloga le cose dette sulle quali c’è stato il consenso o dissenso del cliente. Finalità della chiusura è raggiungere il miglior obiettivo possibile. N.B. Chiudi sempre tu per primo, non lasciare l’iniziativa al cliente. Il leader sei tu.
  • 90.
    Misura la “temperatura” Lecinque abilità chiave di comunicazione nel processo di vendita
  • 91.
  • 92.
    Durante la trattativa“misura la temperatura” al tuo cliente rivolgendogli domande utili a non perderlo di vista e a coinvolgerlo. “Misurare la temperatura ” significa assicurarti che il cliente ti segua nei ragionamenti.
  • 93.
    Istruzioni per l’usodel “termometro” (come e quando rivolgere domande di coinvolgimento/verifica): 1) Dopo aver indicato al cliente la finalità dell’incontro : “Possiamo cominciare ?”
  • 94.
    2) Al momentodella “restituzione” o riassunto delle esigenze (e prima della presentazione della soluzione) : “Se ho ben capito lei desidera…E’ così?” 3) Quando hai presentato la soluzione verifica cosa ne pensa il cliente : “Che ne pensa?” oppure “Ci siamo?”
  • 95.
    Le cinque capacitàchiave di comunicazione nel processo di vendita: 1. Stabilire un contatto 2. Incoraggiare 3. Fare domande 4. Fare riepiloghi 5. Fornire informazioni e risposte
  • 96.
    Capacità Funzione Componenti Descrizione Stabilire un contatto Creare un legame personalecon il cliente Guardare il cliente Cerca di guardare quanto più possibile il cliente. Evita di fissarlo per non metterlo in soggezione Adattarsi Usa forme verbali, gesti ed atteggiamenti che si adattino a quelli del cliente. Creare un rapporto Mostrati disponibile all’ascolto. Cerca argomenti di comune interesse per entrare in sintonia .
  • 97.
    Incoraggiare Favorire un atteggiamento partecipativo Rinforzare Invia alcliente segnali verbali e non verbali. Usa domande e frasi indicanti che vuoi saperne di più Immedesimars i Mostra di aver capito lo stato d’animo del cliente. Non significa essere necessariamente d’accordo con lui Accettare Fai capire di aver recepito le informazioni ricevute. Non significa necessariamente essere d’accordo con lui.
  • 98.
    Fare domande Serve ad ottenere informazioni approfondite sulla situazione, sui problemie sui bisogni del cliente Fare domande in modo non direttivo Fai domande aperte e chiuse Uso di domande ad alto potenziale Fai domande che portino il cliente a pensare, cioè a valutare, analizzare, ipotizzare o esprimere sentimenti
  • 99.
    Fare riepiloghi Serve per rendere esplicito l’andamento del colloquio Riepilogare Ripetio parafrasa quanto il cliente ha detto (restituzione) Verificare Verifica il grado di consenso del cliente notando i segnali non verbali o facendogli domande dirette Verifica di aver ben capito il punto di vista del cliente
  • 100.
    Fornire informazioni e risposte Serve acreare un’immagine positiva del servizio Presentare i benefici Spiega al cliente in che modo il prodotto o servizio può risolvere un suo bisogno specifico Usare un linguaggio conciso Usa frasi brevi e vai al punto. Dilungati solo se il cliente te lo richiede Dimostrare entusiasmo Mostra convinzione nella tua organizzazione di prodotti e dei servizi
  • 101.
    Arnaldo Casnaghi Via Ponzio,78 - Milano Tel. 3896920261 Mail: a.casnaghi@gmail.com Arnaldo Casnaghi e Partners s.n.c.– P.iva 11505290152