Il documento esplora il pensiero di Leopardi riguardo all'illuminismo, al materialismo e alla condizione umana, evidenziando il fallimento del progetto illuminista nel migliorare la vita e la natura fondamentalmente infelice dell'uomo. Leopardi distingue tra il piacere come fine naturale e la sua inaccessibilità nella realtà, suggerendo che la vera poesia è quella che esprime illusioni e fantasia, distinta dalla poesia moderna, che riflette la razionalità e il dolore. La poesia antica è vista come un mezzo per appagare i desideri dell'uomo moderno, mentre la razionalità porta all'inevitabile infelicità derivante dalla consapevolezza della propria condizione.