La Divina Commedia Purgatorio Canto XXVI
Purgatorio La classificazione delle anime nel Purgatorio non si fonda, come quella dei dannati, sulle colpe effettivamente commesse, ma sulle tendenze peccaminose, e viene quindi dedotta sul fondamento di un’indagine psicologica: l’analisi del concetto d’amore, principio di ogni virtù e di ogni vizio.
Purgatorio Lo schema del ragionamento si può così riassumere: L’amore , che è in ogni creatura , come nel Creatore, si distingue in amore naturale e amore d’elezione.  Il primo, in quanto è istintivo , non può mai errare e non comporta responsabilità di chi agisce. L’amore d’elezione invece , nel quale intervengono l’intelligenza e la volontá dell’agente, può errare in  tre modi :
Amore d’elezione Per malo obietto In quanto cioè si rivolge al male, e precisamente a desiderare il male del prossimo (superbia, invidia, ira) 2. Per poco di vigore In quanto porta tiepidezza e negligenza nell’amore del vero bene, che è Dio (accidia) 3. Per troppo vigore In quanto ama senza misura i beni finiti e imperfetti (avarizia, gola,  lussuria ).
Purgatorio Canto XXVI Tempo:  12 aprile 1300 (martedì dopo Pasqua) Luogo : settima cornice. A ridosso della parete del monte scorre una cortina di fuoco Custode : Angelo della castità Colpa : Lussuria Pena : I lussuriosi camminano entro la cortina di fuoco e pregano cantando l’inno Summae Deus Clementiae.  Due schiere opposte Contrappasso :bruciano nel fuoco come in vita furono bruciati dalla passione Personaggi : Dante, Virgilio,  Guido Guinizzelli ,  Arnaut Daniel
Canto XXVI Temi e contenuti  La lussuria  Il coinvolgimento affettivo La tradizione La poesia Personaggi : Guido Guinizelli - v. 88-135  Arnaut Daniel - v. 136-148
Lussuria Secondo la Chiesa Cattolica: è uno dei sette vizi capitali detto “vizio impuro” ed è causa di effetti negativi Generalmente gli antichi non avevano una nozione di colpa legata al comportamento sessuale
Lussuria Il centro del peccato di lussuria sta nell'aver ecceduto nella ricerca del piacere  PG XXVI 82-84 Nostro peccato fu ermafrodito; ma perché non servammo umana legge, seguendo come bestie l'appetito Da dove Dante trae la notizia della lussuria e del pentimento del Guinizzelli, date le scarsissime notizie biografiche che del poeta bolognese rimangono? Per considerare il Guinizzelli, Arnaut Daniel e se stesso lussuriosi, Dante non aveva bisogno di conferme biografiche: bastava essere poeti d'amore, sensuale o spirituale non fa differenza, poichè tale sentimento sempre  "troppo s'abbandona"  al bene terreno (Pg. XVII, 136).  Quanto alla notizia del pentimento, non ha in questo caso più importanza che per altri personaggi del Purgatorio.
Lussuriosi Dante nella Divina Commedia colloca i lussuriosi in tutti e tre i luoghi oltremondani: Inferno V  “peccator carnali/ che la ragion sommettono al talento”  ( Paolo e Francesca)  Purgatorio, Canto XXVI, 25- 42   due schiere di anime, che corrono in opposte direzioni;  quando si incontrano si baciano festose, e subito proseguono elevando alte grida: « Sodoma e Gomorra » grida una schiera; « Nella vacca entra Pasifae, perché ’ l torello a sua lussuria corra » grida l’altra . Paradiso: Carlo Martello, Cunizza da Romano e Raab
Tra Inferno e Purgatorio… INFERNO Nell’Inferno la lussuria e l’omosessualità sono viste come due forme di peccato  del tutto diverse anche nella gravità e  come tali sono punite in gironi differenti lussuriosi  ( Canto V )  omosessuali   ( Canto XV )   Settimo cerchio Paolo e Francesca Brunetto Latini Secondo cerchio Purgatorio I lussuriosi e gli omosessuali  sono visti come due aspetti della stessa sregolatezza sentimentale
nel Purgatorio Gridano come  Due schiere Prima schiera Amore secondo natura  (Eterosessuali ) Seconda schiera  Amore Contro natura (Omosessuali ) Esempio di lussuria punita: Pasifae Esempio di lussuria punita: Sodoma  e  Gomorra
Il coinvolgimento affettivo Nessun personaggio che non sia poeta è nominato nel canto Il coinvolgimento di Dante va oltre l’umana partecipazione alla sofferenza delle anime Profondo affetto  figlio verso il padre quand' io odo nomar sé stesso il  padre mio  e de li altri miei miglior che mai rime d'amor usar dolci e leggiadre ; (XVII 97-99 Nota: il  padre  /  mio :  con queste due parole Dante riconosce al Guinizelli il ruolo di iniziatore, o meglio di precursore, come scrive il Contini, dello stilnovismo.
La tradizione Il riconoscimento della paternità da parte di Dante ha grande rilievo sul piano storico-letterario La letteratura è tradizione: temi e forme che procedono nel tempo attraverso la successione di padri-maestri  figli-discepoli che assicurano Continuità letteraria
La poesia come lingua Dante tende ad identificare  poesia e lingua La lingua “attua” la poesia in un sistema di segni espressivi entro cui si manifesta la singola identità stilistica dell’autore  polemica anti guittoniana  La lingua “plebea” di Guittone   freno alla “gloria della lingua”  elogio del volgare illustre  esteso anche alla lingua d’oc  nuova lingua d’arte  stilnovo Arnaut Daniel   “il miglior fabbro”
Le rime d’amor usar dolci e leggiadre   (XXVI 97-99) dolci :  riguarda il «suono de lo dittato»  (Conv.  IV, II 13), ed è chiara ripresa del  dolce  di Pg XXIV  57 ,  prima caratteristica formale del nuovo stile  (oltre il v. 112); leggiadre  indica la finezza e l'eleganza  (leggiadria  era la virtù propria dell'uso delle corti). L'uno e l'altro carattere vogliono contrapporsi allo stile guittoniano, considerato aspro e rozzo.  Il dialogo col Guinizelli non è che una ripresa, e un completamento, di quello con Bonagiunta. Il grande evento che segnò la vita di Dante, la scoperta e l'esercizio del «nuovo stile», ha in questo gruppo di canti del  Purgatorio  una ben estesa e cosciente celebrazione.
Li dolci detti vostri, che, quanto durerà l'uso moderno   (XXVI 112-113) Li  dolci  detti vostri  :  ritorna, con ferma insistenza, l'aggettivo principe di questa poesia come Dante la presenta nel  Purgatorio.  Il termine  dolci  caratterizza la poesia del nuovo stile, come si è visto. Ciò dunque che fa tanto caro a Dante il poeta di Bologna è la «dolcezza» dei suoi versi d'amore, che hanno rinnovato la poesia volgare italiana; detti   vale in antico spesso per componimento poetico in genere, dal primo senso proprio di «ammaestramenti», scritti didascalici.  l'uso moderno   indica appunto lo scrivere in volgare
La poesia d’amore Conclusione del lungo discorso di Dante sulla poesia che , attraverso Oderisi da Gubbio( Pg XI , 97-99) , aveva raggiunto il culmine nell’enunciazione della poesia stilnovistica con Bonagiunta da Lucca ( Pg. XXIV, 52-54) Revisione e superamento di modelli giovanili Dante – personaggio “brucia” la propria giovanile esperienza cortese  e rinasce come poeta dello spirito (G. Contini) Dante autore della Commedia
Appendice Guido  Guinizzelli Arnaut  Daniel Traduzione  Guittone  d’Arezzo La lirica provenzale Il dolce  stil  novo Pasifae Sodoma  e  Gomorra
Guido Guinizzelli padre / mio e de li altri miei miglior che mai / rime d'amor usar dolci e leggiadre"  (Pg. XXVI,97-99)  Il bolognese Guido Guinizzelli fece il suo tirocinio poetico alla scuola di Guittone, poi se ne allontanò, sviluppando un suo modo indipendente di poetare. I contemporanei apprezzarono la novità della sua poesia ed essa si diffuse in Toscana, dove trovò molti seguaci. Fu lui il fondatore di quella maniera di poetare che venne chiamata "Dolce Stil Nuovo" e che esercitò la sua influenza sulla letteratura italiana fino al Rinascimento. Pg. XXVI,112-114 ... Li dolci detti vostri, che, quanto durerà l'uso moderno  (fino a che durerà l'uso di poetare in volgare) faranno cari ancora i loro incostri. (renderanno preziosi i manoscritti che li contengono)
Arnaut Daniel Arnaut Daniel fu un celebre trovatore provenzale attivo fra il 1180 ed il 1210. Nelle antiche biografie si dice di lui che si dilettasse a scrivere versi difficili, che Dante imitò nelle sue "rime petrose" gareggiando in virtuosismi tecnici.  Lo stesso giudizio pienamente positivo sulla poesia di Arnaut Daniel è condiviso anche dal  Petrarca, che nel Trionfo d'Amore esplicitamente loda il poeta provenzale. El cominciò liberamente a dire: Tan m’abellis vostre cortes deman, qu’ieu no me puesc ni voill a vos cobrire. Ieu sui Arnaut, que plor e vau cantan; consiros vei la passada folor, e vei jausen lo jorn qu’esper, denan. Ara vos prec, per aquella valor que vos condus al som de l’escalina, sovenha vos a temps de ma dolor!
140-7.  Tan m'abellis...:  questo brano di quasi tre terzine, unico passo del poema in lingua straniera, è insieme un pezzo di bravura e un omaggio che Dante vuol rendere al provenzale che nella sua opinione  soverchiò tutti  nell'arte di usare la lingua volgare. Brano di grande dolcezza, profondo sentire, e intensa musicalità, dove risalta l'arte non minore dell'emulo fiorentino.  Questa la traduzione letterale: «Tanto mi è gradita la vostra cortese domanda, ch'io non mi posso nè voglio nascondere (cobrire) a voi. Io sono Arnaldo, che piango e vo cantando, guardo pensoso (consiros vei) la passata follia, e guardo con gioia (jausen: godendo), davanti a me,la felicità celeste che spero. Ora vi prego, in nome di quella virtù o grazia divina, che vi guida al sommo della scala (cioè alla cima della montagna del purgatorio), vi sovvenga, a tempo debito (a temps vale il lat. ad tempus), cioè di fronte a Dio del mio dolore!». Traduzione
Guittone d’Arezzo Pg. XXVI,124-126 Così fer molti antichi di Guittone, di grido in grido pur lui dando pregio, fin che l'ha vinto il ver con più persone . Guinizzelli, sottolinea come l'apparire di poeti migliori spegnerà naturalmente l'artificiosa fama di Guittone: Guittone d'Arezzo, attivo nella seconda metà del XIII sec., è considerato l'iniziatore della lirica di ispirazione provenzale che fiorì in Toscana in un periodo in parte precedente ed in parte coincidente alla fioritura dello stilnovismo, ma che ad esso rimase volutamente estraneo .
 
Principio della nuova poesia Purgatorio (XXIV, 55-57)Dante e Bonagiunta E io a lui: «I' mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e a quel modo ch'e' ditta dentro vo significando». Io sono uno che quando Amore mi ispira, ascolto e annoto, ed in perfetta aderenza al modo in cui Amore va dettando dentro il mio cuore io cerco di esprimermi con le parole
Dolce stilnovo 1230-1276: Guido Guinizzelli (Bologna) 1280-1310: Dante e Guido Cavalcanti (Firenze) I guittoniani accusano i nuovi poeti: “ Voi, ch’avete mutata la mainera” (Bonagiunta Orbicciani a Guinizzelli)
Le novità Temi: solo Amore spiritualizzato (temi politici di Guittone) Forma: dolcezza (stile aspro guittoniano) Fiorentino illustre (influenze provenzali/siciliane)
Quindi… Dolce stil novo Per la rottura con la tradizione Per la dolcezza dei versi Forme di amore Uomo - Amore - Dio -in Guinizzelli e Dante Amore: esperienza distruttiva che riempie di angoscia in Cavalcanti
La donna angelicata Non donna come un angelo Ma la donna è un angelo Donna strumento di salvezza Dio Donna-angelo uomo
Quale nobiltà? Non nobiltà di sangue Ma nobiltà d’animo Origine di questi poeti Famiglie borghesi Famiglie nobili decadute Poesia come mezzo per nobilitarsi
Una poesia di elite? Poesia in volgare Non poesia per tutti Ma rivolta solo ad una elite raffinata
Pasifae Pg. XXVI, 41-42 ...  Ne la vacca entra Pasife, perchè 'l torello a sua lussuria corra. Pasifae, moglie di Minosse, re di Creta, fu presa da passione bestiale per il bellissimo toro bianco che Poseidone aveva inviato in dono al marito.  Per congiungersi con il toro, la regina (" colei / che s'imbestiò ne le 'mbestiate schegge." Pg. XXVI,87 ) entrò in una vacca di legno, costruita da Dedalo.  Da questa unione nacque il Minotauro, una strana creatura, metà uomo e metà bestia (con corpo di uomo e testa di toro oppure con corpo di toro e testa di uomo, secondo quanto narra Ovidio nell'Ars Amatoria, II 23 "semibovemque virum, semivirumque bovem").
Sodoma e Gomorra Sodoma (in ebraico  סדום , pronunciato Sdòm) è un'antica città nominata ripetutamente nella Bibbia, situata nei pressi del Mar Morto. Nell'Antico Testamento si narra della distruzione di questa città e di Gomorra, Adamar, Zoar e Zeboim (la cosiddetta Pentapoli), per opera divina, a causa dell'empietà dei suoi abitanti. Esiste un'altura chiamata Monte di Sodoma, che secondo alcuni archeologi corrisponderebbe al sito dell'antica città. Gomorra (in ebraico  עֲמוֹרָה ,Amora), è stata una delle mitiche "cinque città della pianura" (la più nota delle quali è Sodoma), distrutte da Dio, secondo la narrazione della Bibbia, per la "corruzione" dei loro abitanti. La sua distruzione è narrata in Genesi 19. Tradizionalmente la distruzione di Gomorra è stata attribuita allo stesso peccato che aveva causato la distruzione di Sodoma, quindi il nome di Gomorra nella letteratura antica è sempre citato o in associazione con il nome di Sodoma ("Sodoma e Gomorra"), o per sostituirlo. Spesso Gomorra viene usato come sinonimo di corruzione e decadimento morale e umano. (it.wikipedia.org)
Purgatorio  Canto XXVI  Presentazione realizzata dalla   Classe Quarta A Linguistico Brocca e dalla prof.ssa M. A.  Di Capua Le musiche di sottofondo sono  Yanni-Adagio in C minore Yanni-Enya-Dancec with wolwes

Divina Commedia 26

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    La Divina CommediaPurgatorio Canto XXVI
  • 2.
    Purgatorio La classificazionedelle anime nel Purgatorio non si fonda, come quella dei dannati, sulle colpe effettivamente commesse, ma sulle tendenze peccaminose, e viene quindi dedotta sul fondamento di un’indagine psicologica: l’analisi del concetto d’amore, principio di ogni virtù e di ogni vizio.
  • 3.
    Purgatorio Lo schemadel ragionamento si può così riassumere: L’amore , che è in ogni creatura , come nel Creatore, si distingue in amore naturale e amore d’elezione. Il primo, in quanto è istintivo , non può mai errare e non comporta responsabilità di chi agisce. L’amore d’elezione invece , nel quale intervengono l’intelligenza e la volontá dell’agente, può errare in tre modi :
  • 4.
    Amore d’elezione Permalo obietto In quanto cioè si rivolge al male, e precisamente a desiderare il male del prossimo (superbia, invidia, ira) 2. Per poco di vigore In quanto porta tiepidezza e negligenza nell’amore del vero bene, che è Dio (accidia) 3. Per troppo vigore In quanto ama senza misura i beni finiti e imperfetti (avarizia, gola, lussuria ).
  • 5.
    Purgatorio Canto XXVITempo: 12 aprile 1300 (martedì dopo Pasqua) Luogo : settima cornice. A ridosso della parete del monte scorre una cortina di fuoco Custode : Angelo della castità Colpa : Lussuria Pena : I lussuriosi camminano entro la cortina di fuoco e pregano cantando l’inno Summae Deus Clementiae. Due schiere opposte Contrappasso :bruciano nel fuoco come in vita furono bruciati dalla passione Personaggi : Dante, Virgilio, Guido Guinizzelli , Arnaut Daniel
  • 6.
    Canto XXVI Temie contenuti La lussuria Il coinvolgimento affettivo La tradizione La poesia Personaggi : Guido Guinizelli - v. 88-135 Arnaut Daniel - v. 136-148
  • 7.
    Lussuria Secondo laChiesa Cattolica: è uno dei sette vizi capitali detto “vizio impuro” ed è causa di effetti negativi Generalmente gli antichi non avevano una nozione di colpa legata al comportamento sessuale
  • 8.
    Lussuria Il centrodel peccato di lussuria sta nell'aver ecceduto nella ricerca del piacere PG XXVI 82-84 Nostro peccato fu ermafrodito; ma perché non servammo umana legge, seguendo come bestie l'appetito Da dove Dante trae la notizia della lussuria e del pentimento del Guinizzelli, date le scarsissime notizie biografiche che del poeta bolognese rimangono? Per considerare il Guinizzelli, Arnaut Daniel e se stesso lussuriosi, Dante non aveva bisogno di conferme biografiche: bastava essere poeti d'amore, sensuale o spirituale non fa differenza, poichè tale sentimento sempre "troppo s'abbandona" al bene terreno (Pg. XVII, 136). Quanto alla notizia del pentimento, non ha in questo caso più importanza che per altri personaggi del Purgatorio.
  • 9.
    Lussuriosi Dante nellaDivina Commedia colloca i lussuriosi in tutti e tre i luoghi oltremondani: Inferno V “peccator carnali/ che la ragion sommettono al talento” ( Paolo e Francesca) Purgatorio, Canto XXVI, 25- 42 due schiere di anime, che corrono in opposte direzioni; quando si incontrano si baciano festose, e subito proseguono elevando alte grida: « Sodoma e Gomorra » grida una schiera; « Nella vacca entra Pasifae, perché ’ l torello a sua lussuria corra » grida l’altra . Paradiso: Carlo Martello, Cunizza da Romano e Raab
  • 10.
    Tra Inferno ePurgatorio… INFERNO Nell’Inferno la lussuria e l’omosessualità sono viste come due forme di peccato del tutto diverse anche nella gravità e come tali sono punite in gironi differenti lussuriosi ( Canto V ) omosessuali ( Canto XV ) Settimo cerchio Paolo e Francesca Brunetto Latini Secondo cerchio Purgatorio I lussuriosi e gli omosessuali sono visti come due aspetti della stessa sregolatezza sentimentale
  • 11.
    nel Purgatorio Gridanocome Due schiere Prima schiera Amore secondo natura (Eterosessuali ) Seconda schiera Amore Contro natura (Omosessuali ) Esempio di lussuria punita: Pasifae Esempio di lussuria punita: Sodoma e Gomorra
  • 12.
    Il coinvolgimento affettivoNessun personaggio che non sia poeta è nominato nel canto Il coinvolgimento di Dante va oltre l’umana partecipazione alla sofferenza delle anime Profondo affetto figlio verso il padre quand' io odo nomar sé stesso il padre mio e de li altri miei miglior che mai rime d'amor usar dolci e leggiadre ; (XVII 97-99 Nota: il padre / mio : con queste due parole Dante riconosce al Guinizelli il ruolo di iniziatore, o meglio di precursore, come scrive il Contini, dello stilnovismo.
  • 13.
    La tradizione Ilriconoscimento della paternità da parte di Dante ha grande rilievo sul piano storico-letterario La letteratura è tradizione: temi e forme che procedono nel tempo attraverso la successione di padri-maestri figli-discepoli che assicurano Continuità letteraria
  • 14.
    La poesia comelingua Dante tende ad identificare poesia e lingua La lingua “attua” la poesia in un sistema di segni espressivi entro cui si manifesta la singola identità stilistica dell’autore polemica anti guittoniana La lingua “plebea” di Guittone freno alla “gloria della lingua” elogio del volgare illustre esteso anche alla lingua d’oc nuova lingua d’arte stilnovo Arnaut Daniel “il miglior fabbro”
  • 15.
    Le rime d’amorusar dolci e leggiadre (XXVI 97-99) dolci : riguarda il «suono de lo dittato» (Conv. IV, II 13), ed è chiara ripresa del dolce di Pg XXIV 57 , prima caratteristica formale del nuovo stile (oltre il v. 112); leggiadre indica la finezza e l'eleganza (leggiadria era la virtù propria dell'uso delle corti). L'uno e l'altro carattere vogliono contrapporsi allo stile guittoniano, considerato aspro e rozzo. Il dialogo col Guinizelli non è che una ripresa, e un completamento, di quello con Bonagiunta. Il grande evento che segnò la vita di Dante, la scoperta e l'esercizio del «nuovo stile», ha in questo gruppo di canti del Purgatorio una ben estesa e cosciente celebrazione.
  • 16.
    Li dolci dettivostri, che, quanto durerà l'uso moderno (XXVI 112-113) Li dolci detti vostri : ritorna, con ferma insistenza, l'aggettivo principe di questa poesia come Dante la presenta nel Purgatorio. Il termine dolci caratterizza la poesia del nuovo stile, come si è visto. Ciò dunque che fa tanto caro a Dante il poeta di Bologna è la «dolcezza» dei suoi versi d'amore, che hanno rinnovato la poesia volgare italiana; detti vale in antico spesso per componimento poetico in genere, dal primo senso proprio di «ammaestramenti», scritti didascalici. l'uso moderno indica appunto lo scrivere in volgare
  • 17.
    La poesia d’amoreConclusione del lungo discorso di Dante sulla poesia che , attraverso Oderisi da Gubbio( Pg XI , 97-99) , aveva raggiunto il culmine nell’enunciazione della poesia stilnovistica con Bonagiunta da Lucca ( Pg. XXIV, 52-54) Revisione e superamento di modelli giovanili Dante – personaggio “brucia” la propria giovanile esperienza cortese e rinasce come poeta dello spirito (G. Contini) Dante autore della Commedia
  • 18.
    Appendice Guido Guinizzelli Arnaut Daniel Traduzione Guittone d’Arezzo La lirica provenzale Il dolce stil novo Pasifae Sodoma e Gomorra
  • 19.
    Guido Guinizzelli padre/ mio e de li altri miei miglior che mai / rime d'amor usar dolci e leggiadre" (Pg. XXVI,97-99) Il bolognese Guido Guinizzelli fece il suo tirocinio poetico alla scuola di Guittone, poi se ne allontanò, sviluppando un suo modo indipendente di poetare. I contemporanei apprezzarono la novità della sua poesia ed essa si diffuse in Toscana, dove trovò molti seguaci. Fu lui il fondatore di quella maniera di poetare che venne chiamata "Dolce Stil Nuovo" e che esercitò la sua influenza sulla letteratura italiana fino al Rinascimento. Pg. XXVI,112-114 ... Li dolci detti vostri, che, quanto durerà l'uso moderno (fino a che durerà l'uso di poetare in volgare) faranno cari ancora i loro incostri. (renderanno preziosi i manoscritti che li contengono)
  • 20.
    Arnaut Daniel ArnautDaniel fu un celebre trovatore provenzale attivo fra il 1180 ed il 1210. Nelle antiche biografie si dice di lui che si dilettasse a scrivere versi difficili, che Dante imitò nelle sue "rime petrose" gareggiando in virtuosismi tecnici. Lo stesso giudizio pienamente positivo sulla poesia di Arnaut Daniel è condiviso anche dal Petrarca, che nel Trionfo d'Amore esplicitamente loda il poeta provenzale. El cominciò liberamente a dire: Tan m’abellis vostre cortes deman, qu’ieu no me puesc ni voill a vos cobrire. Ieu sui Arnaut, que plor e vau cantan; consiros vei la passada folor, e vei jausen lo jorn qu’esper, denan. Ara vos prec, per aquella valor que vos condus al som de l’escalina, sovenha vos a temps de ma dolor!
  • 21.
    140-7. Tanm'abellis...: questo brano di quasi tre terzine, unico passo del poema in lingua straniera, è insieme un pezzo di bravura e un omaggio che Dante vuol rendere al provenzale che nella sua opinione soverchiò tutti nell'arte di usare la lingua volgare. Brano di grande dolcezza, profondo sentire, e intensa musicalità, dove risalta l'arte non minore dell'emulo fiorentino. Questa la traduzione letterale: «Tanto mi è gradita la vostra cortese domanda, ch'io non mi posso nè voglio nascondere (cobrire) a voi. Io sono Arnaldo, che piango e vo cantando, guardo pensoso (consiros vei) la passata follia, e guardo con gioia (jausen: godendo), davanti a me,la felicità celeste che spero. Ora vi prego, in nome di quella virtù o grazia divina, che vi guida al sommo della scala (cioè alla cima della montagna del purgatorio), vi sovvenga, a tempo debito (a temps vale il lat. ad tempus), cioè di fronte a Dio del mio dolore!». Traduzione
  • 22.
    Guittone d’Arezzo Pg.XXVI,124-126 Così fer molti antichi di Guittone, di grido in grido pur lui dando pregio, fin che l'ha vinto il ver con più persone . Guinizzelli, sottolinea come l'apparire di poeti migliori spegnerà naturalmente l'artificiosa fama di Guittone: Guittone d'Arezzo, attivo nella seconda metà del XIII sec., è considerato l'iniziatore della lirica di ispirazione provenzale che fiorì in Toscana in un periodo in parte precedente ed in parte coincidente alla fioritura dello stilnovismo, ma che ad esso rimase volutamente estraneo .
  • 23.
  • 24.
    Principio della nuovapoesia Purgatorio (XXIV, 55-57)Dante e Bonagiunta E io a lui: «I' mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e a quel modo ch'e' ditta dentro vo significando». Io sono uno che quando Amore mi ispira, ascolto e annoto, ed in perfetta aderenza al modo in cui Amore va dettando dentro il mio cuore io cerco di esprimermi con le parole
  • 25.
    Dolce stilnovo 1230-1276:Guido Guinizzelli (Bologna) 1280-1310: Dante e Guido Cavalcanti (Firenze) I guittoniani accusano i nuovi poeti: “ Voi, ch’avete mutata la mainera” (Bonagiunta Orbicciani a Guinizzelli)
  • 26.
    Le novità Temi:solo Amore spiritualizzato (temi politici di Guittone) Forma: dolcezza (stile aspro guittoniano) Fiorentino illustre (influenze provenzali/siciliane)
  • 27.
    Quindi… Dolce stilnovo Per la rottura con la tradizione Per la dolcezza dei versi Forme di amore Uomo - Amore - Dio -in Guinizzelli e Dante Amore: esperienza distruttiva che riempie di angoscia in Cavalcanti
  • 28.
    La donna angelicataNon donna come un angelo Ma la donna è un angelo Donna strumento di salvezza Dio Donna-angelo uomo
  • 29.
    Quale nobiltà? Nonnobiltà di sangue Ma nobiltà d’animo Origine di questi poeti Famiglie borghesi Famiglie nobili decadute Poesia come mezzo per nobilitarsi
  • 30.
    Una poesia dielite? Poesia in volgare Non poesia per tutti Ma rivolta solo ad una elite raffinata
  • 31.
    Pasifae Pg. XXVI,41-42 ... Ne la vacca entra Pasife, perchè 'l torello a sua lussuria corra. Pasifae, moglie di Minosse, re di Creta, fu presa da passione bestiale per il bellissimo toro bianco che Poseidone aveva inviato in dono al marito. Per congiungersi con il toro, la regina (" colei / che s'imbestiò ne le 'mbestiate schegge." Pg. XXVI,87 ) entrò in una vacca di legno, costruita da Dedalo. Da questa unione nacque il Minotauro, una strana creatura, metà uomo e metà bestia (con corpo di uomo e testa di toro oppure con corpo di toro e testa di uomo, secondo quanto narra Ovidio nell'Ars Amatoria, II 23 "semibovemque virum, semivirumque bovem").
  • 32.
    Sodoma e GomorraSodoma (in ebraico סדום , pronunciato Sdòm) è un'antica città nominata ripetutamente nella Bibbia, situata nei pressi del Mar Morto. Nell'Antico Testamento si narra della distruzione di questa città e di Gomorra, Adamar, Zoar e Zeboim (la cosiddetta Pentapoli), per opera divina, a causa dell'empietà dei suoi abitanti. Esiste un'altura chiamata Monte di Sodoma, che secondo alcuni archeologi corrisponderebbe al sito dell'antica città. Gomorra (in ebraico עֲמוֹרָה ,Amora), è stata una delle mitiche "cinque città della pianura" (la più nota delle quali è Sodoma), distrutte da Dio, secondo la narrazione della Bibbia, per la "corruzione" dei loro abitanti. La sua distruzione è narrata in Genesi 19. Tradizionalmente la distruzione di Gomorra è stata attribuita allo stesso peccato che aveva causato la distruzione di Sodoma, quindi il nome di Gomorra nella letteratura antica è sempre citato o in associazione con il nome di Sodoma ("Sodoma e Gomorra"), o per sostituirlo. Spesso Gomorra viene usato come sinonimo di corruzione e decadimento morale e umano. (it.wikipedia.org)
  • 33.
    Purgatorio CantoXXVI Presentazione realizzata dalla Classe Quarta A Linguistico Brocca e dalla prof.ssa M. A. Di Capua Le musiche di sottofondo sono Yanni-Adagio in C minore Yanni-Enya-Dancec with wolwes