Quando Lucifero venne cacciato da Dio dal Paradiso per la sua trasgressione
venne scagliato di testa contro la Terra; persino la terra inorridita da questo si
scansò allargandosi e si creò un cono: ovvero l’Inferno. Tutta quella terra che si
era scansata andò ad accumularsi dalla parte opposta del globo, nell’emisfero
delle acque: quello australe, dove si creò la montagna del Purgatorio.
Questa si divide in tre parti principali:
1.Antipurgatorio comprende la spiaggia, 3 schiere e una valletta fiorita
2.Purgatorio vi si accede tramite la porta del Purgatorio ed ha sette cornici
3.Paradiso Terrestre è un immenso giardino (l’EDEN) dal quale si accede al
Paradiso Celeste
A differenza dell’Inferno le categorie di peccato sono disposte diversamente: o per
aggregazione o per disposizione; inoltre mentre nell’eterna dannazione una volta
che Minosse aveva assegnato loro il girone le anime ci sarebbero rimaste per
sempre, nel Purgatorio non c’è più quella staticità, bensì le anime risalgono il
purgatorio in base alla gravità dei peccati commessi.
Seppur ci sia questo movimento Dante ci mostra comunque ogni anima nella
cornice del peccato a cui essa è assegnata
(Purgatorio I, 4-6)
......e canterò di quel secondo regnoe canterò di quel secondo regno
dove l’umano spirito si purgadove l’umano spirito si purga
e di salire al ciel diventa degnoe di salire al ciel diventa degno
Alla fine del viaggio nel mondo
infernale Dante con l’aiuto di Virgilio
risale la natural burella fino a spuntare
sulla spiaggia di un’ isola, quella del
monte purgatorio. Qui Dante ha una
visione dello spazio a se circostante
completamente differente; non
avverte più infatti quel sentimento di
frustrazione causato dalla visione
delle anime eternamente dannate.
Dante rivede il cielo di un color zaffiro,
nel quale risplendono quattro stelle
particolarmente luminose: queste
rappresentano le quattro virtù
cardinali (prudenza, giustizia, fortezza
e temperanza). Dante si rattrista del
fatto che non essendo queste visibili
nell’emisfero boreale gli uomini sono
privi di tale visione.
Dante, come aveva fatto all’inizio
della Commedia, riprende il tema
dell’ispirazione alle Muse. Pur
essendo le Muse figure mitogiche di
religione pagana, Dante le intende
come tutti gli altri personaggi
precristiani, ovvero gli da un
significato cristiano. Mente nel primo
canto dell’inferno si riferisce ad esse
in generale, in questo primo canto
del purgatorio pone particolare
attenzione a Calliope, (musa della
poesia epica) invocandola a
sostenere il canto con la stessa
perizia con cui ha sconfitto le Pieridi
in una gara di canto.
Dopo la visione delle quattro virtù
cardinali, Dante si gira dalla parte
opposta e scorge la figura di Catone: un
vecchio con la barba lunga e brizzolata
come anche i capelli che gli scendevano
sul petto. Questi si rivolge a Dante e a
Virgilio con aria di rimprovero, in
quanto pensava che essi venendo dall’
inferno avessero violato le eterne leggi
della giustizia divina. Dante appare
impaurito si accosta a Virgilio, questo
infatti prende la parola spiegando la
propria situazione al guardiano del
purgatorio: questa infatti è dovuta alla
volontà divina. Virgilio nel suo colloquio
con Catone fa importanti riferimenti
anche alla vita di quest’ultimo e alla
moglie Marzia che ancora pensa a lui
dal limbo.
Marco Porcio Catone (detto l’Uticense), nasce nel
95 a.C. e muore nel 46 a.C. Questi, nipote di
Catone il Censore, era un personaggio di spicco
della vita politica romana; fortemente
repubblicano andò contro la figura di Cesare di cui
non divenne prigioniero poiché si tolse la vita,
avendo perso le speranze per la libertà
repubblicana. A questo punto sorge spontaneo
chiedersi perché un personaggio pagano e suicida
come Catone sia stato messo non solo in
purgatorio ma anche a guardia di esso. Ciò
proprio perché Dante non pensa a lui come
persona vera e propria, ma ne estrapola i principi:
lo stesso amore per la libertà politica che lo aveva
portato al suicidio viene paragonato alla
liberazione della schiavitù del peccato delle anime
Alla fine del dialogo con Catone
quest’ultimo spiega a Virgilio che
prima che Dante possa iniziare il
suo viaggio nel purgatorio dovrà
effettuare un rito di purificazione:
spiega di recarsi sulla parte più
bassa della spiaggia, sciacquarsi
la faccia con la rugiada togliendo
la cenere dell’inferno, in quanto
non sarebbe degno salire al cielo
sporco dei segni dell’inferno e
altresì di cingere i fianchi con un
giunco. Virgilio sciacquatagli la
faccia con la rugiada stacca un
tenero giungo dall’acqua che
miracolosamente ricresce subito.
Alla fine del dialogo con Catone
quest’ultimo spiega a Virgilio che
prima che Dante possa iniziare il
suo viaggio nel purgatorio dovrà
effettuare un rito di purificazione:
spiega di recarsi sulla parte più
bassa della spiaggia, sciacquarsi
la faccia con la rugiada togliendo
la cenere dell’inferno, in quanto
non sarebbe degno salire al cielo
sporco dei segni dell’inferno e
altresì di cingere i fianchi con un
giunco. Virgilio sciacquatagli la
faccia con la rugiada stacca un
tenero giungo dall’acqua che
miracolosamente ricresce subito.

Purgatorio, canto I

  • 3.
    Quando Lucifero vennecacciato da Dio dal Paradiso per la sua trasgressione venne scagliato di testa contro la Terra; persino la terra inorridita da questo si scansò allargandosi e si creò un cono: ovvero l’Inferno. Tutta quella terra che si era scansata andò ad accumularsi dalla parte opposta del globo, nell’emisfero delle acque: quello australe, dove si creò la montagna del Purgatorio. Questa si divide in tre parti principali: 1.Antipurgatorio comprende la spiaggia, 3 schiere e una valletta fiorita 2.Purgatorio vi si accede tramite la porta del Purgatorio ed ha sette cornici 3.Paradiso Terrestre è un immenso giardino (l’EDEN) dal quale si accede al Paradiso Celeste A differenza dell’Inferno le categorie di peccato sono disposte diversamente: o per aggregazione o per disposizione; inoltre mentre nell’eterna dannazione una volta che Minosse aveva assegnato loro il girone le anime ci sarebbero rimaste per sempre, nel Purgatorio non c’è più quella staticità, bensì le anime risalgono il purgatorio in base alla gravità dei peccati commessi. Seppur ci sia questo movimento Dante ci mostra comunque ogni anima nella cornice del peccato a cui essa è assegnata
  • 4.
    (Purgatorio I, 4-6) ......ecanterò di quel secondo regnoe canterò di quel secondo regno dove l’umano spirito si purgadove l’umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degnoe di salire al ciel diventa degno
  • 5.
    Alla fine delviaggio nel mondo infernale Dante con l’aiuto di Virgilio risale la natural burella fino a spuntare sulla spiaggia di un’ isola, quella del monte purgatorio. Qui Dante ha una visione dello spazio a se circostante completamente differente; non avverte più infatti quel sentimento di frustrazione causato dalla visione delle anime eternamente dannate. Dante rivede il cielo di un color zaffiro, nel quale risplendono quattro stelle particolarmente luminose: queste rappresentano le quattro virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza). Dante si rattrista del fatto che non essendo queste visibili nell’emisfero boreale gli uomini sono privi di tale visione.
  • 6.
    Dante, come avevafatto all’inizio della Commedia, riprende il tema dell’ispirazione alle Muse. Pur essendo le Muse figure mitogiche di religione pagana, Dante le intende come tutti gli altri personaggi precristiani, ovvero gli da un significato cristiano. Mente nel primo canto dell’inferno si riferisce ad esse in generale, in questo primo canto del purgatorio pone particolare attenzione a Calliope, (musa della poesia epica) invocandola a sostenere il canto con la stessa perizia con cui ha sconfitto le Pieridi in una gara di canto.
  • 7.
    Dopo la visionedelle quattro virtù cardinali, Dante si gira dalla parte opposta e scorge la figura di Catone: un vecchio con la barba lunga e brizzolata come anche i capelli che gli scendevano sul petto. Questi si rivolge a Dante e a Virgilio con aria di rimprovero, in quanto pensava che essi venendo dall’ inferno avessero violato le eterne leggi della giustizia divina. Dante appare impaurito si accosta a Virgilio, questo infatti prende la parola spiegando la propria situazione al guardiano del purgatorio: questa infatti è dovuta alla volontà divina. Virgilio nel suo colloquio con Catone fa importanti riferimenti anche alla vita di quest’ultimo e alla moglie Marzia che ancora pensa a lui dal limbo.
  • 8.
    Marco Porcio Catone(detto l’Uticense), nasce nel 95 a.C. e muore nel 46 a.C. Questi, nipote di Catone il Censore, era un personaggio di spicco della vita politica romana; fortemente repubblicano andò contro la figura di Cesare di cui non divenne prigioniero poiché si tolse la vita, avendo perso le speranze per la libertà repubblicana. A questo punto sorge spontaneo chiedersi perché un personaggio pagano e suicida come Catone sia stato messo non solo in purgatorio ma anche a guardia di esso. Ciò proprio perché Dante non pensa a lui come persona vera e propria, ma ne estrapola i principi: lo stesso amore per la libertà politica che lo aveva portato al suicidio viene paragonato alla liberazione della schiavitù del peccato delle anime
  • 9.
    Alla fine deldialogo con Catone quest’ultimo spiega a Virgilio che prima che Dante possa iniziare il suo viaggio nel purgatorio dovrà effettuare un rito di purificazione: spiega di recarsi sulla parte più bassa della spiaggia, sciacquarsi la faccia con la rugiada togliendo la cenere dell’inferno, in quanto non sarebbe degno salire al cielo sporco dei segni dell’inferno e altresì di cingere i fianchi con un giunco. Virgilio sciacquatagli la faccia con la rugiada stacca un tenero giungo dall’acqua che miracolosamente ricresce subito.
  • 10.
    Alla fine deldialogo con Catone quest’ultimo spiega a Virgilio che prima che Dante possa iniziare il suo viaggio nel purgatorio dovrà effettuare un rito di purificazione: spiega di recarsi sulla parte più bassa della spiaggia, sciacquarsi la faccia con la rugiada togliendo la cenere dell’inferno, in quanto non sarebbe degno salire al cielo sporco dei segni dell’inferno e altresì di cingere i fianchi con un giunco. Virgilio sciacquatagli la faccia con la rugiada stacca un tenero giungo dall’acqua che miracolosamente ricresce subito.