Stress Management

1
Stress: come definirlo ?
Reazione adattiva per organizzare
una risposta appropriata.
Attacco e fuga: “fight or flight” reaction
Sindrome da adattamento che l’organismo mette in atto per
rispondere agli effetti prolungati di svariati tipi di sollecitazioni
come stimoli fisici (fatica), mentali (impegno lavorativo), sociali o
ambientali.
Hans Selye, The stress of life

2
Quali sono le cause di stress più comuni?
 Morte di una persona cara
 Divorzio
 Matrimonio
 Cambiamento del posto di lavoro
 Licenziamento
 Debito superiore ad una certa entità
 Fallimento
 Guida nel traffico cittadino
 Litigi con i famigliari
 Trasloco
…

3
Lo stress sul lavoro

4
Eustress e Distress
Hans Selye identificò e definì due tipologie di stress che chiamò
distress (o stress negativo) ed eustress (o stress positivo).
Distress: si ha quando stimoli stressanti instaurano un logorio
progressivo fino alla rottura delle difese psicofisiche. Le
condizioni di stress, e quindi di attivazione dell’organismo,
permangono anche in assenza di eventi stressanti e l’organismo
reagisce a stimoli di lieve entità in maniera sproporzionata.
Eustress: si ha quando uno o più stimoli, anche di natura
diversa, allenano la capacità di adattamento psicofisica
individuale.

5
Una giusta quantità di stress
è indispensabile!

L’eustress è una forma di energia
che favorisce il raggiungimento degli obiettivi

6
Lo stress è come una spezia:
nella giusta proporzione esalta il sapore di un piatto.
Troppo poca produce un blando, noioso pasto.
Troppa può soffocarlo.
(Donald Tubesing)

7
Le forme dello Stress
acuto e cronico
Lo stress acuto si manifesta come una condizione improvvisa
scatenata da un evento facile da riconoscere (una telefonata nel
cuore della notte, un incidente di macchina, una prova d'esame,
un colloquio di lavoro, ecc…) che mette in moto una risposta
fisiologica dell'organismo finalizzata ad affrontare la situazione e
superarla, ristabilendo l'equilibrio.
Lo stress cronico è invece caratterizzato da uno stato di
continua eccitazione: gli agenti stressogeni continuano ad inviare
stimoli e non c'è modo di tornare a un naturale stato di
rilassamento. 

8
Le fasi dello Stress
Allarme: l’organismo risponde alle sollecitazioni mettendo in
atto meccanismi di fronteggiamento (coping) fisici e mentali.
(es. aumento battito cardiaco, pressione arteriosa ecc..)
Resistenza: il corpo tenta di combattere e contrastare gli
effetti
negativi
dell’affaticamento
prolungato,
producendo risposte ormonali specifiche da varie ghiandole.
Esaurimento: se le sollecitazioni continuano ad agire, la
persona può venire sopraffatta e possono prodursi effetti
sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o
somatica.

9
Il coping
Le strategie di coping sono le modalità che definiscono
il processo di adattamento alla situazione stressante
OVVERO
l’insieme degli sforzi cognitivi e comportamentali attuati
per controllare specifiche richieste interne e/o esterne
che vengono valutate come eccedenti le risorse della persona.
Non garantiscono però il successo.
Se la strategia è disfunzionale
può addirittura amplificare la situazione stressante.

10
Il coping
Tipologie principali:

• task coping (centrato sul compito): tendenza ad affrontare il
problema in maniera diretta, cercando soluzioni per fronteggiare
la crisi

• emotion coping (centrato sulle emozioni): regolazione affettiva
che consente di mantenere una prospettiva di speranza e
controllo delle proprie emozioni in una condizione di disagio,
oppure abbandono alle emozioni come la tendenza a sfogarsi o,
ancora, rassegnazione

• avoidance coping (centrato sull’evitamento): tentativo di
ignorare la minaccia dell’evento stressante attraverso la ricerca
del supporto sociale o attraverso attività che distolgono
l’attenzione dal problema

11
Attivare strategie di coping diverse può essere utile.

L’elemento essenziale per un buon adattamento allo stress,
soprattutto nel caso di eventi duraturi nel tempo,
è la flessibilità nell’uso di tali strategie:
è importante essere capaci di non irrigidirsi
su un’unica strategia, ma riuscire a cambiarla
qualora si dimostri inefficace e disadattiva.

12
La componente soggettiva
dell’evento stressante
Gli eventi sono stressanti
nella misura in cui sono percepiti come stressanti:
un evento può essere fonte di stress per una persona
e stimolante occasione di sfida per un’altra.
Valutazione cognitiva:
uno stimolo produrrà o meno una reazione di stress
a seconda di come viene interpretato e valutato.

13
Valutazione primaria: percezione emotiva dello stimolo.

Valutazione secondaria: valutazione delle proprie risorse e
capacità di far fronte allo stimolo stressante.

14
Il processo dello Stress

PSICHICO

FISIOLOGICO

 COGNITIVO
 EMOTIVO

COMPORTAMENTALE

15
Tutto scorre come un fiume
Panta rhei os potamòs
Tutto scorre come un fiume
È il celebre aforisma attribuito a Eraclito,
filosofo della Grecia antica (500 a.C.)
Eraclito fu il primo a comprendere come una condizione statica,
immutabile, fosse incompatibile con la vita stessa
e come la capacità di andare incontro a modificazioni continue
fosse intrinseca a tutte le cose.

16
Un’ipotesi interessante…
Tabella percettiva
Emozioni

17
Non è il mondo che vediamo che ci fa soffrire,
ma il modo in cui vediamo il mondo
La mappa rappresenta l’insieme dei nostri criteri di
valutazione (basata anche su pregiudizi e apprendimenti
emotivi acquisiti nell’infanzia e non più verificati), ciò che ci
consente di orientarci nella vita e di valutare accadimenti e
circostanze.
Le nostre convinzioni principali sono: sulle capacità,
sull’identità, sul mondo/altri. Le convinzioni possono agire da
muro nei confronti di tutto ciò che è nuovo.
I valori individuali sono una categoria speciale di convinzioni
potenti e individuali relative al perché qualcosa sia ritenuto
importante e degno. Ognuno organizza i propri valori secondo
una gerarchia di importanza.

18
Come funzioniamo ?
La mente cosciente
opera con un processore
da 40 bit, può cioè
interpretare ed elaborare
40 bit di stimoli nervosi
al secondo (un bit è uno
stimolo nervoso).
In quello stesso secondo,
la mente subconscia
sta elaborando 40
milioni di bit, è cioè
1 milione di volte più
potente nell’elaborare
informazioni.

mente cosciente
5%

mente subconscia
95%

Pilota automatico

19
mente cosciente
5%

mente subconscia
95%

Pilota automatico

STIMOLO

RISPOSTA/RE-AZIONE

La mente subconscia
è un nastro registratore.
Non c’è bisogno di esserne coscienti.
Il subconscio è composto dai programmi
fondamentali che abbiamo ricevuto
dagli altri nei primi sei anni.
È un congegno di stimolo-risposta.

20
mente cosciente
Come facciamo
a vincere l’opposizione
della nostra
programmazione
subconscia?
Disattivando il
Pilota Automatico
e diventando quindi
più consapevoli.
Il modo più efficace è quello
dell’attenzione, dell’essere
cosciente..
La consapevolezza è uno
stato di coscienza da
addestrare.

5%
Quando la mente cosciente
è occupata, non osserva il subconscio.

95%

La mente cosciente è perlopiù occupata
a pensare al futuro o al passato.
E se il conscio è occupato in questo, in
realtà nel momento Presente
si è guidati dal subconscio.

mente subconscia

21
“Agisci in modo tale da espandere le scelte possibili”
H. Von Foerster

STIMOLO

Libertà
di
scelta

RISPOSTA/AZIONE

22
Suggerimenti per gestire lo Stress

23
24
Suggerimenti per gestire lo Stress
 Auto-responsabilità e centratura su di sé
 Presenza: educare la mente
 Osservazione dei pensieri
 Ascolto del corpo
 Leggerezza
 Coerenza nelle priorità
 Un programma per la cura di sé

25
Auto-reponsabilità

Sapersi prendere cura delle proprie cose,
occupandosi di se e non attendendo che siano altri a farlo.
Vivere con il dovuto “egoismo” e con responsabilità.
Ciò che accade dipende da me.
Dipende da come vivo/accolgo una situazione.

26
Centratura su di sé
Sapersi occupare di ciò che in prima persona ci riguarda
e su cui possiamo fare qualcosa.
Saper identificare e dare seguito ai propri bisogni e desideri.

1 – mi riguarda
e ho impatto
2 – mi riguarda
e NON no impatto

1

3 – NON mi riguarda
e NON ho impatto

2
3

27
Presenza: educare la mente
Sapersi concentrare sul momento presente,
non identificandosi con la nostra mente
che continuamente spazia tra il passato e il futuro,
facendoci perdere energia e prontezza.
Cambiare Frequenza …
Praticare l’attenzione al respiro
che aiuta a migliorare la consapevolezza di sé.
Educare la mente non significa in alcun modo soggiogarla
con la forza, né un lavaggio del cervello.
Educare la mente significa vedere direttamente e
concretamente come essa funziona.

28
Osservazione dei pensieri
Attenzione Consapevole Curiosa
Saper osservare i pensieri per quello che sono,
distinguere i pensieri utili da quelli dannosi.
Non “comprare a scatola chiusa” tutti i prodotti mentali …
mettere in discussione il pensiero e verificare se davvero è
così o se ci sono altre possibilità, diverse prospettive !

29
Ascolto del corpo
Saper ascoltare le proprie sensazioni
e attraverso queste “centrarsi” su ciò che è reale,
piuttosto che perdersi nei dedali della mente
e del pensiero disfuzionale.

30
Leggerezza
Saper vivere senza appesantirsi,
non prendendosi troppo sul serio.
Saper sdrammatizzare quando occorre.

31
Coerenza nelle priorità
Saper agire in coerenza con le proprie priorità,
oppure scegliere consapevolmente (e momentaneamente)
di non farlo.

32
Ansia e Preoccupazione
sono fenomeni diffusi
Tendiamo a credere che ansia e preoccupazione siano sbagliati:
è un ERRORE!
È questione di quantità: a piccole dosi, sono utili e necessarie perché sono
campanelli d’allarme che attirano la nostra attenzione su qualcosa che
non va come dovrebbe, qualcosa di inaspettato o qualcosa che richiede il
nostro intervento immediato.
Talvolta però il campanello d’allarme suona ininterrottamente!! Se siamo
sempre preoccupati, l’utilità di un campanello d’allarme si perde e ci
rimane solo l’altra faccia dell’ansia: uno stato fastidioso e doloroso che ci
disturba da dentro e non ci fa vivere come vorremmo.

33
 Osserva e rifletti: come guardi le cose?
Come tutte le emozioni, anche ansia e preoccupazione ci
informano su come guardiamo alle cose. Se lo stato d’ansia è
presente quotidianamente nella nostra vita, è improbabile che
ci sia effettivamente molto di cui preoccuparsi: è invece più
probabile che siamo noi a guardare alle cose con ansia.
 
 Le sfumature dell’ansia
Spesso reagiamo con ansia anche all’anticipazione di un
evento piacevole: quello che sentiamo è una vaga agitazione o
tensione e in questo modo diamo immediatamente una
connotazione negativa.
Sentire e comunicare di essere “curiosi” o “eccitati” dà una
colorazione nuova a ciò che stiamo provando e ci lascia aperti
a vivere le esperienze in modi sorprendenti.
 
 

34
 Sii specifico
Completa sempre la frase: “sono in ansia per…”
Se registriamo solo l’ansia, senza domandarci cosa l’ha
generata, lo stato ansioso si diffonde col rischio di sovrastarci.
Immediatamente ridimensioneremo l’ansia e ci occuperemo di
ciò che la sta generando.
 
 Relativizza
Domandati: “Quanto conterà questa cosa tra un anno?”
Farsi questa domanda aiuta dare il giusto peso alle cose.
 Questa cosa è nel PRESENTE?
Possiamo occuparcene oggi? Se sì, è il momento giusto per
occuparcene e questo agire ci farà sentire competenti e allenterà
l’ansia.
In questo modo le nostre risorse, la nostra energia, la nostra
creatività saranno disponibili per occuparsi di ciò di cui
possiamo occuparci oggi.

35
 Occuparsi vs pre-occuparsi
Preoccuparsi significa letteralmente “occuparsi in anticipo di
qualcosa”, il che, molto spesso, è insensato e talvolta inutile.
Per farlo, dobbiamo agire sulla base di ipotesi che forse neanche
si
verificheranno.
La preoccupazione è un’anticipazione del futuro e nasconde un
timore e un’aspettativa negativa. Ci dà l’illusione del controllo
mentre in realtà ci sottrae energie utili che potrebbero fruttare
meglio se applicate a problemi reali, nel qui ed ora.
RICORDA: il presente è l’unica cosa certa e l’unica di cui
possiamo e dobbiamo occuparci.  

36
 
 Preoccuparsi degli altri
Preoccuparsi degli altri e per gli altri è generalmente sentito come un
atto di sensibilità e amore.
Proviamo, anche qui, a cambiare prospettiva: occupiamoci di coloro
che amiamo, aiutandoli e accompagnandoli in ciò di cui hanno bisogno
oggi, senza pre-occuparci di quel che potrebbe succedere loro domani.
 

37
Una storiella
“Ricordiamoci di posare il bicchiere d’acqua!”
In un’aula, una formatrice stava spiegando come gestire meglio lo stress.
Quando sollevò un bicchiere d’acqua, i presenti immaginarono che avrebbe posto la solita
domanda:
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
Quello che invece domandò fu:
Quanto credete che pesi questo bicchiere d’acqua?
Il dibattimento fu ampio e le risposte variarono da 250 a 400 grammi.
La formatrice replicò:
Il peso assoluto non conta: dipende dal tempo per cui lo reggo. Se lo sollevo per un minuto, non
è un problema. Se lo sostengo per un’ora, il braccio comincerà a farmi male. Se lo sollevo per
tutto il giorno, il mio braccio sarà decisamente intorpidito e paralizzato. In ogni caso il peso del
bicchiere non cambia, ma più a lungo lo sostengo, più pesante diventa.
Poi continuò:
Gli stress e le preoccupazioni della vita sono come quel bicchiere d’acqua. Se ci pensate per un
momento, non accade nulla. Se ci pensate un po’ più a lungo incominciano a far male. Se ci
pensate per tutto il giorno, ve ne sentirete oppressi, sarete paralizzati e incapaci di far
qualunque cosa.

È importante ricordarsi di lasciare andare i nostri stress.
Alla sera, il più presto possibile, posiamo i nostri fardelli.
Non portiamoceli addosso per tutta la sera e tutta la notte.

38
Un programma per la cura di sé
Trova il modo di “rallentare” e dedicati ad attività rigeneranti:
meditazione, yoga, tai chi, ballo, nuoto, bicicletta, fotografia,
pittura, bricolage, passeggiate, ecc…
Letture consigliate:
Testi sull’epigenetica [Bruce Lipton], sulla fisica quantistica
[Amit Goswami, Ph. D.]. Testi di maestri contemporanei
[Eckhart Tolle], dei filosofi antichi [Epitteto], del dott. Jon
Kabat-Zinn e della mindfulness, Testi sulla sistemica e sulle
costellazioni familiari di Bert Hellinger, “Lo stress” di Mario
Farné (Ed. Il Mulino), “Mente, cervello e respiro” di Monica M.
Cavallo e Anna Zanardi Cappon (Ed. Tecniche Nuove).
E… prova ad essere un po’ più curioso circa la natura della
realtà, della mente e dell’essere umano.

39
Lo stress di può evitare?
No! 

40
Grazie
e buon lavoro!
Per maggiori informazioni
www.manageyourlife.it
02 38235185
info@manageyourlife.it

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Stress management by MYL

  • 1.
  • 2.
    Stress: come definirlo? Reazione adattiva per organizzare una risposta appropriata. Attacco e fuga: “fight or flight” reaction Sindrome da adattamento che l’organismo mette in atto per rispondere agli effetti prolungati di svariati tipi di sollecitazioni come stimoli fisici (fatica), mentali (impegno lavorativo), sociali o ambientali. Hans Selye, The stress of life 2
  • 3.
    Quali sono lecause di stress più comuni?  Morte di una persona cara  Divorzio  Matrimonio  Cambiamento del posto di lavoro  Licenziamento  Debito superiore ad una certa entità  Fallimento  Guida nel traffico cittadino  Litigi con i famigliari  Trasloco … 3
  • 4.
    Lo stress sullavoro 4
  • 5.
    Eustress e Distress HansSelye identificò e definì due tipologie di stress che chiamò distress (o stress negativo) ed eustress (o stress positivo). Distress: si ha quando stimoli stressanti instaurano un logorio progressivo fino alla rottura delle difese psicofisiche. Le condizioni di stress, e quindi di attivazione dell’organismo, permangono anche in assenza di eventi stressanti e l’organismo reagisce a stimoli di lieve entità in maniera sproporzionata. Eustress: si ha quando uno o più stimoli, anche di natura diversa, allenano la capacità di adattamento psicofisica individuale. 5
  • 6.
    Una giusta quantitàdi stress è indispensabile! L’eustress è una forma di energia che favorisce il raggiungimento degli obiettivi 6
  • 7.
    Lo stress ècome una spezia: nella giusta proporzione esalta il sapore di un piatto. Troppo poca produce un blando, noioso pasto. Troppa può soffocarlo. (Donald Tubesing) 7
  • 8.
    Le forme delloStress acuto e cronico Lo stress acuto si manifesta come una condizione improvvisa scatenata da un evento facile da riconoscere (una telefonata nel cuore della notte, un incidente di macchina, una prova d'esame, un colloquio di lavoro, ecc…) che mette in moto una risposta fisiologica dell'organismo finalizzata ad affrontare la situazione e superarla, ristabilendo l'equilibrio. Lo stress cronico è invece caratterizzato da uno stato di continua eccitazione: gli agenti stressogeni continuano ad inviare stimoli e non c'è modo di tornare a un naturale stato di rilassamento.  8
  • 9.
    Le fasi delloStress Allarme: l’organismo risponde alle sollecitazioni mettendo in atto meccanismi di fronteggiamento (coping) fisici e mentali. (es. aumento battito cardiaco, pressione arteriosa ecc..) Resistenza: il corpo tenta di combattere e contrastare gli effetti negativi dell’affaticamento prolungato, producendo risposte ormonali specifiche da varie ghiandole. Esaurimento: se le sollecitazioni continuano ad agire, la persona può venire sopraffatta e possono prodursi effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o somatica. 9
  • 10.
    Il coping Le strategiedi coping sono le modalità che definiscono il processo di adattamento alla situazione stressante OVVERO l’insieme degli sforzi cognitivi e comportamentali attuati per controllare specifiche richieste interne e/o esterne che vengono valutate come eccedenti le risorse della persona. Non garantiscono però il successo. Se la strategia è disfunzionale può addirittura amplificare la situazione stressante. 10
  • 11.
    Il coping Tipologie principali: •task coping (centrato sul compito): tendenza ad affrontare il problema in maniera diretta, cercando soluzioni per fronteggiare la crisi • emotion coping (centrato sulle emozioni): regolazione affettiva che consente di mantenere una prospettiva di speranza e controllo delle proprie emozioni in una condizione di disagio, oppure abbandono alle emozioni come la tendenza a sfogarsi o, ancora, rassegnazione • avoidance coping (centrato sull’evitamento): tentativo di ignorare la minaccia dell’evento stressante attraverso la ricerca del supporto sociale o attraverso attività che distolgono l’attenzione dal problema 11
  • 12.
    Attivare strategie dicoping diverse può essere utile. L’elemento essenziale per un buon adattamento allo stress, soprattutto nel caso di eventi duraturi nel tempo, è la flessibilità nell’uso di tali strategie: è importante essere capaci di non irrigidirsi su un’unica strategia, ma riuscire a cambiarla qualora si dimostri inefficace e disadattiva. 12
  • 13.
    La componente soggettiva dell’eventostressante Gli eventi sono stressanti nella misura in cui sono percepiti come stressanti: un evento può essere fonte di stress per una persona e stimolante occasione di sfida per un’altra. Valutazione cognitiva: uno stimolo produrrà o meno una reazione di stress a seconda di come viene interpretato e valutato. 13
  • 14.
    Valutazione primaria: percezioneemotiva dello stimolo. Valutazione secondaria: valutazione delle proprie risorse e capacità di far fronte allo stimolo stressante. 14
  • 15.
    Il processo delloStress PSICHICO FISIOLOGICO  COGNITIVO  EMOTIVO COMPORTAMENTALE 15
  • 16.
    Tutto scorre comeun fiume Panta rhei os potamòs Tutto scorre come un fiume È il celebre aforisma attribuito a Eraclito, filosofo della Grecia antica (500 a.C.) Eraclito fu il primo a comprendere come una condizione statica, immutabile, fosse incompatibile con la vita stessa e come la capacità di andare incontro a modificazioni continue fosse intrinseca a tutte le cose. 16
  • 17.
  • 18.
    Non è ilmondo che vediamo che ci fa soffrire, ma il modo in cui vediamo il mondo La mappa rappresenta l’insieme dei nostri criteri di valutazione (basata anche su pregiudizi e apprendimenti emotivi acquisiti nell’infanzia e non più verificati), ciò che ci consente di orientarci nella vita e di valutare accadimenti e circostanze. Le nostre convinzioni principali sono: sulle capacità, sull’identità, sul mondo/altri. Le convinzioni possono agire da muro nei confronti di tutto ciò che è nuovo. I valori individuali sono una categoria speciale di convinzioni potenti e individuali relative al perché qualcosa sia ritenuto importante e degno. Ognuno organizza i propri valori secondo una gerarchia di importanza. 18
  • 19.
    Come funzioniamo ? Lamente cosciente opera con un processore da 40 bit, può cioè interpretare ed elaborare 40 bit di stimoli nervosi al secondo (un bit è uno stimolo nervoso). In quello stesso secondo, la mente subconscia sta elaborando 40 milioni di bit, è cioè 1 milione di volte più potente nell’elaborare informazioni. mente cosciente 5% mente subconscia 95% Pilota automatico 19
  • 20.
    mente cosciente 5% mente subconscia 95% Pilotaautomatico STIMOLO RISPOSTA/RE-AZIONE La mente subconscia è un nastro registratore. Non c’è bisogno di esserne coscienti. Il subconscio è composto dai programmi fondamentali che abbiamo ricevuto dagli altri nei primi sei anni. È un congegno di stimolo-risposta. 20
  • 21.
    mente cosciente Come facciamo avincere l’opposizione della nostra programmazione subconscia? Disattivando il Pilota Automatico e diventando quindi più consapevoli. Il modo più efficace è quello dell’attenzione, dell’essere cosciente.. La consapevolezza è uno stato di coscienza da addestrare. 5% Quando la mente cosciente è occupata, non osserva il subconscio. 95% La mente cosciente è perlopiù occupata a pensare al futuro o al passato. E se il conscio è occupato in questo, in realtà nel momento Presente si è guidati dal subconscio. mente subconscia 21
  • 22.
    “Agisci in modotale da espandere le scelte possibili” H. Von Foerster STIMOLO Libertà di scelta RISPOSTA/AZIONE 22
  • 23.
  • 24.
  • 25.
    Suggerimenti per gestirelo Stress  Auto-responsabilità e centratura su di sé  Presenza: educare la mente  Osservazione dei pensieri  Ascolto del corpo  Leggerezza  Coerenza nelle priorità  Un programma per la cura di sé 25
  • 26.
    Auto-reponsabilità Sapersi prendere curadelle proprie cose, occupandosi di se e non attendendo che siano altri a farlo. Vivere con il dovuto “egoismo” e con responsabilità. Ciò che accade dipende da me. Dipende da come vivo/accolgo una situazione. 26
  • 27.
    Centratura su disé Sapersi occupare di ciò che in prima persona ci riguarda e su cui possiamo fare qualcosa. Saper identificare e dare seguito ai propri bisogni e desideri. 1 – mi riguarda e ho impatto 2 – mi riguarda e NON no impatto 1 3 – NON mi riguarda e NON ho impatto 2 3 27
  • 28.
    Presenza: educare lamente Sapersi concentrare sul momento presente, non identificandosi con la nostra mente che continuamente spazia tra il passato e il futuro, facendoci perdere energia e prontezza. Cambiare Frequenza … Praticare l’attenzione al respiro che aiuta a migliorare la consapevolezza di sé. Educare la mente non significa in alcun modo soggiogarla con la forza, né un lavaggio del cervello. Educare la mente significa vedere direttamente e concretamente come essa funziona. 28
  • 29.
    Osservazione dei pensieri AttenzioneConsapevole Curiosa Saper osservare i pensieri per quello che sono, distinguere i pensieri utili da quelli dannosi. Non “comprare a scatola chiusa” tutti i prodotti mentali … mettere in discussione il pensiero e verificare se davvero è così o se ci sono altre possibilità, diverse prospettive ! 29
  • 30.
    Ascolto del corpo Saperascoltare le proprie sensazioni e attraverso queste “centrarsi” su ciò che è reale, piuttosto che perdersi nei dedali della mente e del pensiero disfuzionale. 30
  • 31.
    Leggerezza Saper vivere senzaappesantirsi, non prendendosi troppo sul serio. Saper sdrammatizzare quando occorre. 31
  • 32.
    Coerenza nelle priorità Saperagire in coerenza con le proprie priorità, oppure scegliere consapevolmente (e momentaneamente) di non farlo. 32
  • 33.
    Ansia e Preoccupazione sonofenomeni diffusi Tendiamo a credere che ansia e preoccupazione siano sbagliati: è un ERRORE! È questione di quantità: a piccole dosi, sono utili e necessarie perché sono campanelli d’allarme che attirano la nostra attenzione su qualcosa che non va come dovrebbe, qualcosa di inaspettato o qualcosa che richiede il nostro intervento immediato. Talvolta però il campanello d’allarme suona ininterrottamente!! Se siamo sempre preoccupati, l’utilità di un campanello d’allarme si perde e ci rimane solo l’altra faccia dell’ansia: uno stato fastidioso e doloroso che ci disturba da dentro e non ci fa vivere come vorremmo. 33
  • 34.
     Osserva erifletti: come guardi le cose? Come tutte le emozioni, anche ansia e preoccupazione ci informano su come guardiamo alle cose. Se lo stato d’ansia è presente quotidianamente nella nostra vita, è improbabile che ci sia effettivamente molto di cui preoccuparsi: è invece più probabile che siamo noi a guardare alle cose con ansia.    Le sfumature dell’ansia Spesso reagiamo con ansia anche all’anticipazione di un evento piacevole: quello che sentiamo è una vaga agitazione o tensione e in questo modo diamo immediatamente una connotazione negativa. Sentire e comunicare di essere “curiosi” o “eccitati” dà una colorazione nuova a ciò che stiamo provando e ci lascia aperti a vivere le esperienze in modi sorprendenti.     34
  • 35.
     Sii specifico Completasempre la frase: “sono in ansia per…” Se registriamo solo l’ansia, senza domandarci cosa l’ha generata, lo stato ansioso si diffonde col rischio di sovrastarci. Immediatamente ridimensioneremo l’ansia e ci occuperemo di ciò che la sta generando.    Relativizza Domandati: “Quanto conterà questa cosa tra un anno?” Farsi questa domanda aiuta dare il giusto peso alle cose.  Questa cosa è nel PRESENTE? Possiamo occuparcene oggi? Se sì, è il momento giusto per occuparcene e questo agire ci farà sentire competenti e allenterà l’ansia. In questo modo le nostre risorse, la nostra energia, la nostra creatività saranno disponibili per occuparsi di ciò di cui possiamo occuparci oggi. 35
  • 36.
     Occuparsi vspre-occuparsi Preoccuparsi significa letteralmente “occuparsi in anticipo di qualcosa”, il che, molto spesso, è insensato e talvolta inutile. Per farlo, dobbiamo agire sulla base di ipotesi che forse neanche si verificheranno. La preoccupazione è un’anticipazione del futuro e nasconde un timore e un’aspettativa negativa. Ci dà l’illusione del controllo mentre in realtà ci sottrae energie utili che potrebbero fruttare meglio se applicate a problemi reali, nel qui ed ora. RICORDA: il presente è l’unica cosa certa e l’unica di cui possiamo e dobbiamo occuparci.   36
  • 37.
       Preoccuparsi deglialtri Preoccuparsi degli altri e per gli altri è generalmente sentito come un atto di sensibilità e amore. Proviamo, anche qui, a cambiare prospettiva: occupiamoci di coloro che amiamo, aiutandoli e accompagnandoli in ciò di cui hanno bisogno oggi, senza pre-occuparci di quel che potrebbe succedere loro domani.   37
  • 38.
    Una storiella “Ricordiamoci diposare il bicchiere d’acqua!” In un’aula, una formatrice stava spiegando come gestire meglio lo stress. Quando sollevò un bicchiere d’acqua, i presenti immaginarono che avrebbe posto la solita domanda: Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Quello che invece domandò fu: Quanto credete che pesi questo bicchiere d’acqua? Il dibattimento fu ampio e le risposte variarono da 250 a 400 grammi. La formatrice replicò: Il peso assoluto non conta: dipende dal tempo per cui lo reggo. Se lo sollevo per un minuto, non è un problema. Se lo sostengo per un’ora, il braccio comincerà a farmi male. Se lo sollevo per tutto il giorno, il mio braccio sarà decisamente intorpidito e paralizzato. In ogni caso il peso del bicchiere non cambia, ma più a lungo lo sostengo, più pesante diventa. Poi continuò: Gli stress e le preoccupazioni della vita sono come quel bicchiere d’acqua. Se ci pensate per un momento, non accade nulla. Se ci pensate un po’ più a lungo incominciano a far male. Se ci pensate per tutto il giorno, ve ne sentirete oppressi, sarete paralizzati e incapaci di far qualunque cosa. È importante ricordarsi di lasciare andare i nostri stress. Alla sera, il più presto possibile, posiamo i nostri fardelli. Non portiamoceli addosso per tutta la sera e tutta la notte. 38
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    Un programma perla cura di sé Trova il modo di “rallentare” e dedicati ad attività rigeneranti: meditazione, yoga, tai chi, ballo, nuoto, bicicletta, fotografia, pittura, bricolage, passeggiate, ecc… Letture consigliate: Testi sull’epigenetica [Bruce Lipton], sulla fisica quantistica [Amit Goswami, Ph. D.]. Testi di maestri contemporanei [Eckhart Tolle], dei filosofi antichi [Epitteto], del dott. Jon Kabat-Zinn e della mindfulness, Testi sulla sistemica e sulle costellazioni familiari di Bert Hellinger, “Lo stress” di Mario Farné (Ed. Il Mulino), “Mente, cervello e respiro” di Monica M. Cavallo e Anna Zanardi Cappon (Ed. Tecniche Nuove). E… prova ad essere un po’ più curioso circa la natura della realtà, della mente e dell’essere umano. 39
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    Lo stress dipuò evitare? No!  40
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    Grazie e buon lavoro! Permaggiori informazioni www.manageyourlife.it 02 38235185 info@manageyourlife.it 41