La socializzazione
2 funzioni:
- È il processo attraverso cui le persone
apprendono le competenze e gli
atteggiamenti connessi ai nostri ruoli
sociali
- assicura l'ordine e la continuità sociale
Per l'approccio funzionalista, 3 fattori
necessari affinchè il processo di
socializzazione possa riuscire:
- aspettative di ruolo
- propensione alla conformità
- modifica del comportamento
COME SI SVILUPPA LA PERSONALITÀ?
Fattori che influenzano lo sviluppo della
personalità:
- interazioni con gli altri
- caratteri fisici: età, genere
- ambiente
- esperienze
- cultura
TEORIE SOCIOLOGICHE: teorie del sé
IL SÈ per C. COOLEY
L'elemento più importante nella formazione
della personalità è l'interazione con gli altri.
Nell'interazione degli individui con il mondo,
le persone creano il SÈ RIFLESSO.
Il SÈ RIFLESSO è la percezione di sé ricavata
dai giudizi di coloro con cui interagiamo
Il SÈ RIFLESSO è “il modo in cui
immaginiamo di apparire agli altri, il modo
in cui immaginiamo che gli altri ci
giudichino sulla base di tale apparenza, e
un certo sentimento di noi stessi, come
l'orgoglio o la mortificazione” [Cooley 1902]
Il SÈ RIFLESSO è costituto da 3 elementi:





Ciò che pensiamo che gli altri vedano in noi
Come pensiamo che gli altri reagiscano a
ciò che vedono in noi
Come a nostra volta reagiamo alla reazione
che percepiamo negli altri
IL SÈ per G.H. MEAD
“Per Mead, il Sè va ben oltre
l'interiorizzazione di componenti della
struttura sociale e culturale. È, più
significativamente, un processo sociale, un
processo di auto-interazione in cui l'attore
umano indica a se stesso i problemi da
affrontare nelle situazioni in cui agisce, e
organizza la propria azione secondo
l'interpretazione che ha dato di quei
problemi” [Blumer 1975]
Modello FUNZIONALISTA
di socializzazione
VALORI
NORME
RUOLI
STATUS

AZIONE
MODELLO DELL'INTERAZIONISMO
SIMBOLICO
VALORI
NORME
RUOLI
STATUS

AUTOINTERAZION
E

INTERPRETAZIONE

AZIONE
Secondo Mead, il SÈ è una componente
attiva della personalità: non esistono fattori
sociali, culturali o psicologici che
determinino le azioni del sè.
Le persone sono in grado di orientare la
propria condotta grazie alla capacità di
interazione con se stessi.
Ogni persona agisce nell'ambiente e “crea” gli
oggetti. Intorno a noi ci sono delle “cose”, a
cui le persone danno senso attraverso le
loro azioni , trasformandole così in
“oggetti”
Il SÈ è composto da due elementi:
l'IO: risposta non organizzata agli
atteggiamenti di altri; disposizione
spontanea all'azione (l'IO è la mia risposta
agli altri e alla società in generale)
il ME: complesso di atteggiamenti
organizzati di altri che l'individuo assume,
ovverosia quelle idee su se stesso che
l'individuo impara dagli altri (è una
rappresentazione del mondo in cui mi
vedono gli altri)
“gli atteggiamenti degli altri costituiscono il
ME organizzato, cui l'individuo reagisce
come IO” [Mead 1934]
L'IO esprime il senso di libertà, l'iniziativa
della persona.
Il ME guida il comportamento della persona
socializzata e introduce l'influenza degli
altri nella coscienza individuale
L'INTERAZIONE CON SE STESSI
(o conversazione interiore)
l'interazione con se stessi è un tipo di
comportamento “non strutturato”, libero da
convenzioni.
È lo strumento attraverso cui le persone
percepiscono la realtà e si organizzano per
l'azione.
L'interazione con se stessi è anche la
premessa dell'assunzione di ruolo.
L'individuo assume il ruolo dell'altro e si
“mette nei suoi panni”.
“l'agire umano prende forma attraverso
l'interazione con se stessi, nel corso della quale
l'attore può osservare e valutare ogni aspetto
della situazione e del proprio coinvolgimento
nell'azione (...) La sua dipendenza dal processo
di interazione con se stessi dà all'azione un
particolare andamento: essa può essere
interrotta, frenata, abbandonata, ripresa,
rinviata, accentuata, dissimulata, trasformata
o rettificata” [Blumer 1975]
Questo “parlare fra sé e sè” costituisce un
modo per “fare le prove” di un'azione futura
e prepararsi ad assumere il ruolo dell'altro.
Quindi, la “conversazione interiore” influenza
il nostro comportamento
Il SÈ si sviluppa attraverso 3 stadi:
 Stadio dell'IMITAZIONE: fino a 2 anni di

età; agire imitativo, privo di significato,
perchè il bambino non ha ancora sviluppato
la capacità di assumere l'atteggiamento
dell'altro, cioè non condivide con gli altri le
stesse interpretazioni simboliche
 Stadio del GIOCO LIBERO (PLAY): fase più

avanzata dell'infanzia; il bambino riesce a
mettersi nella posizione di un altro, ma non
a connettere tra loro i ruoli di molteplici
attori. I bambini impersonano altri ruoli in
un processo di semplice assunzione, che
comporta al massimo 2 partecipanti. Ciò
consente comunque la formazione iniziale
del sè.
Stadio del GIOCO ORGANIZZATO (GAME):
in questa tappa successiva, agiscono insieme
molti giocatori. Es. chi gioca a calcio in una
certa posizione deve avere in mente i ruoli di
tutti i partecipanti, sia della propria squadra
che di quella avversaria.
Allo stesso modo, in un contesto più ampio, le
persone devono avere in mente gli
atteggiamenti organizzati dell'intera comunità.
Questo insieme di atteggiamenti è definito da
Mead ALTRO GENERALIZZATO

“Il SÈ maturo emerge quando l'altro
generalizzato viene interiorizzato in modo
tale che la comunità esercita un controllo
sulla condotta dei suoi membri... La
struttura su cui si fonda il Sè, pertanto, è
questa risposta comune a tutti, in quanto
bisogna essere membri di una comunità per
sviluppare un Sè” [Mead 1934]
TEORIE PSICOANALITICHE
FREUD
l'individuo è sempre in conflitto con la
società: il processo di socializzazione
consiste nell'addomesticare pulsioni
biologiche e sessuali
Le 3 componenti della personalità
 ES: sorgente di energia guidata dal
PRINCIPIO DI PIACERE; la sua attività
consiste nello scaricare energia, nel ridurre
la tensione e quindi produrre sensazioni di
gratificazione
 IO: agente esecutivo della personalità,
guidato dal PRINCIPIO DI REALTÀ, ossia
dall'attendere condizioni adeguate prima di
scaricare le tensioni dell'Es
 SUPER-IO: è guidato dal PRINCIPIO

MORALE e ha una funzioni giudicatrice;
esso incarna l'idealizzazione del genitore ed
esige un comportamento adeguato secondo
gli standard stabiliti da quest'ultimo e dalla
società in generale
SVILUPPO PSICO-SESSUALE
Freud individua 4 fasi, associate a zone
erogene del corpo; in ciascuna fase, il
desiderio di gratificazione si scontra con i
limiti imposti dalla società attraverso i
genitori e il Super-Io
 Fase orale
 Fase anale
 Fase fallica
 Fase genitale
PIAGET
L'elemento più importante per la formazione
della personalità è lo sviluppo cognitivo,
che avviene per stadi.
 1 stadio (o-2anni): SENSO-MOTORIO
 2 stadio (2-7): PRE-OPERATORIO
 3 stadio (7-12): OPERATORIO
CONCRETO
 4 stadio (12 in poi): OPERATORIO
FORMALE
KOHLBERG
Si dà rilievo allo sviluppo morale nelle
persone. Lo sviluppo seguirebbe 6 fasi. Il
passaggio da una fase all'altra dipende dalle
abilità cognitive
fase 1: CASTIGO
fase 2: PREMIO
fase 3: APPROVAZIONE
fase 4: CONSAPEVOLEZZA MORALE
fase 5: GIUDIZI AUTONOMI
fase 6: PRINCIPI ETICI UNIVERSALMENTE
VALIDI E COERENTI
LA SOCIALIZZAZIONE CONTINUA
BRIM
socializzazione infantile:
 Sviluppo di motivazioni
 Formazione di valori stabili
 Adesione acritica alle regole
 Obbedienza all'autorità
Socializzazione adulta:
 Sviluppo di capacità specifiche
 Formazione di comportamenti modificabili
 Valutazione critica delle regole
 Riconoscimento del conflitto di ruolo
ERIKSON
Lo sviluppo della personalità continua per
tutta la vita. Nella sua teoria, si identificano
8 fasi: le prime 5 riguardano l'infanzia, le
ultime 3 la vita adulta.
In ogni fase, la persona affronta una sfida o
una crisi, e quando vengono risolte si ha il
passaggio da una fase all'altra.
 FIDUCIA/SFIDUCIA
 AUTONOMIA/VERGOGNA O DUBBIO
 INIZIATIVA/SENSO DI COLPA
 INDUSTRIOSITÀ/INFERIORITÀ
 IDENTITÀ/CONFUSIONE DI RUOLI
 INTIMITÀ/ISOLAMENTO
 GENERATIVITÀ/STAGNAZIONE
 INTEGRITÀ/DISPERAZIONE
Socializzazione
Socializzazione
Socializzazione
Socializzazione
Socializzazione
Socializzazione

Socializzazione

  • 1.
    La socializzazione 2 funzioni: -È il processo attraverso cui le persone apprendono le competenze e gli atteggiamenti connessi ai nostri ruoli sociali - assicura l'ordine e la continuità sociale
  • 2.
    Per l'approccio funzionalista,3 fattori necessari affinchè il processo di socializzazione possa riuscire: - aspettative di ruolo - propensione alla conformità - modifica del comportamento
  • 3.
    COME SI SVILUPPALA PERSONALITÀ? Fattori che influenzano lo sviluppo della personalità: - interazioni con gli altri - caratteri fisici: età, genere - ambiente - esperienze - cultura
  • 4.
    TEORIE SOCIOLOGICHE: teoriedel sé IL SÈ per C. COOLEY L'elemento più importante nella formazione della personalità è l'interazione con gli altri. Nell'interazione degli individui con il mondo, le persone creano il SÈ RIFLESSO. Il SÈ RIFLESSO è la percezione di sé ricavata dai giudizi di coloro con cui interagiamo
  • 5.
    Il SÈ RIFLESSOè “il modo in cui immaginiamo di apparire agli altri, il modo in cui immaginiamo che gli altri ci giudichino sulla base di tale apparenza, e un certo sentimento di noi stessi, come l'orgoglio o la mortificazione” [Cooley 1902]
  • 6.
    Il SÈ RIFLESSOè costituto da 3 elementi:    Ciò che pensiamo che gli altri vedano in noi Come pensiamo che gli altri reagiscano a ciò che vedono in noi Come a nostra volta reagiamo alla reazione che percepiamo negli altri
  • 7.
    IL SÈ perG.H. MEAD “Per Mead, il Sè va ben oltre l'interiorizzazione di componenti della struttura sociale e culturale. È, più significativamente, un processo sociale, un processo di auto-interazione in cui l'attore umano indica a se stesso i problemi da affrontare nelle situazioni in cui agisce, e organizza la propria azione secondo l'interpretazione che ha dato di quei problemi” [Blumer 1975]
  • 8.
  • 9.
  • 10.
    Secondo Mead, ilSÈ è una componente attiva della personalità: non esistono fattori sociali, culturali o psicologici che determinino le azioni del sè. Le persone sono in grado di orientare la propria condotta grazie alla capacità di interazione con se stessi. Ogni persona agisce nell'ambiente e “crea” gli oggetti. Intorno a noi ci sono delle “cose”, a cui le persone danno senso attraverso le loro azioni , trasformandole così in “oggetti”
  • 11.
    Il SÈ ècomposto da due elementi: l'IO: risposta non organizzata agli atteggiamenti di altri; disposizione spontanea all'azione (l'IO è la mia risposta agli altri e alla società in generale) il ME: complesso di atteggiamenti organizzati di altri che l'individuo assume, ovverosia quelle idee su se stesso che l'individuo impara dagli altri (è una rappresentazione del mondo in cui mi vedono gli altri)
  • 12.
    “gli atteggiamenti deglialtri costituiscono il ME organizzato, cui l'individuo reagisce come IO” [Mead 1934] L'IO esprime il senso di libertà, l'iniziativa della persona. Il ME guida il comportamento della persona socializzata e introduce l'influenza degli altri nella coscienza individuale
  • 13.
    L'INTERAZIONE CON SESTESSI (o conversazione interiore) l'interazione con se stessi è un tipo di comportamento “non strutturato”, libero da convenzioni. È lo strumento attraverso cui le persone percepiscono la realtà e si organizzano per l'azione. L'interazione con se stessi è anche la premessa dell'assunzione di ruolo. L'individuo assume il ruolo dell'altro e si “mette nei suoi panni”.
  • 14.
    “l'agire umano prendeforma attraverso l'interazione con se stessi, nel corso della quale l'attore può osservare e valutare ogni aspetto della situazione e del proprio coinvolgimento nell'azione (...) La sua dipendenza dal processo di interazione con se stessi dà all'azione un particolare andamento: essa può essere interrotta, frenata, abbandonata, ripresa, rinviata, accentuata, dissimulata, trasformata o rettificata” [Blumer 1975]
  • 15.
    Questo “parlare frasé e sè” costituisce un modo per “fare le prove” di un'azione futura e prepararsi ad assumere il ruolo dell'altro. Quindi, la “conversazione interiore” influenza il nostro comportamento
  • 16.
    Il SÈ sisviluppa attraverso 3 stadi:  Stadio dell'IMITAZIONE: fino a 2 anni di età; agire imitativo, privo di significato, perchè il bambino non ha ancora sviluppato la capacità di assumere l'atteggiamento dell'altro, cioè non condivide con gli altri le stesse interpretazioni simboliche
  • 17.
     Stadio delGIOCO LIBERO (PLAY): fase più avanzata dell'infanzia; il bambino riesce a mettersi nella posizione di un altro, ma non a connettere tra loro i ruoli di molteplici attori. I bambini impersonano altri ruoli in un processo di semplice assunzione, che comporta al massimo 2 partecipanti. Ciò consente comunque la formazione iniziale del sè.
  • 18.
    Stadio del GIOCOORGANIZZATO (GAME): in questa tappa successiva, agiscono insieme molti giocatori. Es. chi gioca a calcio in una certa posizione deve avere in mente i ruoli di tutti i partecipanti, sia della propria squadra che di quella avversaria. Allo stesso modo, in un contesto più ampio, le persone devono avere in mente gli atteggiamenti organizzati dell'intera comunità. Questo insieme di atteggiamenti è definito da Mead ALTRO GENERALIZZATO 
  • 19.
    “Il SÈ maturoemerge quando l'altro generalizzato viene interiorizzato in modo tale che la comunità esercita un controllo sulla condotta dei suoi membri... La struttura su cui si fonda il Sè, pertanto, è questa risposta comune a tutti, in quanto bisogna essere membri di una comunità per sviluppare un Sè” [Mead 1934]
  • 20.
    TEORIE PSICOANALITICHE FREUD l'individuo èsempre in conflitto con la società: il processo di socializzazione consiste nell'addomesticare pulsioni biologiche e sessuali
  • 21.
    Le 3 componentidella personalità  ES: sorgente di energia guidata dal PRINCIPIO DI PIACERE; la sua attività consiste nello scaricare energia, nel ridurre la tensione e quindi produrre sensazioni di gratificazione  IO: agente esecutivo della personalità, guidato dal PRINCIPIO DI REALTÀ, ossia dall'attendere condizioni adeguate prima di scaricare le tensioni dell'Es
  • 22.
     SUPER-IO: èguidato dal PRINCIPIO MORALE e ha una funzioni giudicatrice; esso incarna l'idealizzazione del genitore ed esige un comportamento adeguato secondo gli standard stabiliti da quest'ultimo e dalla società in generale
  • 23.
    SVILUPPO PSICO-SESSUALE Freud individua4 fasi, associate a zone erogene del corpo; in ciascuna fase, il desiderio di gratificazione si scontra con i limiti imposti dalla società attraverso i genitori e il Super-Io  Fase orale  Fase anale  Fase fallica  Fase genitale
  • 24.
    PIAGET L'elemento più importanteper la formazione della personalità è lo sviluppo cognitivo, che avviene per stadi.  1 stadio (o-2anni): SENSO-MOTORIO  2 stadio (2-7): PRE-OPERATORIO  3 stadio (7-12): OPERATORIO CONCRETO  4 stadio (12 in poi): OPERATORIO FORMALE
  • 25.
    KOHLBERG Si dà rilievoallo sviluppo morale nelle persone. Lo sviluppo seguirebbe 6 fasi. Il passaggio da una fase all'altra dipende dalle abilità cognitive fase 1: CASTIGO fase 2: PREMIO fase 3: APPROVAZIONE fase 4: CONSAPEVOLEZZA MORALE fase 5: GIUDIZI AUTONOMI fase 6: PRINCIPI ETICI UNIVERSALMENTE VALIDI E COERENTI
  • 26.
    LA SOCIALIZZAZIONE CONTINUA BRIM socializzazioneinfantile:  Sviluppo di motivazioni  Formazione di valori stabili  Adesione acritica alle regole  Obbedienza all'autorità
  • 27.
    Socializzazione adulta:  Sviluppodi capacità specifiche  Formazione di comportamenti modificabili  Valutazione critica delle regole  Riconoscimento del conflitto di ruolo
  • 28.
    ERIKSON Lo sviluppo dellapersonalità continua per tutta la vita. Nella sua teoria, si identificano 8 fasi: le prime 5 riguardano l'infanzia, le ultime 3 la vita adulta. In ogni fase, la persona affronta una sfida o una crisi, e quando vengono risolte si ha il passaggio da una fase all'altra.
  • 29.
     FIDUCIA/SFIDUCIA  AUTONOMIA/VERGOGNAO DUBBIO  INIZIATIVA/SENSO DI COLPA  INDUSTRIOSITÀ/INFERIORITÀ  IDENTITÀ/CONFUSIONE DI RUOLI  INTIMITÀ/ISOLAMENTO  GENERATIVITÀ/STAGNAZIONE  INTEGRITÀ/DISPERAZIONE