La Devianza
Che cosa è ?
   Per devianza si intende
    comunemente ogni atto o 
    comportamento (anche solo verbale) di
    una persona o di un gruppo che viola
    le norme di una collettività e che di
    conseguenza va incontro a una
    qualche forma di sanzione.
La sociologia della devianza
    La sociologia della devianza, assieme alla 
    sociologia del diritto, è una disciplina studiata in
    criminologia e nei curriculum delle lauree in 
    giurisprudenza, oltre che in sociologia.
    Il concetto di devianza viene definito nel dibattito
    sociologico all’interno della teoria funzionalista, grazie
    all’opera più nota di Talcott Parsons “Il sistema
    sociale”. Connessi all'idea di "devianza" troviamo i
    concetti di "controllo sociale", e di mutamento sociale.
Chi sono i devianti ?
   È chiamato deviante
    colui che non segue
    alcuna norma
                        Per fini, come la                   Per mezzi, come
    sociale, la ignora.   PEDOFILIA                            La MAFIA


    Si può essere
    devianti:

                                        Per fini e mezzi, come
                                          Il TERRORISMO
La norma sociale
   La norma sociale
    può essere divisa in            NORMA SOCIALE
    due elementi
    costitutivi:



                             L’Aspettativa
                                                La Sanzione
                           istituzionalizzata
Catena della devianza
  dal 1994-1997
Il lavoro del sociologo
   Dal punto di vista sociologico il
    problema non è quello di spiegare
    perché una persona diventa deviante,
    bensì quello di comprendere perché
    nasce la devianza, perché segue
    modelli specifici e perché certi atti e non
    altri sono definiti devianti.
Le teorie sulla devianza
   Le principali teorie sulla devianza sono :

    - le teorie biologiche;
    - la teoria dell’anomia;
    - la teoria della trasmissione culturale;
    - la teoria dell’etichettamento .
Cesare Lombroso
   Cesare lombroso è stato un medico,
    antropologo, criminologo e  giurista
    italiano, di origine ebraica, considerato
    pioniere e "padre" della
    moderna criminologia. Esponente
    del Positivismo scientifico, è stato uno
    dei pionieri degli studi sulla criminalità,
    fondando l'antropologia criminale. Il suo
    lavoro è stato fortemente influenzato
    dalla fisiognomica e dalla frenologia.
Le teorie biologiche
    Quale era il suo pensiero?
   Secondo Lombroso il comportamento
    criminale era innato. Esso inoltre
    identificò certi tratti tipici della
    popolazione criminale, (occhi sfuggenti,
    attaccatura dei capelli bassa, capelli
    rossi, mascella possente e la barba a
    ciuffi) e pensava che queste
    caratteristiche erano proprie dei sardi.
   Lombroso effettuò quindi centinaia di
    autopsie su cadaveri di delinquenti,
    osservando, soprattutto nella
    conformazione del cranio, ricorrenti
    caratteristiche morfologiche che secondo
    lui potevano indicare il “criminale nato”
Charles Goring
   Questa teoria era stata liquidata da
    Charles Goring, il quale sosteneva che le
    caratteristiche fisiche dei criminali non
    differiscono da quelle dei cittadini
    comuni.
Lo studio delle carceri
   Lombroso studiando le carceri notò che in Italia c’è una
    situazione particolare, in quanto c’è una percentuale di
    persone in situazione preventiva, cioè lo stato di
    condanna non è ancora deciso, ma questo viene fatto
    perchè:

                                          Può ricommettere
     Può contaminare
                                               il reato,
         le prove
                                            un’altra volta

                        Può scappare
I delinquenti
   Lombroso notò che più frequentemente i delinquenti
    sono extracomunitari.
La teoria dell’anomia
   Il concetto di anomia è stato introdotto
    da Emile Durkheim per descrivere la
    condizione di confusione che si
    riscontra quando le norme sociali sono
    troppe.
Il pensiero di Merton
   Merton sosteneva che quando un
    individuo vuole raggiungere un obbiettivo
    e non ci riesce cerca di raggiungerlo con
    mezzi disapprovati, per questo aumenta
    la devianza.
                            Squilibrio all’interno
       DEVIANZA             del sistema sociale.
Albert Cohen
   La teoria dell’anomia è stata applicata a
    numerose forme di devianza.
    Albert Cohen mette in evidenza il fatto
    che queste bande sono generalmente
    composte da ragazzi appartenenti alla
    classe inferiore.
La teoria della
     trasmissione culturale
   Clifford Shaw e Henry Chicago
    pensavano che se il comportamento
    deviante è presente come modello
    culturale in un certo gruppo, esso tende
    ad essere trasmesso ai nuovi arrivati e
    ai giovani.
Il comportamento deviante
   I nuovi arrivati in un quartiere ad alta criminalità
    apprendevano il comportamento deviante
    attraverso l’interazione sociale con i residenti.
La devianza si diffonde!
   La devianza tende a diffondersi quando in
    una società esistono numerose
    subculture diverse. Quando una cultura è
    omogenea, gli abitanti condividono le
    stesse norme e gli stessi valori e non
    incontrano difficoltà a trasmetterli alle
    generazioni che seguono.
La teoria dell’etichettamento
   Questa teoria, che è la più recente
    sostiene che una persona o un atto
    diventano devianti solo quando gli altri
    sono riusciti ad applicare a loro
    “l’etichetta” di devianti
   Il processo attraverso il quale le
    persone, e non i loro atti, vengono
    etichettate come devianti deve essere
    posto al centro dell’attenzione
    sociologica.

La devianza

  • 1.
  • 2.
    Che cosa è?  Per devianza si intende comunemente ogni atto o  comportamento (anche solo verbale) di una persona o di un gruppo che viola le norme di una collettività e che di conseguenza va incontro a una qualche forma di sanzione.
  • 3.
    La sociologia delladevianza   La sociologia della devianza, assieme alla  sociologia del diritto, è una disciplina studiata in criminologia e nei curriculum delle lauree in  giurisprudenza, oltre che in sociologia. Il concetto di devianza viene definito nel dibattito sociologico all’interno della teoria funzionalista, grazie all’opera più nota di Talcott Parsons “Il sistema sociale”. Connessi all'idea di "devianza" troviamo i concetti di "controllo sociale", e di mutamento sociale.
  • 4.
    Chi sono idevianti ?  È chiamato deviante colui che non segue alcuna norma Per fini, come la Per mezzi, come sociale, la ignora. PEDOFILIA La MAFIA Si può essere devianti: Per fini e mezzi, come Il TERRORISMO
  • 5.
    La norma sociale  La norma sociale può essere divisa in NORMA SOCIALE due elementi costitutivi: L’Aspettativa La Sanzione istituzionalizzata
  • 6.
  • 7.
    Il lavoro delsociologo  Dal punto di vista sociologico il problema non è quello di spiegare perché una persona diventa deviante, bensì quello di comprendere perché nasce la devianza, perché segue modelli specifici e perché certi atti e non altri sono definiti devianti.
  • 8.
    Le teorie sulladevianza  Le principali teorie sulla devianza sono : - le teorie biologiche; - la teoria dell’anomia; - la teoria della trasmissione culturale; - la teoria dell’etichettamento .
  • 9.
    Cesare Lombroso  Cesare lombroso è stato un medico, antropologo, criminologo e  giurista italiano, di origine ebraica, considerato pioniere e "padre" della moderna criminologia. Esponente del Positivismo scientifico, è stato uno dei pionieri degli studi sulla criminalità, fondando l'antropologia criminale. Il suo lavoro è stato fortemente influenzato dalla fisiognomica e dalla frenologia.
  • 10.
    Le teorie biologiche Quale era il suo pensiero?  Secondo Lombroso il comportamento criminale era innato. Esso inoltre identificò certi tratti tipici della popolazione criminale, (occhi sfuggenti, attaccatura dei capelli bassa, capelli rossi, mascella possente e la barba a ciuffi) e pensava che queste caratteristiche erano proprie dei sardi.
  • 11.
    Lombroso effettuò quindi centinaia di autopsie su cadaveri di delinquenti, osservando, soprattutto nella conformazione del cranio, ricorrenti caratteristiche morfologiche che secondo lui potevano indicare il “criminale nato”
  • 12.
    Charles Goring  Questa teoria era stata liquidata da Charles Goring, il quale sosteneva che le caratteristiche fisiche dei criminali non differiscono da quelle dei cittadini comuni.
  • 13.
    Lo studio dellecarceri  Lombroso studiando le carceri notò che in Italia c’è una situazione particolare, in quanto c’è una percentuale di persone in situazione preventiva, cioè lo stato di condanna non è ancora deciso, ma questo viene fatto perchè: Può ricommettere Può contaminare il reato, le prove un’altra volta Può scappare
  • 14.
    I delinquenti  Lombroso notò che più frequentemente i delinquenti sono extracomunitari.
  • 15.
    La teoria dell’anomia  Il concetto di anomia è stato introdotto da Emile Durkheim per descrivere la condizione di confusione che si riscontra quando le norme sociali sono troppe.
  • 16.
    Il pensiero diMerton  Merton sosteneva che quando un individuo vuole raggiungere un obbiettivo e non ci riesce cerca di raggiungerlo con mezzi disapprovati, per questo aumenta la devianza. Squilibrio all’interno DEVIANZA del sistema sociale.
  • 17.
    Albert Cohen  La teoria dell’anomia è stata applicata a numerose forme di devianza. Albert Cohen mette in evidenza il fatto che queste bande sono generalmente composte da ragazzi appartenenti alla classe inferiore.
  • 18.
    La teoria della trasmissione culturale  Clifford Shaw e Henry Chicago pensavano che se il comportamento deviante è presente come modello culturale in un certo gruppo, esso tende ad essere trasmesso ai nuovi arrivati e ai giovani.
  • 19.
    Il comportamento deviante  I nuovi arrivati in un quartiere ad alta criminalità apprendevano il comportamento deviante attraverso l’interazione sociale con i residenti.
  • 20.
    La devianza sidiffonde!  La devianza tende a diffondersi quando in una società esistono numerose subculture diverse. Quando una cultura è omogenea, gli abitanti condividono le stesse norme e gli stessi valori e non incontrano difficoltà a trasmetterli alle generazioni che seguono.
  • 21.
    La teoria dell’etichettamento  Questa teoria, che è la più recente sostiene che una persona o un atto diventano devianti solo quando gli altri sono riusciti ad applicare a loro “l’etichetta” di devianti
  • 22.
    Il processo attraverso il quale le persone, e non i loro atti, vengono etichettate come devianti deve essere posto al centro dell’attenzione sociologica.