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La Comunicazione
ROBERTO BISCEGLIA ©2005-2017
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Modello della comunicazione
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La Comunicazione
 Trasferimento di informazioni.
 Ricezione da parte di un soggetto di quanto
comunica il proprio interlocutore
 Elaborazione e condivisione di informazioni
all’interno di un contesto .
 Processo di natura psicologica dove la
ricezione di un messaggio è resa possibile
dall’adozione di un atteggiamento attivo di
ascolto in cui intervengono fattori neuro-
psicologici, sociali, etc.
 Evento interattivo in cui gli interlocutori
occupano posizioni alternative, producendo
significati nel rispetto di regole comuni
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La Comunicazione umana
Il comportamento è influenzato dalla
comunicazione.
I suoi elementi non sono solo le parole, ma
anche i fatti non verbali come ad. es i gesti, la
mimica facciale, il tono della voce, etc.
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I 5 assiomi della Comunicazione
1. È’ impossibile non comunicare.
2. Ogni comunicazione ha un aspetto di
contenuto e un aspetto di relazione di modo
che il secondo classifica il primo.
3. La natura di una relazione dipende dalla
punteggiatura delle seguenze di comunicazione
tra i comunicanti.
4. Gli esseri umani comunicano sia con il modulo
numerico che con quello analogico.
5. Tutte le comunicazioni sono simmetriche o
complementari, a seconda che siano basate
sull'uguaglianza o sulla differenza.
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I 5 assiomi della Comunicazione
1. Sono stati enunciati da Watzlawick e Beavin della
Scuola di Palo Alto (California) negli anni ‘60.
2. Rappresentano i contenuti che sono sempre presenti in
ogni forma di comunicazione.
I assioma della Comunicazione
 Il I assioma dice «E’ impossibile non comunicare».
 La comunicazione si ha anche quando
non è intenzionale
non è conscia
 L’attività o la non attività, il fare o non fare, le parole o
il silenzio, qualsiasi comportamento è un messaggio.
 Ogni messaggio è percepito dagli altri che ne sono
influenzati, e questi, a loro volta, non possono non
rispondere con i loro comportamenti.
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I assioma della Comunicazione
 Anche il silenzio è una forma di comunicazione.
Può significare semplicemente che una persona
non vuole interagire con altri, oppure che non
capisce cosa altri gli dicono, magari perché non
ne conosce la lingua, oppure uno stato di
disagio, o semplicemente perché non è in
grado di rispondere ad una domanda
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I assioma della Comunicazione
 Qualsiasi comportamento è una forma di
comunicazione. Ad esempio un abito, la
pettinatura, il modo di camminare sono
comportamenti che, intenzionalmente o no,
comunicano agli altri qualcosa del soggetto.
 Quindi: non essendo possibile un non-
comportamento non è possibile nemmeno una
non-comunicazione.
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I assioma della Comunicazione
 Le reazioni di fronte ad una comunicazione possono
essere tre:
 Accettazione: quando si accetta di comunicare, ad
esempio rispondendo ad una domanda
 Rifiuto: quando non si accetta la comunicazione, ad
esempio opponendo il silenzio.
 Squalifica: quando per rendere impossibile una
comunicazione si cambia discorso, si disconosce la
realtà, si usano manierismi, frasi poco comprensibili,
una lingua diversa, un tono di voce che la renda
incomprensibile.
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II assioma della Comunicazione
 Dice che «Ogni comunicazione ha un aspetto di
contenuto e un aspetto di relazione di modo che
il secondo classifica il primo.» In altre parole:
 Il contenuto è l’informazione: “cosa si comunica”
 La relazione definisce il rapporto che si stabilisce
con interlocutore, ovvero il modo “come si
comunica”. La relazione è, quindi, una
metacomunicazione poiché fornisce istruzioni su
come interpretare i contenuti di un messaggio
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II assioma della Comunicazione 12
Contenuto Relazione
Cosa si dice Come si dice
Per lo più informazioni
verbali (parole)
Per lo più informazioni
non verbali (corpo)
Origine mentale (conscia) Origine emozionale
(subconscia)
II assioma della Comunicazione 13
• La relazione può essere:
• Simmetrica: quando è basata sull’eguaglianza
(es. tra due colleghi, due amici)
• Complementare: quando è basata sulla
differenza dei ruoli (es.genitori/figli,
docente/alunno).
II assioma della Comunicazione
Le frasi che seguono hanno lo stesso contenuto ma diversa
relazione:
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relazione
asimmetrica
(comando)
relazione
simmetrica
(collaborazione)
“Fai subito questo lavoro” “Vorrei che tu facessi subito
questo lavoro ”
II assioma della Comunicazione 15
“FAI ATTENZIONE”
ORDINE
PREGHIERA
RACCOMANDAZIONE
MINACCIA
INTERCALARE
Lo stesso contenuto può,quindi, avere significati diversi in base alla
relazione:
III assioma della Comunicazione
 Dice: «La natura di una relazione dipende dalla
punteggiatura delle seguenze di comunicazione tra i
comunicanti.»
 Per punteggiatura non si intendono semplici punti e virgole,
ma diverse possibilità di interpretazione che un
evento comunicativo può avere.
 Watzlawick fa l’esempio di una cavia di laboratorio, da lui
addestrata a pigiare una leva in cambio di formaggio. Il
punto di vista dell’animale potrebbe essere il medesimo ma
in senso opposto: ha addestrato il padrone a fornirgli il
formaggio ogni volta che pigia la leva.
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III assioma della Comunicazione
 I ruoli nella comunicazione possono, quindi, variare a
seconda dei punti di vista con cui si osserva una relazione.
 Pertanto la “punteggiatura” diventa essenziale nella
definizione dei ruoli dei comunicanti. Essa si può, inoltre,
interpretare, leggere, in maniera diversa a seconda della
persona che l’osserva. Pertanto è necessario che la
comunicazione sia la più chiara possibile e con la minor
possibilità di portare ad interpretazioni errate o distorte.
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III assioma della Comunicazione
 Ad esempio la seguente frase:
Valeria dice la mamma è molto bella
può avere diversi significati a seconda della punteggiatura:
• Valeria dice: la mamma è molto bella
• Valeria, dice la mamma, è molto bella
Quindi il ruolo della punteggiatura nella comunicazione è
molto importante.
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IV assioma della Comunicazione
 «Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico
che con quello analogico.»
 Il modulo numerico (digitale) è costituito dalle parole, ovvero
insieme di segni grafici a cui è attribuito un significato. è
comprensivo di una sintassi logica complessa ed efficace ed
è lo strumento primario per trasmettere dei contenuti ma
manca di molti dei significati importanti per la relazione.
 La parola, quindi, esprime solo il proprio significato, ma che
può essere percepito in modo diverso. Se dico «fiore» ognuno
comprende di cosa si tratta, ma lo rappresenterà in modo
personale e diverso. E’ quindi una rappresentazione astratta.
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IV assioma della Comunicazione
 Il modulo analogico è, invece, basato su immagini e
rappresenta tutta la comunicazione non-verbale.
 I gesti, le espressioni del viso, il tono della voce, il ritmo e la
cadenza nell’eloquio, il movimento delle mani, etc. servono
soprattutto a trasmettere gli aspetti che riguardano la
relazione tra gli interlocutori.
20
IV assioma della Comunicazione 21
 Un alunno chiede di poter presentare una relazione. Il
professore risponde «Sì, certamente» ma quando
l’alunno si avvicina alla cattedra ed inizia a parlare il
professore apre un libro e si mette a leggere.
con le PAROLE
(modulo numerico)
con il LINGUAGGIO
NON VERBALE
(modulo analogico)
comunica di non
ascoltare l’alunno
Il professore
comunica di ascoltare
l’alunno
V assioma della Comunicazione
«Tutte le comunicazioni sono simmetriche o complementari, a
seconda che siano basate sull'uguaglianza o sulla differenza».
 Nel primo caso entrambi i partecipanti tendono a rispecchiare il
comportamento dell’altro (ad es. studente/studente,
fratello/fratello); nel secondo il comportamento di uno dei
comunicanti completa quello dell’altro (ad es. docente/studente,
genitore/figlio).
 Nella relazione complementare uno dei due comunicanti assume
la posizione one-up (superiore) e l’altro quella one-down
(inferiore); i diversi comportamenti dei partecipanti si rafforzano a
vicenda, dando luogo ad una relazione di interdipendenza in cui
i rispettivi ruoli sono accettati da entrambi e non si tende ad
invertirli.
 Le relazioni simmetriche e quelle complementari non devono
essere equiparate a “buona” e “cattiva”, né le posizioni one-up e
one-down vanno riferite a concetti quali “forte” e “debole”;
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Il messaggio
Il messaggio dell’emittente è legato:
• alla retroazione che subito dopo o quasi
contemporaneamente gli invia il ricevente.
• al contesto entro il quale avviene la comunicazione
(sociale, ambientale, culturale, etc.)
Ciò che l’emittente intende comunicare al ricevente,
attraverso l’uso di un codice e di un canale
appropriato
• Il messaggio è codificato dall’ emittente
• Il messaggio è decodificato dal ricevente
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Il Codice
Insieme di convenzioni o regole
condivise dagli interlocutori.
La comunicazione può essere efficace se trasmessa attraverso l’uso
di un codice opportuno.
Possono essere considerati codici comunicativi:
• l’intonazione e l’ampiezza della voce
• La posizione del corpo.
• Altri aspetti fisici (es. sudare, balbettare,
piangere, ridere)
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Retroazione o feedback
Messaggio di ritorno che il ricevente invia all’emittente e che
influenza i successivi messaggi dell’emittente.
La comunicazione è un processo circolare che va inteso nell’ottica
di una globalità costituita da continui scambi di messaggi tra
l’emittente e il ricevente.
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Retroazione o feedback
R.E. MESSAGGIO
EMITTENTE RICEVENTE
R.R.
RETROAZIONE
(o feed back)
R.E. Retroazione dell’emittente: aspettative e
previsioni circa l’effetto che il messaggio avrà.
R.R. Retroazione del ricevente: aspettative e
previsioni del ricevente.
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Il Contenuto
Quello che viene trasmesso
dall’emittente al ricevente spesso
può discostarsi dal messaggio
comunicato creando ambiguità,
malintesi, e, quindi, comunicazione
inefficace.
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Il Contenuto
 Contenuto manifesto: espresso in modo chiaro ed
evidente e in modalità facilmente percettibile
 Contenuto latente: non espresso, non evidente
all’altro. Può essere individuato solo attraverso la
relazione.
 Contenuto apparente: costituisce, apparentemente,
la parte centrale della comunicazione, ma ad
un’attenta analisi risulta essere secondario ed
irrilevante.
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La Metacomunicazione
 Ogni espressione verbale o non verbale che sia
inerente alla comunicazione.
 Ogni messaggio diretto ad influire sul processo
comunicativo stesso e sui comportamenti degli
altri.
 Affermare qualcosa che è inerente alla
comunicazione che seguirà.
 Trasmettere messaggi volti a “regolare” la
comunicazione es: stai bene attento.
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Tipi di Comunicazione
➢ Verbale
➢Paraverbale
➢ Non verbale
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Tipi di Comunicazione
Verbale: parole
Paraverbale (voce):volume
altezza
intensità
velocità dell’eloquio
fluenza
movimento
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Tipi di Comunicazione
Non verbale: mimica del viso
gestualità
orientazione e postura
distanze e spazi
estetica e cura della persona
condotte comportamentali
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Ostacoli nella comunicazione
Ostacoli materiali del contesto
ambientale
Rumore, scarsa visibilità, elevata densità di persone
Ostacoli dovuti a deficit fisici
presenti in uno o piu’ interlocutori
Cecità, sordità, vocalità difettosa (es. balbuzie).
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Ostacoli nella comunicazione
Ostacoli di natura psicologica e
socio-relazionale
Stato psico-emotivo, distanze, dislivello sociale-economico-culturale-
professionale
Comportamenti che limitano la
comunicazione
Logorrea, taciturnismo, egocentrismo, eccessivo umorismo, falsità, fretta,
anticipazione, invadenza, disattenzione
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L’Ascolto
 Funzione di recepire le parole e le frasi emesse
dall’altro
 Atteggiamento di sensibilità, disponibilità e
recettività verso un altro individuo rivolto a
cogliere non solo l’aspetto verbale (concetti,
idee) ma anche quello non verbale
(psicologico, emotivo).
 Ascoltare è diverso da udire, ovvero azione di
semplice riconoscimento di suoni.
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Fattori importanti nell’Ascolto
 Recezione della verbalita’
Recepire i messaggi emessi verbalmente
(canale acustico-uditivo→recezione suoni)
 Recezione della non verbalita’
Recepire i messaggi para-verbali e non verbali
(canale acustico-uditivo + visivo→recezione suoni
e immagini)
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Fattori importanti nell’Ascolto
 Recezione delle variazioni fisiologiche
Recepire segnali fisiologici dell’altro
(sudorazione, rossore, …) che spesso indicano
variazioni nello stato emotivo dell’altro
Oltre ai canali già citati si aggiungono quelli:
olfattivo e tattile.
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Fattori importanti nell’Ascolto
 Attenzione
Focalizzarsi sull’emissione dei messaggi dell’altro
 Risposta
Emettere una risposta dopo un processo di
elaborazione mentale delle informazioni
ricevute dall’altro
Le risposte possono essere verbali e non verbali
(es: silenzio, uno sguardo, ….)
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Il Silenzio
Tipo di risposta non verbale che può
comunicare:
• calore
• comprensione
• incomprensione
• confusione
• noia
• rabbia
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Il Silenzio
Una pausa di silenzio può essere
usata per:
• scegliere le risposte da dare
• scegliere le domande da fare
• organizzare i propri pensieri
• manifestare le proprie emozioni

La comunicazione

  • 1.
  • 2.
  • 3.
    3 La Comunicazione  Trasferimentodi informazioni.  Ricezione da parte di un soggetto di quanto comunica il proprio interlocutore  Elaborazione e condivisione di informazioni all’interno di un contesto .  Processo di natura psicologica dove la ricezione di un messaggio è resa possibile dall’adozione di un atteggiamento attivo di ascolto in cui intervengono fattori neuro- psicologici, sociali, etc.  Evento interattivo in cui gli interlocutori occupano posizioni alternative, producendo significati nel rispetto di regole comuni
  • 4.
    4 La Comunicazione umana Ilcomportamento è influenzato dalla comunicazione. I suoi elementi non sono solo le parole, ma anche i fatti non verbali come ad. es i gesti, la mimica facciale, il tono della voce, etc.
  • 5.
    5 I 5 assiomidella Comunicazione 1. È’ impossibile non comunicare. 2. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione di modo che il secondo classifica il primo. 3. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle seguenze di comunicazione tra i comunicanti. 4. Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico. 5. Tutte le comunicazioni sono simmetriche o complementari, a seconda che siano basate sull'uguaglianza o sulla differenza.
  • 6.
    6 I 5 assiomidella Comunicazione 1. Sono stati enunciati da Watzlawick e Beavin della Scuola di Palo Alto (California) negli anni ‘60. 2. Rappresentano i contenuti che sono sempre presenti in ogni forma di comunicazione.
  • 7.
    I assioma dellaComunicazione  Il I assioma dice «E’ impossibile non comunicare».  La comunicazione si ha anche quando non è intenzionale non è conscia  L’attività o la non attività, il fare o non fare, le parole o il silenzio, qualsiasi comportamento è un messaggio.  Ogni messaggio è percepito dagli altri che ne sono influenzati, e questi, a loro volta, non possono non rispondere con i loro comportamenti. 7
  • 8.
    I assioma dellaComunicazione  Anche il silenzio è una forma di comunicazione. Può significare semplicemente che una persona non vuole interagire con altri, oppure che non capisce cosa altri gli dicono, magari perché non ne conosce la lingua, oppure uno stato di disagio, o semplicemente perché non è in grado di rispondere ad una domanda 8
  • 9.
    I assioma dellaComunicazione  Qualsiasi comportamento è una forma di comunicazione. Ad esempio un abito, la pettinatura, il modo di camminare sono comportamenti che, intenzionalmente o no, comunicano agli altri qualcosa del soggetto.  Quindi: non essendo possibile un non- comportamento non è possibile nemmeno una non-comunicazione. 9
  • 10.
    I assioma dellaComunicazione  Le reazioni di fronte ad una comunicazione possono essere tre:  Accettazione: quando si accetta di comunicare, ad esempio rispondendo ad una domanda  Rifiuto: quando non si accetta la comunicazione, ad esempio opponendo il silenzio.  Squalifica: quando per rendere impossibile una comunicazione si cambia discorso, si disconosce la realtà, si usano manierismi, frasi poco comprensibili, una lingua diversa, un tono di voce che la renda incomprensibile. 10
  • 11.
    II assioma dellaComunicazione  Dice che «Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione di modo che il secondo classifica il primo.» In altre parole:  Il contenuto è l’informazione: “cosa si comunica”  La relazione definisce il rapporto che si stabilisce con interlocutore, ovvero il modo “come si comunica”. La relazione è, quindi, una metacomunicazione poiché fornisce istruzioni su come interpretare i contenuti di un messaggio 11
  • 12.
    II assioma dellaComunicazione 12 Contenuto Relazione Cosa si dice Come si dice Per lo più informazioni verbali (parole) Per lo più informazioni non verbali (corpo) Origine mentale (conscia) Origine emozionale (subconscia)
  • 13.
    II assioma dellaComunicazione 13 • La relazione può essere: • Simmetrica: quando è basata sull’eguaglianza (es. tra due colleghi, due amici) • Complementare: quando è basata sulla differenza dei ruoli (es.genitori/figli, docente/alunno).
  • 14.
    II assioma dellaComunicazione Le frasi che seguono hanno lo stesso contenuto ma diversa relazione: 14 relazione asimmetrica (comando) relazione simmetrica (collaborazione) “Fai subito questo lavoro” “Vorrei che tu facessi subito questo lavoro ”
  • 15.
    II assioma dellaComunicazione 15 “FAI ATTENZIONE” ORDINE PREGHIERA RACCOMANDAZIONE MINACCIA INTERCALARE Lo stesso contenuto può,quindi, avere significati diversi in base alla relazione:
  • 16.
    III assioma dellaComunicazione  Dice: «La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle seguenze di comunicazione tra i comunicanti.»  Per punteggiatura non si intendono semplici punti e virgole, ma diverse possibilità di interpretazione che un evento comunicativo può avere.  Watzlawick fa l’esempio di una cavia di laboratorio, da lui addestrata a pigiare una leva in cambio di formaggio. Il punto di vista dell’animale potrebbe essere il medesimo ma in senso opposto: ha addestrato il padrone a fornirgli il formaggio ogni volta che pigia la leva. 16
  • 17.
    III assioma dellaComunicazione  I ruoli nella comunicazione possono, quindi, variare a seconda dei punti di vista con cui si osserva una relazione.  Pertanto la “punteggiatura” diventa essenziale nella definizione dei ruoli dei comunicanti. Essa si può, inoltre, interpretare, leggere, in maniera diversa a seconda della persona che l’osserva. Pertanto è necessario che la comunicazione sia la più chiara possibile e con la minor possibilità di portare ad interpretazioni errate o distorte. 17
  • 18.
    III assioma dellaComunicazione  Ad esempio la seguente frase: Valeria dice la mamma è molto bella può avere diversi significati a seconda della punteggiatura: • Valeria dice: la mamma è molto bella • Valeria, dice la mamma, è molto bella Quindi il ruolo della punteggiatura nella comunicazione è molto importante. 18
  • 19.
    IV assioma dellaComunicazione  «Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico.»  Il modulo numerico (digitale) è costituito dalle parole, ovvero insieme di segni grafici a cui è attribuito un significato. è comprensivo di una sintassi logica complessa ed efficace ed è lo strumento primario per trasmettere dei contenuti ma manca di molti dei significati importanti per la relazione.  La parola, quindi, esprime solo il proprio significato, ma che può essere percepito in modo diverso. Se dico «fiore» ognuno comprende di cosa si tratta, ma lo rappresenterà in modo personale e diverso. E’ quindi una rappresentazione astratta. 19
  • 20.
    IV assioma dellaComunicazione  Il modulo analogico è, invece, basato su immagini e rappresenta tutta la comunicazione non-verbale.  I gesti, le espressioni del viso, il tono della voce, il ritmo e la cadenza nell’eloquio, il movimento delle mani, etc. servono soprattutto a trasmettere gli aspetti che riguardano la relazione tra gli interlocutori. 20
  • 21.
    IV assioma dellaComunicazione 21  Un alunno chiede di poter presentare una relazione. Il professore risponde «Sì, certamente» ma quando l’alunno si avvicina alla cattedra ed inizia a parlare il professore apre un libro e si mette a leggere. con le PAROLE (modulo numerico) con il LINGUAGGIO NON VERBALE (modulo analogico) comunica di non ascoltare l’alunno Il professore comunica di ascoltare l’alunno
  • 22.
    V assioma dellaComunicazione «Tutte le comunicazioni sono simmetriche o complementari, a seconda che siano basate sull'uguaglianza o sulla differenza».  Nel primo caso entrambi i partecipanti tendono a rispecchiare il comportamento dell’altro (ad es. studente/studente, fratello/fratello); nel secondo il comportamento di uno dei comunicanti completa quello dell’altro (ad es. docente/studente, genitore/figlio).  Nella relazione complementare uno dei due comunicanti assume la posizione one-up (superiore) e l’altro quella one-down (inferiore); i diversi comportamenti dei partecipanti si rafforzano a vicenda, dando luogo ad una relazione di interdipendenza in cui i rispettivi ruoli sono accettati da entrambi e non si tende ad invertirli.  Le relazioni simmetriche e quelle complementari non devono essere equiparate a “buona” e “cattiva”, né le posizioni one-up e one-down vanno riferite a concetti quali “forte” e “debole”; 22
  • 23.
    23 Il messaggio Il messaggiodell’emittente è legato: • alla retroazione che subito dopo o quasi contemporaneamente gli invia il ricevente. • al contesto entro il quale avviene la comunicazione (sociale, ambientale, culturale, etc.) Ciò che l’emittente intende comunicare al ricevente, attraverso l’uso di un codice e di un canale appropriato • Il messaggio è codificato dall’ emittente • Il messaggio è decodificato dal ricevente
  • 24.
    24 Il Codice Insieme diconvenzioni o regole condivise dagli interlocutori. La comunicazione può essere efficace se trasmessa attraverso l’uso di un codice opportuno. Possono essere considerati codici comunicativi: • l’intonazione e l’ampiezza della voce • La posizione del corpo. • Altri aspetti fisici (es. sudare, balbettare, piangere, ridere)
  • 25.
    25 Retroazione o feedback Messaggiodi ritorno che il ricevente invia all’emittente e che influenza i successivi messaggi dell’emittente. La comunicazione è un processo circolare che va inteso nell’ottica di una globalità costituita da continui scambi di messaggi tra l’emittente e il ricevente.
  • 26.
    26 Retroazione o feedback R.E.MESSAGGIO EMITTENTE RICEVENTE R.R. RETROAZIONE (o feed back) R.E. Retroazione dell’emittente: aspettative e previsioni circa l’effetto che il messaggio avrà. R.R. Retroazione del ricevente: aspettative e previsioni del ricevente.
  • 27.
    27 Il Contenuto Quello cheviene trasmesso dall’emittente al ricevente spesso può discostarsi dal messaggio comunicato creando ambiguità, malintesi, e, quindi, comunicazione inefficace.
  • 28.
    28 Il Contenuto  Contenutomanifesto: espresso in modo chiaro ed evidente e in modalità facilmente percettibile  Contenuto latente: non espresso, non evidente all’altro. Può essere individuato solo attraverso la relazione.  Contenuto apparente: costituisce, apparentemente, la parte centrale della comunicazione, ma ad un’attenta analisi risulta essere secondario ed irrilevante.
  • 29.
    29 La Metacomunicazione  Ogniespressione verbale o non verbale che sia inerente alla comunicazione.  Ogni messaggio diretto ad influire sul processo comunicativo stesso e sui comportamenti degli altri.  Affermare qualcosa che è inerente alla comunicazione che seguirà.  Trasmettere messaggi volti a “regolare” la comunicazione es: stai bene attento.
  • 30.
    30 Tipi di Comunicazione ➢Verbale ➢Paraverbale ➢ Non verbale
  • 31.
    31 Tipi di Comunicazione Verbale:parole Paraverbale (voce):volume altezza intensità velocità dell’eloquio fluenza movimento
  • 32.
    32 Tipi di Comunicazione Nonverbale: mimica del viso gestualità orientazione e postura distanze e spazi estetica e cura della persona condotte comportamentali
  • 33.
    33 Ostacoli nella comunicazione Ostacolimateriali del contesto ambientale Rumore, scarsa visibilità, elevata densità di persone Ostacoli dovuti a deficit fisici presenti in uno o piu’ interlocutori Cecità, sordità, vocalità difettosa (es. balbuzie).
  • 34.
    34 Ostacoli nella comunicazione Ostacolidi natura psicologica e socio-relazionale Stato psico-emotivo, distanze, dislivello sociale-economico-culturale- professionale Comportamenti che limitano la comunicazione Logorrea, taciturnismo, egocentrismo, eccessivo umorismo, falsità, fretta, anticipazione, invadenza, disattenzione
  • 35.
    35 L’Ascolto  Funzione direcepire le parole e le frasi emesse dall’altro  Atteggiamento di sensibilità, disponibilità e recettività verso un altro individuo rivolto a cogliere non solo l’aspetto verbale (concetti, idee) ma anche quello non verbale (psicologico, emotivo).  Ascoltare è diverso da udire, ovvero azione di semplice riconoscimento di suoni.
  • 36.
    36 Fattori importanti nell’Ascolto Recezione della verbalita’ Recepire i messaggi emessi verbalmente (canale acustico-uditivo→recezione suoni)  Recezione della non verbalita’ Recepire i messaggi para-verbali e non verbali (canale acustico-uditivo + visivo→recezione suoni e immagini)
  • 37.
    37 Fattori importanti nell’Ascolto Recezione delle variazioni fisiologiche Recepire segnali fisiologici dell’altro (sudorazione, rossore, …) che spesso indicano variazioni nello stato emotivo dell’altro Oltre ai canali già citati si aggiungono quelli: olfattivo e tattile.
  • 38.
    38 Fattori importanti nell’Ascolto Attenzione Focalizzarsi sull’emissione dei messaggi dell’altro  Risposta Emettere una risposta dopo un processo di elaborazione mentale delle informazioni ricevute dall’altro Le risposte possono essere verbali e non verbali (es: silenzio, uno sguardo, ….)
  • 39.
    39 Il Silenzio Tipo dirisposta non verbale che può comunicare: • calore • comprensione • incomprensione • confusione • noia • rabbia
  • 40.
    40 Il Silenzio Una pausadi silenzio può essere usata per: • scegliere le risposte da dare • scegliere le domande da fare • organizzare i propri pensieri • manifestare le proprie emozioni