Documentazione delle Unità di competenza:
«Piove sul bagnato»
«Acqua che corre non porta veleno»
Istituto scolastico:
Istituto Comprensivo Piazza al Serchio
Destinatari:
Pluriclasse Scuola Primaria di Pieve S. Lorenzo
Ore dedicate al percorso: 30
Descrizione della genesi del percorso didattico
Il percorso didattico è stato costruito sulla base di quanto attuato con il
precedente progetto «Un patto per l’acqua», costruendo un ponte per
riprendere il discorso con lo stesso esperto coinvolto due anni prima,
che ha contribuito nel definire gli argomenti da poter approfondire.
Un apporto alla costruzione del progetto è stato dato anche dalla
Comunità Educativa Locale.
Il percorso, costantemente monitorato dalle attività degli insegnanti, ha
previsto momenti di riepilogo all’interno delle normali ore curricolari, con
la produzione di elaborati autografi degli studenti, cartelloni e disegni. È
stato pertanto un percorso interdisciplinare, che ha visto la
partecipazione attiva di tutti i docenti interessati ai rispettivi ambiti di
insegnamento.
Descrizione del percorso didattico, dove siano
chiaramente individuabili lo sviluppo concettuale e
l’approccio metodologico
Si sceglie di descrivere il percorso didattico partendo da alcune
diapositive elaborate con l’ausilio degli stessi alunni, che illustrano con
l’ausilio di didascalie ed immagini i singoli passi che sono stati compiuti
per affrontare gli argomenti, con riferimenti allo sviluppo concettuale ed
all’approccio metodologico, che come si può vedere ha fatto grande
uso di discussioni guidate, che hanno preceduto un elevato numero di
esperimenti ed attività sia in piccolo che in grande gruppo.
Obiettivo primario:
Capire che alcuni fenomeni che si osservano in natura non sono dovuti
totalmente al clima naturale, ma anche ai mutamenti che l'uomo ha
introdotto.
In particolare sarà approfondito il problema del rischio idraulico, con
momenti creativi e di esperienze pratiche
Il movimento del calore
Pian piano abbiamo fatto calare la
mano sopra la candela accesa
finché non sentivamo il calore
che si muoveva.
Abbiamo provato a far cadere un
fazzoletto di carta che non è mai
caduto sulla candela accesa.
Abbiamo imparato che il calore alleggerisce l’aria, spingendola verso l’alto e
spostando ciò che si trova nel punto dove si sta muovendo.
Simulazione della pioggia
Abbiamo scaldato
una pentola piena
d’acqua sul fornello
Abbiamo imparato come fa a piovere cioè: il vapore sale finché non incontra il
freddo e si condensa e poi ricade.
.
Abbiamo versato la
pentola piena d’acqua
calda in un contenitore
e poi vi abbiamo steso
sopra una pellicola
trasparente
Abbiamo posato sulla
pellicola delle
compresse
ghiacciate e pian
piano hanno iniziato
a cadere delle
goccioline
Con la testa tra le nuvole!
Abbiamo imparato come si formano le nuvole, e che l’inquinamento può
aumentarne la quantità, facendo piovere più spesso e più intensamente.
.
Abbiamo osservato le nuvole
e abbiamo scoperto che ne
esistono di diversi tipi:
grosse, piccole, contornate,
ammucchiate, isolate,
precise, di diversi colori tra
cui bianco, grigio, nero.
Con un esperimento
abbiamo poi visto che le
nuvole si formano non solo a
causa delle goccioline di
vapore, ma anche a causa di
fumo e sabbia, che abbiamo
simulato con un fiammifero.
Il nostro pluviometro
Abbiamo imparato come si misura l’acqua piovana e come si usa il
pluviometro..
Il pluviometro serve per misurare l’acqua piovana. L’abbiamo costruito con un
secchio in cui è stato infilato un imbuto foderato con una rete.
Misurare i sedimenti dei corsi d’acqua
Abbiamo imparato a misurare i sedimenti. Poi abbiamo capito che se nel fiume
o nel torrente se ci sono sedimenti più piccoli c’è più rischio di alluvione.
Questi sono sedimenti presi in un
torrente ed in un fiume.
Questa lastra ha dei buchi di
diversa dimensione e serve per
misurare i sedimenti.
Al torrente Tassonaro
Abbiamo imparato a riconoscere i sedimenti dei corsi d’acqua per capire se c’è
rischio di alluvione. Nel nostro torrente i sedimenti sono più grandi che piccoli,
quindi anche in caso di piena dovuta a forti piogge non c’è elevato rischio di
esondazione.
Siamo andati al fiume per
misurare i sedimenti presi in
diversi punti.
Abbiamo poi misurato anche la
larghezza del torrente e la
profondità dell’acqua (vedi foto)
Simulazione dell’inquinamento prodotto
Abbiamo capito che se c’è una macchina
da 5 posti su cui viaggia una persona sola
produce più inquinamento, invece se
trasporta il giusto numero di persone
inquina meno. Infatti il nostro pullman
anche se consuma di più di un motorino,
inquina di meno perché trasporta un
maggior numero di persone.
Ci siamo divisi in quattro gruppi: il
primo rappresentava un motorino,
il secondo un’automobile, il terzo
un pullman e il quarto un camion.
Ciascun gruppo a turno doveva
fare lo stesso percorso, ma dopo il
numero di passi che gli era stato
assegnato (ad esempio 25 passi
per il motorino e 10 per il pullman)
doveva cambiare un cartellino di
carburante che aveva consumato
con un tagliandino del fumo che
aveva prodotto. Abbiamo poi
applicato la simulazione al minor
inquinamento che si produce
attuando la raccolta differenziata.
Se io fossi il clima…
Abbiamo imparato che bisogna rispettare l’ambiente e la natura e ciascuno di noi ha
illustrato con un disegno cosa farebbe per migliorare questa situazione se fosse al
posto del clima.
Discussione in grande gruppo Illustrazione del tema con un
disegno
Cartelloni
Cartelloni
Risultati ottenuti
Gli alunni, sia durante i momenti di rielaborazione previsti, sia durante
la propria normale vita scolastica, hanno avuto modo di riconoscere più
volte gli effetti dei cambiamenti climatici nella natura che li circonda,
anche senza una guida esterna per collegare le evidenze a quanto
svolto nel laboratorio.
Lo svolgimento di esperienze pratiche ed esperimenti ha permesso di
fissare bene nella mente degli studenti i motivi per cui avvengono certi
fenomeni, e le cause che li generano, sia naturali che antropiche.
La continuità con il progetto già svolto due anni fa ha permesso di
riallacciare facilmente i contenuti già trattati a quelli nuovi, complice la
struttura della pluriclasse.
Documentazione dell’Unità di competenza:
«Sei una frana!»
Istituto scolastico:
Istituto Comprensivo Piazza al Serchio
Destinatari:
Scuola Primaria di Piazza al Serchio, classe II
Ore dedicate al percorso: 15
Descrizione della genesi del percorso didattico
Il percorso didattico è stato oggetto di una progettazione
preliminare congiunta tra insegnanti ed esperto: lo scopo è
stato infatti quello di prevedere argomenti che potessero
essere tutti riconducibili ai cambiamenti climatici, ma che
potessero riguardarli da più punti di vista, tutti comunque
riconducibili a quanto trattato nel corso dell’Anno
Scolastico. I singoli docenti hanno poi ripreso quanto
trattato nei laboratori, contestualizzandolo nelle singole
discipline.
Descrizione del percorso didattico, dove siano
chiaramente individuabili lo sviluppo concettuale e
l’approccio metodologico
Vista la giovane età dei partecipanti al laboratorio, è stato scelto di
iniziare da una discussione di casi realmente osservati dagli alunni in
merito a piogge, frane, allagamenti, ecc…, con riferimento anche ai
recenti eventi estremi occorsi in Garfagnana e nella Valle del Serchio.
I concetti sono stati affrontati gradualmente, dal più generale al più
dettagliato, preferendo il metodo dell’esperienza diretta a quello del
dibattito. In questo modo, dopo un primo approccio al problema dei
cambiamenti climatici e dei loro effetti, è stato possibile trovare ed
applicare un metodo semplice ed efficace circa l’identificazione della
causa primaria delle frane, ovvero la pioggia nel settore naturale e le
costruzioni nel settore antropico.
Infine è stato possibile effettuare alcune osservazioni e costruire un
esperimento con cui stimare grossolanamente il rischio geologico di un
versante.
Primo approccio all’assorbimento del
calore
Senza per ora compiere alcuna misurazione o registrazione di dati diversa dalla
consultazione di un termometro, gli alunni hanno potuto osservare come il fenomeno del
surriscaldamento globale sia più marcato in città, con la presenza di colori scuri, rispetto
alla campagna o alla montagna.
Tipi di terreno
Non tutti i terreni reagiscono ugualmente in presenza di acqua: tessiture più grandi, come
ciottoli o sabbia, tendono ad andare a fondo, rimanendo meno coinvolte in eventuali
frane rispetto a tessiture più piccole, come terriccio, limo, ecc…
È stato così possibile trovare un semplice metodo per stimare, anche se in modo
grossolano, il rischio geologico di un versante.
Calore, evaporazione e pioggia
Gli alunni, preliminarmente a questo incontro, hanno condotto autonomamente un
esperimento sulla diversa velocità di evaporazione dell’acqua se colpita dal Sole. È stato
poi così possibile riagganciare un discorso analogo a quello della Scuola Primaria di
Pieve S. Lorenzo per il movimento del calore e la formazione delle piogge, viste però in
questo caso come fattore scatenante delle frane.
Se io fossi il clima…
A conclusione del percorso,
anche gli alunni di seconda
hanno disegnato alcuni
ipotetici scenari che
vorrebbero vedersi realizzati
se potessero sostituirsi al
clima per migliorare la
condizione della Terra.
Risultati ottenuti
Lo strumento del disegno finale, lasciato volutamente libero e senza
condizionamento da parte di insegnanti ed esperto, è stato il vero
banco di prova della comprensione degli argomenti e
dell’apprendimento degli alunni. Un ulteriore riscontro dell’efficacia del
percorso, nel quale hanno giocato ancora una volta un ruolo importante
le esperienze pratiche, è stato il corretto riconoscimento delle
condizioni critiche dal punto di vista geologico durante l’uscita condotta
al Parco delle Statue Stele, nel comune di Casola in Lunigiana, durante
la quale sono state messe in pratica molti degli esperimenti e delle
osservazioni condotte in classe.
Documentazione dell’Unità di competenza:
«Uffa, che afa!»
Istituto scolastico:
Istituto Comprensivo Piazza al Serchio
Destinatari:
Scuola Primaria di Piazza al Serchio, classe V
Ore dedicate al percorso: 14
Descrizione della genesi del percorso didattico
Come per l’Unità di Competenza della classe II, il percorso
didattico è stato oggetto di una progettazione preliminare
congiunta tra insegnanti ed esperto: lo scopo è stato infatti
quello di prevedere argomenti che potessero essere tutti
riconducibili ai cambiamenti climatici, ma che potessero
riguardarli da più punti di vista, tutti comunque riconducibili
a quanto trattato nel corso dell’Anno Scolastico. I singoli
docenti hanno poi ripreso quanto trattato nei laboratori,
contestualizzandolo nelle singole discipline.
Descrizione del percorso didattico, dove siano
chiaramente individuabili lo sviluppo concettuale e
l’approccio metodologico
I partecipanti avevano già trattato in passato il tema dei cambiamenti
climatici, e proprio per evitare ripetizioni e quindi perdita di utilità e di
interesse per il progetto è stato scelto di focalizzare la trattazione del
problema in un’ottica particolare e molto pertinente al programma
didattico della classe quinta: l’energia. Dopo un’introduzione al
problema è stato pertanto affrontato il problema di trovare una
definizione all’energia, i problemi legati all’inquinamento, all’effetto
serra, alla produzione di anidride carbonica, ed alla necessità di trovare
energie più pulite, meno impattanti sull’ambiente, e quindi rinnovabili.
Il calore dei colori
È stato proposto come esperimento iniziale la versione completa dell’esperienza condotta
dalla classe II circa l’assorbimento del calore da parte di suoli naturali (tendenzialmente più
chiari) ed antropici (più scuri). I partecipanti hanno registrato nel tempo l’andamento delle
temperature mostrate dai termometri, ricavando l’andamento del riscaldamento del suolo,
qui simulato con un cartoncino, in funzione del tempo, oltre che la differenza di
temperatura percepita dopo 30 minuti dall’accensione del «Sole», qui simulato con una
abat-jour.
Energia e potenziale elettrico
Dopo un primo momento passato a tentare di dare una definizione di energia,
l’attenzione si è spostata sui tipi di energia meccanica, sulla trasposizione di quanto
osservato attraverso semplici esperienze con palline di carta e quaderni all’energia
elettrica, con misurazione del potenziale di batteria e l’inversione di un motore elettrico,
alla ricerca dei principi di conversione che stanno alla base delle energie rinnovabili.
Questa attività è risultata essenziale per la gita svolta al Parco delle Statue Stele,
unitamente alla classe II, durante la quale gli studenti hanno cercato di ottenere energia
elettrica pulita da un motorino di un vecchio phon.
Anidride carbonica e surriscaldamento
Il problema dell’inquinamento e del surriscaldamento globale è strettamente legato
all’anidride carbonica da un rapporto causa-effetto. Dopo una discussione iniziale, gli
alunni hanno potuto osservare attraverso un esperimento qual è un ulteriore problema
legato all’anidride carbonica, ovvero la sua densità relativa, che è maggiore di quella
dell’aria e che non permette al gas di lasciare gli strati più bassi dell’atmosfera, ovvero
quelli in cui vive l’uomo.
Se io fossi il clima…
Anche gli alunni di quinta hanno disegnato alcuni scenari che vorrebbero vedersi realizzati se
potessero sostituirsi al clima per migliorare la condizione della Terra dal punto di vista energetico
Se io fossi il clima…
Anche gli alunni di quinta hanno disegnato alcuni scenari che vorrebbero vedersi realizzati se
potessero sostituirsi al clima per migliorare la condizione della Terra dal punto di vista energetico
Risultati ottenuti
Lo strumento del disegno finale, lasciato volutamente libero e senza
condizionamento da parte di insegnanti ed esperto, è stato il vero
banco di prova della comprensione degli argomenti e
dell’apprendimento degli alunni. Un ulteriore riscontro dell’efficacia del
percorso, nel quale hanno giocato ancora una volta un ruolo importante
le esperienze pratiche, è stato il corretto riconoscimento delle
condizioni critiche dal punto di vista geologico durante l’uscita condotta
al Parco delle Statue Stele, nel comune di Casola in Lunigiana, durante
la quale sono state messe in pratica molti degli esperimenti e delle
osservazioni condotte in classe.
In particolare gli studenti son riusciti ad indentificare tratti di torrente per
l’installazione di un’ipotetica piccola turbina per la produzione di energia
elettrica. Pur non entrando nei dettagli durante la discussione guidata in
aula, hanno pertanto risolto empiricamente un problema di scelta
riguardo l’installazione di un impianto mini-idraulico.
Bonus in comune alle Unità di Competenza
Scuola Primaria di Pieve S. Lorenzo
Gita alla Diga idroelettrica di Vicaglia
Scuola Primaria di Pieve S. Lorenzo
Simulazione «Vallo a Dire ai Dinosauri»
con il coinvolgimento delle famiglie
Scuola Primaria di Piazza al Serchio – Classi II e V
Gita sul Torrente Aulella, Parco delle Statue Stele, Comune di Casola in Lunigiana (MS)

Se io fossi il clima...

  • 1.
    Documentazione delle Unitàdi competenza: «Piove sul bagnato» «Acqua che corre non porta veleno» Istituto scolastico: Istituto Comprensivo Piazza al Serchio Destinatari: Pluriclasse Scuola Primaria di Pieve S. Lorenzo Ore dedicate al percorso: 30
  • 2.
    Descrizione della genesidel percorso didattico Il percorso didattico è stato costruito sulla base di quanto attuato con il precedente progetto «Un patto per l’acqua», costruendo un ponte per riprendere il discorso con lo stesso esperto coinvolto due anni prima, che ha contribuito nel definire gli argomenti da poter approfondire. Un apporto alla costruzione del progetto è stato dato anche dalla Comunità Educativa Locale. Il percorso, costantemente monitorato dalle attività degli insegnanti, ha previsto momenti di riepilogo all’interno delle normali ore curricolari, con la produzione di elaborati autografi degli studenti, cartelloni e disegni. È stato pertanto un percorso interdisciplinare, che ha visto la partecipazione attiva di tutti i docenti interessati ai rispettivi ambiti di insegnamento.
  • 3.
    Descrizione del percorsodidattico, dove siano chiaramente individuabili lo sviluppo concettuale e l’approccio metodologico Si sceglie di descrivere il percorso didattico partendo da alcune diapositive elaborate con l’ausilio degli stessi alunni, che illustrano con l’ausilio di didascalie ed immagini i singoli passi che sono stati compiuti per affrontare gli argomenti, con riferimenti allo sviluppo concettuale ed all’approccio metodologico, che come si può vedere ha fatto grande uso di discussioni guidate, che hanno preceduto un elevato numero di esperimenti ed attività sia in piccolo che in grande gruppo. Obiettivo primario: Capire che alcuni fenomeni che si osservano in natura non sono dovuti totalmente al clima naturale, ma anche ai mutamenti che l'uomo ha introdotto. In particolare sarà approfondito il problema del rischio idraulico, con momenti creativi e di esperienze pratiche
  • 4.
    Il movimento delcalore Pian piano abbiamo fatto calare la mano sopra la candela accesa finché non sentivamo il calore che si muoveva. Abbiamo provato a far cadere un fazzoletto di carta che non è mai caduto sulla candela accesa. Abbiamo imparato che il calore alleggerisce l’aria, spingendola verso l’alto e spostando ciò che si trova nel punto dove si sta muovendo.
  • 5.
    Simulazione della pioggia Abbiamoscaldato una pentola piena d’acqua sul fornello Abbiamo imparato come fa a piovere cioè: il vapore sale finché non incontra il freddo e si condensa e poi ricade. . Abbiamo versato la pentola piena d’acqua calda in un contenitore e poi vi abbiamo steso sopra una pellicola trasparente Abbiamo posato sulla pellicola delle compresse ghiacciate e pian piano hanno iniziato a cadere delle goccioline
  • 6.
    Con la testatra le nuvole! Abbiamo imparato come si formano le nuvole, e che l’inquinamento può aumentarne la quantità, facendo piovere più spesso e più intensamente. . Abbiamo osservato le nuvole e abbiamo scoperto che ne esistono di diversi tipi: grosse, piccole, contornate, ammucchiate, isolate, precise, di diversi colori tra cui bianco, grigio, nero. Con un esperimento abbiamo poi visto che le nuvole si formano non solo a causa delle goccioline di vapore, ma anche a causa di fumo e sabbia, che abbiamo simulato con un fiammifero.
  • 7.
    Il nostro pluviometro Abbiamoimparato come si misura l’acqua piovana e come si usa il pluviometro.. Il pluviometro serve per misurare l’acqua piovana. L’abbiamo costruito con un secchio in cui è stato infilato un imbuto foderato con una rete.
  • 8.
    Misurare i sedimentidei corsi d’acqua Abbiamo imparato a misurare i sedimenti. Poi abbiamo capito che se nel fiume o nel torrente se ci sono sedimenti più piccoli c’è più rischio di alluvione. Questi sono sedimenti presi in un torrente ed in un fiume. Questa lastra ha dei buchi di diversa dimensione e serve per misurare i sedimenti.
  • 9.
    Al torrente Tassonaro Abbiamoimparato a riconoscere i sedimenti dei corsi d’acqua per capire se c’è rischio di alluvione. Nel nostro torrente i sedimenti sono più grandi che piccoli, quindi anche in caso di piena dovuta a forti piogge non c’è elevato rischio di esondazione. Siamo andati al fiume per misurare i sedimenti presi in diversi punti. Abbiamo poi misurato anche la larghezza del torrente e la profondità dell’acqua (vedi foto)
  • 10.
    Simulazione dell’inquinamento prodotto Abbiamocapito che se c’è una macchina da 5 posti su cui viaggia una persona sola produce più inquinamento, invece se trasporta il giusto numero di persone inquina meno. Infatti il nostro pullman anche se consuma di più di un motorino, inquina di meno perché trasporta un maggior numero di persone. Ci siamo divisi in quattro gruppi: il primo rappresentava un motorino, il secondo un’automobile, il terzo un pullman e il quarto un camion. Ciascun gruppo a turno doveva fare lo stesso percorso, ma dopo il numero di passi che gli era stato assegnato (ad esempio 25 passi per il motorino e 10 per il pullman) doveva cambiare un cartellino di carburante che aveva consumato con un tagliandino del fumo che aveva prodotto. Abbiamo poi applicato la simulazione al minor inquinamento che si produce attuando la raccolta differenziata.
  • 11.
    Se io fossiil clima… Abbiamo imparato che bisogna rispettare l’ambiente e la natura e ciascuno di noi ha illustrato con un disegno cosa farebbe per migliorare questa situazione se fosse al posto del clima. Discussione in grande gruppo Illustrazione del tema con un disegno
  • 12.
  • 13.
  • 14.
    Risultati ottenuti Gli alunni,sia durante i momenti di rielaborazione previsti, sia durante la propria normale vita scolastica, hanno avuto modo di riconoscere più volte gli effetti dei cambiamenti climatici nella natura che li circonda, anche senza una guida esterna per collegare le evidenze a quanto svolto nel laboratorio. Lo svolgimento di esperienze pratiche ed esperimenti ha permesso di fissare bene nella mente degli studenti i motivi per cui avvengono certi fenomeni, e le cause che li generano, sia naturali che antropiche. La continuità con il progetto già svolto due anni fa ha permesso di riallacciare facilmente i contenuti già trattati a quelli nuovi, complice la struttura della pluriclasse.
  • 15.
    Documentazione dell’Unità dicompetenza: «Sei una frana!» Istituto scolastico: Istituto Comprensivo Piazza al Serchio Destinatari: Scuola Primaria di Piazza al Serchio, classe II Ore dedicate al percorso: 15
  • 16.
    Descrizione della genesidel percorso didattico Il percorso didattico è stato oggetto di una progettazione preliminare congiunta tra insegnanti ed esperto: lo scopo è stato infatti quello di prevedere argomenti che potessero essere tutti riconducibili ai cambiamenti climatici, ma che potessero riguardarli da più punti di vista, tutti comunque riconducibili a quanto trattato nel corso dell’Anno Scolastico. I singoli docenti hanno poi ripreso quanto trattato nei laboratori, contestualizzandolo nelle singole discipline.
  • 17.
    Descrizione del percorsodidattico, dove siano chiaramente individuabili lo sviluppo concettuale e l’approccio metodologico Vista la giovane età dei partecipanti al laboratorio, è stato scelto di iniziare da una discussione di casi realmente osservati dagli alunni in merito a piogge, frane, allagamenti, ecc…, con riferimento anche ai recenti eventi estremi occorsi in Garfagnana e nella Valle del Serchio. I concetti sono stati affrontati gradualmente, dal più generale al più dettagliato, preferendo il metodo dell’esperienza diretta a quello del dibattito. In questo modo, dopo un primo approccio al problema dei cambiamenti climatici e dei loro effetti, è stato possibile trovare ed applicare un metodo semplice ed efficace circa l’identificazione della causa primaria delle frane, ovvero la pioggia nel settore naturale e le costruzioni nel settore antropico. Infine è stato possibile effettuare alcune osservazioni e costruire un esperimento con cui stimare grossolanamente il rischio geologico di un versante.
  • 18.
    Primo approccio all’assorbimentodel calore Senza per ora compiere alcuna misurazione o registrazione di dati diversa dalla consultazione di un termometro, gli alunni hanno potuto osservare come il fenomeno del surriscaldamento globale sia più marcato in città, con la presenza di colori scuri, rispetto alla campagna o alla montagna.
  • 19.
    Tipi di terreno Nontutti i terreni reagiscono ugualmente in presenza di acqua: tessiture più grandi, come ciottoli o sabbia, tendono ad andare a fondo, rimanendo meno coinvolte in eventuali frane rispetto a tessiture più piccole, come terriccio, limo, ecc… È stato così possibile trovare un semplice metodo per stimare, anche se in modo grossolano, il rischio geologico di un versante.
  • 20.
    Calore, evaporazione epioggia Gli alunni, preliminarmente a questo incontro, hanno condotto autonomamente un esperimento sulla diversa velocità di evaporazione dell’acqua se colpita dal Sole. È stato poi così possibile riagganciare un discorso analogo a quello della Scuola Primaria di Pieve S. Lorenzo per il movimento del calore e la formazione delle piogge, viste però in questo caso come fattore scatenante delle frane.
  • 21.
    Se io fossiil clima… A conclusione del percorso, anche gli alunni di seconda hanno disegnato alcuni ipotetici scenari che vorrebbero vedersi realizzati se potessero sostituirsi al clima per migliorare la condizione della Terra.
  • 22.
    Risultati ottenuti Lo strumentodel disegno finale, lasciato volutamente libero e senza condizionamento da parte di insegnanti ed esperto, è stato il vero banco di prova della comprensione degli argomenti e dell’apprendimento degli alunni. Un ulteriore riscontro dell’efficacia del percorso, nel quale hanno giocato ancora una volta un ruolo importante le esperienze pratiche, è stato il corretto riconoscimento delle condizioni critiche dal punto di vista geologico durante l’uscita condotta al Parco delle Statue Stele, nel comune di Casola in Lunigiana, durante la quale sono state messe in pratica molti degli esperimenti e delle osservazioni condotte in classe.
  • 23.
    Documentazione dell’Unità dicompetenza: «Uffa, che afa!» Istituto scolastico: Istituto Comprensivo Piazza al Serchio Destinatari: Scuola Primaria di Piazza al Serchio, classe V Ore dedicate al percorso: 14
  • 24.
    Descrizione della genesidel percorso didattico Come per l’Unità di Competenza della classe II, il percorso didattico è stato oggetto di una progettazione preliminare congiunta tra insegnanti ed esperto: lo scopo è stato infatti quello di prevedere argomenti che potessero essere tutti riconducibili ai cambiamenti climatici, ma che potessero riguardarli da più punti di vista, tutti comunque riconducibili a quanto trattato nel corso dell’Anno Scolastico. I singoli docenti hanno poi ripreso quanto trattato nei laboratori, contestualizzandolo nelle singole discipline.
  • 25.
    Descrizione del percorsodidattico, dove siano chiaramente individuabili lo sviluppo concettuale e l’approccio metodologico I partecipanti avevano già trattato in passato il tema dei cambiamenti climatici, e proprio per evitare ripetizioni e quindi perdita di utilità e di interesse per il progetto è stato scelto di focalizzare la trattazione del problema in un’ottica particolare e molto pertinente al programma didattico della classe quinta: l’energia. Dopo un’introduzione al problema è stato pertanto affrontato il problema di trovare una definizione all’energia, i problemi legati all’inquinamento, all’effetto serra, alla produzione di anidride carbonica, ed alla necessità di trovare energie più pulite, meno impattanti sull’ambiente, e quindi rinnovabili.
  • 26.
    Il calore deicolori È stato proposto come esperimento iniziale la versione completa dell’esperienza condotta dalla classe II circa l’assorbimento del calore da parte di suoli naturali (tendenzialmente più chiari) ed antropici (più scuri). I partecipanti hanno registrato nel tempo l’andamento delle temperature mostrate dai termometri, ricavando l’andamento del riscaldamento del suolo, qui simulato con un cartoncino, in funzione del tempo, oltre che la differenza di temperatura percepita dopo 30 minuti dall’accensione del «Sole», qui simulato con una abat-jour.
  • 27.
    Energia e potenzialeelettrico Dopo un primo momento passato a tentare di dare una definizione di energia, l’attenzione si è spostata sui tipi di energia meccanica, sulla trasposizione di quanto osservato attraverso semplici esperienze con palline di carta e quaderni all’energia elettrica, con misurazione del potenziale di batteria e l’inversione di un motore elettrico, alla ricerca dei principi di conversione che stanno alla base delle energie rinnovabili. Questa attività è risultata essenziale per la gita svolta al Parco delle Statue Stele, unitamente alla classe II, durante la quale gli studenti hanno cercato di ottenere energia elettrica pulita da un motorino di un vecchio phon.
  • 28.
    Anidride carbonica esurriscaldamento Il problema dell’inquinamento e del surriscaldamento globale è strettamente legato all’anidride carbonica da un rapporto causa-effetto. Dopo una discussione iniziale, gli alunni hanno potuto osservare attraverso un esperimento qual è un ulteriore problema legato all’anidride carbonica, ovvero la sua densità relativa, che è maggiore di quella dell’aria e che non permette al gas di lasciare gli strati più bassi dell’atmosfera, ovvero quelli in cui vive l’uomo.
  • 29.
    Se io fossiil clima… Anche gli alunni di quinta hanno disegnato alcuni scenari che vorrebbero vedersi realizzati se potessero sostituirsi al clima per migliorare la condizione della Terra dal punto di vista energetico
  • 30.
    Se io fossiil clima… Anche gli alunni di quinta hanno disegnato alcuni scenari che vorrebbero vedersi realizzati se potessero sostituirsi al clima per migliorare la condizione della Terra dal punto di vista energetico
  • 31.
    Risultati ottenuti Lo strumentodel disegno finale, lasciato volutamente libero e senza condizionamento da parte di insegnanti ed esperto, è stato il vero banco di prova della comprensione degli argomenti e dell’apprendimento degli alunni. Un ulteriore riscontro dell’efficacia del percorso, nel quale hanno giocato ancora una volta un ruolo importante le esperienze pratiche, è stato il corretto riconoscimento delle condizioni critiche dal punto di vista geologico durante l’uscita condotta al Parco delle Statue Stele, nel comune di Casola in Lunigiana, durante la quale sono state messe in pratica molti degli esperimenti e delle osservazioni condotte in classe. In particolare gli studenti son riusciti ad indentificare tratti di torrente per l’installazione di un’ipotetica piccola turbina per la produzione di energia elettrica. Pur non entrando nei dettagli durante la discussione guidata in aula, hanno pertanto risolto empiricamente un problema di scelta riguardo l’installazione di un impianto mini-idraulico.
  • 32.
    Bonus in comunealle Unità di Competenza Scuola Primaria di Pieve S. Lorenzo Gita alla Diga idroelettrica di Vicaglia Scuola Primaria di Pieve S. Lorenzo Simulazione «Vallo a Dire ai Dinosauri» con il coinvolgimento delle famiglie Scuola Primaria di Piazza al Serchio – Classi II e V Gita sul Torrente Aulella, Parco delle Statue Stele, Comune di Casola in Lunigiana (MS)