Istituto Comprensivo
Don Lorenzo Milani – Prato
Tre passi nel quartiere di oggi per
difendere il territorio di domani
Descrizione del progetto
L’Istituto Comprensivo Don Milani di Prato ha affrontato il tema dei cambiamenti
climatici proponendo tre diverse UdC che sono state attuate in cinque classi quarte
della scuola primaria e in un classe seconda della scuola secondaria di I grado.
Ognuna delle UdC ha affrontato il tema da tre diversi punti di vista (acqua,
meteorologia, cibo) accomunati dall’obiettivo di salvaguardare e valorizzare il
territorio circostante, facendo riflettere gli alunni sui comportamenti virtuosi da
attuare per tutelare il territorio e limitare le conseguenze negative dei cambiamenti
climatici.
Le attività del progetto sono state elaborate per promuovere lo sviluppo delle
competenze chiave in modo partecipativo ed esperienziale. Attraverso la
riflessione, la creatività e l’interazione è stato affrontato il problema dei
cambiamenti climatici e dei loro effetti in modo multidisciplinare.
Punti di forza di questo percorso sono stati:
- la condivisione, fra docenti di plessi e di ordini scolastici diversi, degli obiettivi
formativi e delle metodologie didattiche finalizzate all’acquisizione di competenze
culturali e sociali dei futuri cittadini;
- la cooperazione tra gli alunni;
- la metodologia inclusiva;
- la collaborazione tra il mondo della scuola e quello dell’associazionismo;
- le uscite sul territorio.
Documentazione dell'Unità di
competenza:
Alla ricerca dell'acqua: quattro passi nel nostro territorio
Istituto scolastico:
I.C. Don Milani (Prato)
Scuola primaria “A. Ammannati”
Destinatari:
Classi 4a A, 4a B, 4a C
Ore dedicate al percorso:
20 per ogni classe
GENESI DEL PERCORSO DIDATTICO
- Le classi quarte della scuola primaria “A. Ammannati” seguono i
percorsi proposti dal CIDI di scienze e partecipano ai Laboratori del
Sapere Scientifico con le insegnanti Monia Gori e Cinzia Palladino.
- Quest'anno l'argomento della parte chimico-fisica riguardava
l'acqua. Sono stati sviluppati concetti quali: ebollizione,
evaporazione, distillazione, vapore acqueo, cristallizzazione; sono
state osservate le caratteristiche dell'acqua, il suo presentarsi sotto
varie forme e il suo ruolo nell’ambiente, infine è stato descritto il
ciclo dell'acqua.
- A questo punto, con l’operatrice di Legambiente Serena Maccelli, è
stata sviluppata questa UdC che, con un'uscita didattica, ha
affrontato il viaggio dell'acqua nel nostro territorio.
I percorsi del CIDI vengono realizzati attraverso
una metodologia costruttivista che segue
cinque fasi:
Esperimento e osservazione di ciò che accade: la costruzione del significato nella scuola
primaria non può fare a meno del contatto diretto con le cose.
Verbalizzazione individuale scritta di quello che è stato osservato: la dimensione linguistica ha
un ruolo centrale, è lo strumento fondamentale per il bambino per dare significato al mondo che
sta osservando.
Lettura collettiva delle verbalizzazioni realizzate dai bambini, discussione collettiva e confronto
tra pari.
Ogni bambino corregge o aggiunge alcune parti alla propria descrizione (affinamento), fino ad
arrivare a definire il concetto scientifico osservato (concettualizzazione).
Dopo aver letto le definizioni ed individuate collettivamente le caratteristiche principali del
concetto scientifico osservato si realizza una produzione scritta condivisa del concetto.
L'EBOLLIZIONE
I bambini hanno osservato l'esperimento
e discusso di quello che stava
succedendo.
Dopo ciascuno di loro ha descritto
individualmente sul proprio quaderno
l'esperimento e lo ha rappresentato
graficamente.
Dai quaderni dei bambini...
Nel becher si appanna la
parte senza acqua. (Alessio)
Nell'acqua si formano
delle onde. (Gioele)
Dopo un po' si sono formate delle
bollicine nella parte bassa del becher.
(Marco)
Quando faceva le bolle ha fatto un rumore come
se scoppiassero le bolle della gomma da
masticare. Poi sono iniziate le bolle un po' più
grandi e faceva un rumore un po' più forte.
(Matilde)
Le bolle erano sempre più grosse e
sempre di più. (Gabriele C.)
Dopo un po' dal becher esce il fumo.
(Mattia)
Il livello dell'acqua era
diminuito quando abbiamo
spento il fornellino.
(Filippo G.)
Infine, a ciascun bambino è stata data la definizione di ebollizione
Ma cos'è il “fumo” che esce dal
becher durante l'ebollizione?
Per farlo comprendere ai bambini abbiamo proposto
l'esperimento con il distillatore
Dopo l'esperimento
abbiamo chiesto a
ciascuno di
rispondere
individualmente sul
proprio quaderno alle
seguenti domande:
“Cosa è possibile
osservare con questo
esperimento se lo
confrontiamo con il
primo esperimento
dell’ebollizione? Cosa
è successo all'acqua
nella beuta?”
Il fumo della beuta si
raffreddava perchè
la maestra buttava
l'acqua fredda nel
distillatore e quindi
l'acqua evaporava e
si ritrasformava in
acqua, invece nel
becher no.
(Margherita)
L'acqua nella
beuta alla fine non
c'era più perchè
passava dai tubi di
gomma, dal tubo
di vetro nascosto
e andava nel
becher.
(Tommaso)
Nell'esperimento con il distillatore il fumo
non usciva. La beuta era collegata al
tubo nascosto e anche il becher era
collegato al tubo nascosto quindi l'acqua
dalla beuta doveva andare nel becher.
(Filippo G.)
Ma allora...il fumo cos'è? Perchè si
forma?
 Con questo esperimento i bambini hanno visto che
durante l’ebollizione l’acqua si trasforma in “acqua che
non si vede” che, a sua volta, quando viene raffreddata,
si ritrasforma in acqua liquida.
 Solo a questo punto è stato inserito il termine vapore
acqueo per indicare “l’acqua che non si vede”.
Anche qui i bambini hanno risposto individualmente, poi dopo la
successiva discussione collettiva hanno compreso che il fumo è una
mescolanza di vapore acqueo e goccioline piccolissime di acqua. Il suo
nome è nebbia e si forma perchè l'aria che si trova sopra il becher è
fredda ed è in grado di condensare in parte il vapore acqueo che esce
dall'acqua.
Una grossa difficoltà per i bambini è stata capire che cosa
sono le bolle che si formano nell'acqua durante
l'ebollizione
Molti di loro hanno risposto che le
bolle sono fatte di aria. È stato
necessario ricordare l'esperimento
fatto con il distillatore durante il
quale è stato compreso che tutta
l’acqua si trasforma in vapore
acqueo, cioè acqua che ha assunto
uno stato diverso, e che tutto il
vapore acqueo si ritrasforma in
acqua; è quindi impossibile che
l’acqua si trasformi in aria. Tranne
all’inizio, le bolle che si formano
sono vapore acqueo che sta
uscendo dall’acqua liquida.
Abbiamo misurato la temperatura
dell'acqua ogni 30 secondi e abbiamo
sospeso l'esperimento dopo 3 minuti.
È stato chiesto ai bambini che cosa
succederebbe se lasciassimo l'acqua
sul fornellino per 10 minuti.
L'ACQUA BOLLE A 100°
Quasi tutti hanno risposto che la temperatura
avrebbe continuato a salire...
Abbiamo
ripetuto
l'esperimento
misurando la
temperatura
per 10
minuti.
Tanta è stata la
sopresa dei
bambini nel
verificare che
arrivata a 100° la
temperatura
dell'acqua non
sale più.
Altri argomenti trattati durante il percorso...
Infine...
L'evaporazione Le acque minerali
A questo punto del percorso c'è stato
l'intervento degli esperti di Legambiente che
hanno fatto un incontro di due ore in ognuna
delle tre classi e successivamente hanno
condotto l'uscita didattica.
Il nostro lavoro si proponeva di
contestualizzare il cambiamento climatico a
livello locale attraverso un'uscita sul territorio
allo scopo di far conoscere ai bambini
l'ecosistema in cui vivono rendendoli
consapevoli di quanto sia importante
salvaguardare tutti gli elementi che lo
compongono.
MACRO-COMPETENZA: Comprendere alcuni fenomeni e
le loro interconnessioni rispetto ai cambiamenti climatici
Competenza: Affrontare il cambiamento climatico dal punto di vista
della risorsa acqua
OBIETTIVI:
- Sviluppare la capacità di formulare ipotesi e di
verificarle.
- Imparare a cogliere relazioni e collegamenti tra i
fenomeni.
- Acquisire la capacità di raccogliere dati, elaborare
misurazioni e metterle in relazione.
- Affrontare gli argomenti dal duplice punto di vista
locale e globale.
- Sviluppare la capacità di esporre i ragionamenti
elaborati durante le attività.
- Comunicare e diffondere i risultati delle attività nel
contesto della scuola, della famiglia e della società
civile.
- Collegare la risorsa acqua nel contesto globale di
cambiamento climatico.
ATTIVITÀ
Attività 1: Incontro partecipato sui cambiamenti
climatici
Metodo: Brainstorming
Durata (ore): 2
Attività 2: Uscita sul territorio (Fosso di Iolo).
I ragazzi saranno suddivisi in piccoli gruppi:
scienziati, storici, cartografi e naturalisti.
Metodo: Learning by doing. Osservazione e raccolta
dati. Ricerca & Azione partecipata
Durata (ore): 3
Attività 3: Ogni gruppo produrrà elaborati scritti e
iconografici che riassumano il percorso svolto
durante tutta l'Udc e lo relazionerà ai compagni.
Metodo: Cooperative learning
Durata (ore): 4
1° ATTIVITÀ
Brainstorming sull'acqua
Ogni bambino ha ricevuto un post-it sul
quale scrivere pensieri e parole
sull'acqua...
...poi l'ha
attaccato
all'albero
nella parte
che
riteneva
più idonea
fra
soluzioni,
idee o
cause.
Discutendo su questa attività è stato chiesto ai
bambini: “L'acqua ha problemi o è un problema?”
Per la maggior parte di loro l'acqua ha dei
problemi, altri hanno detto che può anche essere
un problema, ma questo dipende da noi perchè
dobbiamo stare attenti a non sprecarla e non
inquinarla.
La distribuzione dell'acqua globale
Per spiegare ai bambini questo concetto gli “Scienziati
dell'acqua” hanno usato bottigliette, bicchieri e vasetti di
yogurt.
L'acqua disponibile
sul nostro pianeta
Il 97% di quest'acqua
è salata
Solo il 3% è acqua
dolce
DI QUESTO 3% DI ACQUA DOLCE
Solo la parte restante è
l'acqua dolce che abbiamo
a disposizione
Il 68% forma
ghiacciai e
calotte polari
Il 68% forma
ghiacciai e
calotte polari
È stato chiesto ai bambini “Come si
inquina l'acqua?”
Rifiuti
Petrolio
Saponi
Concimi
chimici
Scarichi
delle
industrie
Sono biodegradabili
NO
Deiezioni
(umane e
animali)
Grasso
della
pelle
L'inquinamento dell'acqua spiegato
ai bambini
Perchè un foglietto
affonda e uno no?
Il sapone permette all'acqua
di attaccarsi dove
abitualmente scivola via.
Acqua con
sapone
Acqua senza
sapone
Se le sostanze detergenti sono riversate nell'ambiente i danni sono gravissimi. Le piante
acquatiche rischiano l'asfissia perchè l'acqua impedisce loro di respirare. Gran parte degli
uccelli acquatici ha una sostanza grassa sulle piume che in presenza di detersivi perde la sua
capacità impermeabilizzante: non riescono ad asciugarsi e rischiano di soffocare o annegare.
2° ATTIVITÀ
Il fosso di Iolo è il proseguimento artificializzato
del torrente Bardena.
Un tempo il sistema dei fiumi, dei torrenti e dei
canali (gore) della Piana Pratese svolgeva molte
importanti funzioni fra le quali fornire acqua per gli
usi civili ed agrari e per gli utilizzi manifatturieri e
industriali legati alle produzioni tessili.
 Il fosso di Iolo si trova molto vicino alla nostra scuola pertanto
l'uscita è stata effettuata a piedi.
 I bambini sono stati divisi in quattro gruppi:
 CARTOGRAFI: sono stati forniti di una mappa e hanno avuto il compito di individuare il
percorso da effettuare e guidare i compagni.
 NATURALISTI: hanno osservato la varietà di piante e animali presenti lungo il
percorso.
 STORICI: hanno rilevato gli elementi che indicano il cambiamento storico del territorio
sia attraverso l'osservazione del paesaggio sia intervistando le persone lungo il tragitto.
 SCIENZIATI: hanno misurato il ph, la temperatura dell'acqua e rilevato le condizioni
meteo.
 In ogni gruppo c'era un bambino con il ruolo di fotografo.
 Ad ogni gruppo sono state date delle schede di osservazione
da compilare durante il percorso.
Prima di
uscire la
guida ha
consegnato
al gruppo
una pianta
della zona.
I bambini hanno individuato
il percorso e lo hanno
segnato sulla pianta.
La guida ha mostrato ai
bambini come usare la
bussola...
...poi gliel'ha
consegnata.
I punti di riferimento
Il fontanello dell'acqua
PUNTO DI
PARTENZA: la
nostra scuola
PUNTO DI ARRIVO
La scheda di
osservazione
dei cartografi
I naturalisti avevano il
compito di osservare
attentamente piante e animali
trovati lungo il percorso.
Appena ne individuavano uno
tutto il gruppo si fermava ad
ascoltare la spiegazione della
guida.
Per osservare meglio avevano una lente
d'ingrandimento
Qualcosa è stato
raccolto e portato
a scuola
Qualcos'altro solo fotografato
Assenzio
Robinia pseudoacacia
Nocciolo e noce
Le schede di osservazione dei naturalisti
Il gruppo degli
storici aveva il
compito di rilevare i
segni del passato
(ponti, lavatoi,
fontane,...)
e i segni di epoca
recente (canali
artificiali in
cemento, tombini,
fontanelli,...)
Sono stati anche intervistati dei signori
incontrati lungo il percorso ai quali i bambini
hanno chiesto notizie su com'era il fosso
quando erano giovani loro.
Le schede di osservazione degli storici
Per prima cosa gli
scienziati hanno preso un
campione di acqua del
fosso con uno strumento
molto artigianale
Hanno
misurato la
temperatura
dell'acqua
e quella atmosferica
Il manico del retino è stato
usato per rilevare la
profondità dell'acqua
che poi è stata misurata
con il metro
Il campione di acqua è
stato usato per la
misurazione del ph con
l'apposita cartina
Il ph è risultato essere
acido
La scheda di
osservazione
degli
scienziati
La terra del fosso riesce a filtrare e
ripulire l'acqua inquinata?
Ogni gruppo ha costruito un filtro usando bottigliette di
plastica, garze, sassi e della terra raccolta nel punto in
cui è stato prelevato il campione di acqua
Facciamo un esperimento
I bambini hanno
fissato la garza con
un elastico al collo
di una bottiglia
tagliata a metà
Ci hanno messo la
terra del fosso
i sassi
e l'hanno messa sopra
l'altra metà della bottiglia
Quando tutti i filtri erano pronti
la guida ha preparato “l'acqua
inquinata” diluendo del
colorante rosso nell'acqua
presa dal fosso
Poi ne ha
versata un
po' nel filtro
di ogni
gruppo
L'acqua filtrata è rimasta rossa, ciò significa che la terra del
fosso non è in grado di trattenere gli elementi che
contaminano l'acqua
Nei giorni seguenti l'uscita ogni gruppo ha prodotto dei
testi scritti e realizzato dei disegni sull'esperienza fatta.
Ogni gruppo ha poi relazionato ai compagni il proprio
lavoro.
Tutti i testi sono stati riscritti al computer e i disegni
sono stati scannerizzati.
Alla fine ogni bambino ha avuto una copia di tutti i
lavori da mettere nel proprio quadernone.
3° ATTIVITÀ
Il lavoro dei cartografi
Siamo partiti dalla scuola, in via
del Chiasso, poi abbiamo
svoltato a destra, in via
Tobbianese, abbiamo girato di
nuovo a destra, in via Ciliegia,
passando davanti al cimitero.
Poi abbiamo proseguito sul
ponte in via Borgo Casale,
abbiamo girato a destra, sulla
pista ciclabile, abbiamo
proseguito lungo il fosso fino ad
arrivare ad un ponte.
Per tornare a scuola abbiamo
rifatto il percorso al contrario.
(Giada, Matilde, Maria, Mattia, Niccolò', Gabriele C.)
Il lavoro dei naturalisti
L'artemisia. Ha le foglie
allungate verdi scure, strette e
appuntite e l'abbiamo trovata
vicino agli alberi. Con l'artemisia
si può fare un alcool di colore
verde scuro chiamato assenzio.
Abbiamo visto le lumache vicino al fiume, i vermi dentro
al terreno e le tane delle nutrie. Abbiamo udito il rumore
del vento e della pioggia. C'era anche una scia di bava di
lumaca. Di piante abbiamo visto:
La saponaria.
L'abbiamo trovata
nei prati e negli anni
passati le donne la
usavano per lavare.
Infatti, dopo
strofinata, veniva una
specie di schiuma
che serviva per
lavare.
La robinia
pseudoacacia. Ha il
gambo molto lungo e
delle piccole foglie
verdi. L'abbiamo
trovata vicino
all'artemisia.
Il nocciolo. Le sue
foglie sono grandi,
morbide e verdi. Il
nocciolo (il frutto) è
piccolo e marrone.
L'abbiamo trovato in
un campo e anni fa
era tradizione
piantarne uno
quando nasceva un
bambino.
La carota selvatica.
È lunga, ha delle
foglie arricciolate e in
cima ha un fiore tutto
bianco. L'abbiamo
trovata per strada.
Le canne dei fiumi.
Sono lunghe, verdi
chiare e appuntite, le
sue foglie sono
taglienti. Le abbiamo
trovate lungo il fiume.
L'orzo selvatico,
che può fare male
agli animali se gli
entra nel naso,
l'abbiamo trovato
sulle sponde del
fiume.
La malva
e il
papavero
erano
lungo
l'argine del
fiume.
(Filippo G., Gabriele P., Rachele, Lorenzo Y., Leila, Margherita)
Il lavoro degli storici
Abbiamo incontrato un signore che correva su una stradetta lungo il
fosso e gli abbiamo fatto alcune domande su come era il fosso in
passato, per esempio: c'è stato qualche allagamento? È cambiato il
clima? Ci sono nuove specie vegetali?
Ha risposto che ci sono state tracce di allagamenti, la temperatura è
cambiata e prima era molto meglio e c'erano meno case e meno
industrie.
Un altro signore ci ha detto che il clima è cambiato e bisogna spostare le
date di semina. Ora si semina a settembre-ottobre perché se si semina
a luglio le piante diventano gialle e muoiono.
Nel 1953-1954 nel fosso c'erano anche dei pesci.
Spesso e volentieri nel fosso si lavavano i panni.
Non c'era l'argine ma un passo comunale e ci passavano i cavalli.
Quando venivano le piene si usavano delle tavole di legno per bloccare
l'acqua. (Marco, Tommaso, Matteo G., Francesco, Gioele, Lorenzo S.)
Il lavoro degli scienziati
Il tempo di mattina era nuvoloso e verso le 9:30 ha iniziato a
piovere molto forte, poi verso le 11:00 si è alzato il sole. Il vento
era molto debole.
Abbiamo misurato la temperatura dell'aria con il termometro e
misurava 16.01.
La temperatura dell'acqua era 23.09. L'acqua era torbida e
inquinata. Il ph dell'acqua era acido.
Abbiamo scoperto che la terra del fosso non può filtrare acqua
inquinata, lo abbiamo scoperto facendo questo esperimento:
abbiamo tagliato una bottiglia in due parti, la parte sopra l'abbiamo
capovolta e messa nella parte sotto. Al posto del tappo abbiamo
messo una garza chiusa con un elastico, poi abbiamo messo la
terra del fosso nella bottiglia sopra la garza, dei sassi sopra la
terra e poi ci abbiamo rosvesciato dell'acqua con del colorante
rosso. Quando l'acqua è filtrata abbiamo visto che era rimasta
rossa. (Filippo R., Matteo N., Alice, Emma, Marco L., Gemma, Alessio)
Alla fine del percorso ad ogni bambino è stata data una copia di tutti i
lavori da mettere nel quadernone personale
RISULTATI OTTENUTI
La realizzazione di questo progetto ha consentito agli alunni di
sviluppare il tema dell'acqua da diversi punti di vista, ha
favorito agganci fra le varie discipline e ha fatto prendere
loro coscienza che è necessario da parte di tutti fare uno
sforzo per preservare e risparmiare l'acqua.
Molto positiva si è rivelata la collaborazione con gli esperti di
Legambiente, che partendo dalle conoscenze e percezioni
dei bambini sul tema, hanno poi proposto esperienze
concrete che li hanno portati a riflettere a livello locale su
una problematica globale com'è quella delle risorse idriche.
Documentazione dell'Unità di competenza:
A spasso nella meteorologia
Istituto scolastico:I.C. Don Milani, Prato
Destinatari:
4a A e 4a B scuola primaria Don Milani
Ore dedicate al percorso:
Circa 20 ore a classe
Descrizione della genesi del percorso didattico
Come è stato costruito il percorso:
Il percorso è stato costruito tenendo conto delle indicazioni nazionali
sulle competenze e cercando di collegarlo con argomenti trattati nelle
singole discipline .
Da chi è stato costruito il percorso:
 Il percorso è stato costruito dalle insegnanti di scienze, matematica,
sostegno Marzia Chiti, Mariangela Franceschini, Stefania Nieri e Lucia
Chirici.
 E’ stata consultata per la realizzazione l’operatrice di Legambiente
Serena Maccelli.
 Le insegnanti Nieri e Chirici hanno curato la traduzione in C.A.A. per
favorire gli alunni non italofoni e con disabilità.
QUANTI CLIMI?
Il laboratorio si è svolto
con la presentazione
delle diverse
fasce climatiche
presenti
nel nostro pianeta.
CLIMA vs METEO
Il clima è l'insieme delle condizioni atmosferiche
medie (temperatura, precipitazioni, umidità,
pressione, ventosità) che caratterizzano una
determinata regione geografica nel corso del tempo
(da un minimo di 30 anni a migliaia di anni).
Il meteo è composto dagli elementi temperatura,
pioggia e vento che percepiamo quotidianamente
e possono cambiare di giorno in giorno o di ora in
ora.
Spiegazione di alcuni proverbi
… ma i proverbi possono
essere seguiti anche
oggi?
PURTROPPO NO!!!
NEL TEMPO L'UOMO CON LE SUE ATTIVITA‘
HA PRODOTTO …....
• DESERTIFICAZIONE
• RISCHIO DI ALTERAZIONE PER
GLI ECOSISTEMI
• AUMENTO DI EVENTI
METEROLOGICI ESTREMI
• SCIOGLIMENTO DEI GHIACCIAI
1
9
2
0
2
0
0
0
Effetto serra
Il cambiamento del clima influenza i
nostri comportamenti e stati
d’animo. Le nostre emozioni
PER COSTRUIRE IL CALENDARIO METEO DI
CLASSE CI SIAMO ACCORTI CHE AVEVAMO
BISOGNO DI DATI RELATIVI ALLA
TEMPERATURA, PRESSIONE ATMOSFERICA,
LE DIREZIONE DEL VENTO E LA QUANTITA'
DI PIOGGIA PRECIPITATA.
COME FARE?????
….PER AVERE UNA STAZIONE
METEOROLOGICA!
ABBIAMO BISOGNO DI
AVERE UNA STAZIONE
METEOROLOGICA TUTTA NOSTRA.
METTIAMOCI ALL'OPERA
Dividiamoci in 5 gruppi che si
occuperanno di realizzare:
1) pluviometro
2) anemometro
3) barometro
4) banderuola
5) tabella di registrazione
giornaliera
Costruzione del Barometro
Anemometro
Utilizzando materiali di riciclo abbiamo
costruito il nostro anemometro
Banderuola
ECCO LE TABELLE PER LE
RILEVAZIONI SETTIMANALI
Resoconto della
temperatura del mese
di maggio 2015
Ricerca di altri dati
storici sulla
temperatura di Prato
(i dati trovati riguardavano pochi
anni e perciò non è stato possibile
effettuare un’indagine statistica).
Risultati ottenuti
L’attuazione di questo progetto ha permesso agli alunni di
raggiungere in buona parte le competenze trasversali
previste, lavorando in un clima sereno e positivo,
rafforzando lo spirito di collaborazione e condivisione.
Attraverso le attività laboratoriali e manuali è stato
possibile far comprendere ai bambini concetti più astratti
legati alla meteorologia.
Questo percorso metodologico, arricchito dalla C.A.A., ha
permesso un effettivo coinvolgimento di tutti gli alunni.
Documentazione dell'Unità di competenza:
Dalla fabbrica alla forchetta: a giro per
Prato
Istituto scolastico:
I.C.Don Lorenzo Milani - Prato
Destinatari:
Classe 2a A, Scuola secondaria di I grado
Ore dedicate al percorso: circa 18 ore
Descrizione della genesi del percorso didattico
Come è stato costruito il percorso:
Il percorso è stato costruito tenendo conto delle indicazioni nazionali
sulle competenze e cercando di collegarlo con argomenti trattati nelle
singole discipline .
Da chi è stato costruito il percorso:
 Il percorso è stato costruito dall’insegnate di scienze e matematica
Laura Fabbri in collaborazione con le insegnati della scuola primaria
Marzia Chiti e Monia Gori.
 E’ stata consultata per la realizzazione l’operatrice di Legambiente
Elena Canna ( per un totale di 8 ore).
 Il percorso è stato realizzato in classe dalla prof.ssa Laura Fabbri
coadiuvata dalla prof.ssa Antonella di Cristofaro.
Descrizione della genesi del percorso didattico
Collocazione nel curricolo verticale:
Descrizione della genesi del percorso didattico
Dai “Traguardi per lo sviluppo delle competenze” e dagli obiettivi
del curricolo verticale:
 Essere consapevoli che ciascuno con i propri comportamenti può
contribuire la cambiamento climatico.
Sottocompetenze:
 Comprendere il modo in cui le nostre scelte alimentari influiscono sul
clima.
Riflettere sul fatto che i comportamenti alimentari di ogni persona
influenzano l’ambiente circostante.
Descrizione della genesi del percorso didattico
Ricaduta sulle discipline:
Il contenuto della presente UdC si raccorda con il laboratorio di
alimentazione tenuto nel corso del I quadrimestre dalle insegnanti di
Scienze (nell’ambito dei LSS) e Italiano. Inoltre esso si lega con le
singole discipline:
 Matematica: raccolta dei dati e loro rappresentazione.
 Scienze: Alimentazione e educazione alimentare; i cambiamenti
climatici.
 Tecnologia: la filiera produttiva.
 Geografia: conoscenza del territorio e cambiamenti climatici.
 Dalle cartelle e dal cestino ho raccolto delle confezioni di diversi tipi di
alimenti.
 Gli alunni, suddivisi in piccoli gruppi, hanno letto le etichette dagli alimenti e
dalle bevande e hanno riportato sul proprio quaderno le informazioni principali:
Etichettature degli alimenti
 Nome del
prodotto
 Ingredienti
 Informazioni
nutrizionali
 Provenienza e/o
luogo di produzione
Dalla lettura sono emerse alcune importanti considerazioni dai vari
alunni, in particolare inerenti il luogo di produzione:
Silvia: “L’etichetta non dice da dove arrivano gli ingredienti”.
Michele: “Ma prof. allora il luogo di produzione non è dove coltivano gli
ingredienti, ma è dove vengono “messi insieme” gli ingredienti!”
Sandro: “Queste noccioline arrivano dalla Germania!”
Pietro: “Lo stabilimento dove viene prodotto non corrisponde al luogo dove si
trova la “fabbrica” di chi vende”
Alimenti e produzione di CO2
 Il primo intervento dell’operatrice di Legambiente E. Canna ha permesso di
effettuare:
1) un recupero dei concetti inerenti l’etichettatura dei prodotti alimentari e una
riflessione sulla provenienza degli ingredienti;
Controllo della merenda
di Desiree e lettura
etichette dei prodotti.
2) un’attività di brainstorming relativa all’effetto serra e alla produzione di CO2 con
identificazione di concetti chiave che successivamente hanno portato alla costruzione
di una mappa concettuale condivisa dalla classe dal titolo “Produzioni alimentari e
cambiamenti climatici”
Alimenti e produzione di CO2
3) iniziare il test inerente l’impronta ecologica. Il test è stato concluso durante
le ore di lezione di scienze.
L’elaborazione dei dati è stata abbastanza
semplice: tutti gli alunni si sono collocati
nella fascia 150 – 350, proprio come la
maggior parte degli italiani!!!!!
Alimenti a filiera corta: Il Gran Prato
 Uscita presso il panificio Focacci di
Prato che produce il Gran Prato.
 Il titolare spiega il procedimento
produttivo e l’origine degli ingredienti
del Gran Prato ...
 ... Il grano della “piana pratese” viene
macinato a Vaiano (PO) …
 ... con aggiunta di acqua e lievito
madre si prepara l’impasto …
 ... l’impasto viene fatto lievitare (e
noi l’abbiamo potuto toccare!!!) …
 ... cottura nel forno…
 ... ecco pronto il Gran Prato…
 Ora la parte migliore: assaggio e giro
turistico a Prato!
 I ragazzi sono stati divisi in piccoli gruppi, hanno approfondito
l’argomento e poi hanno relazionato in classe:
 Gruppo 1: Il GranPrato con ppt.
 Gruppo 2: Dal prodotto alla filiera. Cartellone per la classe.
Tipi di
FILIERA
World cafè: “dire, fare, …cambiare!”
 L’aula è stata trasformata in un bar: i
banchi raggruppati, i foglio A4 e A3 usati
come tovagliette; i gruppi formati. Gli
alunni hanno portato anche bibite e
bicchieri per creare un clima da “cafè”.
 L’operatrice di Legambiente,
Elena Canna, legge le “regole”
del wold cafè.
 Le insegnanti Fabbri Laura e di
Cristofaro Antonella scelgono i
“master” tra i componenti del
gruppo e poi si immedesimano nel
world cafè!.
 Ogni alunno ha scritto le sue riflessioni sul foglio A4; il master del
gruppo le ha raccolte nel foglio A3. Ad ogni domanda i ragazzi
cambiavano tavolo. Il Master al termine dell’attività ha relazionato.
 1) Perché è così importante ciò che decidiamo di
mangiare?
Le risposte uguali dati da
diversi Master non sono
state inserite per motivi di
spazio.
2) Ipotizziamo per un attimo che nel mondo tutti i
problemi legati al cibo e ai cambiamenti climatici
siano stati risolti: come è stato possibile?
Questa è stata considerata
la domanda più difficile...
… le risposte sono state
molto fantasiose!
3) Cosa possiamo fare concretamente e quotidianamente
(come individui, come famiglie, come scuola) per
migliorare la situazione?
Questa è stata considerata
la domanda più divertente.
Effettivamente ci sono
state proposte molto
diverse e creative.
 Il World cafè ha dato vita a molti argomenti di discussione,
che sono stati sviluppati nei giorni seguenti in classe.
 I ragazzi, divisi in piccoli gruppi effettuati da loro stessi,
hanno approfondito, su suggerimento dell’insegnante , alcune
tematiche emerse (come i prodotti a km 0, la produzione
dell’olio di palma).
 Le risposte alla domanda 3 sono state la base per realizzare:
1) lo spot in ppt inerente la riduzione dei consumi e della
produzione di CO2;
2) il volantino inerente le buone pratiche alimentari da
distribuire ai coetanei.
Alimenti a km0
 Ai ragazzi è stato chiesto di documentare, anche con strumenti
informatici, alcune tipologie di etichette di prodotti a km 0.
 I ragazzi sono stati divisi in piccoli gruppi e poi hanno relazionati in
classe.
Il caso particolare: l’olio di palma
 Nel primo incontro con l’operatrice di Legambiente è stato citato l’olio di
palma come un ingrediente molto diffuso in tante preparazioni alimentari.
 Alcune ragazze hanno deciso di approfondire l’argomento e di esporre alla
classe il loro lavoro e le loro riflessioni su tale argomento..
Zone di produzione dell’olio di palma.
L’olio di palma viene usato in tantissimi
cibi, il confronto con le etichette di
prodotti che consumiamo
quotidianamente ce lo ha
confermato!!!!
Spot in ppt
Volantino
 Un gruppo di ragazze ha creato il volantino per pubblicizzare
le buone pratiche alimentari necessarie per ridurre
l’inquinamento e la produzione di CO2.
 Presentazione del volantino agli alunni dell’IC Don Milani.
• Fronte e retro del volantino delle “@ragazze verdi & co.”.
Risultati ottenuti
Per la verifica finale:
E’ stata costruita una verifica con risposte multiple, completamento, di brani ma
anche domande aperte inerenti le attività effettuata.
L’analisi dei risultati
complessivi è per me molto
positiva, perché la
percentuale di alunni che
hanno raggiunto risultati
oltre la sufficienza è molto
migliorata rispetto alle
precedenti verifiche.
Risultati ottenuti
Per quanto riguarda la valutazione del percorso effettuato nell’ambito del
gruppo-classe posso affermare che ho riscontrato:
- un maggiore coinvolgimento dei ragazzi nelle varie attività, valutabile
con un impegno preciso nel portare i materiali e quanto necessario allo
svolgimento del percorso e con una seria e puntuale risposta alle
richieste (per esempio puntualità nella consegna degli elaborati, dei
cartelloni e delle presentazioni in ppt);
- entusiasmo e precisione nell’effettuare il lavoro di gruppo;
- un maggiore numero di interventi nella fase di “ipotesi” anche da parte
di alunni che normalmente sono poco partecipativi.

Tre passi nel quartiere di oggi per difendere il territorio di domani

  • 1.
    Istituto Comprensivo Don LorenzoMilani – Prato Tre passi nel quartiere di oggi per difendere il territorio di domani
  • 2.
    Descrizione del progetto L’IstitutoComprensivo Don Milani di Prato ha affrontato il tema dei cambiamenti climatici proponendo tre diverse UdC che sono state attuate in cinque classi quarte della scuola primaria e in un classe seconda della scuola secondaria di I grado. Ognuna delle UdC ha affrontato il tema da tre diversi punti di vista (acqua, meteorologia, cibo) accomunati dall’obiettivo di salvaguardare e valorizzare il territorio circostante, facendo riflettere gli alunni sui comportamenti virtuosi da attuare per tutelare il territorio e limitare le conseguenze negative dei cambiamenti climatici. Le attività del progetto sono state elaborate per promuovere lo sviluppo delle competenze chiave in modo partecipativo ed esperienziale. Attraverso la riflessione, la creatività e l’interazione è stato affrontato il problema dei cambiamenti climatici e dei loro effetti in modo multidisciplinare. Punti di forza di questo percorso sono stati: - la condivisione, fra docenti di plessi e di ordini scolastici diversi, degli obiettivi formativi e delle metodologie didattiche finalizzate all’acquisizione di competenze culturali e sociali dei futuri cittadini; - la cooperazione tra gli alunni; - la metodologia inclusiva; - la collaborazione tra il mondo della scuola e quello dell’associazionismo; - le uscite sul territorio.
  • 3.
    Documentazione dell'Unità di competenza: Allaricerca dell'acqua: quattro passi nel nostro territorio Istituto scolastico: I.C. Don Milani (Prato) Scuola primaria “A. Ammannati” Destinatari: Classi 4a A, 4a B, 4a C Ore dedicate al percorso: 20 per ogni classe
  • 4.
    GENESI DEL PERCORSODIDATTICO - Le classi quarte della scuola primaria “A. Ammannati” seguono i percorsi proposti dal CIDI di scienze e partecipano ai Laboratori del Sapere Scientifico con le insegnanti Monia Gori e Cinzia Palladino. - Quest'anno l'argomento della parte chimico-fisica riguardava l'acqua. Sono stati sviluppati concetti quali: ebollizione, evaporazione, distillazione, vapore acqueo, cristallizzazione; sono state osservate le caratteristiche dell'acqua, il suo presentarsi sotto varie forme e il suo ruolo nell’ambiente, infine è stato descritto il ciclo dell'acqua. - A questo punto, con l’operatrice di Legambiente Serena Maccelli, è stata sviluppata questa UdC che, con un'uscita didattica, ha affrontato il viaggio dell'acqua nel nostro territorio.
  • 5.
    I percorsi delCIDI vengono realizzati attraverso una metodologia costruttivista che segue cinque fasi: Esperimento e osservazione di ciò che accade: la costruzione del significato nella scuola primaria non può fare a meno del contatto diretto con le cose. Verbalizzazione individuale scritta di quello che è stato osservato: la dimensione linguistica ha un ruolo centrale, è lo strumento fondamentale per il bambino per dare significato al mondo che sta osservando. Lettura collettiva delle verbalizzazioni realizzate dai bambini, discussione collettiva e confronto tra pari. Ogni bambino corregge o aggiunge alcune parti alla propria descrizione (affinamento), fino ad arrivare a definire il concetto scientifico osservato (concettualizzazione). Dopo aver letto le definizioni ed individuate collettivamente le caratteristiche principali del concetto scientifico osservato si realizza una produzione scritta condivisa del concetto.
  • 6.
    L'EBOLLIZIONE I bambini hannoosservato l'esperimento e discusso di quello che stava succedendo. Dopo ciascuno di loro ha descritto individualmente sul proprio quaderno l'esperimento e lo ha rappresentato graficamente.
  • 7.
    Dai quaderni deibambini... Nel becher si appanna la parte senza acqua. (Alessio) Nell'acqua si formano delle onde. (Gioele) Dopo un po' si sono formate delle bollicine nella parte bassa del becher. (Marco) Quando faceva le bolle ha fatto un rumore come se scoppiassero le bolle della gomma da masticare. Poi sono iniziate le bolle un po' più grandi e faceva un rumore un po' più forte. (Matilde) Le bolle erano sempre più grosse e sempre di più. (Gabriele C.) Dopo un po' dal becher esce il fumo. (Mattia) Il livello dell'acqua era diminuito quando abbiamo spento il fornellino. (Filippo G.) Infine, a ciascun bambino è stata data la definizione di ebollizione
  • 8.
    Ma cos'è il“fumo” che esce dal becher durante l'ebollizione? Per farlo comprendere ai bambini abbiamo proposto l'esperimento con il distillatore Dopo l'esperimento abbiamo chiesto a ciascuno di rispondere individualmente sul proprio quaderno alle seguenti domande: “Cosa è possibile osservare con questo esperimento se lo confrontiamo con il primo esperimento dell’ebollizione? Cosa è successo all'acqua nella beuta?”
  • 9.
    Il fumo dellabeuta si raffreddava perchè la maestra buttava l'acqua fredda nel distillatore e quindi l'acqua evaporava e si ritrasformava in acqua, invece nel becher no. (Margherita) L'acqua nella beuta alla fine non c'era più perchè passava dai tubi di gomma, dal tubo di vetro nascosto e andava nel becher. (Tommaso) Nell'esperimento con il distillatore il fumo non usciva. La beuta era collegata al tubo nascosto e anche il becher era collegato al tubo nascosto quindi l'acqua dalla beuta doveva andare nel becher. (Filippo G.)
  • 10.
    Ma allora...il fumocos'è? Perchè si forma?  Con questo esperimento i bambini hanno visto che durante l’ebollizione l’acqua si trasforma in “acqua che non si vede” che, a sua volta, quando viene raffreddata, si ritrasforma in acqua liquida.  Solo a questo punto è stato inserito il termine vapore acqueo per indicare “l’acqua che non si vede”. Anche qui i bambini hanno risposto individualmente, poi dopo la successiva discussione collettiva hanno compreso che il fumo è una mescolanza di vapore acqueo e goccioline piccolissime di acqua. Il suo nome è nebbia e si forma perchè l'aria che si trova sopra il becher è fredda ed è in grado di condensare in parte il vapore acqueo che esce dall'acqua.
  • 11.
    Una grossa difficoltàper i bambini è stata capire che cosa sono le bolle che si formano nell'acqua durante l'ebollizione Molti di loro hanno risposto che le bolle sono fatte di aria. È stato necessario ricordare l'esperimento fatto con il distillatore durante il quale è stato compreso che tutta l’acqua si trasforma in vapore acqueo, cioè acqua che ha assunto uno stato diverso, e che tutto il vapore acqueo si ritrasforma in acqua; è quindi impossibile che l’acqua si trasformi in aria. Tranne all’inizio, le bolle che si formano sono vapore acqueo che sta uscendo dall’acqua liquida.
  • 12.
    Abbiamo misurato latemperatura dell'acqua ogni 30 secondi e abbiamo sospeso l'esperimento dopo 3 minuti. È stato chiesto ai bambini che cosa succederebbe se lasciassimo l'acqua sul fornellino per 10 minuti. L'ACQUA BOLLE A 100°
  • 13.
    Quasi tutti hannorisposto che la temperatura avrebbe continuato a salire... Abbiamo ripetuto l'esperimento misurando la temperatura per 10 minuti. Tanta è stata la sopresa dei bambini nel verificare che arrivata a 100° la temperatura dell'acqua non sale più.
  • 14.
    Altri argomenti trattatidurante il percorso... Infine... L'evaporazione Le acque minerali
  • 15.
    A questo puntodel percorso c'è stato l'intervento degli esperti di Legambiente che hanno fatto un incontro di due ore in ognuna delle tre classi e successivamente hanno condotto l'uscita didattica. Il nostro lavoro si proponeva di contestualizzare il cambiamento climatico a livello locale attraverso un'uscita sul territorio allo scopo di far conoscere ai bambini l'ecosistema in cui vivono rendendoli consapevoli di quanto sia importante salvaguardare tutti gli elementi che lo compongono.
  • 16.
    MACRO-COMPETENZA: Comprendere alcunifenomeni e le loro interconnessioni rispetto ai cambiamenti climatici Competenza: Affrontare il cambiamento climatico dal punto di vista della risorsa acqua OBIETTIVI: - Sviluppare la capacità di formulare ipotesi e di verificarle. - Imparare a cogliere relazioni e collegamenti tra i fenomeni. - Acquisire la capacità di raccogliere dati, elaborare misurazioni e metterle in relazione. - Affrontare gli argomenti dal duplice punto di vista locale e globale. - Sviluppare la capacità di esporre i ragionamenti elaborati durante le attività. - Comunicare e diffondere i risultati delle attività nel contesto della scuola, della famiglia e della società civile. - Collegare la risorsa acqua nel contesto globale di cambiamento climatico. ATTIVITÀ Attività 1: Incontro partecipato sui cambiamenti climatici Metodo: Brainstorming Durata (ore): 2 Attività 2: Uscita sul territorio (Fosso di Iolo). I ragazzi saranno suddivisi in piccoli gruppi: scienziati, storici, cartografi e naturalisti. Metodo: Learning by doing. Osservazione e raccolta dati. Ricerca & Azione partecipata Durata (ore): 3 Attività 3: Ogni gruppo produrrà elaborati scritti e iconografici che riassumano il percorso svolto durante tutta l'Udc e lo relazionerà ai compagni. Metodo: Cooperative learning Durata (ore): 4
  • 17.
  • 18.
    Ogni bambino haricevuto un post-it sul quale scrivere pensieri e parole sull'acqua...
  • 19.
  • 20.
    Discutendo su questaattività è stato chiesto ai bambini: “L'acqua ha problemi o è un problema?” Per la maggior parte di loro l'acqua ha dei problemi, altri hanno detto che può anche essere un problema, ma questo dipende da noi perchè dobbiamo stare attenti a non sprecarla e non inquinarla.
  • 21.
    La distribuzione dell'acquaglobale Per spiegare ai bambini questo concetto gli “Scienziati dell'acqua” hanno usato bottigliette, bicchieri e vasetti di yogurt.
  • 22.
    L'acqua disponibile sul nostropianeta Il 97% di quest'acqua è salata Solo il 3% è acqua dolce
  • 23.
    DI QUESTO 3%DI ACQUA DOLCE Solo la parte restante è l'acqua dolce che abbiamo a disposizione Il 68% forma ghiacciai e calotte polari Il 68% forma ghiacciai e calotte polari
  • 24.
    È stato chiestoai bambini “Come si inquina l'acqua?” Rifiuti Petrolio Saponi Concimi chimici Scarichi delle industrie Sono biodegradabili NO Deiezioni (umane e animali) Grasso della pelle
  • 25.
    L'inquinamento dell'acqua spiegato aibambini Perchè un foglietto affonda e uno no? Il sapone permette all'acqua di attaccarsi dove abitualmente scivola via. Acqua con sapone Acqua senza sapone Se le sostanze detergenti sono riversate nell'ambiente i danni sono gravissimi. Le piante acquatiche rischiano l'asfissia perchè l'acqua impedisce loro di respirare. Gran parte degli uccelli acquatici ha una sostanza grassa sulle piume che in presenza di detersivi perde la sua capacità impermeabilizzante: non riescono ad asciugarsi e rischiano di soffocare o annegare.
  • 26.
  • 27.
    Il fosso diIolo è il proseguimento artificializzato del torrente Bardena. Un tempo il sistema dei fiumi, dei torrenti e dei canali (gore) della Piana Pratese svolgeva molte importanti funzioni fra le quali fornire acqua per gli usi civili ed agrari e per gli utilizzi manifatturieri e industriali legati alle produzioni tessili.
  • 28.
     Il fossodi Iolo si trova molto vicino alla nostra scuola pertanto l'uscita è stata effettuata a piedi.  I bambini sono stati divisi in quattro gruppi:  CARTOGRAFI: sono stati forniti di una mappa e hanno avuto il compito di individuare il percorso da effettuare e guidare i compagni.  NATURALISTI: hanno osservato la varietà di piante e animali presenti lungo il percorso.  STORICI: hanno rilevato gli elementi che indicano il cambiamento storico del territorio sia attraverso l'osservazione del paesaggio sia intervistando le persone lungo il tragitto.  SCIENZIATI: hanno misurato il ph, la temperatura dell'acqua e rilevato le condizioni meteo.  In ogni gruppo c'era un bambino con il ruolo di fotografo.  Ad ogni gruppo sono state date delle schede di osservazione da compilare durante il percorso.
  • 29.
    Prima di uscire la guidaha consegnato al gruppo una pianta della zona. I bambini hanno individuato il percorso e lo hanno segnato sulla pianta.
  • 30.
    La guida hamostrato ai bambini come usare la bussola... ...poi gliel'ha consegnata.
  • 31.
    I punti diriferimento Il fontanello dell'acqua PUNTO DI PARTENZA: la nostra scuola PUNTO DI ARRIVO
  • 32.
  • 33.
    I naturalisti avevanoil compito di osservare attentamente piante e animali trovati lungo il percorso. Appena ne individuavano uno tutto il gruppo si fermava ad ascoltare la spiegazione della guida.
  • 34.
    Per osservare meglioavevano una lente d'ingrandimento
  • 35.
    Qualcosa è stato raccoltoe portato a scuola
  • 36.
  • 38.
    Le schede diosservazione dei naturalisti
  • 39.
    Il gruppo degli storiciaveva il compito di rilevare i segni del passato (ponti, lavatoi, fontane,...) e i segni di epoca recente (canali artificiali in cemento, tombini, fontanelli,...) Sono stati anche intervistati dei signori incontrati lungo il percorso ai quali i bambini hanno chiesto notizie su com'era il fosso quando erano giovani loro.
  • 40.
    Le schede diosservazione degli storici
  • 41.
    Per prima cosagli scienziati hanno preso un campione di acqua del fosso con uno strumento molto artigianale
  • 42.
  • 43.
    Il manico delretino è stato usato per rilevare la profondità dell'acqua che poi è stata misurata con il metro
  • 44.
    Il campione diacqua è stato usato per la misurazione del ph con l'apposita cartina Il ph è risultato essere acido
  • 45.
  • 46.
    La terra delfosso riesce a filtrare e ripulire l'acqua inquinata? Ogni gruppo ha costruito un filtro usando bottigliette di plastica, garze, sassi e della terra raccolta nel punto in cui è stato prelevato il campione di acqua Facciamo un esperimento
  • 47.
    I bambini hanno fissatola garza con un elastico al collo di una bottiglia tagliata a metà Ci hanno messo la terra del fosso i sassi e l'hanno messa sopra l'altra metà della bottiglia
  • 48.
    Quando tutti ifiltri erano pronti la guida ha preparato “l'acqua inquinata” diluendo del colorante rosso nell'acqua presa dal fosso Poi ne ha versata un po' nel filtro di ogni gruppo
  • 49.
    L'acqua filtrata èrimasta rossa, ciò significa che la terra del fosso non è in grado di trattenere gli elementi che contaminano l'acqua
  • 50.
    Nei giorni seguentil'uscita ogni gruppo ha prodotto dei testi scritti e realizzato dei disegni sull'esperienza fatta. Ogni gruppo ha poi relazionato ai compagni il proprio lavoro. Tutti i testi sono stati riscritti al computer e i disegni sono stati scannerizzati. Alla fine ogni bambino ha avuto una copia di tutti i lavori da mettere nel proprio quadernone. 3° ATTIVITÀ
  • 51.
    Il lavoro deicartografi Siamo partiti dalla scuola, in via del Chiasso, poi abbiamo svoltato a destra, in via Tobbianese, abbiamo girato di nuovo a destra, in via Ciliegia, passando davanti al cimitero. Poi abbiamo proseguito sul ponte in via Borgo Casale, abbiamo girato a destra, sulla pista ciclabile, abbiamo proseguito lungo il fosso fino ad arrivare ad un ponte. Per tornare a scuola abbiamo rifatto il percorso al contrario. (Giada, Matilde, Maria, Mattia, Niccolò', Gabriele C.)
  • 52.
    Il lavoro deinaturalisti L'artemisia. Ha le foglie allungate verdi scure, strette e appuntite e l'abbiamo trovata vicino agli alberi. Con l'artemisia si può fare un alcool di colore verde scuro chiamato assenzio. Abbiamo visto le lumache vicino al fiume, i vermi dentro al terreno e le tane delle nutrie. Abbiamo udito il rumore del vento e della pioggia. C'era anche una scia di bava di lumaca. Di piante abbiamo visto:
  • 53.
    La saponaria. L'abbiamo trovata neiprati e negli anni passati le donne la usavano per lavare. Infatti, dopo strofinata, veniva una specie di schiuma che serviva per lavare. La robinia pseudoacacia. Ha il gambo molto lungo e delle piccole foglie verdi. L'abbiamo trovata vicino all'artemisia. Il nocciolo. Le sue foglie sono grandi, morbide e verdi. Il nocciolo (il frutto) è piccolo e marrone. L'abbiamo trovato in un campo e anni fa era tradizione piantarne uno quando nasceva un bambino.
  • 54.
    La carota selvatica. Èlunga, ha delle foglie arricciolate e in cima ha un fiore tutto bianco. L'abbiamo trovata per strada. Le canne dei fiumi. Sono lunghe, verdi chiare e appuntite, le sue foglie sono taglienti. Le abbiamo trovate lungo il fiume. L'orzo selvatico, che può fare male agli animali se gli entra nel naso, l'abbiamo trovato sulle sponde del fiume. La malva e il papavero erano lungo l'argine del fiume. (Filippo G., Gabriele P., Rachele, Lorenzo Y., Leila, Margherita)
  • 55.
    Il lavoro deglistorici Abbiamo incontrato un signore che correva su una stradetta lungo il fosso e gli abbiamo fatto alcune domande su come era il fosso in passato, per esempio: c'è stato qualche allagamento? È cambiato il clima? Ci sono nuove specie vegetali? Ha risposto che ci sono state tracce di allagamenti, la temperatura è cambiata e prima era molto meglio e c'erano meno case e meno industrie. Un altro signore ci ha detto che il clima è cambiato e bisogna spostare le date di semina. Ora si semina a settembre-ottobre perché se si semina a luglio le piante diventano gialle e muoiono. Nel 1953-1954 nel fosso c'erano anche dei pesci. Spesso e volentieri nel fosso si lavavano i panni. Non c'era l'argine ma un passo comunale e ci passavano i cavalli. Quando venivano le piene si usavano delle tavole di legno per bloccare l'acqua. (Marco, Tommaso, Matteo G., Francesco, Gioele, Lorenzo S.)
  • 56.
    Il lavoro degliscienziati Il tempo di mattina era nuvoloso e verso le 9:30 ha iniziato a piovere molto forte, poi verso le 11:00 si è alzato il sole. Il vento era molto debole. Abbiamo misurato la temperatura dell'aria con il termometro e misurava 16.01. La temperatura dell'acqua era 23.09. L'acqua era torbida e inquinata. Il ph dell'acqua era acido. Abbiamo scoperto che la terra del fosso non può filtrare acqua inquinata, lo abbiamo scoperto facendo questo esperimento: abbiamo tagliato una bottiglia in due parti, la parte sopra l'abbiamo capovolta e messa nella parte sotto. Al posto del tappo abbiamo messo una garza chiusa con un elastico, poi abbiamo messo la terra del fosso nella bottiglia sopra la garza, dei sassi sopra la terra e poi ci abbiamo rosvesciato dell'acqua con del colorante rosso. Quando l'acqua è filtrata abbiamo visto che era rimasta rossa. (Filippo R., Matteo N., Alice, Emma, Marco L., Gemma, Alessio)
  • 57.
    Alla fine delpercorso ad ogni bambino è stata data una copia di tutti i lavori da mettere nel quadernone personale
  • 58.
    RISULTATI OTTENUTI La realizzazionedi questo progetto ha consentito agli alunni di sviluppare il tema dell'acqua da diversi punti di vista, ha favorito agganci fra le varie discipline e ha fatto prendere loro coscienza che è necessario da parte di tutti fare uno sforzo per preservare e risparmiare l'acqua. Molto positiva si è rivelata la collaborazione con gli esperti di Legambiente, che partendo dalle conoscenze e percezioni dei bambini sul tema, hanno poi proposto esperienze concrete che li hanno portati a riflettere a livello locale su una problematica globale com'è quella delle risorse idriche.
  • 59.
    Documentazione dell'Unità dicompetenza: A spasso nella meteorologia Istituto scolastico:I.C. Don Milani, Prato Destinatari: 4a A e 4a B scuola primaria Don Milani Ore dedicate al percorso: Circa 20 ore a classe
  • 60.
    Descrizione della genesidel percorso didattico Come è stato costruito il percorso: Il percorso è stato costruito tenendo conto delle indicazioni nazionali sulle competenze e cercando di collegarlo con argomenti trattati nelle singole discipline . Da chi è stato costruito il percorso:  Il percorso è stato costruito dalle insegnanti di scienze, matematica, sostegno Marzia Chiti, Mariangela Franceschini, Stefania Nieri e Lucia Chirici.  E’ stata consultata per la realizzazione l’operatrice di Legambiente Serena Maccelli.  Le insegnanti Nieri e Chirici hanno curato la traduzione in C.A.A. per favorire gli alunni non italofoni e con disabilità.
  • 62.
    QUANTI CLIMI? Il laboratoriosi è svolto con la presentazione delle diverse fasce climatiche presenti nel nostro pianeta.
  • 63.
    CLIMA vs METEO Ilclima è l'insieme delle condizioni atmosferiche medie (temperatura, precipitazioni, umidità, pressione, ventosità) che caratterizzano una determinata regione geografica nel corso del tempo (da un minimo di 30 anni a migliaia di anni). Il meteo è composto dagli elementi temperatura, pioggia e vento che percepiamo quotidianamente e possono cambiare di giorno in giorno o di ora in ora.
  • 71.
  • 72.
    … ma iproverbi possono essere seguiti anche oggi? PURTROPPO NO!!!
  • 73.
    NEL TEMPO L'UOMOCON LE SUE ATTIVITA‘ HA PRODOTTO …....
  • 74.
    • DESERTIFICAZIONE • RISCHIODI ALTERAZIONE PER GLI ECOSISTEMI • AUMENTO DI EVENTI METEROLOGICI ESTREMI • SCIOGLIMENTO DEI GHIACCIAI 1 9 2 0 2 0 0 0
  • 75.
  • 76.
    Il cambiamento delclima influenza i nostri comportamenti e stati d’animo. Le nostre emozioni
  • 79.
    PER COSTRUIRE ILCALENDARIO METEO DI CLASSE CI SIAMO ACCORTI CHE AVEVAMO BISOGNO DI DATI RELATIVI ALLA TEMPERATURA, PRESSIONE ATMOSFERICA, LE DIREZIONE DEL VENTO E LA QUANTITA' DI PIOGGIA PRECIPITATA. COME FARE?????
  • 80.
    ….PER AVERE UNASTAZIONE METEOROLOGICA!
  • 81.
    ABBIAMO BISOGNO DI AVEREUNA STAZIONE METEOROLOGICA TUTTA NOSTRA. METTIAMOCI ALL'OPERA Dividiamoci in 5 gruppi che si occuperanno di realizzare: 1) pluviometro 2) anemometro 3) barometro 4) banderuola 5) tabella di registrazione giornaliera
  • 83.
  • 85.
    Anemometro Utilizzando materiali diriciclo abbiamo costruito il nostro anemometro
  • 86.
  • 87.
    ECCO LE TABELLEPER LE RILEVAZIONI SETTIMANALI
  • 88.
    Resoconto della temperatura delmese di maggio 2015 Ricerca di altri dati storici sulla temperatura di Prato (i dati trovati riguardavano pochi anni e perciò non è stato possibile effettuare un’indagine statistica).
  • 89.
    Risultati ottenuti L’attuazione diquesto progetto ha permesso agli alunni di raggiungere in buona parte le competenze trasversali previste, lavorando in un clima sereno e positivo, rafforzando lo spirito di collaborazione e condivisione. Attraverso le attività laboratoriali e manuali è stato possibile far comprendere ai bambini concetti più astratti legati alla meteorologia. Questo percorso metodologico, arricchito dalla C.A.A., ha permesso un effettivo coinvolgimento di tutti gli alunni.
  • 90.
    Documentazione dell'Unità dicompetenza: Dalla fabbrica alla forchetta: a giro per Prato Istituto scolastico: I.C.Don Lorenzo Milani - Prato Destinatari: Classe 2a A, Scuola secondaria di I grado Ore dedicate al percorso: circa 18 ore
  • 91.
    Descrizione della genesidel percorso didattico Come è stato costruito il percorso: Il percorso è stato costruito tenendo conto delle indicazioni nazionali sulle competenze e cercando di collegarlo con argomenti trattati nelle singole discipline . Da chi è stato costruito il percorso:  Il percorso è stato costruito dall’insegnate di scienze e matematica Laura Fabbri in collaborazione con le insegnati della scuola primaria Marzia Chiti e Monia Gori.  E’ stata consultata per la realizzazione l’operatrice di Legambiente Elena Canna ( per un totale di 8 ore).  Il percorso è stato realizzato in classe dalla prof.ssa Laura Fabbri coadiuvata dalla prof.ssa Antonella di Cristofaro.
  • 92.
    Descrizione della genesidel percorso didattico Collocazione nel curricolo verticale:
  • 93.
    Descrizione della genesidel percorso didattico Dai “Traguardi per lo sviluppo delle competenze” e dagli obiettivi del curricolo verticale:  Essere consapevoli che ciascuno con i propri comportamenti può contribuire la cambiamento climatico. Sottocompetenze:  Comprendere il modo in cui le nostre scelte alimentari influiscono sul clima. Riflettere sul fatto che i comportamenti alimentari di ogni persona influenzano l’ambiente circostante.
  • 94.
    Descrizione della genesidel percorso didattico Ricaduta sulle discipline: Il contenuto della presente UdC si raccorda con il laboratorio di alimentazione tenuto nel corso del I quadrimestre dalle insegnanti di Scienze (nell’ambito dei LSS) e Italiano. Inoltre esso si lega con le singole discipline:  Matematica: raccolta dei dati e loro rappresentazione.  Scienze: Alimentazione e educazione alimentare; i cambiamenti climatici.  Tecnologia: la filiera produttiva.  Geografia: conoscenza del territorio e cambiamenti climatici.
  • 95.
     Dalle cartellee dal cestino ho raccolto delle confezioni di diversi tipi di alimenti.  Gli alunni, suddivisi in piccoli gruppi, hanno letto le etichette dagli alimenti e dalle bevande e hanno riportato sul proprio quaderno le informazioni principali: Etichettature degli alimenti
  • 96.
     Nome del prodotto Ingredienti  Informazioni nutrizionali  Provenienza e/o luogo di produzione
  • 97.
    Dalla lettura sonoemerse alcune importanti considerazioni dai vari alunni, in particolare inerenti il luogo di produzione: Silvia: “L’etichetta non dice da dove arrivano gli ingredienti”. Michele: “Ma prof. allora il luogo di produzione non è dove coltivano gli ingredienti, ma è dove vengono “messi insieme” gli ingredienti!” Sandro: “Queste noccioline arrivano dalla Germania!” Pietro: “Lo stabilimento dove viene prodotto non corrisponde al luogo dove si trova la “fabbrica” di chi vende”
  • 98.
    Alimenti e produzionedi CO2  Il primo intervento dell’operatrice di Legambiente E. Canna ha permesso di effettuare: 1) un recupero dei concetti inerenti l’etichettatura dei prodotti alimentari e una riflessione sulla provenienza degli ingredienti; Controllo della merenda di Desiree e lettura etichette dei prodotti.
  • 99.
    2) un’attività dibrainstorming relativa all’effetto serra e alla produzione di CO2 con identificazione di concetti chiave che successivamente hanno portato alla costruzione di una mappa concettuale condivisa dalla classe dal titolo “Produzioni alimentari e cambiamenti climatici”
  • 100.
    Alimenti e produzionedi CO2 3) iniziare il test inerente l’impronta ecologica. Il test è stato concluso durante le ore di lezione di scienze. L’elaborazione dei dati è stata abbastanza semplice: tutti gli alunni si sono collocati nella fascia 150 – 350, proprio come la maggior parte degli italiani!!!!!
  • 101.
    Alimenti a filieracorta: Il Gran Prato  Uscita presso il panificio Focacci di Prato che produce il Gran Prato.  Il titolare spiega il procedimento produttivo e l’origine degli ingredienti del Gran Prato ...  ... Il grano della “piana pratese” viene macinato a Vaiano (PO) …
  • 102.
     ... conaggiunta di acqua e lievito madre si prepara l’impasto …  ... l’impasto viene fatto lievitare (e noi l’abbiamo potuto toccare!!!) …  ... cottura nel forno…
  • 103.
     ... eccopronto il Gran Prato…  Ora la parte migliore: assaggio e giro turistico a Prato!
  • 104.
     I ragazzisono stati divisi in piccoli gruppi, hanno approfondito l’argomento e poi hanno relazionato in classe:  Gruppo 1: Il GranPrato con ppt.
  • 105.
     Gruppo 2:Dal prodotto alla filiera. Cartellone per la classe. Tipi di FILIERA
  • 106.
    World cafè: “dire,fare, …cambiare!”  L’aula è stata trasformata in un bar: i banchi raggruppati, i foglio A4 e A3 usati come tovagliette; i gruppi formati. Gli alunni hanno portato anche bibite e bicchieri per creare un clima da “cafè”.  L’operatrice di Legambiente, Elena Canna, legge le “regole” del wold cafè.
  • 107.
     Le insegnantiFabbri Laura e di Cristofaro Antonella scelgono i “master” tra i componenti del gruppo e poi si immedesimano nel world cafè!.  Ogni alunno ha scritto le sue riflessioni sul foglio A4; il master del gruppo le ha raccolte nel foglio A3. Ad ogni domanda i ragazzi cambiavano tavolo. Il Master al termine dell’attività ha relazionato.
  • 108.
     1) Perchéè così importante ciò che decidiamo di mangiare? Le risposte uguali dati da diversi Master non sono state inserite per motivi di spazio.
  • 109.
    2) Ipotizziamo perun attimo che nel mondo tutti i problemi legati al cibo e ai cambiamenti climatici siano stati risolti: come è stato possibile? Questa è stata considerata la domanda più difficile... … le risposte sono state molto fantasiose!
  • 110.
    3) Cosa possiamofare concretamente e quotidianamente (come individui, come famiglie, come scuola) per migliorare la situazione? Questa è stata considerata la domanda più divertente. Effettivamente ci sono state proposte molto diverse e creative.
  • 111.
     Il Worldcafè ha dato vita a molti argomenti di discussione, che sono stati sviluppati nei giorni seguenti in classe.  I ragazzi, divisi in piccoli gruppi effettuati da loro stessi, hanno approfondito, su suggerimento dell’insegnante , alcune tematiche emerse (come i prodotti a km 0, la produzione dell’olio di palma).  Le risposte alla domanda 3 sono state la base per realizzare: 1) lo spot in ppt inerente la riduzione dei consumi e della produzione di CO2; 2) il volantino inerente le buone pratiche alimentari da distribuire ai coetanei.
  • 112.
    Alimenti a km0 Ai ragazzi è stato chiesto di documentare, anche con strumenti informatici, alcune tipologie di etichette di prodotti a km 0.  I ragazzi sono stati divisi in piccoli gruppi e poi hanno relazionati in classe.
  • 114.
    Il caso particolare:l’olio di palma  Nel primo incontro con l’operatrice di Legambiente è stato citato l’olio di palma come un ingrediente molto diffuso in tante preparazioni alimentari.  Alcune ragazze hanno deciso di approfondire l’argomento e di esporre alla classe il loro lavoro e le loro riflessioni su tale argomento..
  • 115.
    Zone di produzionedell’olio di palma. L’olio di palma viene usato in tantissimi cibi, il confronto con le etichette di prodotti che consumiamo quotidianamente ce lo ha confermato!!!!
  • 116.
  • 117.
    Volantino  Un gruppodi ragazze ha creato il volantino per pubblicizzare le buone pratiche alimentari necessarie per ridurre l’inquinamento e la produzione di CO2.  Presentazione del volantino agli alunni dell’IC Don Milani.
  • 118.
    • Fronte eretro del volantino delle “@ragazze verdi & co.”.
  • 119.
    Risultati ottenuti Per laverifica finale: E’ stata costruita una verifica con risposte multiple, completamento, di brani ma anche domande aperte inerenti le attività effettuata. L’analisi dei risultati complessivi è per me molto positiva, perché la percentuale di alunni che hanno raggiunto risultati oltre la sufficienza è molto migliorata rispetto alle precedenti verifiche.
  • 120.
    Risultati ottenuti Per quantoriguarda la valutazione del percorso effettuato nell’ambito del gruppo-classe posso affermare che ho riscontrato: - un maggiore coinvolgimento dei ragazzi nelle varie attività, valutabile con un impegno preciso nel portare i materiali e quanto necessario allo svolgimento del percorso e con una seria e puntuale risposta alle richieste (per esempio puntualità nella consegna degli elaborati, dei cartelloni e delle presentazioni in ppt); - entusiasmo e precisione nell’effettuare il lavoro di gruppo; - un maggiore numero di interventi nella fase di “ipotesi” anche da parte di alunni che normalmente sono poco partecipativi.