PROGETTO 60:
Il clima cambia: cosa succede ai
fiumi del nostro territorio?
Unità di Competenza:
Attenti al fiume!
I Circolo Didattico Sesto Fiorentino
Scuola Primaria E. De Amicis
Classi Quarte
LA PROGETTAZIONE
•Ore dedicate al percorso: 20
Gli insegnanti di area scientifica delle classi quarte del plesso E.
De Amicis hanno frequentato il Corso per la costruzione di unità di
competenza sui Cambiamenti climatici con metodi innovativi.
Durante gli incontri di formazione e di progettazione è stata
programmata l’unità di competenza, che ha preso forma dagli
argomenti presentati
IL CURRICOLO
•In classe terza i bambini hanno svolto attività relative alla
conoscenza delle caratteristiche dei fiumi.
• In classe quarta viene svolto un percorso sulle proprietà
chimiche e fisiche dell'acqua , che porta alla comprensione del
ciclo dell'acqua e dei fenomeni atmosferici.
L’ unità di competenza si pone come un approfondimento del
percorso di scienze.
LE DISCIPLINE
•SCIENZE
•GEOGRAFIA
MACRO-COMPETENZA:
Comprendere alcuni fenomeni e le loro interconnessioni
rispetto ai cambiamenti climatici
Competenza
L'alunno si rende conto che lo spazio geografico è un sistema
territoriale, costituito da elementi fisici e antropici legati da
rapporti di connessione e/o di interdipendenza
( Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo
di istruzione)
Competenze trasversali:
Comunicare
Collaborare e partecipare
Agire in modo autonomo e responsabile
Individuare collegamenti e relazioni
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
( Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di
istruzione)
• Osservare e interpretare le trasformazioni ambientali
naturali (ad opera del Sole, di agenti atmosferici, dell’acqua,
ecc.) e quelle ad opera dell’uomo (urbanizzazione,
coltivazione, industrializzazione, ecc.).
• Individuare problemi relativi alla tutela e valorizzazione del
patrimonio naturale e culturale, proponendo soluzioni idonee
nel proprio contesto di vita.
• Osservare, con uscite all’esterno, le caratteristiche delle
acque
Il metodo di lavoro è stato di tipo laboratoriale :
• realizzazione dell’esperienza a livello individuale, quando
possibile, o osservazione della stessa
•elaborazione personale tramite testi e disegni
•lettura di tutti gli elaborati e discussione collettiva
•rielaborazione individuale del proprio testo per correggere
o aggiungere
•descrizione definitiva dell’esperienza elaborata
dall’insegnante tenendo conto dei lavori dei bambini e
mettendo in evidenza i concetti fondamentali che si voleva
fare apprendere
Lo schema
sintetizza il
percorso di
scienze che porta
alla comprensione
del concetto di
vapore acqueo.
Prerequisito
fondamentale per
la comprensione
del ciclo
dell’acqua.
L’UDC sui
cambiamenti
climatici
costituisce un
approfondimento
del percorso .
DOCUMENTAZIONE DEL PERCORSO DIDATTICO
Dopo aver discusso le
nostre risposte, troviamo
una sintesi condivisa…
Cominciamo da qui ….
Dopo aver letto la poesia
scriviamo collettivamente
tutte le parole del tempo che
conosciamo e poi chiediamo
individualmente di
raggrupparle.
Discutiamo e troviamo una
sintesi.
DISCUTIAMO E POI TRASFORMIAMO IL TESTO PER CAPIRE
MEGLIO
Lavora da solo…
Discutiamo le osservazioni
individuali e poi cerchiamo sul
nostro libro informazioni sul
clima italiano….
Ma è proprio così?
Risposte
individuali
Discutiamo le risposte individuali e concludiamo:
Riassumiamo le
informazioni :
Abbiamo iniziato a lavorare
con il fiume in “ secca”
Gli operatori ci hanno chiesto di
“costruire” le case nei posti che ci
sembravano migliori. Dopo aver
costruito le case è nata la
necessità di attraversare il fiume
e quindi abbiamo “ costruito” i
ponti.
Dopo aver sistemato le case,
abbiamo costruito le fabbriche
( che usano l’acqua per il loro
lavoro) vicino al fiume.
A questo punto abbiamo fatto scorrere
l’acqua in quantità maggiore, simulando il
fiume “ in piena”:
Molte case e fabbriche sono state sommerse
dall’acqua perche erano troppo vicine al
fiume.
Se fossero state vere sarebbe stato un
disastro! Bisogna porre subito rimedio!
Per prima cosa abbiamo segnalato con
bandierine rosse i punti dove case e fabbriche
erano stati sommersi, per mettere in evidenza
le zone pericolose.
Nei punti dove c’erano le bandierine abbiamo
cercato di impedire all’acqua di straripare
costruendo argini.
In montagna invece il fiume aveva portato via
un po’ di terra cioè c’era stata una frana, allora
abbiamo aggiunto altri gli alberi perché con le
radici trattengono la terra e impediscono le
frane
Alluvioni e inondazioni in Italia
Risposte individuali
Risposte
individuali
Dopo aver discusso le nostre risposte,
troviamo una sintesi condivisa…
Il torrente Rimaggio nasce dalla punta centrale di monte
Morello (Poggio Casaccia ) a 760 m sul livello del mare e
scorre per 7 km fino al centro di Sesto, confluisce nel
Fosso Reale e poi sfocia nel fiume Bisenzio.
In base al Progetto della Bonifica Integrale della Piana di
Sesto Fiorentino del 1929, nel corso del tempo il Rimaggio è
stato interessato da molti lavori allo scopo di diminuire
l’erosione e il trasporto di detriti solidi, inoltre c’è stato un
esteso rimboschimento del tratto che attraversa Monte
Morello. Nel corso degli anni 2012-2013 sono stati fatti molti
lavori di miglioramento nel tratto che va da Piazza Rapisardi
a Piazza del Mercato. I lavori hanno riguardato il recupero e
il miglioramento dei lavori già fatti in passato e interventi sull’
“alveo di magra” .
Alcune informazioni…
GLI INTERVENTI SUL TORRENTE RIMAGGIO
La nostra guida ci ha spiegato che:
Intorno al fiume c’è uno spazio abbastanza ampio, “ l’alveo di piena”
I ponti che attraversano il Rimaggio sono a una sola arcata, anche perché sono
piccoli.
E’ stato ridotto il trasporto dei detriti che, depositandosi sul fondo, potrebbero
alzare il letto del fiume e rendere più facili le alluvioni.
sono state sistemate le fogne: le acque di scarico non vengono mai in contatto
con le acque del torrente, che adesso sono veramente pulite!
Lungo il corso del torrente sono stati creati dei tratti più larghi (dove l’acqua
scorre più lentamente) e tratti più stretti (dove l’acqua scorre più velocemente) e
questo ha favorito la “biodiversità” cioè la presenza di molte specie di animali e di
piante.
Inoltre è stato tolto tutto il cemento ed è stato sostituito da massi che formano
una “scogliera”
Alcuni tratti del torrente
Documentiamo insieme la gita usando
la LIM
Dopo aver discusso le nostre risposte, troviamo una sintesi
condivisa…
Martedì 12 maggio siamo stati in gita alla
Diga di Bilancino per completare il percorso
sui cambiamenti climatici e sui loro effetti
sui fiumi del nostro territorio.
La costruzione della diga ha quattro
obiettivi:
•Garantire alla città di Firenze una
sufficiente quantità di acqua.
•Controllare le piene del fiume Sieve
•Produrre energia elettrica
•Migliorare l’ambiente e favorire il turismo.
I fiumi Arno e Sieve hanno carattere torrentizio cioè portano
molta acqua in inverno e poca in estate. Nella stagione più
calda quindi vanno in secca. Siccome l’acqua che arriva a
Firenze viene presa dall’Arno, poteva succedere che in città
mancasse l’acqua dai rubinetti delle case. La costruzione
della diga e dell’invaso permette di regolare il flusso di
acqua del fiume Sieve e di conseguenza dell’Arno: nella
stagione più secca viene rilasciata una maggiore quantità
d’acqua cosicchè né la Sieve né l’Arno vadano in secca e a
Firenze ci sia sempre acqua.
Viceversa nei momenti più piovosi, succedeva che la Sieve
e l’Arno andassero in piena e ci fossero pericolose
alluvioni, adesso invece dalla diga viene rilasciata poca
acqua in modo che non ce ne sia troppa e i due fiumi non
straripino.
CI SIAMO CHIESTI COME PUO’ LA DIGA CONTROLLARE LE PIENE
DEI DUE FIUMI E LA NOSTRA GUIDA CI HA SPIEGATO CHE…
Documentiamo insieme la gita usando la LIM
Infine abbiamo partecipato alla giornata
conclusiva del Progetto di Protezione Civile
sul torrente Zambra ( a Sesto Fiorentino) e ci
siamo preparati anche all’emergenza!
•IL CICLO DELL’ACQUA
•LA DIFFERENZA FRA TEMPO E CLIMA
•IL CLIMA IN ITALIA
•COSA SIGNIFICA CAMBIAMENTI CLIMATICI
•COME COSTRUIRE VICINO A UN FIUME
•LO STATO DI SALUTE DEL TORRENTE RIMAGGIO
•A COSA SERVE LA DIGA DI BILANCINO
LE VERIFICHE
L’osservazione sistematica del quaderno di lavoro dei bambini ha permesso di
valutare il livello di apprendimento e dei progressi compiuti da ciascuno.
La valutazione è stata poi completata dall’uso di strumenti di verifica specifici,
di cui la scheda sottostante è un esempio.
Risultati ottenuti
L’UDC sui cambiamenti climatici è inserita nel percorso di scienze
che ha permesso di costruire il concetto di vapore acqueo e di
condensazione.Solo dopo aver correttamente costruito tali concetti
è stato possibile parlare del ciclo dell’acqua e quindi di clima e
cambiamenti climatici.
L’approccio è stato di tipo laboratoriale, intendendo il laboratorio
“ come momento in cui l’alunno è attivo, formula le proprie ipotesi
e ne controlla le conseguenze, progetta e sperimenta, discute e
argomenta le proprie scelte, impara a raccogliere dati, negozia e
costruisce significati, porta a conclusioni temporanee e a nuove
aperture la costruzione delle conoscenze personali e collettive” (
Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo
di istruzione).
I bambini hanno partecipato a varie esperienze e hanno riflettuto
individualmente, la discussione collettiva ha permesso poi di
completare il pensiero di ognuno e di compiere una prima
concettualizzazione, in questo caso particolare di costruire i
concetti di clima e cambiamento climatico.
Le esperienze proposte guidate da esperti hanno permesso di
comprendere quali possono essere i provvedimenti più semplici
per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.
In particolare sono state utili e significative le uscite sul territorio
per iniziare a comprendere la complessità dei sistemi naturali e
come possano essere influenzati dall’opera dell’uomo .
Il percorso è stato lungo e complesso e ha richiesto un numero di
ore molto maggiore rispetto a quello programmato.

Progetto 60 il clima cambia cosa succede ai fiumi del nostro territorio?-UdC Attenti al fiume!

  • 1.
    PROGETTO 60: Il climacambia: cosa succede ai fiumi del nostro territorio? Unità di Competenza: Attenti al fiume! I Circolo Didattico Sesto Fiorentino Scuola Primaria E. De Amicis Classi Quarte
  • 2.
    LA PROGETTAZIONE •Ore dedicateal percorso: 20 Gli insegnanti di area scientifica delle classi quarte del plesso E. De Amicis hanno frequentato il Corso per la costruzione di unità di competenza sui Cambiamenti climatici con metodi innovativi. Durante gli incontri di formazione e di progettazione è stata programmata l’unità di competenza, che ha preso forma dagli argomenti presentati
  • 3.
    IL CURRICOLO •In classeterza i bambini hanno svolto attività relative alla conoscenza delle caratteristiche dei fiumi. • In classe quarta viene svolto un percorso sulle proprietà chimiche e fisiche dell'acqua , che porta alla comprensione del ciclo dell'acqua e dei fenomeni atmosferici. L’ unità di competenza si pone come un approfondimento del percorso di scienze. LE DISCIPLINE •SCIENZE •GEOGRAFIA
  • 4.
    MACRO-COMPETENZA: Comprendere alcuni fenomenie le loro interconnessioni rispetto ai cambiamenti climatici Competenza L'alunno si rende conto che lo spazio geografico è un sistema territoriale, costituito da elementi fisici e antropici legati da rapporti di connessione e/o di interdipendenza ( Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione) Competenze trasversali: Comunicare Collaborare e partecipare Agire in modo autonomo e responsabile Individuare collegamenti e relazioni
  • 5.
    OBIETTIVI SPECIFICI DIAPPRENDIMENTO ( Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione) • Osservare e interpretare le trasformazioni ambientali naturali (ad opera del Sole, di agenti atmosferici, dell’acqua, ecc.) e quelle ad opera dell’uomo (urbanizzazione, coltivazione, industrializzazione, ecc.). • Individuare problemi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, proponendo soluzioni idonee nel proprio contesto di vita. • Osservare, con uscite all’esterno, le caratteristiche delle acque
  • 6.
    Il metodo dilavoro è stato di tipo laboratoriale : • realizzazione dell’esperienza a livello individuale, quando possibile, o osservazione della stessa •elaborazione personale tramite testi e disegni •lettura di tutti gli elaborati e discussione collettiva •rielaborazione individuale del proprio testo per correggere o aggiungere •descrizione definitiva dell’esperienza elaborata dall’insegnante tenendo conto dei lavori dei bambini e mettendo in evidenza i concetti fondamentali che si voleva fare apprendere
  • 7.
    Lo schema sintetizza il percorsodi scienze che porta alla comprensione del concetto di vapore acqueo. Prerequisito fondamentale per la comprensione del ciclo dell’acqua. L’UDC sui cambiamenti climatici costituisce un approfondimento del percorso . DOCUMENTAZIONE DEL PERCORSO DIDATTICO
  • 9.
    Dopo aver discussole nostre risposte, troviamo una sintesi condivisa…
  • 10.
  • 11.
    Dopo aver lettola poesia scriviamo collettivamente tutte le parole del tempo che conosciamo e poi chiediamo individualmente di raggrupparle. Discutiamo e troviamo una sintesi.
  • 14.
    DISCUTIAMO E POITRASFORMIAMO IL TESTO PER CAPIRE MEGLIO
  • 15.
  • 16.
    Discutiamo le osservazioni individualie poi cerchiamo sul nostro libro informazioni sul clima italiano….
  • 17.
  • 18.
  • 19.
    Discutiamo le risposteindividuali e concludiamo:
  • 20.
  • 22.
    Abbiamo iniziato alavorare con il fiume in “ secca” Gli operatori ci hanno chiesto di “costruire” le case nei posti che ci sembravano migliori. Dopo aver costruito le case è nata la necessità di attraversare il fiume e quindi abbiamo “ costruito” i ponti. Dopo aver sistemato le case, abbiamo costruito le fabbriche ( che usano l’acqua per il loro lavoro) vicino al fiume.
  • 23.
    A questo puntoabbiamo fatto scorrere l’acqua in quantità maggiore, simulando il fiume “ in piena”: Molte case e fabbriche sono state sommerse dall’acqua perche erano troppo vicine al fiume. Se fossero state vere sarebbe stato un disastro! Bisogna porre subito rimedio! Per prima cosa abbiamo segnalato con bandierine rosse i punti dove case e fabbriche erano stati sommersi, per mettere in evidenza le zone pericolose. Nei punti dove c’erano le bandierine abbiamo cercato di impedire all’acqua di straripare costruendo argini. In montagna invece il fiume aveva portato via un po’ di terra cioè c’era stata una frana, allora abbiamo aggiunto altri gli alberi perché con le radici trattengono la terra e impediscono le frane
  • 25.
  • 26.
  • 27.
  • 28.
    Dopo aver discussole nostre risposte, troviamo una sintesi condivisa…
  • 29.
    Il torrente Rimaggionasce dalla punta centrale di monte Morello (Poggio Casaccia ) a 760 m sul livello del mare e scorre per 7 km fino al centro di Sesto, confluisce nel Fosso Reale e poi sfocia nel fiume Bisenzio. In base al Progetto della Bonifica Integrale della Piana di Sesto Fiorentino del 1929, nel corso del tempo il Rimaggio è stato interessato da molti lavori allo scopo di diminuire l’erosione e il trasporto di detriti solidi, inoltre c’è stato un esteso rimboschimento del tratto che attraversa Monte Morello. Nel corso degli anni 2012-2013 sono stati fatti molti lavori di miglioramento nel tratto che va da Piazza Rapisardi a Piazza del Mercato. I lavori hanno riguardato il recupero e il miglioramento dei lavori già fatti in passato e interventi sull’ “alveo di magra” . Alcune informazioni…
  • 30.
    GLI INTERVENTI SULTORRENTE RIMAGGIO La nostra guida ci ha spiegato che: Intorno al fiume c’è uno spazio abbastanza ampio, “ l’alveo di piena” I ponti che attraversano il Rimaggio sono a una sola arcata, anche perché sono piccoli. E’ stato ridotto il trasporto dei detriti che, depositandosi sul fondo, potrebbero alzare il letto del fiume e rendere più facili le alluvioni. sono state sistemate le fogne: le acque di scarico non vengono mai in contatto con le acque del torrente, che adesso sono veramente pulite! Lungo il corso del torrente sono stati creati dei tratti più larghi (dove l’acqua scorre più lentamente) e tratti più stretti (dove l’acqua scorre più velocemente) e questo ha favorito la “biodiversità” cioè la presenza di molte specie di animali e di piante. Inoltre è stato tolto tutto il cemento ed è stato sostituito da massi che formano una “scogliera”
  • 31.
  • 32.
    Documentiamo insieme lagita usando la LIM
  • 35.
    Dopo aver discussole nostre risposte, troviamo una sintesi condivisa…
  • 36.
    Martedì 12 maggiosiamo stati in gita alla Diga di Bilancino per completare il percorso sui cambiamenti climatici e sui loro effetti sui fiumi del nostro territorio.
  • 37.
    La costruzione delladiga ha quattro obiettivi: •Garantire alla città di Firenze una sufficiente quantità di acqua. •Controllare le piene del fiume Sieve •Produrre energia elettrica •Migliorare l’ambiente e favorire il turismo.
  • 38.
    I fiumi Arnoe Sieve hanno carattere torrentizio cioè portano molta acqua in inverno e poca in estate. Nella stagione più calda quindi vanno in secca. Siccome l’acqua che arriva a Firenze viene presa dall’Arno, poteva succedere che in città mancasse l’acqua dai rubinetti delle case. La costruzione della diga e dell’invaso permette di regolare il flusso di acqua del fiume Sieve e di conseguenza dell’Arno: nella stagione più secca viene rilasciata una maggiore quantità d’acqua cosicchè né la Sieve né l’Arno vadano in secca e a Firenze ci sia sempre acqua. Viceversa nei momenti più piovosi, succedeva che la Sieve e l’Arno andassero in piena e ci fossero pericolose alluvioni, adesso invece dalla diga viene rilasciata poca acqua in modo che non ce ne sia troppa e i due fiumi non straripino. CI SIAMO CHIESTI COME PUO’ LA DIGA CONTROLLARE LE PIENE DEI DUE FIUMI E LA NOSTRA GUIDA CI HA SPIEGATO CHE…
  • 39.
    Documentiamo insieme lagita usando la LIM
  • 40.
    Infine abbiamo partecipatoalla giornata conclusiva del Progetto di Protezione Civile sul torrente Zambra ( a Sesto Fiorentino) e ci siamo preparati anche all’emergenza!
  • 41.
    •IL CICLO DELL’ACQUA •LADIFFERENZA FRA TEMPO E CLIMA •IL CLIMA IN ITALIA •COSA SIGNIFICA CAMBIAMENTI CLIMATICI •COME COSTRUIRE VICINO A UN FIUME •LO STATO DI SALUTE DEL TORRENTE RIMAGGIO •A COSA SERVE LA DIGA DI BILANCINO
  • 42.
    LE VERIFICHE L’osservazione sistematicadel quaderno di lavoro dei bambini ha permesso di valutare il livello di apprendimento e dei progressi compiuti da ciascuno. La valutazione è stata poi completata dall’uso di strumenti di verifica specifici, di cui la scheda sottostante è un esempio.
  • 43.
    Risultati ottenuti L’UDC suicambiamenti climatici è inserita nel percorso di scienze che ha permesso di costruire il concetto di vapore acqueo e di condensazione.Solo dopo aver correttamente costruito tali concetti è stato possibile parlare del ciclo dell’acqua e quindi di clima e cambiamenti climatici. L’approccio è stato di tipo laboratoriale, intendendo il laboratorio “ come momento in cui l’alunno è attivo, formula le proprie ipotesi e ne controlla le conseguenze, progetta e sperimenta, discute e argomenta le proprie scelte, impara a raccogliere dati, negozia e costruisce significati, porta a conclusioni temporanee e a nuove aperture la costruzione delle conoscenze personali e collettive” ( Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione).
  • 44.
    I bambini hannopartecipato a varie esperienze e hanno riflettuto individualmente, la discussione collettiva ha permesso poi di completare il pensiero di ognuno e di compiere una prima concettualizzazione, in questo caso particolare di costruire i concetti di clima e cambiamento climatico. Le esperienze proposte guidate da esperti hanno permesso di comprendere quali possono essere i provvedimenti più semplici per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. In particolare sono state utili e significative le uscite sul territorio per iniziare a comprendere la complessità dei sistemi naturali e come possano essere influenzati dall’opera dell’uomo . Il percorso è stato lungo e complesso e ha richiesto un numero di ore molto maggiore rispetto a quello programmato.