Documentazione dell'Unità di competenza:
“Che clima che fa?...”
Istituto scolastico:
1° Circolo Empoli - plesso “Leonardo da Vinci”
Destinatari:
Classi 4a
A e 4a
B di Scuola Primaria
Ore dedicate al percorso: 36
(comprensive del percorso sulla combustione, di quello più
specifico sui cambiamenti climatici e di attività con esperti esterni)
Descrizione della genesi del percorso didattico
Il 1° Circolo di Empoli fa parte da due anni del gruppo di scuole aderenti
al progetto “Laboratori del Sapere Scientifico”, promosso e finanziato
dalla Regione Toscana.
Uno dei percorsi previsti da tale progetto, e recepito nel Curricolo
Verticale di Circolo, è proprio quello sulla combustione, che vede la sua
naturale conclusione in attività inerenti l’impatto che l’uso di fonti di
energia non rinnovabili ha sul pianeta.
Il progetto sui cambiamenti climatici si è, quindi, innestato su di un
preesistente percorso già collaudato, ma è stato costruito ex novo dalle
insegnanti tenendo conto delle loro competenze professionali così come
delle conoscenze pregresse degli alunni.
Le osservazioni e gli esperimenti proposti sono stati importanti nel
processo di concentualizzazione perché inseriti in processi più ampi di
conoscenza: non sono state, cioè, proposte attività sporadiche e
frammentarie ma bensì connesse ad altre esperienze, come un grande
puzzle in cui tutti i pezzi, alla fine, vanno a completare un quadro
d’insieme, prendendone e fornendogli significato.
Il percorso è stato progettato tenendo conto delle linee guida di LSS:
– approccio fenomenologico- induttivo (né libresco, né sistematico-
deduttivo)
– percorsi su esperienze (non successione casuale di esperimenti)
– introduzione di elementi di teorizzazione (concettualizzazione)
Anche la metodologia adottata per lo svolgimento di ogni singola
esperienza ricalca quella utilizzata nei Laboratori dei Saperi Scientifici:
– 1a
FASE OSSERVAZIONE (i bambini osservano liberamente un
fenomeno senza che l’insegnante trasmetta conoscenze già “confezionate”)
– 2a
FASE VERBALIZZAZIONE SCRITTA INDIVIDUALE (ogni alunno
descrive sul proprio quaderno l’esperienza vissuta)
– 3a
FASE DISCUSSIONE COLLETTIVA (le produzioni individuali
vengono condivise e si apre una discussione)
– 4a
FASE AFFINAMENTO DELLA CONCETTUALIZZAZIONE
(l’insegnante guida la classe ad individuare i concetti chiave suggeriti
dall’esperienza)
– 5a
FASE PRODUZIONE CONDIVISA (produzione di un testo
collettivo che espliciti le conoscenze che l’esperienza ha “rivelato”)
•Per definire i contenuti del percorso le docenti si sono avvalse delle
proposte di LSS e del CIDI (per quanto riguarda le attività inerenti la
combustione) ed hanno messo in atto un importante lavoro di ricerca per
reperire materiali idonei, conoscenze, spunti per attività laboratoriali…
relativamente alla parte sui cambiamenti climatici.
•Hanno redatto e realizzato il progetto le insegnanti delle due sezioni
delle classi quarte: Pina Fiandaca (referente)
Giovanna Renieri
Claudia Fabiani
•Le insegnanti si sono avvalse della collaborazione di operatori del
“Laboratorio di Educazione Ambientale” del Museo Civico di
Paleontologia di Empoli, al fine di mettere in atto strategie atte a
consolidare, incrementare e verificare le competenze acquisite dagli
alunni.
•Il percorso trova piena rispondenza nel curricolo verticale elaborato dal
Circolo, laddove vengono esplicitate abilità e competenze da sviluppare:
COMPETENZE ABILITÀ
A. Con la guida dell’insegnante e in collaborazione con i
compagni, ma anche da solo, l’alunno osserva i fenomeni naturali e
gli organismi viventi, registra, classifica, schematizza, identifica
relazioni spazio/temporali, misura.
B. L’alunno si pone domande esplicite e individua problemi
significativi da indagare a partire dalla propria esperienza, dai discorsi
degli altri, dai mezzi di comunicazione e dai testi letti; formula
ipotesi, prospetta soluzioni e interpretazioni, prevede alternative,
argomenta, deduce.
C. L’alunno analizza e racconta in forma chiara ciò che ha fatto e
imparato, utilizzando linguaggi specifici e facendo riferimento in
modo pertinente alla realtà e in particolare alle esperienze fatte in vari
contesti; produce rappresentazioni grafiche e schemi di livello
adeguato.
D. Ha atteggiamenti di cura, che condivide con gli altri, verso
l’ambiente scolastico in quanto ambiente di lavoro comune e
finalizzato, e di rispetto verso l’ambiente sociale e naturale, di cui
conosce e apprezza il valore.
6. Proseguire nell’osservazione di porzioni
di ambienti vicini individuandone gli
elementi che li caratterizzano ed in
particolare alcune tracce riconducibili ad
esseri viventi.
11. Proseguire l’osservazione e
l’interpretazione delle trasformazioni
ambientali, in particolare quelle
conseguenti all’azione modificatrice
dell’uomo
Dal curricolo della classe 4a
• Tutte le esperienze poste in essere hanno avuto ricadute in molte
discipline
Scienze
• Esplorare e descrivere oggetti e materiali.
• Osservare e descrivere semplici fenomeni della vita quotidiana legati ai liquidi,
all’aria, al cibo, al calore.
• Individuare le proprietà di alcuni materiali.
• Iniziare a costruire, attraverso la riflessione su esperienze concrete osservate, il
concetto scientifico di combustione
• Cominciare a riconoscere regolarità nei fenomeni ed a costruire in modo
elementare il concetto di energia.
• Riconoscere alcune funzioni vitali dell’essere umano e metterle in relazione con l’ambiente.
• Usare in modo corretto e consapevole le risorse, evitando sprechi d’acqua e di energia,
forme ingiustificate di inquinamento.
• Costruire, nell’osservazione di esperienze concrete, alcuni concetti scientifici
• Proseguire l’osservazione e l’interpretazione delle trasformazioni ambientali, in particolare
quelle conseguenti all’azione modificatrice dell’uomo
Italiano
•Interagire in modo collaborativo in una conversazione, in una discussione, in un
dialogo su argomenti di esperienza diretta, formulando domande, dando risposte e
fornendo spiegazioni ed esempi.
•Comprendere il tema e le informazioni essenziali di un’ esposizione.
•Formulare domande precise e pertinenti di spiegazione e di approfondimento
durante o dopo l'ascolto.
•Cogliere in una discussione le posizioni espresse dai compagni ed esprimere la propria
opinione su un argomento in modo chiaro e pertinente.
•Leggere e confrontare informazioni provenienti da testi diversi per farsi un’idea di un
argomento, per trovare spunti a partire dai quali parlare o scrivere.
•Realizzare testi collettivi per relazionare su esperienze scolastiche e argomenti di studio.
•Arricchire il patrimonio lessicale
Matematica
•Rappresentare relazioni e dati e, in situazioni significative, utilizzare le rappresentazioni per
ricavare informazioni, formulare giudizi e prendere decisioni.
•In situazioni concrete, di una coppia di eventi intuire e cominciare ad argomentare qual è il
più probabile, dando una prima quantificazione, oppure riconoscere se si tratta di eventi
Geografia
•Comprendere che il territorio è costituito da elementi fisici e antropici connessi e
interdipendenti e che l'intervento dell'uomo su uno solo di questi elementi si ripercuote
a catena su tutti gli altri.
•Individuare problemi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e
culturale, analizzando le soluzioni adottate e proponendo soluzioni idonee nel contesto
vicino.
Competenze sociali e civiche
•Individuare, a partire dalla propria esperienza, il significato di partecipazione
all’attività di gruppo: collaborazione, mutuo aiuto, responsabilità reciproca.
•Esprimere il proprio punto di vista, confrontandolo con i compagni.
•Rispettare l’ambiente e gli animali attraverso comportamenti di salvaguardia del patrimonio,
utilizzo oculato delle risorse, pulizia, cura.
Imparare a imparare
•Individuare semplici collegamenti tra informazioni reperite da testi, filmati, Internet
con informazioni già possedute o con l’esperienza vissuta.
•Individuare semplici collegamenti tra informazioni appartenenti a campi diversi
•Il percorso didattico relativo all’argomento dei cambiamenti climatici, è stato
sviluppato a seguito di quello sulla combustione, riportato sommariamente in
questa documentazione per motivi di spazio.
•Tale percorso di tipo laboratoriale, è stato svolto utilizzando una metodologia
fenomenologico-induttiva attraverso le seguenti tappe:
− combustione della carta e successiva definizione del fenomeno;
introduzione dei concetti di combustibile e innesco
− combustione dell’alcol e registrazione delle differenze fra le due esperienze
− combustione di legnetti e carbone e successivo aggiornamento della
definizione del fenomeno
− tentativo di far bruciare un sasso e successivo affinamento del concetto di
combustibile
− la combustione e l’aria: esperienze di vario tipo per rendere “visibile” l’aria
onnipresente utilizzando l’acqua
− l’aria come comburente attraverso l’esperienza delle candele accese sotto
vasi di diverse dimensioni e fuori dai vasi
− elaborazione di una definizione definitiva di combustione.
LA COMBUSTIONE È QUELLA TRASFORMAZIONE CHE SI VERIFICA
QUANDO UN MATERIALE, INNESCATO E IN PRESENZA DI ARIA, SI
CONSUMA EMANANDO CALORE E, GENERALMENTE
PRODUCENDO UNA FIAMMA CHE DIFFONDE LUCE.
I bambini a questo punto
hanno già acquisito il
concetto di combustione,
combustibile,
comburente attraverso
varie esperienze,
seguendo un percorso.
Secondo te, il combustibile, che durante la combustione si consuma più o meno
completamente, si consuma davvero o semplicemente non è più visibile e si
trasforma in qualcos’altro?
Rispondo
Secondo me rimane qualcosa che non si vede ed è trasparente.
Quindi non è più visibile e si è trasformato in un’altra cosa. (John
Gabriel)
Secondo me si trasforma in qualcosa invisibile, in aria. (Audrey)
Secondo me metà residuo (cenere) di un combustibile (carta)
rimane e l’altra metà si trasforma in qualcosa invisibile . (Faisal)
Secondo me si trasforma in qualcos’altro di invisibile. (Aurora)
Risposta collettivaRisposta collettiva
Secondo noi il combustibile non si consuma davvero, ma si trasforma in
qualcos’altro che rimane anche se non si vede.
Il combustibile si consuma?
•A ciascun bambino viene domandato se secondo lui/lei il combustibile si
consuma veramente.
•Quasi tutti affermano che il combustibile sembra sparire ma in realtà si
trasforma in qualcosa che non si vede.
•Con la risposta alla domanda precedente (“Il combustibile si consuma davvero?”) i
bambini sono riusciti ad andare oltre le apparenze e ad ipotizzare una realtà di cui
non hanno avuto un’esperienza diretta. Non appare perciò inopportuno offrire loro
una definizione più precisa di combustione oltre quella che loro stessi avevano
elaborato, precisando però che questa è una definizione “da grandi” e che quella
concepita da loro non è inesatta, ma solo fedele a quanto hanno potuto
sperimentare.
LA COMBUSTIONE È QUELLA TRASFORMAZIONE (UNA REAZIONE
CHIMICA) CHE SI VERIFICA QUANDO UN MATERIALE, INNESCATO,
SI COMBINA CON L’OSSIGENO E SI TRASFORMA IN SOSTANZE
ANCHE GASSOSE (INVISIBILI) -IN PARTICOLARE ANIDRIDE
CARBONICA E VAPORE ACQUEO- PRODUCENDO CALORE E
SPESSO LUCE, CIOÈ LIBERANDO ENERGIA.
Questa definizione è un po’ diversa da quella che avevamo costruito: è
adatta a persone più grandi. Noi abbiamo scritto quello che abbiamo
potuto osservare direttamente.
Cos’è l’energia?
Le nostre ipotesi:
•La definizione di combustione “dei grandi” si conclude con la parola “energia”. È la
prima volta che questo termine entra nel vocabolario della combustione, perciò viene
chiesto cosa esso significhi. La maestra scrive alla lavagna le varie ipotesi e i bambini
le registrano sul loro quaderno.
•Al termine di questa attività viene consultato il vocabolario per individuare l’ipotesi più
corretta.
Consultiamo il vocabolario:
ENERGIA= (dalle parole greche
en→dentro - ergon→forza)
1. Forza, vigore fisico 2.
Capacità di un corpo di compiere
un lavoro (movimento, luce,
calore).
A cosa servono i combustibili?
Le nostre ipotesi:
 per fare luce con il fuoco
per produrre elettricità
 per produrre energia
 per far muovere le macchine
 per cucinare
 per nutrirci e farci vivere…
Dopo aver fatto alcune ipotesi, abbiamo chiesto anche a Internet di rispondere alla domanda: “A
cosa servono i combustibili?” Abbiamo trovato la seguente risposta:
“I combustibili sono sostanze che, bruciando, producono
ENERGIA sotto forma di calore”.
“I combustibili sono sostanze che, bruciando, producono
ENERGIA sotto forma di calore”.
•La domanda può sembrare banale o ripetitiva, ma per i bambini non è automatico associare
il combustibile alla lampadina che si accende o all’auto che si muove. Per questo motivo
l’insegnante guida un’animata discussione collettiva che porta all’individuazione di tre
differenti utilizzi dei combustibili.
Il passo successivo è quello di mettere
in relazione i combustibili con
l’energia. Viene chiesto “A cosa
servono i combustibili?” e
l’insegnante torna ad appuntare alla
lavagna le varie ipotesi che i bambini
riportano sul quaderno.
1. I combustibili bruciano e noi ci riscaldiamo direttamente
2. I combustibili, bruciando, fanno muovere gli ingranaggi delle macchine.
3. I combustibili, bruciando, mettono in azione le dinamo delle centrali
termoelettriche, come facciamo noi quando pedaliamo in bicicletta.
•Viene fatta una ricerca su Internet per rispondere in maniera certa alla domanda
precedente, dopodiché ci si chiede in quali differenti modi i combustibili possano
produrre energia.
•Per poter affrontare questo argomento, attraverso una discussione collettiva, si attinge
all’esperienza che i bambini hanno delle dinamo delle biciclette per associarla al
funzionamento delle centrali termoelettriche.
Visione su YouTube di un filmato che spiega il funzionamento della dinamo.
https://www.youtube.com/watch?v=nj__1u4ubCg
•Le affermazioni precedenti ai punti 2. e 3. sono emerse in maniera faticosa dalla discussione e
probabilmente sono state in qualche modo “suggerite” dall’insegnante. Si è perciò presentata la
necessità di confermarle con dati esperienziali: ci siamo avvalsi di un filmato su Internet che
illustra in maniera molto semplice il funzionamento della dinamo. (Ci si ferma, ovviamente, al
semplice dato di esperienza, senza andare a cercare spiegazioni che i bambini non sarebbero in
grado di capire).
• Racconta cosa hai visto nel video che illustra la dinamo
Nel video c’era una signora che aveva una macchinetta di nome
DINAMO che era fatta con una puleggia, una calamita e un filo di
rame avvolto a un rocchetto. Tutto questo era collegato a una
lampadina. Quando la signora girava la puleggia, la lampadina
si accendeva. (Aurora)
Nel video ho visto una signora
che aveva una macchina che si
chiamava DINAMO che è stata
costruita da Antonio Pacinotti.
Ha un rocchetto che ha un filo di
rame, con una calamita. La
puleggia (ruota) girando fa
accendere una lucina. Queste
macchine si possono trovare
anche nelle centrali
termoelettriche, idroelettriche e
eoliche .(Sara)
•Si torna a parlare di energia e di quanto essa sia importante nella vita di tutti i giorni.
Dalla discussione scaturisce il concetto che non esiste attività umana che non richieda
energia. Nella definizione di questi concetti l’insegnante preferisce saltare il passaggio
della verbalizzazione individuale, in quanto i temi affrontati richiedono una capacità di
astrazione che va oltre il dato ricavabile dalla pura osservazione.
•Viene chiesto ai bambini di ipotizzare come sarebbe la vita sulla Terra se venisse a
mancare l’energia che fa muovere tutte le varie attività umane: i bambini immaginano
un mondo tornato al tempo della preistoria, prima della scoperta del fuoco.
•Viene elaborata una brevissima storia di scoperte e invenzioni che hanno portato alla
tecnologia attuale.
•Per poter capire la relazione fra calore derivante dai combustibili e movimento dei
macchinari, viene visionato un filmato che mostra la riproduzione in vetro di un motore
a vapore: i bambini non cercano di capire esattamente come funziona, ma osservano
che realmente il calore mette in movimento gli ingranaggi e ne prendono atto.
Visione su YouTube di un filmato che mostra il funzionamento di
un meccanismo a vapore.
http://www.youtube.com/watch?v=73txXT21aZU
(testo collettivo)
Oggi abbiamo nuovamente parlato diOggi abbiamo nuovamente parlato di
Abbiamo capito che gli esseri umani hanno bisogno di energia per qualunque
cosa: per camminare, per lavorare, per giocare, per alzarsi e per sedersi…
Nel nostro corpo c’è un continuo uso di energia anche quando dormiamo: per
respirare, per produrre calore, per far funzionare i nostri organi.
Qualsiasi nostra azione richiede energia.Qualsiasi nostra azione richiede energia.
Anche nella nostra vita di tutti i giorni c’è un continuo bisogno di energia: per
scaldare l’acqua, per riscaldare le case in inverno, per accendere la luce, per
raffreddare e conservare il cibo, per spostarsi con l’auto, il treno, l’aereo.
Senza energia l’uomo vivrebbe come nella PREISTORIA quando sapeva usare
solo l’energia dei suoi muscoli. La vita dell’uomo cambiò quando imparò ad
utilizzare il FUOCOFUOCO,, la prima fonte di energia.
Poi l’uomo imparò a sfruttare il vento e il movimento dell’acqua.
A partire dal 1800 sono state inventate macchine in grado di compiere lavori
grazie al calore (es. macchina a vapore).
•Disegna alcuni macchinari che sfruttano
l’energia elettrica e altri che utilizzano
direttamente i combustibili
Inoltre si è cominciato a utilizzare
un’altra forma di energia: L’ELETTRICITÀ.L’ELETTRICITÀ.
Oggi il nostro modo di vivere ha bisogno
di moltissima energia elettrica: è stato
perciò necessario costruire molte centrali
elettriche.
La maggior parte di queste sono
TERMOELETTRICHE, sfruttano,cioè, laTERMOELETTRICHE, sfruttano,cioè, la
combustione di alcuni combustibili.combustione di alcuni combustibili.
Al termine della breve ricostruzione storica si
torna a parlare di energia elettrica e di centrali
termoelettriche. Viene chiesto ai bambini di
individuare i macchinari che sfruttano
direttamente i combustibili e quelli che
utilizzano l’energia elettrica.
Al disegno sul quaderno fa seguito un cartellone costruito collettivamente.
L’uomo usa in grande quantità i COMBUSTIBILI FOSSILI: il petroliopetrolio e i suoi
derivati (benzine, gasolio, cherosene,…), il carbonecarbone e il gas naturalegas naturale.
I combustibili fossili vengono dalla trasformazione di sostanze organiche (piante
e animali) avvenuta sottoterra nel corso di milioni di anni.
Le nostre ipotesiLe nostre ipotesi
• Perché ce n’è una grande quantità
•Perché producono tanta energia
•Perché si usano facilmente e velocemente
•Si possono estrarre con facilità
•Perché il loro uso non richiede fatica
•Perché non sono molto costosi
•Al termine di questa attività ci si chiede quali siano i combustibili più usati. Viene fatta
una breve ricerca che porta ai combustibili fossili.
•Viene chiesto ai bambini di ipotizzare le motivazioni dell’uso di tali combustibili.
Cerchiamo la risposta su Internet
“I combustibili fossili rappresentano
attualmente la principale fonte di energia
perché:
−una piccola quantità produce tanta energia;
−si immagazzinano facilmente;
−hanno un basso costo”.
FINIRANNO INQUINANO
•Dopo aver trascritto le varie ipotesi sul quaderno, si cerca la risposta definitiva su Internet.
•I bambini scrivono sul quaderno gli aspetti positivi dell’uso dei combustibili fossili. Poi
vengono interrogati su quali possano essere gli aspetti negativi. Ne vengono individuati due:
sono inquinanti e finiranno.
• Ci si chiede che cosa sia l’inquinamento e, per definirlo, le parole dei
bambini vengono integrate da quanto emerge da una piccola ricerca.
• Non ci accontentiamo, però, soltanto di leggere che esiste
l’inquinamento ed ai bambini viene chiesto: “Ma sarà proprio vero che
l’aria è inquinata?”
• Per rispondere a questa domanda viene approntato l’esperimento
delle trappole cattura-inquinamento: vengono presi alcuni cartoncini
bianchi su cui viene spalmata della vaselina filante. I cartoncini
vengono posti in vari punti all’esterno della scuola. Un cartoncino-
campione viene lasciato al riparo dentro un armadietto: a distanza di
una settimana osserveremo i risultati.
• Poiché si parla di atmosfera, viene utilizzato un semplice schema
presente sul libro di testo per ottenere informazioni.
• Viene poi concordato un testo collettivo che risponda alla domanda:
“Cos’è l’atmosfera?”
• I bambini affermano che l’atmosfera è importante perché permette agli
esseri viventi di respirare, ma alcuni ipotizzano anche altre funzioni
(qualcuno parla di “scudo”).
• Non vengono, per il momento, fornite altre informazioni.
L’inquinamento dell’aria (inquinamento atmosferico) avviene quando vi si immettono
delle sostanze che danneggiano gli esseri viventi.
L’aria è indispensabile alla vita, ma viene di continuo inquinata dai fumi emessi dai
comignoli delle abitazioni, dalle ciminiere di fabbriche e di centrali
termoelettriche, dagli scarichi dei mezzi di trasporto.
Ma sarà proprio vero che l’aria è inquinata?
Per rispondere a questa domanda abbiamo preparato un esperimento.
Trappole cattura-inquinamento
Occorrente
•foglietti di carta bianca •nastro •vaselina filante
•Descrivo l’esperienza
La maestra ci ha dato dei fogliettini con un buchino dove noi ci
abbiamo infilato un nastro e spalmato sopra la vaselina. Poi su
ogni fogliettino gli abbiamo messo un numerino. La maestra ha
appeso un fogliettino bianco all’armadino. Dopo siamo andati ad
appendere all’esterno di alcune finestre della scuola. Fra un po’ di
giorni vedremo se nei foglietti c’è sporco. (Aurora)
•Poiché si parla di inquinamento atmosferico, appare opportuno dare una breve
occhiata a che cosa si intende con il termine ATMOSFERA. L’osservazione di
un’immagine presente sul libro di testo viene preceduta da una conversazione volta
a far emergere quanto i bambini già conoscono o immaginano dell’argomento.
Cos’è l’atmosfera?Cos’è l’atmosfera? ((testo collettivo)
Proviamo a rispondere
L’atmosfera è come una coperta fatta di aria che circonda la Terra. È spessa
circa 1000 Km ed è suddivisa in strati: la TROPOSFERA è la fascia più vicina al
suolo, dove avvengono i fenomeni atmosferici (pioggia, vento, nuvole, neve,…)
e dove viviamo noi.
L’atmosfera è importante perché permette agli esseri viventi di respirare, ma
non solo.
•Viene presentata un’altra esperienza che porterà i bambini a
sperimentare l’esistenza dell’effetto serra: vengono presi due termometri
per ambienti e, dopo aver appurato che segnano la stessa temperatura,
vengono posti sul davanzale della finestra al sole; uno dei due viene
coperto con un contenitore trasparente. Dopo 15 minuti viene controllata
la temperatura di entrambi i termometri: quello sotto il contenitore segna
alcuni gradi in più.
•Viene chiesto ai bambini di descrivere individualmente l’esperienza e di
provare a dare una spiegazione alla differenza di temperatura registrata.
Il termometro sotto il
contenitore segna 34°
Il termometro fuori dal
contenitore segna 30°
Il termometro coperto
Materiale occorrente:
•2 termometri
•1 recipiente trasparente
Descrizione dell’esperienza
Abbiamo preso due termometri e li abbiamo messi sul davanzale
della finestra: segnavano entrambi 23°. Uno lo abbiamo coperto
con un contenitore trasparente e abbiamo aspettato. Entrambi
erano al sole. Dopo 10 minuti il termometro scoperto segnava 30°,
mentre l’altro segnalava 34°.
Come mai questa differenza?Come mai questa differenza?
Le nostre ipotesiLe nostre ipotesi
Per me il termometro coperto segnava più gradi perché stando al
chiuso aveva più caldo perché il contenitore gli faceva come una
coperta che lo riscaldava, mentre l’altro non aveva niente. (Aurora)
Il recipiente con il coperchio
segnava di più perché dentro
non passava l’aria più fredda
quindi faceva più caldo come
noi in questa classe: quando
le finestre e la porta sono
chiuse sembra che siamo
incendiati; invece il
termometro di fuori segnava
di mena perché l’aria più
fresca passava di più. (Faisal)
Il termometro chiuso è perché
c’entra l’aria calda e invece
l’altro era scoperto e quindi
c’era l’aria più fredda. (Elisa)
SpiegazioneSpiegazione
Non siamo riusciti a capire il perché della differenza di
temperatura: ci siamo documentati.
““Il barattolo funziona come i vetri di una serra: si lasciano attraversare dalleIl barattolo funziona come i vetri di una serra: si lasciano attraversare dalle
radiazioni solari che riscaldano il suolo, ma trattengono il calore impedendoradiazioni solari che riscaldano il suolo, ma trattengono il calore impedendo
che si disperda”che si disperda”
Questo fenomeno si chiama .
Dalla discussione successiva alla lettura delle singole ipotesi, non emerge una
spiegazione univoca e convincente. Si decide, pertanto, di fare una ricerca per trovare
una spiegazione soddisfacente.
•Dopo una settimana vengono controllate le trappole
cattura-inquinamento. I bambini le confrontano con il
cartoncino campione e notano che tutti i cartoncini
sono diventati grigi e che su alcuni sono presenti
anche granelli più o meno grandi di polvere e
corpuscoli di vario genere.
Conclusione dell’esperimento “Trappole cattura-inquinamento”
Le mie osservazioni
Sono passati sei giorni da quando abbiamo attaccato le “trappole
cattura-inquinamento” e adesso possiamo vedere che cosa è
successo, però purtroppo ci hanno strappato il sesto (foglietto n.d.r.)
quindi ve ne mostrerò solo cinque: il primo era nella finestra del
giardino ed è diventato tutto grigio, il secondo era nella finestra
sopra alla strada ed è diventato un po’ meno grigio dell’altro ma
c’erano tante briciole di sporco, il terzo era nel cancello del cortile
e c’erano anche lì dei chicchi di sabbia, il quarto era nella finestra
della mensa e quello era grigio con pochissimi granellini di sporco
e infine il quinto che era nella finestra della mensa in cima alla
strada e anche quello era molto grigio.(Giulia)
Testo collettivo
Abbiamo recuperato le “trappole cattura-inquinamento” e le abbiamo osservate e
confrontate fra loro e rispetto al foglietto campione. Tutti hanno cambiato
aspetto: sono più grigi e alcuni hanno catturato molti granelli di polvere. Questi
foglietti erano dalla parte del giardino. I fogli sulla strada sono grigi ma non
hanno bruscolini: secondo noi hanno catturato polveri molto sottili e pericolose
perché possono entrare facilmente nei nostri polmoni.
CONCLUSIONECONCLUSIONE
L’ARIA È SPORCA E C’È INQUINAMENTO ANCHE SE NON SI VEDE.L’ARIA È SPORCA E C’È INQUINAMENTO ANCHE SE NON SI VEDE.
campione
Anche sul cartoncino-campione è stata
spalmata la vaselina.
•A questo punto i bambini hanno già
sperimentato la presenza dell’effetto
serra e dell’inquinamento: appare arrivato
il momento di mettere i due fenomeni in
relazione.
•Viene chiesto alla classe di fare un
passo indietro e di recuperare quanto
emerso dall’esperimento dei due
termometri.
•Il concetto di effetto serra viene riferito a
quanto avviene nell’atmosfera terrestre,
riprendendo il termine “scudo
trasparente” con cui qualcuno dei
bambini l’aveva precedentemente
definita.
•Dalla conversazione inerente
l’esperimento e la sua traslazione
nell’atmosfera terrestre emergono
concetti riportati in un testo condiviso.
Facciamo un passo indietroFacciamo un passo indietro
e torniamo a parlare die torniamo a parlare di
Testo collettivo
Con l’esperimento del termometro coperto
abbiamo capito che l’effetto serra è un
fenomeno che accade quando i raggi del
sole attraversano una copertura trasparente:
insieme alla luce, portano calore che riscalda
il suolo. Gran parte di questo calore rimane
intrappolato al di sotto della copertura
trasparente.
L’atmosfera è uno scudo trasparente e si
comporta proprio come una serra: fa
passare le radiazioni solari (ma non quelle
dannose) e trattiene gran parte del calore in
modo che non faccia mai troppo freddo.
L’EFFETTO SERRA È QUINDI POSITIVO.L’EFFETTO SERRA È QUINDI POSITIVO.
•Viene posto l’accento sul fatto che l’effetto
serra è di per sé positivo: l’insegnante fornisce
alcune informazioni su come sarebbe il clima
se l’effetto serra non ci fosse (ricavate da
ricerche fatte alla presenza dei bambini) volte
alla comprensione di questo concetto.
Purtroppo abbiamo visto che
nell’atmosfera c’è molto
inquinamento a causa dei fumi
(gas) immessi. Questi gas
rimangono nell’atmosfera e
formano una specie di cappa che
impedisce al calore di uscire. Per
questo motivo la Terra si sta
riscaldando troppo, causando
cambiamenti del clima e lo
scioglimento dei ghiacci.
•Viene quindi introdotto l’altro dato
derivante dalle esperienze
precedentemente fatte: l’inquinamento.
•I bambini collegano facilmente la
“copertura” derivante dai “fumi”
inquinanti con il contenitore
dell’esperimento e gli attribuiscono una
maggiore azione di trattenimento del
calore.
•Da questo concetto ne
emerge
consequenzialmente un
altro: tale fenomeno non
può non avere effetto sul
clima terrestre.
•La prima cosa che viene in
mente ai bambini è che, se
la temperatura si alza, i
ghiacci si sciolgono.
•Quanto è stato fin qui detto
e compreso viene riassunto
in uno schema esplicativo.
EFFETTO SERRA EEFFETTO SERRA E
CAMBIAMENTI CLIMATICICAMBIAMENTI CLIMATICI
Abbiamo capito che se l’uomo continua così
il clima cambierà.
Le nostre previsioni:Le nostre previsioni:
 farà più caldo
 i ghiacci si scioglieranno
 il mare si alzerà e inonderà le terre
 si verificheranno tempeste, trombe d’aria,
acquazzoni…
 i deserti aumenteranno
 i boschi e le foreste cambieranno
 le malattie, come l’influenza per esempio,
aumenteranno
•I bambini vengono successivamente
invitati a produrre delle previsioni di
quello che accadrà se non saranno
presi provvedimenti adeguati.
•Le previsioni di ciascuno vengono
discusse e vagliate collettivamente e
quindi scritte alla lavagna.
Le nostre proposteLe nostre proposte
 usare meno automobili
 usare fonti di energia non inquinanti (sole, acqua, vento)
 non usare mezzi di trasporto inquinanti
 aumentare le foreste
 mangiare meno carne (le mucche, ad esempio, producono gas serra)
mettere filtri alle fabbriche per ripulire i fumi
•Dopo aver registrato le previsioni, viene chiesto ai bambini di produrre delle proposte
per poter cambiare la situazione.
•Attraverso la conversazione e discussione collettiva vengono individuate varie
proposte.
•Emergono vari suggerimenti anche facendo riferimento a notizie che erano state
incontrate durante l’attività di ricerca e documentazione e che erano state al momento
tralasciate ( es. la produzione di gas serra da parte del bestiame).
•A questo punto del percorso vengono chiamati ad operare nelle classi esperti esterni
del “Laboratorio di Educazione Ambientale” del Museo Civico di Paleontologia di Empoli
al fine di consolidare e incrementare le competenze acquisite dagli alunni.
•È stato messo a punto un progetto apposito articolato in tre momenti diversi:
→ una lezione introduttiva sul clima e i suoi cambiamenti utilizzando slides e filmati
→ un’attività laboratoriale in classe
→ una “caccia al tesoro” nel giardino della scuola con indovinelli e domande inerenti il tema
trattato
Laboratorio sui cambiamenti climatici
“Il mondo in una bacinella”
Ricostruzione del pianeta in una bacinella,
posizionando vari oggetti a rappresentare i
diversi elementi: terre emerse e non, esseri
viventi, acqua, ghiaccio, calore.
Laboratorio sui cambiamenti climatici
“Il sasso e l’acqua: chi si riscalda prima?”
Partendo dalla diversa composizione della
sostanza acqua e pietra, si va a scoprire chi si
scalda prima, chi si raffredda prima e cosa
comporta questo fenomeno.
Caccia al tesoro sui cambiamenti climatici
I bambini sono stati divisi in squadre ed hanno
ricevuto una serie di domande inerenti il clima
a cui rispondere per poter ottenere gli indizi
necessari a poter proseguire. L’attività è stata
un bel momento di verifica giocosa a
conclusione di tutto il percorso.
Caccia al tesoro sui cambiamenti climatici
“Copione” per la caccia al tesoro.
Risultati ottenuti
Gli alunni hanno risposto molto positivamente a tutte le attività proposte
e la metodologia adottata ha fatto sì che gli apprendimenti raggiunti
fossero effettivamente significativi. I bambini hanno dimostrato
interesse e curiosità per le attività eseguite e l’apprendimento è stato
sostenuto dal loro continuo agire in prima persona e dalla riflessione
individuale e collettiva su quanto osservato e «scoperto».
Le insegnanti li hanno osservati in itinere attraverso una griglia di
rilevazione che analizzava il loro modo di porsi relativamente a 4 punti:
la partecipazione alla fase dell’osservazione, la verbalizzazione scritta,
gli interventi nella discussione e l’esposizione orale.
Oltre a questo sono state somministrate prove di verifica scritta che
hanno dato, generalmente, risultati molto positivi. È da tener presente
che le due classi sono formate prevalentemente da bambini stranieri
che, pur essendo quasi tutti di seconda generazione, manifestano
difficoltà nel corretto uso della lingua italiana. La metodologia utilizzata
si è dimostrata fortemente inclusiva e capace di far superare quasi
completamente lo svantaggio derivante dalla situazione sopra descritta.

Che clima che fa?... - UdC

  • 1.
    Documentazione dell'Unità dicompetenza: “Che clima che fa?...” Istituto scolastico: 1° Circolo Empoli - plesso “Leonardo da Vinci” Destinatari: Classi 4a A e 4a B di Scuola Primaria Ore dedicate al percorso: 36 (comprensive del percorso sulla combustione, di quello più specifico sui cambiamenti climatici e di attività con esperti esterni)
  • 2.
    Descrizione della genesidel percorso didattico Il 1° Circolo di Empoli fa parte da due anni del gruppo di scuole aderenti al progetto “Laboratori del Sapere Scientifico”, promosso e finanziato dalla Regione Toscana. Uno dei percorsi previsti da tale progetto, e recepito nel Curricolo Verticale di Circolo, è proprio quello sulla combustione, che vede la sua naturale conclusione in attività inerenti l’impatto che l’uso di fonti di energia non rinnovabili ha sul pianeta. Il progetto sui cambiamenti climatici si è, quindi, innestato su di un preesistente percorso già collaudato, ma è stato costruito ex novo dalle insegnanti tenendo conto delle loro competenze professionali così come delle conoscenze pregresse degli alunni.
  • 3.
    Le osservazioni egli esperimenti proposti sono stati importanti nel processo di concentualizzazione perché inseriti in processi più ampi di conoscenza: non sono state, cioè, proposte attività sporadiche e frammentarie ma bensì connesse ad altre esperienze, come un grande puzzle in cui tutti i pezzi, alla fine, vanno a completare un quadro d’insieme, prendendone e fornendogli significato. Il percorso è stato progettato tenendo conto delle linee guida di LSS: – approccio fenomenologico- induttivo (né libresco, né sistematico- deduttivo) – percorsi su esperienze (non successione casuale di esperimenti) – introduzione di elementi di teorizzazione (concettualizzazione)
  • 4.
    Anche la metodologiaadottata per lo svolgimento di ogni singola esperienza ricalca quella utilizzata nei Laboratori dei Saperi Scientifici: – 1a FASE OSSERVAZIONE (i bambini osservano liberamente un fenomeno senza che l’insegnante trasmetta conoscenze già “confezionate”) – 2a FASE VERBALIZZAZIONE SCRITTA INDIVIDUALE (ogni alunno descrive sul proprio quaderno l’esperienza vissuta) – 3a FASE DISCUSSIONE COLLETTIVA (le produzioni individuali vengono condivise e si apre una discussione) – 4a FASE AFFINAMENTO DELLA CONCETTUALIZZAZIONE (l’insegnante guida la classe ad individuare i concetti chiave suggeriti dall’esperienza) – 5a FASE PRODUZIONE CONDIVISA (produzione di un testo collettivo che espliciti le conoscenze che l’esperienza ha “rivelato”)
  • 5.
    •Per definire icontenuti del percorso le docenti si sono avvalse delle proposte di LSS e del CIDI (per quanto riguarda le attività inerenti la combustione) ed hanno messo in atto un importante lavoro di ricerca per reperire materiali idonei, conoscenze, spunti per attività laboratoriali… relativamente alla parte sui cambiamenti climatici. •Hanno redatto e realizzato il progetto le insegnanti delle due sezioni delle classi quarte: Pina Fiandaca (referente) Giovanna Renieri Claudia Fabiani •Le insegnanti si sono avvalse della collaborazione di operatori del “Laboratorio di Educazione Ambientale” del Museo Civico di Paleontologia di Empoli, al fine di mettere in atto strategie atte a consolidare, incrementare e verificare le competenze acquisite dagli alunni.
  • 6.
    •Il percorso trovapiena rispondenza nel curricolo verticale elaborato dal Circolo, laddove vengono esplicitate abilità e competenze da sviluppare: COMPETENZE ABILITÀ A. Con la guida dell’insegnante e in collaborazione con i compagni, ma anche da solo, l’alunno osserva i fenomeni naturali e gli organismi viventi, registra, classifica, schematizza, identifica relazioni spazio/temporali, misura. B. L’alunno si pone domande esplicite e individua problemi significativi da indagare a partire dalla propria esperienza, dai discorsi degli altri, dai mezzi di comunicazione e dai testi letti; formula ipotesi, prospetta soluzioni e interpretazioni, prevede alternative, argomenta, deduce. C. L’alunno analizza e racconta in forma chiara ciò che ha fatto e imparato, utilizzando linguaggi specifici e facendo riferimento in modo pertinente alla realtà e in particolare alle esperienze fatte in vari contesti; produce rappresentazioni grafiche e schemi di livello adeguato. D. Ha atteggiamenti di cura, che condivide con gli altri, verso l’ambiente scolastico in quanto ambiente di lavoro comune e finalizzato, e di rispetto verso l’ambiente sociale e naturale, di cui conosce e apprezza il valore. 6. Proseguire nell’osservazione di porzioni di ambienti vicini individuandone gli elementi che li caratterizzano ed in particolare alcune tracce riconducibili ad esseri viventi. 11. Proseguire l’osservazione e l’interpretazione delle trasformazioni ambientali, in particolare quelle conseguenti all’azione modificatrice dell’uomo Dal curricolo della classe 4a
  • 7.
    • Tutte leesperienze poste in essere hanno avuto ricadute in molte discipline Scienze • Esplorare e descrivere oggetti e materiali. • Osservare e descrivere semplici fenomeni della vita quotidiana legati ai liquidi, all’aria, al cibo, al calore. • Individuare le proprietà di alcuni materiali. • Iniziare a costruire, attraverso la riflessione su esperienze concrete osservate, il concetto scientifico di combustione • Cominciare a riconoscere regolarità nei fenomeni ed a costruire in modo elementare il concetto di energia. • Riconoscere alcune funzioni vitali dell’essere umano e metterle in relazione con l’ambiente. • Usare in modo corretto e consapevole le risorse, evitando sprechi d’acqua e di energia, forme ingiustificate di inquinamento. • Costruire, nell’osservazione di esperienze concrete, alcuni concetti scientifici • Proseguire l’osservazione e l’interpretazione delle trasformazioni ambientali, in particolare quelle conseguenti all’azione modificatrice dell’uomo
  • 8.
    Italiano •Interagire in modocollaborativo in una conversazione, in una discussione, in un dialogo su argomenti di esperienza diretta, formulando domande, dando risposte e fornendo spiegazioni ed esempi. •Comprendere il tema e le informazioni essenziali di un’ esposizione. •Formulare domande precise e pertinenti di spiegazione e di approfondimento durante o dopo l'ascolto. •Cogliere in una discussione le posizioni espresse dai compagni ed esprimere la propria opinione su un argomento in modo chiaro e pertinente. •Leggere e confrontare informazioni provenienti da testi diversi per farsi un’idea di un argomento, per trovare spunti a partire dai quali parlare o scrivere. •Realizzare testi collettivi per relazionare su esperienze scolastiche e argomenti di studio. •Arricchire il patrimonio lessicale Matematica •Rappresentare relazioni e dati e, in situazioni significative, utilizzare le rappresentazioni per ricavare informazioni, formulare giudizi e prendere decisioni. •In situazioni concrete, di una coppia di eventi intuire e cominciare ad argomentare qual è il più probabile, dando una prima quantificazione, oppure riconoscere se si tratta di eventi
  • 9.
    Geografia •Comprendere che ilterritorio è costituito da elementi fisici e antropici connessi e interdipendenti e che l'intervento dell'uomo su uno solo di questi elementi si ripercuote a catena su tutti gli altri. •Individuare problemi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, analizzando le soluzioni adottate e proponendo soluzioni idonee nel contesto vicino. Competenze sociali e civiche •Individuare, a partire dalla propria esperienza, il significato di partecipazione all’attività di gruppo: collaborazione, mutuo aiuto, responsabilità reciproca. •Esprimere il proprio punto di vista, confrontandolo con i compagni. •Rispettare l’ambiente e gli animali attraverso comportamenti di salvaguardia del patrimonio, utilizzo oculato delle risorse, pulizia, cura. Imparare a imparare •Individuare semplici collegamenti tra informazioni reperite da testi, filmati, Internet con informazioni già possedute o con l’esperienza vissuta. •Individuare semplici collegamenti tra informazioni appartenenti a campi diversi
  • 10.
    •Il percorso didatticorelativo all’argomento dei cambiamenti climatici, è stato sviluppato a seguito di quello sulla combustione, riportato sommariamente in questa documentazione per motivi di spazio. •Tale percorso di tipo laboratoriale, è stato svolto utilizzando una metodologia fenomenologico-induttiva attraverso le seguenti tappe: − combustione della carta e successiva definizione del fenomeno; introduzione dei concetti di combustibile e innesco − combustione dell’alcol e registrazione delle differenze fra le due esperienze − combustione di legnetti e carbone e successivo aggiornamento della definizione del fenomeno − tentativo di far bruciare un sasso e successivo affinamento del concetto di combustibile − la combustione e l’aria: esperienze di vario tipo per rendere “visibile” l’aria onnipresente utilizzando l’acqua − l’aria come comburente attraverso l’esperienza delle candele accese sotto vasi di diverse dimensioni e fuori dai vasi − elaborazione di una definizione definitiva di combustione.
  • 11.
    LA COMBUSTIONE ÈQUELLA TRASFORMAZIONE CHE SI VERIFICA QUANDO UN MATERIALE, INNESCATO E IN PRESENZA DI ARIA, SI CONSUMA EMANANDO CALORE E, GENERALMENTE PRODUCENDO UNA FIAMMA CHE DIFFONDE LUCE. I bambini a questo punto hanno già acquisito il concetto di combustione, combustibile, comburente attraverso varie esperienze, seguendo un percorso.
  • 12.
    Secondo te, ilcombustibile, che durante la combustione si consuma più o meno completamente, si consuma davvero o semplicemente non è più visibile e si trasforma in qualcos’altro? Rispondo Secondo me rimane qualcosa che non si vede ed è trasparente. Quindi non è più visibile e si è trasformato in un’altra cosa. (John Gabriel) Secondo me si trasforma in qualcosa invisibile, in aria. (Audrey) Secondo me metà residuo (cenere) di un combustibile (carta) rimane e l’altra metà si trasforma in qualcosa invisibile . (Faisal) Secondo me si trasforma in qualcos’altro di invisibile. (Aurora) Risposta collettivaRisposta collettiva Secondo noi il combustibile non si consuma davvero, ma si trasforma in qualcos’altro che rimane anche se non si vede. Il combustibile si consuma? •A ciascun bambino viene domandato se secondo lui/lei il combustibile si consuma veramente. •Quasi tutti affermano che il combustibile sembra sparire ma in realtà si trasforma in qualcosa che non si vede.
  • 13.
    •Con la rispostaalla domanda precedente (“Il combustibile si consuma davvero?”) i bambini sono riusciti ad andare oltre le apparenze e ad ipotizzare una realtà di cui non hanno avuto un’esperienza diretta. Non appare perciò inopportuno offrire loro una definizione più precisa di combustione oltre quella che loro stessi avevano elaborato, precisando però che questa è una definizione “da grandi” e che quella concepita da loro non è inesatta, ma solo fedele a quanto hanno potuto sperimentare. LA COMBUSTIONE È QUELLA TRASFORMAZIONE (UNA REAZIONE CHIMICA) CHE SI VERIFICA QUANDO UN MATERIALE, INNESCATO, SI COMBINA CON L’OSSIGENO E SI TRASFORMA IN SOSTANZE ANCHE GASSOSE (INVISIBILI) -IN PARTICOLARE ANIDRIDE CARBONICA E VAPORE ACQUEO- PRODUCENDO CALORE E SPESSO LUCE, CIOÈ LIBERANDO ENERGIA. Questa definizione è un po’ diversa da quella che avevamo costruito: è adatta a persone più grandi. Noi abbiamo scritto quello che abbiamo potuto osservare direttamente.
  • 14.
    Cos’è l’energia? Le nostreipotesi: •La definizione di combustione “dei grandi” si conclude con la parola “energia”. È la prima volta che questo termine entra nel vocabolario della combustione, perciò viene chiesto cosa esso significhi. La maestra scrive alla lavagna le varie ipotesi e i bambini le registrano sul loro quaderno. •Al termine di questa attività viene consultato il vocabolario per individuare l’ipotesi più corretta. Consultiamo il vocabolario: ENERGIA= (dalle parole greche en→dentro - ergon→forza) 1. Forza, vigore fisico 2. Capacità di un corpo di compiere un lavoro (movimento, luce, calore).
  • 15.
    A cosa servonoi combustibili? Le nostre ipotesi:  per fare luce con il fuoco per produrre elettricità  per produrre energia  per far muovere le macchine  per cucinare  per nutrirci e farci vivere… Dopo aver fatto alcune ipotesi, abbiamo chiesto anche a Internet di rispondere alla domanda: “A cosa servono i combustibili?” Abbiamo trovato la seguente risposta: “I combustibili sono sostanze che, bruciando, producono ENERGIA sotto forma di calore”. “I combustibili sono sostanze che, bruciando, producono ENERGIA sotto forma di calore”. •La domanda può sembrare banale o ripetitiva, ma per i bambini non è automatico associare il combustibile alla lampadina che si accende o all’auto che si muove. Per questo motivo l’insegnante guida un’animata discussione collettiva che porta all’individuazione di tre differenti utilizzi dei combustibili. Il passo successivo è quello di mettere in relazione i combustibili con l’energia. Viene chiesto “A cosa servono i combustibili?” e l’insegnante torna ad appuntare alla lavagna le varie ipotesi che i bambini riportano sul quaderno.
  • 16.
    1. I combustibilibruciano e noi ci riscaldiamo direttamente 2. I combustibili, bruciando, fanno muovere gli ingranaggi delle macchine. 3. I combustibili, bruciando, mettono in azione le dinamo delle centrali termoelettriche, come facciamo noi quando pedaliamo in bicicletta. •Viene fatta una ricerca su Internet per rispondere in maniera certa alla domanda precedente, dopodiché ci si chiede in quali differenti modi i combustibili possano produrre energia. •Per poter affrontare questo argomento, attraverso una discussione collettiva, si attinge all’esperienza che i bambini hanno delle dinamo delle biciclette per associarla al funzionamento delle centrali termoelettriche. Visione su YouTube di un filmato che spiega il funzionamento della dinamo. https://www.youtube.com/watch?v=nj__1u4ubCg •Le affermazioni precedenti ai punti 2. e 3. sono emerse in maniera faticosa dalla discussione e probabilmente sono state in qualche modo “suggerite” dall’insegnante. Si è perciò presentata la necessità di confermarle con dati esperienziali: ci siamo avvalsi di un filmato su Internet che illustra in maniera molto semplice il funzionamento della dinamo. (Ci si ferma, ovviamente, al semplice dato di esperienza, senza andare a cercare spiegazioni che i bambini non sarebbero in grado di capire).
  • 17.
    • Racconta cosahai visto nel video che illustra la dinamo Nel video c’era una signora che aveva una macchinetta di nome DINAMO che era fatta con una puleggia, una calamita e un filo di rame avvolto a un rocchetto. Tutto questo era collegato a una lampadina. Quando la signora girava la puleggia, la lampadina si accendeva. (Aurora) Nel video ho visto una signora che aveva una macchina che si chiamava DINAMO che è stata costruita da Antonio Pacinotti. Ha un rocchetto che ha un filo di rame, con una calamita. La puleggia (ruota) girando fa accendere una lucina. Queste macchine si possono trovare anche nelle centrali termoelettriche, idroelettriche e eoliche .(Sara)
  • 18.
    •Si torna aparlare di energia e di quanto essa sia importante nella vita di tutti i giorni. Dalla discussione scaturisce il concetto che non esiste attività umana che non richieda energia. Nella definizione di questi concetti l’insegnante preferisce saltare il passaggio della verbalizzazione individuale, in quanto i temi affrontati richiedono una capacità di astrazione che va oltre il dato ricavabile dalla pura osservazione. •Viene chiesto ai bambini di ipotizzare come sarebbe la vita sulla Terra se venisse a mancare l’energia che fa muovere tutte le varie attività umane: i bambini immaginano un mondo tornato al tempo della preistoria, prima della scoperta del fuoco. •Viene elaborata una brevissima storia di scoperte e invenzioni che hanno portato alla tecnologia attuale. •Per poter capire la relazione fra calore derivante dai combustibili e movimento dei macchinari, viene visionato un filmato che mostra la riproduzione in vetro di un motore a vapore: i bambini non cercano di capire esattamente come funziona, ma osservano che realmente il calore mette in movimento gli ingranaggi e ne prendono atto. Visione su YouTube di un filmato che mostra il funzionamento di un meccanismo a vapore. http://www.youtube.com/watch?v=73txXT21aZU
  • 19.
    (testo collettivo) Oggi abbiamonuovamente parlato diOggi abbiamo nuovamente parlato di Abbiamo capito che gli esseri umani hanno bisogno di energia per qualunque cosa: per camminare, per lavorare, per giocare, per alzarsi e per sedersi… Nel nostro corpo c’è un continuo uso di energia anche quando dormiamo: per respirare, per produrre calore, per far funzionare i nostri organi. Qualsiasi nostra azione richiede energia.Qualsiasi nostra azione richiede energia. Anche nella nostra vita di tutti i giorni c’è un continuo bisogno di energia: per scaldare l’acqua, per riscaldare le case in inverno, per accendere la luce, per raffreddare e conservare il cibo, per spostarsi con l’auto, il treno, l’aereo. Senza energia l’uomo vivrebbe come nella PREISTORIA quando sapeva usare solo l’energia dei suoi muscoli. La vita dell’uomo cambiò quando imparò ad utilizzare il FUOCOFUOCO,, la prima fonte di energia. Poi l’uomo imparò a sfruttare il vento e il movimento dell’acqua. A partire dal 1800 sono state inventate macchine in grado di compiere lavori grazie al calore (es. macchina a vapore).
  • 20.
    •Disegna alcuni macchinariche sfruttano l’energia elettrica e altri che utilizzano direttamente i combustibili Inoltre si è cominciato a utilizzare un’altra forma di energia: L’ELETTRICITÀ.L’ELETTRICITÀ. Oggi il nostro modo di vivere ha bisogno di moltissima energia elettrica: è stato perciò necessario costruire molte centrali elettriche. La maggior parte di queste sono TERMOELETTRICHE, sfruttano,cioè, laTERMOELETTRICHE, sfruttano,cioè, la combustione di alcuni combustibili.combustione di alcuni combustibili. Al termine della breve ricostruzione storica si torna a parlare di energia elettrica e di centrali termoelettriche. Viene chiesto ai bambini di individuare i macchinari che sfruttano direttamente i combustibili e quelli che utilizzano l’energia elettrica.
  • 21.
    Al disegno sulquaderno fa seguito un cartellone costruito collettivamente.
  • 22.
    L’uomo usa ingrande quantità i COMBUSTIBILI FOSSILI: il petroliopetrolio e i suoi derivati (benzine, gasolio, cherosene,…), il carbonecarbone e il gas naturalegas naturale. I combustibili fossili vengono dalla trasformazione di sostanze organiche (piante e animali) avvenuta sottoterra nel corso di milioni di anni. Le nostre ipotesiLe nostre ipotesi • Perché ce n’è una grande quantità •Perché producono tanta energia •Perché si usano facilmente e velocemente •Si possono estrarre con facilità •Perché il loro uso non richiede fatica •Perché non sono molto costosi •Al termine di questa attività ci si chiede quali siano i combustibili più usati. Viene fatta una breve ricerca che porta ai combustibili fossili. •Viene chiesto ai bambini di ipotizzare le motivazioni dell’uso di tali combustibili.
  • 23.
    Cerchiamo la rispostasu Internet “I combustibili fossili rappresentano attualmente la principale fonte di energia perché: −una piccola quantità produce tanta energia; −si immagazzinano facilmente; −hanno un basso costo”. FINIRANNO INQUINANO •Dopo aver trascritto le varie ipotesi sul quaderno, si cerca la risposta definitiva su Internet. •I bambini scrivono sul quaderno gli aspetti positivi dell’uso dei combustibili fossili. Poi vengono interrogati su quali possano essere gli aspetti negativi. Ne vengono individuati due: sono inquinanti e finiranno.
  • 24.
    • Ci sichiede che cosa sia l’inquinamento e, per definirlo, le parole dei bambini vengono integrate da quanto emerge da una piccola ricerca. • Non ci accontentiamo, però, soltanto di leggere che esiste l’inquinamento ed ai bambini viene chiesto: “Ma sarà proprio vero che l’aria è inquinata?” • Per rispondere a questa domanda viene approntato l’esperimento delle trappole cattura-inquinamento: vengono presi alcuni cartoncini bianchi su cui viene spalmata della vaselina filante. I cartoncini vengono posti in vari punti all’esterno della scuola. Un cartoncino- campione viene lasciato al riparo dentro un armadietto: a distanza di una settimana osserveremo i risultati. • Poiché si parla di atmosfera, viene utilizzato un semplice schema presente sul libro di testo per ottenere informazioni. • Viene poi concordato un testo collettivo che risponda alla domanda: “Cos’è l’atmosfera?” • I bambini affermano che l’atmosfera è importante perché permette agli esseri viventi di respirare, ma alcuni ipotizzano anche altre funzioni (qualcuno parla di “scudo”). • Non vengono, per il momento, fornite altre informazioni.
  • 25.
    L’inquinamento dell’aria (inquinamentoatmosferico) avviene quando vi si immettono delle sostanze che danneggiano gli esseri viventi. L’aria è indispensabile alla vita, ma viene di continuo inquinata dai fumi emessi dai comignoli delle abitazioni, dalle ciminiere di fabbriche e di centrali termoelettriche, dagli scarichi dei mezzi di trasporto. Ma sarà proprio vero che l’aria è inquinata? Per rispondere a questa domanda abbiamo preparato un esperimento. Trappole cattura-inquinamento Occorrente •foglietti di carta bianca •nastro •vaselina filante •Descrivo l’esperienza La maestra ci ha dato dei fogliettini con un buchino dove noi ci abbiamo infilato un nastro e spalmato sopra la vaselina. Poi su ogni fogliettino gli abbiamo messo un numerino. La maestra ha appeso un fogliettino bianco all’armadino. Dopo siamo andati ad appendere all’esterno di alcune finestre della scuola. Fra un po’ di giorni vedremo se nei foglietti c’è sporco. (Aurora)
  • 28.
    •Poiché si parladi inquinamento atmosferico, appare opportuno dare una breve occhiata a che cosa si intende con il termine ATMOSFERA. L’osservazione di un’immagine presente sul libro di testo viene preceduta da una conversazione volta a far emergere quanto i bambini già conoscono o immaginano dell’argomento.
  • 29.
    Cos’è l’atmosfera?Cos’è l’atmosfera?((testo collettivo) Proviamo a rispondere L’atmosfera è come una coperta fatta di aria che circonda la Terra. È spessa circa 1000 Km ed è suddivisa in strati: la TROPOSFERA è la fascia più vicina al suolo, dove avvengono i fenomeni atmosferici (pioggia, vento, nuvole, neve,…) e dove viviamo noi. L’atmosfera è importante perché permette agli esseri viventi di respirare, ma non solo. •Viene presentata un’altra esperienza che porterà i bambini a sperimentare l’esistenza dell’effetto serra: vengono presi due termometri per ambienti e, dopo aver appurato che segnano la stessa temperatura, vengono posti sul davanzale della finestra al sole; uno dei due viene coperto con un contenitore trasparente. Dopo 15 minuti viene controllata la temperatura di entrambi i termometri: quello sotto il contenitore segna alcuni gradi in più. •Viene chiesto ai bambini di descrivere individualmente l’esperienza e di provare a dare una spiegazione alla differenza di temperatura registrata.
  • 31.
    Il termometro sottoil contenitore segna 34° Il termometro fuori dal contenitore segna 30°
  • 32.
    Il termometro coperto Materialeoccorrente: •2 termometri •1 recipiente trasparente Descrizione dell’esperienza Abbiamo preso due termometri e li abbiamo messi sul davanzale della finestra: segnavano entrambi 23°. Uno lo abbiamo coperto con un contenitore trasparente e abbiamo aspettato. Entrambi erano al sole. Dopo 10 minuti il termometro scoperto segnava 30°, mentre l’altro segnalava 34°. Come mai questa differenza?Come mai questa differenza? Le nostre ipotesiLe nostre ipotesi Per me il termometro coperto segnava più gradi perché stando al chiuso aveva più caldo perché il contenitore gli faceva come una coperta che lo riscaldava, mentre l’altro non aveva niente. (Aurora)
  • 33.
    Il recipiente conil coperchio segnava di più perché dentro non passava l’aria più fredda quindi faceva più caldo come noi in questa classe: quando le finestre e la porta sono chiuse sembra che siamo incendiati; invece il termometro di fuori segnava di mena perché l’aria più fresca passava di più. (Faisal) Il termometro chiuso è perché c’entra l’aria calda e invece l’altro era scoperto e quindi c’era l’aria più fredda. (Elisa)
  • 34.
    SpiegazioneSpiegazione Non siamo riuscitia capire il perché della differenza di temperatura: ci siamo documentati. ““Il barattolo funziona come i vetri di una serra: si lasciano attraversare dalleIl barattolo funziona come i vetri di una serra: si lasciano attraversare dalle radiazioni solari che riscaldano il suolo, ma trattengono il calore impedendoradiazioni solari che riscaldano il suolo, ma trattengono il calore impedendo che si disperda”che si disperda” Questo fenomeno si chiama . Dalla discussione successiva alla lettura delle singole ipotesi, non emerge una spiegazione univoca e convincente. Si decide, pertanto, di fare una ricerca per trovare una spiegazione soddisfacente.
  • 35.
    •Dopo una settimanavengono controllate le trappole cattura-inquinamento. I bambini le confrontano con il cartoncino campione e notano che tutti i cartoncini sono diventati grigi e che su alcuni sono presenti anche granelli più o meno grandi di polvere e corpuscoli di vario genere. Conclusione dell’esperimento “Trappole cattura-inquinamento” Le mie osservazioni Sono passati sei giorni da quando abbiamo attaccato le “trappole cattura-inquinamento” e adesso possiamo vedere che cosa è successo, però purtroppo ci hanno strappato il sesto (foglietto n.d.r.) quindi ve ne mostrerò solo cinque: il primo era nella finestra del giardino ed è diventato tutto grigio, il secondo era nella finestra sopra alla strada ed è diventato un po’ meno grigio dell’altro ma c’erano tante briciole di sporco, il terzo era nel cancello del cortile e c’erano anche lì dei chicchi di sabbia, il quarto era nella finestra della mensa e quello era grigio con pochissimi granellini di sporco e infine il quinto che era nella finestra della mensa in cima alla strada e anche quello era molto grigio.(Giulia)
  • 36.
    Testo collettivo Abbiamo recuperatole “trappole cattura-inquinamento” e le abbiamo osservate e confrontate fra loro e rispetto al foglietto campione. Tutti hanno cambiato aspetto: sono più grigi e alcuni hanno catturato molti granelli di polvere. Questi foglietti erano dalla parte del giardino. I fogli sulla strada sono grigi ma non hanno bruscolini: secondo noi hanno catturato polveri molto sottili e pericolose perché possono entrare facilmente nei nostri polmoni. CONCLUSIONECONCLUSIONE L’ARIA È SPORCA E C’È INQUINAMENTO ANCHE SE NON SI VEDE.L’ARIA È SPORCA E C’È INQUINAMENTO ANCHE SE NON SI VEDE.
  • 37.
  • 38.
    Anche sul cartoncino-campioneè stata spalmata la vaselina.
  • 39.
    •A questo puntoi bambini hanno già sperimentato la presenza dell’effetto serra e dell’inquinamento: appare arrivato il momento di mettere i due fenomeni in relazione. •Viene chiesto alla classe di fare un passo indietro e di recuperare quanto emerso dall’esperimento dei due termometri. •Il concetto di effetto serra viene riferito a quanto avviene nell’atmosfera terrestre, riprendendo il termine “scudo trasparente” con cui qualcuno dei bambini l’aveva precedentemente definita. •Dalla conversazione inerente l’esperimento e la sua traslazione nell’atmosfera terrestre emergono concetti riportati in un testo condiviso.
  • 40.
    Facciamo un passoindietroFacciamo un passo indietro e torniamo a parlare die torniamo a parlare di Testo collettivo Con l’esperimento del termometro coperto abbiamo capito che l’effetto serra è un fenomeno che accade quando i raggi del sole attraversano una copertura trasparente: insieme alla luce, portano calore che riscalda il suolo. Gran parte di questo calore rimane intrappolato al di sotto della copertura trasparente. L’atmosfera è uno scudo trasparente e si comporta proprio come una serra: fa passare le radiazioni solari (ma non quelle dannose) e trattiene gran parte del calore in modo che non faccia mai troppo freddo. L’EFFETTO SERRA È QUINDI POSITIVO.L’EFFETTO SERRA È QUINDI POSITIVO. •Viene posto l’accento sul fatto che l’effetto serra è di per sé positivo: l’insegnante fornisce alcune informazioni su come sarebbe il clima se l’effetto serra non ci fosse (ricavate da ricerche fatte alla presenza dei bambini) volte alla comprensione di questo concetto.
  • 41.
    Purtroppo abbiamo vistoche nell’atmosfera c’è molto inquinamento a causa dei fumi (gas) immessi. Questi gas rimangono nell’atmosfera e formano una specie di cappa che impedisce al calore di uscire. Per questo motivo la Terra si sta riscaldando troppo, causando cambiamenti del clima e lo scioglimento dei ghiacci. •Viene quindi introdotto l’altro dato derivante dalle esperienze precedentemente fatte: l’inquinamento. •I bambini collegano facilmente la “copertura” derivante dai “fumi” inquinanti con il contenitore dell’esperimento e gli attribuiscono una maggiore azione di trattenimento del calore.
  • 42.
    •Da questo concettone emerge consequenzialmente un altro: tale fenomeno non può non avere effetto sul clima terrestre. •La prima cosa che viene in mente ai bambini è che, se la temperatura si alza, i ghiacci si sciolgono. •Quanto è stato fin qui detto e compreso viene riassunto in uno schema esplicativo.
  • 43.
    EFFETTO SERRA EEFFETTOSERRA E CAMBIAMENTI CLIMATICICAMBIAMENTI CLIMATICI Abbiamo capito che se l’uomo continua così il clima cambierà. Le nostre previsioni:Le nostre previsioni:  farà più caldo  i ghiacci si scioglieranno  il mare si alzerà e inonderà le terre  si verificheranno tempeste, trombe d’aria, acquazzoni…  i deserti aumenteranno  i boschi e le foreste cambieranno  le malattie, come l’influenza per esempio, aumenteranno •I bambini vengono successivamente invitati a produrre delle previsioni di quello che accadrà se non saranno presi provvedimenti adeguati. •Le previsioni di ciascuno vengono discusse e vagliate collettivamente e quindi scritte alla lavagna.
  • 45.
    Le nostre proposteLenostre proposte  usare meno automobili  usare fonti di energia non inquinanti (sole, acqua, vento)  non usare mezzi di trasporto inquinanti  aumentare le foreste  mangiare meno carne (le mucche, ad esempio, producono gas serra) mettere filtri alle fabbriche per ripulire i fumi •Dopo aver registrato le previsioni, viene chiesto ai bambini di produrre delle proposte per poter cambiare la situazione. •Attraverso la conversazione e discussione collettiva vengono individuate varie proposte. •Emergono vari suggerimenti anche facendo riferimento a notizie che erano state incontrate durante l’attività di ricerca e documentazione e che erano state al momento tralasciate ( es. la produzione di gas serra da parte del bestiame).
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    •A questo puntodel percorso vengono chiamati ad operare nelle classi esperti esterni del “Laboratorio di Educazione Ambientale” del Museo Civico di Paleontologia di Empoli al fine di consolidare e incrementare le competenze acquisite dagli alunni. •È stato messo a punto un progetto apposito articolato in tre momenti diversi: → una lezione introduttiva sul clima e i suoi cambiamenti utilizzando slides e filmati → un’attività laboratoriale in classe → una “caccia al tesoro” nel giardino della scuola con indovinelli e domande inerenti il tema trattato
  • 47.
    Laboratorio sui cambiamenticlimatici “Il mondo in una bacinella” Ricostruzione del pianeta in una bacinella, posizionando vari oggetti a rappresentare i diversi elementi: terre emerse e non, esseri viventi, acqua, ghiaccio, calore.
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    Laboratorio sui cambiamenticlimatici “Il sasso e l’acqua: chi si riscalda prima?” Partendo dalla diversa composizione della sostanza acqua e pietra, si va a scoprire chi si scalda prima, chi si raffredda prima e cosa comporta questo fenomeno.
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    Caccia al tesorosui cambiamenti climatici I bambini sono stati divisi in squadre ed hanno ricevuto una serie di domande inerenti il clima a cui rispondere per poter ottenere gli indizi necessari a poter proseguire. L’attività è stata un bel momento di verifica giocosa a conclusione di tutto il percorso.
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    Caccia al tesorosui cambiamenti climatici “Copione” per la caccia al tesoro.
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    Risultati ottenuti Gli alunnihanno risposto molto positivamente a tutte le attività proposte e la metodologia adottata ha fatto sì che gli apprendimenti raggiunti fossero effettivamente significativi. I bambini hanno dimostrato interesse e curiosità per le attività eseguite e l’apprendimento è stato sostenuto dal loro continuo agire in prima persona e dalla riflessione individuale e collettiva su quanto osservato e «scoperto». Le insegnanti li hanno osservati in itinere attraverso una griglia di rilevazione che analizzava il loro modo di porsi relativamente a 4 punti: la partecipazione alla fase dell’osservazione, la verbalizzazione scritta, gli interventi nella discussione e l’esposizione orale. Oltre a questo sono state somministrate prove di verifica scritta che hanno dato, generalmente, risultati molto positivi. È da tener presente che le due classi sono formate prevalentemente da bambini stranieri che, pur essendo quasi tutti di seconda generazione, manifestano difficoltà nel corretto uso della lingua italiana. La metodologia utilizzata si è dimostrata fortemente inclusiva e capace di far superare quasi completamente lo svantaggio derivante dalla situazione sopra descritta.

Editor's Notes

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