Nuova visione della realtà atomica con due differenti 
teorie: 
• Meccanica ondulatoria: l’elettrone, all’interno 
dell’atomo, ha un comportamento ondulatorio; 
• Meccanica dei metri: interpretazione della realtà 
atomica in modo matematico- probabilistico. 
Alla fine si giunse a un’unica teoria atomica quantistica: 
Modello quanto- meccanico.
Nel 1924, de Broglie ipotizzò che è possibile 
considerare le particelle come onde di materia, 
ovvero corpuscoli con proprietà fisiche tipiche delle 
onde. 
“La lunghezza d’onda (m) è uguale alla costante di Planck (h) 
diviso la massa (kg) per la velocità (m/s)” 
L’ipotesi trovò conferma nel ‘27 grazie a degli 
esperimenti in cui si verificò che gli elettroni, 
attraversando le maglie di un reticolo cristallino, 
compiono una diffrazione (come raggi X), 
manifestando, cioè, un comportamento 
ondulatorio. 
Venne così confermata la natura dualistica 
dell’elettrone-onda.
Il fisico tedesco Heisenberg analizzando il modello atomico di Bohr, ne ravvisò i limiti, 
particolarmente per quanto riguarda le orbite che gli elettroni in essa compiono. 
Parlare di orbite, presuppone infatti, di conoscere contemporaneamente la posizione e 
la velocità degli elettroni nei singoli istanti del loro moto. 
Immaginiamo di volere determinare la posizione di un elettrone mediante irraggiamento 
con fotoni. Affinché l'elettrone possa essere individuato, deve essere colpito da un 
fotone che venga deviato verso l'osservatore. 
Il fotone, dotato di massa ed energia, interagendo con l'elettrone, trasmette ad esso 
energia, modificandone velocità e direzione. 
Se, per evitare questo problema, scegliamo di usare un fotone a bassa energia, la lunghezza 
dell'onda a esso associata è così grande da rendere impossibile la determinazione della 
posizione. 
Definizione del Principio di Indeterminazione di Heisenberg 
In meccanica quantistica sono dette coniugate due grandezze il cui prodotto ha le 
dimensioni di un momento angolare. Heisenberg riuscì a dimostrare che non è possibile 
conoscere contemporaneamente e con elevata precisione due variabili coniugate. 
Si considerino le seguenti variabili coniugate: 
posizione x di una particella nella direzione x rispetto all'origine di un sistema di assi 
cartesiani 
quantità di moto p della medesima particella (si ricordi che p = m · v)
Schrödinger con la sua equazione del 1926 conciliò 
la teoria ondulatoria della materia di De Broglie 
con i salti quantici previsti da Bohr. 
Fondamentalmente l'equazione di Schrödinger ha 
soluzioni accettabili solo per certi valori del 
parametro E (l'energia del sistema) tali valori 
sono detti auto valori e la quantizzazione è quindi 
automatica. Le soluzioni accettabili sono tali solo 
se l'integrale del valore assoluto al quadrato di x, 
y e z è finito, e lo è solo per certi valori 
(i quanti disponibili).
“Definiamo orbitale una zona dello spazio intorno al nucleo 
atomico in cui la probabilità di trovare un elettrone è molto 
elevata, almeno uguale al 90%”

Il modello a orbitali

  • 2.
    Nuova visione dellarealtà atomica con due differenti teorie: • Meccanica ondulatoria: l’elettrone, all’interno dell’atomo, ha un comportamento ondulatorio; • Meccanica dei metri: interpretazione della realtà atomica in modo matematico- probabilistico. Alla fine si giunse a un’unica teoria atomica quantistica: Modello quanto- meccanico.
  • 3.
    Nel 1924, deBroglie ipotizzò che è possibile considerare le particelle come onde di materia, ovvero corpuscoli con proprietà fisiche tipiche delle onde. “La lunghezza d’onda (m) è uguale alla costante di Planck (h) diviso la massa (kg) per la velocità (m/s)” L’ipotesi trovò conferma nel ‘27 grazie a degli esperimenti in cui si verificò che gli elettroni, attraversando le maglie di un reticolo cristallino, compiono una diffrazione (come raggi X), manifestando, cioè, un comportamento ondulatorio. Venne così confermata la natura dualistica dell’elettrone-onda.
  • 4.
    Il fisico tedescoHeisenberg analizzando il modello atomico di Bohr, ne ravvisò i limiti, particolarmente per quanto riguarda le orbite che gli elettroni in essa compiono. Parlare di orbite, presuppone infatti, di conoscere contemporaneamente la posizione e la velocità degli elettroni nei singoli istanti del loro moto. Immaginiamo di volere determinare la posizione di un elettrone mediante irraggiamento con fotoni. Affinché l'elettrone possa essere individuato, deve essere colpito da un fotone che venga deviato verso l'osservatore. Il fotone, dotato di massa ed energia, interagendo con l'elettrone, trasmette ad esso energia, modificandone velocità e direzione. Se, per evitare questo problema, scegliamo di usare un fotone a bassa energia, la lunghezza dell'onda a esso associata è così grande da rendere impossibile la determinazione della posizione. Definizione del Principio di Indeterminazione di Heisenberg In meccanica quantistica sono dette coniugate due grandezze il cui prodotto ha le dimensioni di un momento angolare. Heisenberg riuscì a dimostrare che non è possibile conoscere contemporaneamente e con elevata precisione due variabili coniugate. Si considerino le seguenti variabili coniugate: posizione x di una particella nella direzione x rispetto all'origine di un sistema di assi cartesiani quantità di moto p della medesima particella (si ricordi che p = m · v)
  • 5.
    Schrödinger con lasua equazione del 1926 conciliò la teoria ondulatoria della materia di De Broglie con i salti quantici previsti da Bohr. Fondamentalmente l'equazione di Schrödinger ha soluzioni accettabili solo per certi valori del parametro E (l'energia del sistema) tali valori sono detti auto valori e la quantizzazione è quindi automatica. Le soluzioni accettabili sono tali solo se l'integrale del valore assoluto al quadrato di x, y e z è finito, e lo è solo per certi valori (i quanti disponibili).
  • 6.
    “Definiamo orbitale unazona dello spazio intorno al nucleo atomico in cui la probabilità di trovare un elettrone è molto elevata, almeno uguale al 90%”