Da Tucidide a Camus,
il racconto e l’interpretazione delle grandi epidemie
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Progetto l’Ospedale và a Scuola
La storia dell’umanità è contrassegnata da gravi e
lunghe epidemie, che scoppiavano
improvvisamente, spesso durante le guerre o dopo
periodi di assedio militare; o arrivavano da lontano,
per terra e per mare, portate dalle popolazioni e dalle
truppe che si spostavano anche per grandi distanze.
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Le grandi
pandemie
della storia
I virus non
considerano i
confini e si
diffondono
rapidamente
ovunque tra i
diversi
continenti.
Pandemia
dal greco
pandemos
‘che interessa
tutte le
persone’
Storiografi, filosofi, poeti, romanzieri hanno raccontato
di queste catastrofi sanitarie
• come una punizione degli dei per il male compiuto
dagli uomini,
• come accanimento della natura “matrigna” e crudele
sui propri figli,
• come prova della Provvidenza divina
• come metafora politica della dittatura.
Nicolas Poussin, The Plague of Ashdod (1630)
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Lo storiografo greco Tucidide (circa 460 a.C.) nel suo libro
La Guerra del Peloponneso racconta l’epidemia di peste
ad Atene nel 430 a.C. La descrizione è puntuale e
obiettiva nell’analisi degli eventi, dei sintomi e degli effetti
fisici, descrivendo il comportamento degli ateniesi che
alternano paura e coraggio, abbandono e solidarietà, e le
ripercussioni sulla “pietas” verso i morti, il rispetto degli
dei, delle consuetudini religiose, delle leggi civili.
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Il poeta e filosofo romano Tito Lucrezio Caro (circa 95-50
a.C.) descrive di nuovo la peste di Atene nel De rerum
natura prendendo a modello Tucidide, utilizzando però una
forma poetica ricca di artifici retorici, con descrizioni spesso
macabre e inquietanti. Orrore e degradazione morale,
senso del mistero, compassione dolente per la sofferenza
degli uomini ricordano Giacomo Leopardi nella “Ginestra”.
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Come Leopardi, Lucrezio ha una concezione
materialistica dell’esistenza e dunque le epidemie non
derivano dall’ira degli dei offesi dagli uomini, ma sono
dovute ai “germi letali”, concorrenti in natura con quelli
“vitali”, i quali, provenienti dal cielo e dalla terra, nei loro
spostamenti contaminano aria e acqua.
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Giovanni Boccaccio è testimone della peste a Firenze
nel 1346. Nel Decameron, dove dieci giovani che
rifugiati in una villa in campagna si raccontano dieci
novelle al giorno, l’epidemia viene presentata senza
dubbio come una giusta punizione per i mali compiuti
dagli uomini.
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Centomila persone erano morte nella Firenze di
Boccaccio a metà del ‘300, e altrettante moriranno
a Londra a metà del ’600, come racconta Daniel
Defoe nel suo A journal of the plague year.
La pandemia di peste nera nel 14° secolo ucciderà
circa 30 milioni di persone
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Nel ‘600 la peste colpisce anche il Ducato di Milano,
Alessandro Manzoni lo racconta ne I Promessi Sposi. Le
scene dolenti della popolazione travolta dal morbo sono
indimenticabili e le descrizioni oggettive della città sono
molto crude, ma lo scrittore si sofferma anche sull’umanità
della gente, che il dolore non riesce a spegnere.
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Alla fine della seconda guerra mondiale lo scrittore
francese Albert Camus pubblica il suo romanzo La
peste dove l’epidemia è utilizzata in una forma
simbolica, per illustrare l’atrocità della violenza del
totalitarismo.
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Molte analogie nei romanzi di Manzoni e Camus,
scritti a 100 anni di distanza. In entrambi si pone la
domanda se la peste sia o meno un castigo.
Provenendo entrambi da una cultura illuminista, la
peste non può avere una causa soprannaturale, ma
è conseguenza dell’indifferenza, della disattenzione
e del cinismo.
Progetto l’Ospedale va a Scuola
Stiamo vivendo anche noi l’atmosfera della città di
Camus sotto il coprifuoco, a causa della pandemia da
coronavirus.
Le nostre città sono improvvisamente vuote e silenziose,
come sospese. Un’esperienza angosciosa e triste, ma le
strade e le piazze sono tornate belle e libere dalle auto, e
i cieli più azzurri.
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2.6 Da Tucidide a Camus

  • 1.
    Da Tucidide aCamus, il racconto e l’interpretazione delle grandi epidemie Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 2.
  • 3.
    La storia dell’umanitàè contrassegnata da gravi e lunghe epidemie, che scoppiavano improvvisamente, spesso durante le guerre o dopo periodi di assedio militare; o arrivavano da lontano, per terra e per mare, portate dalle popolazioni e dalle truppe che si spostavano anche per grandi distanze. Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 4.
    Le grandi pandemie della storia Ivirus non considerano i confini e si diffondono rapidamente ovunque tra i diversi continenti. Pandemia dal greco pandemos ‘che interessa tutte le persone’
  • 5.
    Storiografi, filosofi, poeti,romanzieri hanno raccontato di queste catastrofi sanitarie • come una punizione degli dei per il male compiuto dagli uomini, • come accanimento della natura “matrigna” e crudele sui propri figli, • come prova della Provvidenza divina • come metafora politica della dittatura.
  • 6.
    Nicolas Poussin, ThePlague of Ashdod (1630) Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 7.
    Lo storiografo grecoTucidide (circa 460 a.C.) nel suo libro La Guerra del Peloponneso racconta l’epidemia di peste ad Atene nel 430 a.C. La descrizione è puntuale e obiettiva nell’analisi degli eventi, dei sintomi e degli effetti fisici, descrivendo il comportamento degli ateniesi che alternano paura e coraggio, abbandono e solidarietà, e le ripercussioni sulla “pietas” verso i morti, il rispetto degli dei, delle consuetudini religiose, delle leggi civili. Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 8.
    Il poeta efilosofo romano Tito Lucrezio Caro (circa 95-50 a.C.) descrive di nuovo la peste di Atene nel De rerum natura prendendo a modello Tucidide, utilizzando però una forma poetica ricca di artifici retorici, con descrizioni spesso macabre e inquietanti. Orrore e degradazione morale, senso del mistero, compassione dolente per la sofferenza degli uomini ricordano Giacomo Leopardi nella “Ginestra”. Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 9.
  • 10.
    Come Leopardi, Lucrezioha una concezione materialistica dell’esistenza e dunque le epidemie non derivano dall’ira degli dei offesi dagli uomini, ma sono dovute ai “germi letali”, concorrenti in natura con quelli “vitali”, i quali, provenienti dal cielo e dalla terra, nei loro spostamenti contaminano aria e acqua. Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 11.
    Giovanni Boccaccio ètestimone della peste a Firenze nel 1346. Nel Decameron, dove dieci giovani che rifugiati in una villa in campagna si raccontano dieci novelle al giorno, l’epidemia viene presentata senza dubbio come una giusta punizione per i mali compiuti dagli uomini. Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 13.
    Centomila persone eranomorte nella Firenze di Boccaccio a metà del ‘300, e altrettante moriranno a Londra a metà del ’600, come racconta Daniel Defoe nel suo A journal of the plague year. La pandemia di peste nera nel 14° secolo ucciderà circa 30 milioni di persone Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 14.
    Nel ‘600 lapeste colpisce anche il Ducato di Milano, Alessandro Manzoni lo racconta ne I Promessi Sposi. Le scene dolenti della popolazione travolta dal morbo sono indimenticabili e le descrizioni oggettive della città sono molto crude, ma lo scrittore si sofferma anche sull’umanità della gente, che il dolore non riesce a spegnere. Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 15.
    Alla fine dellaseconda guerra mondiale lo scrittore francese Albert Camus pubblica il suo romanzo La peste dove l’epidemia è utilizzata in una forma simbolica, per illustrare l’atrocità della violenza del totalitarismo. Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 16.
    Molte analogie neiromanzi di Manzoni e Camus, scritti a 100 anni di distanza. In entrambi si pone la domanda se la peste sia o meno un castigo. Provenendo entrambi da una cultura illuminista, la peste non può avere una causa soprannaturale, ma è conseguenza dell’indifferenza, della disattenzione e del cinismo. Progetto l’Ospedale va a Scuola
  • 17.
    Stiamo vivendo anchenoi l’atmosfera della città di Camus sotto il coprifuoco, a causa della pandemia da coronavirus. Le nostre città sono improvvisamente vuote e silenziose, come sospese. Un’esperienza angosciosa e triste, ma le strade e le piazze sono tornate belle e libere dalle auto, e i cieli più azzurri. Progetto l’Ospedale va a Scuola

Editor's Notes

  • #3 stele egizia della 18° dinastia (1403-1365 a.C.) dove è rappresentato uno scriba con una gamba offesa dalla poliomielite, oppure la mummia del faraone Ramsete (1157 a.C.), sul cui volto sono ancora conservate le pustole del vaiolo che probabilmente lo uccisero.
  • #5 La storia dell’uomo è stata caratterizzata da decine di epidemie e pandemie, prima di quella determinata dal Sars-Cov-2. Le più importanti elencate nella slide hanno causato centinaia di milioni di morti
  • #7  Nicolas Poussin, The Plague of Ashdod (1630)
  • #10 Copied by Girolamo di Matteo de Tauris for Sixtus IV, Italy, 1483
  • #13 La peste a Firenze nel manoscritto Fr. 239 del Decameron, Bibliothèque Nationale, Parigi.