La Peste Nera del 1347
Peste nera o anche denominata
Grande morte o Morte nera è il
termine con il quale ci si riferisce
normalmente
all‘epidemia di peste che
imperversò in tutta Europa tra il
1347 e il 1353 uccidendo almeno
un terzo della popolazione del
continente. Epidemie identiche
scoppiarono
contemporaneamente in Asia e
in Vicino Oriente.
Nel Medioevo non era utilizzata
questa denominazione, ma si
parlava della grande moria o
della grande pestilenza.
• La voce più celebre che descrisse questa catastrofe fu senz’altro quella di Giovanni Boccaccio, che nel Decameron si dilunga a
dispiegare tutto l’orrore di quei giorni. Saltando un po’ attraverso l’introduzione di questa celebre opera:
Dico adunque che già erano gli anni della fruttifera incarnazione del Figliuolo di Dio al numero pervenuti di
milletrecentoquarantotto, quando nella egregia città di Fiorenza, oltre a ogn’altra italica bellissima, pervenne la
mortifera pestilenza: la quale, per operazion de’ corpi superiori o per le nostre inique opere da giusta ira di Dio a nostra
correzione mandata sopra i mortali, alquanti anni davanti nelle parti orientali incominciata, quelle d’inumerabile quantità
de’ viventi avendo private, senza ristare d’un luogo in uno altro continuandosi, verso l’Occidente miserabilmente s’era
ampliata. (…)
A cura delle quali infermità né consiglio di medico né virtù di medicina alcuna pareva che valesse o facesse profitto: anzi,
(…) non solamente pochi ne guarivano, anzi quasi tutti infra ’l terzo giorno dalla apparizione de’ sopra detti segni, chi più
tosto e chi meno e i più senza alcuna febbre o altro accidente, morivano.
E fu questa pestilenza di maggior forza per ciò che essa dagli infermi di quella per lo comunicare insieme s’avventava a’
sani, (…) ché non solamente il parlare e l’usare cogli infermi dava a’ sani infermità o cagione di comune morte, ma ancora
il toccare i panni o qualunque altra cosa da quegli infermi stata tocca o adoperata pareva seco quella cotale infermità nel
toccator transportare. (…)
E lasciamo stare che l’uno cittadino l’altro schifasse e quasi niuno vicino avesse dell’altro cura e i parenti insieme rade
volte o non mai si visitassero e di lontano: era con sì fatto spavento questa tribulazione entrata né petti degli uomini e
delle donne, che l’un fratello l’altro abbandonava e il zio il nipote e la sorella il fratello e spesse volte la donna il suo
marito; e (che maggior cosa è e quasi non credibile), li padri e le madri i figliuoli, quasi loro non fossero, di visitare e di
servire schifavano. (…)
Che più si può dire se non che tanta e tal fu la crudeltà del cielo, e forse in parte quella degli uomini, che infra ’l marzo e il
prossimo luglio vegnente, tra per la forza della pestifera infermità e per l’esser molti infermi mal serviti o abbandonati né
lor bisogni per la paura ch’aveono i sani, oltre a centomilia creature umane si crede per certo dentro alle mura della città
di Firenze essere stati di vita tolti, che forse, anzi l’accidente mortifero, non si saria estimato tanti avervene dentro avuti?
O quanti gran palagi, quante belle case, quanti nobili abituri per adietro di famiglie pieni, di signori e di donne, infino al
menomo fante rimaser voti! O quante memorabili schiatte, quante ampissime eredità, quante famose ricchezze si videro
senza successor debito rimanere! Quanti valorosi uomini, quante belle donne, quanti leggiadri giovani, li quali non che
altri, ma Galieno, Ipocrate o Esculapio avrieno giudicati sanissimi, la mattina desinarono co’ lor parenti, compagni e
amici, che poi la sera vegnente appresso nell’altro mondo cenaron con li lor passati!
• Attualmente la Peste viene curata tramite antibiotici e il 27 Aprile 2012 è stato approvato in USA un farmaco specificamente
creato contro di essa. Eppure, alcuni ceppi risultano resistenti a tutti i trattamenti e questo male antico è anche
La peste nera dà diversi tipi di sintomi i quali sono il più delle volte
letali. I sintomi includono barcollamento, catarro, convulsioni,
diarrea emorragica, inappetenza,
muco schiumoso,
occhi infiammati,
paralisi, tremore,
prostrazione,
respirazione
difficoltosa, sete
intensa, vomito,
sangue dal naso e
lividi.
La causa scatenante parrebbe esser stata la moria di roditori, in quelle
regioni, dovuta alla scarsità di cibo conseguente all'irrigidimento
delle condizioni climatiche. In assenza di roditori, le pulci, vettori del
bacillo della peste, affamate, attaccarono anche l'uomo e gli altri
mammiferi. Il tutto venne aggravato dal fatto che i rifiuti, abbondanti
ed a cielo aperto nelle città medioevali, attrassero i roditori affamati,
sia selvatici che domestici.
La Peste nera non colpì tutta Europa con la stessa intensità:
alcune (rare) zone rimasero quasi immuni dal contagio
(come alcune regioni della Polonia, il Belgio e Praga), altre
invece furono quasi spopolate. In Italia la peste risparmiò
Milano, mentre a Firenze uccise quattro quinti degli
abitanti. In Germania invece, mentre il meridione venne
prevalentemente risparmiato, Amburgo, Brema e Colonia
vennero colpite in maniera massiccia dall'epidemia.
Gli effetti sulla popolazione
furono senz'altro più gravi
in Francia e in Italia che in
Germania. In Scandinavia
ebbe un effetto disastroso;
specialmente in Norvegia,
dove la pandemia colpì così
tanto la popolazione da
lasciarla senza sovrani.
I medici dell'epoca rimasero disorientati di fronte a questo fenomeno, per loro
incomprensibile. Allora la formazione del medico prevedeva una solida
preparazione astrologica, che impegnava la maggior parte del loro studio. Le
teorie mediche risalivano all'antichità, a Ippocrate e Galeno, secondo i quali le
malattie nascevano da una cattiva miscela (discrasia) dei quattro
umori del corpo: sangue,
flemma, bile gialla e bile nera.
L'idea stessa del contagio era
sconosciuta alla medicina galenica,
e del tutto impensabile la
trasmissione di malattie da animale
a uomo. Si pensava piuttosto che
dei "soffi pestiferi" avessero
trasportato la malattia dall'Asia
all'Europa, oppure che la malattia
fosse causata da miasmi provenienti
dall'interno della terra.
Il medico Gentile da Foligno elaborò
la teoria del soffio pestifero: una congiunzione sfavorevole dei pianeti avrebbe
risucchiato l'aria dalla terra, aria che sarebbe ritornata sulla terra in forma di
"soffio pestifero". La facoltà di medicina dell'Università di Parigi, incaricata da
Filippo IV di Francia di redigere una relazione sulle cause dell'epidemia, fece
propria questa tesi, e così questa spiegazione assunse grande autorevolezza e
venne tradotta in numerose lingue europee.
Molti ritennero che la Peste fosse una
punizione divina, e cercarono
conforto nella religione. Movimenti
religiosi nacquero spontaneamente
in conseguenza della peste, o nel
timore dell'epidemia. I flagellanti
percorrevano le strade delle città e
i pellegrinaggi divennero più
frequenti.
Con abito del medico della
peste ci si riferisce
all'abbigliamento utilizzat
o un tempo
dai medici per proteggersi
dalle epidemie. L'abito
era costituito da una
sorta di tonaca nera lunga
fino alle caviglie, un paio
di guanti, un paio
di scarpe, una canna,
un cappello a tesa larga e
una maschera a forma
di becco, dentro la quale
erano contenute
sostanze balsamiche.
Si ritiene che lo stesso agente patogeno del 1348 sia responsabile delle periodiche epidemie scoppiate in Europa, con
vari gradi di intensità e mortalità, ad ogni generazione fino al XVIII secolo. Tra queste, la peste del 1576-1577
(cosiddetta Peste di San Carlo) e soprattutto la terribile peste del 1630 abbattutasi nel Nord Italia ed immortalata
da Alessandro Manzoni ne I Promessi sposi.
Da ricordare pure la grande peste di Londra
del1665-1666 e quella di Vienna del 1679.
La peste di Marsiglia del 1720-1722 è invece
considerata di origine vicino-orientale.
http://www.youtube.com/watch?v=pHXCJqyFONo
Si ritiene che lo stesso agente patogeno del 1348 sia responsabile delle periodiche epidemie scoppiate in Europa,
con vari gradi di intensità e mortalità, ad ogni generazione fino al XVIII secolo. Tra queste, la peste del 1576-1577
(cosiddetta Peste di San Carlo) e soprattutto la terribile peste del 1630 abbattutasi nel Nord Italia ed immortalata
da Alessandro Manzoni ne I Promessi sposi.
Da ricordare pure la grande peste di Londra
del1665-1666 e quella di Vienna del 1679.
La peste di Marsiglia del 1720-1722 è invece
considerata di origine vicino-orientale.
http://www.youtube.com/watch?v=pHXCJqyFONo

La peste nera del 1347

  • 1.
    La Peste Neradel 1347 Peste nera o anche denominata Grande morte o Morte nera è il termine con il quale ci si riferisce normalmente all‘epidemia di peste che imperversò in tutta Europa tra il 1347 e il 1353 uccidendo almeno un terzo della popolazione del continente. Epidemie identiche scoppiarono contemporaneamente in Asia e in Vicino Oriente. Nel Medioevo non era utilizzata questa denominazione, ma si parlava della grande moria o della grande pestilenza.
  • 2.
    • La vocepiù celebre che descrisse questa catastrofe fu senz’altro quella di Giovanni Boccaccio, che nel Decameron si dilunga a dispiegare tutto l’orrore di quei giorni. Saltando un po’ attraverso l’introduzione di questa celebre opera: Dico adunque che già erano gli anni della fruttifera incarnazione del Figliuolo di Dio al numero pervenuti di milletrecentoquarantotto, quando nella egregia città di Fiorenza, oltre a ogn’altra italica bellissima, pervenne la mortifera pestilenza: la quale, per operazion de’ corpi superiori o per le nostre inique opere da giusta ira di Dio a nostra correzione mandata sopra i mortali, alquanti anni davanti nelle parti orientali incominciata, quelle d’inumerabile quantità de’ viventi avendo private, senza ristare d’un luogo in uno altro continuandosi, verso l’Occidente miserabilmente s’era ampliata. (…) A cura delle quali infermità né consiglio di medico né virtù di medicina alcuna pareva che valesse o facesse profitto: anzi, (…) non solamente pochi ne guarivano, anzi quasi tutti infra ’l terzo giorno dalla apparizione de’ sopra detti segni, chi più tosto e chi meno e i più senza alcuna febbre o altro accidente, morivano. E fu questa pestilenza di maggior forza per ciò che essa dagli infermi di quella per lo comunicare insieme s’avventava a’ sani, (…) ché non solamente il parlare e l’usare cogli infermi dava a’ sani infermità o cagione di comune morte, ma ancora il toccare i panni o qualunque altra cosa da quegli infermi stata tocca o adoperata pareva seco quella cotale infermità nel toccator transportare. (…) E lasciamo stare che l’uno cittadino l’altro schifasse e quasi niuno vicino avesse dell’altro cura e i parenti insieme rade volte o non mai si visitassero e di lontano: era con sì fatto spavento questa tribulazione entrata né petti degli uomini e delle donne, che l’un fratello l’altro abbandonava e il zio il nipote e la sorella il fratello e spesse volte la donna il suo marito; e (che maggior cosa è e quasi non credibile), li padri e le madri i figliuoli, quasi loro non fossero, di visitare e di servire schifavano. (…) Che più si può dire se non che tanta e tal fu la crudeltà del cielo, e forse in parte quella degli uomini, che infra ’l marzo e il prossimo luglio vegnente, tra per la forza della pestifera infermità e per l’esser molti infermi mal serviti o abbandonati né lor bisogni per la paura ch’aveono i sani, oltre a centomilia creature umane si crede per certo dentro alle mura della città di Firenze essere stati di vita tolti, che forse, anzi l’accidente mortifero, non si saria estimato tanti avervene dentro avuti? O quanti gran palagi, quante belle case, quanti nobili abituri per adietro di famiglie pieni, di signori e di donne, infino al menomo fante rimaser voti! O quante memorabili schiatte, quante ampissime eredità, quante famose ricchezze si videro senza successor debito rimanere! Quanti valorosi uomini, quante belle donne, quanti leggiadri giovani, li quali non che altri, ma Galieno, Ipocrate o Esculapio avrieno giudicati sanissimi, la mattina desinarono co’ lor parenti, compagni e amici, che poi la sera vegnente appresso nell’altro mondo cenaron con li lor passati! • Attualmente la Peste viene curata tramite antibiotici e il 27 Aprile 2012 è stato approvato in USA un farmaco specificamente creato contro di essa. Eppure, alcuni ceppi risultano resistenti a tutti i trattamenti e questo male antico è anche
  • 3.
    La peste neradà diversi tipi di sintomi i quali sono il più delle volte letali. I sintomi includono barcollamento, catarro, convulsioni, diarrea emorragica, inappetenza, muco schiumoso, occhi infiammati, paralisi, tremore, prostrazione, respirazione difficoltosa, sete intensa, vomito, sangue dal naso e lividi.
  • 4.
    La causa scatenanteparrebbe esser stata la moria di roditori, in quelle regioni, dovuta alla scarsità di cibo conseguente all'irrigidimento delle condizioni climatiche. In assenza di roditori, le pulci, vettori del bacillo della peste, affamate, attaccarono anche l'uomo e gli altri mammiferi. Il tutto venne aggravato dal fatto che i rifiuti, abbondanti ed a cielo aperto nelle città medioevali, attrassero i roditori affamati, sia selvatici che domestici.
  • 5.
    La Peste neranon colpì tutta Europa con la stessa intensità: alcune (rare) zone rimasero quasi immuni dal contagio (come alcune regioni della Polonia, il Belgio e Praga), altre invece furono quasi spopolate. In Italia la peste risparmiò Milano, mentre a Firenze uccise quattro quinti degli abitanti. In Germania invece, mentre il meridione venne prevalentemente risparmiato, Amburgo, Brema e Colonia vennero colpite in maniera massiccia dall'epidemia. Gli effetti sulla popolazione furono senz'altro più gravi in Francia e in Italia che in Germania. In Scandinavia ebbe un effetto disastroso; specialmente in Norvegia, dove la pandemia colpì così tanto la popolazione da lasciarla senza sovrani.
  • 6.
    I medici dell'epocarimasero disorientati di fronte a questo fenomeno, per loro incomprensibile. Allora la formazione del medico prevedeva una solida preparazione astrologica, che impegnava la maggior parte del loro studio. Le teorie mediche risalivano all'antichità, a Ippocrate e Galeno, secondo i quali le malattie nascevano da una cattiva miscela (discrasia) dei quattro umori del corpo: sangue, flemma, bile gialla e bile nera. L'idea stessa del contagio era sconosciuta alla medicina galenica, e del tutto impensabile la trasmissione di malattie da animale a uomo. Si pensava piuttosto che dei "soffi pestiferi" avessero trasportato la malattia dall'Asia all'Europa, oppure che la malattia fosse causata da miasmi provenienti dall'interno della terra. Il medico Gentile da Foligno elaborò la teoria del soffio pestifero: una congiunzione sfavorevole dei pianeti avrebbe risucchiato l'aria dalla terra, aria che sarebbe ritornata sulla terra in forma di "soffio pestifero". La facoltà di medicina dell'Università di Parigi, incaricata da Filippo IV di Francia di redigere una relazione sulle cause dell'epidemia, fece propria questa tesi, e così questa spiegazione assunse grande autorevolezza e venne tradotta in numerose lingue europee.
  • 7.
    Molti ritennero chela Peste fosse una punizione divina, e cercarono conforto nella religione. Movimenti religiosi nacquero spontaneamente in conseguenza della peste, o nel timore dell'epidemia. I flagellanti percorrevano le strade delle città e i pellegrinaggi divennero più frequenti.
  • 8.
    Con abito delmedico della peste ci si riferisce all'abbigliamento utilizzat o un tempo dai medici per proteggersi dalle epidemie. L'abito era costituito da una sorta di tonaca nera lunga fino alle caviglie, un paio di guanti, un paio di scarpe, una canna, un cappello a tesa larga e una maschera a forma di becco, dentro la quale erano contenute sostanze balsamiche.
  • 9.
    Si ritiene chelo stesso agente patogeno del 1348 sia responsabile delle periodiche epidemie scoppiate in Europa, con vari gradi di intensità e mortalità, ad ogni generazione fino al XVIII secolo. Tra queste, la peste del 1576-1577 (cosiddetta Peste di San Carlo) e soprattutto la terribile peste del 1630 abbattutasi nel Nord Italia ed immortalata da Alessandro Manzoni ne I Promessi sposi. Da ricordare pure la grande peste di Londra del1665-1666 e quella di Vienna del 1679. La peste di Marsiglia del 1720-1722 è invece considerata di origine vicino-orientale. http://www.youtube.com/watch?v=pHXCJqyFONo
  • 10.
    Si ritiene chelo stesso agente patogeno del 1348 sia responsabile delle periodiche epidemie scoppiate in Europa, con vari gradi di intensità e mortalità, ad ogni generazione fino al XVIII secolo. Tra queste, la peste del 1576-1577 (cosiddetta Peste di San Carlo) e soprattutto la terribile peste del 1630 abbattutasi nel Nord Italia ed immortalata da Alessandro Manzoni ne I Promessi sposi. Da ricordare pure la grande peste di Londra del1665-1666 e quella di Vienna del 1679. La peste di Marsiglia del 1720-1722 è invece considerata di origine vicino-orientale. http://www.youtube.com/watch?v=pHXCJqyFONo

Editor's Notes