ARTE POVERA
Due caratteristiche fondamentali :
Rivalutazione degli oggetti: tornano i materiali poveri o di recupero come
sacchi, tele, legno, grasso, corde, rottami metallici; simboli di una civiltà umile
e preindustriale

Arte “politica”: è il periodo delle lotte operaie e delle prime contestazioni
studentesche, e c’è una contrapposizione “ideologica” con quella che viene
definita l’arte ricca, cioè funzionale al modello di società imposto dai consumi
Il nome al movimento fu dato dal critico (e successivamente teorico della
corrente poverista) Germano Celant, che descrisse, appunto con la
definizione di arte povera, le opere, esposte nel 1967 alla galleria la
Bertesca di Genova, di Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis,
PIno Pascali ed Emilio Prini.

All’interno di questo gruppo di artisti, ai quali si aggiunsero altri interpreti
come Mario Merz e Joseph Beuys, vi è comunque qualche differenza
sostanziale, come nel caso di Boetti e Giulio Paolini, i quali intrapresero
una via maggiormente concettuale.
GERMANO CELANT


“Perché l’arte povera è ancora attuale? Perché è come uno
specchio, continua a fotografare la realtà.”


“Nel circuito della vita quotidiana la gente si interroga su ciò
che vede e questo mi basta. Io voglio che grazie a noi le
persone comuni parlino d’arte.“
MARIO MERZ
Artista torinese, partecipa al movimento dell’arte povera fin dalle sue
prime fasi, dopo una breve esperienza come pittore.




                                                      Fontana posta a Torino tra
                                                  c.so Lione e c.so Mediterraneo
Tratto da: “Da un’intervista a Mario Merz”

La definizione “Arte Povera” è venuta dopo gli artisti. Prima ci sono loro, poi
arriva la critica.
Io sono convinto che l’artista è sempre una specie di demiurgo: gli artisti
fanno arte con la critica, con tutte le persone, ma il mondo dell’arte è una
cosa totalmente diversa dall’arte in sé.
Noi – alcuni amici ed io – ritenevamo necessario andare oltre Picasso, ma
l’idea del realismo o del controrealismo, dell’astrazione o dell’anti-astrazione
si faceva ricorrente. A quel tempo non si era ancora liberi di fare quello che si
voleva.
IGLOO
Un oggetto comune, come
“Objet cache-toi”   un sacco, che non
                    rappresenta nessuna forma
                    geometrica definita, viene
                    antiteticamente utilizzato per
                    una struttura ben definita.
Spirale posta alla fermata “Vanvitelli” della metropolitana di Napoli.



       “Il neon non è un oggetto, ma il fatto che l’elettricità fluisce
            attraverso di esso lo rende ancora meno oggetto.”
JOSEPH BEUYS

                      “Ogni uomo è un artista.”


Definito il “Warhol europeo”, Beuys vede il
bello e l’arte come frutto di qualsiasi azione
che sia progettata e pensata.


Tratto distintivo della sua arte è l’happening,
un’azione scenica in cui l’autore coinvolge il
pubblico, in un’esperienza totalizzante che
unisce realtà e rappresentazione.




                     Andy Warhol, “Joseph Beuys”
“Infiltrazione
                                                   omogenea per
                                                 pianoforte a coda”




Rivestito con uno spesso strato di feltro, il pianoforte smette di essere
fonte di suono, e diventa un immenso serbatoio di energia per
l’impossibilità stessa di produrre suoni.
MICHELANGELO PISTOLETTO


Le sue opere sono caratterizzate, in
totale adesione al movimento poverista,
dall’utilizzo di materiali di recupero.
Grande attenzione è data anche al
rapporto tra l’opera e lo spettatore, che
diventa parte di una realtà virtuale e
contraddittoria.




                                  “Onda”
“Venere degli stracci”




Una statua classica che guarda un cumulo di stracci volgendoci le spalle
diventa ironica e quasi dolorosa metafora di un’arte che non vuole nè può
più essere bellezza ideale e che, anzi, diventa anch’essa indifferenziato
materiale di consumo.
ALIGHIERO BOETTI
L’opera poverista, seppur appartenente alla
corrente maggiormente concettuale, di Boetti
nasce da tue temi principali: la serialità a lo
sdoppiamento.
Caratteristica di questo autore, riconducibile al
tema dello sdoppiamento, è l’abitudine di
firmare le opere come Alighiero & Boetti.




   “Quando le parole sono stanche”
“Mappa ricamata”
.....

        Fra Vittorio

Arte povera

  • 1.
  • 2.
    Due caratteristiche fondamentali: Rivalutazione degli oggetti: tornano i materiali poveri o di recupero come sacchi, tele, legno, grasso, corde, rottami metallici; simboli di una civiltà umile e preindustriale Arte “politica”: è il periodo delle lotte operaie e delle prime contestazioni studentesche, e c’è una contrapposizione “ideologica” con quella che viene definita l’arte ricca, cioè funzionale al modello di società imposto dai consumi
  • 3.
    Il nome almovimento fu dato dal critico (e successivamente teorico della corrente poverista) Germano Celant, che descrisse, appunto con la definizione di arte povera, le opere, esposte nel 1967 alla galleria la Bertesca di Genova, di Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, PIno Pascali ed Emilio Prini. All’interno di questo gruppo di artisti, ai quali si aggiunsero altri interpreti come Mario Merz e Joseph Beuys, vi è comunque qualche differenza sostanziale, come nel caso di Boetti e Giulio Paolini, i quali intrapresero una via maggiormente concettuale.
  • 4.
    GERMANO CELANT “Perché l’artepovera è ancora attuale? Perché è come uno specchio, continua a fotografare la realtà.” “Nel circuito della vita quotidiana la gente si interroga su ciò che vede e questo mi basta. Io voglio che grazie a noi le persone comuni parlino d’arte.“
  • 5.
    MARIO MERZ Artista torinese,partecipa al movimento dell’arte povera fin dalle sue prime fasi, dopo una breve esperienza come pittore. Fontana posta a Torino tra c.so Lione e c.so Mediterraneo
  • 6.
    Tratto da: “Daun’intervista a Mario Merz” La definizione “Arte Povera” è venuta dopo gli artisti. Prima ci sono loro, poi arriva la critica. Io sono convinto che l’artista è sempre una specie di demiurgo: gli artisti fanno arte con la critica, con tutte le persone, ma il mondo dell’arte è una cosa totalmente diversa dall’arte in sé. Noi – alcuni amici ed io – ritenevamo necessario andare oltre Picasso, ma l’idea del realismo o del controrealismo, dell’astrazione o dell’anti-astrazione si faceva ricorrente. A quel tempo non si era ancora liberi di fare quello che si voleva.
  • 7.
  • 8.
    Un oggetto comune,come “Objet cache-toi” un sacco, che non rappresenta nessuna forma geometrica definita, viene antiteticamente utilizzato per una struttura ben definita.
  • 9.
    Spirale posta allafermata “Vanvitelli” della metropolitana di Napoli. “Il neon non è un oggetto, ma il fatto che l’elettricità fluisce attraverso di esso lo rende ancora meno oggetto.”
  • 10.
    JOSEPH BEUYS “Ogni uomo è un artista.” Definito il “Warhol europeo”, Beuys vede il bello e l’arte come frutto di qualsiasi azione che sia progettata e pensata. Tratto distintivo della sua arte è l’happening, un’azione scenica in cui l’autore coinvolge il pubblico, in un’esperienza totalizzante che unisce realtà e rappresentazione. Andy Warhol, “Joseph Beuys”
  • 11.
    “Infiltrazione omogenea per pianoforte a coda” Rivestito con uno spesso strato di feltro, il pianoforte smette di essere fonte di suono, e diventa un immenso serbatoio di energia per l’impossibilità stessa di produrre suoni.
  • 12.
    MICHELANGELO PISTOLETTO Le sueopere sono caratterizzate, in totale adesione al movimento poverista, dall’utilizzo di materiali di recupero. Grande attenzione è data anche al rapporto tra l’opera e lo spettatore, che diventa parte di una realtà virtuale e contraddittoria. “Onda”
  • 13.
    “Venere degli stracci” Unastatua classica che guarda un cumulo di stracci volgendoci le spalle diventa ironica e quasi dolorosa metafora di un’arte che non vuole nè può più essere bellezza ideale e che, anzi, diventa anch’essa indifferenziato materiale di consumo.
  • 14.
    ALIGHIERO BOETTI L’opera poverista,seppur appartenente alla corrente maggiormente concettuale, di Boetti nasce da tue temi principali: la serialità a lo sdoppiamento. Caratteristica di questo autore, riconducibile al tema dello sdoppiamento, è l’abitudine di firmare le opere come Alighiero & Boetti. “Quando le parole sono stanche”
  • 15.
  • 16.
    ..... Fra Vittorio