L'arte povera si distingue per la rivalutazione di materiali poveri e un forte impegno politico, emergendo in un contesto di contestazione sociale. Il movimento, definito dal critico Germano Celant, include artisti come Alighiero Boetti, Mario Merz e Joseph Beuys, i quali utilizzano materiali di recupero per esplorare nuove forme di espressione artistica. L'arte povera riflette la realtà contemporanea e coinvolge il pubblico in un'esperienza che trascende la tradizionale concezione di arte.