Scuola,
Era Digitale
e
Didattica Mediale
L’essenziale è invisibile agli occhi
1° incontro di formazione
VI ICS B. Ciari di Padova
lidia.pantaleo@gmail.com
Media Educator MED
2 EVIDENZE …
L’evoluzione della specie: dai nativi digitali alla saggezza digitale (…)
dal bisogno di comunicare ai bambini come e perché usare la tecnologia
alla necessità educativa di comunicare un forte senso del quando l’uso
della tecnologia è saggio (M. Prensky, 2013)

Le tecnologie educative: un terreno scivoloso, un’impresa euristica dal punto di
vista della ricerca e della riflessione, un tema controverso che non può ridursi a
una mera questione di strumenti e tecnologie (…) con cadute apocalittiche o integraliste. E la scuola? Una agenzia di mediazione. (M. Ranieri, 2011)
… 2 CONSIDERAZIONI DI PARTENZA

La scuola non cambia solo perché c’è il digitale.
Il digitale è nella nostra vita.
Dati di realtà
XI Rapporto Censis/UCSI sulla Comunicazione, Roma 11/10/2013: l’evoluzione
digitale della specie.

ERA BIOMEDIATICA

Condivisione delle biografie personali
sui social.

UTENTE PROSUMER

Utente consumatore e produttore.

EVOLUZIONE DELLA
SPECIE

Connessi da PC o mobile
Superconnessi: Always on
… 1 IMPERATIVO ETICO
“Aiutare ad imparare a vivere” facendo i conti con la
complessità, l’incertezza, la liquidità della nostra realtà.
(Edgar Morin, Avvenire, 25/10/2013)

Essenziale una guida alla conoscenza contestualizzata, alla ricomposizione
della frammentazione, allo sviluppo delle competenza di riflessione.
Urgente un cambiamento dell’approccio al sapere.
Inderogabili le nuove sfide per la scuola.
LE SFIDE PER LA SCUOLA

•Ripensare quantità e qualità conoscenze da insegnare (scelta etica)
•Riequilibrare la didattica nel rapporto tra teoria e pratica
•Personalizzare l’apprendimento
•Far relazionare identità culturale e universalità del sapere nel mondo
globalizzato di oggi.
The Nutella® global value chain
Tratto da MAPPING GLOBAL VALUE CHAINS, Conferenza OCSE, Parigi, 2012
ABBIAMO ALLEATI?

SI’, CERTO!
I MEDIA: new e old
Siamo immersi nei media, ma ci comportiamo come
“il pesce che non sa dell’esistenza dell’acqua”
(Marconato, 2013)
Oppure guardiamo questa realtà liquida e digitale
dall’esterno come uno che la fissa con ammirazione o
uno che la punta con intenzioni poco pacifiche.
Dimenticando che
le tecnologie digitali sostengono in modo quasi naturale i PROCESSI DI
APPRENDIMENTO RICCHI;
nella complessità del processo di apprendimento spesso IL LORO RUOLO
VIENE SOTTOSTIMATO O SOTTOUTILIZZATO O ANCORA
MONODIREZIONATO . Non esiste solo il PC o solo il Web!
(Marconato, 2013)
E non omettendo
Le questioni aperte e le illusioni
La presenza dei media cambia qualcosa nella didattica?
I media offrono davvero nuove opportunità?
I media obbligano necessariamente a cambiare/innovare la
didattica?
È possibile mantenere i setting didattici tradizionali?
Cosa è possibile fare nel contesto attuale?
Come è possibile sostenere il cambiamento?
“Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa
a quale porto vuol approdare”.
(Seneca, lettera 71)

Il cambiamento autentico passa solo
se sono coinvolte le persone.
Ogni processo di cambiamento genera emozioni. Gli attori del cambiamento
devono essere consapevoli della necessità di farsi carico della gestione
delle dinamiche emotive che il cambiamento scatena.
Ogni cambiamento prevede l’intervento sulle persone e sull’organizzazione.
Fonte: Six Seconds Italia
Cosa devo insegnare per
innovare restando nel
flusso conoscitivo e
comunicativo fluido tipico
di oggi?
Quali competenze
devo sviluppare?
Così non va, non
basta!
Possibili risposte
Riferite a docente
Passaggio dalla conoscenza
tecnica a quella educativa e
creativa. (es. non spiego come si fa una
pagina web, la leggo, l’analizzo, la uso per
comunicare. Facendo scopro come si fa e
rifletto sul suo farsi, …)
1

2

3

• Educare ai media (media come oggetto di studio;
es. il funzionamento del pc)

• Educare con i media (media per favorire
l’apprendimento; es. cd con software per
esercitazioni)

• Educare attraverso i media (usare i linguaggi per
costruire nuovi linguaggi; es. dall’ascolto di una
web radio alla costruzione di una propria web
radio o di podcast)
Enfasi su dimensioni criticocognitive nell’analisi dei messaggi
e su valutazione credibilità
informazioni (es. bufale, …)

Ottobre 2013
Attenzione a dimensione etico-sociale nella
costruzione collaborativa della conoscenza
(es. carte geografiche non
eurocentriche, calendari, google Eart …)
Sfruttamento trasversalità della competenza digitale
(es. tematica affrontata con più codici)

Condivisione materiali e strumenti (es. Dropbox)
Creazione ponti tra formale e
informale (es. Toolkit di M. Ranieri)
Lavoro per problemi aperti a più interpretazioni, che
non abbiano una soluzione univoca, ma più strategie
di soluzione
Attività che mettano l’allievo in situazioni tratte dal
mondo reale e che non richiedono la semplice
applicazione meccanica di procedure risolutive

Compiti che mobilitino risorse , strutture di
interpretazione, di azione e di autoregolazione
(es. problema del carpentiere)
Un carpentiere ha 32 metri di tavole. Quali di questi recinti può
realizzare?
Saper

Fare
Legato ad
operazioni
prescritte

Saper
agire
Legato a gestione
complessa in cui
prendere iniziative
Multimedialità
=
Più mezzi che
confluiscono, che si
affiancano e che si
possono leggere solo
nel senso predefinito
(es. power point,
web 1.0)

OUT

Media education
=
Scoprire, conoscere i
linguaggi dei vari media
e loro varianti e invarianti,
per usarli con abilità,
competenza e pensiero critico
(fumetto, giornale, video, radio,
animazione, teatro, web 2.0, …)

IN
MEDIA
come catalizzatori

(katalysis: sostanza che prende parte a una reazione chimica
accellerandola e agevolando il formarsi lo svilupparsi di tendenze ma di suo
non è la reazione; essa è presente nel processo, vi partecipa in maniera
distinta, lo influenza intermini di rapidità, non incide in maniera decisiva per
la sua riuscita)
Quali media possono essere utili?
LIM

RADIO
VIDEO

WEB

FOTOGRAFIA

GIORNALE
FUMETTO

TEATRO

PC

TV
LIBRO

New e old media per una ecologia mediale che guarda ai media
Nel loro insieme senza focalizzarsi su uno in particolare e tenendo
Bene in conto che il PC non è il media, ma un meta-media
IL DOCENTE DEVE SAPER SCEGLIERE CIO’
CHE SERVE E CONOSCERE A FONDO I
LINGUAGGI DEI MEDIA CHE DECIDE DI
USARE.

“L’efficacia formativa è data dalla rilevanza che il medium può assumere rispetto
All’obiettivo che si cuol raggiungere e alle strategie didattiche che si mette in atto,
non della multimedialità in sé” (Merril, 1997)
Architettura concettuale di supporto:
• flessibilità cognitiva (neuroni a specchio,
plasticità cognitiva)

• apprendimento esperienziale
• problem solving
Legato a situazioni reali

• apprendimento case-based

Legato a come si organizzano le esperienze
e gli apprendimenti relativi nella nostra
memoria e come ciò si utilizza per risolvere
nuovi problemi (es. problema del
carpentiere)
Possibili risposte
Riferite all’alunno
2 modelli di riferimento
Alunno/a
Ascolta
Legge
Smonta
Analizza
Parla

Idea
Crea
4 POSSIBILI VIE
PER LA DIDATTICA del FARE ESPERIENZIALE
Costruisce ambienti
per studenti che li usano per
le attività di apprendimento

Costruisce ambienti
come attività di
apprendimento

Insegnante
faber

faber

Ask Sistem
Alunno come
novizio che impara
da esperto

Alunno

Ipertesto
A partire dall’esplorazione
di casi reali individuare di
prospettive alternative
contando sulla flessibilità cognitiva
LA PROGETTAZIONE DELL’UNITA’ DI LAVORO
SPECCHIO DEL CAMBIAMENTO EDUCATIVO-DIDATTICO

•FASE ESPLORATIVA: domande di attivazione, input visuali o narrativi,
richiami all’esperienza personale

•FASE COSTRUTTIVA: attività concrete di ricerca, analisi, produzione,
costruzione ecc.
•FASE VALUTATIVA-METACOGNITIVA: debriefing finale con discussioni su
quanto fatto, confronto tra visioni in ingresso e visioni in uscita,
ragionamenti ‘what if…’
(M. Ranieri, 2011)
Progettazione secondo il ciclo esperienziale
ideato da Pfeiffer e Jones
Fonte: http://davidegelati.wordpress.com
esperienza

Insegnante dà consegna ad allievo sotto forma di
“problema” o di esperienza
Allievo individualmente o a gruppo svolge consegna

comunicazione

Insegnante invita ciascun alunno o gruppo a raccontare
propria esperienza
Allievo narra, presenta, spiega la ragioni del suo “agito”

ATTIVITÀ

analisi

Insegnante esplicita i criteri di valutazione del prodotto e/o
fornisce altre soluzioni possibili
Allievo analizza suo prodotto in base a criteri esplicitati e
individua punti di forza e di debolezza

generalizzazione

Insegnante rispecchia i buoni modi trovati , ne fa sintesi, e
invita ad ulteriori buone soluzioni
Allievo isola i buoni modi di risoluzione e cerca altre
situazioni a cui applicarli

applicazione

Insegnante propone una nuova consegna in cui applicare le
buone soluzioni e ridà avvio ad una nuova fase esperienza
Allievo applica a nuova consegna le buone soluzioni e inizia
una nuova fase di esperienza
LO SPAZIO AULA SPECCHIO DEL CAMBIAMENTO DIDATTICO

L’aula viene de-strutturata e ri-strut-turata per
lavori di condivisione e di collaborazione.
Un’aula 2.0 dell’IC di San Giorgio
di Mantova
(http://www.icsangiorgio.gov.it/)

L’aula 2.0 della
Scuola Arcobaleno
XIII ICS di Padova
http://piccolialunninelweb.org
Per concludere
La Media Educazion si pone come compito quello di
"alfabetizzare i ragazzi nella nuova cultura dei media,dar loro una
autonomia critica di fronte ai messaggi, di fornire nuove competenze.
Alfabetizzazione, coscienza critica, nuova cittadinanza: sono gli obiettivi
della media education ".
R.Giannatelli

Al di là delle metodologie … Insegniamo ciò che siamo. Siamo la somma
di tutte le esperienze fatte nel corso della nostra vita … Di una parte di
ciò che insegniamo non siamo consapevoli. Da ciò nasce l'incoerenza,a
volte, tra ciò che vorremmo e pensiamo di insegnare e ciò che di fatto
trasmettiamo.
Watzlavick
Link utili
http://fareradioallaprimaria.jimdo.com/
http://scrivereconlaluce4kids.jimdo.com/
http://piccolialunninelweb.blogspot.it/
http://favoledellarcobaleno.blogspot.it/
http://www.piccolialunninelweb.org/
http://navigazionesicura13.blogspot.it/
http://lalimalpetrarca.jimdo.com/
http://radiostar5a.blogspot.it/
Lidia Pantaleo
e_mail: lidia.pantaleo@gmail.com
http://didatticamediale.webnode.it

Scuola, era digitale e didattica mediale

  • 1.
    Scuola, Era Digitale e Didattica Mediale L’essenzialeè invisibile agli occhi 1° incontro di formazione VI ICS B. Ciari di Padova lidia.pantaleo@gmail.com Media Educator MED
  • 2.
    2 EVIDENZE … L’evoluzionedella specie: dai nativi digitali alla saggezza digitale (…) dal bisogno di comunicare ai bambini come e perché usare la tecnologia alla necessità educativa di comunicare un forte senso del quando l’uso della tecnologia è saggio (M. Prensky, 2013) Le tecnologie educative: un terreno scivoloso, un’impresa euristica dal punto di vista della ricerca e della riflessione, un tema controverso che non può ridursi a una mera questione di strumenti e tecnologie (…) con cadute apocalittiche o integraliste. E la scuola? Una agenzia di mediazione. (M. Ranieri, 2011)
  • 3.
    … 2 CONSIDERAZIONIDI PARTENZA La scuola non cambia solo perché c’è il digitale.
  • 4.
    Il digitale ènella nostra vita.
  • 5.
    Dati di realtà XIRapporto Censis/UCSI sulla Comunicazione, Roma 11/10/2013: l’evoluzione digitale della specie. ERA BIOMEDIATICA Condivisione delle biografie personali sui social. UTENTE PROSUMER Utente consumatore e produttore. EVOLUZIONE DELLA SPECIE Connessi da PC o mobile Superconnessi: Always on
  • 6.
    … 1 IMPERATIVOETICO “Aiutare ad imparare a vivere” facendo i conti con la complessità, l’incertezza, la liquidità della nostra realtà. (Edgar Morin, Avvenire, 25/10/2013) Essenziale una guida alla conoscenza contestualizzata, alla ricomposizione della frammentazione, allo sviluppo delle competenza di riflessione. Urgente un cambiamento dell’approccio al sapere. Inderogabili le nuove sfide per la scuola.
  • 7.
    LE SFIDE PERLA SCUOLA •Ripensare quantità e qualità conoscenze da insegnare (scelta etica) •Riequilibrare la didattica nel rapporto tra teoria e pratica •Personalizzare l’apprendimento •Far relazionare identità culturale e universalità del sapere nel mondo globalizzato di oggi.
  • 8.
    The Nutella® globalvalue chain Tratto da MAPPING GLOBAL VALUE CHAINS, Conferenza OCSE, Parigi, 2012
  • 9.
  • 10.
  • 11.
    Siamo immersi neimedia, ma ci comportiamo come “il pesce che non sa dell’esistenza dell’acqua” (Marconato, 2013)
  • 12.
    Oppure guardiamo questarealtà liquida e digitale dall’esterno come uno che la fissa con ammirazione o uno che la punta con intenzioni poco pacifiche.
  • 13.
    Dimenticando che le tecnologiedigitali sostengono in modo quasi naturale i PROCESSI DI APPRENDIMENTO RICCHI; nella complessità del processo di apprendimento spesso IL LORO RUOLO VIENE SOTTOSTIMATO O SOTTOUTILIZZATO O ANCORA MONODIREZIONATO . Non esiste solo il PC o solo il Web! (Marconato, 2013)
  • 14.
    E non omettendo Lequestioni aperte e le illusioni
  • 15.
    La presenza deimedia cambia qualcosa nella didattica? I media offrono davvero nuove opportunità? I media obbligano necessariamente a cambiare/innovare la didattica? È possibile mantenere i setting didattici tradizionali? Cosa è possibile fare nel contesto attuale? Come è possibile sostenere il cambiamento?
  • 16.
    “Nessun vento èfavorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. (Seneca, lettera 71) Il cambiamento autentico passa solo se sono coinvolte le persone.
  • 17.
    Ogni processo dicambiamento genera emozioni. Gli attori del cambiamento devono essere consapevoli della necessità di farsi carico della gestione delle dinamiche emotive che il cambiamento scatena. Ogni cambiamento prevede l’intervento sulle persone e sull’organizzazione. Fonte: Six Seconds Italia
  • 18.
    Cosa devo insegnareper innovare restando nel flusso conoscitivo e comunicativo fluido tipico di oggi?
  • 19.
  • 20.
  • 21.
    Passaggio dalla conoscenza tecnicaa quella educativa e creativa. (es. non spiego come si fa una pagina web, la leggo, l’analizzo, la uso per comunicare. Facendo scopro come si fa e rifletto sul suo farsi, …)
  • 22.
    1 2 3 • Educare aimedia (media come oggetto di studio; es. il funzionamento del pc) • Educare con i media (media per favorire l’apprendimento; es. cd con software per esercitazioni) • Educare attraverso i media (usare i linguaggi per costruire nuovi linguaggi; es. dall’ascolto di una web radio alla costruzione di una propria web radio o di podcast)
  • 23.
    Enfasi su dimensionicriticocognitive nell’analisi dei messaggi e su valutazione credibilità informazioni (es. bufale, …) Ottobre 2013
  • 24.
    Attenzione a dimensioneetico-sociale nella costruzione collaborativa della conoscenza (es. carte geografiche non eurocentriche, calendari, google Eart …)
  • 25.
    Sfruttamento trasversalità dellacompetenza digitale (es. tematica affrontata con più codici) Condivisione materiali e strumenti (es. Dropbox)
  • 26.
    Creazione ponti traformale e informale (es. Toolkit di M. Ranieri)
  • 27.
    Lavoro per problemiaperti a più interpretazioni, che non abbiano una soluzione univoca, ma più strategie di soluzione Attività che mettano l’allievo in situazioni tratte dal mondo reale e che non richiedono la semplice applicazione meccanica di procedure risolutive Compiti che mobilitino risorse , strutture di interpretazione, di azione e di autoregolazione (es. problema del carpentiere)
  • 28.
    Un carpentiere ha32 metri di tavole. Quali di questi recinti può realizzare?
  • 29.
    Saper Fare Legato ad operazioni prescritte Saper agire Legato agestione complessa in cui prendere iniziative
  • 30.
    Multimedialità = Più mezzi che confluiscono,che si affiancano e che si possono leggere solo nel senso predefinito (es. power point, web 1.0) OUT Media education = Scoprire, conoscere i linguaggi dei vari media e loro varianti e invarianti, per usarli con abilità, competenza e pensiero critico (fumetto, giornale, video, radio, animazione, teatro, web 2.0, …) IN
  • 31.
    MEDIA come catalizzatori (katalysis: sostanzache prende parte a una reazione chimica accellerandola e agevolando il formarsi lo svilupparsi di tendenze ma di suo non è la reazione; essa è presente nel processo, vi partecipa in maniera distinta, lo influenza intermini di rapidità, non incide in maniera decisiva per la sua riuscita)
  • 32.
    Quali media possonoessere utili? LIM RADIO VIDEO WEB FOTOGRAFIA GIORNALE FUMETTO TEATRO PC TV LIBRO New e old media per una ecologia mediale che guarda ai media Nel loro insieme senza focalizzarsi su uno in particolare e tenendo Bene in conto che il PC non è il media, ma un meta-media
  • 33.
    IL DOCENTE DEVESAPER SCEGLIERE CIO’ CHE SERVE E CONOSCERE A FONDO I LINGUAGGI DEI MEDIA CHE DECIDE DI USARE. “L’efficacia formativa è data dalla rilevanza che il medium può assumere rispetto All’obiettivo che si cuol raggiungere e alle strategie didattiche che si mette in atto, non della multimedialità in sé” (Merril, 1997)
  • 34.
    Architettura concettuale disupporto: • flessibilità cognitiva (neuroni a specchio, plasticità cognitiva) • apprendimento esperienziale • problem solving Legato a situazioni reali • apprendimento case-based Legato a come si organizzano le esperienze e gli apprendimenti relativi nella nostra memoria e come ciò si utilizza per risolvere nuovi problemi (es. problema del carpentiere)
  • 35.
  • 36.
    2 modelli diriferimento
  • 37.
  • 38.
    4 POSSIBILI VIE PERLA DIDATTICA del FARE ESPERIENZIALE Costruisce ambienti per studenti che li usano per le attività di apprendimento Costruisce ambienti come attività di apprendimento Insegnante faber faber Ask Sistem Alunno come novizio che impara da esperto Alunno Ipertesto A partire dall’esplorazione di casi reali individuare di prospettive alternative contando sulla flessibilità cognitiva
  • 39.
    LA PROGETTAZIONE DELL’UNITA’DI LAVORO SPECCHIO DEL CAMBIAMENTO EDUCATIVO-DIDATTICO •FASE ESPLORATIVA: domande di attivazione, input visuali o narrativi, richiami all’esperienza personale •FASE COSTRUTTIVA: attività concrete di ricerca, analisi, produzione, costruzione ecc. •FASE VALUTATIVA-METACOGNITIVA: debriefing finale con discussioni su quanto fatto, confronto tra visioni in ingresso e visioni in uscita, ragionamenti ‘what if…’ (M. Ranieri, 2011)
  • 40.
    Progettazione secondo ilciclo esperienziale ideato da Pfeiffer e Jones Fonte: http://davidegelati.wordpress.com
  • 41.
    esperienza Insegnante dà consegnaad allievo sotto forma di “problema” o di esperienza Allievo individualmente o a gruppo svolge consegna comunicazione Insegnante invita ciascun alunno o gruppo a raccontare propria esperienza Allievo narra, presenta, spiega la ragioni del suo “agito” ATTIVITÀ analisi Insegnante esplicita i criteri di valutazione del prodotto e/o fornisce altre soluzioni possibili Allievo analizza suo prodotto in base a criteri esplicitati e individua punti di forza e di debolezza generalizzazione Insegnante rispecchia i buoni modi trovati , ne fa sintesi, e invita ad ulteriori buone soluzioni Allievo isola i buoni modi di risoluzione e cerca altre situazioni a cui applicarli applicazione Insegnante propone una nuova consegna in cui applicare le buone soluzioni e ridà avvio ad una nuova fase esperienza Allievo applica a nuova consegna le buone soluzioni e inizia una nuova fase di esperienza
  • 44.
    LO SPAZIO AULASPECCHIO DEL CAMBIAMENTO DIDATTICO L’aula viene de-strutturata e ri-strut-turata per lavori di condivisione e di collaborazione. Un’aula 2.0 dell’IC di San Giorgio di Mantova (http://www.icsangiorgio.gov.it/) L’aula 2.0 della Scuola Arcobaleno XIII ICS di Padova http://piccolialunninelweb.org
  • 45.
    Per concludere La MediaEducazion si pone come compito quello di "alfabetizzare i ragazzi nella nuova cultura dei media,dar loro una autonomia critica di fronte ai messaggi, di fornire nuove competenze. Alfabetizzazione, coscienza critica, nuova cittadinanza: sono gli obiettivi della media education ". R.Giannatelli Al di là delle metodologie … Insegniamo ciò che siamo. Siamo la somma di tutte le esperienze fatte nel corso della nostra vita … Di una parte di ciò che insegniamo non siamo consapevoli. Da ciò nasce l'incoerenza,a volte, tra ciò che vorremmo e pensiamo di insegnare e ciò che di fatto trasmettiamo. Watzlavick
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