Sindrome da Burnout
nelle professioni “d’aiuto”
LA COMUNICAZIONE EFFICACE IN SANITÀ:
dal risk management alla capacità di resilienza
25 Maggio 2013 - PESCARA
• Sinifica letteralmente: essere “bruciati”, “fusi”,
• “scoppiati”,
“oltremodo sfiniti” , “esauriti”
Un’insieme di termini che
descrivono il modo di
sentirsi rispetto alla propria
attività lavorativa
con particolare riferimento
al ruolo assistenziale.
…IN TUTTE QUELLE PROFESSIONI IN CUI VI SIA
UNA “RELAZIONE D’AIUTO” CHE COINVOLGE
CIOè L’OPERATORE E L’UTENTE DISAGIATO IN
IN UN RAPPORTO EMOTIVAMENTE
COINVOLGENTE
Christina Masclach, psichiatra parla del….
…burnout come …
malattia professionale
specifica degli operatori di aiuto
(Helping profession) che colpisce
soprattutto quelli più motivati e con
aspettative maggiori riguardo al lavoro.
 Creano connessioni
RISONANZE:
permette di accedere alle
proprie emozioni,
 Sono dovute ad elementi
in comune tra operatore ed
utente
EMPATIA: “sentire con”
rispetto dell’altro
 sospendere giudizio e
pregiudizio
 accettare i tempi e le
premesse altrui
… Competenza emotiva …
La relazione d’aiuto si basa
su….
•Apatia, demoralizzazione,difficoltà di
•Concentrazione, irritabilità,
•Preoccupazione e paure immotivate,
•Senso di inadeguatezza, sensi di colpa:
distacco emotivo, cinismo, disinteresse
oppure ostilità e rifiuto verso gli utenti,
rigidità nell’imporre o
applicare norme e regole)
caduta dell’autostima, senso di
frustrazione ed impotenza).
•ESAURIMENTO EMOTIVO
•DEP DEPERSONALIZZAZIONE
DELL’UTENTE
•DEP RIDOTTA REALIZZAZIONE PERSONALE
“Una risposta disfunzionale
allo stress”
nuovo modello interpretativo …
… si focalizza principalmente sul grado di
adattamento/disadattamento tra persona e
lavoro.
La sindrome del burnout ha maggiori
probabilità di svilupparsi quando è presente
una forte discordanza tra la natura del
lavoro e la natura delle persone che
svolgono tale lavoro.
( Maslach e Leiter 1997)
Causalità
multifattoriale
oggettivi
sociali
soggettivi
(tratti di personalità,
aspettative professionali ,
stress non professionale
contestuali/organizzativi
(intrinseci al servizio,
relativi alla carriera, al
rapporto con utenti e
colleghi)
perdita progressiva del senso di
comunità, sfaldamento del
tessuto sociale, perdita del
sostegno di una rete sociale,
autorealizzazione e
individualismo),fattori storici e
culturali
La componente
soggettiva dello
stress è quella
che determina
quali stimoli
verranno
percepiti come
negativamente
stressanti e con
quale intensità
verrà vissuto tale
stress, in
maniera che la
percezione
dell’evento sia
diversa da un
individuo ad un
altro
 Riguardano
principalmen
te fattori
organizzativi
relativi al
ruolo ed
all’organizza
zione
 (modello di
Cooper)
Intrinseche al
servizio:
Carenze
strutturali
Scarsa
retribuzione
Cronicità
dell’utenza
Sovraccarico di
lavoro
Ruolo &
Carriera:
Ambiguità,incoer
enza,
sovrapposizione
del ruolo
Competizione tra
colleghi
Fattori
relazionali:
Conflittualità
Scarsa autonomia
Scarsa gratificazione
Scarsa
comunicazione
Scarso lavoro di
equipe
 La velocità
con cui lo
stress
professional
e conduce
alla
sindrome
del burnout
dipende
anche da
alcuni fattori
sociali e
culturali
• Sfaldament
o del
tessuto
sociale:
• Aumento
della
domandadi
minuzione
delle
istituzioni
informali
• Sfiducia da
parte
dell’utenza
• Svalutazion
e del lavoro
in sé
(specie di
quelle che
vengono
considerate
“helping
professions
)
sindrome da
esaurimento emotivo,
depersonalizzazione
ridotta realizzazione personale,
rapido decadimento delle risorse psicofisiche
rapido peggioramento delle prestazioni
professionali.
Psichici
Comportamentali
Somatici
 Disfunzioni gastrointestinali:
◦ Gastrite, colite, stipsi, diarrea
 Disfunzioni a carico del Sistema Nervoso Centrale:
◦ Astenia, cefalea, emicrania
 Disfunzioni sessuali:
◦ impotenza, frigidità, calo del desiderio
 Malattie della pelle:
◦ Dermatite, eczema
 Allergie e asma
 Componenti psicosomatiche:
◦ Artrite, cardiopatie, diabete, ipertensione
Collasso
delle energie
psichiche:
apatia,
demoralizzazi
one, resistenza
ad andare a
lavoro,
sintomi
ansioso
depressivi,
senso di colpa
e di impotenza
Collasso
della
motivazione:
correlato alla
depersonalizza
zione
dell’utente
induce
rigidità,
distacco
emotivo,
cinismo
Caduta
dell’autostima:
sensazione di non
essere all’altezza,
senso di inutilità
sia sul piano
professionale che
individuale
Perdita di
controllo:
la sfera
lavorativa
invade tutte le
sfere di vita: il
pensiero
riferito alla
propria
utenza
accompagna
costantemente
l’operatore.
Alti livelli di
assenteismo
Aumento del
turn-over
Difficoltà a “stare”
nella relazione con
conseguente
allontanamento
dall’utenza
Fuga dalla relazione”
(trascorrere più tempo del
necessario al telefono,
cercare scuse per uscire o
svolgere attività che non
richiedano interazioni con
utenti e colleghi);
Perdita
dell’autocontrollo
(reazioni emotive
violente o impulsive
verso utenti e/o
colleghi,abuso di
sostanze)
Diffusione dei confini
Difficoltà nel riconoscere le emozioni
Distinguere tra sofferenza propria ed altrui
Contenere le ansie (non caricarle totalmente su di sé)
Didattica mirata relativa alla gestione dello stress
Utilizzare il gruppo “staff” come risorsa
(riunioni,gruppi Balint,confronto emozionale) al
fine di consentire una condivisione tra colleghi
La supervisione (consente di monitorare la salute
psichica dell’operatore)
Stringere legami (con i propri
colleghi) favorisce la condivisione
Ottimismo
Assertività
Empatia
Strategie di coping
Ampia rete di sostegno
L’assertività è basata su un tipo
comunicazione flessibile attraverso la
quale si affermano i propri punti di vista
senza prevaricare né essere prevaricati, il
punto di equilibrio tra aggressività e
passività.
L’empatia è l’attitudine a mettersi nei panni
dell’altro, ad adottare la misura di riferimento
dell’altro, con l’obiettivo di
capire & trasmettere comprensione e
indulgenza.
“dimensioni psicologiche
principalmente coinvolte
nel processo di
adattamento a situazioni stress”
Strategie orientate alle emozioni
Regolazione delle
reazioni
emotive negative
conseguenti
alla situazione
stressante;
riuscire a mantenere una
prospettiva positiva di speranza
distinguere tra emozioni proprie
ed altruiche
riconoscere le proprie emozioni,
regolazione affettiva,
Strategie orientate ai problemi
tentativo di modificare o
risolvere la situazione che
sta minacciando o
danneggiando l’individuo
azioni, sia cognitive
che
comportamentali,
intenzionali,
finalizzate a
controllare l’impatto
negativo dell’evento
stressante
-Conoscere i propri limiti e quelli del servizio in cui
si opera (errori,fallimenti,bisogni)
-Conoscere le proprie motivazioni
-Adeguare le proprie aspettative
alla realtà
-Evitare di formulare pensieri negativi ,irrazionali
-Salvaguardare la propria salute fisica
--Regole generali
-
•creare un distacco rispetto all’attività
lavorativa produttivo per il proprio
benessere.
dedicare del
tempo a se stessi
• rispetto ai compiti da portare a
termine
darsi delle
priorità
• Anche attraverso l’delle proprie
competenze
ridimensionare i
problemi
• che momentaneamente
distolgano l’ attenzione dal
“problema”.
impegnarsi in
altre attività
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84083 Castel San Giorgio (SA)
Contatti:
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mobile 348.05006564/360.524930
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Alessia Gambino
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Sindrome da Burnout nelle professioni “d’aiuto”

  • 1.
    Sindrome da Burnout nelleprofessioni “d’aiuto” LA COMUNICAZIONE EFFICACE IN SANITÀ: dal risk management alla capacità di resilienza 25 Maggio 2013 - PESCARA
  • 2.
    • Sinifica letteralmente:essere “bruciati”, “fusi”, • “scoppiati”, “oltremodo sfiniti” , “esauriti” Un’insieme di termini che descrivono il modo di sentirsi rispetto alla propria attività lavorativa con particolare riferimento al ruolo assistenziale.
  • 3.
    …IN TUTTE QUELLEPROFESSIONI IN CUI VI SIA UNA “RELAZIONE D’AIUTO” CHE COINVOLGE CIOè L’OPERATORE E L’UTENTE DISAGIATO IN IN UN RAPPORTO EMOTIVAMENTE COINVOLGENTE
  • 4.
    Christina Masclach, psichiatraparla del…. …burnout come … malattia professionale specifica degli operatori di aiuto (Helping profession) che colpisce soprattutto quelli più motivati e con aspettative maggiori riguardo al lavoro.
  • 5.
     Creano connessioni RISONANZE: permettedi accedere alle proprie emozioni,  Sono dovute ad elementi in comune tra operatore ed utente EMPATIA: “sentire con” rispetto dell’altro  sospendere giudizio e pregiudizio  accettare i tempi e le premesse altrui … Competenza emotiva … La relazione d’aiuto si basa su….
  • 6.
    •Apatia, demoralizzazione,difficoltà di •Concentrazione,irritabilità, •Preoccupazione e paure immotivate, •Senso di inadeguatezza, sensi di colpa: distacco emotivo, cinismo, disinteresse oppure ostilità e rifiuto verso gli utenti, rigidità nell’imporre o applicare norme e regole) caduta dell’autostima, senso di frustrazione ed impotenza). •ESAURIMENTO EMOTIVO •DEP DEPERSONALIZZAZIONE DELL’UTENTE •DEP RIDOTTA REALIZZAZIONE PERSONALE
  • 7.
  • 8.
    nuovo modello interpretativo… … si focalizza principalmente sul grado di adattamento/disadattamento tra persona e lavoro. La sindrome del burnout ha maggiori probabilità di svilupparsi quando è presente una forte discordanza tra la natura del lavoro e la natura delle persone che svolgono tale lavoro. ( Maslach e Leiter 1997)
  • 10.
    Causalità multifattoriale oggettivi sociali soggettivi (tratti di personalità, aspettativeprofessionali , stress non professionale contestuali/organizzativi (intrinseci al servizio, relativi alla carriera, al rapporto con utenti e colleghi) perdita progressiva del senso di comunità, sfaldamento del tessuto sociale, perdita del sostegno di una rete sociale, autorealizzazione e individualismo),fattori storici e culturali
  • 11.
    La componente soggettiva dello stressè quella che determina quali stimoli verranno percepiti come negativamente stressanti e con quale intensità verrà vissuto tale stress, in maniera che la percezione dell’evento sia diversa da un individuo ad un altro
  • 12.
     Riguardano principalmen te fattori organizzativi relativial ruolo ed all’organizza zione  (modello di Cooper) Intrinseche al servizio: Carenze strutturali Scarsa retribuzione Cronicità dell’utenza Sovraccarico di lavoro Ruolo & Carriera: Ambiguità,incoer enza, sovrapposizione del ruolo Competizione tra colleghi Fattori relazionali: Conflittualità Scarsa autonomia Scarsa gratificazione Scarsa comunicazione Scarso lavoro di equipe
  • 13.
     La velocità concui lo stress professional e conduce alla sindrome del burnout dipende anche da alcuni fattori sociali e culturali • Sfaldament o del tessuto sociale: • Aumento della domandadi minuzione delle istituzioni informali • Sfiducia da parte dell’utenza • Svalutazion e del lavoro in sé (specie di quelle che vengono considerate “helping professions )
  • 14.
    sindrome da esaurimento emotivo, depersonalizzazione ridottarealizzazione personale, rapido decadimento delle risorse psicofisiche rapido peggioramento delle prestazioni professionali.
  • 15.
  • 16.
     Disfunzioni gastrointestinali: ◦Gastrite, colite, stipsi, diarrea  Disfunzioni a carico del Sistema Nervoso Centrale: ◦ Astenia, cefalea, emicrania  Disfunzioni sessuali: ◦ impotenza, frigidità, calo del desiderio  Malattie della pelle: ◦ Dermatite, eczema  Allergie e asma  Componenti psicosomatiche: ◦ Artrite, cardiopatie, diabete, ipertensione
  • 17.
    Collasso delle energie psichiche: apatia, demoralizzazi one, resistenza adandare a lavoro, sintomi ansioso depressivi, senso di colpa e di impotenza Collasso della motivazione: correlato alla depersonalizza zione dell’utente induce rigidità, distacco emotivo, cinismo
  • 18.
    Caduta dell’autostima: sensazione di non essereall’altezza, senso di inutilità sia sul piano professionale che individuale Perdita di controllo: la sfera lavorativa invade tutte le sfere di vita: il pensiero riferito alla propria utenza accompagna costantemente l’operatore.
  • 19.
    Alti livelli di assenteismo Aumentodel turn-over Difficoltà a “stare” nella relazione con conseguente allontanamento dall’utenza Fuga dalla relazione” (trascorrere più tempo del necessario al telefono, cercare scuse per uscire o svolgere attività che non richiedano interazioni con utenti e colleghi); Perdita dell’autocontrollo (reazioni emotive violente o impulsive verso utenti e/o colleghi,abuso di sostanze)
  • 20.
    Diffusione dei confini Difficoltànel riconoscere le emozioni Distinguere tra sofferenza propria ed altrui Contenere le ansie (non caricarle totalmente su di sé)
  • 21.
    Didattica mirata relativaalla gestione dello stress Utilizzare il gruppo “staff” come risorsa (riunioni,gruppi Balint,confronto emozionale) al fine di consentire una condivisione tra colleghi La supervisione (consente di monitorare la salute psichica dell’operatore) Stringere legami (con i propri colleghi) favorisce la condivisione
  • 23.
  • 24.
    L’assertività è basatasu un tipo comunicazione flessibile attraverso la quale si affermano i propri punti di vista senza prevaricare né essere prevaricati, il punto di equilibrio tra aggressività e passività.
  • 25.
    L’empatia è l’attitudinea mettersi nei panni dell’altro, ad adottare la misura di riferimento dell’altro, con l’obiettivo di capire & trasmettere comprensione e indulgenza.
  • 26.
    “dimensioni psicologiche principalmente coinvolte nelprocesso di adattamento a situazioni stress”
  • 27.
    Strategie orientate alleemozioni Regolazione delle reazioni emotive negative conseguenti alla situazione stressante; riuscire a mantenere una prospettiva positiva di speranza distinguere tra emozioni proprie ed altruiche riconoscere le proprie emozioni, regolazione affettiva,
  • 28.
    Strategie orientate aiproblemi tentativo di modificare o risolvere la situazione che sta minacciando o danneggiando l’individuo azioni, sia cognitive che comportamentali, intenzionali, finalizzate a controllare l’impatto negativo dell’evento stressante
  • 29.
    -Conoscere i proprilimiti e quelli del servizio in cui si opera (errori,fallimenti,bisogni) -Conoscere le proprie motivazioni -Adeguare le proprie aspettative alla realtà -Evitare di formulare pensieri negativi ,irrazionali -Salvaguardare la propria salute fisica
  • 30.
    --Regole generali - •creare undistacco rispetto all’attività lavorativa produttivo per il proprio benessere. dedicare del tempo a se stessi • rispetto ai compiti da portare a termine darsi delle priorità • Anche attraverso l’delle proprie competenze ridimensionare i problemi • che momentaneamente distolgano l’ attenzione dal “problema”. impegnarsi in altre attività
  • 31.
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