Il Coping 
Dott.ssa Paola Serio
Definizioni 
Il concetto di coping è stato creato nell’ambito della 
psicologia negli anni sessanta, dallo scienziato 
americano Lazarus, professore emerito alla Berkeley 
University,che lo ha studiato come un processo 
strettamente collegato allo stress. 
Può essere tradotto con “fronteggiamento”, “gestione 
attiva”, “risposta efficace”, “capacità di risolvere i 
problemi”, ed indica l’insieme di strategie mentali e 
comportamentali che sono messe in atto per 
fronteggiare una certa situazione.
Lazarus e Folkman definiscono il coping come uno sforzo 
cognitivo e comportamentale per far fronte a domande 
specifiche sia interne che esterne valutate dall’individuo. 
Lo stress è quindi rappresentato dalle prove che offre la 
vita e le strategie di coping sono le modalità che 
definiscono il processo di adattamento ad una situazione 
stressante. 
Tuttavia 
esse non garantiscono il successo di tale adattamento. 
Infatti il coping, se è funzionale alla situazione può 
mitigare e ridurre la portata stressogena dell’evento, 
ma, se è disfunzionale ad essa, può anche 
amplificarla.
Caratteristiche distintive del coping: 
- è un processo dinamico, in quanto è costituito da 
una serie di risposte reciproche, attraverso le quali 
ambiente e individuo si influenzano a vicenda; 
- comprende una serie di azioni, sia cognitive che 
comportamentali, intenzionali, finalizzate a 
controllare l’impatto negativo dell’evento 
stressante.
Tipologie di coping 
Secondo Lazarus e Folkman, il coping svolge diverse 
funzioni fondamentali in base alle quali può essere 
suddiviso in diverse tipologie: 
• Emotion-focused coping, che consiste nella 
regolazione delle reazioni emotive negative conseguenti 
alla situazione stressante; 
• Problem-focused coping, che consiste nel tentativo di 
modificare o risolvere la situazione che sta minacciando 
o danneggiando l’individuo 
(Lazarus, 1991; Lazarus e Folkman, 1984).
Il modello dello stress e del coping di Lazarus e 
Folkman (1984)
Esempi di strategie di coping emozionali sono il 
negare o minimizzare il problema, l’esprimere rabbia 
verso qualcuno, il rifugiarsi nella fantasia. 
Esempi di strategie di coping strategiche o 
centrate sul problema sono l’analizzare la situazione 
per trovare soluzioni, il ricercare informazioni, il 
chiedere aiuto a supporti sociali esterni, l’organizzare 
una risposta consapevole. 
Lo stile personale di coping si sviluppa in base alle 
caratteristiche personali, all’esperienza di successi e 
insuccessi, ai feedback positivi e negativi ed al 
sostegno sociale.
Endler e Parker, 
partendo da Lazarus e Folkman, nel 1990, 
hanno individuato tre tipologie di coping predominanti: 
1. coping centrato sul compito (task coping): è rappresentato 
dalla tendenza ad affrontare il problema in maniera 
diretta,ricercando soluzioni per fronteggiare la crisi; 
2. coping centrato sulle emozioni (emotion coping): 
rappresentato da abilità specifiche di regolazione affettiva, che 
consentono di mantenere una prospettiva positiva di speranza e 
controllo delle proprie emozioni in una condizione di disagio, 
oppure di abbandono alle emozioni, come la tendenza a sfogarsi 
o, ancora, la rassegnazione; 
3. coping centrato sull’evitamento (avoidance coping): 
rappresentatodal tentativo dell’individuo di ignorare la minaccia 
dell’evento stressante o attraverso la ricerca del supporto sociale 
o impegnandosi in attività che distolgono la sua attenzione dal 
problema.
Il coping proattivo 
Le studiose Aspinwall e Taylor sostengono che il coping 
proattivo (attuato prima che l'evento si verifichi) ha 
importanti benefici per la persona, in quanto: 
• minimizza l'ammontare complessivo di stress che la 
persona potrebbe incontrare; 
• aumenta il numero di opzioni possibili per affrontare una 
situazione; 
• consente di preservare risorse personali quali tempo ed 
energia
Aspinwall e Taylor 
modello articolato in quattro tappe: 
1. individuazione - intesa come la capacità di prevedere gli effetti 
stressanti di un evento in arrivo 
2. appraisal iniziale - che consiste nel definire in via preliminare il 
problema in modo da gestirne le emozioni iniziali che possono 
accompagnare la consapevolezza graduale che l'evento stressante 
è all'orizzonte. Richiede la formulazione di domande quali: '' mi 
devo preoccupare di ciò? e ''è qualcosa su cui devo prendere 
provvedimenti? 
3. sforzi iniziali di coping - cioè la capacità di pianificare e di 
intraprendere attivando le risorse che sembrano utili 
4. richiedere e usare il feedback - consente di avere informazioni 
aggiornate sullo sviluppo dell'evento - è aumentato lo stress? ha 
cambiato forma? - sul fatto che l'evento stressante possa cambiare 
in risposta agli sforzi di coping - posso fare qualcosa o devo 
aspettare per vedere se è un problema? E sugli effetti prodotti dai 
propri sforzi preliminari sull'evento stressante: sono riuscita/o ad 
allontanarlo?
Meccanismi di difesa
Le risposte di coping attivo 
orientato al problema 
• pianificazione e progettazione: la persona tende a 
prendersi del tempo per progettare, pianificare e ipotizzare 
degli step per poi, adottando comportamenti coerenti, dare 
seguito alle fasi con cui rispondere all’evento; 
• ricerca attiva di supporti operativi: davanti al problema la 
persona attiva una ricerca di persone, libri, eventi o altro 
materiale idoneo a fornire una sorta di sostegno; 
• orientamento al compito: la persona tende a concentrare 
l’attenzione sull’individuazione di quegli elementi che 
possono essere considerati utili nella soluzione del 
problema; 
• percezione dello stressor come sfida: in questo caso la 
persona tende a dare il meglio di sé al fine di raccogliere la 
sfida e dare vita ad un cambiamento.
Le principali risposte di coping 
evitante orientato al problema: 
• evitamento del problema: quando l’evento è molto 
stressante rappresenta la forma di risposta più efficace 
in assoluto, in quanto permette alla persona di tenere 
sotto controllo le emozioni; 
• desistenza comportamentale: consiste nel non farsi 
agganciare tramite automatismi o abitudini negative dalla 
situazione disagevole.
Le principali risposte di coping 
attivo orientato all'emozione: 
• la ristrutturazione cognitiva: consiste nell’attribuire 
un’interpretazione diversa a quanto sta accadendo; 
• la ricerca attiva di supporti emotivi: in questo caso la 
persona manifesta la tendenza a rivolgersi a familiari, 
amici o semplici conoscenti per avere un sostegno 
emotivo e per sentirsi meno sola; 
• l’accettazione: consiste nel diventare consapevoli di 
quanto sta accadendo e inserirlo nella storia della 
propria esistenza. Nel caso dell’accettazione gli eventi 
stressanti solitamente consistono nella perdita di una 
persona cara o del lavoro; 
• l’attribuzione di significati positivi: è il caso di persone 
molto credenti che interpretano quanto sta accadendo 
come un segno di fede
Le principali risposte di coping 
evitante orientato all'emozione: 
• la negazione: consiste nel negare che quanto accaduto 
si sia veramente manifestato; 
• il disimpegno mentale: circostanza in cui la persona 
tende ad occuparsi d’altro per non pensare al problema; 
• l’isolamento sociale: la persona si ritira per un periodo di 
tempo utile per concentrare il proprio pensiero su ciò che 
si desidera che accada.
Non esistono stili di coping 
adattivi o disadattivi a priori 
Strategie che possono risultare efficaci in 
una situazione, potrebbero non esserlo in 
un’altra e modalità reattive che risultano 
positive, se usate moderatamente e 
temporaneamente, possono divenire 
negative se usate in modo esclusivo.
Coping e benessere 
La capacità di coping si riferisce non soltanto alla 
capacità di risolvere delle situazioni di difficoltà, 
ma anche all’abilità di saper gestire le emozioni 
che da queste difficoltà derivano. 
Ne consegue che il coping è una strategia 
fondamentale per il raggiungimento del 
benessere e presuppone un’attivazione 
comportamentale dell’individuo, che lo renda 
protagonista della situazione e non soggetto 
passivo
Lo stato di benessere è dunque raggiungibile 
attraverso un equilibrio tra le volontà della persona 
e la possibilità di realizzarle in sintonia con il 
contesto in cui vive, potenziando, quindi, le sue 
risorse interne e quelle disponibili nell’ambiente.
In conclusione 
Se non sempre è possibile 
eliminare le situazioni che procurano 
stress, 
possiamo però trovare il modo per evitare 
di 
sentirci impotenti,di fronte ad esse.
Bibliografia 
• Aspinwall, L. G., & Taylor, S. E. (1997). A stitch in time: Self-regulation and 
proactive coping. Psychological Bulletin, 121, 417-436. 
• Endler, N. S. e Parker, J. D. (1990) Coping Inventory for Stressful Situations 
(CISS): Manual. Multi Health System. Toronto. 
• Lazarus, R.S. (1968). Emotion and adaptation: conceptual and empirical 
relation. Arnold, W.J. (Ed) Nebraska Symposium on Motivation, University of 
Nebraska Press, Lincoln. 
• Lazarus, R.S. (1991). Emotion and adaptation. Oxford University Press, 
New York. 
• Lazarus, R.S., Averill, J.R. and Opton, E.M. (1974). The psychology of 
coping: issues of reserch and assesment. In Coelho, G.V., Hamburg, D.A. 
and Adams, J.E. (Eds.) Coping and Adaptation, Basic Books, New York. 
• Lazarus, R.S. and Folkman, S. (1984). Stress, appraisal and coping, 
Springer, New York. 
• Lazarus, R.S. and Folkman, S. (1987). Transactional theory and research 
on emotion and coping. European Journal of Personality, 1, 141-169. 
• Zani, B. e Cicognani, C. (1999). Le vie del benessere: eventi di vita e 
strategie di coping. Carocci Editore, Roma.

Il coping lezione

  • 1.
    Il Coping Dott.ssaPaola Serio
  • 2.
    Definizioni Il concettodi coping è stato creato nell’ambito della psicologia negli anni sessanta, dallo scienziato americano Lazarus, professore emerito alla Berkeley University,che lo ha studiato come un processo strettamente collegato allo stress. Può essere tradotto con “fronteggiamento”, “gestione attiva”, “risposta efficace”, “capacità di risolvere i problemi”, ed indica l’insieme di strategie mentali e comportamentali che sono messe in atto per fronteggiare una certa situazione.
  • 3.
    Lazarus e Folkmandefiniscono il coping come uno sforzo cognitivo e comportamentale per far fronte a domande specifiche sia interne che esterne valutate dall’individuo. Lo stress è quindi rappresentato dalle prove che offre la vita e le strategie di coping sono le modalità che definiscono il processo di adattamento ad una situazione stressante. Tuttavia esse non garantiscono il successo di tale adattamento. Infatti il coping, se è funzionale alla situazione può mitigare e ridurre la portata stressogena dell’evento, ma, se è disfunzionale ad essa, può anche amplificarla.
  • 4.
    Caratteristiche distintive delcoping: - è un processo dinamico, in quanto è costituito da una serie di risposte reciproche, attraverso le quali ambiente e individuo si influenzano a vicenda; - comprende una serie di azioni, sia cognitive che comportamentali, intenzionali, finalizzate a controllare l’impatto negativo dell’evento stressante.
  • 5.
    Tipologie di coping Secondo Lazarus e Folkman, il coping svolge diverse funzioni fondamentali in base alle quali può essere suddiviso in diverse tipologie: • Emotion-focused coping, che consiste nella regolazione delle reazioni emotive negative conseguenti alla situazione stressante; • Problem-focused coping, che consiste nel tentativo di modificare o risolvere la situazione che sta minacciando o danneggiando l’individuo (Lazarus, 1991; Lazarus e Folkman, 1984).
  • 6.
    Il modello dellostress e del coping di Lazarus e Folkman (1984)
  • 7.
    Esempi di strategiedi coping emozionali sono il negare o minimizzare il problema, l’esprimere rabbia verso qualcuno, il rifugiarsi nella fantasia. Esempi di strategie di coping strategiche o centrate sul problema sono l’analizzare la situazione per trovare soluzioni, il ricercare informazioni, il chiedere aiuto a supporti sociali esterni, l’organizzare una risposta consapevole. Lo stile personale di coping si sviluppa in base alle caratteristiche personali, all’esperienza di successi e insuccessi, ai feedback positivi e negativi ed al sostegno sociale.
  • 8.
    Endler e Parker, partendo da Lazarus e Folkman, nel 1990, hanno individuato tre tipologie di coping predominanti: 1. coping centrato sul compito (task coping): è rappresentato dalla tendenza ad affrontare il problema in maniera diretta,ricercando soluzioni per fronteggiare la crisi; 2. coping centrato sulle emozioni (emotion coping): rappresentato da abilità specifiche di regolazione affettiva, che consentono di mantenere una prospettiva positiva di speranza e controllo delle proprie emozioni in una condizione di disagio, oppure di abbandono alle emozioni, come la tendenza a sfogarsi o, ancora, la rassegnazione; 3. coping centrato sull’evitamento (avoidance coping): rappresentatodal tentativo dell’individuo di ignorare la minaccia dell’evento stressante o attraverso la ricerca del supporto sociale o impegnandosi in attività che distolgono la sua attenzione dal problema.
  • 9.
    Il coping proattivo Le studiose Aspinwall e Taylor sostengono che il coping proattivo (attuato prima che l'evento si verifichi) ha importanti benefici per la persona, in quanto: • minimizza l'ammontare complessivo di stress che la persona potrebbe incontrare; • aumenta il numero di opzioni possibili per affrontare una situazione; • consente di preservare risorse personali quali tempo ed energia
  • 10.
    Aspinwall e Taylor modello articolato in quattro tappe: 1. individuazione - intesa come la capacità di prevedere gli effetti stressanti di un evento in arrivo 2. appraisal iniziale - che consiste nel definire in via preliminare il problema in modo da gestirne le emozioni iniziali che possono accompagnare la consapevolezza graduale che l'evento stressante è all'orizzonte. Richiede la formulazione di domande quali: '' mi devo preoccupare di ciò? e ''è qualcosa su cui devo prendere provvedimenti? 3. sforzi iniziali di coping - cioè la capacità di pianificare e di intraprendere attivando le risorse che sembrano utili 4. richiedere e usare il feedback - consente di avere informazioni aggiornate sullo sviluppo dell'evento - è aumentato lo stress? ha cambiato forma? - sul fatto che l'evento stressante possa cambiare in risposta agli sforzi di coping - posso fare qualcosa o devo aspettare per vedere se è un problema? E sugli effetti prodotti dai propri sforzi preliminari sull'evento stressante: sono riuscita/o ad allontanarlo?
  • 11.
  • 12.
    Le risposte dicoping attivo orientato al problema • pianificazione e progettazione: la persona tende a prendersi del tempo per progettare, pianificare e ipotizzare degli step per poi, adottando comportamenti coerenti, dare seguito alle fasi con cui rispondere all’evento; • ricerca attiva di supporti operativi: davanti al problema la persona attiva una ricerca di persone, libri, eventi o altro materiale idoneo a fornire una sorta di sostegno; • orientamento al compito: la persona tende a concentrare l’attenzione sull’individuazione di quegli elementi che possono essere considerati utili nella soluzione del problema; • percezione dello stressor come sfida: in questo caso la persona tende a dare il meglio di sé al fine di raccogliere la sfida e dare vita ad un cambiamento.
  • 13.
    Le principali rispostedi coping evitante orientato al problema: • evitamento del problema: quando l’evento è molto stressante rappresenta la forma di risposta più efficace in assoluto, in quanto permette alla persona di tenere sotto controllo le emozioni; • desistenza comportamentale: consiste nel non farsi agganciare tramite automatismi o abitudini negative dalla situazione disagevole.
  • 14.
    Le principali rispostedi coping attivo orientato all'emozione: • la ristrutturazione cognitiva: consiste nell’attribuire un’interpretazione diversa a quanto sta accadendo; • la ricerca attiva di supporti emotivi: in questo caso la persona manifesta la tendenza a rivolgersi a familiari, amici o semplici conoscenti per avere un sostegno emotivo e per sentirsi meno sola; • l’accettazione: consiste nel diventare consapevoli di quanto sta accadendo e inserirlo nella storia della propria esistenza. Nel caso dell’accettazione gli eventi stressanti solitamente consistono nella perdita di una persona cara o del lavoro; • l’attribuzione di significati positivi: è il caso di persone molto credenti che interpretano quanto sta accadendo come un segno di fede
  • 15.
    Le principali rispostedi coping evitante orientato all'emozione: • la negazione: consiste nel negare che quanto accaduto si sia veramente manifestato; • il disimpegno mentale: circostanza in cui la persona tende ad occuparsi d’altro per non pensare al problema; • l’isolamento sociale: la persona si ritira per un periodo di tempo utile per concentrare il proprio pensiero su ciò che si desidera che accada.
  • 16.
    Non esistono stilidi coping adattivi o disadattivi a priori Strategie che possono risultare efficaci in una situazione, potrebbero non esserlo in un’altra e modalità reattive che risultano positive, se usate moderatamente e temporaneamente, possono divenire negative se usate in modo esclusivo.
  • 17.
    Coping e benessere La capacità di coping si riferisce non soltanto alla capacità di risolvere delle situazioni di difficoltà, ma anche all’abilità di saper gestire le emozioni che da queste difficoltà derivano. Ne consegue che il coping è una strategia fondamentale per il raggiungimento del benessere e presuppone un’attivazione comportamentale dell’individuo, che lo renda protagonista della situazione e non soggetto passivo
  • 18.
    Lo stato dibenessere è dunque raggiungibile attraverso un equilibrio tra le volontà della persona e la possibilità di realizzarle in sintonia con il contesto in cui vive, potenziando, quindi, le sue risorse interne e quelle disponibili nell’ambiente.
  • 19.
    In conclusione Senon sempre è possibile eliminare le situazioni che procurano stress, possiamo però trovare il modo per evitare di sentirci impotenti,di fronte ad esse.
  • 20.
    Bibliografia • Aspinwall,L. G., & Taylor, S. E. (1997). A stitch in time: Self-regulation and proactive coping. Psychological Bulletin, 121, 417-436. • Endler, N. S. e Parker, J. D. (1990) Coping Inventory for Stressful Situations (CISS): Manual. Multi Health System. Toronto. • Lazarus, R.S. (1968). Emotion and adaptation: conceptual and empirical relation. Arnold, W.J. (Ed) Nebraska Symposium on Motivation, University of Nebraska Press, Lincoln. • Lazarus, R.S. (1991). Emotion and adaptation. Oxford University Press, New York. • Lazarus, R.S., Averill, J.R. and Opton, E.M. (1974). The psychology of coping: issues of reserch and assesment. In Coelho, G.V., Hamburg, D.A. and Adams, J.E. (Eds.) Coping and Adaptation, Basic Books, New York. • Lazarus, R.S. and Folkman, S. (1984). Stress, appraisal and coping, Springer, New York. • Lazarus, R.S. and Folkman, S. (1987). Transactional theory and research on emotion and coping. European Journal of Personality, 1, 141-169. • Zani, B. e Cicognani, C. (1999). Le vie del benessere: eventi di vita e strategie di coping. Carocci Editore, Roma.