Lingua della radio e della televisione2

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Lezioni Italiano per la comunicazione

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  • http://www.radio.rai.it/storiadellaradio/
  • Etichetta: da Eco, U. (1983), TV: la trasparenza perduta, in Id., Sette anni di desiderio, Milano: Bompiani, pp. 163-179.
  • De Mauro, T. 1972 3 [1963], Storia linguistica dell ’It alia unita , Bari: Laterza.
  • De Mauro, T. 1972 3 [1963], Storia linguistica dell ’It alia unita , Bari: Laterza.
  • Marazzini, C. (2006), La storia della lingua italiana attraverso i testi , Bologna: il Mulino, pp. 213-214.
  • Esempi da: Morucci, S. (2002), La lingua della fiction televisiva , in “Qu aderni dell’Osservatorio Linguistico ” 1: pp. 243-260.
  • Esempi: Firrincieli, F., Giuliano, M. & Romano, M. (2008), L’intrattenimento , in Alfieri, G. & Bonomi, I. (a cura di), Gli italiani del piccolo schermo , Firenze: Cesati, pp. 167-234.
  • (http://www.treccani.it/Portale/sito/lingua_italiana/scritto_e_parlato/neotele.html)
  • http://www.treccani.it/Portale/sito/lingua_italiana/scritto_e_parlato/neotele.html
  • http://www.ft.com/cms/s/2/7d479772-2f56-11dc-b9b7-0000779fd2ac.html
  • Loporcaro, M. (2005), Cattive notizie, Milano: Feltrinelli, p. 8.
  • Lingua della radio e della televisione2

    1. 1. La lingua della radio e la lingua della televisione Italiano per la comunicazione 02/05/2011
    2. 2. Il ‘trasmesso’ fra scritto e parlato <ul><li>Trasmesso: </li></ul><ul><ul><li>termine introdotto venti anni fa dal linguista Francesco Sabatini per rendere pi ù evidente la specificit à della comunicazione dei media rispetto alle due forme storiche della comunicazione, scritta e parlata </li></ul></ul><ul><ul><li>si colloca come una modalit à ibrida, intermedia fra scritto e parlato, determinata in maniera specifica dai mezzi tecnici di trasmissione (mezzi di comunicazione a distanza) </li></ul></ul>
    3. 3. Il parlato trasmesso <ul><li>Combinazioni tra polarità che normalmente si escludono; modalità di comunicazione composite </li></ul><ul><li>Coincidenze con il parlato faccia a faccia: </li></ul><ul><ul><li>si utilizza la voce </li></ul></ul><ul><ul><li>si pu ò trasmettere l’immagine di chi parla e si pu ò utilizzare il linguaggio gestuale e mimico </li></ul></ul><ul><ul><li>il messaggio scorre per l’udito e la vista del ricevente e poi svanisce </li></ul></ul><ul><li>Condivide con lo scritto: </li></ul><ul><ul><li>il messaggio, se registrato, pu ò essere utilizzati atre volte </li></ul></ul><ul><ul><li>nella maggior parte dei casi la comunicazione è unidirezionale </li></ul></ul><ul><ul><li>emittente e ricevente sono in luoghi diversi </li></ul></ul><ul><ul><li>si comunica contemporaneamente a un alto numero di persone </li></ul></ul>
    4. 4. La lingua della radio
    5. 5. Il parlato radiofonico <ul><li>Un trasmesso esclusivamente parlato: utilizza solo la voce, esclude il linguaggio gestuale e mimico, non si serve di ausili scritti </li></ul><ul><li>La percezione della radio è lineare e la comunicazione volatile </li></ul><ul><li>Per essere efficace deve tendere alla comprensibilit à , attraverso la consequenzialit à logica e la semplicit à espressiva </li></ul>
    6. 6. L’evoluzione del linguaggio radiofonico <ul><li>Agli inizi delle trasmissioni radiofoniche, le caratteristiche del mezzo hanno favorito una forte standardizzazione del parlato radiofonico, rivolto al modello scritto, cio è uno scritto per essere detto </li></ul>
    7. 7. L’evoluzione del linguaggio radiofonico <ul><li>Nata nel 1924, la radio divenne sin dall’inizio mezzo di propaganda fascista. </li></ul><ul><li>Si utilizzavano rigorosamente testi scritti e approvati, di rigida osservanza normativa. </li></ul><ul><li>La dizione doveva essere rigorosamente standard, compito degli annunciatori professionisti. </li></ul><ul><li>La radio contribuì a diffondere la lingua standard , ma si fece anche paladina della lotta ai dialetti e ai forestierismi . </li></ul><ul><li>Fu la radio a diffondere l’uso fascista del Voi invece del Lei . </li></ul>
    8. 8. L’evoluzione del linguaggio radiofonico <ul><li>Dalla fine degli anni sessanta la RAI introduce nelle trasmissioni il telefono, che mette in onda il parlato degli ascoltatori, e inaugura programmi innovativi </li></ul><ul><li>Gli speaker professionisti vengono sostituiti da giornalisti nella conduzione dei giornali radio </li></ul>
    9. 9. L’evoluzione del linguaggio radiofonico <ul><li>È l’avvento delle emittenti private a imporre e legittimare un parlato improvvisato e incontrollato </li></ul><ul><li>Negli anni ‘70 nascono le prime radio locali, che con le trasmissioni in diretta e il larghissimo spazio lasciato alle telefonate in studio da parte del pubblico aprono le porte a tutte le variet à regionali dell’italiano, all’italiano popolare e al dialetto </li></ul>
    10. 10. L’evoluzione del linguaggio radiofonico <ul><li>Accanto al ‘parlato-scritto’ emerge il ‘parlato-parlato’, privo di una base di scrittura, che procede secondo la pi ù assoluta spontaneit à </li></ul><ul><li>Oggi, per effetto dell’apertura dell’emittenza a ogni tipo di parlante e argomento e dell’interattivit à del suo uso, il mezzo di comunicazione è sempre pi ù uno ‘specchio’ dell’intera realt à linguistica </li></ul>
    11. 11. Caratteristiche della lingua radiotrasmessa <ul><li>Artificiosit à </li></ul><ul><ul><li>compresenza di fenomeni morfosintattici e di scelte lessicali sia di tipo scritto che di tipo parlato, tendenza di mescolare registri diversi, formali e informali </li></ul></ul><ul><li>Multiformit à </li></ul><ul><ul><li>un parlato programmato caratterizzato dalla presenza di margini di spontaneit à di ampiezza variabile </li></ul></ul><ul><ul><li>cfr. parlato letto dei notiziari, parlato recitato dei radiodrammi, il parlato difficile dei programmi colturali, il parlato improvvisato della radiocronaca sportiva, programmi in diretta </li></ul></ul><ul><li>Dialogicit à </li></ul><ul><ul><li>scopo: identificazione e partecipazione dell’ascoltatore a una comunit à </li></ul></ul>
    12. 12. Le emittenti in Italia <ul><li>Nel 2007 (Istat) : </li></ul><ul><li>63,8% della popolazione ha l’abitudine di ascoltare la radio tutti i giorni o almeno qualche volta a settimana </li></ul><ul><li>I livelli di ascolto sono significativamente superiori alla media per il pubblico femminile e per le persone tra i 15 ed i 35 anni di età </li></ul><ul><li>Le stazioni più ascoltate: </li></ul><ul><ul><li>Rai Radiouno </li></ul></ul><ul><ul><li>Radio Deejay </li></ul></ul><ul><ul><li>Radio Dimensione Suono </li></ul></ul><ul><ul><li>Rai Radiodue </li></ul></ul><ul><ul><li>Rtl 102.5 – Hit Channel </li></ul></ul><ul><ul><li>Radio 105 Network </li></ul></ul><ul><ul><li>Radio Italia Solo Musica Italiana </li></ul></ul><ul><ul><li>Radio Monte Carlo </li></ul></ul><ul><ul><li>Radio Capital </li></ul></ul><ul><ul><li>Rai Radiotre </li></ul></ul>
    13. 13. Le emittenti in Italia <ul><li>La legge Mamm ì nel 1990 definisce diverse tipologie di radio: </li></ul><ul><ul><li>radio commerciali, fondate sugli introiti pubblicitari </li></ul></ul><ul><ul><li>radio comunitarie, senza scopo di lucro e gestite da fondazioni, associazioni con particolari istanze culturali, politiche o religiose </li></ul></ul><ul><li>Le concessioni radiofoniche del 1995 riconoscono 14 reti nazionali private </li></ul><ul><li>Consorzi: raggruppamenti di emittenti locali, con una programmazione in comune costituita in genere dagli appuntamenti informativi </li></ul>
    14. 14. Gruppi multimediali <ul><li>Negli ultimi anni si è intensificato il rapporto fra i maggiori editori della carta stampata e la radiofonia: </li></ul><ul><li>Ci si avvia verso la formazione di grandi gruppi multimediali che possono contare su importanti risorse e su solide testate giornalistiche nazionali </li></ul><ul><li>Per es. il Gruppo editoriale L ’Es presso-Repubblica comprende Radio DeeJay, Radio Capital e M2o; Il “So le 24 Ore” e Radio 24 </li></ul>
    15. 15. RadioRai <ul><li>L’offerta della radiofonia pubblica è una radio di programmi fondata su un palinsesto strutturato in appuntamenti fissi, a scansione quotidiana. </li></ul><ul><li>I canali mirano a differenziarsi nel target di riferimento </li></ul><ul><ul><li>Radiouno: dedicata all’informazione e al servizio </li></ul></ul><ul><ul><li>Radiodue: rivolta a un pubblico giovane e propone appuntamenti di intrattenimento e di musica leggera </li></ul></ul><ul><ul><li>Radiotre: ha una linea multiculturale, offre musica classica e lirica, teatro, programmi culturali, trasmissioni di approfondimento giornalistico e di divulgazione scientifica </li></ul></ul>
    16. 16. Radio music&news <ul><li>Nate come radio quasi esclusivamente musicali, negli ultimi anni le reti commerciali di maggior successo affiancano musica e notizie </li></ul><ul><li>Capofila: RTL 102.5 </li></ul><ul><li>Programmazione di flusso : i cicli (che durano di solito un’ora) sono segmentati al loro interno da sequenze fisse di musica, informazione, pubblicità, intrattenimento </li></ul><ul><li>Il giornale radio è caratterizzato da una velocit à di dizione molto sostenuta. </li></ul><ul><ul><li>Dal 1953 al 1993 il numero di parole letto nella stessa unit à di tempo si è triplicato. Le pause si sono ridotte quasi un quarto e la loro durata si è dimezzata. </li></ul></ul>
    17. 17. Radio musicali <ul><li>Le radio musicali offrono una programmazione basata sulla musica e sull’intrattenimento </li></ul><ul><li>I conduttori si susseguono durante la giornata e propongono programmi ‘contenitore’ in cui si alternano brani musicali, classifiche, rubriche, telefonate di richieste e dediche, in un flusso continuo di musica e parlato </li></ul><ul><li>Esempi di radio musicali: Radio Montecarlo, Radio 101, Kiss Kiss, DeeJay, Radio 105, Radio Italia Network </li></ul><ul><li>Riconoscibilità della stazione è garantita da: </li></ul><ul><ul><li>Jingle </li></ul></ul><ul><ul><li>Ripetizione della nome della radio </li></ul></ul><ul><ul><li>Stile, dizione del dj </li></ul></ul>
    18. 18. L’evoluzione del linguaggio radiofonico <ul><li>La lingua dei dj </li></ul><ul><ul><li>Ritmiticità: ritmo sostenuto; la voce dei dj è accompagnata da una musica di sottofondo </li></ul></ul><ul><ul><li>Spontaneità: si cerca di par percepire il parlato programmato come un parlato perfettamente spontaneo </li></ul></ul><ul><ul><li>Dialogicità: per ottenere l’effetto di parlato spontaneo il dj imposta il suo discorso come se fosse impegnato in un continuo dialogo </li></ul></ul>
    19. 19. Radio d’informazione <ul><li>Radio d’informazione ( all news ) </li></ul><ul><ul><li>si occupano prevalentemente di informazione con radiogiornali, approfondimenti e rubriche giornalistiche </li></ul></ul><ul><li>Radio di parole (talk radio) </li></ul><ul><ul><li>si dedicano in parte all’informazione, ma anche a dibattiti, interventi del pubblico </li></ul></ul><ul><li>Esempi: Radio Radicale, Radio 24 </li></ul>
    20. 20. Radio confessionali <ul><li>Alcune radio di formato prevalentemente parlato sono accomunate dall’orientamento cattolico. </li></ul><ul><li>Radio Vaticana </li></ul><ul><ul><li>Il palinsesto è composto da trasmissioni di culto, rubriche e programmi musicali </li></ul></ul><ul><ul><li>I conduttori sono professionisti della parola e per lo pi ù leggono un testo accuratamente scritto </li></ul></ul><ul><li>Radio Maria </li></ul><ul><ul><li>Trasmette preghiere, catechesi, programmi di cultura religiosa </li></ul></ul><ul><ul><li>Offre una rassegna stampa mattutina, un radiogiornale in gran parte dipendente da Radio Vaticana </li></ul></ul>
    21. 21. Tipologie comunicative <ul><li>Monologo </li></ul><ul><ul><li>comunicazione unipolare e destinato al pubblico pi ù ampio possibile. Notiziari, bollettini meteorologici e sulla viabilit à ; spesso sono testi preconfezionati e letti </li></ul></ul><ul><li>Dialogo </li></ul><ul><ul><li>due parlanti in studio che seguono generalmente una scaletta stabilita in precedenza; l’aternarsi dei turni garantisce una maggiore vivacit à e interesse nell’ascolto </li></ul></ul><ul><li>Telefonata </li></ul><ul><ul><li>l’ascoltatore pu ò intervenire per fare richieste, chiedere chiarimenti, proporre nuovi temi, indirizzando lo sviluppo delle enunciazioni del conduttore </li></ul></ul><ul><li>Monologo a pi ù voci </li></ul><ul><ul><li>interventi di pi ù parlanti in una stessa emissione, senza che tra di loro si stabilisca un dialogo </li></ul></ul>
    22. 22. I generi radiofonici <ul><li>Nella radio possiamo riconoscere tre metageneri: </li></ul><ul><ul><li>informazione: giornali radio, notiziari flash, radiocronache, contenitori di approfondimento sull’attualit à </li></ul></ul><ul><ul><li>intrattenimento culturale: musica classica ed eventi musicali, contenitori di argomento culturale </li></ul></ul><ul><ul><li>intrattenimento leggero: scenette con comici, formati musicali della radio di flusso, contenitori con telefonate in diretta </li></ul></ul>
    23. 23. Analisi linguistica: I notiziari <ul><li>pronuncia sovraregionale </li></ul><ul><li>sintassi strutturata, prevalenza dell’ipotassi </li></ul><ul><li>scelte morfosintattiche standard </li></ul><ul><li>assenza di interiezioni e segnali discorsivi </li></ul><ul><li>lessico comune </li></ul><ul><li>registro formale </li></ul>
    24. 24. Analisi linguistica: I notiziari <ul><li>pronuncia sovraregionale </li></ul><ul><li>sintassi strutturata, prevalenza dell’ipotassi </li></ul><ul><li>scelte morfosintattiche standard </li></ul><ul><li>assenza di interiezioni e segnali discorsivi </li></ul><ul><li>lessico comune </li></ul><ul><li>registro formale </li></ul>
    25. 25. Analisi linguistica: I notiziari <ul><li>Medio Oriente a rischi guerra / Israele pronto a far scattare l’offensiva se i Palestinesi non fermeranno gli attacchi terroristici // nella notte tiri di mortaio contro una colonia ebraica // (Radiouno) </li></ul><ul><li>Inserimento di frammenti registrati dal vivo e di dichiarazioni rese in diretta, per un maggiore effetto di realità e di efficacia argomentativa </li></ul>
    26. 26. Analisi linguistica: Programmi di intrattenimento leggero <ul><li>pronuncia regionale </li></ul><ul><li>sintassi frammentata e marcata, prevalenza della giustapposizione di frasi monoproposizionali e della paratassi </li></ul><ul><li>scelte morfosintattiche neostandard </li></ul><ul><li>abbondanza di interiezioni e segnali discorsivi </li></ul><ul><li>colloquialismi lessicali </li></ul><ul><li>registro informale </li></ul>
    27. 27. Analisi linguistica: Programmi di intrattenimento leggero <ul><li>non doveva / il mio dottore non doveva / mannaggia // gli ho detto / “C ’ho un po’ di raffreddore e mal di gola” // che m’ha dato lui / benedett’omo / che m’ha da(to)? gli antibiotici // [...] che gi à sto ‘n piedi per l’appunto / sto ‘n piedi per scommessa // dammi pure gli antibiotici / sembri mi’ nonna / sembri mi’ nonna / come mi movo / guarda / ‘na roba (RTL 102.5) </li></ul>
    28. 28. La lingua della televisione
    29. 29. L’italiano televisivo come specchio delle varietà del repertorio <ul><li>L’evoluzione della televisione </li></ul><ul><ul><li>“ Paleotelevisione”: fino agli anni Settanta: prima scuola di lingua </li></ul></ul><ul><ul><li>“ Neotelevisione”: dopo gli anni ’70: specchio del plurilinguismo della società italiana </li></ul></ul><ul><ul><li>Televisione tematica </li></ul></ul>
    30. 30. La televisione del monopolio <ul><li>Obiettivo: </li></ul><ul><ul><li>elevare il livello culturale del pubblico e fornire ad esso un moderato svago </li></ul></ul><ul><ul><li>diffondere un italiano unitario </li></ul></ul><ul><li>Le trasmissioni televisive (e radiofoniche) sono giunte “anche nelle zone geografiche e nelle classi sociali a più basso reddito, che sono anche le zone di pi ù tenace persistenza del dialetto: da ciò l’importanza della radiotelevisione ai fini della diffusione della lingua…” (De Mauro 1972 3 :353) </li></ul>
    31. 31. La televisione del monopolio <ul><li>La paleotelevisione aveva un palinsesto nel quale i singoli programmi si presentavano come blocchi omogenei al loro interno e ben distinti gli uni dagli altri, distribuiti secondo un criterio di ripetitività settimanale con appuntamenti ricorrenti </li></ul>
    32. 32. Il cambiamento <ul><li>1975: fine del monopolio Rai; vengono autorizzate le prime televisioni locali </li></ul><ul><li>Forti cambiamenti strutturali nella televisione: </li></ul><ul><ul><li>passaggio dal bianco e nero al colore </li></ul></ul><ul><ul><li>pluralit à di televisioni, con una concorrenza e pluralit à di approcci </li></ul></ul><ul><ul><li>sviluppo sempre maggiore delle trasmissioni in diretta rispetto alle trasmissioni registrate, programmi creati fuori dallo studio televisivo </li></ul></ul>
    33. 33. La neotelevisione <ul><li>Met à anni ‘80: network commerciali che coprono tutto il territorio nazionale (Fininvest -> Mediaset) </li></ul><ul><li>Dalle trasmissioni che si proponevano di insegnare passa a quelle che mirano a intrattenere il pubblico televisivo </li></ul>
    34. 34. La neotelevisione <ul><li>Per coinvolgere un pubblico vasto è necessario proporre un’ampia scelta di contenuti, a qualunque ora del giorno e in qualunque ora della settimana </li></ul><ul><li>Si passa da un palinsesto settimanale a uno giornaliero, aumentando la produzione di trasmissioni e moltiplicando la possibilità di scelta </li></ul><ul><ul><li>Uno degli strategemmi è l’importazione di materiale, soprattutto americano (ad esempio le soap opera e le sitcom) </li></ul></ul><ul><li>L’esigenza di coinvolgere un maggior numero di utenti porta alla creazione della cosiddetta televisione generalista: una televisione che vuole accontentare tutti e che privilegia le scelte distensive all’interno della programmazione, spettacolarizzando anche i settori informativi e culturali </li></ul>
    35. 35. La televisione tematica <ul><li>Con l’avvento del satellite digitale appare una forma di televisione tematica (narrowcasting) </li></ul><ul><li>La portata innovativa della televisione digitale consiste nel modo di organizzare i palinsesti: nascono canali tematici, i bouquets (pacchetti di canali su cui un’emittente distribuisce la propria programmazione) </li></ul><ul><li>Maggiore interazione dell’utente con la televisione; i palinsesto pu ò essere gestito direttamente dallo spettatore </li></ul>
    36. 36. I generi televisivi di oggi <ul><li>La neotelevisione ha favorito lo sviluppo di generi televisivi ibridi o completamente nuovi </li></ul><ul><li>Nella neotelevisione l’intrattenimento pervade tutti gli altri generi diventando il tessuto connettivo della programmazione </li></ul>
    37. 37. Il talk show <ul><li>Il salotto televisivo in cui si svolge una chiacchierata intorno agli argomenti pi ù disparati, sotto la guida del presentatore televisivo. </li></ul><ul><li>La prima trasmissione di questa tipologia è “Bont à loro”, ideata e condotta da Maurizio Costanzo (1976) </li></ul>
    38. 38. Neo-televisione: specchio del plurilinguismo italiano <ul><li>Il telefono: </li></ul><ul><ul><li>Permette agli spettatori di diventare protagonisti e intervenire nei programmi </li></ul></ul><ul><ul><li>Favorisce la comparsa in pubblico di una varietà di pronunce regionali </li></ul></ul><ul><ul><li>Porta un “parlato-parlato” non sorvegliato, ricco di espressioni dialettali, anacoluti, ripetizioni, autocorrezioni, ecc. </li></ul></ul>
    39. 39. Il programma “contenitore” <ul><li>Pi ù generi vengono accorpati in un unico programma che prende la forma di un contenitore, per es. “Do menica in” </li></ul><ul><li>L’elemento unificante è il conduttore, che grazie alla sua fama e riconoscibilit à riesce a coinvolgere sia il pubblico a casa che quello in platea </li></ul>
    40. 40. La fiction <ul><li>Un macrogenere che si afferma in Italia a partire dagli anni ottanta </li></ul><ul><li>Comprende tutti i programmi basati sull’invenzione narrativa e sulla costruzione di un mondo fittizio in cui i personaggi incrociano i propri destini </li></ul><ul><li>Serialit à (per es. trasmessa sempre allo stesso orario e sulla stessa rete) </li></ul><ul><ul><li>Spesso puntate di storia infinita, a carattere ciclico, simili, consuete, familiari, che ci fanno ‘sentire a casa’, con leggere variazioni </li></ul></ul><ul><ul><li>La programmazizone ‘a fasce’ serve a rispecchiare la vita degli utenti e a riprodurre le loro abitudini quotidiane </li></ul></ul>
    41. 41. La fiction <ul><li>Le serie: </li></ul><ul><li>caratterizzate da un numero determinato di episodi, di segmenti narrativi autonomi, in cui non si assiste a uno sviluppo psicologico dei personaggi e manca la continuità tematica </li></ul><ul><li>Gli argomenti sono svariati: genere poliziesco ( Starsky&Hutch ), comico con impostazione teatrale, detto sitcom ( Friends ), medico-ospedaliero ( ER. Medici in prima linea ), fanta-horror ( X-files ) </li></ul>
    42. 42. La fiction <ul><li>I serial: </li></ul><ul><li>fictions dal numero infinito di puntate, caratterizzate dall’evoluzione nel tempo delle storie e dei personaggio </li></ul><ul><li>soap opera: per lo pi ù di produzione statunitense, rappresentano personaggio di ceto medio-alto alle prese con complicati intrecci d’amore, successi e fallimenti lavorativi e misteriosi delitti ( Beautiful ) </li></ul><ul><li>telenovela: provenienti dai paesi dell’America Latina, mettono in scena mondi in cui l’elemento sentimentale è prevalentemente malinconico, l’atmosfera è cupa e rispecchia le problematiche legate al colonialismo e alla povert à </li></ul>
    43. 43. Intrattenimento, informazione e cultura <ul><li>Intrattenimento </li></ul><ul><ul><li>trasmissioni con scopo distensivo e di argomento leggero </li></ul></ul><ul><ul><li>per es. il variet à del sabato sera, game shows, quiz shows </li></ul></ul><ul><li>Informazione e cultura </li></ul><ul><ul><li>per es. telegiornali, rubriche di approfondimento ( Quark ), documentari </li></ul></ul><ul><li>Nuove forme miste </li></ul><ul><ul><li>infotainment (information + entertainment): spettacolarizzazione dell’informazione </li></ul></ul><ul><ul><li>edutainment: trasmissioni educative che si aprono a forme pi ù distensive </li></ul></ul>
    44. 44. Rappresentazione della realt à <ul><li>Dalla fine degli anni ottanta si diffonde una forma di televisione legata alla rappresentazione della realt à , in cui diventa prevalente la messa in onda dell’esperienza privata della gente qualunque </li></ul><ul><li>real TV (TV verit à ), per es. Chi l’ha visto </li></ul><ul><li>reality show : Il grande fratello, L’isola dei famosi, La fattoria . </li></ul><ul><li>Un altro termine per designare questi programmi è il docusoap : il documentare televisivo legato a un racconto sentimentale fondato sulla morbosa osservazione del privato e dell’intimit à </li></ul>
    45. 45. La televisione “specchio delle varietà dell’italiano” <ul><li>Repertorio linguistico: </li></ul><ul><li>L’insieme delle varietà di lingua e di dialetto simultaneamente disponibili ad una comunità di parlanti in un certo periodo di tempo. </li></ul>
    46. 46. Insegnare o intrattenere? <ul><li>Obiettivo: fare audience </li></ul><ul><li>Ingrediente principale: intrattenimento </li></ul><ul><li>Emotainment, infotainment, edutainment , ecc. </li></ul>
    47. 47. Insegnare o intrattenere? <ul><li>Animazione linguistica: toni sempre sopra le righe, iperparlato </li></ul><ul><li>Innovazioni linguistiche per garantire riconoscibilità del programma </li></ul><ul><li>Rispecchiamento del linguaggio degli ascoltatori </li></ul>
    48. 48. Il “repertorio ” di Bonolis <ul><li>1. allora, vediamo [...] il concorrente sardo [...] tra quali magagne dovrà cavarsi d’impaccio </li></ul><ul><li>2. lei è vestito da gajardo, tutto gioanotto [...] lei è Fonzie del Gennargentu, lei è un po’ il Fonzie del Gennargentu, eh? eh? eeeeh! Ai ó ! ai ó ! </li></ul><ul><li>3. la realtà è che adesso, come primo passo, dobbiamo andare a cercare di aprire sei pacchi e restringere la nostra possibilità di discernimento del percorso da seguire </li></ul><ul><li>4. qui, Gennargentu mi dice che si sente sicuro e fiero del suo pacco, questo io intuisco </li></ul><ul><li>5. lei è malfidato, lei non si fida! </li></ul><ul><li>6. lei ha avuto una [...] prossimanza costante con la signora del Veneto [...] eh? Il che vuol dire [...]. Ma ha visto quant’è alta? Ebbè, lei saltella? </li></ul><ul><li>7. cià ‘na tajola in bocca, cià </li></ul><ul><li>8. testardo come tutti i sardi, bravo! </li></ul><ul><li>9. quanto vorrebbe le venisse offerto, qualora lei [...] volesse un’offerta </li></ul><ul><li>10. e certo, lei è alto ‘na metrata, non ce vede fino a lì, lei è ‘na metrata, su! </li></ul>
    49. 49. Tipi di italiano parlato alla tv <ul><li>trasmissioni d'informazione e divulgazione politica, culturale o scientifica = parlato serio semplice </li></ul><ul><li>trasmissioni di intrattenimento: </li></ul><ul><ul><li>dallo show o varietà all'infotainment, edutainment, emotainment; giochi e quiz a premi = parlato sciolto e colloquiale </li></ul></ul><ul><ul><li>reality e talk show &quot;verità&quot; = parlato trascurato o sciatto </li></ul></ul><ul><li>fiction: dai romanzi sceneggiati al serial &quot;all'italiana&quot; = parlato simulato </li></ul>
    50. 50. La fiction all’italiana <ul><li>Il genere più importante della televisione italiana in termini sia di impegno produttivo, sia di ascolti. </li></ul><ul><li>Lingua: convenzionale, con qualche tratto neostrandard </li></ul><ul><ul><li>c’ho fatto l’abitudine ( Valeria medico legale ) </li></ul></ul><ul><ul><li>assumerla per affidargli una rubrica ( Ugo ) </li></ul></ul><ul><ul><li>Le domande le faccio io ( Lei e lui ) </li></ul></ul><ul><ul><li>io la conosco, l’assistente sociale ( Incantesimo ) </li></ul></ul>
    51. 51. La fiction all’italiana <ul><li>Un posto al sole: la prima soap opera italiana </li></ul><ul><li>Tratti tipici del parlato spontaneo </li></ul><ul><ul><li>Io voglio sape’ in sintesi a te che ti serve. </li></ul></ul><ul><ul><li>Non c’ho l’età. </li></ul></ul><ul><ul><li>Trovalo ‘sto tempo! </li></ul></ul><ul><ul><li>me s ɔ scocciat ə ; a ʃ pettiamo </li></ul></ul><ul><ul><li>sto nervoso; statte attento </li></ul></ul><ul><ul><li>quanti ne tiene, di capelli; che c’azzecchi, tu, scusa ? </li></ul></ul>
    52. 52. I reality show
    53. 53. La lingua dei conduttori <ul><li>Trasmissioni di intrattenimento = parlato sciolto e colloquiale / parlato trascurato o sciatto </li></ul>
    54. 54. Morfologia <ul><li>(1) Marcuzzi: il Grande Fratello ha convocato uno per uno tutti i ragazzi, sia della casa dei nababbi sia della casa dei tapini e gli ha fatto delle domande a livello psicologico (Grande Fratello, 23 febbraio 2006) </li></ul><ul><li>(2) Ventura: ma non potevi presentar gli qualche tuo amico single? (Isola dei Famosi, 16 novembre 2005) </li></ul><ul><li>(3) Ventura: c’ho la busta, svegliati (Isola dei famosi, 16 novembre 2005) </li></ul>
    55. 55. Morfologia lessicale <ul><li>(4) Ventura: andiamo per cominciare con questo antipasto, veramente un infuocatissimo diario della settimana (Isola dei Famosi, 20 settembre 2006) </li></ul><ul><li>(5) Marcuzzi: bella questa collanina Man Lo (Grande Fratello, 23 febbraio 2006) </li></ul><ul><li>(6) Ventura: puoi bere il caffè senza alzare il ditino ? (Isola dei Famosi, 2 novembre 2005) </li></ul>
    56. 56. Sintassi <ul><li>(7) Ventura: cos’è che hai fatto, Maurizio? (Isola dei Famosi, 9 settembre 2005) </li></ul><ul><li>(8) Ventura: è che oggi siete stati troppo pigri (Isola dei Famosi, 16 settembre 2005) </li></ul><ul><li>(9) Ventura: non è che uno debba per forza andare fino in fondo (Isola dei Famosi, 2 novembre 2005) </li></ul>
    57. 57. Organizzazione testuale <ul><li>(10) Ventura: ma io lo so, io lo so poi naturalmente per quello sforzo che sta facendo Fernanda per smussare questi angoli, al di là di tutto, siccome molti hanno giustamente partecipato per il loro lavoro perché avevano diversi motivi per partecipare, tu stai partecipando per te stessa, io mi sento di dirti di tenere duro (Isola dei Famosi, 22 settembre 2006) </li></ul>
    58. 58. Varietà colloquiale o informale? <ul><li>(11) Marcuzzi: mi fa molto ridere perché nella casa dei tapini c’è un altro tipo di atteggiamento, quasi quasi sono più divertenti loro, eh, dei concorrenti della casa dei nababbi. Però insomma comunque l’atteggiamento è molto eh è molto positivo, ma c’è anche molto nervosismo. Perché? Perché c’è un’eliminazione questa sera di uno dei loro compagni, un’eliminazione fra Franco Augusto oppure Francesca. Ci sono stati due ingressi di due ragazzi che sono arrivati l’altra settimana, loro non se l’aspettavano e li hanno accolti in maniera un po’ contrastata. Hanno vari motivi per essere eh un po’ nervosi, ma io son sicura che ce la faranno, sono ragazzi molto determinati. Vi ricordo comunque il televoto, perché il televoto ancora non è chiuso quindi potete votare per Franco Augusto o Francesca, chi volete eliminare dalla casa (Grande Fratello, 16 febbraio 2006) </li></ul>
    59. 59. La lingua dei partecipanti <ul><li>(12) Federica: Sto a via Veneto, col bicchiere di champagnino e tacco 12, ovvio! E sto pure annoiata. </li></ul><ul><li>Federica: Ecco qual è il mio discorso: voglio minimo quello che già c’ho... da lì in su... io non ho mai vissuto in borgata, mi devo sposà pe’ andà a vivere in borgata? Cioè... Che cosa dicono le persone? Frequenta quelli come te e meglio di te... e io dico: minimo devo avè quello che c’ho... Che, vado in capanna a vive?! Ma io mi porti in una capanna, ma io mi sparo adesso! Cioè adesso, me la date... </li></ul><ul><li>Marco: No ti sparo io se vai avanti un altro po’! </li></ul><ul><li>Federica: Però, di base, morto di fame, non me lo prendo. Con un morto di fame non mi ci metto. Con un morto di fame che guadagna 800 euro al mese, che guadagna 1000 euro al mese, io non so neanche di che parlarci, non lo sposo, piuttosto me ne prendo uno normale! </li></ul>
    60. 60. Ricerca della spettacolarità <ul><li>… l’essere diventato lingua di massa ha reso statisticamente dominanti gli usi non dotti della lingua , e questo è particolarmente vero per i mass media non alfabetici come la televisione. Anzi, si può dire che con la crescente ricerca della spettacolarità che la caratterizza, la televisione sta proponendo sempre più spesso esempi di italiano fortemente trascurato , specialmente nei programmi basati su forti contrasti emotivi o sul tono aggressivo dei partecipanti... (Diadori 1994:23) </li></ul>
    61. 61. Effetti della televisione sulla lingua <ul><li>Dati Istat: </li></ul><ul><ul><li>vede la televisione tutti i giorni: circa l’83%. </li></ul></ul><ul><ul><li>tempo medio di esposizione dichiarato: da 3 ore 3 minuti (1995) a 3 ore e 12 minuti (2000) </li></ul></ul><ul><li>La neotelevisione h a contribuito a un forte movimento dell'italiano verso il basso , verso il colloquiale-informale-disinvolto; ha testimoniato e diffuso au torevolmente una lingua spesso sbracata e se lvaggia . </li></ul>
    62. 62. Che immagine comunica la Tv italiana all’estero? <ul><li>La sensazione forte è che sulla bilancia quantitativa e qualitativa pesi molto di più il piatto degli stili linguistici “ba ssi”, della colloquialità se non della sciatteria, rispetto al piatto del parlato più composto se pure di tono divulgativo. Se gli stili intellettuali alti in questo Paese non vengono coltivati né incoraggiati, non c’è da stupirsi che la neotelevisione offra per via linguistica un'autorappresentazione dell'Italia come di un posto al riparo dagli influssi di una cultura vivificante e di un intrattenimento non mortificante. (Silverio Novelli) </li></ul>
    63. 63. Che immagine comunica la Tv italiana all’estero? <ul><li>Se sei a casa prima del telegiornale delle 20.00 su Rai Uno, il principale canale televisivo italiano, scoprirai che il telegiornale è preceduto da un quiz chiamato L ’Er edità. Nel programma di tanto in tanto quattro ragazze ben messe interrompono la gara per ballare. “I miei gioielli!” - esclama il conduttore maschio. Il balletto non ha relazione con il resto dello spettacolo: Rai Uno spiega, sul suo sito web, che le ragazze con la loro presenza e con la loro bellezza tirano su il morale, soprattutto quello degli uomini (…) </li></ul>
    64. 64. Che immagine comunica la Tv italiana all’estero? <ul><li>Quotidiano zurighese “Neue Z ürcher Zeitung”, La tv o La realtà come “spettacolo”. </li></ul><ul><li>Didascalia: Che si tratti di un notiziario, un gioco a premi o una rubrica sportiva, in nessuna trasmissione televisiva italiana mancano le showgirls. Per molte giovani italiane è questo il lavoro dei loro sogni. </li></ul>
    65. 65. Bibliografia <ul><li>Bonomi, I., Masini, A. & Morgana, S. (a cura di), La lingua italiana e I mass media , Roma: Carocci, pp. 33-92. </li></ul><ul><li>Antonelli, G. (2007), L’italiano nella società della comunicazione , Bologna: il Mulino. pp. 113-140. </li></ul><ul><li>Raffaele Simone (1987), Specchio delle mie lingue , in “It aliano & Oltre” 2: 53-59. </li></ul><ul><li>Diadori, P. (1994), L'italiano televisivo: aspetti linguistici, extralinguistici, glottodidattici , Roma: Bonacci, 17-23, 27-28. </li></ul><ul><li>Loporcaro, M. (2005), Cattive notizie. La retorica senza lumi dei mass media italiani , Milano: Feltrinelli. </li></ul><ul><li>De Mauro, T. 1972 3 [1963], Storia linguistica dell ’It alia unita , Bari: Laterza. </li></ul><ul><li>Sobrero, A. A. & Miglietta (2006), Introduzione alla linguistica italiana , Roma&Bari: Laterza, pp. 121-126. </li></ul><ul><li>Alfieri, G. & Bonomi, I. (a cura di), Gli italiani del piccolo schermo , Firenze: Cesati. </li></ul><ul><li>http://www.parlaritaliano.it/parlare/dati_e_strumenti/18/ </li></ul>

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