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Il gergo e le variet à giovanili Italiano per la comunicazione 11/04/2011
Gergo
I gerghi storici <ul><li>Nell’accezione pi ù  tecnica il gergo  è  la lingua propria di alcuni gruppi di  persone ai margi...
I gerghi storici <ul><li>Gerganti: categorie di bassa estrazione sociale e collocate ai margini della societ à </li></ul><...
Le origini del gergo <ul><li>Sembra che i gerghi siano nati nel Medioevo con il diffondersi in tutta Europa di schiere imm...
Le origini del gergo <ul><li>I vari gruppi di gerganti sostengono e rivendicano di appartenere ad un’umanit à  diversa, ch...
Le caratteristiche del gergo <ul><li>Il gergo si basa su trasformazioni delle parole di una lingua o di uno o pi ù  dialet...
Le caratteristiche del gergo <ul><li>Lessico </li></ul><ul><ul><li>forme arcaiche:  arto  (dal greco  àr t os ) ‘pane’ </l...
Le caratteristiche del gergo <ul><li>Lessico: suffissi </li></ul><ul><ul><li>-oso:  le fangose  ‘le scarpe’,  la calcosa  ...
Le caratteristiche del gergo <ul><li>Lessico: </li></ul><ul><ul><li>metatesi (inversione di suoni all’interno della parola...
Le caratteristiche del gergo <ul><li>Lessico: </li></ul><ul><ul><li>uso di parole che cominciano con  n  per esprimere neg...
Le caratteristiche del gergo <ul><li>Morfosintassi: </li></ul><ul><ul><li>pronome personale espresso con l’aggettivo posse...
I gerghi transitori <ul><li>Gerghi che hanno origine dalla  convivenza temporanea in ambienti di segregazione , come il ca...
La vitalit à degli usi gergali <ul><li>Nella lingua dei giovani: </li></ul><ul><ul><li>parole suffissate in –oso:  palloso...
La vitalit à degli usi gergali <ul><li>Nell’italiano comune (registri bassi o colloquiali): </li></ul><ul><ul><li>sfottere...
La vitalit à degli usi gergali <ul><li>Oggi molti gerganti (spazzacamini, ombrellai, cordai, muratori, girovaghi, cantasto...
Altri usi della voce ‘gergo’ <ul><li>Terminologia specifica di una certa classe o professione (il gergo degli informatici,...
‘ Gergo’ in altre lingue <ul><li>In francese:  argo  (gergo in senso stretto) e  jargon  (termine generico) </li></ul><ul>...
Variet à giovanili
Il linguaggio giovanile <ul><li>Il linguaggio giovanile ha in comune con i gerghi storici solo alcuni termini e l’ambiente...
Il linguaggio giovanile <ul><li>Le sue finalit à  sono </li></ul><ul><ul><li>ludiche </li></ul></ul><ul><ul><li>di rafforz...
Caratteristiche del linguaggio  giovanile <ul><li>Caratteristiche principali: instabilit à  e di trasitoriet à </li></ul><...
Caratteristiche del linguaggio  giovanile <ul><li>Variet à  essenzialmente diafasica, nata dall’esigenza di rendere pi ù  ...
Formazione delle parole <ul><li>Abbreviazioni:  over  ‘overdose’ , para  ‘paranoia’,  raga  ‘ragazzi’,  prof, tele, fidanz...
Formazione delle parole <ul><li>Disfemismi, riferiti soprattutto alla sfera sessuale:  culo, scopare, scopata, sega, pizza...
Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>italiano colloquiale informale </li></ul><ul><li>strato dialettale </li></ul...
Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>italiano colloquiale informale </li></ul><ul><li>Termini come  cagare, cagat...
Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>2. strato dialettale </li></ul><ul><li>il dialettismo serve a staccarsi dal ...
Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>3. strato ‘tradizionale’ </li></ul><ul><li>una parte del lessico  è  costitu...
Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>4. strato ‘innovante’ </li></ul><ul><li>Alcune forme provengono dal gergo de...
Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>5. strato proveniente dalla lingua della pubblicit à  e dei mass-media </li>...
Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>6. strato proveniente da lingue straniere </li></ul><ul><li>Nella lingua dei...
Variet à giovanili e italiano contemporaneo <ul><li>Nonostante la volatilit à  del linguaggio giovanile, certe sue forme h...
Variet à giovanili e italiano contemporaneo <ul><li>Il linguaggio dei giovani rinforza la tendenza all’incremento dei suff...
Dizionari <ul><li>I linguisti hanno tentato di catalogare i linguaggi giovanili attraverso la compilazione di dizionari, p...
Siti <ul><li>LinguaGiovani : dipartimento di Romanistica dell’Universit à di Padova , sito curato da Michele Cortelazzo </...
Bibliografia <ul><li>Bonomi, I. et al. (2010 2 ),  Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 56-58. </li></ul>...
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Gergo e varietà giovanili

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Gergo e varietà giovanili

  1. 1. Il gergo e le variet à giovanili Italiano per la comunicazione 11/04/2011
  2. 2. Gergo
  3. 3. I gerghi storici <ul><li>Nell’accezione pi ù tecnica il gergo è la lingua propria di alcuni gruppi di persone ai margini della societ à , che ne fanno uso per garantire l’identit à di gruppo , con il risultato di escludere dalla comprensione gli estranei . </li></ul>
  4. 4. I gerghi storici <ul><li>Gerganti: categorie di bassa estrazione sociale e collocate ai margini della societ à </li></ul><ul><ul><li>un mondo parassitario (mendicanti, vagabondi) </li></ul></ul><ul><ul><li>persone dedite ad attivit à illecite (malviventi, imbonitori) </li></ul></ul><ul><ul><li>persone dedite ad attivit à di intrattenimento popolare (cantastorie, giostranti, fieranti) </li></ul></ul><ul><ul><li>persone dedite a lavori temporanei o stagionali (ombrellai, spazzacamini, arrotini, bottai, facchini, cordai, e ambulanti in genere) </li></ul></ul>
  5. 5. Le origini del gergo <ul><li>Sembra che i gerghi siano nati nel Medioevo con il diffondersi in tutta Europa di schiere immense di mendicanti e di vagabondi. </li></ul><ul><li>La parola ‘gergo’ deriva dal fr. ant. jergon ‘cinguett ìo , lingua degli uccelli’ che dal XV secolo pass ò a significare ‘lingua dei malfattori’. </li></ul>
  6. 6. Le origini del gergo <ul><li>I vari gruppi di gerganti sostengono e rivendicano di appartenere ad un’umanit à diversa, che si contrappone alla societ à ufficiale per costumi di vita e anche per la lingua. </li></ul><ul><li>Nasce di qui la percezione del gergo un’espressione criptica formata appositamente in modo da essere oscura. </li></ul><ul><li>In realt à il gergo è una lingua diversa, usata da chi sta ai margini della societ à per distinguersi dagli altri. </li></ul>
  7. 7. Le caratteristiche del gergo <ul><li>Il gergo si basa su trasformazioni delle parole di una lingua o di uno o pi ù dialetti, con inserzioni di elementi lessicali esotici o di nuova formazione. </li></ul>
  8. 8. Le caratteristiche del gergo <ul><li>Lessico </li></ul><ul><ul><li>forme arcaiche: arto (dal greco àr t os ) ‘pane’ </li></ul></ul><ul><ul><li>prestiti da altre lingue: dal tedesco fieri ‘quattro’ < vier; fraula ‘donna’ < Fr äu l ein; spillare ‘giocare’ < spielen; dall’arabo zaraffo ‘complice’, gaffa ‘guardia’, zaffi / zaffrani ‘sbirri’; lingue degli zingari slenza ‘acqua’ </li></ul></ul>
  9. 9. Le caratteristiche del gergo <ul><li>Lessico: suffissi </li></ul><ul><ul><li>-oso: le fangose ‘le scarpe’, la calcosa ‘la strada’, la buiosa ‘la prigione’, la verdosa ‘erba’ </li></ul></ul><ul><ul><li>-engo: fratengo ‘buono’, berlengo ‘tavolo’ </li></ul></ul><ul><ul><li>-aldo: rufaldo ‘ladro’, rimaldo ‘vecchio’ </li></ul></ul><ul><ul><li>-ardo: bernarda ‘notte’, scanfarde ‘scodelle’ </li></ul></ul><ul><ul><li>-one: birbone , barone ‘vagabondo’ </li></ul></ul><ul><ul><li>desuffissazione con varie forme di storpiatura: polizia> pula , carabinieri> caramba , morfina> morfa </li></ul></ul>
  10. 10. Le caratteristiche del gergo <ul><li>Lessico: </li></ul><ul><ul><li>metatesi (inversione di suoni all’interno della parola): antefo ‘servo’ < fante; aronte ‘pane’ < artone </li></ul></ul><ul><ul><li>inserimento di r o l: cospa / crospa ‘casa’, coca / cocla ‘noce’, paltone / poltrone ‘vagabondo, marginale’, pelanda / pelandra ‘mantello’ </li></ul></ul><ul><ul><li>cambio delle velari k, g con t o con p, b, f: crusca / trusca ‘elimosina’, calchi / balchi ‘occhi’, strocca / stroppa ‘prostituta’, morch ì / morfire ‘mangiare’ </li></ul></ul><ul><ul><li>scambio fra vocali i/u, i/a: rif / ruffo ‘fuoco’, turingu / titingu ‘formaggio’, bisca / busca ‘legnetto, filo di paglia’, spiga / spago ‘paura’ </li></ul></ul>
  11. 11. Le caratteristiche del gergo <ul><li>Lessico: </li></ul><ul><ul><li>uso di parole che cominciano con n per esprimere negazione: nisba , nicolò , nieti o con bus , buschia , per es. impeltre b ös (bergamasco) ‘non capisco’ </li></ul></ul><ul><ul><li>uso di parole che cominciano con s per esprimere affermazione: s èd e ci , siena </li></ul></ul><ul><ul><li>ricorso alla metafora: bruna ‘la notte’, neve ‘la cocaina’ </li></ul></ul>
  12. 12. Le caratteristiche del gergo <ul><li>Morfosintassi: </li></ul><ul><ul><li>pronome personale espresso con l’aggettivo possessivo, una parola ‘vuota’ e il verbo alla terza persona: </li></ul></ul><ul><ul><li>io = ul me v él (‘il mio velo’ = ‘il mio corpo’ calderai della Val Cavargna), tu = ul to v él , lui = ul so v él ; per es. io dormo = ul me v él al c ùbia; mio (di me) = dul me v él ; </li></ul></ul><ul><ul><li>me isa (gergo palermitano) </li></ul></ul><ul><ul><li>al mi m èd i z (gergo bolognese) </li></ul></ul>
  13. 13. I gerghi transitori <ul><li>Gerghi che hanno origine dalla convivenza temporanea in ambienti di segregazione , come il carcere, il collegio, la caserma </li></ul><ul><li>Funzioni: </li></ul><ul><ul><li>rafforzare l’identit à del gruppo </li></ul></ul><ul><ul><li>segretezza </li></ul></ul>
  14. 14. La vitalit à degli usi gergali <ul><li>Nella lingua dei giovani: </li></ul><ul><ul><li>parole suffissate in –oso: palloso , incazzoso , pizzoso </li></ul></ul><ul><ul><li>parole ed espressioni, per es. allargarsi ‘assumere un atteggiamento di superiorit à ’ ( ehi, non t’allargare ); ciospo , ciospa ‘ragazzo, ragazza o cosa del tutto priva di attrattiva’ gergalismo degli ambienti mafiosi </li></ul></ul>
  15. 15. La vitalit à degli usi gergali <ul><li>Nell’italiano comune (registri bassi o colloquiali): </li></ul><ul><ul><li>sfottere, sbobba ‘minestra’, sbolognare , malloppo , monello, baita </li></ul></ul>
  16. 16. La vitalit à degli usi gergali <ul><li>Oggi molti gerganti (spazzacamini, ombrellai, cordai, muratori, girovaghi, cantastorie) sono ormai scomparsi. </li></ul><ul><li>Il gergo resiste ancora in pochi ambienti: presso i circensi, i giostrai, gli imbonitori (che recentemente hanno avuto largo spazio in TV) e i malavitosi. </li></ul>
  17. 17. Altri usi della voce ‘gergo’ <ul><li>Terminologia specifica di una certa classe o professione (il gergo degli informatici, il gergo burocratico, il gergo medico) </li></ul><ul><li>Modo di parlare oscuro e allusivo ( d ài , non parlare in gergo, di’ chiaro quello che vuoi ) </li></ul>
  18. 18. ‘ Gergo’ in altre lingue <ul><li>In francese: argo (gergo in senso stretto) e jargon (termine generico) </li></ul><ul><li>In inglese: cant (gergo in senso proprio), slang (variet à dei registri bassi) e jargon (sottocodice legato ai mestieri e alle professioni) </li></ul>
  19. 19. Variet à giovanili
  20. 20. Il linguaggio giovanile <ul><li>Il linguaggio giovanile ha in comune con i gerghi storici solo alcuni termini e l’ambiente (la strada, la piazza, occasionalmente il bordello, la malavita) </li></ul><ul><li>È una variet à di lingua usata dai giovani di qualunque estrazione sociale </li></ul>
  21. 21. Il linguaggio giovanile <ul><li>Le sue finalit à sono </li></ul><ul><ul><li>ludiche </li></ul></ul><ul><ul><li>di rafforzamento della coesione al gruppo </li></ul></ul><ul><ul><li>di contrapposizione agli altri gruppi </li></ul></ul>
  22. 22. Caratteristiche del linguaggio giovanile <ul><li>Caratteristiche principali: instabilit à e di trasitoriet à </li></ul><ul><ul><li>sono parlate presso determinate fasce d’et à e in particolari situazioni </li></ul></ul><ul><ul><li>sono destinate a evolversi in breve tempo </li></ul></ul><ul><ul><li>sono influenzate dalla provenienza geografica e dall’estrazione sociale </li></ul></ul><ul><ul><li>variano al variare delle generazioni e dei loro gusti (musica, divi, siti Internet) </li></ul></ul>
  23. 23. Caratteristiche del linguaggio giovanile <ul><li>Variet à essenzialmente diafasica, nata dall’esigenza di rendere pi ù personale e colorita la conversazione fra coetanei </li></ul><ul><li>Registro giocoso paragonabile al lessico familiare, la sua consistenza si riduce soprattutto al lessico, limitato a una ristretta gamma d’argomenti: la scuola, l’amore, il sesso, la musica, lo sport, i motori, a volte la droga. </li></ul><ul><li>Non esiste un linguaggio giovanile unico: esistono tante variet à giovanili, accomunate da regole di acquisizione, formazione e trasformazione delle parole. </li></ul>
  24. 24. Formazione delle parole <ul><li>Abbreviazioni: over ‘overdose’ , para ‘paranoia’, raga ‘ragazzi’, prof, tele, fidanza, tranqui, fanculo </li></ul><ul><li>Alterazioni: appusto ‘a posto’, figiata ‘figata’ </li></ul><ul><li>Suffissazioni in –oso: palloso , sballoso , cagoso </li></ul><ul><li>Forme verbali in –arsela: buttarsela , chiaccherarsela , pipparsela , tirarsela </li></ul>
  25. 25. Formazione delle parole <ul><li>Disfemismi, riferiti soprattutto alla sfera sessuale: culo, scopare, scopata, sega, pizza ‘persona noiosa/membro virile’, cazzo </li></ul><ul><li>Usi figurati: cesso , cozza, scorfano ‘ragazza brutta’, braccino ‘tirchio’, gasarsi ‘darsi delle arie’, spararsi un disco, una sigaretta ‘ascoltare un disco, fumarsi una sigaretta’; camom ìl lati ‘calmati’, allupato ‘che ha forti pulsioni erotiche’ </li></ul>
  26. 26. Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>italiano colloquiale informale </li></ul><ul><li>strato dialettale </li></ul><ul><li>strato ‘tradizionale’ </li></ul><ul><li>strato ‘innovante’ </li></ul><ul><li>strato proveniente dalla lingua della pubblicit à e dei mass-media </li></ul><ul><li>strato proveniente da lingue straniere </li></ul>
  27. 27. Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>italiano colloquiale informale </li></ul><ul><li>Termini come cagare, cagata, casino, cazzo, goduria, palla, sbattere, sgamare, sparare e iperboli come bestiale, allucinante, pazzesco sono documentati anche nelle variet à meno sorvegliate dell’italiano </li></ul>
  28. 28. Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>2. strato dialettale </li></ul><ul><li>il dialettismo serve a staccarsi dal lessico degli adulti rafforzando il sentimento del voler essere diversi </li></ul><ul><li>le forme dialettali non sono solo locali, ma anche provenienti da dialetti diversi </li></ul><ul><ul><li>per es. appicciare, capa, minchia, lambascione , sono termini di origine meridionale, ben acclimatati anche in parlate giovanili settentrionali </li></ul></ul>
  29. 29. Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>3. strato ‘tradizionale’ </li></ul><ul><li>una parte del lessico è costituita da forme che sono ereditate da variet à giovanili di generazioni precedenti </li></ul><ul><ul><li>per es. nell’area piemontese-lombarda i termini come ganzo, essere in paranoia, ciulare/fregare, fottere, avere culo, toppare </li></ul></ul>
  30. 30. Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>4. strato ‘innovante’ </li></ul><ul><li>Alcune forme provengono dal gergo della caserma: azionare, batter la stecca, bombardato, cazziare, massiccio </li></ul><ul><li>Alcuni termini vengono dal gergo della droga: anfetaminico, flashare, intrippare, farsi una pera, sballo, sballare, schizzare </li></ul>
  31. 31. Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>5. strato proveniente dalla lingua della pubblicit à e dei mass-media </li></ul><ul><li>sopravvive di norma pochi mesi o al massimo qualche anno alla durata della campagna pubblicitaria </li></ul><ul><ul><li>negli anni Novanta hanno avuto un largo successo: silenzio! parla Agnesi!; pi ù lo butti gi ù , pi ù ti tira su; o cos ì o pom ì </li></ul></ul><ul><li>molti termini e molte espressioni sono mutuati da Internet: sei connesso? (attraverso la trasmissione televisiva Zelig ), resettare, chattare </li></ul>
  32. 32. Le componenti delle parlate giovanili <ul><li>6. strato proveniente da lingue straniere </li></ul><ul><li>Nella lingua dei giovani troviamo soprattutto anglicismi e ispanismi: baggy pantaloni ‘pantaloni larghi a vita bassa’, rocker ‘persona tosta’, homeboy ‘amico fraterno’, weeda ‘marijuana, spinello’, las guardias ‘I bidelli’ </li></ul><ul><li>Pseudo-esotismi: cucador; arrapescion </li></ul>
  33. 33. Variet à giovanili e italiano contemporaneo <ul><li>Nonostante la volatilit à del linguaggio giovanile, certe sue forme hanno tanto successo che entrano nell’italiano medio parlato: </li></ul><ul><ul><li>nell’italiano colloquiale: fuori di testa ‘matto, stordito’; essere schizzato ‘essere nervosissimo, manifestare comportamenti squilibrati’ </li></ul></ul><ul><ul><li>nella lingua sub-standard sono stati accolti termini romaneschi come sgamare ‘intuire, scoprire’, paraculo ‘persona che sa sfruttare le situazioni a proprio vantaggio’ </li></ul></ul>
  34. 34. Variet à giovanili e italiano contemporaneo <ul><li>Il linguaggio dei giovani rinforza la tendenza all’incremento dei suffissi in –oso e –ata </li></ul><ul><li>Accelera il processo di accettazione e diffusione di termini stranieri e pseudo-stranieri: flow ‘flusso, corrente’, flippare ‘perdere il controllo’, hard ‘duro’ </li></ul><ul><li>Anche nello scritto i giovani veicolano nell’italiano contemporaneo i modelli che assumono dalla televisione, dalla musica, dal web </li></ul>
  35. 35. Dizionari <ul><li>I linguisti hanno tentato di catalogare i linguaggi giovanili attraverso la compilazione di dizionari, per es. </li></ul><ul><ul><li>Peso vero sclero. Dizionario del linguaggio giovanile di fine millennio , di Gian Ruggiero Manzoni (1997) </li></ul></ul><ul><ul><li>Scrostati gaggio! Dizionario storico dei linguaggi giovanili , di Renzo Ambrogio e Giovanni Casalegno (2004) </li></ul></ul>
  36. 36. Siti <ul><li>LinguaGiovani : dipartimento di Romanistica dell’Universit à di Padova , sito curato da Michele Cortelazzo </li></ul><ul><li>Slagopedia di “L’Espresso” </li></ul>
  37. 37. Bibliografia <ul><li>Bonomi, I. et al. (2010 2 ), Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 56-58. </li></ul><ul><li>Sobrero, A.A. & Miglietta, A. (2006), Introduzione alla linguistica italiana , Roma&Bari: Laterza, pp. 102-109. </li></ul><ul><li>Antonelli, G. (2007), L’italiano nella societ à della comunicazione , Bologna: il Mulino, pp. 31-34. </li></ul><ul><li>Trifone, P. (2007), Malalingua , Bologna: il Mulino, pp. 135-153. </li></ul>

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