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Retorica

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Lezioni Italiano per la comunicazione

Retorica

  1. 1. La retorica e il potere della parola Italiano per la comunicazione 27/04/2011
  2. 2. La retorica: una definizione <ul><li>Arte e tecnica del parlare e dello scrivere con efficacia persuasiva, secondo sistemi di regole espressive, stabilite per la prima volta nell’antica Grecia e poi sviluppatesi successivamente nella cultura romana, medievale ed umanistica. </li></ul>
  3. 3. Connotazioni negative <ul><li>Oggi nell’uso comune si adopera spesso il vocabolo retorica con valore negativo: </li></ul><ul><ul><li>un modo di esprimersi artificioso, ornato, privo di autentico impegno intellettuale o di contenuto affettivo </li></ul></ul><ul><ul><li>forzatura, gonfiore, ridondanza, finzione, inganno, ipocrisia </li></ul></ul>
  4. 4. La difesa della retorica
  5. 5. La difesa della retorica <ul><li>Dato che con la retorica si sostengono argomenti sia veri che falsi, chi oser à dire che contro la menzogna i difensori della verit à debbono essere del tutto disarmati? Perch é mai quanti cercano di accreditare il falso sanno accattivarsi coi loro esordi l’ascoltatore rendendolo attento e arrendevole, mentre invece costoro non lo sanno fare? Perch é quelli sanno esporre il falso con brevit à chiarezza verosimiglianza, mentre questi espongono il vero in modo che l’ascoltatore s’annoi, non riesca a capire e non resti convinto? Perch é quelli riescono con argomenti ingannevoli a impugnare la verit à e affermare la falsit à , mentre questi non sono capaci n é di difendere il vero n é di confutare il falso? Perch é quelli con le loro parole sanno smuovere e spingere all’errore gli animi degli ascoltatori atterrendoli rattristandoli rallegrandoli esortandoli con massimo impegno, mentre questi in difesa della verit à sonnecchiano pigri e fiacchi? Chi pu ò essere tanto sciocco da pensarla cos ì ? Dato perci ò che la capacit à di parlare è moralmente neutra ed è molto efficace per sostenere argomenti sia cattivi sia buoni, perch é mai la persona dabbene non si dovrebbe mettere in condizione, grazie a questo studio, di battersi per la verit à , dal momento che i malvagi se ne servono per far prevalere cause disoneste e prive di fondamento a beneficio dell’iniquit à e dell’errore? (Agostino, De doctrina christiana 4.3) </li></ul>
  6. 6. Fini della retorica <ul><li>Secondo i Greci e i Romani la retorica ha tre fini: </li></ul><ul><ul><li>doc ē re: ‘insegnare’, cio è fornire argomenti razionalmente validi </li></ul></ul><ul><ul><li>mov ē re: ‘muovere’ i sentimenti </li></ul></ul><ul><ul><li>delectare: ‘dare diletto’ a chi ascolta </li></ul></ul>
  7. 7. La retorica classica <ul><li>L’arte della retorica trionfa nell’Atene del V secolo a.C. </li></ul><ul><li>Funzioni: far prevalere le proprie ragioni attraverso dispute diplomatiche, sconfiggere gli avversari politici nei dibattiti di assemblea, vincere i processi dinanzi a giurie popolari, guadagnarsi il consenso degli elettori per conquistare cariche pubbliche </li></ul><ul><li>L’oratoria mira soprattutto a produrre persuasione, convincere gli altri dell’utilit à di aderire alla causa di chi parla </li></ul><ul><li>Il discorso pu ò rivestirsi di un potere psicagogico, cio è incantare, trascinare gli animi </li></ul>
  8. 8. I generi del discorso <ul><li>giudiziale: si usa nei tribunali, per difendere o per accusare </li></ul><ul><li>deliberativo: si usa nelle assemblee, per procurarsi i voti, per combattere un avversario </li></ul><ul><li>epidittico: si usa nelle cerimonie, per celebrare personaggi vivi o morti </li></ul>
  9. 9. Individuazione dei destinatari, casistica delle situazioni
  10. 10. Individuazione dei destinatari, casistica delle situazioni <ul><li>Se mi date un consesso di giudici saggi, taglier ò via molte cose non solo dalle orazioni di Cicerone, ma anche da quelle di Demostene che è assai pi ù stringato di lui, perch é non ci sar à bisogno di muovere gli affetti n é di lusingare gli uditori attraverso il diletto, dal momento che gli stessi esordi sono, secondo Aristotele, inutili davanti a tali persone, perch é quei saggi non si lasceranno trascinare da queste cose: basta esporre la questione in termini appropriati e significativi e ben raccogliere le prove. Ma poich é viene dato come giudice il popolo oppure delle persone di quella risma, e coloro che devono emettere la sentenza sono assai spesso ignoranti e talvolta campagnoli bisogna impiegare tutti i mezzi che crederemo utili a farci ottenere il nostro intento (Quintiliano, Institutio 12, 10.52 sg.) </li></ul>
  11. 11. Filosofia vs retorica <ul><li>Gi à gli antichi si erano resi conto che a ccanto alla logica della dimostrazione c’ è anche una logica dell’argomentazione: </li></ul><ul><li>discorso specialistico , formalizzato, settoriale </li></ul><ul><ul><li>un discorso che ricerca la verit à </li></ul></ul><ul><ul><li>si basa su un’argomentazione logica (il l óg o s ) </li></ul></ul><ul><ul><li>cerca di ottenere un’adesione di tipo razionale da parte del pubblico </li></ul></ul><ul><li>comunicazione retorica </li></ul><ul><ul><li>fa leva sui sentimenti, sui gusti, sulle abitudini del pubblico </li></ul></ul><ul><ul><li>si basa su un’argomentazione di carattere emotivo </li></ul></ul><ul><ul><li>ricorre alla credibilit à dell’oratore ( éth os ) o al coinvolgimento affettivo ed emotivo ( p át h os ) dell’uditorio </li></ul></ul>
  12. 12. Le cinque fasi della stesura dell’orazione <ul><li>l’inventio: la ricerca degli argomenti che devono essere usati da chi parla e da chi scrive </li></ul><ul><li>la dispositio: l’ordine in cui devono essere disposti gli argomenti; per es. l’ordine naturale, logico o l’ordine artificiale organizzato in modo da sorprendere chi ci ascolta </li></ul><ul><li>la elocutio: l’espressione delle idee mediante le figure del linguaggio; il modo di scegliere le parole e il modo di combinarle, ornare il discorso </li></ul><ul><li>la memoria: il tenere a mente le cose che si debbono dire </li></ul><ul><li>l’actio: il modo di pronunciare il proprio discorso; gli atteggiamenti, i gesti </li></ul>
  13. 13. Le figure retoriche <ul><li>Particolari forme espressive usate dai poeti e dai prosatori per innalzare lo stile, per rendere diverso il loro dire rispetto al parlare di ogni giorno </li></ul><ul><li>Le figure si basano su schemi universali presenti nella mente dell’uomo e vengono usate anche nel linguaggio quotidiano </li></ul>
  14. 14. Le figure retoriche <ul><li>figure di dizione: per le quali si modifica la forma delle parole (ap òc o pe, af èr e si, sincope) </li></ul><ul><li>figure di elocuzione: riguardano la scelta delle parole pi ù adatte (sinonimi, epiteti) </li></ul><ul><li>figure di ritmo: riguardano gli effetti fonetici che si ottengono mediante la ripetizione di fenomeni, sillabe, parole, ecc. (allitterazione, onomatopea) </li></ul><ul><li>figure di costruzione: si riferiscono all’ordine delle parole nella frase (anafora, chiasmo) </li></ul><ul><li>figure di significato o tropi: concernono il cambiamento del significato delle parole (metafora, meton ím ia, sin èd d oche, antonomasia) </li></ul><ul><li>figure di pensiero: riguardano l’idea e l’immagine che appare in una frase (apostrofe, esclamazione, ip èr b ole) </li></ul>
  15. 15. La retorica e il linguaggio della pubblicità <ul><li>La comunicazione pubblicitaria è finalizzata principalmente a </li></ul><ul><ul><li>influenzare le idee, gli atteggiamenti ed i comportamenti del destinatario </li></ul></ul><ul><ul><li>produrre fenomeni di memorizzazione </li></ul></ul><ul><ul><li>richiamare l’attenzione e l’emotivit à del pubblico </li></ul></ul><ul><li>L’argomentazione pubblicitaria attinge a mezzi di ordine intellettuale, ma privilegia i mezzi di ordine affettivo: il messaggio pubblicitario è ben pi ù oratorio che argomentativo </li></ul>
  16. 16. Éthos e páthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Tipologia del messaggio pubblicitario: </li></ul><ul><ul><li>messaggio imperniato sull’ ét h os, cio è sull’affidabilit à e sull’autorevolezza del marchio o della qualit à del prodotto; la pubblicit à che informa; tipo referenziale </li></ul></ul><ul><ul><li>messaggio imperniato sul p át h os, cio è sul coinvolgimento diretto dell’uditorio; la pubblicit à che seduce; tipo emotivo </li></ul></ul>
  17. 17. L’ éthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Il messaggio pubblicitario di tipo referenziale usa prevalentemente entimemi , cio è ragionamenti basati su una serie di t ópoi </li></ul><ul><li>I t ópoi sono opinioni diffuse, generalmente accettate e condivise dal pubblico di riferimento </li></ul><ul><li>Dai t ópoi scaturiscono procedimenti deduttivi di applicabilit à universale, perch é poggiano appunto su presupposti comunemente ammessi, anche se non oggettivamente veri </li></ul>
  18. 18. L’ éthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Tipo referenziale sul marchio: </li></ul><ul><ul><li>si propone uno stile di vita o una visione etica del mondo, ottenendo un’adesione nei confronti di un sistema di valori proposto dalla marca </li></ul></ul>
  19. 19. L’ éthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>headline: Noi non rompiamo le scatolette ai delfini. </li></ul><ul><li>bodycopy: Esselunga per il suo tonno ha selezionato esclusivamente fornitori certificati “D o lphin safe ” dalle principali associazioni ambientaliste, a garanzia della totale incolumit à dei delfini durante la pesca </li></ul>
  20. 20. L’ éthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Tipo referenziale sul prodotto: </li></ul><ul><ul><li>domina la dimensione informativa </li></ul></ul>
  21. 21. L’ éthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>L ’ acqua Lete è povera di sodio, favorisce la digestione </li></ul><ul><li>Capelli +30,5% / efficacia anticaduta 87%. Trattamento anticaduta Bioscalin con Biogenina. Pi ù valore ai capelli. </li></ul>
  22. 22. Il p áthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Il messaggio pubblicitario di tipo emotivo utilizza principalmente l’ exemplum : </li></ul><ul><ul><li>un esempio in cui l’interlocutore si riconosce, una situazione con cui si identifica. </li></ul></ul><ul><ul><li>l’identificazione del ricevente con la situazione riprodotta induce il destinatario a scoprire i propri bisogni: il bisogno di rinascere, di essere belli, essere buoni genitori, provare sensazioni di benessere, trasgredire </li></ul></ul>
  23. 23. Il p áthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Il marchio/il prodotto diventa l’elemento magico in grado di far corrispondere il desiderio alla realt à </li></ul><ul><li>L’argomentazione per mezzo dell’esempio usa il procedimento induttivo </li></ul><ul><li>Si addice ad un target fondamentalmente passivo, pi ù disponibile a lasciarsi suggestionare che ad essere convinto con argomentazioni logiche </li></ul>
  24. 24. Il p áthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Alzati. Rinnovati. Rinasci. / Vasca idromassaggio Jacuzzi. </li></ul><ul><li>Conquista un corpo e un viso al top! / Prenditi cura della tua bellezza con Skin & Body Care </li></ul>
  25. 25. Il p áthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Se sei una mamma che non si accontenta / scegli Milupa </li></ul><ul><li>Trasgredisci con Emporio Recarlo / distribuito nelle migliori gioiellerie </li></ul><ul><li>Teuco. Il multibenessere a tua immagine e somiglianza </li></ul>
  26. 26. Éthos e páthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Nei messaggi pubblicitari gli elementi legati all’ éthos o al páthos sono contemporaneamente presenti e sono costantemente interagenti tra di loro </li></ul><ul><li>Pi ù che di categorie discrete, si potrebbe parlare di messaggi pubblicitari pi ù incentrati sul prodotto/marchio o messaggi pubblicitari pi ù focalizzati sul destinatario </li></ul>
  27. 27. I t ópoi e il tipo di pubblico <ul><li>Uditorio è di “s p irito classico” </li></ul><ul><li>L’argomentazione si basa su concetti che evocano il durevole contro l’effimero, la concretezza, la genuinit à , attestate dalla tradizione, oppure dall’origine geografica: </li></ul><ul><ul><li>L’azienda Busco produce vasche idromassaggio dal 1970. </li></ul></ul><ul><ul><li>Il parmigiano reggiano è prodotto secondo un sistema artigianale / “n o n si fabbrica” / “s i fa” </li></ul></ul>
  28. 28. I t ópoi della pubblicità <ul><li>Uditorio è di “s p irito romantico” </li></ul><ul><li>L’impianto argomentativo si fonda su premesse di ordine non-razionale, il valore dell’oggetto pubblicizzato deriva dalla sua unicit à , che si contrappone alla banalit à del consueto: </li></ul><ul><ul><li>Solo la banalit à è immorale. / JUKIKO Gioielli </li></ul></ul><ul><ul><li>Campari, passione e sensualit à </li></ul></ul>
  29. 29. Le figure retoriche nel discorso pubblicitario <ul><li>Il linguaggio pubblicitario ha un altissimo tasso di incidenza di figure, in particolar modo dei tropi (metafora, metonimia, sineddoche). </li></ul><ul><li>Nel discorso persuasivo la figura svolge </li></ul><ul><ul><li>una funzione argomentativa (in quanto sintetica) </li></ul></ul><ul><ul><li>una funzione oratoria (contribuisce ad attrarre, sedurre, conquistare, commuovere) </li></ul></ul>
  30. 30. Metafora e metonimia <ul><li>Metafora e metonimia costituiscono le basi della retorica pubblicitaria. </li></ul><ul><li>Il fine della pubblicit à è quello di trasformare un prodotto in un valore: </li></ul><ul><ul><li>La metafora agisce sull’asse paradigmatico, sostituendo l’oggetto con il valore che si intende attribuirgli </li></ul></ul><ul><ul><li>La metonimia agisce sull’asse sintagmatico, inserendo il prodotto in un contesto che richiama, in via indiretta, quel valore </li></ul></ul>
  31. 31. La metafora <ul><li>Consiste nel trasferire il significato di una parola o di un’espressione dal senso proprio ad un altro figurato, che abbia col primo un rapporto di somiglianza. </li></ul>
  32. 32. La metafora <ul><li>La metafora si usa: </li></ul><ul><li>per veicolare concetti astratti che possono essere intesi solo in termini di altri concetti più concreti </li></ul>
  33. 33. La metafora
  34. 34. La metafora <ul><li>La metafora si usa: </li></ul><ul><li>per colmare la mancanza di una parola specifica. I linguaggi scientifici si servono spesso della metafora per formare le loro terminologie: per es. il vocabolo sat ē lles, -litis (lat. ‘accompagnatore’ del principe) ‘il corpo celeste che gira intorno ad un pianeta’, ‘congegno creato dall’uomo e lanciato nello spazio in modo che descriva un’orbita intorno alla Terra o ad un altro corpo celeste’ </li></ul>
  35. 35. La metafora <ul><li>Catacresi: metafore nella vita quotidiana, per es. collo della bottiglia, piede del tavolo, dorso di una montagna, ecc. </li></ul><ul><li>La pubblicit à usa spesso queste metafore “a s sopite ” , risvegliate al bisogno: </li></ul><ul><ul><li>Mostrate i muscoli. Nuova Classe B </li></ul></ul><ul><ul><li>Abbiamo sempre fatto passi da gigante. / Ora lo siamo diventati / (...) / Esprinet. / Il gigante della tecnologia. </li></ul></ul>
  36. 36. La metafora
  37. 37. La metafora <ul><li>Nel mondo Nutella dell’azienda Ferrero i protagonisti sono legati da una calda e sincera amicizia, vivono momenti di forte coinvolgimento emotivo, con la presenza fisica del prodotto. </li></ul><ul><li>I valori con cui si fa identificare il prodotto sono la dolcezza, la tenerezza, la genuinit à dei sentimenti. </li></ul><ul><li>Siccome l’azienda intende rivolgersi ad un ampio target, usa immagini metaforiche di tipo convenzionale, il cui senso traslato non contiene elementi di particolare novit à dal punto di vista creativo. </li></ul>
  38. 38. La metafora <ul><li>Mondo Nutella: affetto, famiglia, unione, nazione </li></ul><ul><ul><li>Energia per fare e per pensare ( 1989 ) </li></ul></ul><ul><ul><li>Che colazione sarebbe senza Nutella? ( 2010 ) </li></ul></ul><ul><ul><li>Anche quando i colori delle squadre che amiamo ci dividono / (Packshot del prodotto) / Nutella ci unisce sempre. / Che mondo sarebbe, senza Nutella? </li></ul></ul><ul><ul><li>Nutella alimenta lo sport ( 2002 ) </li></ul></ul>
  39. 39. La metafora <ul><li>La comunicazione pubblicitaria dell’azienda Campari è fortemente legata alla passionalit à , alla trasgressione, alla sensualit à </li></ul><ul><li>La comunicazione Campari pone il consumatore in una posizione centrale rispetto al prodotto e sviluppa metafore di grande impatto emotivo </li></ul>
  40. 40. La metafora <ul><li>Claim: Campari Red Passion </li></ul><ul><li>L’immagine associa metaforicamente il prodotto al ‘fuoco’ di un’intensa passione, che si tinge, classicamente, di rosso </li></ul><ul><li>Hotel Campari ( 2007 ) </li></ul>
  41. 41. La metafora <ul><li>Headline: IWC. Sponsor ufficiale degli uomini. </li></ul><ul><li>Testo: Diamo man forte all’uomo: ad esempio mettendogli al polso il Grande orologio da Aviatore... </li></ul><ul><li>Pay off: IWC. Dal 1868. E finch é ci saranno uomini. </li></ul><ul><li>Si sollecita l’orgoglio maschile; lo headline presenta la vita come una gara e l’uomo come un atleta </li></ul>
  42. 42. Metonimia <ul><li>Metonimia: tropo per spostamento di limite oltre al campo del contenuto concettuale </li></ul><ul><li>Lo spostamento pu ò avvenire tra causa e effetto, tra astratto e concreto, dal contenente al contenuto, dall’autore all’opera </li></ul>
  43. 43. Metonimia <ul><li>LEO CUT DIAMOND. Una luce che è impossibile nascondere </li></ul><ul><li>Il processo metonimico è basato su un rapporto di causa per l’effetto prodotto (LEO CUT – luce) </li></ul>
  44. 44. Sineddoche <ul><li>Sineddoche: spostamento entro il campo del contenuto concettuale </li></ul><ul><li>Consiste nell’estendere o nel restringere il significato di una parola (rapporto quantitativo). Ci ò si ottiene con il passaggio tra parte e tutto, genere e specie, singolare e plurale, materia e oggetto; </li></ul><ul><li>Per es. il mare è pieno di vele (barche a vela) </li></ul>
  45. 45. Sineddoche <ul><li>Usa la testa e ti dir ò chi sei </li></ul><ul><ul><li>Il termine “t e sta” rimanda al visual, che mette in evidenza le testine speciali di un rasoio </li></ul></ul><ul><li>Calzedonia. Fa’ parlare le tue gambe </li></ul>
  46. 46. Sinestesia <ul><li>Una figura retorica che abbina elementi in modo poco usuale per ottenere effetti nuovi ed originali: mette in contatto due diverse percezioni sensoriali (udito-vista, vista-gusto, ecc.) </li></ul>
  47. 47. Sinestesia <ul><li>Glen Grant, colore chiaro, gusto pulito , puro malto, diverso per tradizione </li></ul><ul><li>Riserva Royalstock, dal gusto morbido come il velluto </li></ul><ul><li>Come una carezza... il gusto morbido di Royalstock </li></ul>
  48. 48. Ossimoro <ul><li>L’ossimoro si basa sulla convergenza paradossale di due termini atitetici </li></ul><ul><ul><li>Aurora. Dire senza parlare </li></ul></ul><ul><li>In molti casi l’ossimoro si combina con la figura etimologica: </li></ul><ul><ul><li>Contiene un’incontenibile energia </li></ul></ul>
  49. 49. Antonomasia <ul><li>L’antonomasia è la sostituzione di un nome con un epiteto o una perifrasi atti a esprimere una caratteristica considerata distintive dell’individuo, oggetto, fatto, circostanza. Per es. un Adone (un giovane bellissimo), cicerone (guida turistica), il lieto evento (la nascita) </li></ul><ul><ul><li>È un Whirlpool. </li></ul></ul>
  50. 50. Iperbole <ul><li>È la figura dell’amplificazione che pu ò consistere nell’esagerazione oppure nell’attenuazione. </li></ul><ul><ul><li>Tra un Pinot grigio qualunque / e il Pinot grigio Santa Margherita c’ è un abisso </li></ul></ul>
  51. 51. Ironia <ul><li>L’ironia sfrutta il meccanismo dell’inversione semantica: si afferma, sul piano letterale, ci ò che è negato in figura. </li></ul><ul><li>Per veicolare l’intenzione ironica è indispensabile fare uso dei cosiddetti indici di ironia, come l’intonazione, elementi gestuali nell’oralit à , virgolette, corsivo, parentesi nella scrittura. </li></ul><ul><li>L’ironia coinvolge il destinatario perch é lo fa partecipare attivamente al processo di decodifica e lo fa entrare nel gioco della pubblicit à . </li></ul>
  52. 52. Ironia <ul><li>Spesso l’intenzione ironica viene segnalata dal visual: ci ò che viene negato nel segmento verbale risulta confermato dall’immagine. </li></ul><ul><li>Certe cose sono difficili da mandar gi ù ( Citrosodina antiacido) </li></ul>
  53. 53. Ironia <ul><li>Certe cose sono difficili da mandar gi ù ( Citrosodina antiacido) </li></ul>
  54. 54. Le figure di suono <ul><li>Il linguaggio pubblicitario persegue il fine di favorire fenomeni di memorizzazione da parte del pubblico. </li></ul><ul><li>Le figure di ritmo e di suono attivano le potenzialit à del significante: non sono solo gradevoli sul piano estetico, ma innescano, sul piano psicologico, una serie di associazioni inconsce </li></ul>
  55. 55. Le figure di suono <ul><li>Le figure di suono e di ritmo sono particolarmente adatte a vivacizzare lo stile dei messaggi pubblicitari relativi a beni di uso quotidiano e generalizzato </li></ul><ul><ul><li>per es. detersivi, prodotti per la casa, generi alimentari di prima necessit à , farmaci di uso generico, prodotti per l’infanzia </li></ul></ul><ul><li>Scopo: influenzare il consumatore al di sotto della sua soglia di coscienza, affinch é , all’atto di scegliere distrattamente il prodotto tra tanti altri, sia automaticamente richiamato alla sua memoria un marchio specifico </li></ul>
  56. 56. La rima <ul><li>Lindo e Sano. Per lo splendore basta una mano. </li></ul><ul><li>Stitichezza che tristezza! Per combattere che fare? / Ti conviene qui ascoltare. / Pochi grassi e frittelline, son le fibre sopraffine / perci ò crusca, poi verdura, / frutta un dono di natura! / E poi acqua a volont à / perch é bene sempre fa. / Ma se l’intestino ancora / non risponde, solo allora, / prendi stavolta Euchessina C.M. / Presa la sera, risponde al mattino </li></ul>
  57. 57. L’alliterazione <ul><li>Il ricorso a vocali, consonanti o sillabe uguale all’inizio di due o pi ù parole successive: </li></ul><ul><ul><li>Krazy, krazy Krizia </li></ul></ul><ul><ul><li>You can Canon </li></ul></ul>
  58. 58. Onomatopea <ul><li>Formazione di un nome per imitazione del rumore che esso rappresenta. </li></ul><ul><li>Nella pubblicit à, riproducendo quasi fisicamente le sensazioni che l’oggetto pubblicizzato pu ò procurare, nel destinatario si attivano reazioni psico-emotive particolarmente efficaci ai fini della memorizzazione del messaggio. </li></ul><ul><li>L’onomatopea si usa anche a valorizzare gli elementi su cui si vuol far convergere l’attenzione del destinatario. </li></ul>
  59. 59. Onomatopea <ul><li>Questa figura trova largo impiego nelle tecniche di naming del marchio o del prodotto. </li></ul><ul><li>CRIK CROK / Da sempre patatine di successo </li></ul><ul><li>Il nome CRIK CROK riproduce il rumore derivante dalla masticazione di un alimento croccante. </li></ul>
  60. 60. Bibliografia <ul><li>Capozzi, M. R. (2008), La comunicazione pubblicitaria , Pavia: Franco Angeli, pp. 62-76. </li></ul><ul><li>Bonomi, I. & Masini, A. (2003) (a cura di ), La lingua italiana e i mass media , Roma: Carocci, pp pp. 233-237. </li></ul><ul><li>Bruni, F. & Raso, T. (2002), Manuale dell’italiano professionale , Bologna: Zanichelli, pp. 13-25. </li></ul><ul><li>Dardano, M. & Trifone, M. (1985), La lingua italiana , Bologna: Zanichelli, pp. 411-424. </li></ul><ul><li>Mortara Garavelli, B. (2010), Il parlar figurato. Manualetto di figure retoriche , Roma&Bari: Laterza. </li></ul>

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