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1 comunicazione linguaggi e media

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1 comunicazione linguaggi e media

  1. 1. Comunicazione Linguaggi & Media
  2. 2. Che cos’è la comunicazione   <ul><li>Comunicazione deriva dal latino communicationem – communicare </li></ul><ul><li>mettere in comune, passare qualcosa da uno all'altro, unire in comunità. </li></ul><ul><li>La radice latina esprime l'idea di contatto , di trasferimento e di condivisione . </li></ul><ul><li>A partire dalla metà del ‘900, il termine comunicazione è stato adottato per indicare quella forma di trasporto immateriale ed astratto che è il trasferimento di informazione . </li></ul><ul><li>Per padroneggiare la comunicazione, bisogna comprenderla. </li></ul>
  3. 3. Comunicazione - informazione   Comunicazione è tutto ciò che, esplicitamente o implicitamente, incide sugli atteggiamenti e sui comportamenti delle persone, modificandoli o rinforzandoli. Differenza tra comunicazione e informazione L'informazione trasmette un messaggio , senza occuparsi delle reazioni di chi lo riceve. La comunicazione implica l'ascolto delle reazioni del ricevente per creare una relazione .
  4. 4. Circolarità del sistema comunicazionale   Laura Laura Paolo Paolo
  5. 5. Lo schema di Roman Jacobson   <ul><li>Gli elementi costitutivi di un processo linguistico: </li></ul><ul><li>Il mittente invia un messaggio al destinatario . </li></ul><ul><li>Il messaggio si riferisce ad un contesto (o referente) che deve essere afferrato dal destinatario o suscettibile di verbalizzazione. </li></ul><ul><li>Occorre un codice comune al mittente e al destinatario. </li></ul><ul><li>Occorre un contatto , un canale fisico e una connessione psicologica fra il mittente ed il destinatario, che consenta loro di stabilire e mantenere la comunicazione. </li></ul>
  6. 6. Il codice o linguaggio   Un codice è un insieme strutturato di segni e di regole che il mittente ed il destinatario devono condividere affinché il primo sia in grado di formulare messaggi ed il secondo di comprenderli. In tal senso la nozione di codice coincide con quella di linguaggio . Il codice è la chiave per decifrare un messaggio
  7. 7. Esempi di codice   Il codice stradale Il codice marinaresco (bandiere e segnali) Il codice gestuale
  8. 8. Dal contesto all'interpretazione   La comunicazione verbale tra esseri umani consente di scambiare un numero infinito di significati (contenuti). In una interazione linguistica il processo di decodifica non è mai un confronto meccanico tra segnali ricevuti e un codice astratto ma un processo di interpretazione in cui giocano un ruolo enorme il contesto , le disposizioni emotive e le conoscenze del destinatario. La decodifica richiede sempre un lavoro di interpretazione , effettuata dal destinatario alla luce di un insieme di competenze e di circostanze.
  9. 9. Gli elementi della comunicazione
  10. 10. Cosa avviene quando comunichiamo? <ul><li>Quando comunichiamo facciamo, senza accorgercene e in modo rapidissimo, 3 operazioni: </li></ul><ul><li>Troviamo un contenuto cercando di chiarirlo almeno a noi stessi. </li></ul><ul><li>Troviamo l’espressione che è in grado di comunicare tale contenuto. </li></ul><ul><li>Eseguiamo un controllo veloce per verificare se l’espressione trovata sia adatta a comunicare in modo adeguato quel contenuto. </li></ul>CODIFICAZIONE
  11. 11. Cosa avviene quando comunichiamo? <ul><li>L’ascoltatore “prende” l’espressione sonora e le assegna un contenuto -> cosicché compie un processo opposto a quello del locutore . </li></ul><ul><li>L’atto comunicativo funziona quando il contenuto prodotto e trasmesso dal locutore coincide con il contenuto ricevuto e interpretato dall’ascoltatore. </li></ul><ul><li>L’atto comunicativo non funziona quando l’ascoltatore interpreta il messaggio in modo diverso rispetto alle intenzioni del locutore: perché non è stato attento, perché ha collegato in modo erroneo ciò che è stato detto con la situazione, perché il locutore ha parlato in modo oscuro etc. </li></ul>DECODIFICAZIONE
  12. 12. Il sistema della comunicazione
  13. 13. Qualche considerazione sulla lingua <ul><li>La lingua , mezzo sociale di comunicazione, varia secondo l'età, il luogo, l'attività, le esperienze e gli scopi che chi parla o scrive vuole raggiungere. </li></ul><ul><li>Proprio perché gli scopi che una comunicazione si prefigge sono innumerevoli, altrettanto numerose sono le funzioni della lingua: descrivere, raccontare, chiedere, informare, persuadere, pregare, addolorarsi, lamentarsi, rimproverare, spaventare, ingannare, accusare ecc. </li></ul>
  14. 14. Le funzioni della comunicazione Per funzione della comunicazione, si intende l’obiettivo prevalente che si vuole raggiungere con un certo messaggio. Ciascuna funzione accentua uno degli elementi del sistema della comunicazione.
  15. 15. La funzione referenziale <ul><li>La comunicazione orientata sul referente produce messaggi con funzione informativa o referenziale. </li></ul><ul><li>Tali messaggi hanno lo scopo di dare una spiegazione o comunque di fornire informazioni oggettive (relazioni, descrizioni oggettive, libretti di istruzioni) </li></ul><ul><li>Esempi: </li></ul><ul><li>Il semaforo è verde. </li></ul><ul><li>La prossima settimana andrò in gita. </li></ul><ul><li>Per esprimere questa funzione esistono due codici: VERBALE / NON VERBALE </li></ul>
  16. 16. La funzione emotiva La comunicazione orientata sul mittente ha funzione emotiva o espressiva. Il mittente cerca di manifestare nel messaggio il proprio stato d’animo.
  17. 17. La funzione poetica Il linguaggio poetico è una forma di comunicazione in cui è più importante la forma del contenuto, al contrario delle normali comunicazioni in cui è più importante il significato di un messaggio più che il significante (il modo in cui il messaggio è espresso).  Sono messaggi in funzione poetica tutta la letteratura (sia in versi sia in prosa), le arti figurative,  la musica, l'architettura ecc. Sempre caro mi fu quest'ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l'eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s'annega il pensier mio: E il naufragar m'è dolce in questo mare  (G. Leopardi, Canti)  PICASSO: SCIENZA E CARITÀ EDWARD MUNCH L'URLO
  18. 18. La funzione conativa <ul><li>La comunicazione orientata sul destinatario ha funzione conativa. </li></ul><ul><li>Nel messaggio il mittente si propone di influire sul destinatario (uso del vocativo o dell’imperativo). </li></ul>VERBALE PREGHIERE : Padre nostro, I dieci comandamenti RICHIESTE PIU' O MENO FORTI : Apri la porta! Per favore, apri la porta! Ti prego, apri la porta! Mi sembra di aver sentito suonare alla porta. CONSIGLI : Ti consiglio di pensarci bene, prima di fare la tua scelta. UN TESTO ARGOMENTATO : &quot;Quanto vale la vita delle persone fatte fuori da una guerra illegittima e immorale fondata sulle menzogne? La guerra è anche crimine! Esiste una responsabilità morale personale e politica dei crimini commessi, anche se i responsabili non finiranno davanti al Tribunale Penale Internazionale. Noi chiediamo ai parlamentari italiani di intervenire seriamente per far cessare questa guerra.&quot; (lettera ai parlamentari italiani da parte di rappresentanti del Movimento per la pace) LEGGI : La Costituzione italiana; Il codice civile NON VERBALE
  19. 19. Funzione fatica Un messaggio in funzione fatica o di contatto serve per aprire, mantenere e chiudere una conversazione. L’attenzione si orienta sul canale attraverso cui avviene la comunicazione.
  20. 20. Funzione metalinguistica I messaggi in funzione metalinguistica riflettono sul codice, sono per lo più utilizzati per lo studio dei codici verbali. Messaggi che riflettono sul linguaggio stesso: Esempio: “ Conviene parlare chiaramente”. “Cosa intendi dire con quel chiaramente ?” “ Carlo è stato gentile con noi”. “ Gentile non mi sembra l’aggettivo più adatto”
  21. 21. I canali   Per aumentare la capacità di comunicare e di conservare l'informazione nel tempo e nello spazio , l'uomo ha esteso le potenzialità dei suoi apparati naturali mediante apparati artificiali. Questi apparati sono: le tecnologie della comunicazione e i media
  22. 22. Caratteristiche comunicative dei media   I media sono tutti gli strumenti comunicativi. L'aspetto tecnologico ha un ruolo centrale nella definizione della loro natura e delle loro caratteristiche. Tipi di media: il libro, la stampa, la radio, il telefono, la televisione, le reti di computer.
  23. 23. Media monocodice   <ul><li>Un libro è un medium la cui comunicazione è basata in primo luogo sul linguaggio verbale scritto . (di fatto poi nella comunicazione mediata dal libro si trovano ad agire più codici: illustrazioni e figure, la disposizione dei caratteri, i fonts tipografici). </li></ul><ul><li>Tali codici e stili grafici agiscono a livello inconsapevole e contribuiscono attivamente ad orientare la lettura , focalizzando l'attenzione del lettore, indirizzando il flusso di lettura, scandendo le divisioni strutturali del testo, facilitando il reperimento di particolari porzioni del testo. </li></ul>I media monocodice sono quei media che veicolano messaggi codificati in un solo codice primario.
  24. 24. Media pluricodice   I media pluricodice, sono quei media che per le loro caratteristiche tecniche, hanno la capacità di veicolare messaggi prodotti mediante linguaggi diversi. La compresenza di codici diversi in un messaggio non è mai il prodotto di una pura e semplice giustapposizione. Si pensi ad esempio al cinema, dove agiscono insieme il testo, il linguaggio del corpo e dei gesti, le immagini, la musica, ma tutti contribuiscono a costruire un codice cinematografico dotato di suoi caratteri specifici che sono, ad esempio, differenti da quelli della televisione.
  25. 25. Rapporto tra media e linguaggio   <ul><li>Un altro aspetto che caratterizza i diversi media riguarda il verso del rapporto comunicativo e la relazione tra mittente e destinatario/i che ciascun medium istituisce o privilegia. </li></ul><ul><li>Distinguiamo tre modelli comunicativi: </li></ul><ul><li>media verticali o unidirezionali </li></ul><ul><li>media orizzontali o bidirezionali </li></ul><ul><li>media reticolari o circolari </li></ul>
  26. 26. Media verticali   Il mittente è unico mentre i destinatari sono molti e non esiste la possibilità di inversione del ruolo. Il processo comunicativo avviene in un’unica direzione. L'unico mittente produce il messaggio, i molti destinatari non possono fare altro che riceverlo e decodificarlo. Mass media : televisione, radio, stampa quotidiana e periodica.
  27. 27.   Nei media orizzontali esiste una pluralità di mittenti e destinatari che possono scambiarsi i ruoli. Ogni processo comunicativo è bidirezionale ed assume la forma del dialogo. Entrambi i protagonisti dell'interazione comunicativa possono divenire mittenti e possono produrre messaggi. Tipico medium basato sulla comunicazione orizzontale è il telefono . Media orizzontali
  28. 28. Modello della comunicazione circolare   Nei media reticolari esistono molti emittenti e molti destinatari, che possono scambiarsi di ruolo. Ma ciascun agente comunicativo è in grado di comunicare con molti altri . Nella comunicazione reticolare si realizza una interazione collettiva . Un medium del genere è la rete telematica: Internet.
  29. 29. Mass media   Ruolo preponderante nella comunicazione sociale lo hanno ancora oggi i mass media. Loro caratteristica principale è l'adozione di un modello di comunicazione verticale ed unidirezionale fondato su una forte asimmetria tra l'unico mittente e i molti destinatari, che non possono in alcun modo interagire o ribattere. I destinatari sono considerati come una massa indifferenziata e passiva. I contenuti della comunicazione tendono ad assumere un livello qualitativo uniforme possono svolgere la funzione di persuasione di massa.
  30. 30. Ricapitolando

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