Unificazione norma espansione

1,887 views

Published on

Lezioni Italiano per la comunicazione

Published in: Education
0 Comments
1 Like
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total views
1,887
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
58
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
1
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Unificazione norma espansione

  1. 1. Unificazione, norma ed espansione dell’italiano letterario Italiano per la comunicazione 24/03/2011
  2. 2. L’Umanesimo latino e la crisi del volgare <ul><li>Riscoperta e ammirazione per i classici, culto della latinit à </li></ul><ul><ul><li>Il latino (ciceroniano e grammaticale) è l’unica lingua adatta a scopi d’arte </li></ul></ul><ul><ul><li>Disprezzo nei confronti del volgare, ritenuto lingua inferiore, corrotta, da impiegarsi solo per usi pratici </li></ul></ul>
  3. 3. L’Umanesimo latino e la crisi del volgare <ul><li>Di conseguenza, il volgare: </li></ul><ul><ul><li>acquisisce impieghi pi ù larghi (scritti epistolari, amministrativi e burocratici, libri di famiglia, cronache) </li></ul></ul><ul><ul><li>emarginato dalla letteratura e mancante di norma di riferimento, accoglie fenomeni innovativi, usi parlati popolari ed extraurbani </li></ul></ul>
  4. 4. Tendenze innovative <ul><li>Tra il Tre e Quattrocento il fiorentino accoglie fenomeni innovativi. </li></ul><ul><ul><li>per es. l’articolo el, e ; condizionali arei, aresti </li></ul></ul><ul><li>Queste forme sono presenti anche in scrittori cinquecenteschi aperti all’uso vivo del fiorentino contemporaneo (Benvenuto Cellini o Niccolò Machiavelli) </li></ul>
  5. 5. Commistioni con il latino <ul><li>Il peso culturale del latino porta ad un latineggiamento nelle scritture volgari </li></ul><ul><ul><li>Sic faciunt isti prophete , questi gabadei, questi hypocritoni, sangioni dal collo torto, quando habent pleum corpus de galini, caponi, fasani, pernise, qualie e de boni lonzi di vitello e qualche fidegeti per aguzar lo apetito (Bernardino da Feltre, Quaresimale) </li></ul></ul><ul><ul><li>‘ Cos ì fanno questi profeti, questi imbroglioni, questi grandi ipocriti, sangioni dal collo torto quando hanno il corpo pieno di galline, capponi, fagiani, pernici, quaglie e buoni pezzi di vitello, e qualche fegatino per aguzzare l’appetito’. </li></ul></ul><ul><li>L’ibridismo di latino e volgare fa nascere il ‘macaronico’, con fini comici e parodistici </li></ul>
  6. 6. Tendenze sovraregionali <ul><li>Caratteristiche delle scritture volgari fuori dalla Toscana: </li></ul><ul><ul><li>perdita progressiva di elementi troppo caratterizzati in senso locale </li></ul></ul><ul><ul><li>veste latineggiante </li></ul></ul><ul><ul><li>presenza di una patina toscaneggiante </li></ul></ul>
  7. 7. Tendenze sovraregionali <ul><li>Le scriptae medievali tendono ad evolvere verso forme di koinè regionali o superregionali. </li></ul><ul><li>Per es. Boiardo usa il koinè settentrionale nell’ Orlando furioso (1482-4) </li></ul>
  8. 8. Tendenze sovraregionali <ul><li>Il volgare viene usato sempre pi ù frequentemente nelle cancellerie delle corti (Firenze dal 1311, Mantova dal 1401, Urbino dal 1378, Milano dal 1438, Ferrara dal 1427) </li></ul><ul><li>Si elaborano cos ì delle koin è cancelleresche </li></ul><ul><li>Queste koin è diventano anche strumento di scambi epistolari tra le diverse cancellerie e tendono ad uniformarsi appoggiandosi al latino e al toscano </li></ul>
  9. 9. Tendenze sovraregionali <ul><li>Una lettera di raccomandazione proveniente dalla corte visconteo-sforzesca: </li></ul><ul><ul><li>Illustrissime et excellentissime domine, domine mi singularissime. Altre volte parlai a la Signoria Vostra copiosamente de le virt ù de meser magistro Apolinare Palmengo laudense [‘di Lodi’], et homo, al iuditio de molti pi ù inelligenti di me a questa et à , de innumerabili scientie habondantissimamente dotato, et s’io non temesse offendere li altri, direi unica fenice al mondo (Milano, fine XV sec.). </li></ul></ul>
  10. 10. Alberti e l’Umanesimo volgare <ul><li>Con Leon Battista Alberti si avvia il processo di rivalutazione letteraria del volgare </li></ul><ul><ul><li>arricchisce il volgare con le sue opere </li></ul></ul><ul><ul><li>apre la via alla considerazione del volgare come lingua che pu ò essere regolata e nobilitata se usata da autori dotti </li></ul></ul><ul><ul><li>a lui si deve una grammatica della lingua toscana (1440 ca.), la prima grammatica di una lingua moderna </li></ul></ul>
  11. 11. L’Umanesimo volgare <ul><li>Con Lorenzo de’ Medici e il suo circolo letterario il riscatto del volgare diviene uno strumento della politica medicea. </li></ul><ul><li>Si esalta la lingua e la tradizione letteraria toscofiorentina: </li></ul><ul><ul><li>N é sia per ò nessuno che questa toscana lingua come poco ornata e copiosa disprezzi. Imperocch é se bene e giustamente le sue ricchezze ed ornamenti saranno stimati, non povera questa lingua, non rozza, ma abundante e pulitissima sar à reputata. ( Epistola , 1477) </li></ul></ul>
  12. 12. Successi del toscano letterario fuori Toscana <ul><li>L’ammirazione per i grandi trecentisti toscani è testimoniata dalla loro presenza nelle biblioteche delle corti </li></ul><ul><li>Poeti di varia provenienza aderiscono al modello petrarchesco, come Boiardo nel suo Canzoniere o Jacopo Sannazzaro (della corte aragonese di Napoli) </li></ul>
  13. 13. Successi del toscano letterario fuori Toscana <ul><li>Il successo delle ‘tre corone’ è sancito definitivamente con la grande rivoluzione tecnologica del secolo, la stampa </li></ul><ul><li>A partire dal 1470 a Milano, a Mantova, a Venezia vengono stampati il Canzoniere di Petrarca, il Decameron di Boccaccio e la Commedia dantesca </li></ul>
  14. 14. La stampa e la standardizzazione <ul><li>L’influsso della stampa si è attuato in tre principali direzioni: </li></ul><ul><ul><li>uniformazione della prassi grafica </li></ul></ul><ul><ul><li>diffusione della lingua letteraria e della norma grammaticale </li></ul></ul><ul><ul><li>stabilizzazione di un modello fondato esclusivamente sulla scrittura </li></ul></ul>
  15. 15. La stampa e la standardizzazione <ul><li>Nel Quattrocento tipografi e revisori cominciano a porsi il problema di una regolarizzazione grafica e linguistica dei testi </li></ul><ul><li>La svolta avviene con il sodalizio tra Aldo Manuzio , il pi ù importante stampatore rinascimentale, e il letterato veneziano Pietro Bembo. </li></ul>
  16. 16. La stampa e la standardizzazione <ul><li>Bembo applica la sua esperienza di filologo alla stampa dei classici volgari (1501 Le cose volgari di Petrarca, 1502 la Commedia di Dante). </li></ul><ul><li>Introduce delle novit à tipografiche, ortografiche (segni di interpunzione, apostrofo, accenti). </li></ul><ul><li>La veste linguistica di queste opere sar à quella su cui Bembo fonder à le indicazioni normative nelle Prose della volgar lingua . </li></ul>
  17. 17. Le Prose della volgar lingua (1525) <ul><li>Bembo si rivolge ai letterati per definire la retorica, la stilistica e la norma letteraria del volgare. </li></ul><ul><li>La fissazione della grammatica del volgare si collega alle discussioni linguistiche del primo Cinquecento (la ‘questione della lingua’) </li></ul>
  18. 18. La questione della lingua
  19. 19. Teorie cortigiane, comuni, italiane <ul><li>Idea di una lingua colta ed eclettica, basata sulle esperienze delle koin è sovraregionali delle corti quattrocentesche </li></ul><ul><li>Vincenzo Colli </li></ul><ul><li>Baldassar Castiglione (il Cortegiano , 1524). </li></ul>
  20. 20. Teorie cortigiane, comuni, italiane <ul><li>Giangiorgio Trissino </li></ul><ul><ul><li>scopre il manoscritto del De vulgari eloquentia e ripropone la nozione dantesca del volgare illustre - fraintesa - come modello: una lingua mista e composita, ricavata dalle forme migliori di tutte le lingue d’Italia </li></ul></ul>
  21. 21. Teorie fiorentiniste e toscaniste <ul><li>Idea di regolarit à e bellezza come dato intrinseco e naturale del fiorentino e del toscano </li></ul><ul><li>Niccol ò Machiavelli, Discorso intorno alla nostra lingua (1524) </li></ul><ul><li>Machiavelli difende il fiorentino come lingua naturalmente bella e superiore agli altri volgari italiani </li></ul>
  22. 22. Fiorentinismo classicista e archaizzante <ul><li>Le Prose della volgar lingua costituiscono il manifesto del fiorentinismo classicista e arcaizzante di Bembo </li></ul><ul><li>Bembo difende il primato del fiorentino dei grandi scrittori trecenteschi: Petrarca per la lingua poetica e Boccaccio per la prosa </li></ul><ul><li>La grammatica degli autori-modello diventa fondamento delle sue indicazioni normative </li></ul><ul><ul><li>Per es. la 1 a pers. plur. del pres. ind. in –iamo ( “n o n amamo valemo leggemo , ma amiamo valiamo leggiamo si dee dire”) </li></ul></ul><ul><li>Grazie a queste indicazioni le Prose diventano strumento pratico di regolamentazione e unificazione linguistica </li></ul>
  23. 23. Diffusione e accettazione della norma letteraria <ul><li>Il trattato di Bembo promuove il fiorentino letterario trecentesco a unico modello di lingua letteraria e fornisce agli scriventi non toscani e all’editoria volgare un punto di riferimento sicuro </li></ul><ul><li>Si avvia una ricca produzione a stampa di ispirazione bembiana con scopi pratici e didattici: grammatiche, prontuari, lessici </li></ul><ul><li>Anche fuori dall’Italia: Grammaire italienne compos ée en fran ça i s di Jean Pierre de Mesmes (Parigi, 1549) </li></ul>
  24. 24. Diffusione e accettazione della norma letteraria <ul><li>Nel giro di pochi decenni, il fiorentino letterario trecentesco diviene la lingua studiata e imitata da un numero sempre pi ù ampio di scriventi italiani: diviene la lingua italiana letteraria. </li></ul><ul><li>Per es. Ariosto corregge l’ Orlando Furioso (prima ed. 1516, terza ed. 1532) </li></ul><ul><ul><li>l à veggio Pietro / Bembo ch’il puro e dolce idioma nostro / levato fuor del volgar uso tetro / quale esser dee, ci ha col suo esempio mostro (versi aggiunti all’ultima edizione, XLVI, 15) </li></ul></ul>
  25. 25. L’Accademia della Crusca <ul><li>Con la fondazione dell’Accademia della Crusca (1582) si ristabilisce il ruolo di Firenze come ‘legislatrice’ di lingua. </li></ul><ul><li>Leonardo Salviati fu l’ispiratore della grande impresa del Vocabolario degli Accademici della Crusca (1612). </li></ul><ul><li>Salviati allarga il canone ai testi pratici e senza intenti letterari del Trecento fiorentino e a quegli autori moderni che avevano seguito l’uso trecentesco (come Bembo, Ariosto). </li></ul><ul><li>Il Vocabolario della Crusca è il primo grande dizionario delle lingue europee. </li></ul>
  26. 26. Galilei e la prosa scientifica <ul><li>Galileo dopo gli esordi in latino, opta per l’italiano, spinto da una forte esigenza di comprensibilit à e di divulgazione anche presso i non specialisti </li></ul>
  27. 27. Galilei e la prosa scientifica <ul><li>La prosa scientifica di Galilei </li></ul><ul><ul><li>Usa procedimenti di riformulazione o glosse per spiegare i termini </li></ul></ul><ul><ul><li>per es. l’impeto, cio è il grado di velocit à che la palla si trova ad avere acquistato </li></ul></ul><ul><ul><li>definisce e fissa il significato tecnico di parole gi à in uso </li></ul></ul><ul><ul><li>per es. candore, macchie solari, momento, pendolo </li></ul></ul>
  28. 28. Scritture regionali <ul><li>Al di fuori degli usi letterari il processo di adeguamento alla norma della lingua letteraria è complesso e irregolare </li></ul><ul><li>L’italiano dei testi tecnici e pratici offre molti esempi di oscillazioni d’uso, di compromessi tra il sistema nuovo e i sistemi linguistici locali </li></ul>
  29. 29. Scritture semicolte <ul><li>La persistenza dei tratti locali e dialettali si nota soprattutto nelle scritture di scriventi con un grado molto modesto di alfabetizzazione e di competenza dell’italiano scritto. </li></ul><ul><ul><li>Io aio comenzato a scioiere lu sacco, de che semo vetate dale nostre patrone, e nollo possemo dire se non a chi imparamo, pure io ve llo dirr ò como se fa e come facemo a streare onne iente, che me è stato imparato e io l’ fatto imparare ad altre femene. (confessione di una strega sabina del primo Cinquecento) </li></ul></ul><ul><ul><li>‘ Io ho cominciato a vuotare il sacco, del che siamo vietate dalle nostre padrone, e non lo possiamo dire se non a coloro a cui insegniamo l’arte, pur tuttavia io ve lo dir ò come si fa e come facciamo a stregare tutti, il che mi è stato insegnato e io l’ho fatto imparare ad altre donne’ </li></ul></ul>
  30. 30. Standardizzazione e alfabetizzazione <ul><li>Il grado di standardizzazione nelle scritture è legato al problema dell’ alfabetizzazione e ai modi di apprendimento dell’italiano scritto </li></ul><ul><li>In certe zone cont ò molto la politica religiosa ed educativa della Chiesa attraverso le scuole parrocchiali </li></ul><ul><li>La competenza passiva dell’italiano era potenziata dalla predicazione in italiano , uno dei cardini della politica linguistica della Chiesa post-tridentina </li></ul>
  31. 31. Uso letterario dei dialetti <ul><li>La promozione del fiorentino letterario al ruolo di lingua scritta nazionale fa scadere le varie parlate locali al rango di dialetti. </li></ul><ul><li>Di conseguenza si sviluppa, come scelta alternativa di carattere espressivo, il filone di letteratura dialettale. </li></ul><ul><li>Gli scrittori di teatro sfruttano il contrasto dell’italiano coi vari dialetti in direzione comica ed espressiva (per es. il teatro veneto del Ruzante). </li></ul>
  32. 32. Uso letterario dei dialetti <ul><li>Il plurilinguismo si cristallizza nella Commedia dell’Arte </li></ul><ul><li>Le varie maschere sono rigidamente legate a una caratterizzazione dialettale stilizzata e stereotipata: </li></ul><ul><li>il servo o Zanni, come Arlecchino, si esprime in bergamasco, Pantalone in veneziano, Pulcinella in napoletano, gli innamorati parlano un toscano libresco e petrarcheggiante </li></ul>
  33. 33. Rinnovamento scientifico e culturale
  34. 34. Rinnovamento scientifico e culturale <ul><li>Tra il Sei e Settecento si avvia un processo di trasformazione ed espansione dell’italiano . </li></ul><ul><li>Il francese, la nuova lingua universale della cultura condiziona i mutamenti lessicali e sintattici. </li></ul><ul><li>Grazie al grande sviluppo della scienza e della tecnica, l’italiano si allarga a nuovi usi: giuridici, economici, tecnici, scientifici. </li></ul><ul><li>Le strutture tradizionali della prosa si semplificano, il patrimonio dell’italiano si arricchisce notevolmente nei settori non letterari. </li></ul><ul><li>In vari Stati si sviluppano piani di riforma scolastica che pongono l’esigenza dell’insegnamento dell’italiano nelle scuole primarie. </li></ul>
  35. 35. Giornali <ul><li>Le gazzette e i giornali </li></ul><ul><ul><li>divulgano la cultura italiana e straniera a un pubblico non specialista e pi ù vasto </li></ul></ul><ul><ul><li>contribuiscono allo svecchiamento delle strutture sintattiche e lessicali </li></ul></ul><ul><li>Il programma del Caff è (1764-66): diffondere conoscenze pratiche e scientifiche, importare le nuove idee europee in Italia </li></ul>
  36. 36. Teatro <ul><li>Il teatro comico si allarga a un pubblico pi ù stratificato e si allontana dai caratteri stereotipati della Commedia dell’Arte per utilizzare uno stile naturale, verosimile e facile. </li></ul><ul><li>Goldoni tenta di inventare un italiano colloquiale , soprattutto a livello sintattico e testuale, con una sintassi spezzata e ricca di fenomeni dell’oralit à . </li></ul>
  37. 37. Il teatro di Goldoni <ul><li>Uh, che mi hai detto! L’eccellentissimo signor marchese Arsura mi sposerebbe? E pure, se mi volesse sposare, vi sarebbe una piccola difficolt à . Io non lo vorrei. Mi piace l’arrosto, e del fumo non so che farne. Se avessi sposati tutti quelli, che hanno detto di volermi, oh, averei pure tanti mariti! ( La locandiera , I,9) </li></ul>
  38. 38. Melodramma <ul><li>La grande fortuna della poesia per musica e del melodramma facilit ò la conoscenza e la diffusione, anche all’estero, della lingua poetica. </li></ul><ul><li>Il ritmo facile delle arie di Pietro Metastasio e la sintassi semplice agevolano l’apprendimento della lingua: </li></ul><ul><ul><li>Son lungi, e non mi brami : </li></ul></ul><ul><ul><li>son teco, e non sospiri: </li></ul></ul><ul><ul><li>ti sento dir che m’ami </li></ul></ul><ul><ul><li>n é trovo amore in te. </li></ul></ul>
  39. 39. Idee linguistiche <ul><li>I letterati del Caff è esaltano gli aspetti logici e comunicativi del linguaggio (scrivere per essere intesi) e ne svalutano gli aspetti retorico-letterari </li></ul><ul><li>Si promuove, in nome della ragione, l’assoluta libert à grammaticale e lessicale, contro il pedantismo conservatore, cio è la tradizione linguistica rappresentata dall’Accademia della Crusca </li></ul><ul><li>Viene legittimato l’ingresso di stranierismi, come necessari al processo di modernizzazione culturale e linguistico dell’italiano </li></ul>
  40. 40. Diffusione e usi del francese <ul><li>Il fenomeno del francesismo caratterizza il rinnovamento settecentesco dell’italiano, dovuto a vari fattori storico-culturali: </li></ul><ul><ul><li>l’egemonia del francese come lingua di cultura universale </li></ul></ul><ul><ul><li>il rinnovamento culturale dell’Illuminismo </li></ul></ul><ul><ul><li>le radicali trasformazioni politiche, sociali e culturali dell’et à rivoluzionaria e napoleonica </li></ul></ul>
  41. 41. La gallomania <ul><li>Si è cos ì attaccata la scabbia Francese all’Italiana semplicit à , che vogliono molti non solamente vestire, mangiare, addobbar le camere, ornar le Case, formar i giardini e le Ville alla francese, ma usar tutti i loro costumi, e con la loro lingua parlare, e scrivere, non sapendo, che balbettare, e scarabocchiar nella nostra. (Antonio Vallisnieri, 1722) </li></ul>
  42. 42. Diffusione e usi del francese <ul><li>Nel corso del Settecento il francese è frequentemente usato nella comunicazione letteraria e scientifica, negli scritti privati e nel parlato anche familiare delle classi nobili e borghesi. </li></ul><ul><li>Il francese riveste, a differenza dell’italiano, il ruolo di lingua viva, dell’oralit à e della conversazione . </li></ul>
  43. 43. Diffusione e usi del francese <ul><li>Nel lessico entrano voci che testimoniano la storia spirituale del secolo: sensibilit à , entusiasmo, fanatismo, analizzare, pregiudizi, progresso . </li></ul><ul><li>In et à rivoluzionaria è di stampo francese il nuovo linguaggio politico che rinnova il vocabolario: cittadino, democrazia, uguaglianza, libert à , tirannia, massa, patriota . </li></ul><ul><li>In et à napoleonica si consolidano molti francesismi della vita pratica e intellettuale: atto della nascita, stato civile, scuola secondaria, sistema decimale, sessione parlamentare, scissione, prefetto . </li></ul>
  44. 44. Diffusione e usi del francese <ul><li>Il contatto con il francese promuove l’avanzata di certi costrutti: </li></ul><ul><ul><li>la frase scissa di tipo: è lui che, è ora che </li></ul></ul><ul><ul><li>l’ordine diretto SVO che viene ritenuto sinonimo di naturalezza e chiarezza </li></ul></ul><ul><ul><li>una sintassi spezzata, sciolta dai connettivi </li></ul></ul><ul><ul><li>un periodare meno complesso e ipotattico </li></ul></ul>
  45. 45. Lingua comune, identità nazionale <ul><li>Gli illuministi continuano a pensare a un ammodernamento della lingua della tradizione letteraria comune alle persone colte di tutt’Italia. </li></ul><ul><li>L’esigenza dell’unit à della lingua, che deve coincidere con lo strumento vivo della comunit à di parlanti di una nazione, si fa strada solo con le idee romantiche. </li></ul>
  46. 46. Lingua comune, identità nazionale <ul><li>Il moto di reazione all’influenza francese determina un recupero dei valori del patrimonio letterario e linguistico italiano e un culto della lingua come vincolo della nazione e stimolo di sentimento di italianit à . </li></ul><ul><li>La questione dell’unit à della lingua sar à affrontata da Alessandro Manzoni che proporr à un modello di lingua viva e vera, basata sul dialetto fiorentino colto dell’epoca, come strumento di unificazione linguistica nazionale. </li></ul>
  47. 47. Bibliografia <ul><li>Bonomi, I. et al. (2010 2 ), Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 210-245. </li></ul>

×