capitolo 1 u introduzione

u introduzione
1

u

la tattica

La tattica entra in gioco quando un calciatore necessita di un compagno per fare
avanzare la palla. È la risposta di un giocatore o di un gruppo di giocatori ad una
data situazione durante la partita.
La qualità della risposta dipende dalla tecnica del giocatore e della capacità di
adattamento di uno o più giocatori alla situazione.
Questo adattamento si apprende, s’insegna e si perfeziona con l’allenamento e la
ripetizione delle combinazioni.
La tattica coordina un’organizzazione di gioco con lo spostamento ed il riposizionamento dei giocatori in grado di risolvere efficacemente delle situazioni di gioco.
La tattica s’ispira a dei principi di gioco che permettono ai giocatori di reagire in
modo coordinato e omogeneo per trovare una soluzione ai problemi posti ed il
gioco a due ne costituisce la base.

2

u

principi tattici generali
i principi tattici difensivi
> ritardare l’attacco avversario (difesa in arretramento,
zona press)
> effettuare il riposizionamento della squadra (ricostituire
il blocco)
> recuperare la palla
> avere una strategia sui calci piazzati
i principi tattici offensivi
> passare dalla difesa all’attacco (superare uno o più
difensori, aiutare un compagno)
> mantenere il possesso di palla
> penetrare la difesa avversaria
> finalizzare in modo efficace (sovrannumero,
smarcamento, inserimento, cambio di ritmo)
capitolo 2 u recupero del pallone

v recupero del pallone
Non possiamo parlare di recupero del pallone senza menzionare la nozione di perdita.
La conquista e la perdita della palla sono azioni collegate che costituiscono l’inizio
e la fine delle fasi d’opposizione di attacco e di difesa, nelle quali ciascun giocatore
dà il suo apporto individuale all’intero collettivo.
Si tratta di fasi dove si invertono costantemente i ruoli e nelle quali la lotta dello
spirito offensivo contro quello di difesa produce il movimento della squadra.

1

u

perdita del pallone

Il calcio è caratterizzato da una grande varietà di situazioni in cui falli o
imprecisioni fanno sì che circa l’ 85%-99% delle sequenze siano interrotte
dall’attività diretta o parzialmente diretta dell’avversario e soltanto lo 0,5%1,5% si concludono in porta.
In una partita una squadra perde in media tra 210 e 260 volte la palla, senza
contare i tiri non trasformati in gol.

TIPO DI ERRORE
Errori tecnici
 passaggi sbagliati
 controlli sbagliati

Errori provocati dall’avversario
 posizione di fuorigioco
 pressing, entrata sul pallone

% per PARTITA
± 50 %

OSSERVAZIONI
20-30% dei passaggi sbagliati
sono il risultato di una scarsa padronanza individuale o collettiva
del pallone.

± 10 %

Contrasti persi

± 15 %

Intercettazioni da parte
dell’avversario

±5%

Falli (infrazioni alle regole)

± 12 %

Tiri non trasformati in gol

Il fallimento dei dribbling (contrasti
con la palla) manifesta una difficoltà tecnica, fisica o tattica. Mostra
inoltre la difficoltà a superare la linea di vantaggio per assicurarsi il
controllo della partita.

±6%

20-30% dei gol.

11
11
capitolo 3 u mantenere il possesso palla

w mantenere il possesso di palla
Il calcio nel suo insieme non ha alcun segreto: è fondato sul possesso di palla e
sulla posizione dei giocatori in campo. Si tratta di creare una serie di possibilità
per il giocatore che riceve il pallone che, nella peggiore delle ipotesi, garantisca il
possesso di palla e costringa l’avversario al recupero.
Per giocare in questo modo occorrono giocatori di qualità che agiscano con azioni
di base tra le quali i contrasti (30-35%) ed i passaggi (60-65%).
Il possesso di palla, basato sul gioco dei passaggi, sull’utilizzo dello spazio e sui
contrasti con il pallone (dribbling), è un elemento strategico del gioco che richiede
una buona abilità tecnica, tattica e psicologica da parte dei giocatori.

1

u

elementi del possesso di palla

a – passaggio
Il numero medio di passaggi in una partita ad alto livello varia tra 320 e 400.
Il passaggio determina il gioco collettivo di una squadra attraverso l’aspetto
tattico e collaborativo. All’interno di una squadra, i giocatori attuano un gioco collettivo tatticamente mirato alla segnatura. Il passaggio non coinvolge
soltanto i giocatori interessati; richiede anche la partecipazione e la collaborazione degli altri giocatori che, grazie anche alla percezione del gioco,
riescono ad effettuare dei buoni passaggi.
Il passaggio non è soltanto l’esecuzione di un’azione tecnica.
Fare un passaggio significa anche pensarlo, volerlo, realizzarlo e analizzarne il risultato.
Passare bene il pallone, ossia darlo al momento giusto al giocatore giusto,
richiede una complicità che si migliora durante l’allenamento, ed una certa
mentalità per anticipare le traiettorie.

35
35
capitolo 4 u la penetrazione: avvicinarsi alla porta

x la penetrazione: avvicinarsi alla porta
Far risalire il pallone, ossia penetrare verso la porta avversaria, è un’operazione che
richiede prudenza. Esistono delle relazioni tra l’utilizzazione delle varie zone del
campo e l’accesso alla porta.
La penetrazione della linea difensiva avversaria si integra nelle strategie di attacco
di una squadra quali:
 l’aggiramento della difesa
 la penetrazione nell’asse della difesa aprendo un varco all’interno del
dispositivo difensivo
Le percentuali relative all’efficacia delle varie strategie (capitolo Finalizzazione) sono
quasi identiche: il 30% delle reti sono segnate su passaggi brevi e azioni individuali
davanti alla porta ed il 30% sono segnate su cross, ribaltamenti e passaggi lunghi.
Il modello generale della penetrazione, dedotto dalle nostre osservazioni, si può
schematizzare come segue:
modelli di penetrazione

modello 1

2° diagonale

modello 2

2° diagonale

zona di contrasto
1° diagonale

zona offensiva
1° diagonale

zona tattica

zona preoffensiva

zona tecnica

zona predifensiva

zona di difesa

zona di difesa

55
55
Calcio. 160 esercizi e giochi per l’allenamento tattico

y organizzazione di gioco e spostamento
dei giocatori
L’organizzazione del gioco è la base su cui si costruisce l’evoluzione del gioco
stesso e si distribuiscono i ruoli per ottenere un’efficacia d’insieme sul campo. È
evidente che una squadra non può giocare senza un’organizzazione collettiva.
Il lavoro svolto da ogni giocatore è funzione del lavoro svolto dagli altri, ed il suo
senso tattico gli permette di risolvere le situazioni di gioco nell’interesse della squadra.
L’organizzazione del gioco (strategia) è in costante evoluzione. Gli elementi variano,
e l’aumento del livello tecnico, fisico e tattico dei giocatori determina un cambiamento degli assetti.
È così che l’organizzazione del gioco si adatta: le squadre si organizzano in base
alle caratteristiche dominanti, tenendo conto sia dei propri valori (punti di forza e
di debolezza) che di quelli dell’avversario. Intuitivamente la squadra gioca in base
ai suoi punti di forza, cercando di proteggere quelli deboli. L’allenatore cerca di
scoprire i punti di forza e di debolezza della propria squadra per perfezionare gli uni
e migliorare gli altri.
L’organizzazione del gioco è definita e duratura, mentre il piano di gioco (la tattica)
è temporaneo e relativo ad un solo incontro. Per il giocatore, questa corrisponde
ad una situazione.
“Il modulo è confortante quando le cose vanno meno bene e permette di godersela
quando invece vanno bene. Se si resta un blocco squadra compatto e si rispettano
le distanze tra le linee, non ci sono pericoli. Riducendo gli spazi, i giocatori più offensivi daranno il meglio in termini di creatività” (Elie Baup)
Lo scopo è essere organizzati al meglio per compiere il minimo sforzo nel recupero”
(Claude Puel)
Con un’organizzazione ben costruita ci si aspetta che si possa:
 coprire razionalmente tutta la larghezza del campo
 occupare gli spazi tra i giocatori avversari per impedire la loro
progressione
 far correre l’avversario
 ridurre gli sforzi fisici
 arrivare facilmente alla porta

80
capitolo 6 u i contrasti

z i contrasti
I contrasti rappresentano il 30/40% delle azioni di una partita di calcio.
Il contrasto viene subito o provocato. Viene subito quando il giocatore si trova (in
prossimità di un avversario) in una posizione non ideale per giocare la palla. Viene
provocato quando il giocatore tenta di neutralizzare lo spazio utile all’avversario
o quando è in progressione per crearsi degli spazi liberi. Un duello si può definire
come azione di mantenimento (dribbling) il cui obiettivo è trovare un compagno
libero (attraverso un passaggio, un cross...). Ma può anche essere un’azione di
recupero, parte integrante di un’azione difensiva, che ha lo scopo di proteggere la
porta.
Le tecniche impiegate sono diverse e a volte opposte (dribbling e tackle ad esempio). Il giocatore realizza in un duello la sintesi tra pensiero e azione: deve “pensare”
e giocare allo stesso tempo.
La tecnica del contrasto è regolata dalla legge 12 del regolamento calcistico.
In generale, i contrasti possono avvenire a terra o in aria (contrasti aerei), ed è
questo che li rende difficili.
Impegnarsi in un duello con la palla vuol dire guidare la palla in dribbling in una
superficie di campo occupata dall’avversario che occorre evitare o aggirare. Il dribbling richiede disinvoltura nei movimenti, agilità, equilibrio perfetto, controllo costante della situazione di gioco, degli avversari e degli spostamenti dei compagni.
Un dribbling ben riuscito è efficace in quanto permette di oltrepassare la linea di
vantaggio e di eliminare l’avversario creando in tal modo una situazione di superiorità numerica. Il giocatore può, a questo punto, passare la palla ad un compagno
nello spazio tra due avversari.

103
103
Calcio. 160 esercizi e giochi per l’allenamento tattico

{ finalizzazione
La finalizzazione consiste in un tiro in porta. Si tratta dunque dell’espressione terminale del gioco e della conclusione logica delle azioni che sussegue tutti gli altri
elementi tecnici.
La squadra opera in collettivo e cerca di mettere il “marcatore” nella migliore posizione per il tiro e quindi per la rete.
	

PARTITE PERSE	
media di gol a partita	
media di tiri in porta
efficacia	

PAREGGIATE	

VINTE

0,48	

0,71	

2,29

10,87 (+/-0,4)	

13,84 (+/-0,5)

6,58%	

16,21%

	 9,86 (+/-0,5)	
4,82%	

1 u sequenze di azioni
Le diverse azioni che costituiscono sequenze efficaci di gioco sono le intercettazioni, i passaggi, i tiri, i contrasti… ecc.
In sintesi, la sequenza (cioè la successione delle azioni) “modello”, che è propria
delle squadre di alto livello e che termina in gol, si compone come segue :
1,7 passaggi controllati + 0,5 passaggi di prima + 0,6 contrasti + 0,8 controlli di
palla.

114
capitolo 8 u programmazione dell’allenamento

|

programmazione dell’allenamento

1 u pianificazione settimanale di allenamento
Il programma settimanale delle sedute tiene conto del numero di allenamenti per
ogni settimana. Un esempio potrebbe essere il seguente:
SQUADRA CHE SI ALLENA UNA VOLTA ALLA SETTIMANA
DURATA: 1h 20’		

TEMA

10’			
Riscaldamento	
					

Esercizi tecnici individuali, corsa 	
Lenta con la palla, passaggi

30’			

Tattica		

Secondo il tema trattato

20’			
			

Lavoro Tecnico o	 Lavoro sul gesto tecnico
Tecnico-fisico	
o Lavoro tecnico e fisico

15’			
		
5’			

Gioco libero	
Fase conclusiva	 Footing lento e stretching		

SQUADRA CON DUE ALLENAMENTI SETTIMANALI
1° SEDUTA	
DURATA: 1h 20’		

TEMA

10’			
Riscaldamento	
					

Esercizi tecnici individuali, corsa 	
Lenta con la palla, passaggi

30’			

Tattica		

Secondo il tema trattato

20’			

Lavoro Tecnico 	 Lavoro sul gesto tecnico 	

15’			
	
5’			

Gioco libero		
Fase conclusiva	 Corsa lenta e stretching

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Pagine da 160 esercizi calcio Doucet

  • 1.
    capitolo 1 uintroduzione u introduzione 1 u la tattica La tattica entra in gioco quando un calciatore necessita di un compagno per fare avanzare la palla. È la risposta di un giocatore o di un gruppo di giocatori ad una data situazione durante la partita. La qualità della risposta dipende dalla tecnica del giocatore e della capacità di adattamento di uno o più giocatori alla situazione. Questo adattamento si apprende, s’insegna e si perfeziona con l’allenamento e la ripetizione delle combinazioni. La tattica coordina un’organizzazione di gioco con lo spostamento ed il riposizionamento dei giocatori in grado di risolvere efficacemente delle situazioni di gioco. La tattica s’ispira a dei principi di gioco che permettono ai giocatori di reagire in modo coordinato e omogeneo per trovare una soluzione ai problemi posti ed il gioco a due ne costituisce la base. 2 u principi tattici generali i principi tattici difensivi > ritardare l’attacco avversario (difesa in arretramento, zona press) > effettuare il riposizionamento della squadra (ricostituire il blocco) > recuperare la palla > avere una strategia sui calci piazzati i principi tattici offensivi > passare dalla difesa all’attacco (superare uno o più difensori, aiutare un compagno) > mantenere il possesso di palla > penetrare la difesa avversaria > finalizzare in modo efficace (sovrannumero, smarcamento, inserimento, cambio di ritmo)
  • 2.
    capitolo 2 urecupero del pallone v recupero del pallone Non possiamo parlare di recupero del pallone senza menzionare la nozione di perdita. La conquista e la perdita della palla sono azioni collegate che costituiscono l’inizio e la fine delle fasi d’opposizione di attacco e di difesa, nelle quali ciascun giocatore dà il suo apporto individuale all’intero collettivo. Si tratta di fasi dove si invertono costantemente i ruoli e nelle quali la lotta dello spirito offensivo contro quello di difesa produce il movimento della squadra. 1 u perdita del pallone Il calcio è caratterizzato da una grande varietà di situazioni in cui falli o imprecisioni fanno sì che circa l’ 85%-99% delle sequenze siano interrotte dall’attività diretta o parzialmente diretta dell’avversario e soltanto lo 0,5%1,5% si concludono in porta. In una partita una squadra perde in media tra 210 e 260 volte la palla, senza contare i tiri non trasformati in gol. TIPO DI ERRORE Errori tecnici passaggi sbagliati controlli sbagliati Errori provocati dall’avversario posizione di fuorigioco pressing, entrata sul pallone % per PARTITA ± 50 % OSSERVAZIONI 20-30% dei passaggi sbagliati sono il risultato di una scarsa padronanza individuale o collettiva del pallone. ± 10 % Contrasti persi ± 15 % Intercettazioni da parte dell’avversario ±5% Falli (infrazioni alle regole) ± 12 % Tiri non trasformati in gol Il fallimento dei dribbling (contrasti con la palla) manifesta una difficoltà tecnica, fisica o tattica. Mostra inoltre la difficoltà a superare la linea di vantaggio per assicurarsi il controllo della partita. ±6% 20-30% dei gol. 11 11
  • 3.
    capitolo 3 umantenere il possesso palla w mantenere il possesso di palla Il calcio nel suo insieme non ha alcun segreto: è fondato sul possesso di palla e sulla posizione dei giocatori in campo. Si tratta di creare una serie di possibilità per il giocatore che riceve il pallone che, nella peggiore delle ipotesi, garantisca il possesso di palla e costringa l’avversario al recupero. Per giocare in questo modo occorrono giocatori di qualità che agiscano con azioni di base tra le quali i contrasti (30-35%) ed i passaggi (60-65%). Il possesso di palla, basato sul gioco dei passaggi, sull’utilizzo dello spazio e sui contrasti con il pallone (dribbling), è un elemento strategico del gioco che richiede una buona abilità tecnica, tattica e psicologica da parte dei giocatori. 1 u elementi del possesso di palla a – passaggio Il numero medio di passaggi in una partita ad alto livello varia tra 320 e 400. Il passaggio determina il gioco collettivo di una squadra attraverso l’aspetto tattico e collaborativo. All’interno di una squadra, i giocatori attuano un gioco collettivo tatticamente mirato alla segnatura. Il passaggio non coinvolge soltanto i giocatori interessati; richiede anche la partecipazione e la collaborazione degli altri giocatori che, grazie anche alla percezione del gioco, riescono ad effettuare dei buoni passaggi. Il passaggio non è soltanto l’esecuzione di un’azione tecnica. Fare un passaggio significa anche pensarlo, volerlo, realizzarlo e analizzarne il risultato. Passare bene il pallone, ossia darlo al momento giusto al giocatore giusto, richiede una complicità che si migliora durante l’allenamento, ed una certa mentalità per anticipare le traiettorie. 35 35
  • 4.
    capitolo 4 ula penetrazione: avvicinarsi alla porta x la penetrazione: avvicinarsi alla porta Far risalire il pallone, ossia penetrare verso la porta avversaria, è un’operazione che richiede prudenza. Esistono delle relazioni tra l’utilizzazione delle varie zone del campo e l’accesso alla porta. La penetrazione della linea difensiva avversaria si integra nelle strategie di attacco di una squadra quali: l’aggiramento della difesa la penetrazione nell’asse della difesa aprendo un varco all’interno del dispositivo difensivo Le percentuali relative all’efficacia delle varie strategie (capitolo Finalizzazione) sono quasi identiche: il 30% delle reti sono segnate su passaggi brevi e azioni individuali davanti alla porta ed il 30% sono segnate su cross, ribaltamenti e passaggi lunghi. Il modello generale della penetrazione, dedotto dalle nostre osservazioni, si può schematizzare come segue: modelli di penetrazione modello 1 2° diagonale modello 2 2° diagonale zona di contrasto 1° diagonale zona offensiva 1° diagonale zona tattica zona preoffensiva zona tecnica zona predifensiva zona di difesa zona di difesa 55 55
  • 5.
    Calcio. 160 esercizie giochi per l’allenamento tattico y organizzazione di gioco e spostamento dei giocatori L’organizzazione del gioco è la base su cui si costruisce l’evoluzione del gioco stesso e si distribuiscono i ruoli per ottenere un’efficacia d’insieme sul campo. È evidente che una squadra non può giocare senza un’organizzazione collettiva. Il lavoro svolto da ogni giocatore è funzione del lavoro svolto dagli altri, ed il suo senso tattico gli permette di risolvere le situazioni di gioco nell’interesse della squadra. L’organizzazione del gioco (strategia) è in costante evoluzione. Gli elementi variano, e l’aumento del livello tecnico, fisico e tattico dei giocatori determina un cambiamento degli assetti. È così che l’organizzazione del gioco si adatta: le squadre si organizzano in base alle caratteristiche dominanti, tenendo conto sia dei propri valori (punti di forza e di debolezza) che di quelli dell’avversario. Intuitivamente la squadra gioca in base ai suoi punti di forza, cercando di proteggere quelli deboli. L’allenatore cerca di scoprire i punti di forza e di debolezza della propria squadra per perfezionare gli uni e migliorare gli altri. L’organizzazione del gioco è definita e duratura, mentre il piano di gioco (la tattica) è temporaneo e relativo ad un solo incontro. Per il giocatore, questa corrisponde ad una situazione. “Il modulo è confortante quando le cose vanno meno bene e permette di godersela quando invece vanno bene. Se si resta un blocco squadra compatto e si rispettano le distanze tra le linee, non ci sono pericoli. Riducendo gli spazi, i giocatori più offensivi daranno il meglio in termini di creatività” (Elie Baup) Lo scopo è essere organizzati al meglio per compiere il minimo sforzo nel recupero” (Claude Puel) Con un’organizzazione ben costruita ci si aspetta che si possa: coprire razionalmente tutta la larghezza del campo occupare gli spazi tra i giocatori avversari per impedire la loro progressione far correre l’avversario ridurre gli sforzi fisici arrivare facilmente alla porta 80
  • 6.
    capitolo 6 ui contrasti z i contrasti I contrasti rappresentano il 30/40% delle azioni di una partita di calcio. Il contrasto viene subito o provocato. Viene subito quando il giocatore si trova (in prossimità di un avversario) in una posizione non ideale per giocare la palla. Viene provocato quando il giocatore tenta di neutralizzare lo spazio utile all’avversario o quando è in progressione per crearsi degli spazi liberi. Un duello si può definire come azione di mantenimento (dribbling) il cui obiettivo è trovare un compagno libero (attraverso un passaggio, un cross...). Ma può anche essere un’azione di recupero, parte integrante di un’azione difensiva, che ha lo scopo di proteggere la porta. Le tecniche impiegate sono diverse e a volte opposte (dribbling e tackle ad esempio). Il giocatore realizza in un duello la sintesi tra pensiero e azione: deve “pensare” e giocare allo stesso tempo. La tecnica del contrasto è regolata dalla legge 12 del regolamento calcistico. In generale, i contrasti possono avvenire a terra o in aria (contrasti aerei), ed è questo che li rende difficili. Impegnarsi in un duello con la palla vuol dire guidare la palla in dribbling in una superficie di campo occupata dall’avversario che occorre evitare o aggirare. Il dribbling richiede disinvoltura nei movimenti, agilità, equilibrio perfetto, controllo costante della situazione di gioco, degli avversari e degli spostamenti dei compagni. Un dribbling ben riuscito è efficace in quanto permette di oltrepassare la linea di vantaggio e di eliminare l’avversario creando in tal modo una situazione di superiorità numerica. Il giocatore può, a questo punto, passare la palla ad un compagno nello spazio tra due avversari. 103 103
  • 7.
    Calcio. 160 esercizie giochi per l’allenamento tattico { finalizzazione La finalizzazione consiste in un tiro in porta. Si tratta dunque dell’espressione terminale del gioco e della conclusione logica delle azioni che sussegue tutti gli altri elementi tecnici. La squadra opera in collettivo e cerca di mettere il “marcatore” nella migliore posizione per il tiro e quindi per la rete. PARTITE PERSE media di gol a partita media di tiri in porta efficacia PAREGGIATE VINTE 0,48 0,71 2,29 10,87 (+/-0,4) 13,84 (+/-0,5) 6,58% 16,21% 9,86 (+/-0,5) 4,82% 1 u sequenze di azioni Le diverse azioni che costituiscono sequenze efficaci di gioco sono le intercettazioni, i passaggi, i tiri, i contrasti… ecc. In sintesi, la sequenza (cioè la successione delle azioni) “modello”, che è propria delle squadre di alto livello e che termina in gol, si compone come segue : 1,7 passaggi controllati + 0,5 passaggi di prima + 0,6 contrasti + 0,8 controlli di palla. 114
  • 8.
    capitolo 8 uprogrammazione dell’allenamento | programmazione dell’allenamento 1 u pianificazione settimanale di allenamento Il programma settimanale delle sedute tiene conto del numero di allenamenti per ogni settimana. Un esempio potrebbe essere il seguente: SQUADRA CHE SI ALLENA UNA VOLTA ALLA SETTIMANA DURATA: 1h 20’ TEMA 10’ Riscaldamento Esercizi tecnici individuali, corsa Lenta con la palla, passaggi 30’ Tattica Secondo il tema trattato 20’ Lavoro Tecnico o Lavoro sul gesto tecnico Tecnico-fisico o Lavoro tecnico e fisico 15’ 5’ Gioco libero Fase conclusiva Footing lento e stretching SQUADRA CON DUE ALLENAMENTI SETTIMANALI 1° SEDUTA DURATA: 1h 20’ TEMA 10’ Riscaldamento Esercizi tecnici individuali, corsa Lenta con la palla, passaggi 30’ Tattica Secondo il tema trattato 20’ Lavoro Tecnico Lavoro sul gesto tecnico 15’ 5’ Gioco libero Fase conclusiva Corsa lenta e stretching 133 133