LA CREATIVITÀ Come utilizzarla e potenziarla
Caratteristiche della mente creativa : GUILFORD  e  TORRANCE   RECETTIVITÀ AI PROBLEMI FLUIDITÀ DI IDEE (Quantità) FLESSIBILITÀ (Trasformazione) ORIGINALITÀ (Creatività)  ELABORAZIONE
RECETTIVITÀ AI PROBLEMI      Osservazione      Comprensione    e Conoscenza dei dati
FLUIDITÀ DI IDEE (Quantità) La fluidità verbale , già individuata dal Thurstone (1938); La fluidità ideativa , provata con vari test; elencare più parole dotate di un preciso significato; elencare più oggetti, per esempio: solidi, bianchi e commestibili; elencare il maggior numero probabile di usi di un oggetto; dare più titoli ad un racconto; la fluidità associativa:   la capacità di elencare più parole in relazione con la parola-stimolo. Per esempio: alla parole «tavolo» si associano «sedia», «da gioco», «studio» ecc.;  la fluidità espressiva:   la capacità di inserire parole in uno schema di frasi già determinato
FLESSIBILITÀ (Trasformazione)   Che è riconducibile alla capacità di  evitare la  fissazione  nella ricerca  di un procedimento risolutivo di un  problema.  Quando spontaneamente un individuo diverge dallo schema offerto dalla situazione stessa.  Per esempio di un portacenere, un individuo elenca solo usi riconducibili alla categoria  contenitore, in altro potrebbe elencare usi riconducibili anche ad altre categorie, quali oggetto contundente, ecc. la flessibilità spontanea la flessibilità di adattamento
ORIGINALITÀ (Creatività)   capacità di dare risposte  insolite a molti tipi di test che  sono stati già presentati.  inventare simboli che  rappresentino un concetto Per esempio scrivere una battuta per  ogni vignetta proposta
ELABORAZIONE capacità di elaborare un progetto in ogni  fase avendo a disposizione una traccia
Classifica delle capacità intellettive GUILFORD CONTENUTI  OPERAZIONI   PRODOTTI  operazioni applicate al contenuto
CONTENUTI  Classifica delle capacità intellettive GUILFORD COMPORTAMENTALI  (azioni, sentimenti ecc. che costituiscono l’intelligenza sociale)  FIGURATIVI  (Spazio) SEMANTICI  (Parole) SIMBOLICI  (Numeri e grafici)
OPERAZIONI Classifica delle capacità intellettive GUILFORD CONOSCENZE MEMORIA  (Riproduzioni) PENSIERO DIVERGENTE  (Nuove Interconnessioni) PENSIERO CONVERGENTE (Raggiungimento dell’obiettivo)
PRODOTTI  operazioni applicate  al contenuto IL RISULTATO DEL RAGIONAMENTO ATTRAVERSO Unità ideativa, Classi di idee, Associazioni tra eventi, Trasformazioni,  Produzioni originali, Implicazioni, Sistemi,  Insiemi strutturali,  Produzioni elaborate  CREATIVITÀ ed INTELLIGENZA  sono due differenti modalità di utilizzo di  CONTENUTI  ed  OPERAZIONI  per avere dei  PRODOTTI. Classifica delle capacità intellettive GUILFORD
Le tre dimensioni delle capacità intellettuali  GUILFORD UNITÀ  ideativa CLASSI  di idee ASSOCIAZIONI  e  rapporti tra eventi TRASFORMAZIONI IMPLICAZIONI   produzioni elaborate SISTEMI   insiemi strutturati CONOSCENZE MEMORIA Pensiero DIVERGENTE Pensiero CONVERGENTE VALUTAZIONE  convenienze, utilità,  adattabilità Immagini Numeri Parole azioni  (intelligenze sociali) FIGURATIVI     SIMBOLICI     SEMANTICI     COMPORTAMENTALI      RISULTATI MEZZI MESSAGGI    PRODOTTI  OPERAZIONI  CONTENUTI
Guilford propone una teoria unificata  dell’intelligenza e rappresenta un  modello teorico della  «struttura dell’intelletto tridimensionale». Fattori che rientrano nella  operazione  definita  produzione divergente: sensibilità ai problemi, fluidità verbale,  fluidità ideativa, fluidità associativa,  fluidità espressiva, fluidità spontanea, flessibilità di adattamento, l’originalità, elaborazione.
è una  operazione divergente   che utilizza un  contenuto semantico   e produce una serie di  unità di idee Esaminiamo ora... La  fluidità ideativa
è una  operazione divergente  che utilizza  un  contenuto semantico  e produce una  serie di  classi   La  flessibilità spontanea
L’ originalità è una  operazione divergente   che utilizza un  contenuto semantico  e  produce interpretazioni insolite,  ossia  trasformazioni
L’ elaborazione È una operazione divergente che produce   implicazioni ;  quanto al contenuto che si utilizza,  esso dipende dal tipo di test.  Se il test offre una traccia verbale, il contenuto è semantico.  Se il test offre una traccia figurativa, il contenuto è figurativo.
 
La definizione di creatività Secondo il dizionario enciclopedico di Harré, Lamb e Mecacci « la creatività è la capacità dell’uomo di  produrre nuove idee, intuizioni, invenzioni, oggetti  artistici ai quali si riconosce valore sociale,  spirituale, estetico, scientifico o tecnologico ». Joly così si esprime sulla definizione di creatività “ La creatività è l ’arte di porsi i problemi e di proporre delle soluzioni  e aggiunge: nei libri seri troviamo anche  altre definizioni...
“ capacità di produrre soluzioni nuove senza utilizzare un processo  logico, ma stabilendo lontani rapporti tra i fatti”; “ movimento intellettuale che consiste nel collegare informazioni in  maniera imprevedibile, per produrre un ordine nuovo”. “…  La creatività è la derivata positiva della conoscenza del tempo”. “…  La creatività è innanzitutto la facoltà di concretizzare l’astratto,  d’esplorare l’inedito e il non detto, d’allargare la prospettiva.  È la convinzione che nessun problema sia senza soluzione.  È poi il significato della speculazione intellettuale associata alla  passione della scoperta e al gusto di portare a termine”.  La definizione di creatività
Per noi la creatività è  quell’aspetto della mente che  si rivolge all’introduzione e  alla interazione, nel processo  mentale, di elementi esterni  casuali con le  “tautologie ”  che indirizzano la nostra mente. La definizione di creatività [(p    q) ^ q]    p
S i alimenta di qualcosa che è esterno  ai componenti del ragionamento  che stiamo seguendo per risolvere  un certo problema, utilizzandolo. Fleming scopri la penicillina mentre lavorava alla preparazione in  laboratorio di terreni di cultura per fare sviluppare i bacilli di certe  malattie. Alcune muffe finirono nei recipienti dove queste culture si  sviluppavano. Solitamente quando si verifica questo fenomeno, i  microbiologi dicevano che la cultura era andata a male e la  buttavano! Fleming invece, collegò l’impossibilità dei bacilli a  crescere in contatto con le muffe con la possibilità che esse  potessero essere utilizzate per curare le infezioni. In altri termini  cosa fece? Collegò la muffa (la futura penicillina) con la morte dei  germi e con la possibilità di una sua utilizzazione per la cura delle  malattie infettive. La creatività non è un processo logico
A volte la risoluzione del problema appare  come una ristrutturazione del campo percettivo  ed una visione globale delle caratteristiche del problema stesso. Il celebre fisico e matematico Gauss durante la scuola elementare risolse brillantemente ed in pochissimo tempo un problema proposto in classe dal suo maestro: “fate la somma dei numeri da i a 10”. Mentre i compagni incominciavano a fare i calcoli, Gauss detto subito la risposta: “55!”. Si era semplicemente reso conto che sommando gli estremi della serie, cioè 1 e 10, si otteneva 11, lo stesso sommando il secondo numero ed il penultimo della serie, cioè 2 e 9, e cosi via. Bastava quindi moltiplicare 11 per 5 ed il gioco era fatto.
Il processo della scoperta avviene secondo le seguenti fasi Le 5 fasi della soluzione di un problema la verità può essere ingannevole. Bisogna dunque valutare, dapprima personalmente, poi con l’aiuto di esperti verifica l’istante prima il ricercatore era in confusione, nell’oscurità. Di colpo la soluzione gli appare con una chiarezza impressionante. È una vera rivelazione,: c’era la verità nascosta e il suo sforzo è riuscito a svelarla.  L’illuminazione può essere endogena o provocata da un avvenimento esterno, ma, “il caso favorisce soltanto le menti preparate”. illuminazione l’inventore cova le sue idee in germe come una gallina cova le sue uova. Nel corso di questa tappa, il processo sfugge quasi interamente al suo controllo cosciente e i meccanismi di assemblaggio operano a sua insaputa. incubazione in parte attiva : ricerca documentaristica, consultazione, annotazioni, compilazione di schede, schizzi e bozzetti; in parte passiva : il creatore si lascia penetrare da dati di ogni genere finché sente che l’impregnazione  è totale, che può assorbire nulla. preparazione (con frustrazione) che può essere focalizzata in un progetto preciso o vago intenzione
Le regole di Osborn,  padre della tecnica del  b rainstorming ,  sono le seguenti: non esitare ad esprimere il maggior numero di idee possibile non respingere le proprie idee non criticare negativamente le idee degli altri cercare di migliorare le idee degli altri
Le ricerche della creatività hanno dimostrato i seguenti aspetti (Abruzzese): la creatività si sviluppa maggiormente nella relazione; la creatività è qualcosa che è presente in tutti gli uomini ed è piuttosto indipendente dall’intelligenza; la creatività può essere sviluppata; la creatività si manifesta maggiormente quando si è in uno stato di tensione; es. risolvere un problema rapidamente; la creatività necessita di allenamento; la creatività a volte si sviluppa in un ambiente privo di stimolazioni; la creatività si sviluppa come ogni processo mentale in una dialettica fra forma e processo:  raccolta dati e informazioni ( fase del processo ); si passa ad una sua formalizzazione, ad una sua classificazione,  una sua organizzazione  ( fase della forma ) .
Distinzione relativa all’atteggiamento mentale che si assume  nell’affrontare un problema. Tale distinzione si riferisce alla differenza  fra il risolvere il problema ( problem solving )  e cercare il problema ( problem finding ). Il  problem solving  è la selezione e l’uso di  un programma prestabilito da un insieme  di programmi prestabiliti Il  problem finding  è la scoperta del bisogno di un  nuovo programma rispetto a quelli già esistenti e a quelli futuri Abruzzese
Obiettivo :   il  problem solving  significa scegliere correttamente fra programmi  esistenti per dare una risposta ad un determinato problema.  Il  problem finding  significa invece scegliere correttamente fra  programmi esistenti per escogitare nuovi programmi più idonei alla  soddisfazione delle esigenze reali. Metodo : nel  problem solving  la sperimentazione minimizza il disaccordo fra lo  stato desiderato e quello reale apparente.  Nel  problem finding  il pensiero minimizza il disaccordo fra lo stato  desiderato e quello reale apparente. Risultato : nel  problem solving  il successo è nella scoperta  di una soluzione ad un problema ben definito. Nel  problem finding  il successo è nella scoperta di alcune questioni  generali che riguardano molti problemi non definiti rigidamente. Esiste una differenza fra  processo esplorativo  ( disporre di mezzi utilizzati diversamente )  e   processo normativo  ( individuazione di bisogni e reazione  ex novo  di mezzi per  soddisfarli.
IL PERCORSO del PROCESSO CREATIVO  (WALLAS e SAFEN-GERALD) VERIFICA PREPARAZIONE INCUBAZIONE ILLUMINAZIONE
Secondo WALLAS e SAFEN-GERALD le fasi del PROCESSO CREATIVO sono 4: Analisi dell'idea innovativa    VERIFICA   4 Intuizione, Idea Creativa   ILLUMINAZIONE   3 Elaborazione Inconscia    INCUBAZIONE   2 Raccolta dei Dati Definizione del problema    PREPARAZIONE   1
OSTACOLI al PENSIERO CREATIVO LA PAURA DI SEMBRARE MATTI  È molto più semplice distruggere che creare. Uccidere un’idea è facile, facilissimo. Basta una frase, una battuta .  Come per tutti gli essere neonati è più facile rilevarne le debolezze che non le possibili forze. Ecco perché, quando viene alla luce, ha bisogno di trovarsi in un ambiente protetto, al riparo dai virus.  5 GIUDIZIO AFFRETTATO   4 LA SICUREZZA DELL'OVVIO   3 CONFORMISMO   2 MODELLI MENTALI   1
I virus sono le critiche, le battute. L’ambiente protetto viene reato con la sospensione del giudizio.I virus più pericolosi appartengonoalla famiglia dei  killers creativi :   cioè frasi che uccidono la creatività è impossibile costa troppo non mi piace è assurdo per carità! ah ah! ( risata ) buona idea in teoria, ma inattuabile in pratica si vede che tu non sei pratico di questo settore sarebbe un cambiamento troppo radicale è sempre andato bene così, perché cambiare? squadra che vince non si cambia adesso non è il momento adatto ma così creiamo un precedente! ma così facciamo il gioco dei nostri avversari nessuna ha mai sollevato il problema abbiamo problemi più urgenti non abbiamo tempo non è previsto dal regolamento
I killers creativi è troppo complicato pensa al casino che salterebbe fuori! i nostri clienti non l’accetteranno mai il nostro personale non l’accetterà mai il sindacato non l’accetterà mai  la direzione non l’accetterà mai il sindaco non l’accetterà mai il preside non l’accetterà mai mio fratello non l’accetterà mai  (Non è difficile individuare qualche soggetto che non accetterà mai una certa idea; negli spazi che seguono il lettore può segnare altri esempi in merito) __________________non l’accetterà/accetteranno mai __________________non l’accetterà/accetteranno mai __________________non l’accetterà/accetteranno mai
I killers creativi l’abbiamo già fatto non l’abbiamo mai fatto non l’ha mai fatto nessuno siamo troppo piccoli siamo troppo grandi siamo troppo giovani siamo troppo vecchi siamo troppo conosciuti non siamo abbastanza conosciuti non siamo abbastanza pratici del settore non siamo abbastanza informati  (Volendo, si è sempre “troppo…” o “non abbastanza…” per rifiutare a priori un’idea; gli spazi che seguono sono a disposizione del lettore per altri esempi) siamo troppo/non siamo abbastanza____________________ siamo troppo/non siamo abbastanza____________________ siamo troppo/non siamo abbastanza____________________
I killers creativi è una buona idea, ma non adatta a noi non va bene nella nostra zona forse va bene in televisione, ma non in teatro forse va bene in America, ma non in Italia forse va bene nelle grandi città, ma non in un piccolo centro forse va bene nel mercato alimentare, ma non in quello cosmetico forse va bene per…, ma non per noi i tecnici hanno già detto che non è possibile ci sono problemi di budget non abbiamo abbastanza personale  è contrario alla nostra politica abbiamo poco spazio in negozio abbiamo poco spazio in ufficio abbiamo poco spazio in casa  abbiamo poco spazio in… ci hanno già provato altri e non ci sono riusciti se fosse una buona idea, qualcuno l’avrebbe già realizzata non è un’idea del tutto nuova  (per la verità, ben difficilmente un’idea può apparire del tutto nuova in virtù del fenomeno dell’immaginazione strutturata) si, ma la nostra è una situazione particolare si, ma bisogna considerare che… si, ma…
È un  LUOGO COMUNE  considerare  il  PENSIERO CREATIVO  un " SABOTATORE "  delle conoscenze acquisite,  delle  CAPACITÀ  razionali e del bagaglio di esperienze. Secondo il Neurofisiologo americano  SPERRY ,  premio Nobel per la medi­cina nel 1981, è il  pensiero  RAZIONALE-LOGICO ,  che risiede nell'emisfero sinistro, il " SABOTATORE "  di dee innovative.
I DUE EMISFERI DEL CERVELLO Importante la LATERALIZZAZIONE che consente l'utilizzo delle CAPACITÀ INTELLETTIVE (da 0 a 8 anni). Nelle donne la connessione tra i due emisferi è maggiore consentendo a queste il rapido passaggio dal pensiero  LOGICO-ANALITICO al pensiero CREATIVO-INTUITIVO. Pensiero  DIVERGENTE   Pensiero  CONVERGENTE     INTUITO   LOGICA         CREATIVITÀ   RAZIONALITÀ         EMISFERO  DESTRO   EMISFERO  SINISTRO
Secondo alcuni studiosi del comportamento umano ci sarebbe uno stretto rapporto tra WERTHEIMER , teorico della  GESTALT  sostiene che una delle difficoltà maggiori che ci disorientano nella soluzione di numerosi problemi è la rigidità con la quale percepiamo le SITUAZIONI PROBLEMATICHE. È difficile superare tale limite perché entrano in gioco fattori come: l’ansia, il grado di autostima, la qualità delle conoscenze, etc. Però un problema non può essere risolto senza modificare il nostro modo di percepirlo e senza formulare un numero più o meno ampio di soluzioni possibili. Generalizzazioni radicate di aspetti della realtà circostante  Attività LOGICO-RAZIONALE che si fondano su DOGMI        CREDENZE     Pensiero "SABOTATORE" della CREATIVITÀ
DE BONO:  Un PROBLEMA viene risolto quando si usa nel giusto dosaggio RAZIONALITÀ e CREATIVITÀ. Il  PROBLEM SOLVER  efficace è colui che sa alternare  momenti di  RAZIONALITÀ  a momenti di  CREATIVITÀ  ludica. Produzione di idee risolutive Procedure e strategie  innovative  Definizione del problema Formulazione degli obiettivi    CREATIVITÀ  =  soluzione dei problemi  RAZIONALITÀ  Capacità di produrre idee nuove utilizzando “MEDIA” diversi  (grafici, acustici, linguistici, etc…)  e ottenere pro­dotti ORIGINALI.   CREATIVITÀ:
TAYLOR  propone una tassonomia della creatività Le prime due forme di CREATIVITÀ appartengono a tutti noi. Le ultime tre sono appannaggio di pochi. 5 4 3 2 1 La forma più elevata capace di modificare la modalità di concettualizzare la realtà  (es.: Einstein)  CREATIVITÀ EMERGENTE  Intervento che modifica una struttura di­sciplinare (es.: nuove correnti di pensiero)  CREATIVITÀ INNOVATIVA  Produzione di idee nuove  CREATIVITÀ INVENTIVA  Creare nuovi strumenti o utilizzare strumenti noti in situazioni nuove  CREATIVITÀ TECNICA Espressione spontanea. Non importa        qualità  originalità  CREATIVITÀ ESPRESSA
TUTTI NASCIAMO CREATIVI SOLO CHE LA SCUOLA CON L’ENFASI DELLA RAZIONALITÀ LA SOCIETÀ CON LA FORTE SPINTA AL CONFORMISMO LA PAURA DEL RIDICOLO DEL SINGOLO hanno giocato il ruolo di Killer della creatività.
Per massimizzare le risorse è opportuno far seguire ad una fase di ricerca e di concentrazione una di distensione  Le fasi 3 e 4 sono specifiche del processo creativo e consentono la produzione di associazioni, metafore, analogie, etc.           CONCENTRAZIONE         Comunicazione delle stesse  6 DISTENSIONE   Elaborazione delle idee  5       Illuminazione   4 CONCENTRAZIONE   Incubazione delle idee  3       Raccolta Dati  2 DISTENSIONE  Domande 1 TECNICA MOTIVANTE  FASI  PROCESSO CREATIVO E TECNICHE PER MIGLIORARLO
TRA LE TECNICHE IMPIEGABILI PER MIGLIORARE LA CREATIVITÀ, LA PRIMA è SICURAMENTE IL “BRAINSTORMING” la creatività può aumentare col crescere delle esperienze. la potenzialità creativa è  accresciuta dal numero di menti coinvolte. centrale la figura del conduttore o facilitatore che deve motivare,  controllare, evitare i conflitti.
Vantaggi della creatività di gruppo IL  BRAINSTORMING ,  tempesta di cervelli, fu ideato negli anni ‘50 da  A.F. Osborn ,  un pubblicitario, per permettere ad un gruppo di individui di rendere la loro discussione produttiva invece che critica e selettiva. Fu adottato dal mondo del lavoro ed applicato nelle situazioni in cui il pro­blema da risolvere coinvolgeva più persone. EFFETTO IMITAZIONE  4 SEMPLICITÀ DI RACCOLTA ED INTEGRAZIONE DELLE IDEE  3 MOLTIPLICAZIONE DELLE IPOTESI INNOVATIVE  2 QUANTITÀ DI IDEE  1
CARATTERISTICHE DEL BRAINSTORMING A) – DURATA   (dai 30 ai 45 minuti) B) – RISCALDAMENTO   (rilassarsi e concentrarsi sul problema) C) – NUMERO DEI PARTECIPANTI   (dagli 8 ai 15)
a foglietti o giro di parola a giro di parola a ruota libera    Scelta finale  Studio di fattibilità  Sviluppo delle idee  Definizione del problema FASI DEL BRAINSTORMING
REGOLE DEL BRAINSTORMING Promuovere  l’associazione di idee Formalità rispetto di regole Produzione di idee, eliminando l’aspetto  valutativo non giudicare né valutare Stimolazione ed interazione  causale delle idee privilegiare la quantità non la qualità La seconda regola  richiede che tutte le idee vengono accolte positivamente. La terza regola  presuppone l’ascolto. La quarta regola  la socializzazione delle idee Per l’efficacia del  BRAINSTORMING  è indispensabile un buon  TRAINER . 1 2 3 4
FUNZIONI PRINCIPALI DEL LEADER Definire il problema all’inizio e ridefinirlo più volte nel corso della seduta favorire lo scambio di idee bloccare subito ogni tentativo di valutazione favorire l’intervento di tutti assicurarsi che il co-Trainer abbia trascritto tutto far leggere al co-Traiìner tutte le idee espresse fornire stimoli quando il flusso delle idee sembra rallentare curare l’inizio, l’organizzazione e la fine della seduta Anche se positiva l'esperienza del  BRAINSTORMING ,  non sempre il lavoro di gruppo è una soluzione vincente. Spesso diventa luogo di ostruzionismo delle nuove idee se è dominato da un radicato individualismo.
Alcuni ricercatori  dell'ISTITUTO FUER ANGEWANDTEKREATIVITAT  hanno redatto un elenco delle forme più diffuse di ostilità al lavoro di gruppo Per poter lavorare in un gruppo è necessario uscire dall'eccessiva competitività: il vincitore è sotto i riflettori, ma uno stratega attento dirà che l'importante è sapere cosa succede ai vinti. L'Autoaffermazione 7 La sindrome della Mosca Cieca 6 Il gioco delle Competenze 5 La sindrome della Prima Donna 4 La sindrome dell'Uomo Nero 3 Il massacro delle idee 2 Sindrome della "Vittoria-Sconfitta“  1
Esistono altre tecniche per il potenziamento della CREATIVITÀ, lo studioso EDWARD DE BONO ne individua 3 Per la prima tecnica , DE BONO suggerisce di abbandonare i rigidi percorsi del pensiero lineare ed indagare con la mente intorno al problema. La sinettica 3 I sei cappelli del pensiero creativo 2 Il pensiero laterale 1
FASI del "PENSIERO LATERALE" prestare attenzione al particolare, al fortuito per individuare possibili soluzioni innovative d) consapevolizzare la rigidità del pensiero lineare c) cercare  nuovi percorsi mentali  per indagare la realtà b) identificare le  idee dominanti  che impediscono l' innovazione a)
Di fronte ad un problema da risolvere, abbiamo due alternative:  affrontarlo frontalmente per rimuovere l’ostacolo diretto,  oppure affrontarlo in modo “trasversale”.. , “aggirando l’ostacolo”. Siamo abituati da sempre ad utilizzare la soluzione diretta. Aggirare l’ostacolo non significa rimandare o evitare il problema.  Significa compiere un’azione che apparentemente non ha nulla a che  vedere con la soluzione del problema, ma che ha come risultato quello  di spostare o annullare il problema stesso.
Per individuare soluzioni trasversali attraverso il pensiero laterale,  occorre anzitutto allargare la prospettiva: guardare a fianco appunto.  In questo modo si può vedere il problema da un’angolatura diversa. “ Il pensiero laterale  procede da una serie di fatti,  non da supposizioni.  Il pensiero laterale di fatto  non fa presupposti ,  anzi i presupposti iniziali limitano le possibilità di soluzione” De Bono (De Bono, “Il pensiero laterale”, BUR 1996).
L’esempio classico di una persona che usa il pensiero laterale è il  personaggio di  Sherlock Holmes , il detective nato dalla fantasia di Sir  Arthur Conan Doyle. La sua straordinaria capacità di trovare la  soluzione a problemi altrimenti insolubili era dovuta alla sua abilità nell’osservare i fatti di una situazione, senza fare presupposti iniziali.  Usando il pensiero laterale, egli spezzettava gli elementi di un  problema o di una situazione e li riordinava in un modello  apparentemente casuale, per arrivare a una visione diversa della  situazione e quindi a una possibile soluzione. Il pensiero laterale perciò  può definirsi come puro  ragionamento deduttivo . Il Dottor Watson invece  agiva procedendo lungo le linee del pensiero cristallizzato basato su  preconcetti…  Il pensiero laterale è creativo e dinamico ed incorpora le  proprietà del pensiero associativo , quindi la  capacità di raccogliere e  riallineare significativi , così come il pensiero lineare comporta l’abilità di  procedere lungo una linea di pensiero fino a una conclusione.
Un altro esempio riguarda un fatto realmente accaduto alla  Gerber ,   la famosa multinazionale che produce cibi per bambini.  Negli anni 60 la Gerber lanciò un nuovo prodotto rivolto al mercato di un paese africano  in cui le madri avevano estremo bisogno di cibo per bambini… era stato studiato nei  minimi dettagli affinché la sua convenienza e qualità ne garantissero l’immediato  successo, ma… le vendite non riuscivano a decollare.  I dirigenti e il management, usando dei processi di pensiero lineare, ritennero che il  prodotto non fosse stato promosso abbastanza e stabilirono di intraprendere ulteriori  campagne pubblicitarie… non riuscirono comunque a venirne a capo.  Erano sul punto di abbandonare il progetto. Ed ecco la soluzione trasversale: cambiare le etichette! …  la questione si risolse infatti prendendo atto che nella cultura della  popolazione locale prevalentemente analfabeta, i prodotti alimentari  venivano presentati con etichette raffiguranti il loro contenuto.  Dal momento cha la Gerber esponeva le sue zappette  mostrando un bambino sorridente…non avrebbe mai potuto convincere nessuno a nutrire  i propri figli con carne di bambino! disegnando sulle etichette mucche, vitelli, pollo ecc.. le  zappette andarono a ruba!  Le tecniche del pensiero laterale sono ora molto richieste e vengono insegnate ai manager e anche nelle scuole perché aiutano ad arrivare ad un nuovo livello di pensiero creativo.
IL PENSIERO LINEARE La cognizione è il processo di sviluppo del:   pensiero lineare pensiero associativo pensiero laterale pensiero sferico
Pensiero lineare  Il pensiero lineare procede da una serie di determinate opinioni o presupposti  ed arriva a conclusioni  basate rigorosamente su quei presupposti.  esempi:  "Sarò sempre sopprapeso perché tutti nella mia famiglia lo sono".  "Tutte le donne sono manipolatrici e sono pronte ad ingannare un uomo appena se ne presenta l'occasione"!  Per liberarsi dalla trappola del pensiero lineare, occorre esserne  consapevole.  Quando ci si trova a fare asserzioni generalistiche  o a trarre simili conclusioni, bisogna chiedersi  su che cosa si basa questa opinione. Per esempio, la conclusione lineare che  "Tutte le donne sono manipolatrici"  può essere dissipata ricordando tutte le parenti o amiche che non ti hanno mai  manipolato e non hanno tradito la tua fiducia.
Pensiero associativo Il pensiero lineare è logico, positivo.  Il pensiero associativo è preconscio è concettuale e consiste  nell’associare esperienze e pensieri attuali a ricordi precedenti;   filtrare elementi sgraditi, tabù o pensieri e sentimenti imbarazzanti;  implementare le percezioni coscienti;  classificare, memorizzare e richiamare forti ricordi emozionali. Per esempio, una persona può annusare una certa fragranza  ed essere sommersa immediatamente da ricordi e sentimenti  di un momento, nel suo passato, quando quella fragranza si è  associata a sentimenti di felicità, sicurezza e benessere. E' ormai ampiamente dimostrato che la programmazione  subliminale è molto efficace quando viene usata su persone  che sono inconsapevoli dei propri pensieri associativi.  
Pensiero sferico  Il pensiero sferico è un pensiero basato sull'anima; è la capacità di  vedere ogni lato di un problema o situazione simultaneamente e  comprenderlo su ciascuno dei suoi possibili livelli.  Diversamente dal pensiero concreto, il quale è limitato al livello di  elaborazione laterale, il pensiero sferico trascende la consapevolezza  concreta in consapevolezza universale.  Il pensiero sferico è puro ragionamento induttivo, mentre il pensiero  laterale è puro ragionamento deduttivo.  Per un esempio: "Pace nel mondo." Che cosa significa per te?  Che cosa pensi possa significare per altri che conosci, come tua madre/  padre/ fratello/ sorella/ figli? O qualcuno che vive in un paese dove più  del 30% della popolazione è affamato? Vista da una prospettiva maschile?  E da una prospettiva femminile? Ecc.
Pensiero sferico Divenendo più esperto e in grado di pensare  sfericamente, visualizzando molti aspetti diversi di  una situazione, uno sarà in grado di migliorare,  ideare e creare realtà da queste idee.  Altre applicazioni concettuali del pensiero sferico  sono in relazione alla creazione artistica, sviluppo  di prodotti, invenzioni e innovazioni, sistemi  educativi, e filosofie pratiche per vivere il futuro. Lo scopo del pensiero sferico è concepire ed  ideare i pensieri dello Spirito.
Per la seconda tecnica , detta anche  "creatività organizzativa" ,  DE BONO utilizza anche la  tecnica del  ROLE PLAY I passi fondamentali sono: uscire dagli schemi e dalle idee dominanti; sfidare le ipotesi e le consuetudini; generare alternative; introdurre elementi di discontinuità; cambiare il punto di partenza. La tecnica può essere ricondotta a due processi fondamentali:  provocazione e movimento.
La  provocazione   non è un’idea, ma uno stimolo per generare idee. Può essere spontanea oppure deliberata. Si crea una provocazione quando si genera un’idea che non esiste sulla base  della nostra esperienza, poiché risulta folle e stravagante (per es. “le automobili  dovrebbe avere le ruote quadrate”). Si utilizza questa idea come stimolo (trampolino) per passare ad un’idea  successiva e più logica e quindi generare il  movimento  che è la seconda  componente di questa tecnica. La tecnica di  provocazione e movimento   prevede cinque fasi fondamentali: identificazione di schemi, idee dominanti, ipotesi formulazione di una provocazione su di una caratteristica che si dà per scontata spostamento del punto di partenza o di osservazione del problema valutazione delle alternative per ottenere un dato risultato utilizzo della Tecnica dei 6 cappelli della creatività
Lo scopo dei  sei cappelli  per pensare è la  chiarificazione del pensiero, ottenuta  consentendo al pensatore un modo di  pensare per volta. Il sistema dei  sei cappelli  è progettato per  far passare il pensiero dal normale metodo  dialettico al metodo di mappatura. Il processo è a due fasi.
La prima fase è l’esecuzione della mappa. La seconda è la scelta di un percorso sulla mappa. Ognuno dei sei cappelli inserisce nella mappa un determinato tipo di  pensiero, analogamente a quanto avviene nella stampa a colori. Non si deve ritenere che i sei cappelli coprano l’intera gamma dei  possibili aspetti del pensiero; ma essi corrispondono sicuramente agli  aspetti principali. Il grande pregio dei cappelli è che offrono al pensatore ruoli diversi da  interpretare. Il pensatore trarrà soddisfazione dall’interpretare ognuno  dei ruoli. Senza il formalismo dei cappelli, alcuni pensatori rimarrebbero eternamente bloccati su un unico modo di pensare (di solito quello del  cappello nero).
L'obiettivo è di stimolare la capacità di guardare il problema da più angolazioni rappresentate da una serie di  CAPPELLI COLORATI CAPPELLO  :  analisi oggettiva delle informazioni CAPPELLO  :  stato d'animo, emozioni CAPPELLO  :  critica negativa CAPPELLO  :  pensieri costruttivi, ottimismo CAPPELLO  :  curiosità, creatività CAPPELLO  :  controllo e coordinamento Si tratta di uscire dalla rigida schematicità del pensiero  "Monocromatico"  che blocca sul nascere la creatività.
LA SINETTICA La  terza tecnica  che letteralmente significa  "ricondurre le idee a unitarietà"   punta ad evidenziare dapprima le differenze di  pensiero e di approccio al problema per poi  portarle al funzionamento per garantire  la fattibilità. È anche questa una tecnica di gruppo,  proposta nel 1948 dall’ingegner William  Gordon, consulente di Arthur D. Little. Il termine deriva dal greco “ Sin”  (con) ed  “ectos” (l’esterno).  Significa “tecnica di unione di elementi diversi”.
Si avvale di 7-8 persone più un animatore È basato sul principio del rendere familiare ciò che è strano o insolito e rendere strano e insolito ciò che è familiare ed è basato sull’utilizzazione sistematica  delle analogie. L’analogia si sviluppa lungo alcune fasi. Il problema in studio viene messo in relazione con un’analogia. Si seguono tutte le possibili linee di sviluppo, allontanandosi dalla problematica. Si codifica l’analogia reinterpretandola nei termini del problema iniziale. L’analogia serve per “spostare” il punto di vista. L’analogia  non deve essere troppo calzante . Ad es. osservare che vendere ad un grosso cliente è  come pescare un grosso pesce potrebbe essere  un’analogia molto buona, ma non ottimale nel processo  analogico ricercato con la sinettica. Un’analogia deve essere  vitale ,  deve far succedere qualcosa. Infine deve essere  concreta .
In sinettica possono essere impiegati  i seguenti tipi principali di analogia . analogia diretta il problema viene messo in relazione  con il mondo vegetale, animale, minerale, meccanico analogia simbolica il problema viene messo in relazione con il mondo delle immagini, dei simboli analogia fantastica si potrà “far viaggiare” il gruppo dei partecipanti, proponendo loro di identificarsi – ad esempio – con gli abitanti di un pianeta sconosciuto analogia personale i membri del gruppo sono invitati a identificarsi con l’”oggetto” del problema
La tecnica tenderebbe a sviluppare quattro abilità l’abilità a scoprire l’essenziale; l’abilità all’analogia diretta; l’abilità all’analogia personale; l’abilità a costruire e usare  coppie antagoniste e a servirsene.
La sinettica si basa su tre principi   rendere familiare ciò che è estraneo-insolito rendere estraneo ciò che è familiare dire tutto ciò che passa per la mente.
Fasi della SINETTICA POSSIBILE SOLUZIONE   Ulteriore elaborazione PERFEZIONAMENTO    Individuare 6 / 7 idee specifiche DEFINIZIONE  Scrematura qualitativa SELEZIONE DELLE IDEE  Produrre almeno 20/30 idee FASE CREATIVA:    Analisi Globale  Definizione del PROBLEMA  
Come la maggior parte delle tecniche  creative, anche questa ha il suo contesto  ideale nel lavoro di gruppo dove vanno  individuati i diversi ruoli: Il  Facilitatore:  Promuove il flusso delle idee,  impedisce i conflitti. La  Sinettica  è un'ottima tecnica  di  Problem Solving .  È importante che le idee vengano scelte per  il loro "FASCINO" e non per la loro fattibilità.
Vediamo ora gli ERRORI  che un bravo TRAINER non dovrebbe MAI commettere Conformismo delle idee. 9 Protagonismo di qualche partecipante 8 Protagonismo del Trainer 7 Concedere troppo tempo all'analisi della situazione 6 Sproporzione tra il tempo dedicato alla definizione del problema e quello dedicato alla produzione 5 Perplessità dei partecipanti sull'effettiva utilità delle idee da loro espresse 4 Negligenza da parte del co-Trainer 3 Valutazione negativa dell'originalità o non originalità di un'idea 2 La valutazione negativa dell'idea di lavoro creativo 1
LA CREATIVITÀ E' una soddisfazione impagabile quella che accompagna e segue l'atto creativo. E' la conferma delle nostre illimitate possibilità, è la soddisfazione di vedere che un nostro contributo ha cambiato qualcosa nella realtà circostante, è il sottile piacere di condividere qualche cosa con quel gran Signore che creò il mondo in sei giorni!
BIBLIOGRAFIA: DE BONO E.  (1967)  "Il Pensiero laterale",  RIZZOLI (Milano) DE BONO E.  (1976)  "Teaching Thinking" , Penguin BOOKS HARMONDSWORTH OSBORN A.F.  (1989)  "L'arte della creativity" , Franco ANGELI (Milano) WERTHEIMERW  (1965)  "Il pensiero produttivo"  GIUNTI-BARBERA (FI) HERSEY P. BLANCHARD  (1987)  "La Leadership Istituzionale"  SPERLING & KUPFER (Varese) MEAZZINI P.  (1987)  "La Conduzione della Classe"  GIUNTI (Firenze) NUTRITO C.  (2003 )  “Voglio essere più creativo!”   F. Angeli (Milano) DE GIACOMO P.  (1995)  “Mente e Creatività”  F. Angeli (Milano)

La creatività

  • 1.
    LA CREATIVITÀ Comeutilizzarla e potenziarla
  • 2.
    Caratteristiche della mentecreativa : GUILFORD e TORRANCE RECETTIVITÀ AI PROBLEMI FLUIDITÀ DI IDEE (Quantità) FLESSIBILITÀ (Trasformazione) ORIGINALITÀ (Creatività) ELABORAZIONE
  • 3.
    RECETTIVITÀ AI PROBLEMI  Osservazione  Comprensione e Conoscenza dei dati
  • 4.
    FLUIDITÀ DI IDEE(Quantità) La fluidità verbale , già individuata dal Thurstone (1938); La fluidità ideativa , provata con vari test; elencare più parole dotate di un preciso significato; elencare più oggetti, per esempio: solidi, bianchi e commestibili; elencare il maggior numero probabile di usi di un oggetto; dare più titoli ad un racconto; la fluidità associativa: la capacità di elencare più parole in relazione con la parola-stimolo. Per esempio: alla parole «tavolo» si associano «sedia», «da gioco», «studio» ecc.; la fluidità espressiva: la capacità di inserire parole in uno schema di frasi già determinato
  • 5.
    FLESSIBILITÀ (Trasformazione) Che è riconducibile alla capacità di evitare la fissazione nella ricerca di un procedimento risolutivo di un problema. Quando spontaneamente un individuo diverge dallo schema offerto dalla situazione stessa. Per esempio di un portacenere, un individuo elenca solo usi riconducibili alla categoria contenitore, in altro potrebbe elencare usi riconducibili anche ad altre categorie, quali oggetto contundente, ecc. la flessibilità spontanea la flessibilità di adattamento
  • 6.
    ORIGINALITÀ (Creatività) capacità di dare risposte insolite a molti tipi di test che sono stati già presentati. inventare simboli che rappresentino un concetto Per esempio scrivere una battuta per ogni vignetta proposta
  • 7.
    ELABORAZIONE capacità dielaborare un progetto in ogni fase avendo a disposizione una traccia
  • 8.
    Classifica delle capacitàintellettive GUILFORD CONTENUTI OPERAZIONI PRODOTTI operazioni applicate al contenuto
  • 9.
    CONTENUTI Classificadelle capacità intellettive GUILFORD COMPORTAMENTALI (azioni, sentimenti ecc. che costituiscono l’intelligenza sociale) FIGURATIVI (Spazio) SEMANTICI (Parole) SIMBOLICI (Numeri e grafici)
  • 10.
    OPERAZIONI Classifica dellecapacità intellettive GUILFORD CONOSCENZE MEMORIA (Riproduzioni) PENSIERO DIVERGENTE (Nuove Interconnessioni) PENSIERO CONVERGENTE (Raggiungimento dell’obiettivo)
  • 11.
    PRODOTTI operazioniapplicate al contenuto IL RISULTATO DEL RAGIONAMENTO ATTRAVERSO Unità ideativa, Classi di idee, Associazioni tra eventi, Trasformazioni, Produzioni originali, Implicazioni, Sistemi, Insiemi strutturali, Produzioni elaborate CREATIVITÀ ed INTELLIGENZA sono due differenti modalità di utilizzo di CONTENUTI ed OPERAZIONI per avere dei PRODOTTI. Classifica delle capacità intellettive GUILFORD
  • 12.
    Le tre dimensionidelle capacità intellettuali GUILFORD UNITÀ ideativa CLASSI di idee ASSOCIAZIONI e rapporti tra eventi TRASFORMAZIONI IMPLICAZIONI produzioni elaborate SISTEMI insiemi strutturati CONOSCENZE MEMORIA Pensiero DIVERGENTE Pensiero CONVERGENTE VALUTAZIONE  convenienze, utilità, adattabilità Immagini Numeri Parole azioni (intelligenze sociali) FIGURATIVI  SIMBOLICI  SEMANTICI  COMPORTAMENTALI     RISULTATI MEZZI MESSAGGI    PRODOTTI  OPERAZIONI  CONTENUTI
  • 13.
    Guilford propone unateoria unificata dell’intelligenza e rappresenta un modello teorico della «struttura dell’intelletto tridimensionale». Fattori che rientrano nella operazione definita produzione divergente: sensibilità ai problemi, fluidità verbale, fluidità ideativa, fluidità associativa, fluidità espressiva, fluidità spontanea, flessibilità di adattamento, l’originalità, elaborazione.
  • 14.
    è una operazione divergente che utilizza un contenuto semantico e produce una serie di unità di idee Esaminiamo ora... La fluidità ideativa
  • 15.
    è una operazione divergente che utilizza un contenuto semantico e produce una serie di classi La flessibilità spontanea
  • 16.
    L’ originalità èuna operazione divergente che utilizza un contenuto semantico e produce interpretazioni insolite, ossia trasformazioni
  • 17.
    L’ elaborazione Èuna operazione divergente che produce implicazioni ; quanto al contenuto che si utilizza, esso dipende dal tipo di test. Se il test offre una traccia verbale, il contenuto è semantico. Se il test offre una traccia figurativa, il contenuto è figurativo.
  • 18.
  • 19.
    La definizione dicreatività Secondo il dizionario enciclopedico di Harré, Lamb e Mecacci « la creatività è la capacità dell’uomo di produrre nuove idee, intuizioni, invenzioni, oggetti artistici ai quali si riconosce valore sociale, spirituale, estetico, scientifico o tecnologico ». Joly così si esprime sulla definizione di creatività “ La creatività è l ’arte di porsi i problemi e di proporre delle soluzioni e aggiunge: nei libri seri troviamo anche altre definizioni...
  • 20.
    “ capacità diprodurre soluzioni nuove senza utilizzare un processo logico, ma stabilendo lontani rapporti tra i fatti”; “ movimento intellettuale che consiste nel collegare informazioni in maniera imprevedibile, per produrre un ordine nuovo”. “… La creatività è la derivata positiva della conoscenza del tempo”. “… La creatività è innanzitutto la facoltà di concretizzare l’astratto, d’esplorare l’inedito e il non detto, d’allargare la prospettiva. È la convinzione che nessun problema sia senza soluzione. È poi il significato della speculazione intellettuale associata alla passione della scoperta e al gusto di portare a termine”. La definizione di creatività
  • 21.
    Per noi lacreatività è quell’aspetto della mente che si rivolge all’introduzione e alla interazione, nel processo mentale, di elementi esterni casuali con le “tautologie ” che indirizzano la nostra mente. La definizione di creatività [(p  q) ^ q]  p
  • 22.
    S i alimentadi qualcosa che è esterno ai componenti del ragionamento che stiamo seguendo per risolvere un certo problema, utilizzandolo. Fleming scopri la penicillina mentre lavorava alla preparazione in laboratorio di terreni di cultura per fare sviluppare i bacilli di certe malattie. Alcune muffe finirono nei recipienti dove queste culture si sviluppavano. Solitamente quando si verifica questo fenomeno, i microbiologi dicevano che la cultura era andata a male e la buttavano! Fleming invece, collegò l’impossibilità dei bacilli a crescere in contatto con le muffe con la possibilità che esse potessero essere utilizzate per curare le infezioni. In altri termini cosa fece? Collegò la muffa (la futura penicillina) con la morte dei germi e con la possibilità di una sua utilizzazione per la cura delle malattie infettive. La creatività non è un processo logico
  • 23.
    A volte larisoluzione del problema appare come una ristrutturazione del campo percettivo ed una visione globale delle caratteristiche del problema stesso. Il celebre fisico e matematico Gauss durante la scuola elementare risolse brillantemente ed in pochissimo tempo un problema proposto in classe dal suo maestro: “fate la somma dei numeri da i a 10”. Mentre i compagni incominciavano a fare i calcoli, Gauss detto subito la risposta: “55!”. Si era semplicemente reso conto che sommando gli estremi della serie, cioè 1 e 10, si otteneva 11, lo stesso sommando il secondo numero ed il penultimo della serie, cioè 2 e 9, e cosi via. Bastava quindi moltiplicare 11 per 5 ed il gioco era fatto.
  • 24.
    Il processo dellascoperta avviene secondo le seguenti fasi Le 5 fasi della soluzione di un problema la verità può essere ingannevole. Bisogna dunque valutare, dapprima personalmente, poi con l’aiuto di esperti verifica l’istante prima il ricercatore era in confusione, nell’oscurità. Di colpo la soluzione gli appare con una chiarezza impressionante. È una vera rivelazione,: c’era la verità nascosta e il suo sforzo è riuscito a svelarla. L’illuminazione può essere endogena o provocata da un avvenimento esterno, ma, “il caso favorisce soltanto le menti preparate”. illuminazione l’inventore cova le sue idee in germe come una gallina cova le sue uova. Nel corso di questa tappa, il processo sfugge quasi interamente al suo controllo cosciente e i meccanismi di assemblaggio operano a sua insaputa. incubazione in parte attiva : ricerca documentaristica, consultazione, annotazioni, compilazione di schede, schizzi e bozzetti; in parte passiva : il creatore si lascia penetrare da dati di ogni genere finché sente che l’impregnazione è totale, che può assorbire nulla. preparazione (con frustrazione) che può essere focalizzata in un progetto preciso o vago intenzione
  • 25.
    Le regole diOsborn, padre della tecnica del b rainstorming , sono le seguenti: non esitare ad esprimere il maggior numero di idee possibile non respingere le proprie idee non criticare negativamente le idee degli altri cercare di migliorare le idee degli altri
  • 26.
    Le ricerche dellacreatività hanno dimostrato i seguenti aspetti (Abruzzese): la creatività si sviluppa maggiormente nella relazione; la creatività è qualcosa che è presente in tutti gli uomini ed è piuttosto indipendente dall’intelligenza; la creatività può essere sviluppata; la creatività si manifesta maggiormente quando si è in uno stato di tensione; es. risolvere un problema rapidamente; la creatività necessita di allenamento; la creatività a volte si sviluppa in un ambiente privo di stimolazioni; la creatività si sviluppa come ogni processo mentale in una dialettica fra forma e processo: raccolta dati e informazioni ( fase del processo ); si passa ad una sua formalizzazione, ad una sua classificazione, una sua organizzazione ( fase della forma ) .
  • 27.
    Distinzione relativa all’atteggiamentomentale che si assume nell’affrontare un problema. Tale distinzione si riferisce alla differenza fra il risolvere il problema ( problem solving ) e cercare il problema ( problem finding ). Il problem solving è la selezione e l’uso di un programma prestabilito da un insieme di programmi prestabiliti Il problem finding è la scoperta del bisogno di un nuovo programma rispetto a quelli già esistenti e a quelli futuri Abruzzese
  • 28.
    Obiettivo : il problem solving significa scegliere correttamente fra programmi esistenti per dare una risposta ad un determinato problema. Il problem finding significa invece scegliere correttamente fra programmi esistenti per escogitare nuovi programmi più idonei alla soddisfazione delle esigenze reali. Metodo : nel problem solving la sperimentazione minimizza il disaccordo fra lo stato desiderato e quello reale apparente. Nel problem finding il pensiero minimizza il disaccordo fra lo stato desiderato e quello reale apparente. Risultato : nel problem solving il successo è nella scoperta di una soluzione ad un problema ben definito. Nel problem finding il successo è nella scoperta di alcune questioni generali che riguardano molti problemi non definiti rigidamente. Esiste una differenza fra processo esplorativo ( disporre di mezzi utilizzati diversamente ) e processo normativo ( individuazione di bisogni e reazione ex novo di mezzi per soddisfarli.
  • 29.
    IL PERCORSO delPROCESSO CREATIVO (WALLAS e SAFEN-GERALD) VERIFICA PREPARAZIONE INCUBAZIONE ILLUMINAZIONE
  • 30.
    Secondo WALLAS eSAFEN-GERALD le fasi del PROCESSO CREATIVO sono 4: Analisi dell'idea innovativa  VERIFICA 4 Intuizione, Idea Creativa  ILLUMINAZIONE 3 Elaborazione Inconscia  INCUBAZIONE 2 Raccolta dei Dati Definizione del problema  PREPARAZIONE 1
  • 31.
    OSTACOLI al PENSIEROCREATIVO LA PAURA DI SEMBRARE MATTI È molto più semplice distruggere che creare. Uccidere un’idea è facile, facilissimo. Basta una frase, una battuta . Come per tutti gli essere neonati è più facile rilevarne le debolezze che non le possibili forze. Ecco perché, quando viene alla luce, ha bisogno di trovarsi in un ambiente protetto, al riparo dai virus. 5 GIUDIZIO AFFRETTATO 4 LA SICUREZZA DELL'OVVIO 3 CONFORMISMO 2 MODELLI MENTALI 1
  • 32.
    I virus sonole critiche, le battute. L’ambiente protetto viene reato con la sospensione del giudizio.I virus più pericolosi appartengonoalla famiglia dei killers creativi : cioè frasi che uccidono la creatività è impossibile costa troppo non mi piace è assurdo per carità! ah ah! ( risata ) buona idea in teoria, ma inattuabile in pratica si vede che tu non sei pratico di questo settore sarebbe un cambiamento troppo radicale è sempre andato bene così, perché cambiare? squadra che vince non si cambia adesso non è il momento adatto ma così creiamo un precedente! ma così facciamo il gioco dei nostri avversari nessuna ha mai sollevato il problema abbiamo problemi più urgenti non abbiamo tempo non è previsto dal regolamento
  • 33.
    I killers creativiè troppo complicato pensa al casino che salterebbe fuori! i nostri clienti non l’accetteranno mai il nostro personale non l’accetterà mai il sindacato non l’accetterà mai la direzione non l’accetterà mai il sindaco non l’accetterà mai il preside non l’accetterà mai mio fratello non l’accetterà mai (Non è difficile individuare qualche soggetto che non accetterà mai una certa idea; negli spazi che seguono il lettore può segnare altri esempi in merito) __________________non l’accetterà/accetteranno mai __________________non l’accetterà/accetteranno mai __________________non l’accetterà/accetteranno mai
  • 34.
    I killers creativil’abbiamo già fatto non l’abbiamo mai fatto non l’ha mai fatto nessuno siamo troppo piccoli siamo troppo grandi siamo troppo giovani siamo troppo vecchi siamo troppo conosciuti non siamo abbastanza conosciuti non siamo abbastanza pratici del settore non siamo abbastanza informati (Volendo, si è sempre “troppo…” o “non abbastanza…” per rifiutare a priori un’idea; gli spazi che seguono sono a disposizione del lettore per altri esempi) siamo troppo/non siamo abbastanza____________________ siamo troppo/non siamo abbastanza____________________ siamo troppo/non siamo abbastanza____________________
  • 35.
    I killers creativiè una buona idea, ma non adatta a noi non va bene nella nostra zona forse va bene in televisione, ma non in teatro forse va bene in America, ma non in Italia forse va bene nelle grandi città, ma non in un piccolo centro forse va bene nel mercato alimentare, ma non in quello cosmetico forse va bene per…, ma non per noi i tecnici hanno già detto che non è possibile ci sono problemi di budget non abbiamo abbastanza personale è contrario alla nostra politica abbiamo poco spazio in negozio abbiamo poco spazio in ufficio abbiamo poco spazio in casa abbiamo poco spazio in… ci hanno già provato altri e non ci sono riusciti se fosse una buona idea, qualcuno l’avrebbe già realizzata non è un’idea del tutto nuova (per la verità, ben difficilmente un’idea può apparire del tutto nuova in virtù del fenomeno dell’immaginazione strutturata) si, ma la nostra è una situazione particolare si, ma bisogna considerare che… si, ma…
  • 36.
    È un LUOGO COMUNE considerare il PENSIERO CREATIVO un " SABOTATORE " delle conoscenze acquisite, delle CAPACITÀ razionali e del bagaglio di esperienze. Secondo il Neurofisiologo americano SPERRY , premio Nobel per la medi­cina nel 1981, è il pensiero RAZIONALE-LOGICO , che risiede nell'emisfero sinistro, il " SABOTATORE " di dee innovative.
  • 37.
    I DUE EMISFERIDEL CERVELLO Importante la LATERALIZZAZIONE che consente l'utilizzo delle CAPACITÀ INTELLETTIVE (da 0 a 8 anni). Nelle donne la connessione tra i due emisferi è maggiore consentendo a queste il rapido passaggio dal pensiero LOGICO-ANALITICO al pensiero CREATIVO-INTUITIVO. Pensiero DIVERGENTE Pensiero CONVERGENTE   INTUITO LOGICA   CREATIVITÀ RAZIONALITÀ   EMISFERO DESTRO EMISFERO SINISTRO
  • 38.
    Secondo alcuni studiosidel comportamento umano ci sarebbe uno stretto rapporto tra WERTHEIMER , teorico della GESTALT sostiene che una delle difficoltà maggiori che ci disorientano nella soluzione di numerosi problemi è la rigidità con la quale percepiamo le SITUAZIONI PROBLEMATICHE. È difficile superare tale limite perché entrano in gioco fattori come: l’ansia, il grado di autostima, la qualità delle conoscenze, etc. Però un problema non può essere risolto senza modificare il nostro modo di percepirlo e senza formulare un numero più o meno ampio di soluzioni possibili. Generalizzazioni radicate di aspetti della realtà circostante Attività LOGICO-RAZIONALE che si fondano su DOGMI   CREDENZE  Pensiero "SABOTATORE" della CREATIVITÀ
  • 39.
    DE BONO: Un PROBLEMA viene risolto quando si usa nel giusto dosaggio RAZIONALITÀ e CREATIVITÀ. Il PROBLEM SOLVER efficace è colui che sa alternare momenti di RAZIONALITÀ a momenti di CREATIVITÀ ludica. Produzione di idee risolutive Procedure e strategie innovative Definizione del problema Formulazione degli obiettivi   CREATIVITÀ = soluzione dei problemi RAZIONALITÀ Capacità di produrre idee nuove utilizzando “MEDIA” diversi (grafici, acustici, linguistici, etc…) e ottenere pro­dotti ORIGINALI. CREATIVITÀ:
  • 40.
    TAYLOR proponeuna tassonomia della creatività Le prime due forme di CREATIVITÀ appartengono a tutti noi. Le ultime tre sono appannaggio di pochi. 5 4 3 2 1 La forma più elevata capace di modificare la modalità di concettualizzare la realtà (es.: Einstein) CREATIVITÀ EMERGENTE Intervento che modifica una struttura di­sciplinare (es.: nuove correnti di pensiero) CREATIVITÀ INNOVATIVA Produzione di idee nuove CREATIVITÀ INVENTIVA Creare nuovi strumenti o utilizzare strumenti noti in situazioni nuove CREATIVITÀ TECNICA Espressione spontanea. Non importa   qualità originalità CREATIVITÀ ESPRESSA
  • 41.
    TUTTI NASCIAMO CREATIVISOLO CHE LA SCUOLA CON L’ENFASI DELLA RAZIONALITÀ LA SOCIETÀ CON LA FORTE SPINTA AL CONFORMISMO LA PAURA DEL RIDICOLO DEL SINGOLO hanno giocato il ruolo di Killer della creatività.
  • 42.
    Per massimizzare lerisorse è opportuno far seguire ad una fase di ricerca e di concentrazione una di distensione Le fasi 3 e 4 sono specifiche del processo creativo e consentono la produzione di associazioni, metafore, analogie, etc.    CONCENTRAZIONE   Comunicazione delle stesse 6 DISTENSIONE Elaborazione delle idee 5   Illuminazione 4 CONCENTRAZIONE Incubazione delle idee 3   Raccolta Dati 2 DISTENSIONE Domande 1 TECNICA MOTIVANTE FASI PROCESSO CREATIVO E TECNICHE PER MIGLIORARLO
  • 43.
    TRA LE TECNICHEIMPIEGABILI PER MIGLIORARE LA CREATIVITÀ, LA PRIMA è SICURAMENTE IL “BRAINSTORMING” la creatività può aumentare col crescere delle esperienze. la potenzialità creativa è accresciuta dal numero di menti coinvolte. centrale la figura del conduttore o facilitatore che deve motivare, controllare, evitare i conflitti.
  • 44.
    Vantaggi della creativitàdi gruppo IL BRAINSTORMING , tempesta di cervelli, fu ideato negli anni ‘50 da A.F. Osborn , un pubblicitario, per permettere ad un gruppo di individui di rendere la loro discussione produttiva invece che critica e selettiva. Fu adottato dal mondo del lavoro ed applicato nelle situazioni in cui il pro­blema da risolvere coinvolgeva più persone. EFFETTO IMITAZIONE 4 SEMPLICITÀ DI RACCOLTA ED INTEGRAZIONE DELLE IDEE 3 MOLTIPLICAZIONE DELLE IPOTESI INNOVATIVE 2 QUANTITÀ DI IDEE 1
  • 45.
    CARATTERISTICHE DEL BRAINSTORMINGA) – DURATA (dai 30 ai 45 minuti) B) – RISCALDAMENTO (rilassarsi e concentrarsi sul problema) C) – NUMERO DEI PARTECIPANTI (dagli 8 ai 15)
  • 46.
    a foglietti ogiro di parola a giro di parola a ruota libera    Scelta finale  Studio di fattibilità  Sviluppo delle idee  Definizione del problema FASI DEL BRAINSTORMING
  • 47.
    REGOLE DEL BRAINSTORMINGPromuovere l’associazione di idee Formalità rispetto di regole Produzione di idee, eliminando l’aspetto valutativo non giudicare né valutare Stimolazione ed interazione causale delle idee privilegiare la quantità non la qualità La seconda regola richiede che tutte le idee vengono accolte positivamente. La terza regola presuppone l’ascolto. La quarta regola la socializzazione delle idee Per l’efficacia del BRAINSTORMING è indispensabile un buon TRAINER . 1 2 3 4
  • 48.
    FUNZIONI PRINCIPALI DELLEADER Definire il problema all’inizio e ridefinirlo più volte nel corso della seduta favorire lo scambio di idee bloccare subito ogni tentativo di valutazione favorire l’intervento di tutti assicurarsi che il co-Trainer abbia trascritto tutto far leggere al co-Traiìner tutte le idee espresse fornire stimoli quando il flusso delle idee sembra rallentare curare l’inizio, l’organizzazione e la fine della seduta Anche se positiva l'esperienza del BRAINSTORMING , non sempre il lavoro di gruppo è una soluzione vincente. Spesso diventa luogo di ostruzionismo delle nuove idee se è dominato da un radicato individualismo.
  • 49.
    Alcuni ricercatori dell'ISTITUTO FUER ANGEWANDTEKREATIVITAT hanno redatto un elenco delle forme più diffuse di ostilità al lavoro di gruppo Per poter lavorare in un gruppo è necessario uscire dall'eccessiva competitività: il vincitore è sotto i riflettori, ma uno stratega attento dirà che l'importante è sapere cosa succede ai vinti. L'Autoaffermazione 7 La sindrome della Mosca Cieca 6 Il gioco delle Competenze 5 La sindrome della Prima Donna 4 La sindrome dell'Uomo Nero 3 Il massacro delle idee 2 Sindrome della "Vittoria-Sconfitta“ 1
  • 50.
    Esistono altre tecnicheper il potenziamento della CREATIVITÀ, lo studioso EDWARD DE BONO ne individua 3 Per la prima tecnica , DE BONO suggerisce di abbandonare i rigidi percorsi del pensiero lineare ed indagare con la mente intorno al problema. La sinettica 3 I sei cappelli del pensiero creativo 2 Il pensiero laterale 1
  • 51.
    FASI del "PENSIEROLATERALE" prestare attenzione al particolare, al fortuito per individuare possibili soluzioni innovative d) consapevolizzare la rigidità del pensiero lineare c) cercare nuovi percorsi mentali per indagare la realtà b) identificare le idee dominanti che impediscono l' innovazione a)
  • 52.
    Di fronte adun problema da risolvere, abbiamo due alternative: affrontarlo frontalmente per rimuovere l’ostacolo diretto, oppure affrontarlo in modo “trasversale”.. , “aggirando l’ostacolo”. Siamo abituati da sempre ad utilizzare la soluzione diretta. Aggirare l’ostacolo non significa rimandare o evitare il problema. Significa compiere un’azione che apparentemente non ha nulla a che vedere con la soluzione del problema, ma che ha come risultato quello di spostare o annullare il problema stesso.
  • 53.
    Per individuare soluzionitrasversali attraverso il pensiero laterale, occorre anzitutto allargare la prospettiva: guardare a fianco appunto. In questo modo si può vedere il problema da un’angolatura diversa. “ Il pensiero laterale procede da una serie di fatti, non da supposizioni. Il pensiero laterale di fatto non fa presupposti , anzi i presupposti iniziali limitano le possibilità di soluzione” De Bono (De Bono, “Il pensiero laterale”, BUR 1996).
  • 54.
    L’esempio classico diuna persona che usa il pensiero laterale è il personaggio di Sherlock Holmes , il detective nato dalla fantasia di Sir Arthur Conan Doyle. La sua straordinaria capacità di trovare la soluzione a problemi altrimenti insolubili era dovuta alla sua abilità nell’osservare i fatti di una situazione, senza fare presupposti iniziali. Usando il pensiero laterale, egli spezzettava gli elementi di un problema o di una situazione e li riordinava in un modello apparentemente casuale, per arrivare a una visione diversa della situazione e quindi a una possibile soluzione. Il pensiero laterale perciò può definirsi come puro ragionamento deduttivo . Il Dottor Watson invece agiva procedendo lungo le linee del pensiero cristallizzato basato su preconcetti… Il pensiero laterale è creativo e dinamico ed incorpora le proprietà del pensiero associativo , quindi la capacità di raccogliere e riallineare significativi , così come il pensiero lineare comporta l’abilità di procedere lungo una linea di pensiero fino a una conclusione.
  • 55.
    Un altro esempioriguarda un fatto realmente accaduto alla Gerber , la famosa multinazionale che produce cibi per bambini. Negli anni 60 la Gerber lanciò un nuovo prodotto rivolto al mercato di un paese africano in cui le madri avevano estremo bisogno di cibo per bambini… era stato studiato nei minimi dettagli affinché la sua convenienza e qualità ne garantissero l’immediato successo, ma… le vendite non riuscivano a decollare. I dirigenti e il management, usando dei processi di pensiero lineare, ritennero che il prodotto non fosse stato promosso abbastanza e stabilirono di intraprendere ulteriori campagne pubblicitarie… non riuscirono comunque a venirne a capo. Erano sul punto di abbandonare il progetto. Ed ecco la soluzione trasversale: cambiare le etichette! … la questione si risolse infatti prendendo atto che nella cultura della popolazione locale prevalentemente analfabeta, i prodotti alimentari venivano presentati con etichette raffiguranti il loro contenuto. Dal momento cha la Gerber esponeva le sue zappette mostrando un bambino sorridente…non avrebbe mai potuto convincere nessuno a nutrire i propri figli con carne di bambino! disegnando sulle etichette mucche, vitelli, pollo ecc.. le zappette andarono a ruba! Le tecniche del pensiero laterale sono ora molto richieste e vengono insegnate ai manager e anche nelle scuole perché aiutano ad arrivare ad un nuovo livello di pensiero creativo.
  • 56.
    IL PENSIERO LINEARELa cognizione è il processo di sviluppo del:   pensiero lineare pensiero associativo pensiero laterale pensiero sferico
  • 57.
    Pensiero lineare  Ilpensiero lineare procede da una serie di determinate opinioni o presupposti ed arriva a conclusioni  basate rigorosamente su quei presupposti. esempi: "Sarò sempre sopprapeso perché tutti nella mia famiglia lo sono". "Tutte le donne sono manipolatrici e sono pronte ad ingannare un uomo appena se ne presenta l'occasione"! Per liberarsi dalla trappola del pensiero lineare, occorre esserne  consapevole. Quando ci si trova a fare asserzioni generalistiche o a trarre simili conclusioni, bisogna chiedersi su che cosa si basa questa opinione. Per esempio, la conclusione lineare che "Tutte le donne sono manipolatrici" può essere dissipata ricordando tutte le parenti o amiche che non ti hanno mai manipolato e non hanno tradito la tua fiducia.
  • 58.
    Pensiero associativo Ilpensiero lineare è logico, positivo. Il pensiero associativo è preconscio è concettuale e consiste nell’associare esperienze e pensieri attuali a ricordi precedenti;  filtrare elementi sgraditi, tabù o pensieri e sentimenti imbarazzanti;  implementare le percezioni coscienti;  classificare, memorizzare e richiamare forti ricordi emozionali. Per esempio, una persona può annusare una certa fragranza ed essere sommersa immediatamente da ricordi e sentimenti di un momento, nel suo passato, quando quella fragranza si è associata a sentimenti di felicità, sicurezza e benessere. E' ormai ampiamente dimostrato che la programmazione subliminale è molto efficace quando viene usata su persone che sono inconsapevoli dei propri pensieri associativi.  
  • 59.
    Pensiero sferico  Ilpensiero sferico è un pensiero basato sull'anima; è la capacità di vedere ogni lato di un problema o situazione simultaneamente e comprenderlo su ciascuno dei suoi possibili livelli. Diversamente dal pensiero concreto, il quale è limitato al livello di elaborazione laterale, il pensiero sferico trascende la consapevolezza concreta in consapevolezza universale. Il pensiero sferico è puro ragionamento induttivo, mentre il pensiero laterale è puro ragionamento deduttivo.  Per un esempio: "Pace nel mondo." Che cosa significa per te? Che cosa pensi possa significare per altri che conosci, come tua madre/ padre/ fratello/ sorella/ figli? O qualcuno che vive in un paese dove più del 30% della popolazione è affamato? Vista da una prospettiva maschile? E da una prospettiva femminile? Ecc.
  • 60.
    Pensiero sferico Divenendopiù esperto e in grado di pensare sfericamente, visualizzando molti aspetti diversi di una situazione, uno sarà in grado di migliorare, ideare e creare realtà da queste idee. Altre applicazioni concettuali del pensiero sferico sono in relazione alla creazione artistica, sviluppo di prodotti, invenzioni e innovazioni, sistemi educativi, e filosofie pratiche per vivere il futuro. Lo scopo del pensiero sferico è concepire ed ideare i pensieri dello Spirito.
  • 61.
    Per la secondatecnica , detta anche "creatività organizzativa" , DE BONO utilizza anche la tecnica del ROLE PLAY I passi fondamentali sono: uscire dagli schemi e dalle idee dominanti; sfidare le ipotesi e le consuetudini; generare alternative; introdurre elementi di discontinuità; cambiare il punto di partenza. La tecnica può essere ricondotta a due processi fondamentali: provocazione e movimento.
  • 62.
    La provocazione non è un’idea, ma uno stimolo per generare idee. Può essere spontanea oppure deliberata. Si crea una provocazione quando si genera un’idea che non esiste sulla base della nostra esperienza, poiché risulta folle e stravagante (per es. “le automobili dovrebbe avere le ruote quadrate”). Si utilizza questa idea come stimolo (trampolino) per passare ad un’idea successiva e più logica e quindi generare il movimento che è la seconda componente di questa tecnica. La tecnica di provocazione e movimento prevede cinque fasi fondamentali: identificazione di schemi, idee dominanti, ipotesi formulazione di una provocazione su di una caratteristica che si dà per scontata spostamento del punto di partenza o di osservazione del problema valutazione delle alternative per ottenere un dato risultato utilizzo della Tecnica dei 6 cappelli della creatività
  • 63.
    Lo scopo dei sei cappelli per pensare è la chiarificazione del pensiero, ottenuta consentendo al pensatore un modo di pensare per volta. Il sistema dei sei cappelli è progettato per far passare il pensiero dal normale metodo dialettico al metodo di mappatura. Il processo è a due fasi.
  • 64.
    La prima faseè l’esecuzione della mappa. La seconda è la scelta di un percorso sulla mappa. Ognuno dei sei cappelli inserisce nella mappa un determinato tipo di pensiero, analogamente a quanto avviene nella stampa a colori. Non si deve ritenere che i sei cappelli coprano l’intera gamma dei possibili aspetti del pensiero; ma essi corrispondono sicuramente agli aspetti principali. Il grande pregio dei cappelli è che offrono al pensatore ruoli diversi da interpretare. Il pensatore trarrà soddisfazione dall’interpretare ognuno dei ruoli. Senza il formalismo dei cappelli, alcuni pensatori rimarrebbero eternamente bloccati su un unico modo di pensare (di solito quello del cappello nero).
  • 65.
    L'obiettivo è distimolare la capacità di guardare il problema da più angolazioni rappresentate da una serie di CAPPELLI COLORATI CAPPELLO : analisi oggettiva delle informazioni CAPPELLO : stato d'animo, emozioni CAPPELLO : critica negativa CAPPELLO : pensieri costruttivi, ottimismo CAPPELLO : curiosità, creatività CAPPELLO : controllo e coordinamento Si tratta di uscire dalla rigida schematicità del pensiero "Monocromatico" che blocca sul nascere la creatività.
  • 66.
    LA SINETTICA La terza tecnica che letteralmente significa "ricondurre le idee a unitarietà" punta ad evidenziare dapprima le differenze di pensiero e di approccio al problema per poi portarle al funzionamento per garantire la fattibilità. È anche questa una tecnica di gruppo, proposta nel 1948 dall’ingegner William Gordon, consulente di Arthur D. Little. Il termine deriva dal greco “ Sin” (con) ed “ectos” (l’esterno). Significa “tecnica di unione di elementi diversi”.
  • 67.
    Si avvale di7-8 persone più un animatore È basato sul principio del rendere familiare ciò che è strano o insolito e rendere strano e insolito ciò che è familiare ed è basato sull’utilizzazione sistematica delle analogie. L’analogia si sviluppa lungo alcune fasi. Il problema in studio viene messo in relazione con un’analogia. Si seguono tutte le possibili linee di sviluppo, allontanandosi dalla problematica. Si codifica l’analogia reinterpretandola nei termini del problema iniziale. L’analogia serve per “spostare” il punto di vista. L’analogia non deve essere troppo calzante . Ad es. osservare che vendere ad un grosso cliente è come pescare un grosso pesce potrebbe essere un’analogia molto buona, ma non ottimale nel processo analogico ricercato con la sinettica. Un’analogia deve essere vitale , deve far succedere qualcosa. Infine deve essere concreta .
  • 68.
    In sinettica possonoessere impiegati i seguenti tipi principali di analogia . analogia diretta il problema viene messo in relazione con il mondo vegetale, animale, minerale, meccanico analogia simbolica il problema viene messo in relazione con il mondo delle immagini, dei simboli analogia fantastica si potrà “far viaggiare” il gruppo dei partecipanti, proponendo loro di identificarsi – ad esempio – con gli abitanti di un pianeta sconosciuto analogia personale i membri del gruppo sono invitati a identificarsi con l’”oggetto” del problema
  • 69.
    La tecnica tenderebbea sviluppare quattro abilità l’abilità a scoprire l’essenziale; l’abilità all’analogia diretta; l’abilità all’analogia personale; l’abilità a costruire e usare coppie antagoniste e a servirsene.
  • 70.
    La sinettica sibasa su tre principi rendere familiare ciò che è estraneo-insolito rendere estraneo ciò che è familiare dire tutto ciò che passa per la mente.
  • 71.
    Fasi della SINETTICAPOSSIBILE SOLUZIONE Ulteriore elaborazione PERFEZIONAMENTO  Individuare 6 / 7 idee specifiche DEFINIZIONE  Scrematura qualitativa SELEZIONE DELLE IDEE  Produrre almeno 20/30 idee FASE CREATIVA:  Analisi Globale  Definizione del PROBLEMA 
  • 72.
    Come la maggiorparte delle tecniche creative, anche questa ha il suo contesto ideale nel lavoro di gruppo dove vanno individuati i diversi ruoli: Il Facilitatore: Promuove il flusso delle idee, impedisce i conflitti. La Sinettica è un'ottima tecnica di Problem Solving . È importante che le idee vengano scelte per il loro "FASCINO" e non per la loro fattibilità.
  • 73.
    Vediamo ora gliERRORI che un bravo TRAINER non dovrebbe MAI commettere Conformismo delle idee. 9 Protagonismo di qualche partecipante 8 Protagonismo del Trainer 7 Concedere troppo tempo all'analisi della situazione 6 Sproporzione tra il tempo dedicato alla definizione del problema e quello dedicato alla produzione 5 Perplessità dei partecipanti sull'effettiva utilità delle idee da loro espresse 4 Negligenza da parte del co-Trainer 3 Valutazione negativa dell'originalità o non originalità di un'idea 2 La valutazione negativa dell'idea di lavoro creativo 1
  • 74.
    LA CREATIVITÀ E'una soddisfazione impagabile quella che accompagna e segue l'atto creativo. E' la conferma delle nostre illimitate possibilità, è la soddisfazione di vedere che un nostro contributo ha cambiato qualcosa nella realtà circostante, è il sottile piacere di condividere qualche cosa con quel gran Signore che creò il mondo in sei giorni!
  • 75.
    BIBLIOGRAFIA: DE BONOE. (1967) "Il Pensiero laterale", RIZZOLI (Milano) DE BONO E. (1976) "Teaching Thinking" , Penguin BOOKS HARMONDSWORTH OSBORN A.F. (1989) "L'arte della creativity" , Franco ANGELI (Milano) WERTHEIMERW (1965) "Il pensiero produttivo" GIUNTI-BARBERA (FI) HERSEY P. BLANCHARD (1987) "La Leadership Istituzionale" SPERLING & KUPFER (Varese) MEAZZINI P. (1987) "La Conduzione della Classe" GIUNTI (Firenze) NUTRITO C. (2003 ) “Voglio essere più creativo!” F. Angeli (Milano) DE GIACOMO P. (1995) “Mente e Creatività” F. Angeli (Milano)