Introduzione alla
psicologia
La psicologia abbraccia vari e vasti domini.
Possiamo definire la psicologia come “la
scienza del pensiero e del comportamento
umano”.
Definizione di psicologia
 La

psicologia si occupa del pensiero
dell’azione umana, e gli esseri umani sono
creature ad un tempo biologiche e sociali.
 Comprendere in che modo la nostra natura
biologica e la nostra natura sociale
interagiscono e si intrecciano sarebbe il
coronamento del pensiero umano.
 Il compito che la psicologia s’è assunto è
quello di fare da ponte tra scienze biologiche
e scienze sociali.
Gli ambiti della psicologia
L’oggetto di studio in psicologia può
variare dai processi implicati nella
trasmissione degli impulsi nervosi e
nella
percezione,
all’attività
decisionale
e
al
complesso
comportamento sociale degli esseri
umani.
Gli psicologi possono essere
classificati nei seguenti gruppi:
Gli psicofisiologi;
 I percettologi;
 Gli psicologi
dell’apprendimento
e del
condizionamento;
 Gli psicologi
cognitivi;


Gli psicologi
evolutivi;
 Gli psicologi sociali;
 Gli psicologi della
personalità;
 Gli psicologi
psicometrici.

Gli orientamenti della psicologia
 L’orientamento

psicobiologico;
 L’orientamento comportamentale;
 L’orientamento epistemologicocognitivo;
 L’orientamento psicodinamicopsicoanalitico.
I METODI DELLA PSICOLOGIA
 Il

metodo sperimentale;
 L’osservazione clinica;
 L’intervista.
Problemi etici nella ricerca
I “materiali grezzi”della psicologia provengono
da osservazioni del comportamento degli
esseri umani e, a volte, degli animali.
Trattare un altro organismo come un oggetto
può essere necessario, ma è anche qualcosa
che non dovrebbe lasciarci indifferenti dal
punto di vista etico.
Fondamenti del
comportamento
Dalla superstizione alla scienza
Grazie alle ricerche condotte alla fine del 1400, da
Leonardo da Vinci: l’osservazione e la
sperimentazione soppiantarono la speculazione
filosofica.
Finché nel 1600 René Descartes separò
completamente lo studio scientifico della mente dallo
studio teleologico dell’anima.
Si tratta di una distinzione che permise di concepire il
cervello ed il corpo umano come una complessa
macchina, da studiare, al pari di qualunque altra,
mediante un accurato esame delle sue parti e
funzioni.
Biologia del comportamento
Neuroni e trasmissione neuronale
Definizione di “nervoso”
Fisiologicamente parlando “nervoso”
significa “che ha a che fare con i nervi”,
cioè con la parte del corpo deputata a
trasmettere l’informazione.
La scoperta dei neuroni
Solo nel 1875 un anatomista italiano.
Camillo Golgi, scoprì una tecnica per
evidenziare le singole cellule nervose.
Golgi riuscì a vedere i neuroni, le cellule
su cui è basata la trasmissione
dell’informazione nel sistema nervoso.
I neuroni ricevono messaggi in
corrispondenza dei dendriti o del corpo
cellulare e li trasmettono agli altri
neuroni attraverso l’assone, in
corrispondenza di certi punti di
L’organizzazione del Sistema
Nervoso
 Sistema

Nervoso Centrale: formato
dall’insieme dei neuroni contenuti
nell’encefalo e nel midollo spinale;
 Sistema Nervoso Periferico: formato da
Sistema Somatico (che controlla il
sistema scheletrico); Sistema
Autonomo (influenza il cuore, i vasi
sanguigni, gli intestini).
Tipi di neuroni






I neuroni sensoriali: sono connessi alle cellule
recettrici che si trovano nella pelle, nei muscoli, negli
organi interni e negli organi di senso.
I neuroni motori: trasmettono l’informazione
proveniente dal midollo spinale o dall’encefalo, e
molti di essi formano connessioni con le cellule
muscolari.
Gli interneuroni: ricevono segnali dai neuroni
sensoriali o da altri interneuroni, e inviano segnali al
altri interneuroni o ad altri neuroni motori.
Eredità e comportamento
Le istruzioni per costruire qualcosa di
infinitamente complesso come il corpo umano
sono contenute nei geni.
I vostri geni sono una combinazione casuale
dei geni di vostro padre e di vostra madre,
essi sono il vostro patrimonio ereditario e
determinano i caratteri fisici e inoltre
forniscono le istruzioni per la costruzione del
sistema nervoso, del sistema endocrino, degli
organi di senso, dei muscoli.
Eredità e ambiente
E’ importante distinguere tra la specifica costituzione
genetica di un organismo, il suo genotipo, e il modo
in cui i geni si manifestano nel corso dello sviluppo di
quell’organismo, cioè il suo fenotipo.
Un’eterna domanda della psicologia è: quanto del
comportamento umano è ereditato e quanto è dovuto
dall’ambiente?
E’ una domanda alla quale è forse impossibile
rispondere perché non c’è modo di mantenere
l’ambiente perfettamente costante e variare solo
l’eredità.
Fattori ereditari e genetici
Gli studi familiari mostrano molto
spesso che un carattere particolare si
manifesta più frequentemente tra
fratelli, genitori e figli e altri parenti,
appartenenti
a
certe
linee
di
discendenza, che nell’insieme della
popolazione.
L’esperienza del mondo
Il comportamento cognitivo
La sensazione
Il cervello resta nella più totale oscurità,
isolato dal mondo esterno da un rivestimento
di tessuti, non ultimo quello osseo.
Sono i sistemi sensoriali che permettono al
cervello di conoscere il mondo.
Questi rispondono a determinate proprietà
dell’ambiente e permettono di percepire cose
come la luce, il suono, e i sapori.
Cos’è una sensazione
Le sensazioni sono eventi privati e soggettivi.
E’ possibile descrivere agli altri le proprie
sensazioni, ma nessuno, se non noi, può
averne un’esperienza diretta.
Tuttavia, se un certo cambiamento
nell’ambiente fisico viene descritto in modo
simile
da
persone
diverse,
sembra
ragionevole assumere che queste persone
abbiano avuto sensazioni simili.
Organi recettori
Siamo sensibili soltanto alle forme di energia per le
quali abbiamo ricevitori, ossia organi recettori:
L’orecchio (l’udito);
L’occhio (la vista);
La lingua, il palato molle, la faringe, la laringe (il
gusto);
Condotti nasali (l’olfatto);
La pelle (il tatto);
Altri sensi: la sensazione di dolore, la sensazione
della posizione corporea ( la cinestesia, il senso
dell’equilibrio).
La percezione
Il costituirsi degli oggetti
Definizione di percezione
La nostra esperienza ci insegna come trarre
conclusioni generali sul mondo a partire da
informazioni sensoriali molto limitate; buona
parte delle percezioni sono costruite, o
sintetizzate, combinando sensazioni più
elementari.
Se non sapeste già leggere l’italiano le
configurazioni di linee che formano questa
pagina non vi direbbero niente.
L’attenzione: selettività nella
percezione
Un principio fondamentale della percezione è
che non siamo in grado di far fronte
contemporaneamente a tutti gli aspetti
potenzialmente percepibili dell’ambiente.
Lo studio del modo in cui percepiamo
selettivamente questo o quest’altro aspetto
dell’ambiente è lo studio dell’attenzione.
Studi sulla percezione


Fattori innati e fattori
appresi
nella
percezione
(l’approccio
empirista
e
l’approccio
innatista);



Il
problema
dell’influenza
dei
bisogni, motivazioni,
stati
emotivi,
atteggiamenti
e
della
personalità
nella percezione.
L’organizzazione
Le nostre menti organizzano costantemente l’attività
sensoriale in modo da percepire cose.
Buona parte della nostra capacità di strutturare
complesse configurazioni di attività sensoriale in
forme dotate di significato dipende dall’esperienza.
Tuttavia, certi tipi di organizzazione percettiva
appaiono così universali e naturali che si è supposto
che essi siano innati, e non solo il prodotto
dell’esperienza passata.
L’apprendimento e i processi
cognitivi
Introduzione ai paradigmi
dell’apprendimento
Condizionamento e apprendimento
Gli esseri umani ereditano la capacità di
apprendere dall’esperienza; la capacità di
modificare pensieri e comportamenti in
funzione di quel che è accaduto loro in
passato.
La capacità di apprendere ci permette di
accumulare e tramandare le conoscenze da
una
generazione
all’altra,
non
biologicamente, ma attraverso l’educazione
L’approccio comportamentale
La psicologia comportamentistica è
stata profondamente influenzata dalle
ricerche sull’apprendimento animale
condotte da due uomini: un fisiologo
russo di nome Ivan Pavlov (1849-1936)
e uno psicologo americano di nome
B.F.Skinner (1904-1990).
Teorie sul condizionamento
Pavlov era interessato a
capire come gli animali
potessero imparare che
certi stimoli tendono ad
aver luogo insieme.
Egli chiamò questo tipo
di
apprendimento
Condizionamento
Classico.

Skinner era interessato
al modo in cui gli
animali apprendono che
certe risposte tendono
ad essere seguite da
certi stimoli.
Egli chiamò questo tipo
di
apprendimento
Condizionamento
Operante.
La teoria del rinforzo


Il rinforzo può essere positivo o negativo.
Con questo termine si indicano “le operazioni
di usare gli eventi-stimolo rafforzatori” in
concomitanza di una certa risposta; il cibo,
per es., è un rafforzatore, mentre
somministrare del cibo, in concomitanza di
una certa risposta, costituisce un rinforzo.
Apprendimento e motivazione
Il termine motivazione denota una forza
motrice che spinge a compiere una
particolare azione.
E’ quell’insieme degli effetti comportamentali
degli stimoli appetitivi e aversivi, e degli
stimoli discriminativi che in passato sono stati
associati a essi.
La motivazione comprende gli effetti di eventi
che modificano il grado a cui gli stimoli sono
capaci di rinforzare o punire il nostro
comportamento.
Memoria e processi mnestici
Una panoramica
Le principali forme di memoria






Memoria sensoriale: dura un intervallo di tempo
molto breve ( memoria iconica e memoria ecoica);
Memoria a breve termine: è una memoria immediata
per gli stimoli che sono stati appena percepiti;
Memoria a lungo termine: immagazzina le
informazioni sensoriali sulle percezioni originali di
certi particolari stimoli (memoria semantica e
memoria episodica).
Le memorie sembrano essere specifiche delle
modalità sensoriali, ma sono legate tra loro in modo
intermodale.
Il linguaggio
Il Comportamento Verbale
Lo sviluppo del linguaggio
 Il

periodo preverbale e le prime parole
(da 0 a 2 mesi di età);
 Stadio delle due parole (dai 12 ai 24
mesi);
 Acquisizione delle regole grammaticali
degli adulti;
 Acquisizione del significato.
Le funzioni del linguaggio
 Il

linguaggio è un mezzo magnifici per il
pensiero e l’espressione.
 Le tre funzioni principali del linguaggio
parlato e del linguaggio scritto sono le
seguenti:
 Fornire informazioni;
 Chiedere informazioni;
 Richiedere un comportamento.
Percezione del linguaggio
 Riconoscimento

dei suoni del
linguaggio (fonemi);
 Riconoscimento delle parole nel
linguaggio parlato continuo (contesto,
ritmo e accento);
 Comprensione del significato (analisi
sintattica e semantica).
Il pensiero
La formazione dei concetti
Tipi di pensiero






Il pensiero produttivo (il raggiungimento di una
conoscenza non posseduta in precedenza);
Il pensiero quotidiano ( entra in azione nelle situazioni
problematiche della vita di ogni giorno;
Il pensiero prevenuto (
credenza, stereotipo e
pregiudizio);
Il pensiero neurotico ( non esiste un equilibrio tra le
forze dell’Es e dell’Io);
Il pensiero psicotico ( incomprensibilità, assurdità e
incoerenza).
L’intelligenza
La natura dell’intelligenza
Definizione di intelligenza
 Il

termine deriva dall’antico latino
(intellectus), il suo uso nella lingua
inglese risale soltanto al secolo scorso,
quando fu riportato in vita dal filosofo
H.Spencer e dal biologo e statistico
F.Galton (1822-1911), il più importante
tra i primi studiosi delle differenze
individuali di capacità.
I test di intelligenza
 Il

test Simon-Binet (creazione di norme
per stabilire l’età mentale di un
individuo);
 Il test Stanford-Binet (quoziente di
intelligenza);
 Il test di Wechsler (WAIS e WISC, scale
di intelligenza).
Natura dell’intelligenza e ruoli
dell’eredità e dell’ambiente
 Significato

dell’eredità;
 Interazione tra eredità ed ambiente;
 Fattori prenatali e postnatali;
 Studi familiari dell’intelligenza;
 L’intelligenza da un punto di vista
evolutivo;
 Il
problema
della
razza
e
dell’intelligenza.
Il profondo
L’emozione
La natura dell’emozione


Con S. Freud abbiamo la rivalutazione delle
emozioni e degli affetti come elementi
fondanti la struttura della personalità
dell’individuo
e
perciò,
nella
logica
deterministica che la psicoanalisi condivide
con la biologia, l’emozione, come vissuto
affettivo e come impulso, diventa una chiave
per aprire la porta chiusa della razionalità e
penetrare nel profondo della psiche umana.
La mitologia delle emozioni
 Non

siamo responsabili del nostro
comportamento emotivo;
 Le emozioni intense disorganizzano in
comportamento razionale;
 Le emozioni sono irragionevoli e
irrazionali;
 Le emozioni sono primitive.
Classificazione delle emozioni
Categorie:
espressioni
facciali
(interesse/eccitazione,
godimento/gioia,
sorpresa/trasalimento,
disagio/angustia,
paura/terrore,
vergogna/umiliazione,
disprezzo/disgusto, ira/rabbia);
 Dimensioni:
la
paura
è
prodotta
dall’anticipazione di uno stimolo aversivo, l’ira
è l’eliminazione di un rinforzatore, e il piacere
è l’anticipazione di un rinforzo o l’eliminazione
di uno stimolo aversivo.

Conclusioni


Gli studiosi di psicologia non sanno tutto del
comportamento umano, ma quel che sanno è
interessante e anche abbastanza utile. Alcuni luoghi
comuni sulla psicologia sono ben poco basati sui fatti,
ma hanno una notevole presa su molte persone.
L’augurio è che questo corso aiuti a separare le
opinioni fondate da quelle infondate. Per usare
efficacemente la psicologia è necessario non solo
conoscere i fatti veri, ma anche comprenderli per
poter rifiutare le affermazioni infondate. Speriamo
che le conoscenze acquisite studiando la psicologia
aiuteranno a capire meglio voi stessi e gli altri.

Psicologia generale

  • 1.
    Introduzione alla psicologia La psicologiaabbraccia vari e vasti domini. Possiamo definire la psicologia come “la scienza del pensiero e del comportamento umano”.
  • 2.
    Definizione di psicologia La psicologia si occupa del pensiero dell’azione umana, e gli esseri umani sono creature ad un tempo biologiche e sociali.  Comprendere in che modo la nostra natura biologica e la nostra natura sociale interagiscono e si intrecciano sarebbe il coronamento del pensiero umano.  Il compito che la psicologia s’è assunto è quello di fare da ponte tra scienze biologiche e scienze sociali.
  • 3.
    Gli ambiti dellapsicologia L’oggetto di studio in psicologia può variare dai processi implicati nella trasmissione degli impulsi nervosi e nella percezione, all’attività decisionale e al complesso comportamento sociale degli esseri umani.
  • 4.
    Gli psicologi possonoessere classificati nei seguenti gruppi: Gli psicofisiologi;  I percettologi;  Gli psicologi dell’apprendimento e del condizionamento;  Gli psicologi cognitivi;  Gli psicologi evolutivi;  Gli psicologi sociali;  Gli psicologi della personalità;  Gli psicologi psicometrici. 
  • 5.
    Gli orientamenti dellapsicologia  L’orientamento psicobiologico;  L’orientamento comportamentale;  L’orientamento epistemologicocognitivo;  L’orientamento psicodinamicopsicoanalitico.
  • 6.
    I METODI DELLAPSICOLOGIA  Il metodo sperimentale;  L’osservazione clinica;  L’intervista.
  • 7.
    Problemi etici nellaricerca I “materiali grezzi”della psicologia provengono da osservazioni del comportamento degli esseri umani e, a volte, degli animali. Trattare un altro organismo come un oggetto può essere necessario, ma è anche qualcosa che non dovrebbe lasciarci indifferenti dal punto di vista etico.
  • 8.
  • 9.
    Dalla superstizione allascienza Grazie alle ricerche condotte alla fine del 1400, da Leonardo da Vinci: l’osservazione e la sperimentazione soppiantarono la speculazione filosofica. Finché nel 1600 René Descartes separò completamente lo studio scientifico della mente dallo studio teleologico dell’anima. Si tratta di una distinzione che permise di concepire il cervello ed il corpo umano come una complessa macchina, da studiare, al pari di qualunque altra, mediante un accurato esame delle sue parti e funzioni.
  • 10.
    Biologia del comportamento Neuronie trasmissione neuronale
  • 11.
    Definizione di “nervoso” Fisiologicamenteparlando “nervoso” significa “che ha a che fare con i nervi”, cioè con la parte del corpo deputata a trasmettere l’informazione.
  • 12.
    La scoperta deineuroni Solo nel 1875 un anatomista italiano. Camillo Golgi, scoprì una tecnica per evidenziare le singole cellule nervose. Golgi riuscì a vedere i neuroni, le cellule su cui è basata la trasmissione dell’informazione nel sistema nervoso. I neuroni ricevono messaggi in corrispondenza dei dendriti o del corpo cellulare e li trasmettono agli altri neuroni attraverso l’assone, in corrispondenza di certi punti di
  • 13.
    L’organizzazione del Sistema Nervoso Sistema Nervoso Centrale: formato dall’insieme dei neuroni contenuti nell’encefalo e nel midollo spinale;  Sistema Nervoso Periferico: formato da Sistema Somatico (che controlla il sistema scheletrico); Sistema Autonomo (influenza il cuore, i vasi sanguigni, gli intestini).
  • 14.
    Tipi di neuroni    Ineuroni sensoriali: sono connessi alle cellule recettrici che si trovano nella pelle, nei muscoli, negli organi interni e negli organi di senso. I neuroni motori: trasmettono l’informazione proveniente dal midollo spinale o dall’encefalo, e molti di essi formano connessioni con le cellule muscolari. Gli interneuroni: ricevono segnali dai neuroni sensoriali o da altri interneuroni, e inviano segnali al altri interneuroni o ad altri neuroni motori.
  • 15.
    Eredità e comportamento Leistruzioni per costruire qualcosa di infinitamente complesso come il corpo umano sono contenute nei geni. I vostri geni sono una combinazione casuale dei geni di vostro padre e di vostra madre, essi sono il vostro patrimonio ereditario e determinano i caratteri fisici e inoltre forniscono le istruzioni per la costruzione del sistema nervoso, del sistema endocrino, degli organi di senso, dei muscoli.
  • 16.
    Eredità e ambiente E’importante distinguere tra la specifica costituzione genetica di un organismo, il suo genotipo, e il modo in cui i geni si manifestano nel corso dello sviluppo di quell’organismo, cioè il suo fenotipo. Un’eterna domanda della psicologia è: quanto del comportamento umano è ereditato e quanto è dovuto dall’ambiente? E’ una domanda alla quale è forse impossibile rispondere perché non c’è modo di mantenere l’ambiente perfettamente costante e variare solo l’eredità.
  • 17.
    Fattori ereditari egenetici Gli studi familiari mostrano molto spesso che un carattere particolare si manifesta più frequentemente tra fratelli, genitori e figli e altri parenti, appartenenti a certe linee di discendenza, che nell’insieme della popolazione.
  • 18.
    L’esperienza del mondo Ilcomportamento cognitivo
  • 19.
    La sensazione Il cervelloresta nella più totale oscurità, isolato dal mondo esterno da un rivestimento di tessuti, non ultimo quello osseo. Sono i sistemi sensoriali che permettono al cervello di conoscere il mondo. Questi rispondono a determinate proprietà dell’ambiente e permettono di percepire cose come la luce, il suono, e i sapori.
  • 20.
    Cos’è una sensazione Lesensazioni sono eventi privati e soggettivi. E’ possibile descrivere agli altri le proprie sensazioni, ma nessuno, se non noi, può averne un’esperienza diretta. Tuttavia, se un certo cambiamento nell’ambiente fisico viene descritto in modo simile da persone diverse, sembra ragionevole assumere che queste persone abbiano avuto sensazioni simili.
  • 21.
    Organi recettori Siamo sensibilisoltanto alle forme di energia per le quali abbiamo ricevitori, ossia organi recettori: L’orecchio (l’udito); L’occhio (la vista); La lingua, il palato molle, la faringe, la laringe (il gusto); Condotti nasali (l’olfatto); La pelle (il tatto); Altri sensi: la sensazione di dolore, la sensazione della posizione corporea ( la cinestesia, il senso dell’equilibrio).
  • 22.
  • 23.
    Definizione di percezione Lanostra esperienza ci insegna come trarre conclusioni generali sul mondo a partire da informazioni sensoriali molto limitate; buona parte delle percezioni sono costruite, o sintetizzate, combinando sensazioni più elementari. Se non sapeste già leggere l’italiano le configurazioni di linee che formano questa pagina non vi direbbero niente.
  • 24.
    L’attenzione: selettività nella percezione Unprincipio fondamentale della percezione è che non siamo in grado di far fronte contemporaneamente a tutti gli aspetti potenzialmente percepibili dell’ambiente. Lo studio del modo in cui percepiamo selettivamente questo o quest’altro aspetto dell’ambiente è lo studio dell’attenzione.
  • 25.
    Studi sulla percezione  Fattoriinnati e fattori appresi nella percezione (l’approccio empirista e l’approccio innatista);  Il problema dell’influenza dei bisogni, motivazioni, stati emotivi, atteggiamenti e della personalità nella percezione.
  • 26.
    L’organizzazione Le nostre mentiorganizzano costantemente l’attività sensoriale in modo da percepire cose. Buona parte della nostra capacità di strutturare complesse configurazioni di attività sensoriale in forme dotate di significato dipende dall’esperienza. Tuttavia, certi tipi di organizzazione percettiva appaiono così universali e naturali che si è supposto che essi siano innati, e non solo il prodotto dell’esperienza passata.
  • 27.
    L’apprendimento e iprocessi cognitivi Introduzione ai paradigmi dell’apprendimento
  • 28.
    Condizionamento e apprendimento Gliesseri umani ereditano la capacità di apprendere dall’esperienza; la capacità di modificare pensieri e comportamenti in funzione di quel che è accaduto loro in passato. La capacità di apprendere ci permette di accumulare e tramandare le conoscenze da una generazione all’altra, non biologicamente, ma attraverso l’educazione
  • 29.
    L’approccio comportamentale La psicologiacomportamentistica è stata profondamente influenzata dalle ricerche sull’apprendimento animale condotte da due uomini: un fisiologo russo di nome Ivan Pavlov (1849-1936) e uno psicologo americano di nome B.F.Skinner (1904-1990).
  • 30.
    Teorie sul condizionamento Pavlovera interessato a capire come gli animali potessero imparare che certi stimoli tendono ad aver luogo insieme. Egli chiamò questo tipo di apprendimento Condizionamento Classico. Skinner era interessato al modo in cui gli animali apprendono che certe risposte tendono ad essere seguite da certi stimoli. Egli chiamò questo tipo di apprendimento Condizionamento Operante.
  • 31.
    La teoria delrinforzo  Il rinforzo può essere positivo o negativo. Con questo termine si indicano “le operazioni di usare gli eventi-stimolo rafforzatori” in concomitanza di una certa risposta; il cibo, per es., è un rafforzatore, mentre somministrare del cibo, in concomitanza di una certa risposta, costituisce un rinforzo.
  • 32.
    Apprendimento e motivazione Iltermine motivazione denota una forza motrice che spinge a compiere una particolare azione. E’ quell’insieme degli effetti comportamentali degli stimoli appetitivi e aversivi, e degli stimoli discriminativi che in passato sono stati associati a essi. La motivazione comprende gli effetti di eventi che modificano il grado a cui gli stimoli sono capaci di rinforzare o punire il nostro comportamento.
  • 33.
    Memoria e processimnestici Una panoramica
  • 34.
    Le principali formedi memoria     Memoria sensoriale: dura un intervallo di tempo molto breve ( memoria iconica e memoria ecoica); Memoria a breve termine: è una memoria immediata per gli stimoli che sono stati appena percepiti; Memoria a lungo termine: immagazzina le informazioni sensoriali sulle percezioni originali di certi particolari stimoli (memoria semantica e memoria episodica). Le memorie sembrano essere specifiche delle modalità sensoriali, ma sono legate tra loro in modo intermodale.
  • 35.
  • 36.
    Lo sviluppo dellinguaggio  Il periodo preverbale e le prime parole (da 0 a 2 mesi di età);  Stadio delle due parole (dai 12 ai 24 mesi);  Acquisizione delle regole grammaticali degli adulti;  Acquisizione del significato.
  • 37.
    Le funzioni dellinguaggio  Il linguaggio è un mezzo magnifici per il pensiero e l’espressione.  Le tre funzioni principali del linguaggio parlato e del linguaggio scritto sono le seguenti:  Fornire informazioni;  Chiedere informazioni;  Richiedere un comportamento.
  • 38.
    Percezione del linguaggio Riconoscimento dei suoni del linguaggio (fonemi);  Riconoscimento delle parole nel linguaggio parlato continuo (contesto, ritmo e accento);  Comprensione del significato (analisi sintattica e semantica).
  • 39.
  • 40.
    Tipi di pensiero      Ilpensiero produttivo (il raggiungimento di una conoscenza non posseduta in precedenza); Il pensiero quotidiano ( entra in azione nelle situazioni problematiche della vita di ogni giorno; Il pensiero prevenuto ( credenza, stereotipo e pregiudizio); Il pensiero neurotico ( non esiste un equilibrio tra le forze dell’Es e dell’Io); Il pensiero psicotico ( incomprensibilità, assurdità e incoerenza).
  • 41.
  • 42.
    Definizione di intelligenza Il termine deriva dall’antico latino (intellectus), il suo uso nella lingua inglese risale soltanto al secolo scorso, quando fu riportato in vita dal filosofo H.Spencer e dal biologo e statistico F.Galton (1822-1911), il più importante tra i primi studiosi delle differenze individuali di capacità.
  • 43.
    I test diintelligenza  Il test Simon-Binet (creazione di norme per stabilire l’età mentale di un individuo);  Il test Stanford-Binet (quoziente di intelligenza);  Il test di Wechsler (WAIS e WISC, scale di intelligenza).
  • 44.
    Natura dell’intelligenza eruoli dell’eredità e dell’ambiente  Significato dell’eredità;  Interazione tra eredità ed ambiente;  Fattori prenatali e postnatali;  Studi familiari dell’intelligenza;  L’intelligenza da un punto di vista evolutivo;  Il problema della razza e dell’intelligenza.
  • 45.
  • 46.
    La natura dell’emozione  ConS. Freud abbiamo la rivalutazione delle emozioni e degli affetti come elementi fondanti la struttura della personalità dell’individuo e perciò, nella logica deterministica che la psicoanalisi condivide con la biologia, l’emozione, come vissuto affettivo e come impulso, diventa una chiave per aprire la porta chiusa della razionalità e penetrare nel profondo della psiche umana.
  • 47.
    La mitologia delleemozioni  Non siamo responsabili del nostro comportamento emotivo;  Le emozioni intense disorganizzano in comportamento razionale;  Le emozioni sono irragionevoli e irrazionali;  Le emozioni sono primitive.
  • 48.
    Classificazione delle emozioni Categorie: espressioni facciali (interesse/eccitazione, godimento/gioia, sorpresa/trasalimento, disagio/angustia, paura/terrore, vergogna/umiliazione, disprezzo/disgusto,ira/rabbia);  Dimensioni: la paura è prodotta dall’anticipazione di uno stimolo aversivo, l’ira è l’eliminazione di un rinforzatore, e il piacere è l’anticipazione di un rinforzo o l’eliminazione di uno stimolo aversivo. 
  • 49.
    Conclusioni  Gli studiosi dipsicologia non sanno tutto del comportamento umano, ma quel che sanno è interessante e anche abbastanza utile. Alcuni luoghi comuni sulla psicologia sono ben poco basati sui fatti, ma hanno una notevole presa su molte persone. L’augurio è che questo corso aiuti a separare le opinioni fondate da quelle infondate. Per usare efficacemente la psicologia è necessario non solo conoscere i fatti veri, ma anche comprenderli per poter rifiutare le affermazioni infondate. Speriamo che le conoscenze acquisite studiando la psicologia aiuteranno a capire meglio voi stessi e gli altri.