LA MAPPA EMOTIVA

“Nel nostro mondo, le emozioni forniscono al bambino
 che cresce una mappa del mondo. Esse forniscono
 informazioni sulla collocazione di cose importanti,
 buone o cattive, e sull’essere “esterne” di queste, e di
 conseguenza anche sui limiti del proprio controllo
 affettivo […]; demarcano il mondo e al contempo vi
 collocano il Sé. […]. Un bambino che non impara la
 paura è un bambino in pericolo; e anche la rabbia […] è
 un utile tentativo di acquisire controllo e affermare
 l’integrità di un’identità lesa. Questa mappa emotiva ha
 una sua finalità evolutiva, perché insegna al bambino
 l’importanza dei suoi confini e lo salva da un senso di
 impotente passività di fronte al mondo” (Nussbaum,
 2009, p. 257)
LA COMPETENZA EMOTIVA

Il concetto di competenza emotiva implica
 conoscenza, padronanza, efficienza e organizzazione
 di tutte le parti del processo emotivo

E’ un costrutto complesso e multicomponenziale
 (Corsano e Cigala, 2004; Dehnam, 1998)

Presuppone il concetto di cultura emozionale (Gordon,
 1989): solo dopo aver compreso il significato culturale
 delle emozioni i bambini sono in grado di operarci
 attivamente
COMPONENTI DELLA COMPETENZA
         EMOTIVA (SAARNI, 1999)

 Consapevolezza del proprio stato emotivo
 Capacità di riconoscere e discriminare le emozioni altrui
 Capacità di utilizzare il lessico emotivo, capacità di acquisire
    script emotivi legati ai ruoli sociali
   Capacità di coinvolgimento empatico nelle esperienze emotive
    dell’altro
   Capacità di comprendere la discrepanza tra manifestazione e
    stato emotivo, consapevolezza dell’impatto sociale dei propri
    comportamenti emotivi
   Capacità di affrontare in maniera adattiva le emozioni negative
   Consapevolezza della valenza relazionale delle emozioni
   Capacità di autocontrollo emotivo
COMPONENTI DELLA COMPETENZA
         EMOTIVA (SAARNI, 1999)

   Queste componenti sottendono tre dimensioni fondamentali:

Comportamento espressivo: espressività emotiva, regolazione
   emotiva

Conoscenza delle emozioni: proprie e altrui, linguaggio emotivo,
   distinzione tra espressione ed esperienza emotiva,
   consapevolezza della natura emotiva delle relazioni,..

Autoriflessività o autoefficacia emotiva: valutazione del proprio
   comportamento emotivo rispetto alla conoscenza che si ha dei
   processi emotivi e delle regole sociali e morali
ASPETTI DELLA COMPETENZA
 EMOTIVA (DENHAM, 1998)

La competenza emotiva comprende 3
           elementi:

   espressione delle emozioni

  comprensione delle emozioni

   regolazione delle emozioni
ESPRIMERE LE
         EMOZIONI


 MANIFESTARE I PROPRI STATI D’ANIMO E
             MOSTRARE
COINVOLGIMENTO NELLE EMOZIONI ALTRUI

  Dimensione comportamentale delle emozioni
PRECURSORI ED ESPRESSIONE PRECOCE
      DELLE EMOZIONI (STERN, 1977)
Prime settimane di vita: sorriso endogeno, sorriso come
 riflesso di cicli neurofisiologici di eccitazione e
 rilassamento

6 sett-3 mesi sorriso esogeno: stimoli elettivi (volto, la
 voce, lo sguardo)

Da 3 mesi: sorriso come comportamento strumentale,
 sorriso per raggiungere uno scopo

Da 4 mesi: sorriso espresso in maniera coordinata e
 articolata rispetto alle altre espressioni
ESPRESSIONE DELLE EMOZIONI NEI
      PRIMI 3 ANNI DI VITA
0-6 mesi: emozioni di base (gioia, interesse,
 sorpresa, tristezza, disgusto, paura , rabbia),
 indici facciali

18-30 mesi: emozioni auto-consapevoli
 (imbarazzo, empatia, invidia), indici facciali,
 corporei e vocali

30-36 mesi: emozioni auto-consapevoli (orgoglio,
 vergogna, colpa), acquisizione e consapevolezza
 delle regole sociali, indici facciali, corporei, vocali.
EMOZIONI E INTERAZIONI
            Stadi di sviluppo socio-emotivo

0-4 mesi: proto-conversazioni, intersoggettività
 primaria, dialogo emotivo e sintonizzazione emotiva
4-6 mesi: giochi con la madre, alternanza attenzione
 madre-oggetto
7-8 mesi: paura per l’estraneo - attaccamento
9-10 mesi: cooperazione in compiti comuni, proto-
 linguaggio, intersoggettività secondaria
12-18 mesi: linguaggio verbale, capacità imitazione,
 integrazione segnali verbali e non verbali
18-36 mesi: gioco simbolico- modelli operativi interni
COMPRENDERE LE
      EMOZIONI



RICONOSCERE E DARE SIGNIFICATO AI
               PROPRI
    E AGLI ALTRUI STATI EMOTIVI

   Dimensione cognitiva delle emozioni
PRECURSORI E COMPRENSIONE
     PRECOCE DELLE EMOZIONI

Precoce riconoscimento da parte del neonato
 delle espressioni di gioia e tristezza della
 madre (Tronick, 1999)

Precocissimo riconoscimento del volto
 materno, percezione multimodale

Precoce espansione della coscienza e
 dell’attenzione (dai 6 mesi)
IMPARARE A COMPRENDERE LE
       EMOZIONI NELL’INTERAZIONE
 2-4 mesi: interesse, piacere o disagio sono vissuti e poi compresi in
  risposta allo sguardo dell’altro su di sé (guarda l’altro)

 6-8 mesi: interesse, piacere o disagio sono vissuti in risposta allo
  sguardo dell’altro su oggetti, o rispetto a eventi (guarda l’altro e
  l’oggetto)

 7-10: interesse, piacere o disagio sono vissuti in risposta allo sguardo
  dell’altro sulle proprie azioni, che vengono ripetute per suscitare
  attenzione, riso e partecipazione (sguardo al volto dell’altro)

 9-11 mesi: interesse, piacere o disagio nel mostrare, dare o
  scambiare oggetti (guarda l’altro e l’oggetto)

 10-14 mesi: interesse, piacere o disagio nel cercare, seguire,
  raggiungere oggetti distanti (guarda l’altro e l’oggetto)
SVILUPPO DELLA COMPRENSIONE
   EMOTIVA (Pons et al., 2003)
2/3-5/6 anni: Comprensione delle cause esterne come
 determinanti emotive: riconoscimento in base a indici
 espressivi, cause situazionali, ricordi di avvenimenti
 esterni

5/6-8/9: comprensione dei fattori mentali come
 determinanti emotive: ruolo delle conoscenze dei
 desideri, delle intenzioni e delle credenze

8/9-11/12: Comprensione dei fattori riflessivi come
 determinanti degli stati emotivi: delle emozioni miste,
 delle emozioni morali, di alcune strategie di regolazione
REGOLARE LE EMOZIONI




       CONTROLLARE LA PROPRIA
         ESPERIENZA EMOTIVA

Dimensione adattiva e sociale delle emozioni
REGOLAZIONE DELLE
          EMOZIONI

Variazione di ciò che una persona può fare in
    funzione di un determinato contesto
           (Campos et al., 2004)

         Implica (Thompson, 1994):

      Monitoraggio della situazione
   Valutazione dell’esperienza emotiva
   Modificazione della reazione emotiva
LO SVILUPPO DELLA REGOLAZIONE
     EMOTIVA (Sroufe, 1995)


0-3 mesi: regolazione guidata dal caregiver

3-6 mesi: regolazione diadica

6-12 mesi: regolazione diadica delle emozioni

12-18 mesi: autoregolazione guidata dal caregiver

18-30 mesi: regolazione autonoma
LO SVILUPPO DELLA REGOLAZIONE
  EMOTIVA NELLA II INFANZIA


Nell’età prescolare (3-6 anni) la capacità di regolare
le emozioni è favorita da due importanti acquisizioni:

•Distinzione tra espressione emotiva esterna ed
esperienza soggettiva interna: consente di
dissimulare le emozioni o di modularle in funzione
relazionale

•Teoria della mente: consapevolezza che gli altri
possiedono stati interni differenti dai nostri,
rispetto ai quali si può modulare il proprio
comportamento emotivo
LO SVILUPPO DELLA REGOLAZIONE
   EMOTIVA NELLA II INFANZIA

Nell’età prescolare (3-6 anni) i bambini conoscono già
diverse strategie di regolazione (Dennis et al. 2009):

• Strategie esterne: cercare di modificare la situazione
(rabbia)

•Strategie, di tipo cognitivo, focalizzate sull’emozione:
cercare di pensare a qualcosa di piacevole (tristezza e
paura)

•Strategie, di tipo comportamentale, focalizzate
sull’emozione: cercare di fare qualcosa di piacevole
(tristezza e paura)
LO SVILUPPO DELLA REGOLAZIONE
   EMOTIVA NELLA II INFANZIA

Nell’età prescolare (3-6 anni) la capacità di regolare le
emozioni è già chiaramente legata a differenze
individuali:

•Reattività agli stimoli
•Irritabilità
•Equilibrio tra espressioni emotive positive e negative
•Tono dell’umore prevalente
•Strategie di regolazione

Si tratta di aspetti sia temperamentali sia acquisiti
IMPORTANZA DELLA REGOLAZIONE
          EMOTIVA

Regolare le proprie emozioni è importante sia per sé
sia per gli altri:

Per sé: perché adeguare la propria espressione
emotiva al contesto, in talune situazioni, consente di
essere meglio accettati e di sviluppare una buona
stima di sé

Per gli altri: perché autoregolarsi conduce ad
interagire in modo più efficace
COMPETENZE IMPLICATE DALLA
     REGOLAZIONE DELLA RISPOTA
             EMOTIVA

• capacità di dilazionare la gratificazione

•capacità di inibire una risposta dominante per
sostituirla con una secondaria (effortful control)

•grado di controllo esercitato sui propri impulsi (ego-
control )

• capacità di modificarlo ed adeguarlo alle esigenze
del contesto (ego-resiliency)
LA CAPACITA’ DI REGOLARE LA
 RISPOSTA EMOTIVA INTERVIENE..

• nel consentire ad un bambino di attendere il proprio
turno prima di salire sull’altalena

• nell’inibire il proprio desiderio di raccontare la sua
esperienza per concludere l’ascolto di quella del
compagno

• nel mantenere la propria attenzione in un gioco o in
un’attività condivisa

• nel riuscire a non piangere o a non arrabbiarsi in una
situazione di frustrazione causata da un amico.
LA CAPACITA’ DI REGOLARE LA RISPOSTA
        EMOTIVA E’ CORRELATA A..
  (Corsano e Cigala, 2004; Cigala e Corsano,
                    2011)
•Accettazione da parte dei pari/interazioni più efficaci


• Adattamento a scuola/successo scolastico


•Elevata competenza percepita/stima di sé


In sintesi: competenza sociale e immagine positiva di
                        sé
COMPETENZA EMOTIVA E SISTEMA
              DEL SÉ
La competenza emotiva aiuta il bambino a costruire il Sé:

•le emozioni gli consentono di valutare le proprie
esperienze in modo edonico, cioè come piacevoli o no

•per sé e per gli altri, cioè nel senso del benessere
individuale e sociale.

Le Emozioni autocoscienti (fine I infanzia) costituiscono
un buon esempio di ciò.

Nelle fasi successive le esperienze emotive connotano gli
schemi di sé positivi e negativi
EMOZIONI SOCIALI, O
        “AUTOCOSCIENTI”

Secondo Harter (1999), le emozioni autocoscienti
 compaiono quando il Sé inteso come Io (soggetto
conoscente) diventa consapevole del Me (soggetto
       conosciuto), vi riflette e lo valuta.


             Esse implicano dunque:

           •Una consapevolezza di sé
                  •Un’idea di sé
          •Un’idea di sé nelle relazioni
       •Una prima conoscenza delle norme
        •Un’idea di sé rispetto alle norme
EMOZIONI SOCIALI, O
             “AUTOCOSCIENTI”
             Ogni emozione sociale possiede:

1.Una causa elicitante
2.Implicazioni per sé / per gli altri
3.Correlati emotivi e comportamentali


                       ORGOGLIO:

1.Raggiungimento di mete e obiettivi definiti nel contesto
della relazione
2.Percezione di competenza / di avere risposto alle
aspettative degli altri
3.Felicità e comportamento di esibizione
EMOZIONI SOCIALI, O
             “AUTOCOSCIENTI”

                       VERGOGNA:

1.Trasgressione di norme definite nel contesto della
relazione
2.Percezione di inadeguatezza / di avere deluso gli altri
3.Tristezza e comportamento di ritiro/evitamento

                    SENSO DI COLPA:

1.Trasgressione/violazione di norme definite nel contesto
della relazione affettiva
2.Percezione di inadeguatezza / danno per gli altri
3.Ansia e agitazione e comportamento di riparazione
SVILUPPO DELLE EMOZIONI SOCIALI
     (Harter, 1999; Lewis, 2008)

2-3 anni: solo indici espressivi

4 anni: nominano correttamente e comprendono la valenza
affettiva dell’emozione

3-6 anni: comprensione del legame tra norme ed emozione

7 anni: portano esempi corretti di situazioni elicitanti, ed
esplicitano i modelli parentali

8 anni: consapevolezza che l’emozione può essere provata
indipendentemente dall’osservazione degli altri
SITUAZIONI ATIPICHE
Vulnerabilità emotiva:
• spiccata sensibilità agli stimoli emotigeni
• intensità della risposta
• difficoltà a tornare alla “normalità”

Può condurre a:

•Disregolazione emotiva: risposte emotive intense ed
estremizzate

• Problemi di internalizzazione: risposte emotive rivolte
all’interno (ansia, inibizione e ritiro, depressione, bassa
stima di sé)

•Problemi di esternalizzazione: risposte emotive rivolte
all’esterno (aggressività, devianza sociale,..)
SITUAZIONI ATIPICHE


 Bambini non vedenti


  Bambini autistici


 Bambini maltrattati
SITUAZIONI ATIPICHE

 Bambini non vedenti (Sini et al., anni 2000)


Manifestano la stessa espressione delle
 emozioni dei vedenti, tuttavia con meno
 differenziazioni.

Utilizzano aree diverse del volto rispetto ai
 vedenti, prevalentemente l’area degli occhi

L’espressione è interpretata come “più triste”
SITUAZIONI ATIPICHE

        Bambini autistici (Hobson, 1986)
Difficoltà:
 ad utilizzare le espressioni in modo adeguato
 al contesto;
 a comprendere le cause “sociali” delle
 emozioni;
 a stabilire un contatto emotivo;
 a riconoscere gli stati emozionali negli altri


     (difficoltà di attenzione condivisa, e
    nell’acquisizione della teoria della mente)
SITUAZIONI ATIPICHE

Bambini maltrattati (Pollak, 2000; Cigala, 2011)
Difficoltà a riconoscere le espressioni e le situazioni
  emotive di felicità (trascurati);
Maggiore competenza (ipersensibilità) nel
  riconoscimento della rabbia (bambini fisicamente
  abusati)
Maggiore competenza (ipersensibilità) nel
  riconoscimento della tristezza (bambini fisicamente
  trascurati)
Difficoltà a decodificare le situazioni emotive ambigue
  (tendenza ad attribuire emozioni negative)
Difficoltà di regolazione emotiva: risposte eccessive o
  assenti
Possibili domande d’esame

Componenti e dimensioni della competenza emotiva
Sequenza di comparsa delle emozioni nei primi tre anni di
vita
Il sorriso come precursore dell’espressione emotiva
Comprensione emotiva ed interazioni precoci
Lo sviluppo della comprensione emotiva
Lo sviluppo della regolazione emotiva
Regolazione emotiva e competenza sociale
Aspetti di vulnerabilità emotiva
Competenza emotiva e sistema del Sé
Le emozioni autocoscienti: caratteristiche ed evoluzione

Lo sviluppo emotivo

  • 2.
    LA MAPPA EMOTIVA “Nelnostro mondo, le emozioni forniscono al bambino che cresce una mappa del mondo. Esse forniscono informazioni sulla collocazione di cose importanti, buone o cattive, e sull’essere “esterne” di queste, e di conseguenza anche sui limiti del proprio controllo affettivo […]; demarcano il mondo e al contempo vi collocano il Sé. […]. Un bambino che non impara la paura è un bambino in pericolo; e anche la rabbia […] è un utile tentativo di acquisire controllo e affermare l’integrità di un’identità lesa. Questa mappa emotiva ha una sua finalità evolutiva, perché insegna al bambino l’importanza dei suoi confini e lo salva da un senso di impotente passività di fronte al mondo” (Nussbaum, 2009, p. 257)
  • 3.
    LA COMPETENZA EMOTIVA Ilconcetto di competenza emotiva implica conoscenza, padronanza, efficienza e organizzazione di tutte le parti del processo emotivo E’ un costrutto complesso e multicomponenziale (Corsano e Cigala, 2004; Dehnam, 1998) Presuppone il concetto di cultura emozionale (Gordon, 1989): solo dopo aver compreso il significato culturale delle emozioni i bambini sono in grado di operarci attivamente
  • 4.
    COMPONENTI DELLA COMPETENZA EMOTIVA (SAARNI, 1999)  Consapevolezza del proprio stato emotivo  Capacità di riconoscere e discriminare le emozioni altrui  Capacità di utilizzare il lessico emotivo, capacità di acquisire script emotivi legati ai ruoli sociali  Capacità di coinvolgimento empatico nelle esperienze emotive dell’altro  Capacità di comprendere la discrepanza tra manifestazione e stato emotivo, consapevolezza dell’impatto sociale dei propri comportamenti emotivi  Capacità di affrontare in maniera adattiva le emozioni negative  Consapevolezza della valenza relazionale delle emozioni  Capacità di autocontrollo emotivo
  • 5.
    COMPONENTI DELLA COMPETENZA EMOTIVA (SAARNI, 1999) Queste componenti sottendono tre dimensioni fondamentali: Comportamento espressivo: espressività emotiva, regolazione emotiva Conoscenza delle emozioni: proprie e altrui, linguaggio emotivo, distinzione tra espressione ed esperienza emotiva, consapevolezza della natura emotiva delle relazioni,.. Autoriflessività o autoefficacia emotiva: valutazione del proprio comportamento emotivo rispetto alla conoscenza che si ha dei processi emotivi e delle regole sociali e morali
  • 6.
    ASPETTI DELLA COMPETENZA EMOTIVA (DENHAM, 1998) La competenza emotiva comprende 3 elementi: espressione delle emozioni comprensione delle emozioni regolazione delle emozioni
  • 7.
    ESPRIMERE LE EMOZIONI MANIFESTARE I PROPRI STATI D’ANIMO E MOSTRARE COINVOLGIMENTO NELLE EMOZIONI ALTRUI Dimensione comportamentale delle emozioni
  • 8.
    PRECURSORI ED ESPRESSIONEPRECOCE DELLE EMOZIONI (STERN, 1977) Prime settimane di vita: sorriso endogeno, sorriso come riflesso di cicli neurofisiologici di eccitazione e rilassamento 6 sett-3 mesi sorriso esogeno: stimoli elettivi (volto, la voce, lo sguardo) Da 3 mesi: sorriso come comportamento strumentale, sorriso per raggiungere uno scopo Da 4 mesi: sorriso espresso in maniera coordinata e articolata rispetto alle altre espressioni
  • 9.
    ESPRESSIONE DELLE EMOZIONINEI PRIMI 3 ANNI DI VITA 0-6 mesi: emozioni di base (gioia, interesse, sorpresa, tristezza, disgusto, paura , rabbia), indici facciali 18-30 mesi: emozioni auto-consapevoli (imbarazzo, empatia, invidia), indici facciali, corporei e vocali 30-36 mesi: emozioni auto-consapevoli (orgoglio, vergogna, colpa), acquisizione e consapevolezza delle regole sociali, indici facciali, corporei, vocali.
  • 10.
    EMOZIONI E INTERAZIONI Stadi di sviluppo socio-emotivo 0-4 mesi: proto-conversazioni, intersoggettività primaria, dialogo emotivo e sintonizzazione emotiva 4-6 mesi: giochi con la madre, alternanza attenzione madre-oggetto 7-8 mesi: paura per l’estraneo - attaccamento 9-10 mesi: cooperazione in compiti comuni, proto- linguaggio, intersoggettività secondaria 12-18 mesi: linguaggio verbale, capacità imitazione, integrazione segnali verbali e non verbali 18-36 mesi: gioco simbolico- modelli operativi interni
  • 11.
    COMPRENDERE LE EMOZIONI RICONOSCERE E DARE SIGNIFICATO AI PROPRI E AGLI ALTRUI STATI EMOTIVI Dimensione cognitiva delle emozioni
  • 12.
    PRECURSORI E COMPRENSIONE PRECOCE DELLE EMOZIONI Precoce riconoscimento da parte del neonato delle espressioni di gioia e tristezza della madre (Tronick, 1999) Precocissimo riconoscimento del volto materno, percezione multimodale Precoce espansione della coscienza e dell’attenzione (dai 6 mesi)
  • 13.
    IMPARARE A COMPRENDERELE EMOZIONI NELL’INTERAZIONE  2-4 mesi: interesse, piacere o disagio sono vissuti e poi compresi in risposta allo sguardo dell’altro su di sé (guarda l’altro)  6-8 mesi: interesse, piacere o disagio sono vissuti in risposta allo sguardo dell’altro su oggetti, o rispetto a eventi (guarda l’altro e l’oggetto)  7-10: interesse, piacere o disagio sono vissuti in risposta allo sguardo dell’altro sulle proprie azioni, che vengono ripetute per suscitare attenzione, riso e partecipazione (sguardo al volto dell’altro)  9-11 mesi: interesse, piacere o disagio nel mostrare, dare o scambiare oggetti (guarda l’altro e l’oggetto)  10-14 mesi: interesse, piacere o disagio nel cercare, seguire, raggiungere oggetti distanti (guarda l’altro e l’oggetto)
  • 14.
    SVILUPPO DELLA COMPRENSIONE EMOTIVA (Pons et al., 2003) 2/3-5/6 anni: Comprensione delle cause esterne come determinanti emotive: riconoscimento in base a indici espressivi, cause situazionali, ricordi di avvenimenti esterni 5/6-8/9: comprensione dei fattori mentali come determinanti emotive: ruolo delle conoscenze dei desideri, delle intenzioni e delle credenze 8/9-11/12: Comprensione dei fattori riflessivi come determinanti degli stati emotivi: delle emozioni miste, delle emozioni morali, di alcune strategie di regolazione
  • 15.
    REGOLARE LE EMOZIONI CONTROLLARE LA PROPRIA ESPERIENZA EMOTIVA Dimensione adattiva e sociale delle emozioni
  • 16.
    REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI Variazione di ciò che una persona può fare in funzione di un determinato contesto (Campos et al., 2004) Implica (Thompson, 1994): Monitoraggio della situazione Valutazione dell’esperienza emotiva Modificazione della reazione emotiva
  • 17.
    LO SVILUPPO DELLAREGOLAZIONE EMOTIVA (Sroufe, 1995) 0-3 mesi: regolazione guidata dal caregiver 3-6 mesi: regolazione diadica 6-12 mesi: regolazione diadica delle emozioni 12-18 mesi: autoregolazione guidata dal caregiver 18-30 mesi: regolazione autonoma
  • 18.
    LO SVILUPPO DELLAREGOLAZIONE EMOTIVA NELLA II INFANZIA Nell’età prescolare (3-6 anni) la capacità di regolare le emozioni è favorita da due importanti acquisizioni: •Distinzione tra espressione emotiva esterna ed esperienza soggettiva interna: consente di dissimulare le emozioni o di modularle in funzione relazionale •Teoria della mente: consapevolezza che gli altri possiedono stati interni differenti dai nostri, rispetto ai quali si può modulare il proprio comportamento emotivo
  • 19.
    LO SVILUPPO DELLAREGOLAZIONE EMOTIVA NELLA II INFANZIA Nell’età prescolare (3-6 anni) i bambini conoscono già diverse strategie di regolazione (Dennis et al. 2009): • Strategie esterne: cercare di modificare la situazione (rabbia) •Strategie, di tipo cognitivo, focalizzate sull’emozione: cercare di pensare a qualcosa di piacevole (tristezza e paura) •Strategie, di tipo comportamentale, focalizzate sull’emozione: cercare di fare qualcosa di piacevole (tristezza e paura)
  • 20.
    LO SVILUPPO DELLAREGOLAZIONE EMOTIVA NELLA II INFANZIA Nell’età prescolare (3-6 anni) la capacità di regolare le emozioni è già chiaramente legata a differenze individuali: •Reattività agli stimoli •Irritabilità •Equilibrio tra espressioni emotive positive e negative •Tono dell’umore prevalente •Strategie di regolazione Si tratta di aspetti sia temperamentali sia acquisiti
  • 21.
    IMPORTANZA DELLA REGOLAZIONE EMOTIVA Regolare le proprie emozioni è importante sia per sé sia per gli altri: Per sé: perché adeguare la propria espressione emotiva al contesto, in talune situazioni, consente di essere meglio accettati e di sviluppare una buona stima di sé Per gli altri: perché autoregolarsi conduce ad interagire in modo più efficace
  • 22.
    COMPETENZE IMPLICATE DALLA REGOLAZIONE DELLA RISPOTA EMOTIVA • capacità di dilazionare la gratificazione •capacità di inibire una risposta dominante per sostituirla con una secondaria (effortful control) •grado di controllo esercitato sui propri impulsi (ego- control ) • capacità di modificarlo ed adeguarlo alle esigenze del contesto (ego-resiliency)
  • 23.
    LA CAPACITA’ DIREGOLARE LA RISPOSTA EMOTIVA INTERVIENE.. • nel consentire ad un bambino di attendere il proprio turno prima di salire sull’altalena • nell’inibire il proprio desiderio di raccontare la sua esperienza per concludere l’ascolto di quella del compagno • nel mantenere la propria attenzione in un gioco o in un’attività condivisa • nel riuscire a non piangere o a non arrabbiarsi in una situazione di frustrazione causata da un amico.
  • 24.
    LA CAPACITA’ DIREGOLARE LA RISPOSTA EMOTIVA E’ CORRELATA A.. (Corsano e Cigala, 2004; Cigala e Corsano, 2011) •Accettazione da parte dei pari/interazioni più efficaci • Adattamento a scuola/successo scolastico •Elevata competenza percepita/stima di sé In sintesi: competenza sociale e immagine positiva di sé
  • 25.
    COMPETENZA EMOTIVA ESISTEMA DEL SÉ La competenza emotiva aiuta il bambino a costruire il Sé: •le emozioni gli consentono di valutare le proprie esperienze in modo edonico, cioè come piacevoli o no •per sé e per gli altri, cioè nel senso del benessere individuale e sociale. Le Emozioni autocoscienti (fine I infanzia) costituiscono un buon esempio di ciò. Nelle fasi successive le esperienze emotive connotano gli schemi di sé positivi e negativi
  • 26.
    EMOZIONI SOCIALI, O “AUTOCOSCIENTI” Secondo Harter (1999), le emozioni autocoscienti compaiono quando il Sé inteso come Io (soggetto conoscente) diventa consapevole del Me (soggetto conosciuto), vi riflette e lo valuta. Esse implicano dunque: •Una consapevolezza di sé •Un’idea di sé •Un’idea di sé nelle relazioni •Una prima conoscenza delle norme •Un’idea di sé rispetto alle norme
  • 27.
    EMOZIONI SOCIALI, O “AUTOCOSCIENTI” Ogni emozione sociale possiede: 1.Una causa elicitante 2.Implicazioni per sé / per gli altri 3.Correlati emotivi e comportamentali ORGOGLIO: 1.Raggiungimento di mete e obiettivi definiti nel contesto della relazione 2.Percezione di competenza / di avere risposto alle aspettative degli altri 3.Felicità e comportamento di esibizione
  • 28.
    EMOZIONI SOCIALI, O “AUTOCOSCIENTI” VERGOGNA: 1.Trasgressione di norme definite nel contesto della relazione 2.Percezione di inadeguatezza / di avere deluso gli altri 3.Tristezza e comportamento di ritiro/evitamento SENSO DI COLPA: 1.Trasgressione/violazione di norme definite nel contesto della relazione affettiva 2.Percezione di inadeguatezza / danno per gli altri 3.Ansia e agitazione e comportamento di riparazione
  • 29.
    SVILUPPO DELLE EMOZIONISOCIALI (Harter, 1999; Lewis, 2008) 2-3 anni: solo indici espressivi 4 anni: nominano correttamente e comprendono la valenza affettiva dell’emozione 3-6 anni: comprensione del legame tra norme ed emozione 7 anni: portano esempi corretti di situazioni elicitanti, ed esplicitano i modelli parentali 8 anni: consapevolezza che l’emozione può essere provata indipendentemente dall’osservazione degli altri
  • 30.
    SITUAZIONI ATIPICHE Vulnerabilità emotiva: •spiccata sensibilità agli stimoli emotigeni • intensità della risposta • difficoltà a tornare alla “normalità” Può condurre a: •Disregolazione emotiva: risposte emotive intense ed estremizzate • Problemi di internalizzazione: risposte emotive rivolte all’interno (ansia, inibizione e ritiro, depressione, bassa stima di sé) •Problemi di esternalizzazione: risposte emotive rivolte all’esterno (aggressività, devianza sociale,..)
  • 31.
    SITUAZIONI ATIPICHE Bambininon vedenti Bambini autistici Bambini maltrattati
  • 32.
    SITUAZIONI ATIPICHE Bambininon vedenti (Sini et al., anni 2000) Manifestano la stessa espressione delle emozioni dei vedenti, tuttavia con meno differenziazioni. Utilizzano aree diverse del volto rispetto ai vedenti, prevalentemente l’area degli occhi L’espressione è interpretata come “più triste”
  • 33.
    SITUAZIONI ATIPICHE Bambini autistici (Hobson, 1986) Difficoltà:  ad utilizzare le espressioni in modo adeguato al contesto;  a comprendere le cause “sociali” delle emozioni;  a stabilire un contatto emotivo;  a riconoscere gli stati emozionali negli altri (difficoltà di attenzione condivisa, e nell’acquisizione della teoria della mente)
  • 34.
    SITUAZIONI ATIPICHE Bambini maltrattati(Pollak, 2000; Cigala, 2011) Difficoltà a riconoscere le espressioni e le situazioni emotive di felicità (trascurati); Maggiore competenza (ipersensibilità) nel riconoscimento della rabbia (bambini fisicamente abusati) Maggiore competenza (ipersensibilità) nel riconoscimento della tristezza (bambini fisicamente trascurati) Difficoltà a decodificare le situazioni emotive ambigue (tendenza ad attribuire emozioni negative) Difficoltà di regolazione emotiva: risposte eccessive o assenti
  • 35.
    Possibili domande d’esame Componentie dimensioni della competenza emotiva Sequenza di comparsa delle emozioni nei primi tre anni di vita Il sorriso come precursore dell’espressione emotiva Comprensione emotiva ed interazioni precoci Lo sviluppo della comprensione emotiva Lo sviluppo della regolazione emotiva Regolazione emotiva e competenza sociale Aspetti di vulnerabilità emotiva Competenza emotiva e sistema del Sé Le emozioni autocoscienti: caratteristiche ed evoluzione