PON GENITORI Modulo Formativo Ob. Az. F1 Istituto Comprensivo Polo 2 Tricase Esperta:  Prof.ssa Vestilia DeLuca Tutor:  Ins.Silvana Bramato
Costruzione dell’autostima “ Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi ” M.Proust Le nostre aspettative
I valori del  “Mal d’Africa”
Ore 16.00 In aula si ama conversare tra  ben-essere e fame del Terzo  Mondo, PIL e Decrescita felice. Ci siamo appena alzati da tavola e  l’argomento ci sembra quasi  un “non-sense”, ma come sempre  l’esperta ci riporta in un film dove  fame è realtà la più vera e la più dignitosa .
Bambini dal ventre gonfio e dagli occhi tondi e neri che prendono tutto il viso; “ cicatrici come autografi di Dio”   segnano il confine tra la fronte e i  lanuti e crespi capelli; manine che scacciano noiose e insistenti mosche dalle guance sporche di fango;
hanno fatto decine di chilometri per  raggiungere un pozzo d’acqua scura,  ma è l’acqua da bere però,  è la vita.
Mamme dai lineamenti maestosi e regali recano some intrasportabili se non fosse per la forza di sopravvivere fagotti ciondolanti da schiene nude e cotte dal sole di mezzogiorno
piccoli d’uomo dormono in strisce di garza dai colori vivaci portati ovunque nell’aridità dell’estate africana
donne dai denti bianchissimi e sporgenti con gli utensili ricavati da zucche essiccate e recipienti ingombranti che portano sul capo tra “nidi” di treccine sottili e imbalsamate che sanno di ore e ore di convivialità con altre donne, con altre bambine con altri figli da allattare a seni smunti e cadenti su gonnellini di paglia e perline.
Uomini a decine di chilometri intenti a costruire la casa di mattoni di paglia e argilla, impastati col niente ma pesanti come la voglia di vivere, sotto il sole che cuoce il sudore della fronte, immersi nel canto rituale “fanakalò”, tra zulu, inglese e africaans, il codice linguistico per comunicare con il “bwana” bianco.
Canto e sudore e terra spaccata da anni di siccità, forse non ricordano nemmeno come sono fatte le nuvole in Africa, e non ricordano le piantine germogliate da quel ventre sterile che ospita scorpioni e topi di savana che divorano persino la sabbia.
Sono in attesa di donne e piccoli, preparano fuochi per la notte di festa delle spose bambine che scambiano per una capra fiacca e scheletrica.
Ci sono ancora queste immagini nei ricordi di una bambina che davanti ai racconti di Bulawayo tra villaggi  e ricche miniere di diamanti vede oggi con la mente la figura di Maslow, psicologo statunitense che incastrò in una piramide virtuale i “needs”, i bisogni dell’uomo, da quello fisiologico di riempire il ventre ed acquietare la sete, all’esigenza di sentirsi in sicurezza in un rifugio di fango e paglia, fino al bisogno di auto-realizzazione, il sopravvivere quotidiano, sulla base  dell’Autostima e dell’Affettività.
 
Ma in che misura possiamo rendere meno “virtuali” i bisogni di Maslow nella nostra quotidianità per costruire la nostra  AUTOSTIMA?
da quelli di  Livello Superiore   o  esigenze emozionali  in una sorta di scala gerarchica in cui desiderare di soddisfare quelli della categoria successiva necessita che quelli della categoria precedente siano già soddisfatti.   Bisogna anzitutto suddividere i bisogni di  Livello Inferiore   o esigenze materiali
Alla base della piramide troviamo i bisogni fisiologici/organici, come mangiare, bere, dormire, coprirsi...   bisogni fondamentali, connessi con la sopravvivenza.
Della seconda categoria   fanno parte i bisogni relativi alla sicurezza,  il bisogno di un rifugio, di tranquillità e di pace...
Nella terza categoria troviamo i bisogni relativi all'appartenenza,  il desiderio di avere una famiglia, delle amicizie, di far parte di un gruppo, di amare ed essere amati... (molto sentito dall'adolescenza).
Nella quarta   quelli relativi alla  stima di se il bisogno di avere  un'immagine  positiva di sé  stessi, di apprezzarsi e di  essere apprezzati  dagli altri,   di sentirsi  competenti e  produttivi .
Nella quinta   troviamo i bisogni relativi alla realizzazione di sé stessi,  l'aspirazione a mettere in  opera le proprie capacità, esprimere la propria  creatività, oltrepassare i  propri limiti,  portare a  compimento le proprie  aspettative ,  nonché di  occupare una posizione  soddisfacente nel proprio  gruppo .
Infine al vertice   sono allocati i bisogni  cognitivi ed estetici .
Una volta soddisfatti quindi i bisogni “primari”,  il livello sul quale è necessario dare un riferimento più circostanziato  è il livello di   AUTOSTIMA che non si identifica in una scala metrica ma si basa sul concetto di sè  e che varia tra due estremi quello negativo ( bassa autostima ) quello positivo ( alta autostima )
Una  sana autostima  si manifesta nella capacità di percepirsi e di rapportarsi a sé stessi in modo realistico, positivo, rilevando i punti forti e quelli deboli, amplificando ciò che è  positivo   e migliorando quello che invece non lo è.
Significa anche essere in grado di ammettere che c'è qualcosa che non va quando le circostanze lo richiedono, e al contrario di chi non si rispetta abbastanza  sa come valorizzare  le proprie abilità e capacità  come tenere   sotto controllo i difetti e le parti del proprio carattere meno amate promuove   obiettivi stimolanti ma non  eccessivi spinge   la persona al confronto con sé  stessa e con gli altri.
Attenzione alla comunicazione persuasiva   effettuata dalla pubblicità che ha il potere di influenzare le credenze e gli atteggiamenti degli individui.  Il raggiungimento ed il mantenimento della  magrezza e della bellezza per esempio è oggi uno dei maggiori passatempi femminili,  come riferiscono i giornali,  gli articoli dei quotidiani,  gli spettacoli televisivi e commerciali e la  grande quantità di modelli idealizzati.
Le donne stesse giocano un ruolo preminente nel  portare avanti gli ideali di tale cultura,  acquistando riviste, libri di diete e abiti firmati,  piuttosto che sviluppare un'accettabile  immagine idealizzata di sé.   Le immagini femminili che appaiono sugli annunci  pubblicitari di molti giornali sono un esempio di  fonte attraente, queste hanno il potere di  danneggiare la salute di una donna,  di minare il suo senso di benessere,  di rompere la fiducia in sé e di sovvertire  la capacità di accettare sé stessa.
Infatti,   chi ha  bassa autostima , mostra scarsa  fiducia nella propria persona e nelle proprie  capacità;  si sente spesso  insicuro ,  non è in grado di  contare  su se stesso e  manifesta diverse  paure  legate soprattutto alla  propria percezione di inadeguatezza e  incapacità.
Se una persona si trova a dover prendere una decisione importante,  proverà un senso di incertezza molto forte   e la sensazione che qualunque scelta farà  si dimostrerà  sbagliata e fallimentare;  al contrario,  una persona con una  solida autostima sceglierà senza troppe preoccupazioni e indecisioni la via ritenuta  migliore .
La bassa autostima   nasce quindi da una discrepanza tra il  sé ideale ed il sé percepito .  Il sé ideale   rappresenta ciò che si vorrebbe  essere,  dalle qualità che si desidererebbe possedere,  dal carattere e dalle capacità che si vorrebbero  come parte costituente della propria persona.
Il sé percepito   l'insieme delle percezioni e delle  conoscenze che possediamo su noi stessi. Si tratta in sostanza di come ci vediamo, di come crediamo di essere
A chi non è mai capitato di pensare “ Vorrei essere così  ma non ne sono capace”?
La soglia viene valicata nel momento in cui la persona si rassegna al fatto che non sarà mai come vorrebbe essere.  Così facendo la sua paura si concretizza, diviene un dato di fatto, si ha una visione pessimistica delle proprie risorse e si ha disistima di se stesso.
Migliorare l'autostima però è possibile e richiede un impegno costante nel tempo. Non è difficile, basta volerlo veramente e sforzarsi di pensare che lo si fa per se stessi e che un giorno,  dopo un allenamento adeguato,  non si proveranno più quelle spiacevoli sensazioni di inadeguatezza e finalmente sarà possibile prendere decisioni in modo autonomo,  portarle avanti senza ripensamenti né il timore di aver commesso un tragico errore.
Per prima cosa cominciamo a lavorare su noi stessi e sulle nostre percezioni:  dobbiamo imparare a conoscerci meglio,  saper valutare gli aspetti negativi e quelli positivi del nostro mondo interiore con obiettività,  magari chiedendo aiuto a una persona di cui ci fidiamo per sottolineare quelle sfumature del carattere che abitualmente ci sfuggono  e quando abbiamo la sensazione di essere impotenti davanti a una cosa da fare possiamo  concentrarci su quello che sappiamo fare.
Forse la faremo meglio di un altro ed è bello  essere diversi anche per questo,  ma soprattutto bisogna riconoscerlo. Nel momento in cui  percepiamo   questa  immagine di noi allora diventeremo obiettivi.
In secondo luogo   dobbiamo capire le  nostre aspirazioni:  chi vogliamo essere  e quello che vogliamo diventare .   Poniamoci obiettivi facilmente raggiungibili e  rispondenti alle nostre capacità reali e  cerchiamo di concretizzarli. E’ inutile inseguire a tutti i costi quello che non si può essere o avere.
Nel momento in cui ci poniamo traguardi  irraggiungibili e irrealizzabili   abbiamo la  consapevolezza che tutto è inutile  sottolineando così il livello  più basso di  AUTOSTIMA
“ Non vediamo le cose per come sono  ma per come siamo”   Anais Nin
Elisa è una giovane mamma e sta frequentando il primo  corso di nuoto in vasca bassa. La osservo mentre parla con il suo “coach”, non guarda mai  l’acqua. Che strano -  penso. Quale è la cosa che ti viene più  spontanea da fare?  Guardarla, toccarla, immergersi e  risalire. E invece Elisa è lì con lo sguardo sulle travi alte e la testa  ubriaca di cloro. Io ce la posso fare !
Elisa è reduce da un brutto incidente in mare. La barca sulla quale si trovava, improvvisamente si rovescia per un colpo di vento e lei e le sue  bambine cadono in acqua e mentre le piccole con  il salvagente si divertono a schizzarsi, Elisa  rimane imprigionata nella cavità della barca che  si è ribaltata come nel più celebre film Poseidon.
Elisa teme di affogare.  Rimane al buio finchè alcuni natanti si  accorgono dell’incidente. Da quel giorno Elisa non riesce più a  nuotare e continua a ripetere:  “ Non ce la farò mai”.
E allora le costruiamo dei piccoli obiettivi da  raggiungere di volta in volta:  staccarsi dal bordo,  lasciare i braccioli,  sporgersi per aggrapparsi a una palla,  raggiungere il lato corto della vasca,  immergere la testa fino alle orecchie,  cominciare a respirare sott’acqua e  indossare gli occhialini.
Dopo due anni Elisa è al terzo brevetto di  nuoto,  in vasca semiolimpionica,  ha ripreso ad andare in barca ed è un  modello di  SANA AUTOSTIMA
Restare immobili a pensare di non farcela  non aiuta a realizzare una conoscenza di sé adeguata per la nascita di una buona  autostima, così come credere che i propri  obiettivi siano troppo lontani.  Il cammino è stato lungo, ma il risultato ha  ripagato tutta la fatica.  Elisa ha creduto in sé stessa !
L’autostima   dunque nasce come concetto di sé   e si sviluppa nel bambino sin dall’infanzia, quando comincia a capire che lui è,  esiste come individuo.
Questa sorta di eredità feedback rappresenta un ulteriore stadio della  costruzione della sua autostima in età  adolescenziale, quando affina il suo  temperamento, acquisisce valori,  atteggiamenti e credenze, pensieri molto  forti in cui lui crederà per tutta la vita
Si forma con il  confronto  e la  consapevolezza   che non è solo, ma vive in un ambiente fatto di  eventi, di momenti, di persone che interagiscono  con lui e prenderà i  genitori  e gli adulti che lo  circondano come punti di riferimento assoluti,  indiscutibili.  Quello che dice un genitore,  soprattutto se sottolineato da forti  emozioni ,  ha il valore di una legge per il bambino ed è questo il momento in cui affina la sua personalità.
valori atteggiamenti credenze
Quando poi comincia a riflettere sui propri pensieri e su come lo vedono gli altri si  riconosce e vuole essere riconosciuto,  soprattutto nel mondo della scuola poiché gli stessi insegnanti diventano  “ gli altri significativi ”,  ulteriori punti di riferimento  per affinare carattere e aspettative per una SANA AUTOSTIMA
In famiglia   come a scuola è importante esercitare un  sano controllo sui bambini. In primo luogo sono necessarie coerenza e chiarezza: i bambini sentono la necessità di conoscere cosa  attendersi come conseguenza dei loro comportamenti,  devono avvertire certezza e prevedibilità da parte dei  loro genitori e dai loro insegnanti.  In questo modo cresceranno sicuri di se, controlleranno l'ansia con meno difficoltà nella vita e saranno meno ribelli ed aggressivi,  poiché impareranno non solo ad obbedire, ma  soprattutto a  condividere il comportamento degli adulti significativi  e farlo proprio.
Infatti,  gli imperativi  degli adulti dovranno  essere disciplinati, equilibrati e motivati;  i bambini devono sentirsi partecipi delle scelte  familiari e della scuola,  in questo modo i comandi saranno sempre  meno indispensabili.  I genitori e gli insegnanti otterranno molto più di quanto ottenibile con sistemi drastici, forti e soprattutto non  condivisi dai bambini. Le restrizioni dovranno essere ragionevoli.   Eccessiva restrizione ed eccessiva permissività   sono le due facce di una stessa medaglia.
Gli adolescenti  "controllati a vista",  con scarsa opportunità  di decidere, sbagliare ed imparare dall'errore, tendono a  sentirsi inadeguati.   Al contrario, quando il pensiero dei genitori  o  dell’insegnante ritiene che porre regole non sia opportuno  per la crescita dei bambini, questi reagiscono assumendo  comportamenti poco rispettosi verso gli altri;  troveranno grandi difficoltà ad adattarsi ai contesti che la  vita sociale pone ad ognuno di noi e saranno scarsamente  motivati ad appassionarsi nella vita.  Difficilmente individui con tali caratteristiche avranno  successo in qualsiasi cosa faranno.
Quali aspettative? Come lo vediamo? La percezione di sé è collegata a come il bambino si sente visto:  se si hanno scarse attese nei loro confronti,  i bambini penseranno di non valere un gran ché,  ne risentirà la loro autostima e la motivazione al  successo  nelle imprese della vita, a tutti i livelli. .
Aspettative eccessive possono invece  produrre una autostima esagerata nei  bambini che influenza negativamente la  percezione della realtà, il successo sarà  facilmente solo  idealizzato e non reale.
La regola è discrezione e gratificazione   Quando i bambini sono in difficoltà è opportuno  fornire indicazioni di massima, in modo che  giungano alla soluzione con una certa autonomia,  e di quando in quando associamo una “ carezza ”,  per sortire un piacevole effetto ai suoi comportamenti è bene ascoltare i sentimenti e proporsi con  saggia sincerità ai bambini, senza eccedere.  I bambini non sono adulti stupidi,  sono esseri umani più piccoli.
Le punizioni sono importanti Spesso si dimostrano inadeguate al  comportamento del bambino.  Sono efficaci solo se immediate,  devono colpire l'azione nel momento  che essa si svolge o appena svolta,  deve essere inflitta con equilibrio  (quindi lieve), serenità e soprattutto simbolica.  E' fondamentale che il sentimento successivo alla  punizione sia di  empatia reciproca e costruttivo dialogo.
LA COMUNICAZIONE L'attività persuasiva è sempre positiva,  produce un sentimento di appartenenza al  gruppo primario (di famiglia) e fa sentire il bambino considerato per la sua intelligenza  e capacità di riflettere.  Il terreno fertile  per la crescita dell’autostima.
L’AFFETTO E’ importante per la crescita dei bambini che consolidano così il legame con la famiglia e gli “altri significativi”: sono inclini a comportarsi bene, ascoltano i consigli, stimano i loro interlocutori e di conseguenza hanno una loro AUTOSTIMA Questi bambini sono socievoli con gli altri, sensibili, empatici e da adulti saranno genitori affettuosi.
IL DIALOGO   L'apertura verso il dialogo è un elemento  significativo della vita familiare e sociale. I bambini crescono serenamente se c'è un  clima di confidenza con i genitori e la  possibilità di raccontarsi i momenti della  giornata.  E' importante che il dialogo sia di  qualità ,  il genitore o l’insegnante non deve mai commettere  l'errore di porsi sullo stesso piano dei bambini,  il rapporto non può e non deve essere un  rapporto simile a quello di due amici.
AUTOREVOLEZZA I genitori e la scuola non devono avere paura a proporsi in modo autorevole. I bambini devono imparare le regole della famiglia  e della vita, soprattutto il rispetto per gli altri,  devono imparare a comprendere e gestire l'incoerenza.  Non è difficile se riusciamo ad interpretare e ci  lasciamo guidare dai segnali che i piccoli ci  comunicano, cercando di costruire rapporti  profondi  e proponendo un clima adatto a  soddisfare curiosità e creatività.  Questi sono genitori e “altri significativi” autorevoli
E’ necessario dunque che scuola e famiglia si impegnino a creare una giusta percezione  del sé,  favorire il concetto di avere fiducia in sé stessi può solo generare la capacità di  elaborare un progetto   di vita che può   “ immunizzare”   da rischi e comportamenti  devianti nel gruppo dei pari.
Se infatti il gruppo gli chiede di essere in  un  certo  modo,   lui  rinuncia  alla  propria esigenza  individuale,    alle  proprie  tensioni      ai  propri desideri  e per assecondare i  propri interlocutori ed essere riconosciuto  obbedisce  a tutte le istanze del gruppo di appartenenza.
Pensate per esempio a quegli  adolescenti che travestiti da  “ piccoli bulli”  alterano la relazione con i  propri pari con atteggiamenti  prepotenti e trasgressivi  facendo diminuire la stima di  sé da parte della vittima. .
E anche a quelli un po’ grassi,  un po’ brufolosi, che cominciano a studiare come pazzi, perché in questo modo sono riconosciuti e gratificati .
Pensate ai  soggetti più fragili:  spesso diventano i primi della classe per essere  riconosciuti come bravi,  perché sono deboli nei confronti di se stessi,  perché fanno fatica a riconoscersi.
Ma si può intervenire e  cambiare tutto ciò?  Sì !  Perchè’ tutto ci riporta  all’ AUTOSTIMA .
ha osservato con saggezza Willy Pasini e il  nostro intento è  trovare la chiave giusta   nella continua ricerca di valori a cui diamo il  senso della nostra vita.  Chi scopre  soddisfazione in quello che fa acquisisce maggior  sicurezza  e una sensazione di pace interiore. "L' autostima è un fiore che va annaffiato  ogni giorno“
Chiediamoci allora quali sono i valori più  importanti nella nostra giornata negli  ambiti in cui operiamo:  la società la scuola la famiglia il lavoro
Creiamoci le nostre priorità i nostri obiettivi  le nostre aspettative  per il ben-essere della nostra salute mentale ed  emozionale,  perché tutto ci sembrerà  semplicemente “ meraviglioso”!
Autostima… … un valore aggiunto alla nostra vita ! Mariolina  dell’Abate PON Genitori 2008/2009
E' vero credetemi è accaduto di notte su di un ponte guardavo  l'acqua scura con la dannata voglia di fare un tuffo giù D'un tratto qualcuno alle mie spalle  forse un angelo vestito da passante mi portò via dicendomi così :  Meraviglioso ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso  Meraviglioso perfino il tuo dolore potrà apparire poi meraviglioso Ma guarda intorno a te che doni ti hanno fatto:  ti hanno inventato il mare eh! Tu dici non ho niente.  Ti sembra niente il sole! La vita, l'amore Meraviglioso il bene di una donna che ama solo te meraviglioso  La luce di un mattino, l'abbraccio di un amico, il viso di un bambino,  meraviglioso meraviglioso...  La notte era finita e ti sentivo ancora Sapore della vita  Meraviglioso Meraviglioso Meraviglioso Meraviglioso Meraviglioso Meraviglioso   Ma guarda intorno a te che doni ti hanno fatto:  ti hanno inventato il mare eh! Tu dici non ho niente.  Ti sembra niente il sole! La vita, l'amore Meraviglioso

Mariolina autostima

  • 1.
    PON GENITORI ModuloFormativo Ob. Az. F1 Istituto Comprensivo Polo 2 Tricase Esperta: Prof.ssa Vestilia DeLuca Tutor: Ins.Silvana Bramato
  • 2.
    Costruzione dell’autostima “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi ” M.Proust Le nostre aspettative
  • 3.
    I valori del “Mal d’Africa”
  • 4.
    Ore 16.00 Inaula si ama conversare tra ben-essere e fame del Terzo Mondo, PIL e Decrescita felice. Ci siamo appena alzati da tavola e l’argomento ci sembra quasi un “non-sense”, ma come sempre l’esperta ci riporta in un film dove fame è realtà la più vera e la più dignitosa .
  • 5.
    Bambini dal ventregonfio e dagli occhi tondi e neri che prendono tutto il viso; “ cicatrici come autografi di Dio” segnano il confine tra la fronte e i lanuti e crespi capelli; manine che scacciano noiose e insistenti mosche dalle guance sporche di fango;
  • 6.
    hanno fatto decinedi chilometri per raggiungere un pozzo d’acqua scura, ma è l’acqua da bere però, è la vita.
  • 7.
    Mamme dai lineamentimaestosi e regali recano some intrasportabili se non fosse per la forza di sopravvivere fagotti ciondolanti da schiene nude e cotte dal sole di mezzogiorno
  • 8.
    piccoli d’uomo dormonoin strisce di garza dai colori vivaci portati ovunque nell’aridità dell’estate africana
  • 9.
    donne dai dentibianchissimi e sporgenti con gli utensili ricavati da zucche essiccate e recipienti ingombranti che portano sul capo tra “nidi” di treccine sottili e imbalsamate che sanno di ore e ore di convivialità con altre donne, con altre bambine con altri figli da allattare a seni smunti e cadenti su gonnellini di paglia e perline.
  • 10.
    Uomini a decinedi chilometri intenti a costruire la casa di mattoni di paglia e argilla, impastati col niente ma pesanti come la voglia di vivere, sotto il sole che cuoce il sudore della fronte, immersi nel canto rituale “fanakalò”, tra zulu, inglese e africaans, il codice linguistico per comunicare con il “bwana” bianco.
  • 11.
    Canto e sudoree terra spaccata da anni di siccità, forse non ricordano nemmeno come sono fatte le nuvole in Africa, e non ricordano le piantine germogliate da quel ventre sterile che ospita scorpioni e topi di savana che divorano persino la sabbia.
  • 12.
    Sono in attesadi donne e piccoli, preparano fuochi per la notte di festa delle spose bambine che scambiano per una capra fiacca e scheletrica.
  • 13.
    Ci sono ancoraqueste immagini nei ricordi di una bambina che davanti ai racconti di Bulawayo tra villaggi e ricche miniere di diamanti vede oggi con la mente la figura di Maslow, psicologo statunitense che incastrò in una piramide virtuale i “needs”, i bisogni dell’uomo, da quello fisiologico di riempire il ventre ed acquietare la sete, all’esigenza di sentirsi in sicurezza in un rifugio di fango e paglia, fino al bisogno di auto-realizzazione, il sopravvivere quotidiano, sulla base dell’Autostima e dell’Affettività.
  • 14.
  • 15.
    Ma in chemisura possiamo rendere meno “virtuali” i bisogni di Maslow nella nostra quotidianità per costruire la nostra AUTOSTIMA?
  • 16.
    da quelli di Livello Superiore o esigenze emozionali in una sorta di scala gerarchica in cui desiderare di soddisfare quelli della categoria successiva necessita che quelli della categoria precedente siano già soddisfatti. Bisogna anzitutto suddividere i bisogni di Livello Inferiore o esigenze materiali
  • 17.
    Alla base dellapiramide troviamo i bisogni fisiologici/organici, come mangiare, bere, dormire, coprirsi... bisogni fondamentali, connessi con la sopravvivenza.
  • 18.
    Della seconda categoria fanno parte i bisogni relativi alla sicurezza, il bisogno di un rifugio, di tranquillità e di pace...
  • 19.
    Nella terza categoriatroviamo i bisogni relativi all'appartenenza, il desiderio di avere una famiglia, delle amicizie, di far parte di un gruppo, di amare ed essere amati... (molto sentito dall'adolescenza).
  • 20.
    Nella quarta quelli relativi alla stima di se il bisogno di avere un'immagine positiva di sé stessi, di apprezzarsi e di essere apprezzati dagli altri, di sentirsi competenti e produttivi .
  • 21.
    Nella quinta troviamo i bisogni relativi alla realizzazione di sé stessi, l'aspirazione a mettere in opera le proprie capacità, esprimere la propria creatività, oltrepassare i propri limiti, portare a compimento le proprie aspettative , nonché di occupare una posizione soddisfacente nel proprio gruppo .
  • 22.
    Infine al vertice sono allocati i bisogni cognitivi ed estetici .
  • 23.
    Una volta soddisfattiquindi i bisogni “primari”, il livello sul quale è necessario dare un riferimento più circostanziato è il livello di AUTOSTIMA che non si identifica in una scala metrica ma si basa sul concetto di sè e che varia tra due estremi quello negativo ( bassa autostima ) quello positivo ( alta autostima )
  • 24.
    Una sanaautostima si manifesta nella capacità di percepirsi e di rapportarsi a sé stessi in modo realistico, positivo, rilevando i punti forti e quelli deboli, amplificando ciò che è positivo e migliorando quello che invece non lo è.
  • 25.
    Significa anche esserein grado di ammettere che c'è qualcosa che non va quando le circostanze lo richiedono, e al contrario di chi non si rispetta abbastanza sa come valorizzare le proprie abilità e capacità come tenere sotto controllo i difetti e le parti del proprio carattere meno amate promuove obiettivi stimolanti ma non eccessivi spinge la persona al confronto con sé stessa e con gli altri.
  • 26.
    Attenzione alla comunicazionepersuasiva effettuata dalla pubblicità che ha il potere di influenzare le credenze e gli atteggiamenti degli individui. Il raggiungimento ed il mantenimento della magrezza e della bellezza per esempio è oggi uno dei maggiori passatempi femminili, come riferiscono i giornali, gli articoli dei quotidiani, gli spettacoli televisivi e commerciali e la grande quantità di modelli idealizzati.
  • 27.
    Le donne stessegiocano un ruolo preminente nel portare avanti gli ideali di tale cultura, acquistando riviste, libri di diete e abiti firmati, piuttosto che sviluppare un'accettabile immagine idealizzata di sé. Le immagini femminili che appaiono sugli annunci pubblicitari di molti giornali sono un esempio di fonte attraente, queste hanno il potere di danneggiare la salute di una donna, di minare il suo senso di benessere, di rompere la fiducia in sé e di sovvertire la capacità di accettare sé stessa.
  • 28.
    Infatti, chi ha bassa autostima , mostra scarsa fiducia nella propria persona e nelle proprie capacità; si sente spesso insicuro , non è in grado di contare su se stesso e manifesta diverse paure legate soprattutto alla propria percezione di inadeguatezza e incapacità.
  • 29.
    Se una personasi trova a dover prendere una decisione importante, proverà un senso di incertezza molto forte e la sensazione che qualunque scelta farà si dimostrerà sbagliata e fallimentare; al contrario, una persona con una solida autostima sceglierà senza troppe preoccupazioni e indecisioni la via ritenuta migliore .
  • 30.
    La bassa autostima nasce quindi da una discrepanza tra il sé ideale ed il sé percepito . Il sé ideale rappresenta ciò che si vorrebbe essere, dalle qualità che si desidererebbe possedere, dal carattere e dalle capacità che si vorrebbero come parte costituente della propria persona.
  • 31.
    Il sé percepito l'insieme delle percezioni e delle conoscenze che possediamo su noi stessi. Si tratta in sostanza di come ci vediamo, di come crediamo di essere
  • 32.
    A chi nonè mai capitato di pensare “ Vorrei essere così ma non ne sono capace”?
  • 33.
    La soglia vienevalicata nel momento in cui la persona si rassegna al fatto che non sarà mai come vorrebbe essere. Così facendo la sua paura si concretizza, diviene un dato di fatto, si ha una visione pessimistica delle proprie risorse e si ha disistima di se stesso.
  • 34.
    Migliorare l'autostima peròè possibile e richiede un impegno costante nel tempo. Non è difficile, basta volerlo veramente e sforzarsi di pensare che lo si fa per se stessi e che un giorno, dopo un allenamento adeguato, non si proveranno più quelle spiacevoli sensazioni di inadeguatezza e finalmente sarà possibile prendere decisioni in modo autonomo, portarle avanti senza ripensamenti né il timore di aver commesso un tragico errore.
  • 35.
    Per prima cosacominciamo a lavorare su noi stessi e sulle nostre percezioni: dobbiamo imparare a conoscerci meglio, saper valutare gli aspetti negativi e quelli positivi del nostro mondo interiore con obiettività, magari chiedendo aiuto a una persona di cui ci fidiamo per sottolineare quelle sfumature del carattere che abitualmente ci sfuggono e quando abbiamo la sensazione di essere impotenti davanti a una cosa da fare possiamo concentrarci su quello che sappiamo fare.
  • 36.
    Forse la faremomeglio di un altro ed è bello essere diversi anche per questo, ma soprattutto bisogna riconoscerlo. Nel momento in cui percepiamo questa immagine di noi allora diventeremo obiettivi.
  • 37.
    In secondo luogo dobbiamo capire le nostre aspirazioni: chi vogliamo essere e quello che vogliamo diventare . Poniamoci obiettivi facilmente raggiungibili e rispondenti alle nostre capacità reali e cerchiamo di concretizzarli. E’ inutile inseguire a tutti i costi quello che non si può essere o avere.
  • 38.
    Nel momento incui ci poniamo traguardi irraggiungibili e irrealizzabili abbiamo la consapevolezza che tutto è inutile sottolineando così il livello più basso di AUTOSTIMA
  • 39.
    “ Non vediamole cose per come sono ma per come siamo” Anais Nin
  • 40.
    Elisa è unagiovane mamma e sta frequentando il primo corso di nuoto in vasca bassa. La osservo mentre parla con il suo “coach”, non guarda mai l’acqua. Che strano - penso. Quale è la cosa che ti viene più spontanea da fare? Guardarla, toccarla, immergersi e risalire. E invece Elisa è lì con lo sguardo sulle travi alte e la testa ubriaca di cloro. Io ce la posso fare !
  • 41.
    Elisa è reduceda un brutto incidente in mare. La barca sulla quale si trovava, improvvisamente si rovescia per un colpo di vento e lei e le sue bambine cadono in acqua e mentre le piccole con il salvagente si divertono a schizzarsi, Elisa rimane imprigionata nella cavità della barca che si è ribaltata come nel più celebre film Poseidon.
  • 42.
    Elisa teme diaffogare. Rimane al buio finchè alcuni natanti si accorgono dell’incidente. Da quel giorno Elisa non riesce più a nuotare e continua a ripetere: “ Non ce la farò mai”.
  • 43.
    E allora lecostruiamo dei piccoli obiettivi da raggiungere di volta in volta: staccarsi dal bordo, lasciare i braccioli, sporgersi per aggrapparsi a una palla, raggiungere il lato corto della vasca, immergere la testa fino alle orecchie, cominciare a respirare sott’acqua e indossare gli occhialini.
  • 44.
    Dopo due anniElisa è al terzo brevetto di nuoto, in vasca semiolimpionica, ha ripreso ad andare in barca ed è un modello di SANA AUTOSTIMA
  • 45.
    Restare immobili apensare di non farcela non aiuta a realizzare una conoscenza di sé adeguata per la nascita di una buona autostima, così come credere che i propri obiettivi siano troppo lontani. Il cammino è stato lungo, ma il risultato ha ripagato tutta la fatica. Elisa ha creduto in sé stessa !
  • 46.
    L’autostima dunque nasce come concetto di sé e si sviluppa nel bambino sin dall’infanzia, quando comincia a capire che lui è, esiste come individuo.
  • 47.
    Questa sorta dieredità feedback rappresenta un ulteriore stadio della costruzione della sua autostima in età adolescenziale, quando affina il suo temperamento, acquisisce valori, atteggiamenti e credenze, pensieri molto forti in cui lui crederà per tutta la vita
  • 48.
    Si forma conil confronto e la consapevolezza che non è solo, ma vive in un ambiente fatto di eventi, di momenti, di persone che interagiscono con lui e prenderà i genitori e gli adulti che lo circondano come punti di riferimento assoluti, indiscutibili. Quello che dice un genitore, soprattutto se sottolineato da forti emozioni , ha il valore di una legge per il bambino ed è questo il momento in cui affina la sua personalità.
  • 49.
  • 50.
    Quando poi cominciaa riflettere sui propri pensieri e su come lo vedono gli altri si riconosce e vuole essere riconosciuto, soprattutto nel mondo della scuola poiché gli stessi insegnanti diventano “ gli altri significativi ”, ulteriori punti di riferimento per affinare carattere e aspettative per una SANA AUTOSTIMA
  • 51.
    In famiglia come a scuola è importante esercitare un sano controllo sui bambini. In primo luogo sono necessarie coerenza e chiarezza: i bambini sentono la necessità di conoscere cosa attendersi come conseguenza dei loro comportamenti, devono avvertire certezza e prevedibilità da parte dei loro genitori e dai loro insegnanti. In questo modo cresceranno sicuri di se, controlleranno l'ansia con meno difficoltà nella vita e saranno meno ribelli ed aggressivi, poiché impareranno non solo ad obbedire, ma soprattutto a condividere il comportamento degli adulti significativi e farlo proprio.
  • 52.
    Infatti, gliimperativi degli adulti dovranno essere disciplinati, equilibrati e motivati; i bambini devono sentirsi partecipi delle scelte familiari e della scuola, in questo modo i comandi saranno sempre meno indispensabili. I genitori e gli insegnanti otterranno molto più di quanto ottenibile con sistemi drastici, forti e soprattutto non condivisi dai bambini. Le restrizioni dovranno essere ragionevoli. Eccessiva restrizione ed eccessiva permissività sono le due facce di una stessa medaglia.
  • 53.
    Gli adolescenti "controllati a vista", con scarsa opportunità di decidere, sbagliare ed imparare dall'errore, tendono a sentirsi inadeguati. Al contrario, quando il pensiero dei genitori o dell’insegnante ritiene che porre regole non sia opportuno per la crescita dei bambini, questi reagiscono assumendo comportamenti poco rispettosi verso gli altri; troveranno grandi difficoltà ad adattarsi ai contesti che la vita sociale pone ad ognuno di noi e saranno scarsamente motivati ad appassionarsi nella vita. Difficilmente individui con tali caratteristiche avranno successo in qualsiasi cosa faranno.
  • 54.
    Quali aspettative? Comelo vediamo? La percezione di sé è collegata a come il bambino si sente visto: se si hanno scarse attese nei loro confronti, i bambini penseranno di non valere un gran ché, ne risentirà la loro autostima e la motivazione al successo nelle imprese della vita, a tutti i livelli. .
  • 55.
    Aspettative eccessive possonoinvece produrre una autostima esagerata nei bambini che influenza negativamente la percezione della realtà, il successo sarà facilmente solo idealizzato e non reale.
  • 56.
    La regola èdiscrezione e gratificazione Quando i bambini sono in difficoltà è opportuno fornire indicazioni di massima, in modo che giungano alla soluzione con una certa autonomia, e di quando in quando associamo una “ carezza ”, per sortire un piacevole effetto ai suoi comportamenti è bene ascoltare i sentimenti e proporsi con saggia sincerità ai bambini, senza eccedere. I bambini non sono adulti stupidi, sono esseri umani più piccoli.
  • 57.
    Le punizioni sonoimportanti Spesso si dimostrano inadeguate al comportamento del bambino. Sono efficaci solo se immediate, devono colpire l'azione nel momento che essa si svolge o appena svolta, deve essere inflitta con equilibrio (quindi lieve), serenità e soprattutto simbolica. E' fondamentale che il sentimento successivo alla punizione sia di empatia reciproca e costruttivo dialogo.
  • 58.
    LA COMUNICAZIONE L'attivitàpersuasiva è sempre positiva, produce un sentimento di appartenenza al gruppo primario (di famiglia) e fa sentire il bambino considerato per la sua intelligenza e capacità di riflettere. Il terreno fertile per la crescita dell’autostima.
  • 59.
    L’AFFETTO E’ importanteper la crescita dei bambini che consolidano così il legame con la famiglia e gli “altri significativi”: sono inclini a comportarsi bene, ascoltano i consigli, stimano i loro interlocutori e di conseguenza hanno una loro AUTOSTIMA Questi bambini sono socievoli con gli altri, sensibili, empatici e da adulti saranno genitori affettuosi.
  • 60.
    IL DIALOGO L'apertura verso il dialogo è un elemento significativo della vita familiare e sociale. I bambini crescono serenamente se c'è un clima di confidenza con i genitori e la possibilità di raccontarsi i momenti della giornata. E' importante che il dialogo sia di qualità , il genitore o l’insegnante non deve mai commettere l'errore di porsi sullo stesso piano dei bambini, il rapporto non può e non deve essere un rapporto simile a quello di due amici.
  • 61.
    AUTOREVOLEZZA I genitorie la scuola non devono avere paura a proporsi in modo autorevole. I bambini devono imparare le regole della famiglia e della vita, soprattutto il rispetto per gli altri, devono imparare a comprendere e gestire l'incoerenza. Non è difficile se riusciamo ad interpretare e ci lasciamo guidare dai segnali che i piccoli ci comunicano, cercando di costruire rapporti profondi  e proponendo un clima adatto a soddisfare curiosità e creatività. Questi sono genitori e “altri significativi” autorevoli
  • 62.
    E’ necessario dunqueche scuola e famiglia si impegnino a creare una giusta percezione del sé, favorire il concetto di avere fiducia in sé stessi può solo generare la capacità di elaborare un progetto di vita che può “ immunizzare” da rischi e comportamenti devianti nel gruppo dei pari.
  • 63.
    Se infatti ilgruppo gli chiede di essere in un  certo  modo,  lui  rinuncia  alla  propria esigenza  individuale,   alle  proprie  tensioni     ai  propri desideri e per assecondare i propri interlocutori ed essere riconosciuto obbedisce a tutte le istanze del gruppo di appartenenza.
  • 64.
    Pensate per esempioa quegli adolescenti che travestiti da “ piccoli bulli” alterano la relazione con i propri pari con atteggiamenti prepotenti e trasgressivi facendo diminuire la stima di sé da parte della vittima. .
  • 65.
    E anche aquelli un po’ grassi, un po’ brufolosi, che cominciano a studiare come pazzi, perché in questo modo sono riconosciuti e gratificati .
  • 66.
    Pensate ai soggetti più fragili: spesso diventano i primi della classe per essere riconosciuti come bravi, perché sono deboli nei confronti di se stessi, perché fanno fatica a riconoscersi.
  • 67.
    Ma si puòintervenire e cambiare tutto ciò? Sì ! Perchè’ tutto ci riporta all’ AUTOSTIMA .
  • 68.
    ha osservato consaggezza Willy Pasini e il nostro intento è trovare la chiave giusta nella continua ricerca di valori a cui diamo il senso della nostra vita. Chi scopre soddisfazione in quello che fa acquisisce maggior sicurezza e una sensazione di pace interiore. "L' autostima è un fiore che va annaffiato ogni giorno“
  • 69.
    Chiediamoci allora qualisono i valori più importanti nella nostra giornata negli ambiti in cui operiamo: la società la scuola la famiglia il lavoro
  • 70.
    Creiamoci le nostrepriorità i nostri obiettivi le nostre aspettative per il ben-essere della nostra salute mentale ed emozionale, perché tutto ci sembrerà semplicemente “ meraviglioso”!
  • 71.
    Autostima… … unvalore aggiunto alla nostra vita ! Mariolina dell’Abate PON Genitori 2008/2009
  • 72.
    E' vero credetemiè accaduto di notte su di un ponte guardavo l'acqua scura con la dannata voglia di fare un tuffo giù D'un tratto qualcuno alle mie spalle forse un angelo vestito da passante mi portò via dicendomi così : Meraviglioso ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso Meraviglioso perfino il tuo dolore potrà apparire poi meraviglioso Ma guarda intorno a te che doni ti hanno fatto: ti hanno inventato il mare eh! Tu dici non ho niente. Ti sembra niente il sole! La vita, l'amore Meraviglioso il bene di una donna che ama solo te meraviglioso La luce di un mattino, l'abbraccio di un amico, il viso di un bambino, meraviglioso meraviglioso... La notte era finita e ti sentivo ancora Sapore della vita Meraviglioso Meraviglioso Meraviglioso Meraviglioso Meraviglioso Meraviglioso Ma guarda intorno a te che doni ti hanno fatto: ti hanno inventato il mare eh! Tu dici non ho niente. Ti sembra niente il sole! La vita, l'amore Meraviglioso