Definizione termini: Rischio,
Pericolo, danno
RISCHIO: è la probabilità che si
verifichino eventi che producano danni a
persone o cose (ad es. un incendio, un
crollo, etc.), per effetto di una fonte
(pericolo). Esso è definito dal prodotto
della frequenza di accadimento e della
gravità delle conseguenze (magnitudo)
Prendi qui i tuoi
appunti!
Definizione termini: Rischio,
Pericolo, danno
PERICOLO: proprietà
intrinseca di un fattore
(attrezzature, sostanze,
pratiche di lavoro ecc.) di
poter causare danni
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Definizione termini: Rischio,
Pericolo, danno
DANNO: dal latino“demere” che
significa togliere. Nel caso di danno alla
persona, è inteso come lesione
all’integrità psicofisica e si parla di
danno biologico. Se correlato ad
esposizione a determinati rischi in ambito
lavorativo si parla di malattie professionali o
infortuni.
Classificazione dei rischi dal punto di
vista dell’eliminabilità :
RISCHI ELIMINABILI: Es: rinunciare
ad utilizzare determinate sostanze
pericolose, o loro sostituzione con
sostanze che lo sono meno
RISCHI RIDUCIBILI: Es:
delimitazione delle aree di accesso a
zone pericolose, confinamento di
processi chimici
Classificazione dei rischi dal punto di
vista della tipologia del pericolo:
RISCHI GENERICI
“Legati alle strutture e agli impianti, sono
generalmente più noti in quanto presenti
nella totalità degli ambienti di lavoro”.
Esempi di rischi generici (o
convenzionali): impianti elettrici, termici
e tecnologici stato delle strutture barriere
architettoniche
Classificazione dei rischi dal punto di
vista della tipologia del pericolo:
RISCHI SPECIFICI
Sono collegati ad una mansione
specifica “Legati alla presenza di
specifici agenti fisici, chimici,
biologici” Esempi di rischi specifici: da
agenti fisici: rumore, vibrazioni,
radiazioni
da agenti chimici: vapori, fumi, liquidi,
gas
Altri rischi:
Rischi da carenza organizzativa
“Derivano da una inefficiente
organizzazione del lavoro, sia in
termini gestionali, sia in termini
metodologici, sia in termini
operativi” …
Altri rischi:
Rischi da carenza organizzativa
…“Esempi sono costituiti da: mancanza
o inefficacia di procedure interne, scarso
coinvolgimento dei dipendenti a tutti i
livelli, carenza metodologica, non chiare
attribuzioni di responsabilità,
insufficiente informazione e formazione.
Tipologia di rischi
Mettiti alla prova!
Rischi, pericoli e danni
Mettiti alla prova!
La stima del rischio
“La stima è finalizzata alla attribuzione
dei valori alla dimensione del rischio”
La stima qualitativa dell’entità del
rischio è concettualmente basata sulla
valutazione di due elementi:
Probabilità del verificarsi di un evento
dannoso
Magnitudo delle conseguenze (entità
del danno)
La stima del rischio
e sul “giudizio esperto” legato a:
•grado di conoscenza
•qualità delle informazioni
Esempio di definizione di scale di valutazione qualitative:
Probabilità Magnitudo
Bassissima Trascurabile
Medio – bassa Modesta
Medio – alta Notevole
Elevata Ingente
La stima del rischio
Mettiti alla prova!
Conseguenze
Infortunio
Evento dannoso che si
verifica in occasione di
lavoro per una causa
violenta e che
pregiudica,
temporaneamente o
permanentemente, la
capacità lavorativa.
Malattia professionale
Alterazione dello stato di salute
di un lavoratore originata da
cause non violente ma inerenti
allo svolgimento della
prestazione di lavoro.
INFORTUNIO
MALATTIE
PROFESSIONALI
Patologie dovute alla
presenta di fattori nocivi o
rischiosi all’interno
dell’ambiente di lavoro
Processo educativo attraverso il quale il datore di lavoro fornisce una
formazione sufficiente ed adeguata sul tipo di produzione nonché sulla
sicurezza sul lavoro individuale e collettiva all’interno dell’ambiente di
lavoro con particolare riguardo ai rischi esistenti, ai possibili danni che
ne possono derivare e alle misure per gestire i rischi
Formazione
Gli adempimenti obbligatori in materia
di formazione sono definiti dall’art. 37
D. lgs 81/2008 e possono essere
ricondotti a quattro diverse aree:
1. Area formazione di base: tutti i
lavoratori all’atto di assunzione,
trasferimento e cambio mansioni;
Le aree della formazione
2. Area formazione delle figure di
sistema: le figure individuate
dall’impresa nel proprio
organigramma in materia di
sicurezza dovranno ricevere una
specifica formazione, rispetto al ruolo
ricoperto;
Le aree della formazione
3. Area formazione rischi
specifici: formazione per
rischi specifici
4. Area formazione macchine
e attrezzature: apposita
formazione per conduzione
macchine particolari
Le aree della formazione
La formazione
Mettiti alla prova!
Oggetto dell’informazione :
• i nominativi delle figure di
sistema
• gli specifici rischi aziendali
• le procedure di primo soccorso
• le procedure antincendio
Informazione
Addestramento
Complesso delle attività dirette
a fare apprendere ai lavoratori
l'uso corretto di attrezzature,
macchine, impianti, sostanze,
dispositivi, anche di protezione
individuale, e le procedure di
lavoro.
Addestramento
Esso è caratterizzato per il carattere
eminentemente pratico, finalizzato a
trasmettere l’uso corretto di
dispositivi , quali attrezzature e
macchine, e deve necessariamente
prevedere una fase esercitativa
sugli specifici dispositivi (DPI,
macchine, attrezzature, ecc.).
Documenti obbligatori D.Lgs 81/2008:
Il Documento di valutazione rischi (DVR)
Il Documento elenca tutte le
situazioni di rischio presenti in
azienda/scuola. Contiene tutte le
procedure per l’attuazione di
misure di prevenzione e protezione
da attivare ed i ruoli di chi deve
realizzarle;
Documenti obbligatori D.Lgs 81/2008
Documento di valutazione rischi (DVR)
Redatto su carta o
elettronicamente deve avere una
data certa. Compito
inderogabile del datore di
lavoro, viene trattato negli
articoli 17 e 28 del Testo Unico.
Collaborano alla stesura del
documento: il MEDICO
COMPETENTE, RSPP, RLS.
• Una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la
sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa,
nonché i criteri adottati per la valutazione stessa;
• L’indicazione delle misure di prevenzione e di
protezione attuate e dei dispositivi di protezione
individuali adottati;
• L’individuazione delle procedure per l’attuazione
delle misure di sicurezza e dei soggetti incaricati in
possesso di adeguate competenze e poteri;
Il DVR deve contenere:
• L’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di
prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori
per la sicurezza o di quello territoriale e del medico
competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;
• L’individuazione delle mansioni che eventualmente
espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una
riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza,
adeguata formazione e addestramento;
• Allegati al DVR: Il Piano di Emergenza e Piano di
Evacuazione
Il DVR deve contenere:
I criteri del piano
Mettiti alla prova!
I criteri del piano
Piano di emergenza
Il Piano di Emergenza, abbinato alle specifiche
planimetrie esposte nel luogo di lavoro,
contiene elementi sintetici comportamentali che
ogni lavoratore deve porre in atto ed elementi
comportamentali che ogni addetto
all’emergenza deve mettere in atto.
Piano di emergenza
Si tratta di un elaborato
sintetico al fine di risultare
immediatamente
comprensibile a tutti i
lavoratori.
Il presente elaborato deve
essere messo a disposizione
di tutti i lavoratori.
Piano di emergenza
La redazione del Piano di
Emergenza è obbligatoria per
tutti i luoghi di lavoro ove sono
occupati 10 o più dipendenti ed
in quelli ove si esercitano attività
soggette al controllo dei Vigili del
Fuoco ai sensi del D.M.
16/02/1982
Piano di emergenza
Ne sono alcuni esempi:
• attività 91: Impianti per la
produzione del calore alimentati a
combustibile solido, liquido o
gassoso con potenzialità superiore
a 100.000 Kcal/h;
• attività 85: Scuole di ogni ordine,
grado e tipo, collegi, accademie e
simili per oltre 100 persone
presenti ecc.
Piano di emergenza
… Il Decreto Legislativo 81/08 e s.m.i. tra
le misure generali di tutela della salute e
della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di
lavoro individua anche “le misure di
emergenza da attuare in caso di primo
soccorso, di lotta antincendio, di
evacuazione dei lavoratori e di pericolo
grave e immediato” (art.15 comma 1
lettera u).
Piano di emergenza
Il Decreto continua stabilendo che il
datore di lavoro e i dirigenti devono
“designare preventivamente i lavoratori
incaricati dell’attuazione delle misure di
prevenzione incendi e lotta antincendio,
di evacuazione dei luoghi di lavoro in
caso di pericolo grave ed immediato, di
salvataggio, di primo soccorso e,
comunque, di gestione delle emergenze”
(art. 18 comma 1 lettera b).
Piano di emergenza
Piano di
emergenza
Sulla base delle prescrizioni sopra
citate e all’esito della valutazione
del rischio d’incendio, il datore di
lavoro adotta le necessarie misure
organizzative e gestionali da
attuare in caso di incendio
riportandole in un piano di
emergenza elaborato in conformità
ai criteri dell’allegato VIII del D.M.
10/03/98.
a) le azioni che i lavoratori devono
mettere in atto in caso di emergenza
b) le procedure per l’evacuazione
del luogo di lavoro
c) le disposizioni per chiedere
l’intervento dei Vigili del Fuoco
o dell’ambulanza e fornire le necessarie
informazioni al loro arrivo
Contenuti del piano
d) le specifiche misure per
assistere le persone disabili
e) l’identificazione di un
adeguato numero di persone
incaricate di sovrintendere e
controllare l'attuazione delle
procedure previste.
Contenuti del piano
Mettiti alla prova!
Contenuti del piano
a) le caratteristiche dei luoghi con
particolare riferimento alle vie di esodo
b) il sistema di rivelazione e di allarme
incendio
c) il numero delle persone presenti e la
loro ubicazione
d) i lavoratori esposti a rischi particolari
I criteri del piano
e) il numero di addetti
all'attuazione ed al controllo del
piano, nonché all'assistenza per
l'evacuazione (addetti alla gestione
delle emergenze, evacuazione, lotta
antincendio, primo soccorso)
f) il livello di informazione e
formazione fornito ai lavoratori.
I criteri del piano
I criteri del piano
Mettiti alla prova!
È l’insieme delle procedure da
seguire e delle planimetrie che
illustrano le vie di esodo
dall’edificio in caso di emergenza.
L’emergenza non sempre
comporta l’evacuazione
dell’edificio
Piano di evacuazione
1) Formulazione e organizzazione
del Piano
Nella scuola, ad esempio, bisogna
a) definire con il DS o con i referenti di
plesso e con i coordinatori PS e
antincendio i criteri ed i requisiti del
Piano, le modalità per organizzare le
prove d’evacuazione, da effettuarsi
almeno una volta l’anno, e
l’informazione di lavoratori, allievi e
ospiti
Compiti del SPP relativi alla realizzazione
del Piano di evacuazione
1) Formulazione e
organizzazione del Piano
Nella scuola, inoltre, bisogna
b) definire le informazioni da
acquisire relative all’edificio
c) definire con la Segreteria/Ufficio
Tecnico le modalità per acquisire e
allestire la segnaletica e
l’informazione grafica del
Piano
Compiti del SPP relativi alla realizzazione
del Piano di evacuazione
2) Informazione del personale e
degli allievi sull’organizzazione
dell’evacuazione
a) organizzare, in collaborazione
con il coordinatore antincendio e il
RLS, iniziative di informazione
dei lavoratori sul Piano di
evacuazione, tramite circolari,
comunicazioni durante gli incontri
collegiali, manifesti, ecc
Compiti del SPP relativi alla realizzazione
del Piano di evacuazione
2) Informazione del personale e
degli allievi sull’organizzazione
dell’evacuazione
b) Predisporre con docenti
coordinatori di classe un sistema
di informazione degli allievi
sul Piano di evacuazione e
l’eventuale loro coinvolgimento
come osservatori in corso di
simulazione
Compiti del SPP relativi alla realizzazione
del Piano di evacuazione
3) Formalizzazione del
Piano
a) consultare il RLS;
b) ottenere l’approvazione del DS;
c) inserire il Piano tra i documenti
sulla sicurezza formalmente
riconosciuti all’interno
dell’istituto
Compiti del SPP relativi alla realizzazione
del Piano di evacuazione
4) Monitoraggio e
valutazione delle procedure
di controllo
a) organizzare il monitoraggio
dell’applicazione delle
procedure stabilite
b) valutare ed eventualmente
correggere le procedure
Compiti del SPP relativi alla realizzazione
del Piano di evacuazione
DUVRI: Documento unico per la valutazione
Introdotto dall’art. 26 del
Testo unico, deve essere
redatto quando, per lavori
di manutenzione o di
impianto di cantieri
temporanei, interviene una
impresa esterna all’unità
produttiva.
dei rischi da interferenze
DUVRI: Documento unico per la valutazione
La stesura di questo documento è a
carico dell’azienda committente, sia
pubblica che privata, la quale è tenuta,
prima dell’inizio dei lavori, a contattare il
proprio fornitore per la presa visione dei
rischi riportati sul DUVRI; il documento
dovrà essere riconsegnato e vistato per
accettazione e allegato al contratto
dappalto.
dei rischi da interferenze
Finalità:
1. Valutare i rischi dovuti alle due
diverse attività (esempio: uso
di sostanze pericolose,
manomissione, intralcio delle
vie di fuga)
2. Indicare le misure adottate per
eliminare i rischi da
interferenza
DUVRI: Documento unico per la valutazione
dei rischi da interferenze
Finalità:
3. Indicare le misure adottate per
ridurre al minimo i rischi non
eliminabili
4.Accertare che l’azienda
incaricata dei lavori sia in regola
con le posizioni assicurative
INAIL
DUVRI: Documento unico per la valutazione
dei rischi da interferenze
Mettiti alla prova!
L’attività di vigilanza nel campo
All’Azienda Sanitaria Locale - per il territorio;
Al Ministero dello sviluppo economico - per il settore
minerario;
Alle Regioni e Province autonome di Trento e di
Bolzano - per le industrie estrattive di seconda
categoria e le acque minerali e termali;
Al Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco
della prevenzione è affidata :
Mettiti alla prova!
Domande
Definisci i concetti di rischio, danno e pericolo
Quali sono i documenti fondamentali della sicurezza?
Descrivi i loro contenuti.
Cosa contiene il piano di emergenza?
Quali aziende sono coinvolte ed interessate alla
consultazione del DUVRI di una azienda. Dettaglia gli
interlocutori.

A2 Sicurezza nei_luoghi_di_lavoro

  • 2.
    Definizione termini: Rischio, Pericolo,danno RISCHIO: è la probabilità che si verifichino eventi che producano danni a persone o cose (ad es. un incendio, un crollo, etc.), per effetto di una fonte (pericolo). Esso è definito dal prodotto della frequenza di accadimento e della gravità delle conseguenze (magnitudo) Prendi qui i tuoi appunti!
  • 3.
    Definizione termini: Rischio, Pericolo,danno PERICOLO: proprietà intrinseca di un fattore (attrezzature, sostanze, pratiche di lavoro ecc.) di poter causare danni Prendi qui i tuoi appunti!
  • 4.
    Definizione termini: Rischio, Pericolo,danno DANNO: dal latino“demere” che significa togliere. Nel caso di danno alla persona, è inteso come lesione all’integrità psicofisica e si parla di danno biologico. Se correlato ad esposizione a determinati rischi in ambito lavorativo si parla di malattie professionali o infortuni.
  • 5.
    Classificazione dei rischidal punto di vista dell’eliminabilità : RISCHI ELIMINABILI: Es: rinunciare ad utilizzare determinate sostanze pericolose, o loro sostituzione con sostanze che lo sono meno RISCHI RIDUCIBILI: Es: delimitazione delle aree di accesso a zone pericolose, confinamento di processi chimici
  • 6.
    Classificazione dei rischidal punto di vista della tipologia del pericolo: RISCHI GENERICI “Legati alle strutture e agli impianti, sono generalmente più noti in quanto presenti nella totalità degli ambienti di lavoro”. Esempi di rischi generici (o convenzionali): impianti elettrici, termici e tecnologici stato delle strutture barriere architettoniche
  • 7.
    Classificazione dei rischidal punto di vista della tipologia del pericolo: RISCHI SPECIFICI Sono collegati ad una mansione specifica “Legati alla presenza di specifici agenti fisici, chimici, biologici” Esempi di rischi specifici: da agenti fisici: rumore, vibrazioni, radiazioni da agenti chimici: vapori, fumi, liquidi, gas
  • 8.
    Altri rischi: Rischi dacarenza organizzativa “Derivano da una inefficiente organizzazione del lavoro, sia in termini gestionali, sia in termini metodologici, sia in termini operativi” …
  • 9.
    Altri rischi: Rischi dacarenza organizzativa …“Esempi sono costituiti da: mancanza o inefficacia di procedure interne, scarso coinvolgimento dei dipendenti a tutti i livelli, carenza metodologica, non chiare attribuzioni di responsabilità, insufficiente informazione e formazione.
  • 10.
  • 11.
    Rischi, pericoli edanni Mettiti alla prova!
  • 12.
    La stima delrischio “La stima è finalizzata alla attribuzione dei valori alla dimensione del rischio” La stima qualitativa dell’entità del rischio è concettualmente basata sulla valutazione di due elementi: Probabilità del verificarsi di un evento dannoso Magnitudo delle conseguenze (entità del danno)
  • 13.
    La stima delrischio e sul “giudizio esperto” legato a: •grado di conoscenza •qualità delle informazioni Esempio di definizione di scale di valutazione qualitative: Probabilità Magnitudo Bassissima Trascurabile Medio – bassa Modesta Medio – alta Notevole Elevata Ingente
  • 14.
    La stima delrischio Mettiti alla prova!
  • 15.
    Conseguenze Infortunio Evento dannoso chesi verifica in occasione di lavoro per una causa violenta e che pregiudica, temporaneamente o permanentemente, la capacità lavorativa. Malattia professionale Alterazione dello stato di salute di un lavoratore originata da cause non violente ma inerenti allo svolgimento della prestazione di lavoro.
  • 16.
  • 17.
    MALATTIE PROFESSIONALI Patologie dovute alla presentadi fattori nocivi o rischiosi all’interno dell’ambiente di lavoro
  • 18.
    Processo educativo attraversoil quale il datore di lavoro fornisce una formazione sufficiente ed adeguata sul tipo di produzione nonché sulla sicurezza sul lavoro individuale e collettiva all’interno dell’ambiente di lavoro con particolare riguardo ai rischi esistenti, ai possibili danni che ne possono derivare e alle misure per gestire i rischi Formazione
  • 19.
    Gli adempimenti obbligatoriin materia di formazione sono definiti dall’art. 37 D. lgs 81/2008 e possono essere ricondotti a quattro diverse aree: 1. Area formazione di base: tutti i lavoratori all’atto di assunzione, trasferimento e cambio mansioni; Le aree della formazione
  • 20.
    2. Area formazionedelle figure di sistema: le figure individuate dall’impresa nel proprio organigramma in materia di sicurezza dovranno ricevere una specifica formazione, rispetto al ruolo ricoperto; Le aree della formazione
  • 21.
    3. Area formazionerischi specifici: formazione per rischi specifici 4. Area formazione macchine e attrezzature: apposita formazione per conduzione macchine particolari Le aree della formazione
  • 22.
  • 23.
    Oggetto dell’informazione : •i nominativi delle figure di sistema • gli specifici rischi aziendali • le procedure di primo soccorso • le procedure antincendio Informazione
  • 24.
    Addestramento Complesso delle attivitàdirette a fare apprendere ai lavoratori l'uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro.
  • 25.
    Addestramento Esso è caratterizzatoper il carattere eminentemente pratico, finalizzato a trasmettere l’uso corretto di dispositivi , quali attrezzature e macchine, e deve necessariamente prevedere una fase esercitativa sugli specifici dispositivi (DPI, macchine, attrezzature, ecc.).
  • 26.
    Documenti obbligatori D.Lgs81/2008: Il Documento di valutazione rischi (DVR) Il Documento elenca tutte le situazioni di rischio presenti in azienda/scuola. Contiene tutte le procedure per l’attuazione di misure di prevenzione e protezione da attivare ed i ruoli di chi deve realizzarle;
  • 27.
    Documenti obbligatori D.Lgs81/2008 Documento di valutazione rischi (DVR) Redatto su carta o elettronicamente deve avere una data certa. Compito inderogabile del datore di lavoro, viene trattato negli articoli 17 e 28 del Testo Unico. Collaborano alla stesura del documento: il MEDICO COMPETENTE, RSPP, RLS.
  • 28.
    • Una relazionesulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nonché i criteri adottati per la valutazione stessa; • L’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati; • L’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure di sicurezza e dei soggetti incaricati in possesso di adeguate competenze e poteri; Il DVR deve contenere:
  • 29.
    • L’indicazione delnominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; • L’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento; • Allegati al DVR: Il Piano di Emergenza e Piano di Evacuazione Il DVR deve contenere:
  • 30.
    I criteri delpiano Mettiti alla prova!
  • 31.
  • 32.
  • 33.
    Il Piano diEmergenza, abbinato alle specifiche planimetrie esposte nel luogo di lavoro, contiene elementi sintetici comportamentali che ogni lavoratore deve porre in atto ed elementi comportamentali che ogni addetto all’emergenza deve mettere in atto. Piano di emergenza
  • 34.
    Si tratta diun elaborato sintetico al fine di risultare immediatamente comprensibile a tutti i lavoratori. Il presente elaborato deve essere messo a disposizione di tutti i lavoratori. Piano di emergenza
  • 35.
    La redazione delPiano di Emergenza è obbligatoria per tutti i luoghi di lavoro ove sono occupati 10 o più dipendenti ed in quelli ove si esercitano attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco ai sensi del D.M. 16/02/1982 Piano di emergenza
  • 36.
    Ne sono alcuniesempi: • attività 91: Impianti per la produzione del calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a 100.000 Kcal/h; • attività 85: Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti ecc. Piano di emergenza
  • 37.
    … Il DecretoLegislativo 81/08 e s.m.i. tra le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro individua anche “le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato” (art.15 comma 1 lettera u). Piano di emergenza
  • 38.
    Il Decreto continuastabilendo che il datore di lavoro e i dirigenti devono “designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione delle emergenze” (art. 18 comma 1 lettera b). Piano di emergenza
  • 39.
    Piano di emergenza Sulla basedelle prescrizioni sopra citate e all’esito della valutazione del rischio d’incendio, il datore di lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza elaborato in conformità ai criteri dell’allegato VIII del D.M. 10/03/98.
  • 40.
    a) le azioniche i lavoratori devono mettere in atto in caso di emergenza b) le procedure per l’evacuazione del luogo di lavoro c) le disposizioni per chiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco o dell’ambulanza e fornire le necessarie informazioni al loro arrivo Contenuti del piano
  • 41.
    d) le specifichemisure per assistere le persone disabili e) l’identificazione di un adeguato numero di persone incaricate di sovrintendere e controllare l'attuazione delle procedure previste. Contenuti del piano
  • 42.
  • 43.
    a) le caratteristichedei luoghi con particolare riferimento alle vie di esodo b) il sistema di rivelazione e di allarme incendio c) il numero delle persone presenti e la loro ubicazione d) i lavoratori esposti a rischi particolari I criteri del piano
  • 44.
    e) il numerodi addetti all'attuazione ed al controllo del piano, nonché all'assistenza per l'evacuazione (addetti alla gestione delle emergenze, evacuazione, lotta antincendio, primo soccorso) f) il livello di informazione e formazione fornito ai lavoratori. I criteri del piano
  • 45.
    I criteri delpiano Mettiti alla prova!
  • 46.
    È l’insieme delleprocedure da seguire e delle planimetrie che illustrano le vie di esodo dall’edificio in caso di emergenza. L’emergenza non sempre comporta l’evacuazione dell’edificio Piano di evacuazione
  • 47.
    1) Formulazione eorganizzazione del Piano Nella scuola, ad esempio, bisogna a) definire con il DS o con i referenti di plesso e con i coordinatori PS e antincendio i criteri ed i requisiti del Piano, le modalità per organizzare le prove d’evacuazione, da effettuarsi almeno una volta l’anno, e l’informazione di lavoratori, allievi e ospiti Compiti del SPP relativi alla realizzazione del Piano di evacuazione
  • 48.
    1) Formulazione e organizzazionedel Piano Nella scuola, inoltre, bisogna b) definire le informazioni da acquisire relative all’edificio c) definire con la Segreteria/Ufficio Tecnico le modalità per acquisire e allestire la segnaletica e l’informazione grafica del Piano Compiti del SPP relativi alla realizzazione del Piano di evacuazione
  • 49.
    2) Informazione delpersonale e degli allievi sull’organizzazione dell’evacuazione a) organizzare, in collaborazione con il coordinatore antincendio e il RLS, iniziative di informazione dei lavoratori sul Piano di evacuazione, tramite circolari, comunicazioni durante gli incontri collegiali, manifesti, ecc Compiti del SPP relativi alla realizzazione del Piano di evacuazione
  • 50.
    2) Informazione delpersonale e degli allievi sull’organizzazione dell’evacuazione b) Predisporre con docenti coordinatori di classe un sistema di informazione degli allievi sul Piano di evacuazione e l’eventuale loro coinvolgimento come osservatori in corso di simulazione Compiti del SPP relativi alla realizzazione del Piano di evacuazione
  • 51.
    3) Formalizzazione del Piano a)consultare il RLS; b) ottenere l’approvazione del DS; c) inserire il Piano tra i documenti sulla sicurezza formalmente riconosciuti all’interno dell’istituto Compiti del SPP relativi alla realizzazione del Piano di evacuazione
  • 52.
    4) Monitoraggio e valutazionedelle procedure di controllo a) organizzare il monitoraggio dell’applicazione delle procedure stabilite b) valutare ed eventualmente correggere le procedure Compiti del SPP relativi alla realizzazione del Piano di evacuazione
  • 53.
    DUVRI: Documento unicoper la valutazione Introdotto dall’art. 26 del Testo unico, deve essere redatto quando, per lavori di manutenzione o di impianto di cantieri temporanei, interviene una impresa esterna all’unità produttiva. dei rischi da interferenze
  • 54.
    DUVRI: Documento unicoper la valutazione La stesura di questo documento è a carico dell’azienda committente, sia pubblica che privata, la quale è tenuta, prima dell’inizio dei lavori, a contattare il proprio fornitore per la presa visione dei rischi riportati sul DUVRI; il documento dovrà essere riconsegnato e vistato per accettazione e allegato al contratto dappalto. dei rischi da interferenze
  • 55.
    Finalità: 1. Valutare irischi dovuti alle due diverse attività (esempio: uso di sostanze pericolose, manomissione, intralcio delle vie di fuga) 2. Indicare le misure adottate per eliminare i rischi da interferenza DUVRI: Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze
  • 56.
    Finalità: 3. Indicare lemisure adottate per ridurre al minimo i rischi non eliminabili 4.Accertare che l’azienda incaricata dei lavori sia in regola con le posizioni assicurative INAIL DUVRI: Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze
  • 57.
  • 58.
    L’attività di vigilanzanel campo All’Azienda Sanitaria Locale - per il territorio; Al Ministero dello sviluppo economico - per il settore minerario; Alle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano - per le industrie estrattive di seconda categoria e le acque minerali e termali; Al Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco della prevenzione è affidata :
  • 59.
  • 60.
    Domande Definisci i concettidi rischio, danno e pericolo Quali sono i documenti fondamentali della sicurezza? Descrivi i loro contenuti. Cosa contiene il piano di emergenza? Quali aziende sono coinvolte ed interessate alla consultazione del DUVRI di una azienda. Dettaglia gli interlocutori.