Corso di Interazione Uomo Macchina
AA 2014-2015
Roberto Polillo
Corso di laurea in Informatica
Università di Milano Bicocca
Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione
USABILITÀ
Edizione
2014-15
Queste slides…
… si basano sul libro “Facile da usare”, dell’autore, dove si trovano
tutte le necessarie spiegazioni. Vedi www.rpolillo.it
Queste slide sono disponibili con licenza Creative Commons
(attribuzione, non commerciale, condividi allo stesso modo) a
chiunque desiderasse utilizzarle, per esempio a scopo didattico,
senza necessità di preventiva autorizzazione:
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/deed.it
La licenza non si estende alle immagini fotografiche e alle screen
shots, i cui diritti restano in capo ai rispettivi proprietari, che sono
stati indicati, ove possibile, nelle didascalie del libro. L’autore si
scusa per eventuali omissioni, e resta a disposizione per
correggerle.
R.Polillo -Marzo 2015
2
Un modello dell’interazione:
il ciclo di feedback
3
R.Polillo -Marzo 2015
Il modello di Norman
4
R.Polillo -Marzo 2015
Edizione italiana:
Donald Norman,
“La caffettiera del
masochista”
Editore: Giunti
Donald A.Norman
5
R.Polillo -Marzo 2015
VIVAMENTE CONSIGLIATO
Esempio
6
Come alzare lo
schermo?
R.Polillo -Marzo 2015
1. Formare lo scopo:
Voglio riavvolgere lo schermo
2. Formare l’intenzione:
Voglio premere l’interruttore
di riavvolgimento
< Golfo dell’esecuzione: qual è? >
3. Specificare l’azione:
Voglio avvicinarmi all’interruttore
A e premerlo
4. Eseguire l’azione:
Lo faccio
5. Percepire lo stato del mondo:
Guardo lo schermo e l’ambiente
6. Interpretare lo stato del mondo:
Lo schermo è fermo e la luce è accesa
< Golfo della valutazione: esecuzione:
che cosa è successo? >
7. Valutare il risultato:
Non ho raggiunto il mio scopo
NOTA: Analisi dell’esempio precedente secondo il modello di
Norman
7 R.Polillo -Marzo 2015
8 R.Polillo -Marzo 2015
Qual è la soluzione migliore?
R.Polillo -Marzo 2015
9
FAN LIGHT
Quale pomello
accende la
luce e quale il
ventilatore?
R.Polillo -Marzo 2015
10
Come progettare per la usabilità
R.Polillo -Marzo 2015
11
Il progettista deve fare ogni sforzo per:
1. Ridurre l’ampiezza del golfo dell’esecuzione
2. Facilitare l’esecuzione delle “azioni”
3. Ridurre l’ampiezza del golfo della valautazione
(fare in modo che le azioni possibili corrispondano in modo
evidente alle intenzioni)
(fare in modo che lo stato fisico del sistema sia interpretabile in
modo univoco e immediato)
→ “affordance”
→ “feedback”
Affordance
R.Polillo -Marzo 2015
12
La proprietà di un oggetto d’influenzare, attraverso la
sua apparenza visiva, il modo in cui deve essere usato
(Termine introdotto dallo psicologo James J.Gibson
nel 1966, e ripreso poi da D.Norman)
Un oggetto che possiede una buona affordance “invita”
chi lo guarda a utilizzarlo nel modo per cui è stato
concepito.
Il compito del progettista è progettare oggetti con buona
affordance, per ridurre l’ampiezza del golfo della
esecuzione
Affordance: esempi
13
R.Polillo -Marzo 2015
14 R.Polillo -Marzo 2015
15 R.Polillo -Marzo 2015
Affordance ambigua:
suggerisce possibili
usi alternativi
16 R.Polillo -Marzo 2015
Pessima affordance
17 R.Polillo -Marzo 2015
Affordance?
R.Polillo -Marzo 2015
18
Affordance?
R.Polillo -Marzo 2015
19
Apparecchio radio: esempio 120 R.Polillo -Marzo 2015
Apparecchio radio: esempio 221 R.Polillo -Marzo 2015
22 R.Polillo -Marzo 2015
Bottoni
23
R.Polillo -Marzo 2015
Sliders
24
MAC OS 8
R.Polillo -Marzo 2015
BOTTONI O
TITOLI?
25
R.Polillo -Marzo 2015
?26 R.Polillo -Marzo 2015
Buona affordance:
i pezzi si
incastrano solo
nel modo corretto
27
R.Polillo -Marzo 2015
Da Interface Hall of Shame http://bit.ly/Xlo536
R.Polillo -Marzo 201528
29
Da Interface Hall of Shame http://bit.ly/Xlo536
R.Polillo -Marzo 2015
L'interfaccia ridisegnata
Da Interface Hall of Shame http://bit.ly/Xlo536
R.Polillo -Marzo 2015
30
Feedback
31
La risposta che otteniamo a seguito delle nostre azioni
(in italiano: “retroazione”)
Il progettista deve progettare oggetti che ci diano
feedback facilmente percepibili ed interpretabili alle
azioni che compiamo su di essi, per ridurre l’ampiezza
del golfo della valutazione
R.Polillo -Marzo 2015
“Big Silly Rubber Button”
32
Amy Stone, 1997
http://www.mowa.org/work/buttons/bttns5.html
R.Polillo -Marzo 2015
Feedback: esempio
Arroyo, Bonanni, Selker (MIT), CHI 2005
R.Polillo -Marzo 2015
33
Da: SQL Windows
Esempio: feedback facilmente interpretabile?
34
R.Polillo -Marzo 2015
Una definizione di “Usabilità”
35
La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui
determinati utenti possono raggiungere
determinati obbiettivi in determinati ambienti
d’uso
ISO 9241
R.Polillo -Marzo 2015
Una definizione di “Usabilità”
36
La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui
determinati utenti possono raggiungere
determinati obbiettivi in determinati ambienti
d’uso
ISO 9241
R.Polillo -Marzo 2015
Una definizione di “Usabilità”
37
La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui
determinati utenti possono raggiungere
determinati obbiettivi in determinati ambienti
d’uso
ISO 9241
R.Polillo -Marzo 2015
Una definizione di “Usabilità”
38
La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui
determinati utenti possono raggiungere
determinati obbiettivi in determinati ambienti
d’uso
ISO 9241
R.Polillo -Marzo 2015
“Usabilità” è un concetto relativo
39
Ambienti d’uso
Obbiettivi
Utenti
Tre variabili
indipendenti:
R.Polillo -Marzo 2015
“Usabilità”
40
La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui
determinati utenti possono raggiungere
determinati obbiettivi in determinati ambienti
d’uso
ISO 9241
R.Polillo -Marzo 2015
“Usabilità”
41
La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui
determinati utenti possono raggiungere
determinati obbiettivi in determinati ambienti
d’uso
l’accuratezza e
completezza con
cui raggiungo
l’obbiettivo
ISO 9241
R.Polillo -Marzo 2015
ISO 9241
“Usabilità”
42
La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui
determinati utenti possono raggiungere
determinati obbiettivi in determinati ambienti
d’uso
le risorse spese
per ottenere
tale risultato
R.Polillo -Marzo 2015
ISO 9241
“Usabilità”
43
La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui
determinati utenti possono raggiungere
determinati obbiettivi in determinati ambienti
d’uso
il comfort e la
accettabilità del
sistema
R.Polillo -Marzo 2015
ISO 9241
“Usabilità”
44
La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui
determinati utenti possono raggiungere
determinati obbiettivi in determinati ambienti
d’uso Possiamo definire
delle metriche per
“misurare” la usabilità
R.Polillo -Marzo 2015
Un esempio
45
R.Polillo -Marzo 2015
LE TRE VARIABILI INDIPENDENTI
efficacia
efficienza
soddisfazione
usabilità
Le tre dimensioni della usabilità
46
R.Polillo -Marzo 2015
Esempio: metriche per la usabilità della manopola
della doccia:
47
1.efficacia - capacità di regolazione fine
(es. Δlitri al sec per ogni giro completo)
2. efficienza – momento torcente
3. efficienza - max numero di giri
4. soddisfazione - gradimento soggettivo
(es.voto da 0 a10)
R.Polillo -Marzo 2015
Approfondiamo la definizione
48
La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui
determinati utenti possono raggiungere
determinati obbiettivi in determinati ambienti
d’uso
…ma quando?
La prima volta che uso il sistema, o dopo che l’ho
utilizzato a lungo?
R.Polillo -Marzo 2015
Novizio
Principiante
Competente
Esperto
L’evoluzione dell’utente
49
R.Polillo -Marzo 2015
Due concetti importanti
50
 “Learnability” (“apprendibilità”)
facile da imparare
(per utenti novizi)
 “Memorability” (“memorizzabilità”)
facile da ricordare
(per utenti occasionali)
R.Polillo -Marzo 2015
Apprendibilità
51
 Alcuni sistemi sono progettati in modo che utenti
novizi possano imparare ad usarli facilmente
 Altri danno priorità a un loro uso efficiente da
parte di utenti esperti
 Altri ancora supportano due modalità d’uso
alternative (per novizi e per esperti)
R.Polillo -Marzo 2015
A
B
tempo
usabilità
Focus
sull’utente
novizio
Focus
sull’utente
esperto
Profilo di apprendimento
52
R.Polillo -Marzo 2015
Memorability
53
 E’ particolarmente importante per sistemi che
vengono utilizzati di rado, ma che richiedono
all’utente sicurezza ed efficienza nell’uso
 Esempio: sistemi di allarme
(l’allarme si verifica di rado, ma quando si verifica devo
reagire in fretta, e non ho tempo di consultare manuali)
R.Polillo -Marzo 2015
Sui manuali d’uso
54
 I manuali d’uso non vengono “mai” letti prima … ma
quando conosciamo già il sistema, per risolvere problemi
specifici
 Quindi, progettiamo le cose in modo da poterne fare
a meno …almeno nelle fasi iniziali dell’uso
Chi ha letto il manuale d’uso del proprio cellulare
prima di fare le prime telefonate?
R.Polillo -Marzo 2015
55
“Ho una regola semplice per individuare il cattivo
design.
Tutte le volte che trovo indicazioni su come usare
qualcosa, si tratta di un oggetto progettato male”
Donald Norman
R.Polillo -Marzo 2015
Perché i manuali d’uso non vengono
letti
R.Polillo -Marzo 2015
56
 “Adesso non ho tempo, me la cavo lo stesso
senza”
 “Non troverò mai il tempo – se dovessi leggerli
tutti…”
 “Quando mi serve, non ce l’ho mai a portata di
mano”
 “Non trovo mai l’informazione che mi serve”
 “E’ scritto in modo incomprensibile”
Learnability e memorability: le sfide
57
 Ogni sistema dovrebbe permettere all’utente principiante
di imparare ad utilizzarne almeno le funzioni base senza
necessità di addestramento o di manuali d’uso
 Ogni sistema dovrebbe essere facile da ricordare, in
modo che l’utente occasionale possa tornare a usarlo
dopo qualche tempo senza bisogno consultare il
manuale
R.Polillo -Marzo 2015

3. Usabilita

  • 1.
    Corso di InterazioneUomo Macchina AA 2014-2015 Roberto Polillo Corso di laurea in Informatica Università di Milano Bicocca Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione USABILITÀ Edizione 2014-15
  • 2.
    Queste slides… … sibasano sul libro “Facile da usare”, dell’autore, dove si trovano tutte le necessarie spiegazioni. Vedi www.rpolillo.it Queste slide sono disponibili con licenza Creative Commons (attribuzione, non commerciale, condividi allo stesso modo) a chiunque desiderasse utilizzarle, per esempio a scopo didattico, senza necessità di preventiva autorizzazione: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/deed.it La licenza non si estende alle immagini fotografiche e alle screen shots, i cui diritti restano in capo ai rispettivi proprietari, che sono stati indicati, ove possibile, nelle didascalie del libro. L’autore si scusa per eventuali omissioni, e resta a disposizione per correggerle. R.Polillo -Marzo 2015 2
  • 3.
    Un modello dell’interazione: ilciclo di feedback 3 R.Polillo -Marzo 2015
  • 4.
    Il modello diNorman 4 R.Polillo -Marzo 2015
  • 5.
    Edizione italiana: Donald Norman, “Lacaffettiera del masochista” Editore: Giunti Donald A.Norman 5 R.Polillo -Marzo 2015 VIVAMENTE CONSIGLIATO
  • 6.
  • 7.
    1. Formare loscopo: Voglio riavvolgere lo schermo 2. Formare l’intenzione: Voglio premere l’interruttore di riavvolgimento < Golfo dell’esecuzione: qual è? > 3. Specificare l’azione: Voglio avvicinarmi all’interruttore A e premerlo 4. Eseguire l’azione: Lo faccio 5. Percepire lo stato del mondo: Guardo lo schermo e l’ambiente 6. Interpretare lo stato del mondo: Lo schermo è fermo e la luce è accesa < Golfo della valutazione: esecuzione: che cosa è successo? > 7. Valutare il risultato: Non ho raggiunto il mio scopo NOTA: Analisi dell’esempio precedente secondo il modello di Norman 7 R.Polillo -Marzo 2015
  • 8.
  • 9.
    Qual è lasoluzione migliore? R.Polillo -Marzo 2015 9
  • 10.
    FAN LIGHT Quale pomello accendela luce e quale il ventilatore? R.Polillo -Marzo 2015 10
  • 11.
    Come progettare perla usabilità R.Polillo -Marzo 2015 11 Il progettista deve fare ogni sforzo per: 1. Ridurre l’ampiezza del golfo dell’esecuzione 2. Facilitare l’esecuzione delle “azioni” 3. Ridurre l’ampiezza del golfo della valautazione (fare in modo che le azioni possibili corrispondano in modo evidente alle intenzioni) (fare in modo che lo stato fisico del sistema sia interpretabile in modo univoco e immediato) → “affordance” → “feedback”
  • 12.
    Affordance R.Polillo -Marzo 2015 12 Laproprietà di un oggetto d’influenzare, attraverso la sua apparenza visiva, il modo in cui deve essere usato (Termine introdotto dallo psicologo James J.Gibson nel 1966, e ripreso poi da D.Norman) Un oggetto che possiede una buona affordance “invita” chi lo guarda a utilizzarlo nel modo per cui è stato concepito. Il compito del progettista è progettare oggetti con buona affordance, per ridurre l’ampiezza del golfo della esecuzione
  • 13.
  • 14.
  • 15.
  • 16.
    Affordance ambigua: suggerisce possibili usialternativi 16 R.Polillo -Marzo 2015
  • 17.
  • 18.
  • 19.
  • 20.
    Apparecchio radio: esempio120 R.Polillo -Marzo 2015
  • 21.
    Apparecchio radio: esempio221 R.Polillo -Marzo 2015
  • 22.
  • 23.
  • 24.
  • 25.
  • 26.
  • 27.
    Buona affordance: i pezzisi incastrano solo nel modo corretto 27 R.Polillo -Marzo 2015
  • 28.
    Da Interface Hallof Shame http://bit.ly/Xlo536 R.Polillo -Marzo 201528
  • 29.
    29 Da Interface Hallof Shame http://bit.ly/Xlo536 R.Polillo -Marzo 2015
  • 30.
    L'interfaccia ridisegnata Da InterfaceHall of Shame http://bit.ly/Xlo536 R.Polillo -Marzo 2015 30
  • 31.
    Feedback 31 La risposta cheotteniamo a seguito delle nostre azioni (in italiano: “retroazione”) Il progettista deve progettare oggetti che ci diano feedback facilmente percepibili ed interpretabili alle azioni che compiamo su di essi, per ridurre l’ampiezza del golfo della valutazione R.Polillo -Marzo 2015
  • 32.
    “Big Silly RubberButton” 32 Amy Stone, 1997 http://www.mowa.org/work/buttons/bttns5.html R.Polillo -Marzo 2015
  • 33.
    Feedback: esempio Arroyo, Bonanni,Selker (MIT), CHI 2005 R.Polillo -Marzo 2015 33
  • 34.
    Da: SQL Windows Esempio:feedback facilmente interpretabile? 34 R.Polillo -Marzo 2015
  • 35.
    Una definizione di“Usabilità” 35 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2015
  • 36.
    Una definizione di“Usabilità” 36 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2015
  • 37.
    Una definizione di“Usabilità” 37 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2015
  • 38.
    Una definizione di“Usabilità” 38 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2015
  • 39.
    “Usabilità” è unconcetto relativo 39 Ambienti d’uso Obbiettivi Utenti Tre variabili indipendenti: R.Polillo -Marzo 2015
  • 40.
    “Usabilità” 40 La efficacia, efficienzae soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2015
  • 41.
    “Usabilità” 41 La efficacia, efficienzae soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso l’accuratezza e completezza con cui raggiungo l’obbiettivo ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2015
  • 42.
    ISO 9241 “Usabilità” 42 La efficacia,efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso le risorse spese per ottenere tale risultato R.Polillo -Marzo 2015
  • 43.
    ISO 9241 “Usabilità” 43 La efficacia,efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso il comfort e la accettabilità del sistema R.Polillo -Marzo 2015
  • 44.
    ISO 9241 “Usabilità” 44 La efficacia,efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso Possiamo definire delle metriche per “misurare” la usabilità R.Polillo -Marzo 2015
  • 45.
  • 46.
    LE TRE VARIABILIINDIPENDENTI efficacia efficienza soddisfazione usabilità Le tre dimensioni della usabilità 46 R.Polillo -Marzo 2015
  • 47.
    Esempio: metriche perla usabilità della manopola della doccia: 47 1.efficacia - capacità di regolazione fine (es. Δlitri al sec per ogni giro completo) 2. efficienza – momento torcente 3. efficienza - max numero di giri 4. soddisfazione - gradimento soggettivo (es.voto da 0 a10) R.Polillo -Marzo 2015
  • 48.
    Approfondiamo la definizione 48 Laefficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso …ma quando? La prima volta che uso il sistema, o dopo che l’ho utilizzato a lungo? R.Polillo -Marzo 2015
  • 49.
  • 50.
    Due concetti importanti 50 “Learnability” (“apprendibilità”) facile da imparare (per utenti novizi)  “Memorability” (“memorizzabilità”) facile da ricordare (per utenti occasionali) R.Polillo -Marzo 2015
  • 51.
    Apprendibilità 51  Alcuni sistemisono progettati in modo che utenti novizi possano imparare ad usarli facilmente  Altri danno priorità a un loro uso efficiente da parte di utenti esperti  Altri ancora supportano due modalità d’uso alternative (per novizi e per esperti) R.Polillo -Marzo 2015
  • 52.
  • 53.
    Memorability 53  E’ particolarmenteimportante per sistemi che vengono utilizzati di rado, ma che richiedono all’utente sicurezza ed efficienza nell’uso  Esempio: sistemi di allarme (l’allarme si verifica di rado, ma quando si verifica devo reagire in fretta, e non ho tempo di consultare manuali) R.Polillo -Marzo 2015
  • 54.
    Sui manuali d’uso 54 I manuali d’uso non vengono “mai” letti prima … ma quando conosciamo già il sistema, per risolvere problemi specifici  Quindi, progettiamo le cose in modo da poterne fare a meno …almeno nelle fasi iniziali dell’uso Chi ha letto il manuale d’uso del proprio cellulare prima di fare le prime telefonate? R.Polillo -Marzo 2015
  • 55.
    55 “Ho una regolasemplice per individuare il cattivo design. Tutte le volte che trovo indicazioni su come usare qualcosa, si tratta di un oggetto progettato male” Donald Norman R.Polillo -Marzo 2015
  • 56.
    Perché i manualid’uso non vengono letti R.Polillo -Marzo 2015 56  “Adesso non ho tempo, me la cavo lo stesso senza”  “Non troverò mai il tempo – se dovessi leggerli tutti…”  “Quando mi serve, non ce l’ho mai a portata di mano”  “Non trovo mai l’informazione che mi serve”  “E’ scritto in modo incomprensibile”
  • 57.
    Learnability e memorability:le sfide 57  Ogni sistema dovrebbe permettere all’utente principiante di imparare ad utilizzarne almeno le funzioni base senza necessità di addestramento o di manuali d’uso  Ogni sistema dovrebbe essere facile da ricordare, in modo che l’utente occasionale possa tornare a usarlo dopo qualche tempo senza bisogno consultare il manuale R.Polillo -Marzo 2015

Editor's Notes

  • #8 This picture shows a projector screen in a conference room. The white screen is lowered from the ceiling in front of a blackboard. To the right of the screen are some electrical switches. Guess which switch raises and lowers the screen? The switch next to the screen? No, it&amp;apos;s the switch farthest away from the screen!
  • #11 This picture shows a ceiling fan with a built-in light. The problem here is to figure out and remember which chain is for controlling the light and which is for the fan. One nice thing about this design is that the two chains have different pulls so you won&amp;apos;t easily mistake them for each other.
  • #18 This picture is from a restaurant in Santa Barbara. There is no urinal in the men&amp;apos;s restroom. The fixture in the corner affords a certain activity. To try to discourage this activity someone taped a small sign to the wall above the fixture. The sign says &amp;quot;This is a mop sink.&amp;quot;
  • #23 We borrowed this portable stereo from a friend so we could play some music at our outdoor wedding. We put a CD in the CD player and then pressed the play button on the row of buttons next to the CD player. It didn&amp;apos;t work. Careful study revealed that the row of buttons next to the CD player controlled the tape player! And the row of buttons that controlled the tape player? They are next to the CD player!
  • #24 Buona affordance
  • #25 BUONA AFFORDANCE
  • #26 CATTIVA AFFORDANCE Many programmers admit to this problem in their early GUI applications. In this image, the developer has chosen to give the section labels a raised appearance. That&amp;apos;s one way of ensuring that the user doesn&amp;apos;t confuse them with the editable fields, but does it come as any surprise that users try to click on them?
  • #27 CATTIVA AFFORDANCE Perhaps it was the designer&amp;apos;s intention of presenting a visually balanced dialog, but we considered the inclusion of non-command buttons to be particularly unbalanced. Apparently, when there are commands that apply in certain contexts but not to the current context, their labels are hidden from the user, and a placeholder for the button is left. In a typical Windows application, the button is given a disabled appearance, not unlike that of the &amp;quot;Exit Profile Viewer&amp;quot; button, which despite its appearance, is the only selectable button.
  • #35 This message is generated by the SQL Windows development environment. It arises when the developer has typed an incorrect statement while writing a program. The available responses are meaningless: what does &amp;apos;Yes&amp;apos; do - retain the incorrect statement? The really unfortunate aspect of these error messages is that programmers learn primarily through example. When the programming environment itself generates poor messages, and the sample programs contain poor messages, is it any wonder that the programmers will tend to write poor messages in their future applications?