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12 - Festa Della Liberazione - Aprile 25

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12 - Festa Della Liberazione - Aprile 25

  1. 1. 25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE
  2. 2. 25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE <ul><li>La &quot; Festa del 25 aprile &quot;è la Festa della Liberazione . Infatti questa data ricorda la fine del periodo nazi-fascista e, appunto, la liberazione dell'Italia dalla dittatura di Mussolin i (alleato di Hitler) e la vittoria dei Partigiani antifascisti che organizzarono la Resistenza per riconquistare la libertà e la democrazia. </li></ul><ul><li>Proprio il 25 aprile 1945 i Partigiani (con l'aiuto e l'appoggio degli Alleati americani e inglesi ) entrarono vittoriosi nelle principali città, liberando l'Italia e gettando le basi per una nuova democrazia. </li></ul>
  3. 3. LA COSTITUZIONE E LA RESISTENZA <ul><li>La Costituzione Italiana attuale, nata dalle idee di democrazia e di libertà degli antifascisti , fu elaborata negli anni successivi proprio da quegli uomini che avevano lottato contro il fascismo. </li></ul><ul><li>Si dice, infatti, che la nostra Costituzione è figlia della Resistenza antifascista </li></ul>
  4. 4. IL 25 APRILE 1945 <ul><li>Il 25 aprile 1945 finiva, in Italia, la Seconda Guerra Mondiale . </li></ul><ul><li>La guerra fu combattuta in quasi tutto il mondo e si concluse definitivamente nell’agosto 1945 con la vittoria di Inghilterra, Francia, Stati Uniti e Unione Sovietica, chiamate “ Alleati ”, contro la Germania nazista, l’Italia fascista e il Giappone. </li></ul>Prima Pagina del Corriere della Sera
  5. 5. LA SECONDA GUERRA MONDIALE <ul><li>Hitler, capo della Germania detto “ Führer ” (capo), voleva che la razza tedesca fosse l’unica a dominare in Europa, eliminando tutti coloro che non erano “belli” e “forti” come i tedeschi: malati, disabili mentali, e soprattutto gli ebrei, perché considerati inferiori. </li></ul><ul><li>Durante la guerra, la Germania nazista sterminò 6 milioni di ebrei nei Lager , campi di concentramento . Il 1° settembre 1939 Hitler invase la Polonia. Immediatamente, Francia e Inghilterra dichiararono guerra alla Germania: fu l’inizio di una guerra in cui morirono oltre 24 milioni di soldati e quasi 30 milioni di civili. </li></ul>
  6. 6. LA SECONDA GUERRA MONDIALE <ul><li>Il 10 giugno 1940 anche l’Italia fascista entrò in guerra , convinta di vincere a fianco della Germania. </li></ul><ul><li>L’Italia era governata da Benito Mussolini , il capo del fascismo detto “ Duce ”. </li></ul><ul><li>Questi aveva creato la dittatura fascista : gli Italiani non erano più liberi di esprimere le proprie idee, ma dovevano accettare quelle del dittatore Mussolini; chi si opponeva, veniva arrestato o eliminato o costretto a fuggire dall’Italia. </li></ul>HITLER e MUSSOLINI
  7. 7. LA SECONDA GUERRA MONDIALE <ul><li>Nel 1941 Hitler tentò di invadere l’Unione Sovietica, ma fu sconfitto. Nello stesso anno, i giapponesi attaccarono gli Stati Uniti , che entrarono in guerra come “ Alleati ”. </li></ul><ul><li>Durante la guerra, le truppe tedesche scesero in Italia, occupando la penisola. </li></ul><ul><li>Nel 1943 gli “Alleati” sbarcarono in Sicilia e cominciarono a liberare l’Italia dai tedeschi con sanguinose battaglie. </li></ul><ul><li>Nello stesso anno, cadde il governo fascista di Mussolini e si formò, nel sud, il governo del generale Pietro Badoglio , che firmò la pace con gli “Alleati” ( Armistizio di Cassìbile, 8 settembre 1943 ). </li></ul>
  8. 8. LA RESISTENZA <ul><li>Nel Nord-Italia, molti uomini e donne divennero “ partigiani ”: organizzarono la “ Resistenza ” e cominciarono a combattere contro i fascisti italiani e i nazisti tedeschi, aiutando l’avanzata degli “ Alleati ”. </li></ul>
  9. 9. LA RESISTENZA <ul><li>La Resistenza nei confronti del nazismo e del fascismo si manifestò in varie forme. </li></ul><ul><li>Innanzi tutto quella dei reparti militari che, dopo l’ 8 settembre 1943 , non si arresero ma, in Grecia come in Italia, combatterono contro i tedeschi. </li></ul><ul><li>Inoltre furono molti coloro che, a rischio della vita o della deportazione in Germania, non si arruolarono nelle forze armate della Repubblica di Salò . </li></ul><ul><li>Infine, vi furono le formazioni partigiane vere e proprie, cui aderirono soprattutto militanti comunisti, ma anche numerosi cattolici ed esponenti di vari altri orientamenti politici. </li></ul>
  10. 10. LA LOTTA PARTIGIANA <ul><li>Nell’ Italia occupata la maggior parte dei giovani non rispose ai bandi di arruolamento emanati dalla Repubblica Sociale , bensì andò ad ingrossare il movimento della Resistenza che, per motivazioni ideali e politiche diverse, intendeva opporsi con le armi al nuovo Stato fascista e all’esercito nazista. </li></ul><ul><li>Sulla base dei loro diversi orientamenti politici (comunisti, socialisti, cattolici) si costituirono diverse formazioni partigiane che agirono, soprattutto in montagna , con azioni di sabotaggio , attentati contro convogli, blitz per procurarsi armi e viveri. Tali furono infatti le caratteristiche della “lotta partigiana” che in alcuni casi portò alla liberazione di intere zone, anche se il loro controllo non durò a lungo. Nei territori liberati, tra l’estate e l’autunno 1944, furono costituite le “Repubbliche partigiane”. </li></ul>
  11. 11. LA LOTTA PARTIGIANA <ul><li>La Resistenza coinvolse quasi 500 mila uomini e donne nell’Italia del nord. Questo movimento vide, per la prima volta nella storia d’Italia, una enorme partecipazione di diversi settori della popolazione, tra cui molte persone di estrazione operaia e contadina, riunite, nel nome dell’antifascismo, dalla volontà di garantire un futuro più democratico allo Stato e alla società italiana </li></ul>
  12. 12. I PARTIGIANI <ul><li>I Partigiani erano uomini, donne, ragazzi, soldati, sacerdoti, lavoratori, operai, contadini, socialisti, cattolici, comunisti: insomma, gente di diverse idee politiche o fede religiosa, e di diverse classi sociali, ma che avevano deciso di impegnarsi in prima persona (rischiando la propria vita) per porre fine al fascismo e fondare in Italia una democrazia, basata sul rispetto dei diritti umani, della libertà individuale, senza distinzione di razza, di idee, di sesso e di religione. </li></ul>
  13. 13. I PARTIGIANI
  14. 14. I PARTIGIANI
  15. 15. I PARTIGIANI
  16. 16. BELLA CIAO <ul><li>Stamattina mi sono alzato O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao Stamattina mi sono alzato E ho trovato l'invasor O partigiano portami via O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao O partigiano portami via Che mi sento di morir E se io muoio da partigiano O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao E se io muoio da partigiano Tu mi devi seppellir </li></ul><ul><li>E seppellire lassu' in montagna O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao E seppellire lassu' in montagna Sotto l'ombra di un bel fior E le genti che passeranno O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao E le genti che passeranno Mi diranno che bel fior E questo e' il fiore del partigiano O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao E questo e' il fiore del partigiano Morto per la liberta' E questo e' il fiore del partigiano Morto per la liberta' </li></ul>
  17. 17. CEFALONIA <ul><li>La situazione più difficile fu quella dei reparti che si trovavano in Grecia, in Jugoslavia o nelle isole dell’Egeo, nel momento in cui decidevano di non arrendersi e di non cedere le armi ai tedeschi. </li></ul><ul><li>L’episodio più drammatico si verificò a Cefalonia , un’isola del Mar Ionio presidiata dalla Divisione Acqui , che fu completamente sterminata dai tedeschi dopo alcuni giorni di violento combattimento ( 15-22 settembre 1943 ). </li></ul><ul><li>Anche quelli che si arresero vennero fucilati, col risultato che, a Cefalonia, morirono 84 mila soldati italiani. </li></ul>
  18. 18. DIVISIONE ACQUI A CEFALONIA
  19. 19. 25 APRILE 1945 :LA LIBERAZIONE <ul><li>Il 25 aprile del 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale lanciava la parola d’ordine dell’ insurrezione . </li></ul><ul><li>Milano e le altre grandi città del Nord si liberavano dai nazi-fascisti, mentre gli Alleati risalivano l’Italia. </li></ul><ul><li>Il 25 aprile 1945 i partigiani liberarono Milano. Anche la popolazione civile insorse e vaste zone dell’Italia Settentrionale vennero liberate prima dell’arrivo dei soldati Anglo-americani che, dopo aver superato l’ultimo ostacolo della Linea Gotica in Toscana, incalzavano le truppe tedesche in ritirata nella pianura Padana. </li></ul><ul><li>Il nostro Paese riconquistava la libertà e la democrazia . </li></ul>
  20. 20. 25 APRILE 1945 :LA LIBERAZIONE <ul><li>Il 25 aprile 1945 i partigiani entrarono a Milano , liberando l’Italia dai nazisti tedeschi e dalla dittatura fascista. </li></ul><ul><li>Per l’Italia finiva la Seconda Guerra mondiale e iniziava </li></ul><ul><li>la rinascita dell’Italia libera e democratica , dopo lunghe e dolorose sofferenze che avevano colpito la popolazione. </li></ul>25 Aprile 1945 : i Partigiani liberano Milano
  21. 21. GENOVA 25 APRILE 2008: INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO FESTA DELLA LIBERAZIONE <ul><li>… Sappiamo quel che significa per l’Italia la data del 25 aprile : essa segna la liberazione piena del paese dalla dittatura e dall’occupazione straniera, la riconquista su tutto il territorio nazionale di una condizione di libertà, unità e indipendenza. </li></ul><ul><li>Ma dobbiamo ogni volta sentirci impegnati a trasmettere nella sua interezza, a ripercorrere nella sua complessità, l’esperienza vissuta nel drammatico periodo in cui “l’Italia era tagliata in due” : esperienza tradottasi in una straordinaria prova di riscatto civile e patriottico. </li></ul><ul><li>Questo fu la Resistenza, dai primi giorni seguiti alla firma dell’armistizio e al crollo dell’8 settembre 1943 fino ai gloriosi momenti conclusivi della liberazione delle nostre città e della nostra terra. Ed essa non può perciò appartenere solo a una parte della nazione, ma deve porsi al centro di uno sforzo volto a “ricomporre, in spirito di verità” – come dissi nel mio primo messaggio al Parlamento – “la storia della nostra Repubblica”… </li></ul>
  22. 22. GENOVA 25 APRILE 2008: INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO FESTA DELLA LIBERAZIONE <ul><li>… All’inizio dello scorso decennio, è apparso un saggio storico di non comune impegno e profondità, dovuto a Claudio Pavone, nel quale si sono messi in evidenza i diversi volti della Resistenza, e in particolare, accanto a quello di una guerra patriottica, quello di una “guerra civile”. </li></ul><ul><li>Tale profilo è stato a lungo negato, o considerato con ostilità e reticenza, da parte delle correnti antifasciste. Ma se ne può dare – Pavone lo ha dimostrato – un’analisi ponderata, che non significhi in alcun modo “confondere le due parti in lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna o di assoluzione”. E questo vale anche per i fenomeni di violenza che caratterizzarono in tutto il suo corso la guerra anti-partigiana e da cui non fu indenne la Resistenza, specie alla vigilia e all’indomani della Liberazione. </li></ul><ul><li>Le ombre della Resistenza non vanno occultate, ma guai a indulgere a false equiparazioni e banali generalizzazioni; anche se a nessun caduto, e ai famigliari che ne hanno sofferto la perdita, si può negare rispetto: un rispetto naturalmente maturato, col tempo, sul piano umano… </li></ul>
  23. 23. GENOVA 25 APRILE 2008: INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO FESTA DELLA LIBERAZIONE <ul><li>… Insomma, è possibile e necessario raccontare la Resistenza, coltivarne la storia, senza sottacere nulla, “smitizzare” quel che c’è da “smitizzare” ma tenendo fermo un limite invalicabile rispetto a qualsiasi forma di denigrazione o svalutazione di quel moto di riscossa e riscatto nazionale cui dobbiamo la riconquista anche per forza nostra dell’indipendenza, dignità e libertà della Nazione italiana. </li></ul><ul><li>E a cui dobbiamo anche il contesto di rispetto della nostra sovranità entro il quale fu elaborata la Costituzione repubblicana. </li></ul><ul><li>In Italia, il progetto di nuova Costituzione democratica venne invece elaborato dall’Assemblea Costituente, eletta a suffragio universale, fu discusso in piena libertà e autonomia di pensiero e approvato a stragrande maggioranza il 22 dicembre 1947. Le idealità e le aspirazioni dei nostri combattenti per la libertà poterono così tradursi in un essenziale quadro di riferimento per l’elaborazione della Carta costituzionale nell’Italia divenuta Repubblica per volontà di popolo… </li></ul>
  24. 24. GENOVA 25 APRILE 2008: INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO FESTA DELLA LIBERAZIONE <ul><li>… Quelle aspirazioni appaiono pienamente recepite nella limpida sintesi dei “Principi fondamentali” della Costituzione repubblicana e nell’insieme dei suoi indirizzi e precetti. Ricordiamo i primi dodici articoli della Carta. </li></ul><ul><li>Diritti inviolabili dell’uomo e doveri inderogabili di solidarietà ; uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ; rimozione degli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana ; diritto al lavoro ; unità e indivisibilità della Repubblica ; ripudio della guerra e impegno a promuovere e favorire le organizzazioni internazionali che mirano ad assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni – ebbene, non è precisamente questa l’Italia libera, più giusta, aperta al mondo, che i combattenti per la Resistenza sognavano? Sì, possiamo con buoni motivi dire che il messaggio, l’eredità spirituale e morale della Resistenza, vive nella Costituzione : in quella Costituzione in cui possono ben riconoscersi anche quanti vissero diversamente gli anni 1943-45, quanti ne hanno una diversa memoria per esperienza personale o per giudizi acquisiti. </li></ul>
  25. 25. GENOVA 25 APRILE 2008: INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO FESTA DELLA LIBERAZIONE <ul><li>La Carta costituzionale – di cui stiamo celebrando il sessantesimo anniversario – costituisce infatti la base del nostro vivere comune e della nostra rinnovata identità nazionale. “Nessuna delle forze politiche oggi in campo” – desidero ribadire quel che ho detto dinanzi al Parlamento – può rivendicarne in esclusiva l’eredità”. E’ un patrimonio che appartiene a tutti e vincola tutti. </li></ul>
  26. 26. GENOVA 25 APRILE 2008: INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO FESTA DELLA LIBERAZIONE <ul><li>Contano nella nostra Carta – a sessant’anni dalla sua entrata in vigore – non solo i principi, i diritti e i doveri, ma le istituzioni. </li></ul><ul><li>Queste sono certamente perfettibili e riformabili rispetto al disegno che ne fu definito nel 1946-47, ma esse costituiscono, nell’essenziale, pilastri insostituibili dello Stato di diritto e della democrazia repubblicana : </li></ul><ul><li>ll Parlamento, in cui si esprime la sovranità popolare ; le Regioni e gli enti locali ; la magistratura come ordine autonomo e indipendente ; gli istituti di garanzia costituzionale. Alla vitalità di queste istituzioni è ugualmente affidato il retaggio della Resistenza, la trasmissione della drammatica esperienza vissuta dall’Italia fino alla piena liberazione dal fascismo e dall’oppressione straniera. </li></ul>
  27. 27. GENOVA 25 APRILE 2008: INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO FESTA DELLA LIBERAZIONE <ul><li>Penso a quel che disse, sul ruolo delle istituzioni, un grande costruttore dell’Europa unita Jean Monnet, rivolgendosi nel lontano 1952 all’Assemblea della appena nata Comunità del carbone e dell’acciaio : </li></ul><ul><li>“ Gli avvenimenti tragici che noi abbiamo vissuto” – Monnet si riferiva, evidentemente, alla seconda guerra mondiale da pochi anni conclusasi – “ci hanno forse reso più saggi. Ma gli uomini passano, altri verranno e prenderanno il nostro posto. Quel che potremo lasciar loro non sarà la nostra esperienza personale che sparirà con noi ; quel che possiamo lasciar loro sono delle istituzioni. La vita delle istituzioni è più lunga di quella degli uomini, e le istituzioni possono così, se sono ben costruite, accumulare e trasmettere la saggezza delle generazioni che si succedono”. </li></ul>
  28. 28. GENOVA 25 APRILE 2008: INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO FESTA DELLA LIBERAZIONE <ul><li>In questo spirito celebriamo oggi congiuntamente l’anniversario del 25 aprile e quello della Costituzione e delle istituzioni repubblicane, cui va il rispetto non formale ma effettivo e coerente degli italiani di ogni parte politica per garantire un degno avvenire democratico al nostro Paese. </li></ul><ul><li>Viva la Resistenza, viva la Costituzione, viva l’Italia. </li></ul>
  29. 29. 25 APRILE 2008 <ul><li>IL PRESIDENTE NAPOLITANO ALL’ALTARE DELLA PATRIA </li></ul><ul><li>IL PRESIDENTE NAPOLITANO A GENOVA </li></ul>
  30. 30. I testi e le immagini sono adattati da diversi siti Internet tra cui “Gli amici di Sant’Egidio”, Televideo Rai, Quirinale.it, La Girandola, Anpi, La Repubblica…

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