Progetto Edurisk il terremoto a Crevalcore (BO)

1,268 views

Published on

L’esperienza del terremoto ha lasciato segni profondi nella vita di ognuno di noi, delle nostre famiglie e del nostro paese: sintesi della fase linguistica –espressiva dell’intero percorso.: i luoghi più colpiti parlano ed esprimono pensieri e sentimenti. Classe 3^A Scuola Secondaria"M.Polo" Crevalcore (BO)

Published in: Education
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
1,268
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
12
Actions
Shares
0
Downloads
1
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Progetto Edurisk il terremoto a Crevalcore (BO)

  1. 1.  L’esperienza del terremoto ha lasciato segni profondi nella vita di ognuno di noi, delle nostre famiglie e del nostro paese.  A distanza di tempo abbiamo riflettuto su questo evento e ne è scaturito un percorso di lavoro dal titolo «EDURISK» che significa «Educazione al Rischio». Insieme abbiamo studiato, sperimentato e infine espresso i nostri vissuti. Quella che segue è la sintesi della fase linguistica – espressiva dell’intero percorso.: i luoghi più colpiti parlano ed esprimono pensieri e sentimenti. CLASSE 3°A
  2. 2. CLASSE 3 A Scuola Secondaria M. Polo «Anche i luoghi hanno un’anima» Anno scolastico 2012/2013 ( Percorso interdisciplinare di Scienze della terra , Geografia , Tecnologia, Italiano, Arte )
  3. 3. PANICO … Chiesa di San Silvestro Caro diario, da nove giorni nessuno celebra più sotto le mie volte … Oggi però è successo ancora di peggio : poco dopo le nove di questa mattina un’altra violentissima scossa mi ha colpita! Ho avuto paura di crollare … Sentivo brividi freddi lungo le colonne, le pareti creparsi, la facciata distaccarsi dai muri laterali. Mi sono poi sentita morire quando il mio tetto è stato sfondato dalla croce, che si trovava sul punto più alto della facciata e che è crollata col suo piedistallo, finendo dentro di me, sui banchi, trascinandosi dietro le macerie della volta centrale. In piazza tutta la gente correva gridando e sembrava impazzita: fiumi di persone verso Porta Bologna e verso le scuole…
  4. 4. Rinascita… Chiesa di San Silvestro Caro diario, dopo l’evento traumatico che mi è successo ho deciso di pensare al futuro e immaginarmi la mia nuova vita. Questa notte ho fatto un sogno: ho sognato che un giorno ero ritornata a vivere, mi avevano aggiustata, mi avevano fatto nuova. Che bella soddisfazione ! Avevo cambiato colore, non più quel colore vecchio, ero diventata alla moda. Mi avevano anche cambiato gli occhi, ora vedevo più chiaro; anche il mio corpo era diverso: mi avevano aggiunto statue, fiori, quadri e finalmente nuove panche con cuscini più soffici. Sento il bisogno di voci, voci vive, vere che si scambiano idee… Voglio che ritornino i miei ragazzi a giocare qui davanti a me …
  5. 5. Solitudine e abbandono … Casa dei giovani E’ molto tempo che non sento niente. Eppure le mie orecchie sono sempre tese… Aspetto e continuo ad aspettare che torni qualcuno, che tornino i ragazzi che mi riscaldavano il cuore, che giocavano, svolgevano i compiti e si divertivano. Ormai sto perdendo la speranza … Mi sento orrendamente sola ! E’ inverno, nevica, la neve cade soffice e silenziosa… Dopo il terremoto nessuna persona ha osato avvicinarsi a me, solo per portare via oggetti, facendomi diventare sempre più vuota. Mi hanno circondata, ingabbiata, abbandonata a un triste destino. Ma io non mi arrendo così facilmente … la mia finestra è sempre aperta, per guardare fuori e continuare a sperare che io sia ancora nei loro pensieri…
  6. 6. … Vedo la neve, ma non so il tempo, mi sento orrendamente sola come se fossi su un’isola sperduta e non so se qualcuno mi verrà a cercare, non so se qualcuno penserà a me e mi salverà da questo incubo… Il terremoto mi ha portato via i miei bambini quel 29 maggio 2013; quel giorno i miei piccoli scappavano da me, li vedevo correre via e piangere e urlare … Anche io soffrivo, ma nessuno mi sentiva... Ora ciò che mi fa più paura è il silenzio, il silenzio dei bambini che non vengono più neanche a salutarmi. Ma perché nessuno pensa a me? Forse perché non ho un vero cuore? Ho semplicemente preso in prestito la forma di chi è passato di qui... Mi ricordo di tutti i ragazzi … posso solo chiedere aiuto a Dio per rivederli giocare, correre, urlare …
  7. 7. Rinascita … Casa dei Giovani E continuo a guardare fuori… Ho ricominciato a sperare … Spero in una vita migliore, in un luogo riempito di nuovo dai miei ragazzi, più bello di prima. Voglio voci che si scambiano idee, voglio poter risentire i loro pensieri: sono come musica per le mie orecchie ! Voglio poter rivivere giornate felici e serene; ho bisogno di risentire le loro urla, per una vittoria; i loro pianti, per una caduta e infine le loro inconfondibili risate. ... perché per essere veramente felici, per noi case, basta condividere la vita degli altri attraverso i pensieri
  8. 8. “La prendo io, la prendo io”, “Forza corri, ci sei quasi !” Queste sono le cose di cui ho bisogno: voci vive, vere …non quella della mia coscienza. Nessuno può sapere quanto mi mancano quei ragazzi così irrequieti. Mi manca il loro scrivere sui miei banchi e poi venir sgridati, gli scherzi i agli amici … Pensare a loro mi fa tornare a vivere. Riesco finalmente a pensare in positivo.
  9. 9. Solitudine e … Rinascita Piazza Malpighi Distesa qui, in un lungo strato di terra e mattoni, ho solo la capacità di pensare e di provare emozioni… E’ da tempo che mi sento imprigionata e provo dolore. Ho imparato che cos’è la vera solitudine e il vero silenzio. Quello che ti dice che manca qualcosa e che forse non tornerà… Ma dopo tutto questo comincio a sentire qualcosa di nuovo, sento che ho voglia di ricominciare, ho voglia di tornare come prima, di schiacciare il tasto reset. Ho voglia di rinascere come prima più di prima … Di scoprire che cos’è la felicità e di poter dire che sto bene, di sentire di nuovo i passi degli uomini che camminano su di me e di vedere che tutto è tornato come prima , perché non sono stata dimenticata…
  10. 10. … ad un tratto intravedo delle ombre in lontananza, sento il peso dei loro corpi su di me e allora provo un’emozione che mi dice che non posso più stare sola, che ho bisogno di voci vive, vere, che si scambiano idee… Comincio ad immaginare che quell’ombra si moltiplichi e si trasformi in tantissime persone che parlano, le macchine in circolazione, i bambini che corrono, facendo gran rumore con le loro voci che mi addolciscono il cuore. Le macerie si ricompongono e la piazza torna quella di una volta: il posto più bello e frequentato di Crevalcore. Forse se mi fossi affezionata meno non avrei sentito tanto distacco, ma continuo ad aspettare perché una cosa che l’uomo mi ha insegnato è “mai dire mai ” e “mai perdere la speranza”…
  11. 11. Solitudine … Scuola Marco Polo E’ molto tempo che non sento più niente. Eppure le mie orecchie sono sempre tese… A causa del terremoto sono rimasta sola . Mi mancano quei ragazzini e quelle ragazzine, che un po’ mi odiavano, ma in fondo a me ci tenevano. L’amore che provo nei loro confronti è infinito, come il tempo che passa. Adesso sono stata sostituita da un container insignificante, ma più resistente di me. Almeno lui non si rompe ! Le uniche cose che sento in questo momento sono sentimenti di rabbia e di gelosia nei confronti della nuova struttura grigia e piatta. La gente ha pensato solo all’istruzione e alla sicurezza degli esseri umani, ma non hanno pensato a me: sono stata dimenticata. Quando potranno tornare da me i miei adorati ragazzini ? Per ora posso definirmi morta.
  12. 12. Nostalgia e Speranza… Scuola Marco Polo Mi mancano quei ragazzi, mi mancano tutti, da quelli che si “gasano” ai “secchioni” e anche i professori… Farei qualsiasi cosa per poterli riavere Mi mancano le urla dei ragazzi al suono dell’ultima campanella, le risse quei momenti di silenzio dove si stava con calma e ci si rilassava. Mi manca l’intervallo .. forse la parte più attesa dagli alunni, dopo il suono dell’ultima campanella. Poi il giorno più atteso da tutti, l’ultimo giorno di scuola, dove si mangia e ci si diverte. Alcune volte alcuni ragazzi passano per la mia strada e si fermano per guardarmi, forse per ricordare i vecchi tempi… Spero che in futuro ragazzi e prof. possano di nuovo venire da me, perché una scuola vuota è una scuola morta. FINE

×