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Fascismo

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Il fascismo
1919 - 1939
IL FASCISMO
UNA DEFINIZIONE
Fenomeno politico moderno, nazionalista, antiliberale e antimarxista.
Organizzato in un partito milizia, con una concezione totalitaria della
politica e dello Stato, con una ideologia attivistica, virilistica e giovanilista.
Promotore di una religione laica che afferma il primato assoluto della
nazione, intesa come comunità organica, gerarchicamente organizzata in
uno Stato corporativo, con una vocazione bellicosa alla politica imperialista
e l'obiettivo della creazione di un nuovo ordine mondiale e di una nuova
civiltà.
IL FASCISMO
I CARATTERI
TOTALITARISMO
NAZIONALISMO
IDEOLOGIA ATTIVISTICA
PARTITO MILIZIA
CORPORATIVISMO
IMPERIALISMO
IL FASCISMO
FASCISMO COME TOTALITARISMO
TOTALITARISMO
Esperimento* di dominio politico fondato su una concezione integralista
della politica e finalizzato alla costruzione di un regime a partito unico,
con l'obiettivo dell'omogeneizzazione dei governati e della loro
subordinazione ai progetti imperialisti dello Stato.
ELEMENTI CARATTERIZZANTI
Ideologia totalitaria
Uso della violenza
Mobilitazione delle masse
* Processo continuo: un regime totalitario non è mai compiuto
ALLE ORIGINI DEL FASCISMO
crisi economica
debito pubblico
inflazione
disoccupazione
diseguaglianze sociali
radicalizzazione dello scontro sociale
CRESCITA DEL MOVIMENTO FASCISTA
crisi sociale
nazionalizzazione dei contadini
rafforzamento della classe operaia
mobilitazione dei ceti medi
(“mito della vittoria mutilata”)
crisi politica
debolezza dei governi liberali
crescita di popolari e socialisti
ingovernabilità
conseguenze della prima guerra mondiale
divisioni nel
movimento socialista
IL FASCISMO
DALLE ORIGINI ALLA PRESA DEL POTERE
1919 - 1920 “Biennio rosso”
marzo 1919 Benito Mussolini fonda il Fascio Milanese di Combattimento (programma di San Sepolcro)
settembre 1919 Gabriele D'Annunzio conquista Fiume con una spedizione di volontari
1920 Cade il governo Nitti, gli subentra Giolitti. I fascisti sono sconfitti alle elezioni.
Gennaio 1921 Scissione al congresso socialista di Livorno, nasce il Partito Comunista d’Italia
1921 Alle elezioni i fascisti, alleati con liberali e conservatori, ottengono 32 deputati.
novembre 1921 Nasce il Partito Nazionale Fascista
1922 Culmine della violenza squadrista
28 ottobre 1922 Marcia su Roma
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  • 2. IL FASCISMO UNA DEFINIZIONE Fenomeno politico moderno, nazionalista, antiliberale e antimarxista. Organizzato in un partito milizia, con una concezione totalitaria della politica e dello Stato, con una ideologia attivistica, virilistica e giovanilista. Promotore di una religione laica che afferma il primato assoluto della nazione, intesa come comunità organica, gerarchicamente organizzata in uno Stato corporativo, con una vocazione bellicosa alla politica imperialista e l'obiettivo della creazione di un nuovo ordine mondiale e di una nuova civiltà.
  • 3. IL FASCISMO I CARATTERI TOTALITARISMO NAZIONALISMO IDEOLOGIA ATTIVISTICA PARTITO MILIZIA CORPORATIVISMO IMPERIALISMO
  • 4. IL FASCISMO FASCISMO COME TOTALITARISMO TOTALITARISMO Esperimento* di dominio politico fondato su una concezione integralista della politica e finalizzato alla costruzione di un regime a partito unico, con l'obiettivo dell'omogeneizzazione dei governati e della loro subordinazione ai progetti imperialisti dello Stato. ELEMENTI CARATTERIZZANTI Ideologia totalitaria Uso della violenza Mobilitazione delle masse * Processo continuo: un regime totalitario non è mai compiuto
  • 5. ALLE ORIGINI DEL FASCISMO crisi economica debito pubblico inflazione disoccupazione diseguaglianze sociali radicalizzazione dello scontro sociale CRESCITA DEL MOVIMENTO FASCISTA crisi sociale nazionalizzazione dei contadini rafforzamento della classe operaia mobilitazione dei ceti medi (“mito della vittoria mutilata”) crisi politica debolezza dei governi liberali crescita di popolari e socialisti ingovernabilità conseguenze della prima guerra mondiale divisioni nel movimento socialista IL FASCISMO
  • 6. DALLE ORIGINI ALLA PRESA DEL POTERE 1919 - 1920 “Biennio rosso” marzo 1919 Benito Mussolini fonda il Fascio Milanese di Combattimento (programma di San Sepolcro) settembre 1919 Gabriele D'Annunzio conquista Fiume con una spedizione di volontari 1920 Cade il governo Nitti, gli subentra Giolitti. I fascisti sono sconfitti alle elezioni. Gennaio 1921 Scissione al congresso socialista di Livorno, nasce il Partito Comunista d’Italia 1921 Alle elezioni i fascisti, alleati con liberali e conservatori, ottengono 32 deputati. novembre 1921 Nasce il Partito Nazionale Fascista 1922 Culmine della violenza squadrista 28 ottobre 1922 Marcia su Roma IL FASCISMO
  • 7. 1919 - 1920 “Biennio rosso” Agitazioni operaie e contadine, con scioperi e occupazioni di terre e fabbriche. A sud i contadini occupano le terre dei latifondisti. A Nord i braccianti sottraggono agli agrari il controllo del mercato del lavoro A Milano e Torino gli operai dopo una serie di scioperi iniziano l’occupazione delle fabbriche rivendicando il potere per i “Consigli di fabbrica” Il precipitare della crisi economica e la strategia di non intervento dei governi liberali portano all’esaurimento dell’esperienza. Guardie rosse all'interno di una fabbrica occupata (1920) Antonio Gramsci (1920) Il suo gruppo, “Ordine nuovo”, fu tra i più attivi nel promuovere le occupazioni delle fabbriche a Torino. IL FASCISMO
  • 8. Programma di Piazza San Sepolcro Al momento della costituzione del primo Fascio di combattimento a Milano (marzo 1919) il programma di Mussolini è ancora estremamente confuso: è fortemente nazionalista, ma anche anticapitalista, anticlericale e antimonarchico. Negli anni successivi Mussolini attenuerà sempre più gli aspetti “di sinistra” dell’ideologia fascista, operando un vero e proprio rovesciamento e trasformandosi nel difensore della monarchia, della proprietà, dei valori della religione cattolica. Al momento della nascita del Partito Fascista l’anima rivoluzionaria del movimento fascista e messa da parte e Mussolini può mostrarsi sempre più come “uomo d’ordine”, l’unico in grado di evitare che l’Italia precipiti nel caos. Mario Sironi, Squadra d’azione Quadro celebrativo delle “squadracce” fasciste IL FASCISMO
  • 9. La questione fiumana La decisione di non assegnare all’Italia Fiume e la Dalmazia scatenò la polemica della “vittoria mutilata”. Nel settembre del 1919 Gabriele D’Annunzio a capo di un gruppo di volontari (soprattutto reduci della Grande Guerra) occupa la città di Fiume, in Istria, senza il consenso del governo. Nel 1920 Giolitti firma il trattato di Rapallo: l’Istria passa all’Italia, la Dalmazia passa alla Jugoslavia, Fiume viene dichiarata città libera. L’esercito italiano sgombera la città dalle milizie dannunziane. Nel 1924 Fiume viene annessa all’Italia a seguito di una diversa ripartizione del territorio istriano. Gabriele D’Annunzio proclama la reggenza del Carnaro. L’avventura di D’Annunzio a Fiume può essere interpretata come una sorta di prova generale della successiva politica di Mussolini: uso della forza (in particolare reduci), nazionalismo, teatralizzazione della politica (discorsi dal balcone, adunate, slogan, bandiere ecc.). IL FASCISMO
  • 10. Lo squadrismo fascista Elemento decisivo per la presa del potere da parte di Mussolini fu l’uso sistematico della violenza organizzata contro il movimento operaio. Le squadre d’azione fasciste erano costituite soprattutto da giovani reduci appartenenti alla piccola e media borghesia. Lo squadrismo fascista fu finanziato dagli agrari della pianura padana, appoggiato dalla borghesia e poteva agire con la copertura delle forze dell’ordine e dell’esercito. Le forze liberali, pur non condividendo i metodi fascisti, pensarono di poter utilizzare la sua violenza per sconfiggere la protesta delle classi lavoratrici. Una squadra di fascisti in posa prima di una delle sue “spedizioni punitive” Tra il 1919 ed il 1922 furono sempre più frequenti le violenze delle squadre fasciste contro esponenti del movimento socialista, lavoratori in sciopero, sedi di partiti e sindacati, amministrazioni comunali socialiste. IL FASCISMO
  • 11. La marcia su Roma Il 24 ottobre 1922, al culmine di mesi di violenze fasciste, Mussolini organizza un grande raduno di camice nere a Napoli e minaccia di Marciare su Roma. Nei giorni successivi, grazie a numerose complicità istituzionali, le squadre fasciste cominciano l’avvicinamento alla capitale, mentre Mussolini attende a Milano pronto a fuggire in caso di fallimento. Il Re, di fronte al rischio di una guerra civile, rifiuta di firmare lo stato d’assedio proposto dal dimissionario Facta. L’esercito non riceve l’ordine di intervenire. Il 29 ottobre Mussolini è incaricato di formare il nuovo governo. Mussolini con i quadrumviri Bianchi, Balbo, De Bono e De Vecchi Le squadre fasciste in marcia verso Roma erano disorganizzate e mal equipaggiate, l’esercito avrebbe potuto fermarle senza difficoltà. Furono le simpatie di cui godeva Mussolini negli ambienti militari, monarchici e conservatori in genere a spaventare il Re tanto da fargli temere lo scoppio di una guerra civile e da indurlo a incaricare proprio Mussolini della formazione del nuovo governo. IL FASCISMO
  • 12. CHIESA, FASCISMO, MONARCHIA in una rappresentazione della propaganda fascista IL FASCISMO Mussolini mantenne a lungo una posizione ambigua fra politica terroristica e politica di normalizzazione, alimentando o frenando la violenza squadrista a seconda dei casi. Egli tuttavia mirava soprattutto a consolidare il suo potere attraverso il compromesso con le istituzion tradizionali: con la monarchia, con la Chiesa e con il mondo economico
  • 13. LA COSTRUZIONE DEL REGIME novembre 1922 Primo governo Mussolini (di coalizione con liberali e popolari) dicembre 1922 Istituzione del Gran Consiglio del Fascismo gennaio 1923 Le squadre fasciste vengono organizzate nella Milizia fascista 1923 Legge elettorale Acerbo giugno 1924 Omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti e “Aventino” gennaio 1925 Discorso di Mussolini alla Camera 1925 - 1926 “LEGGI FASCISTISSIME” IL FASCISMO
  • 14. IL FASCISMO L'OMICIDIO MATTEOTTI Il 30 maggio 1924 Matteotti, deputato e segretario del PSU, prese la parola alla Camera dei deputati per contestare i risultati delle elezioni tenutesi il precedente 6 aprile. Probabilmente il discorso “diede a Mussolini e ai fascisti la sensazione precisa di avere di fronte in quella Camera un'opposizione molto più combattiva di quella esistente nella Camera precedente e non disposta a subire passivamente illegalità e soprusi” (Giorgio Candeloro). Il 10 giugno 1924 membri della polizia politica fascista, capeggiati da Amerigo Dumini, aggredirono e rapirono Matteotti, per poi ucciderlo e farne sparire il corpo (che verrà ritrovato solo il 16 agosto). La profonda emozione susciatata dal delitto e la scelta dell'opposizione antifascista di abbandonare l'aula parlamentare (Aventino) fecero vacillare il governo Mussolini. L'appoggio della monarchia e di parte della borghesia liberale permise però a Mussolini di rimare al suo posto
  • 15. IL FASCISMO IL DISCORSO DI MUSSOLINI ALLA CAMERA « Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l'arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi » (Benito Mussolini, discorso alla Camera, 3 gennaio 1925)
  • 16. “LE LEGGI FASCISTISSIME” distruzione del regime parlamentare DITTATURA FASCISTA IL FASCISMO persecuzione degli oppositori soppressione libertà individuali Attraverso una sorta di “rivoluzione legale” il Parlamento dominato dai fascisti approvò un complesso organico di leggi autoritarie che, pur preservando formalmente la forma della Monarchia Costituzionale, eliminarono di fatto l'ordinamento liberale
  • 17. “LE LEGGI FASCISTISSIME” 1925 Soppressione della libertà di associazione 1926 Fascistizzazione della stampa Reintroduzione pena di morte per reati politici Istituzione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato Istituzione dell’OVRA Divieto di sciopero 1925 – 1926 Supremazia potere esecutivo sul Parlamento 1926 Soppressione delle autonomie locali (Podestà) 1928 Soppressione delle elezioni e trasformazione del Gran Consiglio in organo Costituzionale 1939 Sostituzione del Parlamento con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni IL FASCISMO distruzione del regime parlamentare persecuzione degli oppositori soppressione libertà individuali
  • 18. L’ORGANIZZAZIONE DEL CONSENSO Il fascismo creò un'efficace macchina propagandistica, utilizzando la stampa, la radio e il cinema, per la valorizzazione spettacolare dei successi del regime e per mantenere le masse in uno stato di mobilitazione emotiva permanente attraverso riti e cerimonie collettive. Attraverso l'organizzazione e la mobilitazione delle masse il regime mirava sia ad assicurarsi un consenso diffuso, sia alla trasformazione antropologica degli italiani per creare un “italiano nuovo” il cui carattere doveva riassumersi nel motto: “credere, obbedire, combattere”. IL FASCISMO
  • 19. L’ORGANIZZAZIONE DEL CONSENSO ➢ Creazione del Ministero della Cultura Popolare (Minculpop) ➢ Culto del Duce ➢ Culto della “romanità” ➢ Inquadramento degli italiani in organizzazioni facenti capo al partito fascista ➢ Fascistizzazione della scuola ➢ “Teatralizzazione della politica” ➢ Uso dei moderni mezzi di comunicazione di massa (Istituto Luce, Eiar) ➢ Assistenzialismo ➢ Patti Lateranensi IL FASCISMO
  • 20. I grandi miti che dovevano unire gli italiani erano la celebrazione dell’Impero romano e l’esaltazione del suo Duce che poteva restituire all’Italia il suo glorioso passato IL FASCISMO
  • 21. Per l'educazione totalitaria delle nuove generazioni il fascismo si avvalse ampiamente della scuola. A partire dal 1928 fu decisa l'introduzione del libro di testo unico per le scuole elementari e la fascistizzazione dei testi delle scuole secondarie. Il comportamento degli alunni fu militarizzato e nella vita scolastica furono introdotti miti e riti fascisti. IL FASCISMO
  • 22. I giovani furono inquadrati in associazioni paramilitari: dai Figli della lupa ai Balilla, alla Gioventù italiana del littorio, fino ai Gruppi Universitari Fascisti. Ginnastica collettiva, esercitazioni e sfilate in uniforme vennero imposte nei luoghi di studio e di lavoro. IL FASCISMO
  • 23. Nel 1925 fu statalizzato l’Istituto Luce, che deteneva il monopolio dell’informazione cinematografica Nel 1927 viene costituita l’EIAR (Ente Italiano Audizione Radiofoniche), la radio fu uno dei più potenti strumenti di propaganda del regime IL FASCISMO
  • 24. IL FASCISMO Con la sua politica culturale il fascismo mirò a diffondere la propria ideologia attraverso forme diversificate, a volte contraddittorie, non sempre ideologicamente esplicite. In campo culturale il regime mantenne un atteggiamento eclettico, rinunciando ad imporre una “arte di Stato”, specialmente nel campo delle manifestazioni letterarie. In tal modo il regime ottenne l'adesione, più o meno convinta, di ampi settori della cultura, dell'arte e più in generale del mondo intellettuale italiano.
  • 25. L’11 febbraio 1929 Mussolini ed il cardinale Gasparri sottoscrivono i Patti Lateranensi All’indomani della firma dei Patti lateranensi Papa Pio XI salutava Mussolini come “l’uomo della Provvidenza”. La firma del concordato fu indubbiamente un successo di Mussolini che, in questo modo, rafforzava il consenso dell’opinione pubblica verso il suo regime e poteva consolidare la sua opera di “fascistizzazione” della società italiana. I Patti lateranensi Uno dei passaggi chiave nella fascistizzazione della società italiana fu la pacificazione con la chiesa cattolica, sancita dai Patti lateranensi. Si trattava di tre documenti distinti: un trattato, una convenzione finanziaria e un concordato. Il trattato prevedeva il mutuo riconoscimento di Stato e Chiesa e prevedeva l’istituzione della Città del vaticano. La convenzione finanziaria fissava un risarcimento per i beni espropriati al momento dell’unificazione italiana Il concordato prevedeva il giuramento di fedeltà dei vescovi allo stato in cambio di importanti privilegi alla chiesa cattolica: il cattolicesimo diventava religione di stato e lo stato italiano si impegnava a riconoscere gli effetti civili del matrimonio religioso e ad impartire l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole. IL FASCISMO
  • 26. LA POLITICA ECONOMICA DEL FASCISMO CORPORATIVISMO - PROTEZIONISMO - STATALISMO • abolizione dei sindacati; • repressione conflittualità operaia; • istituzione delle corporazioni e dei contratti collettivi di lavoro. subordinazione degli interessi di classe agli interessi nazionali tutela degli interessi della borghesia industriale a scapito delle masse operaie - risposta alla crisi del ‘29 - valenza ideologica tutela dei ceti medi tutela dei grandi agrari tutela della grande industria “stato imprenditore” “stato banchiere” strumento di mobilitazione dell’opinione pubblica IL FASCISMO
  • 27. 1922 - 1926 Politica economica liberista 1926 “Quota Novanta” 1926 “Battaglia del grano” 1928 Bonifica integrale 1933 creazione dell’IRI e dell’IMI 1934 Istituzione del Ministero delle Corporazioni 1936 Autarchia LA POLITICA ECONOMICA DEL FASCISMO rivalutazione della lira (difesa redditi dei ceti medi) stimolo della produzione agricola e riduzione delle importazioni IL FASCISMO creazione occupazione
  • 28. La nascita dell’IRI Per far fronte alla crisi del ‘29 lo stato fascista fu costretto ad intervenire in maniera sempre più massiccia nell’economia italiana. Le varie partecipazioni azionarie accumulate per salvare industrie in difficoltà vennero raccolte nel 1933 dall’IRI, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale, presieduto da Alberto Beneduce. Al patrimonio industriale dell’IRI si aggiunse poi quello finanziario dell’IMI, l’Istituto Mobilare Italiano, destinato a sostituire le vecchie banche miste nel finanziamento degli investimenti industriali. L’industria di stato (o a partecipazione statale) e la banca pubblica, nate negli anni trenta, sopravvissero al regime e diventarono istituzioni fondamentali nella successiva storia economica italiana. Una foto delle acciaierie Terni negli anni ‘30 L’IRI, Istituto per la Ricostruzione Industriale, si trovò nel giro di pochi anni a possedere un vero e proprio impero industriale. Tutti i più importanti settori produttivi erano controllati dall’istituto: dalla siderurgia all’industria estrattiva, dalla cantieristica alla costruzione di locomotive, dall’industria automobilistica a quella delle fibre artificiali. IL FASCISMO
  • 29. LA POLITICA ESTERA FASCISTA 1922 - 1933 politica estera ambivalente Revisione dell’assetto europeo uscito dalla Prima guerra mondiale Mussolini garante della pace europea 1933 avvento del nazismo in Germania (1933-1935) Tentativo di Mussolini di frenare l’aggressività tedesca proponendosi come mediatore fra Hitler e le potenze occidentali 1935 guerra d’Etiopia rottura dell’equilibrio internazionale avvicinamento fra Italia e Germania 1936 Asse Roma-Berlino 1936 Partecipazione alla guerra civile spagnola 1937 Patto anticomintern (Italia, Germania e Giappone) SECONDA GUERRA MONDIALE 1938 ”leggi razziali” IL FASCISMO
  • 30. La conquista dell’Etiopia La guerra d’Etiopia (ottobre 1935 - maggio 1936)rappresenta il culmine del progetto di espansione coloniale italiana. Si trattò dell’ultima guerra coloniale europea, condotta dal maresciallo Graziani senza risparmio di uomini e mezzi. La guerra si concluse rapidamente, anche per la brutalità con cui fu condotta (coinvolgimento di civili, uso di armi chimiche proibite), ma la resistenza etiope continuò fino alla fine dell’occupazione. La scelta imperialista rappresentò una delle ultime carte giocate dal regime per superare la difficile crisi economica e mantenere il consenso. Essa tuttavia costò all’Italia la condanna dell’opinione pubblica mondiale (sanzioni economiche decretate dalla Società delle Nazioni) e causò quell’isolamento diplomatico che la spinse a rafforzare la sua alleanza con la Germania di Hitler. Manifesto propagandistico sulla guerra d’Etiopia IL FASCISMO
  • 31. Fascismo e “Fascismi” elezioni 1932: NSDAP 38% dei voti Hitler a capo di un governo di coalizione incendio del Reichstag (27 - 2 - 1933) elezioni 1933: NSDAP 44% dei voti 24 marzo 1933 il Parlamento concede a Hitler i pieni poteri 1 agosto 1933 Hitler presidente della Repubblica Notte dei lunghi coltelli (30 giugno 1934) IL NAZIONALSOCIALISMO TEDESCO Debolezze della Repubblica di Weimar Divisione del movimento operaio Destra nazionalista eversiva ascesa di HITLER Conseguenze della “Grande Crisi” instaurazione di un regime di terrore contro le opposizioni la violenza nazista dilaga in Germania eliminazione dei capi delle SA (ala sinistra del partito) per ottenere l’appoggio dell’esercito e dei gruppi imprenditoriali
  • 32. Fascismo e “Fascismi” I CARATTERI DELLA POLITICA NAZIONALSOCIALISTA Rilancio dell’economia CORPORATIVISMO e DIRIGISMO (Göring) Nazionalismo e IMPERIALISMO politica estera espansionistica dottrina del “Lebensraum” RAZZISMO antisemitismo 1935 Leggi di Norimberga 1936 istituzione campi di concentramento 1938 Notte dei cristalli 1942 “Soluzione finale” TOTALITARISMO REPRESSIONE Creazione del Grande Reich Tedesco e di un Nuovo Ordine Europeo PROPAGANDA Gestapo e SS (Himmler) uso dei moderni mezzi di comunicazione di massa (Goebbles)
  • 33. Fascismo e “Fascismi” Ungheria, Yugoslavia, Polonia, Turchia, Lituania, Portogallo IL FASCISMO EUROPEO anni ‘20 Formazione di regimi autoritari nazionalisti Conseguenze della “grande crisi” Avvento al potere di Hitler anni ‘30: diffusione del modello fascista e trasformazione in senso totalitario dei vecchi autoritarismi Estonia e Lettonia, Bulgaria, Romania, Grecia, AUSTRIA, SPAGNA riavvicinamento tra le forze antifasciste: politica dei “Fronti popolari”
  • 34. Fascismo e “Fascismi” La guerra civile spagnola La vittoria del Fronte Popolare alle elezioni del 1936 segnò di fatto l’inizio della guerra civile spagnola. L’esercito, guidato dal generale Francisco Franco e con l’appoggio della Chiesa, dei grandi latifondisti e dei miliziani falangisti, attuò un colpo di stato che divise in due il paese. A fianco di Franco si schierarono Hitler e Mussolini, che inviarono in Spagna uomini e mezzi. A difendere la repubblica accorsero invece volontari antifascisti da ogni parte del mondo, che si organizzarono nelle Brigate internazionali. La Guerra civile spagnola, seppure terminata con la vittoria di Franco (1939) e l’instaurazione di un regime fascista che sopravvisse alla seconda guerra mondiale, rappresentò una tappa fondamentale in vista del successivo scontro europeo fra fascismo e antifascismo. Pablo Picasso, GUERNICA, 1937 (particolare) Uno degli episodi più cruenti della guerra civile spagnola fu il bombardamento aereo di Guernica. La cittadina non era teatro di azioni belliche quindi nel bombardamento persero la vita soprattutto donne e bambini.